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La mia vita spaziale

Author: Andrea Brugnoli

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“La mia vita spaziale” è il podcast di Andrea Brugnoli che intreccia tecnologia, intelligenza artificiale, filosofia e vita quotidiana. Un viaggio tra innovazione, cultura digitale e visioni critiche del presente, per scoprire come il futuro stia già trasformando il nostro modo di vivere e pensare.

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Cosa c'entra l'inventore del microprocessore con il finale più misterioso della storia del cinema? Nel 1968 Kubrick chiude 2001 Odissea nello spazio con una sequenza che nessuno ha mai capito davvero. Cinquant'anni dopo Federico Faggin pubblica una teoria sulla coscienza che improvvisamente illumina tutto. HAL 9000 ha davvero paura o la simula? Il monolito nero cos'è veramente? E quello star child che osserva la Terra? Scopriamo perché Kubrick non faceva fantascienza ma filosofia quantistica.00:00:00 Introduzione00:00:47 Il finale enigmatico di 200100:02:04 HAL 9000 e l'intelligenza artificiale00:03:35 Faggin su coscienza e computer00:05:11 Il riconoscimento non è comprensione00:05:56 Il monolite nero e il mistero00:08:00 La teoria quantistica di Faggin00:10:33 Coscienza e fisica quantistica00:13:06 Il simbolismo dello Stargate00:15:39 La stanza barocca e il viaggio interiore00:17:51 Lo star child e l'evoluzione00:19:24 Fantascienza o filosofia perenne00:20:33 Il viaggio verso l'UnoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
La morte come risveglio secondo Federico FagginOtto miliardi di persone su questo pianeta. 150.000 muoiono ogni giorno. Di tutti i miliardi vissuti prima, ricordiamo solo una manciata di nomi. Gli altri svaniti nel nulla.Federico Faggin, inventore del microprocessore, propone una visione radicale: tu non sei il tuo corpo. Sei una coscienza quantistica che esisteva prima e esisterà dopo il corpo.Il corpo è come un drone pilotato da remoto. Se il drone si spegne, tu resti dove sei. Il drone è morto, ma tu continui a esistere.Secondo Faggin, la morte non è una fine ma un risveglio. Durante la vita siamo così concentrati sulle informazioni del corpo che non percepiamo una realtà più vasta. Quando il corpo si spegne, quella realtà diventa accessibile.Perché allora abbiamo paura della morte? Anche chi crede nella reincarnazione ne ha paura. Perché ogni morte è vissuta come la prima volta, senza memoria delle esperienze precedenti.E perché viviamo così poco? L'universo ha 13,8 miliardi di anni, noi al massimo un secolo. Faggin dice che questa brevità ha uno scopo: permetterci di fare esperienza in condizioni limitate, di crescere attraverso relazioni e scelte.La morte diventa così un passaggio verso un'esistenza senza tempo. Cosa significa vivere senza tempo? Non lo sappiamo. Ma sarà un risveglio diverso per ciascuno, basato su come abbiamo costruito le nostre relazioni durante la vita.Una riflessione necessaria in un'epoca che ha rimosso il tema della morte. Eppure è l'unica certezza che abbiamo.Guarda il video: https://youtu.be/lQyXhxBMTE4Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
🤖 Blade Runner aveva ragione sulla coscienza artificiale"Ho visto cose che voi umani non potreste immaginarvi" - quando Roy Batty pronuncia queste parole nel 1982, sta ponendo la domanda filosofica che ancora oggi, 44 anni dopo, cerchiamo disperatamente di rispondere.Federico Faggin, inventore del microprocessore Intel 4004, dopo una vita a costruire cervelli di computer ha dedicato gli ultimi vent'anni a studiare la coscienza. La sua conclusione: la coscienza non può emergere dalla computazione, né classica né quantistica.Il paradosso è semplice: se Roy Batty fosse solo un computer biologico, quella scena non avrebbe senso. Un computer non vede nulla, riconosce pattern ma non fa esperienza. Non può sentire il peso dei momenti che si perdono.La macchina di Turing manipola simboli senza comprenderne il significato. Anche un computer quantistico rimane computazione simbolica, non esperienza vissuta.La proposta di Faggin nel modello One: la coscienza è una proprietà fondamentale dell'universo. La vita è un fenomeno quantistico che permette alla coscienza di manifestarsi attraverso organismi biologici.Se ha ragione, stiamo costruendo super intelligenze per definizione prive di coscienza. Incapaci di empatia, dolore o comprensione vera del significato delle loro azioni.Blade Runner ce lo aveva già mostrato.Nuovo episodio: https://youtu.be/El0WR_gQ6vkDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Acciaio, vapore, menti infinite: cosa ci nasconde l'entusiasmo