Discoverl'angolo di donpi
l'angolo di donpi

l'angolo di donpi

Author: don Pietro Carrara

Subscribed: 3Played: 43
Share

Description

omelie, pensieri e riflessioni di don Pietro Carrara, sacerdote della Diocesi di Bergamo. Non è teologo né biblista, ma un semplice prete in ministero che si nutre ogni giorno della Parola di Dio e cerca di “spezzettarla” anche per gli altri.

Attualmente presta servizio presso il Santuario di San Giovanni XXIII a Sotto il Monte Giovanni XXIII (BG).
194 Episodes
Reverse
Siamo chiamati ad un cammino di continua purificazione dello sguardo, per imparare a vedere le cose e le persone come le guarda Dio, che vede il cuore.(leggi qui la versione testuale)
Possiamo incontrare il Padre solo «in spirito e verità», ovvero nello Spirito Santo donato da Gesù. Siamo chiamati a convertire la nostra religiosità malata.(leggi qui la versione testuale)
Ogni tanto abbiamo bisogno di un assaggio di eternità, ma non dobbiamo cadere nella tentazione di cercarla subito, fuggendo dalla quotidianità e dalla Croce.(leggi qui la versione testuale)
Mangiare non è solo l’atto del nutrirsi, ma simbolo della sottile e continua tentazione di appropriarsi di qualcosa o di qualcuno: un desiderio che va educato.(leggi qui la versione testuale)
Per entrare nel regno dei cieli non basta la “giusta misura” ma occorre un “di più”: dobbiamo imparare a sovrabbondare nell’Amore, sull’esempio di Cristo.(leggi qui la versione testuale)
Gesù ci ha costituiti sale della terra e luce del mondo, ma sta a noi scegliere liberamente se agire in quanto tali, compiendo le Sue opere e non le nostre.(leggi qui le versione testuale)
Le Beatitudini sono una chiamata ad essere felici, in cui Dio sceglie le categorie più impensabili dal punto di vista umano per confondere il mondo dei forti.(leggi qui la versione testuale)
Nel nostro cuore c’è spesso la tristezza anziché la gioia perché, anziché ascoltare e annunciare il Vangelo, siamo avidi ricercatori di notizie di cronaca nera.(leggi qui la versione testuale)
La grazia che Paolo augura ai cristiani è il dono ottenutoci da Cristo, agnello di Dio, venuto a sollevare il peso del peccato che ci opprime e farsene carico.(leggi qui la versione testuale)
Dicendoci «questi è il Figlio mio», Dio ci sta parlando di Sé: ci sta dicendo che la Sua giustizia è misericordia che guarisce, salva e libera dal peccato.(leggi qui la versione testuale)
Come i Magi siamo chiamati ad adorare Dio, e Lui soltanto, perché solo Lui ci ama di amore infinito e ha mandato suo Figlio a offrire la Sua vita per noi.(leggi qui la versione testuale)
Dio ci ha svelato non solo Sé stesso ma anche ciò che siamo noi per Lui, ovvero: figli nel Figlio, benedetti, santi e amati. Viviamo onorando questa identità!(leggi qui la versione testuale)
«Nato da donna, nato sotto la legge» è la trascrizione teologica paolina del mistero dell’Incarnazione, che è subito mistero di salvezza. Natale è già Pasqua!(leggi qui la versione testuale)
Il custodire con delicatezza e premura, dentro una famiglia, non è compito solo del padre, ma di tutti i componenti: è un dovere mutuo reciproco.(leggi qui la versione testuale)
Se ci lasceremo “addomesticare” dal bambino Gesù, lasciandoci amare così come siamo, si scioglieranno le paure che ci tengono prigionieri e ci rendono cattivi.(leggi qui la versione testuale)
Matteo ci sta dicendo: «Vuoi contribuire alla realizzazione e al perfezionamento del disegno di Dio generando Cristo? Guarda Giuseppe, e anche tu fa’ così».(leggi qui la versione testuale)
Il Battista ci insegna che quando i dubbi fanno vacillare la nostra fede occorre «risalire alla fonte», chiedere spiegazione all’Unico che la può dare: Cristo.(leggi qui la versione testuale)
Abbiamo già preparato tutto l’occorrente per il Natale: lucine, alberi, presepi, regali… ma la via al nostro cuore perché vi possa trovare posto il Signore?(leggi qui la versione testuale)
L’invito a vegliare e stare pronti non fa leva sulla paura o l’angoscia, ma chiama a vivere la vita come servizio attento agli altri anziché al proprio comfort.(leggi qui la versione testuale)
Per entrare nel regno di Dio dobbiamo assumere lo stesso atteggiamento umile e confidente del “buon ladrone”, che chiede a Gesù di ricordarsi di lui.(leggi qui la versione testuale)
loading
Comments 
loading