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Tutorial WeCa

Author: WebCattolici

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Un insieme di domande e risposte rivolte a chi si sta affacciando o vive la propria realtà cattolica su internet e sui social network.
Parrocchie, associazioni, istituti religiosi, gruppi giovanili e parrocchiali, diocesi. Ma anche genitori, adulti e giovani che scelgono di navigare, più consapevolmente, le nuove tecnologie. Indicazioni, consigli e suggerimenti. Brevi audio, per approfondire il mondo del web e dei social a servizio della pastorale e della testimonianza, destinati anche ad essere adottati come concreti strumenti per i formatori.
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Facebook è il social network più utilizzato nel mondo occidentale. Quando vi accediamo dal nostro computer – ma sempre più spesso dal telefonino – vediamo scorrere lungo la nostra bacheca un gran numero di contenuti. Spesso non ci domandiamo neppure più perché li vediamo: se sono stati condivisi da alcuni dei nostri contatti, se pubblicati da una pagina alla quale abbiamo messo “mi piace” chissà quanto tempo addietro, o se sono stati invece “postati” dentro un gruppo al quale siamo stati inseriti.
Twitter è uno dei primi social network ad avere avuto un’ampia diffusione di pubblico ed è ancora oggi una piazza importante per chi produce e cerca informazioni. Si tratta di uno stream infinito di messaggi “cinguettii”, in cui a differenza di Facebook chiunque può seguire un utente di proprio interesse e leggerne le informazioni. La parola chiave di Twitter è brevità: questo social permette di scrivere messaggi di 280 caratteri (fino a poco fa erano appena 140) e chiede quindi di condensare un argomento in poche battute. Anche per questo si presta facilmente per diffondere messaggi iconici ed essere facilmente ripreso dai media. In un tweet è possibile pubblicare testo, immagini, GIF, video, link, soprattutto i video e le gif animate la fanno da padrone per attirare l’attenzione in quello che è letteralmente un fiume di messaggi.
Ultimamente molte parrocchie, movimenti, associazioni hanno aperto una Pagina Facebook per tenersi in contatto con i propri parrocchiani, membri, partecipanti. Gestire una pagina su Facebook è una cosa relativamente semplice e veloce e per questo capita facilmente di porsi la domanda: perché non abbandonare il sito parrocchiale e aggiornare solamente la pagina Facebook?
Se siamo convinti a puntare anche su un gruppo Facebook per la nostra parrocchia o la nostra realtà ecclesiale, ci conviene tenere ben a mente questi sette consigli!
C’è modo e modo di avere un sito Internet. Siti disordinati, pesanti, poco chiari possono indurre il visitatore a scapparne al più presto. Siti leggeri, ben ordinati e dalla rapida consultazione invece invogliano chi vi entra ad approfondire sempre più. In un campo ecclesiale questo può fare la differenza tra una “parrocchia dalle porte aperte” e una che rende più ostica la visita di chi esprime interesse verso di lei.
Wikipedia è la più grande enciclopedia online a contenuto aperto che vive di donazione da parte degli utenti. Molti di noi hanno utilizzato Wikipedia per fare ricerche e per approfondire sulle oltre 35 milioni di voci, in 280 lingue circa. Con questi numeri Wikipedia rappresenta la più grande enciclopedia mai scritta.
Oltre il 65% della popolazione mondiale si collega ad internet attraverso un tablet o uno smartphone. I dispositivi mobili stanno cambiando il mondo. Oggi tutti hanno uno smartphone che utilizzano regolarmente per comunicare e cercare informazioni.
Quando apriamo Facebook veniamo automaticamente indirizzati ad una pagina: la nostra home o news feed, in cui scorrono i post, gli eventi, le foto e i video delle persone e pagine che seguiamo.Prima di tutto dobbiamo ricordare che quello che vediamo al nostro accesso non è un elenco cronologico di tutto quello che viene pubblicato dalle pagine che ci piacciono o dai nostri amici. Si tratta di un mix di pubblicazioni deciso da un algoritmo.In base a che cosa l’algoritmo di Facebook decide che cosa mostrarci?
Ci abbiamo ormai fatto l’abitudine, e, come sempre avviene per le piccole e grandi rivoluzioni, arriva un certo momento in cui diamo tutto per scontato e non ci ricordiamo più l’emozione o lo stupore del primo annuncio.Torniamo con la memoria al dicembre 2012: papa Benedetto XVI, che appena due mesi dopo avrebbe comunicato al mondo le sue dimissioni, scelse di entrare su Twitter per un breve messaggio quotidiano.