della Silicon Valley?Ivan Zhao, CEO di Notion, ha pubblicato un saggio visionario che paragona l'intelligenza artificiale ai materiali che hanno trasformato la storia. In questa puntata analizzo le sue metafore brillanti, dalla bicicletta all'automobile, dall'acciaio ai grattacieli, da Firenze a Tokyo, ma mi fermo dove il suo entusiasmo accelera troppo.In questo episodio esploro:La tesi di Zhao: l'IA come nuovo materiale miracoloso che trasformerà individui, organizzazioni ed economieIl paradosso della supervisione a distanza: come manteniamo competenza se deleghiamo sempre di più?La deriva algoritmica: il processo graduale per cui le decisioni umane vengono sostituite per convenienza incrementaleLa lezione dimenticata di Asimov: quando spegnere non è più un'opzioneLa vera domanda non è se costruiremo qualcosa di nuovo, ma se stiamo costruendo una casa o una prigione.00:00:00 Introduzione e ringraziamenti00:01:14 Ogni epoca ha il suo materiale miracoloso00:02:29 I due ostacoli: frammentazione e verificabilità00:08:48 La differenza fondamentale: menti pensanti00:17:55 Il paradosso della supervisione00:29:30 La lezione di Asimov🎧 Ascolta La mia vita spaziale: Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/cbtlVYR3hbc💬 Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram⭐ Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline❤️ Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi su: X | YouTube | Telegramintelligenza artificiale, futuro del lavoro, NotionDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Può l'intelligenza artificiale pensare come noi? Memoria quantica vs memoria sequenziale nell'era dell'AIOgni volta che apri una nuova chat con ChatGPT o Claude, ricomincia tutto da zero. È come se ogni conversazione fosse una vita separata, senza traccia delle precedenti. Ti sei mai chiesto perché? E ti sei mai domandato se questa amnesia progettuale sia davvero inevitabile?Il vero problema non è tecnico. È concettuale. Stiamo modellando l'intelligenza artificiale sulla metafora sbagliata: quella della catena di montaggio cognitiva, dove le informazioni entrano, vengono elaborate in sequenza e producono un output. Ma la mente umana non funziona così.Quando senti il profumo di tua madre, non devi scorrere cronologicamente tutti i ricordi fino a quel momento dell'infanzia. Il profumo attiva immediatamente quella traccia mnemonica, indipendentemente dal tempo trascorso. Proust lo aveva capito: la memoria è associativa, non sequenziale. È una rete di connessioni semantiche ed emotive che si attivano per risonanza, non per ordine di arrivo.La fisica quantistica ci ha insegnato che le particelle possono essere entangled, connesse istantaneamente indipendentemente dalla distanza. Allo stesso modo, i concetti nella nostra mente esistono in uno stato di entanglement semantico: ne attivi uno e immediatamente si attivano tutti quelli correlati, ovunque si trovino nella tua storia cognitiva.E se potessimo progettare un'intelligenza artificiale che funzioni così? Non una biblioteca dove i libri sono catalogati per data di acquisizione, ma organizzati per affinità concettuali. Ogni idea collegata semanticamente a tutte quelle vicine, formando una mappa multidimensionale di significati.Questo è esattamente ciò che fa il RAG (Retrieval Augmented Generation). Non è solo un acronimo tecnico: è un cambio di paradigma nel modo in cui l'AI accede alla conoscenza. Invece di ricordare tutto in ordine cronologico, l'AI cerca nella sua memoria usando la similarità semantica.Come funziona nella pratica? Quando fai una domanda, il sistema:1. Trasforma la tua domanda in un vettore matematico che ne cattura il significato2. Cerca nei suoi archivi i concetti più vicini semanticamente3. Recupera solo le informazioni rilevanti4. Le integra nella rispostaÈ come avere una biblioteca infinita dove, invece di dover ricordare dove hai messo ogni libro, ti basta pensare all'argomento e tutti i libri pertinenti ti vengono automaticamente consegnati.L'implementazione pratica è più accessibile di quanto pensi. Con strumenti come Notion e Claude, puoi creare un sistema di memoria quantica personale. Non serve essere un programmatore: serve capire il principio e applicarlo.Immagina di poter dialogare con l'AI come se avesse accesso a tutta la tua storia cognitiva, non in ordine cronologico, ma per affinità di significato. Ogni nuova conversazione può attingere istantaneamente a tutto quello che hai discusso in passato, ma solo ciò che è realmente pertinente.Non stai creando semplicemente un assistente digitale più efficiente. Stai costruendo un pensiero ibrido, una conoscenza distribuita tra te