Discover
Cineh
Cineh
Author: Cineh Podcast
Subscribed: 1Played: 1Subscribe
Share
© Cineh Podcast
Description
-Cineh prosegue su Spreaker...: cerca il podcast su spreaker.com-
Un podcast di cinema. Quattro chiacchiere su nuove uscite al cinema o sulle piattaforme, film disponibili online in modo legale e gratuito e pellicole di genere-degeneri. Con puntate speciali e ospiti, qualche volta.
Ogni giovedì.
Ideato da Alessio Vacchi. Con le voci di Alessio Vacchi ed Emiliano Ranzani.
L'immagine del profilo è di Erik Witsoe, l'immagine della copertina di Emiliano Ranzani.
Musica: "A Good Bass for Gambling" di Komiku.
Un podcast di cinema. Quattro chiacchiere su nuove uscite al cinema o sulle piattaforme, film disponibili online in modo legale e gratuito e pellicole di genere-degeneri. Con puntate speciali e ospiti, qualche volta.
Ogni giovedì.
Ideato da Alessio Vacchi. Con le voci di Alessio Vacchi ed Emiliano Ranzani.
L'immagine del profilo è di Erik Witsoe, l'immagine della copertina di Emiliano Ranzani.
Musica: "A Good Bass for Gambling" di Komiku.
21 Episodes
Reverse
In questa puntata: Boris Schumacher (del sito ilbelcinema.com) commenta l'acclamata nuova trasposizione del romanzo di Louisa May Alcott con cui Greta Gerwig si afferma come regista, un lavoro un po' classico un po' moderno, con un ottimo cast -che comprende Saoirse Ronan e la più che emergente Florence Pugh-. Poi, nell'anno del "Titanic" di Cameron, una storia che tocca quella del translantico, con un operaio che soffre per una storia d'amore soltanto sfiorata con una cameriera imbarcata e poi probabilmente morta, e utilizza l'immaginazione per inventare quel che non gli è accaduto, diventando un "attore" di successo... compagna permettendo: un capitolo da riscoprire nella filmografia di Bigas Luna, all'insegna di un erotismo questa volta mentale, con una densa storia sui temi del desiderio, della menzogna, del narrare.
Questa volta: con Edoardo Peretti (di Mediacritica e Cineforum) si parla del nuovo discusso film di Gianni Amelio, con un Pierfrancesco Favino all'altezza degli impegnativi panni di un Bettino Craxi "esule" in Tunisia, tra i confronti personali del personaggio, le suggestioni simboliche e oniriche del regista e l'eco delle rappresentazioni al cinema di Aldo Moro. Poi, Ugo Tognazzi omosessuale con un gusto per il travestimento (in casa), stretto fra l'aiutare la figliastra "scapestrata" e l'oppressiva attenzione di un commissario, in un film tra dramma e commedia di Vittorio Caprioli, che al cinema è stato grande caratterista ma merita qualche considerazione anche dietro la macchina da presa. Infine, con Alberto Farina (consulente di programmazione e volto di RaiMovie -con "Movie Mag"-) si parla della prima fase nella carriera del padre Corrado Farina, quando si divertiva con corti, qualche volta umoristici altre volte più ambiziosi, girati in 8mm: focalizzandosi poi su uno dei migliori, un distillato di vita quotidiana distopica, fra lavoro e casa, di una famiglia.
In questa puntata: con Emanuele Rauco (selezionatore per il festival di Venezia e critico cinematografico -ilsussidiario.net-) affrontiamo l'ultima fortunata fatica di e con Checco Zalone, che facendo andare il suo personaggio, per sfuggire al fisco, in un'Africa da cui poi sarà nuovamente costretto a emigrare con alcuni compagni di viaggio, alza le sue ambizioni tematiche e "cinefile", cercando di comunicare in modo non accomodante con l'italiano medio. Poi, l'omaggio a una regista (ma non solo) italiana, attraverso il suo lavoro più famoso -uno dei pezzi importanti del "free cinema" inglese, con protagonisti due amici sordomuti nell'East End londinese- e un film a episodi, che nei primi anni '60 indaga su ipocrisie e costumi sessuali subiti dalla donna, a cui partecipò e che ne conferma l'interesse per l'infanzia.
In questa puntata: Fabrice Luchini critico letterario che indaga, insieme alla figlia del presunto scrittore, sul vero autore di un bestseller-rivelazione trovato in una biblioteca di testi mai pubblicati, il tutto in una commedia gialla ad alta godibilità. Poi, il Monsieur Hulot di Jacques Tati alle prese con una straordinaria automobile da presentare a una fiera... traffico permettendo, nell'ultimo film in cui compare l'iconico personaggio, che questa volta si fa improbabile progettista guidandoci in una satira gentile ma chiara del culto della tecnologia, del "progresso" e dell'auto.
In questa puntata, due film datati 2015. Nel primo, un ex soldato ora bodyguard (Matthias Schonaerts) della moglie (Diane Kruger) di un uomo d'affari deve far fronte al proprio stress post traumatico e a dei misteriosi malintenzionati, nell'isolamento di una grande casa: tra thriller e osservazione di un personaggio -anzi due-, un film innervato di una non banale tensione. Poi, Valerio Mastandrea liquidatore di manager nocivi alle prese con due giovanissimi eredi di un'azienda e con una ragazza straniera che gli piomba in casa, in un film di Gianni Zanasi che pur non essendo davvero riuscito ha qualche carta che fa simpatia.