Un sito accessibile permette a tutti gli utenti di navigare attraverso le pagine, senza essere vincolati dai mezzi tecnici utilizzati (connessione, browser, sistema operativo) e dalle proprie attitudini personali. Un sito non accessibile “seleziona” gli utenti, in effetti li discrimina, perché funziona correttamente solo se la navigazione avviene con determinati browser, o con linee di velocità superiore ad una soglia fissata.
Immaginate qualcuno che dal passato – facciamo dagli anni ’70 – si svegli improvvisamente nel nostro presente. Che mondo si troverà di fronte? Probabilmente sarebbe enormemente stupito di fronte a quanto sia cambiato il nostro mondo e quanto siamo cambiati noi.
La prima risposta che potrebbe venire in mente sarebbe NO. Ma prima di dare risposte affrettate cerchiamo di conoscere quali sono i tipi di app presenti sul mercato e proviamo a capire quali siano le reali esigenze della parrocchia.
In questi tutorial abbiamo parlato spesso di parrocchie, con consigli però validi per tutte le realtà cattoliche. Nelle scorse settimane, però, alcuni responsabili di istituti religiosi ci hanno chiesto dei consigli proprio per loro, potremmo dire “tagliati su misura”. Un istituto religioso, infatti, non è una parrocchia, non è un’associazione, non è nemmeno solo un ente che eroga dei servizi, ma qualcosa di più, spesso dalla storia lunga e gloriosa, spesso con legami in tutto il mondo, quasi sempre con un ruolo decisivo per la vita sociale, educativa, spirituale delle comunità con cui viene in contatto.
Google è il principale motore di ricerca usato nel mondo, in alcune paesi come in Italia possiamo dire l’unico dato che è usato dal 90% degli utenti che fanno ricerche nel web. Google è il motore di ricerca più diffuso ma non è l’unico, sono infatti centinai i motori di ricerca (generali e specializzati) a cui gli utenti chiedono aiuto per trovare risorse in rete.
Come sono fatti i siti Internet? Da fuori sembrano tutti uguali, non capiamo facilmente quale sia l’ossatura, la magia che ci sta dietro. Dai tempi del primissimo web ad oggi, i siti Internet sono cambiati tantissimo, diventando sempre più “complicati” nel dietro le quinte.
È il “social” dei giovani. Sempre più gente lo utilizza. Qui troviamo i cantanti, gli attori, i testimonial. È il social più di moda, e sempre più persone vi si stanno iscrivendo. Ma cos’è Instagram? Come funziona? Con voi 5 passi per capire Instagram!
Google è da molti anni è il riferimento della navigazione in Internet. Non è solo un motore di ricerca ma un ecosistema di diversi prodotti e soluzioni che coinvolgono l’utente e ne indirizzano il comportamento. Sono tante ad esempio le parrocchie che utilizzano Gmail, per la loro posta elettronica che consente di distribuire – nella versione a pagamento – caselle con il proprio dominio anche ad altri utenti o Google Calendar, che permette di creare e gestire calendari condivisi tra più utenti, con funzioni avanzate utili ad organizzare riunioni ed incontri.
I videogiochi rappresentano sempre più un settore “serio” ed economicamente rilevante sia nel mondo della rete, sia in quello dello spettacolo. Alcuni titoli costano – e incassano – molto di più dei kolossal di Hollywood. Generano migliaia di posti di lavoro, fenomeni, mode, competizioni. Milioni di persone che su Youtube e Twitch si divertono a guardare altre persone che giocano.
Fake News. Per qualche osservatore si tratta di un fenomeno assolutamente nuovo, un “errore di sistema” di tecnologie molto giovani rispetto alla storia dell’umanità come quelle del web. Per altri, invece, le fake news non sono altro che lo stesso identico processo sperimentato a varie riprese nei secoli attraverso la propaganda, la disinformazione, l’ignoranza che soltanto trovano nuova linfa nei canali digitali.
La terza stagione si apre con un tema super-richiesto: quando e come è possibile pubblicare foto di minori su Internet e sui social in un sito o un profilo social di una parrocchia? La risposta dell'avvocato Carlo Acquaviva.
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