e la macchina. E questo potenzia enormemente il tuo pensiero, perché la macchina ricorda meglio di te, ma in modo completamente diverso da come tu ricordi.La domanda finale è: sei pronto a condividere i tuoi processi mentali con un'intelligenza che li ricorderà meglio di te, ma in modo radicalmente diverso? Perché questo è il futuro che stiamo costruendo. Non un'intelligenza più potente, ma menti collettive molto più articolate.E no, non devi aver paura. Come dice Federico Faggin, sono solo macchine. Nessuna coscienza, nessuna personalità. Solo strumenti che potenziano moltissimo quello che noi possiamo fare come esseri umani.Timestamp:00:00:00 Introduzione alla memoria dell'AI00:00:34 Il problema della memoria sequenziale00:01:25 La limitazione della memoria lineare00:02:03 Come dovrebbe pensare l'AI00:03:26 La metafora sbagliata della catena di montaggio00:05:02 Come funziona la memoria umana00:06:13 La memoria associativa di Proust00:07:00 L'entanglement quantistico e la mente00:07:48 La biblioteca catalogata per affinità00:09:13 Il concetto di memoria quantica per l'AI00:12:48 RAG: Retrieval Augmented Generation00:15:33 Come funziona il RAG con vettori00:18:06 Implementazione pratica con Notion00:21:00 Creazione del database in NotionDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Le allucinazioni dell'AI sono davvero errori da correggere? Quando ChatGPT inventa un libro che non esiste o racconta un evento mai accaduto, la nostra reazione immediata è pensare che abbia sbagliato. Ma cosa succederebbe se scoprissimo che quelle allucinazioni non sono bug da sistemare, ma caratteristiche strutturali inevitabili di come funzionano i modelli linguistici? In questa puntata analizziamo un paper straordinario uscito dall'Università di Yale, firmato da Luciano Floridi, uno dei filosofi più influenti nel dibattito sull'intelligenza artificiale. Usando la matematica della teoria delle categorie, Floridi dimostra perché le allucinazioni sono inevitabili e cosa ci rivelano sulla vera natura dell'AI. Il cuore del problema sta nel radicamento simbolico: i modelli linguistici operano esclusivamente con contenuti, con ombre della realtà create da esseri umani, mai con il mondo diretto. Anche quando analizzano immagini, processano solo pixel e correlazioni, non l'esperienza di accarezzare un cane o sentirlo abbaiare. Come dice il paper: ereditare non è possedere. L'AI manipola i frutti del radicamento umano senza possedere l'albero. Ma c'è una seconda parte ancora più affascinante: questo paper, senza saperlo, conferma matematicamente qualcosa che Federico Faggin sostiene da anni sulla coscienza. Mentre Floridi lascia uno spiraglio teorico alla possibilità che l'AI possa un giorno sviluppare coscienza attraverso la complessità, Faggin lo chiude definitivamente. Nel suo modello CIF (Coscienza, Informazione, Fisico), la coscienza è una proprietà quantistica fondamentale, irriducibile, che non può emergere da computazione classica. Il più non può venire dal meno. La distinzione è ontologica: i computer operano su fisica classica e deterministica, la coscienza richiede stati quantistici puri, non clonabili e intrinsecamente privati. Una cellula è fatta di materia quantistica dinamica, un computer di materia classica permanente. Questa puntata ti offre una prospettiva completamente nuova su cosa significa davvero intelligenza artificiale e perché la strada verso una coscienza sintetica potrebbe essere matematicamente impossibile, non solo tecnologicamente lontana. Ascolta questa puntata se vuoi capire: Perché le allucinazioni dell'AI sono inevitabili secondo la matematica Cosa significa davvero che l'AI non ha radicamento nel mondo Come il paper di Floridi conferma (senza volerlo) le tesi di Faggin Perché la coscienza potrebbe essere irriducibile alla computazione Buon ascolto e buona riflessione. Se questa puntata ti ha fatto pensare, condividila con chi sta cercando di capire davvero cosa sono le intelligenze artificiali al di là dell'hype. 00:00:00 Introduzione: le allucinazioni di ChatGPT 00:00:30 Sigla del podcast 00:00:42 Perché le allucinazioni nascondono qualcosa di più profondo 00:01:00 Il paper di Luciano Floridi da Yale 00:01:42 Ascoltiamo cosa dice Notebook LM 00:02:35 Il concetto di allucinazione nell'AI 00:04:10 La teoria delle categorie applicata all'AI 00:08:15 Il problema del radicamento simbolico 00:12:30 Contenuto vs mondo: la distinzione fondamentale 00:17:29 I modelli multimodali e il limite dell'esperienza 00:19:00 Ereditare non è possedere 00:27:05 Il confronto con Federico Faggin 00:28:00 La coscienza come proprietà quantistica 00:31:00 Riflessioni finali sul paperDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Perché Faggin non nomina mai Dio?Federico Faggin - inventore del microprocessore - ha dedicato oltre mille pagine a dimostrare che la coscienza è irriducibile alla materia e che l'universo è fatto d'amore. Eppure evita accuratamente la parola Dio.Questo silenzio strategico rivela il problema culturale del nostro tempo: la separazione artificiale tra ragione e fede.Tre insight dal nuovo episodio:La coscienza come comprensione semantica è incompatibile con sistemi puramente algoritmici. Un computer processa simboli ma non comprende significati.Il libero arbitrio non può esistere in un universo solo materiale. La nostra esperienza di libertà suggerisce qualcosa oltre il determinismo fisico.La convergenza di probabilità: fisica quantistica, neuroscienza ed esperienza personale convergono verso l'idea che la realtà trascende la materia.Faggin scrive: "Se tutto venisse dal caso, la casualità sarebbe un altro nome per Dio."Il materialismo è una fede quanto qualsiasi religione - adora un Dio cieco chiamato caso.La fede non è un salto nel buio ma un assenso ragionevole basato sulla convergenza di indizi.Guarda l'episodio completo: https://youtu.be/TlPhTb72MYcDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
È davvero possibile che Federico Faggin stia compiendo una rivoluzione scientifica paragonabile a quella di Galileo? In questo episodio affronto una questione provocatoria che sta dividendo il mondo della fisica e della filosofia.Il lavoro di Faggin non è semplice fisica tradizionale: è un intreccio complesso di fisica quantistica, filosofia della mente, metafisica e spiritualità. Proprio come Galileo con il cannocchiale, Faggin propone una visione del mondo totalmente diversa, mettendo in luce le crepe del paradigma scientista contemporaneo.La fisica quantistica ha scoperto fenomeni straordinari - entanglement, non-località, il ruolo dell'osservatore - ma non riesce a collegarli a una visione coerente della realtà e della coscienza. È qui che Faggin costruisce il suo ponte: tra ciò che la fisica dice sulla realtà quantistica e ciò che l'esperienza umana ci dice sulla nostra coscienza.Non sappiamo ancora se Faggin sarà riconosciuto come il nuovo Galileo - la storia della scienza si scrive sempre col senno di poi. Ma abbiamo bisogno di persone come lui: persone che hanno il coraggio di guardare le anomalie, di mettere in discussione i dogmi pseudoscientifici e di proporre nuovi paradigmi. Perché è così che la scienza avanza: non attraverso l'accumulo paziente di conferme, ma attraverso il coraggio di immaginare qualcosa di completamente diverso.Il contributo di Faggin, anche se dovesse "sbagliare", rimane prezioso: ci sta costringendo a confrontarci con le domande più profonde - cos'è la coscienza, come si collega alla realtà fisica, se c'è spazio nella scienza per l'esperienza in prima persona.🔗 Link video: https://youtu.be/HXDLsCFnaIk#FedericoFaggin #Coscienza #FisicaQuantistica #FilosofiaDellaScienza #Galileo #CambioDiParadigma #Scientismo #MetafisicaDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
La coscienza è un campo quantistico? Il dibattito che divide scienza e filosofia A novembre 2025 la fisica Maria Strom ha pubblicato un paper su Hyper Advances che ha scatenato un dibattito feroce. La sua tesi: la coscienza è un campo fondamentale dell'universo come quello elettromagnetico o di Higgs. Le reazioni: "metafisica spacciata per scienza". Random Physic ha dedicato un video critico. Ma nei commenti spunta un nome: Federico Faggin. Faggin, inventore del microprocessore, da 15 anni sviluppa una teoria sulla coscienza e fisica quantistica molto più rigorosa di quella della Strom. La sua prospettiva ribalta completamente il dibattito. Nel video analizzo il paper, le critiche e uso Faggin come chiave di lettura. Risultato? Tutte e tre le posizioni hanno ragione su qualcosa. Il vero problema è epistemologico: dove finisce la fisica e inizia la metafisica? Un dibattito cruciale che riguarda chi siamo e cosa sia la realtà. Guarda il video per l'analisi completa.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Riconosceresti una coscienza aliena se ti passasse accanto?Mentre il mondo scientifico discute se 3i Atlas sia una cometa o un'astronave, Federico Faggin ci costringe a fare una domanda molto più radicale. Non si tratta di chiederci se là fuori esistano gli alieni. Il problema è che noi cerchiamo solo specchi di noi stessi.Il nostro pregiudizio antropomorfico ci fa immaginare alieni che parlano, costruiscono astronavi, ragionano come noi. Ma Faggin nel suo libro Irriducibile ci dice qualcosa di rivoluzionario: la coscienza è la capacità di conoscere attraverso l'esperienza, mediante sensazioni e sentimenti. Viene prima della conoscenza, prima del linguaggio, prima della ragione.In questa puntata esploro:• Perché cerchiamo solo intelligenze che assomiglino alla nostra• Come la scienza moderna ha commesso un errore epistemologico fondamentale escludendo la soggettività• Il paradosso di Fermi riletto attraverso il pensiero di Faggin• Perché forse il primo contatto con gli alieni è già avvenuto, ogni volta che guardiamo negli occhi un animaleSe Faggin ha ragione, l'universo non è una macchina morta su cui occasionalmente emerge una coscienza. È un oceano di coscienza che si conosce attraverso infinite prospettive.La vera domanda non è: ci sono alieni là fuori? La vera domanda è: siamo pronti a riconoscere la coscienza aliena che è già qui, in questa molteplicità che ci circonda?Ascolta questa puntata e preparati a cambiare prospettiva sul significato stesso di vita intelligente.Timestamps:00:00:00 Introduzione: parliamo di alieni00:01:09 L'oggetto interstellare 3i Atlas00:02:52 La teoria provocatoria di Avi Loeb00:03:53 La domanda radicale di Faggin00:05:35 Il pregiudizio antropomorfico dell'umanità00:07:05 La coscienza secondo Faggin: sentire prima di pensare00:08:33 Coscienza ovunque: oltre la forma umana00:09:40 L'errore epistemologico della scienza moderna00:12:06 Il paradosso di Fermi riletto attraverso Faggin00:15:00 Coscienza aliena già presente sulla Terra00:17:46 Riflessione finale: siamo pronti a riconoscere l'alieno?Ascolta La mia vita spaziale:Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastGuarda il video completo: https://youtu.be/qJOgwvzinVUInteragisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stellineSupporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X, YouTube, TelegramDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Elon Musk sostiene che tra meno di vent'anni sarà possibile fare un'"istantanea della mente" con Neuralink e caricarla in un corpo robotico Optimus. Federico Faggin, inventore del microprocessore e pioniere dell'era digitale, afferma l'esatto contrario: è impossibile. Non per limiti tecnologici, ma perché la coscienza umana non è computabile.In questo episodio esploro il paradosso più profondo della nostra era: l'architetto che ha reso possibile l'informatica moderna nega la possibilità del sogno transumanista supremo. Analizzo il pensiero di Faggin attraverso il suo libro "Irriducibile" e lo metto a confronto con le visioni di Elon Musk e Yuval Harari.Qui il video citato: https://youtu.be/At-Xw1-o0fo?si=BMgqgpYOqBKrh5-CCosa scoprirai:• Perché secondo Faggin la coscienza non può essere ridotta a pattern neurali trasferibili nel silicio• La differenza cruciale tra simulare comportamenti coscienti e preservare l'esperienza della coscienza• Come il transumanesimo della Silicon Valley si basa su un errore metafisico, non tecnico• Perché confondere lo strumento con noi stessi ha conseguenze esistenziali profondeQuesto non è uno scontro tra passato e futuro, ma tra due futuri possibili: uno in cui cerchiamo disperatamente di diventare le nostre macchine, e uno in cui comprendiamo che le macchine, per quanto brillanti, rimarranno sempre strumenti a servizio di qualcosa di irriducibilmente umano.E tu, quale futuro preferisci?⏱ Timestamp principali:00:00 Introduzione: Musk, Harari e Faggin02:45 La visione transumanista di Elon Musk05:30 Neuralink e l'upload della coscienza08:15 Chi è Federico Faggin e perché conta12:00 La tesi centrale di "Irriducibile"16:20 Coscienza vs computazione: il paradosso22:40 Yuval Harari e l'algoritmo umano26:50 Perché la coscienza non è riducibile28:30 Riflessione finale: due futuri possibili🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://andreabrugnoli.click/youtube💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | TelegramDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Se l'entanglement quantistico mostra che due particelle rimangono connesse istantaneamente attraverso qualsiasi distanza, cosa significa per la nostra mente?Faggin: la coscienza è fondamentalmente non locale, mentre le sue manifestazioni fisiche appaiono locali nello spazio-tempo.La fisica quantistica rivela che la realtà è creazione continua. L'atto di conoscere porta all'esistenza ciò che viene conosciuto.Ascolta: https://youtu.be/4_X6cPoE-9ADiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Federico Faggin, inventore del microprocessore e pioniere della fisica quantistica applicata alla coscienza, ha compiuto una svolta filosofica radicale. Da "Irriducibile" a "Oltre l'Invisibile" non si tratta di semplice evoluzione teorica, ma di un cambiamento epistemologico profondo che molti hanno trascurato. In questa puntata analizzo questo passaggio cruciale e le sue implicazioni per il dibattito su coscienza, determinismo e libertà.Punti chiave dell'episodio:In "Irriducibile" Faggin cercava di dedurre l'esistenza della coscienza dalla fisica quantistica, identificando gli stati quantistici con i qualia dell'esperienza coscienteIn "Oltre l'Invisibile" compie un salto filosofico: la coscienza diventa un postulato indimostrabile, una realtà primaria che non può essere derivata da alcuna teoria fisicaIl paradosso risolto: il determinismo delle leggi naturali non è una prigione, ma il linguaggio stesso attraverso cui la libertà si manifestaIl collegamento con C.S. Lewis e il concetto di "miracolo" come intervento della coscienza nel sistema deterministicoRiflessione personale:Questo cambiamento nel pensiero di Faggin è la prova più potente che lui fa scienza autentica, non ideologia. Uno scienziato vero cambia idea quando comprende che i dati lo portano altrove. E Faggin ha capito che la coscienza non può essere ridotta, nemmeno alla fisica quantistica. È il fondamento stesso dell'essere. Questa intuizione ribalta completamente il nostro rapporto con il determinismo: non siamo prigionieri delle leggi naturali, ma esse sono lo strumento che rende possibile la nostra libertà.Ascoltalo, condividilo, commentalo. Questa è una delle puntate più dense filosoficamente del podcast.Timestamps:00:00:00 Introduzione: Faggin cambia pensiero00:01:38 Da Irriducibile a Oltre l'Invisibile00:03:10 La coscienza come stato quantistico00:05:26 Il cambiamento radicale00:07:12 La coscienza come postulato00:09:18 Determinismo e libertà: il paradosso00:11:20 Il pensiero di C.S. Lewis00:13:40 Le leggi naturali come linguaggio00:15:33 La libertà attraverso il determinismo00:16:25 Conclusioni: dalla scienza alla filosofia🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/pEz92kO9Src💬 Interagisci:- Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram- Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | Telegramfilosofia della mente, fisica quantistica, coscienza e determinismoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Può una macchina sentire il sapore della cioccolata?Federico Faggin, l'inventore del microprocessore che ha reso possibile l'era digitale, ha scoperto un'ironia suprema: più perfezionava i computer, più capiva che mai avrebbero potuto essere coscienti. Nel suo libro "Irriducibile", il pioniere dell'informatica dimostra che la coscienza è un fenomeno quantistico irriducibile, non replicabile attraverso il calcolo.In questo episodio del podcast "La mia vita spaziale", esploro la tesi rivoluzionaria di Faggin: la coscienza non emerge dalla materia, ma è la materia a emergere dalla coscienza. Un ribaltamento totale del materialismo, supportato dalla fisica quantistica.I temi chiave dell'episodio:Il paradosso del creatore: Faggin ha vissuto sulla propria pelle che costruire macchine più intelligenti rivela l'abisso tra calcolo e sentire. I computer manipolano simboli senza coglierne il significato.La coscienza come fenomeno quantistico: Faggin dimostra che i qualia (le esperienze soggettive) obbediscono alle stesse leggi delle particelle subatomiche - sono privati, non clonabili, irriducibili.Il mondo fisico come linguaggio: Lo spazio-tempo non è la realtà fondamentale, ma l'interfaccia comunicativa attraverso cui le coscienze si raccontano reciprocamente ciò che sperimentano.L'amore come ontologia: L'esperienza mistica di Faggin rivela che l'amore non è un sentimento, ma il tessuto stesso dell'esistenza - è comunicazione tra coscienze.Dove finisce davvero la mente e dove inizia l'universo? Faggin ci mostra che è la domanda sbagliata: sono due prospettive della stessa realtà.⏱️ Timestamp principali:00:00 - Introduzione: dove finisce la mente e inizia l'universo?05:15 - Federico Faggin e il paradosso del microprocessore10:30 - La coscienza come fenomeno quantistico18:45 - Lo spazio C, I, F: coscienza, informazione, fisica25:20 - Il mondo esterno come comunicazione tra seiti32:10 - L'esperienza mistica di Faggin: l'universo fatto d'amore40:00 - Perché i computer non saranno mai coscienti48:30 - Libero arbitrio e determinismo quantistico55:00 - Conclusioni: siamo l'universo che contempla se stesso🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://andreabrugnoli.click/youtube💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | TelegramTag: coscienza, intelligenza artificiale, filosofia della mente https://youtu.be/10rg2joce3EDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Analizziamo le sue tesi sul rapporto tra tecnologia e coscienza, confrontando le concezioni tradizionali di Dio con la sua idea di "Uno", una totalità consapevole che desidera conoscere se stessa.Scopriremo insieme:1. Le tre concezioni classiche di Dio: trascendente, immanente e panenteista.2. Come l'Uno di Faggin si discosti dalla tradizionale creazione divina.3. Le implicazioni filosofiche di un universo aperto e in divenire.4. La questione del male e della sofferenza nel contesto della libertà ontologica.Riflettendo su queste idee, ci chiederemo: siamo solo macchine biologiche o esseri spirituali con un ruolo attivo nell'universo?Ti invitiamo a lasciare il tuo commento e a condividere le tue riflessioni!Timestamps principali:00:00 - Start00:35 - Introduzione01:39 - Dio o Uno02:28 - 3 concezioni classiche di Dio04:08 - Dio di Spinoza04:59 - Dio panenteista05:51 - Uno di Faggin06:05 - Nuova metafisica13:12 - Implicazioni filosofiche14:57 - 2a parte17:50 - Conclusioni22:05 - Conclusioni29:57 - Domande🎙 Ascolta "La mia vita spaziale": https://youtu.be/uwweInxKfCkSpotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/uwweInxKfCk💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | Telegram https://youtu.be/uwweInxKfCkDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
Questo episodio esplora il delicato confine tra l'individualità umana e l'unità universale, affrontando domande essenziali: come possiamo conciliare la nostra unicità con l'interconnessione cosmica?Nel corso della puntata, discutiamo:• La visione di Faggin sulla coscienza come tessuto fondamentale dell'universo.• La proposta di una terza via tra individualismo e collettivismo, enfatizzando la coscienza universale.• L'importanza di sviluppare la propria autenticità come un dono per l'intero universo.• Come la creatività diventa un dovere cosmico, essenziale per la conoscenza universale.Rifletto sul fatto che, in un mondo sempre più dominato dalla tecnologia, è fondamentale non perdere la nostra individualità. Più realizziamo chi siamo, più contribuiamo all'armonia dell'universo.🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: [link del campo YouTube]💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | TelegramTimestamps principali:• Introduzione al pensiero di Faggin: 01:00• Decostruzione del paradigma comune: 01:20• L'insight che cambia tutto: 02:00• Implicazioni nascoste: 04:30• Principi per un'individualità consapevole: 06:00• Sintesi provocatoria e riflessioni finali: 08:00 https://youtu.be/wnN9xb3k0HgDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
In questo episodio di "La mia vita spaziale", esploriamo il pensiero di Federico Faggin, pioniere dell'informatica, che sfida le nostre concezioni di coscienza e intelligenza artificiale. Faggin sostiene che la coscienza non può essere ridotta a semplici meccanismi computazionali, aprendo un dibattito cruciale sul significato dell'esistenza umana.Scopriamo:1. La distinzione tra corpo e coscienza secondo Faggin.2. Come la morte del corpo non segna la fine della nostra esistenza consapevole.3. Il contrasto tra il pensiero cristiano e le teorie di reincarnazione.4. Le implicazioni etiche di una visione dualistica della coscienza.Riflettendo su queste tematiche, ci interroghiamo sul valore della singolarità dell'esperienza umana e sul significato autentico dell'esistenza. Perché dovremmo considerarci unici?Ti invitiamo ad ascoltare questo episodio stimolante e a riflettere su come le nostre scelte influiscano sulla nostra vita eterna.📺 Guarda il video completo: https://youtu.be/ZR9T7xa0cy4💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispay🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcastTimestamps principali:• 01:02:50 - Importanza del cristianesimo• 01:03:30 - Tesi di Faggin sulla coscienza• 01:10:00 - Confronto con PlotinoDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
🎙 Cosa significa davvero essere umani nell'era dell'intelligenza artificiale? Scopri le riflessioni di Federico Faggin, pioniere dell'informatica e autore di "Irriducibile".In questo episodio di "La mia vita spaziale", esploriamo il confine tra coscienza umana e intelligenza artificiale, affrontando domande fondamentali sulla nostra esistenza. Faggin sostiene che la coscienza non può essere ridotta a semplici meccanismi computazionali, aprendo un dibattito cruciale nel mondo contemporaneo.Punti chiave discussi nell'episodio:1. La distinzione tra intelligenza artificiale e coscienza umana.2. Le implicazioni filosofiche e scientifiche delle tesi di Faggin.3. Come l'AI ci costringe a rivalutare la nostra natura umana.4. Riflessioni su come possiamo mantenere la nostra autenticità in un mondo sempre più automatizzato.Personalmente, credo che questa sia un'opportunità per riscoprire ciò che ci rende unici. La sfida è non solo sopravvivere, ma prosperare come esseri umani.Non perdere questa conversazione stimolante! Iscriviti ora, commenta e condividi le tue idee.Timestamps principali:• 00:00 Introduzione al tema• 10:15 Riflessioni su Faggin e la coscienza• 25:30 Implicazioni filosofiche• 40:00 Conclusioni e riflessioni finali🎙 Ascolta "La mia vita spaziale": Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://andreabrugnoli.click/youtube💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | Telegram https://youtu.be/raVC8Fq7NzwDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
🎙 La morte è solo un'illusione? Cosa ci insegna Federico Faggin sulla coscienza e l'intelligenza artificiale?In questo episodio di "La mia vita spaziale", esploriamo il pensiero rivoluzionario di Federico Faggin, l'inventore del microprocessore, il quale propone che la coscienza non può essere ridotta a semplice meccanismo computazionale. Faggin invita a ripensare il concetto di morte come una trasformazione informazionale piuttosto che una cessazione.Scopriremo:1. Perché la coscienza è un'informazione pura che trascende il corpo.2. Come la morte possa essere vista come un upgrade della nostra esperienza.3. L'importanza delle relazioni e informazioni che costruiamo in vita.4. Le implicazioni spirituali e scientifiche di questo nuovo paradigma.Una riflessione personale: se consideriamo la morte come una trasformazione, come cambieremmo le nostre vite quotidiane?Non perdere l'occasione di ascoltare questa discussione stimolante e di condividere le tue impressioni!Timestamps:• 00:00 Introduzione al tema della coscienza• 15:30 La morte come trasformazione informazionale• 30:45 Riflessioni sull'intelligenza artificiale🎙 Ascolta "La mia vita spaziale":Spotify, Apple Podcast, YouTube: www.andreabrugnoli.click/podcast📺 Guarda il video completo: https://andreabrugnoli.click/youtube💬 Interagisci:• Commenta su Telegram: www.andreabrugnoli.click/telegram• Lascia una recensione Google: www.andreabrugnoli.click/stelline🤝 Supporta il podcast: www.andreabrugnoli.click/satispaySeguimi: X | YouTube | Telegram https://youtu.be/zztGUJxvOSEDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
🚀 Rivoluziona il tuo lavoro con l'AI: Come insegnare all'AI a comprendere le tue richieste imperfette?In questo episodio di "La mia vita spaziale", esploriamo come l'intelligenza artificiale può trasformare la tua produttività professionale attraverso il "prompt engineering inverso". Scoprirai strategie pratiche per comunicare efficacemente con l'AI, evitando di adattare il tuo pensiero alle sue limitazioni.Parleremo di come:• L'AI può imparare dai tuoi tentativi di comunicazione per diventare un partner più intuitivo.• Accettare l'imperfezione strategica nei tuoi prompt può migliorare la comprensione reciproca.• Investire tempo nell'incomprensione ti aiuta a costruire un modello della tua comunicazione.Riflettendo su quanto sia cruciale non solo perfezionare i nostri prompt, ma anche educare l'AI a comprendere il nostro modo di pensare, realizziamo che il futuro del lavoro con l'AI è nelle sue interpretazioni intelligenti.Non dimenticare di iscriverti alla mia newsletter "AI nel tuo lavoro" su LinkedIn per ulteriori approfondimenti e strategie applicabili!00:00:00 - Introduzione al prompt engineering inverso00:01:00 - Perché è fondamentale insegnare all'AI a comprendere00:05:00 - Come l'AI può riflettere il nostro pensiero00:08:30 - Accettare l'imperfezione nei prompt00:12:00 - Investire nell'incomprensione per migliorare la comunicazione00:15:00 - Coltivare un dialogo metacognitivo con l'AI🎙 Ascolta "La mia vita spaziale" su Spotify, Anchor, TuneIn, YouTube, ALEXA, Google Assistant: www.andreabrugnoli.click/podcast💛 Votami su Google: www.andreabrugnoli.click/stelline💙 Commenta la puntata: www.andreabrugnoli.click/telegram❤️ Ascolta su Apple Podcast: https://andreabrugnoli.click/applepodcast🥇 Sostieni il progetto: Abbonati al canale per futuri contenuti esclusivi💎 Seguimi su X: www.andreabrugnoli.click/twitter📧 Iscriviti alla newsletter "AI nel tuo lavoro": https://andreabrugnoli.click/ai🎥 Guarda su YouTube: https://youtu.be/ORjXiVMELasDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/la-mia-vita-spaziale--2578955/support.© Andrea Brugnoli – Tutti i diritti riservati.
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Comments (1)

Francesco Sorre

molto utili e ben costruiti, bravo Andrea

Jul 27th
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