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TENNIS TIME - Il Podcast del Tennis

TENNIS TIME - Il Podcast del Tennis
Author: TENNIS TIME
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Ogni settimana, le voci di Eurosport Jacopo Lo Monaco e Riccardo Bisti dicono la loro sull'attualità tennistica. Opinioni, dibattiti e notizie si mischiano a qualche battuta non strettamente legata al tennis. Ogni puntata propone un ampio spazio di dialogo: gli ascoltatori possono lasciare spunti, domande e riflessioni che sono poi lette in trasmissione.
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Siamo convinti che, dopo questa puntata speciale, Deborah Chiesa avrà conquistato tanti tifosi in più. Per un'ora e mezza, "Debby" ha risposto alle domande di Jacopo e Riccardo mostrandosi sveglia, intelligente, brillante e ironica. Ci ha spiegato nel dettaglio i problemi fisici che le stanno impedendo di allenarsi sul campo e la sua nuova vita da studentessa universitaria: per far fruttare il periodo di lockdown, si è iscritta a un corso di lingue e culture europee e ha già sostenuto due esami. Tuttavia, gli obiettivi tennistici sono più vivi che mai. "Spero di avere almeno altri 10 anni di carriera". Con Deborah abbiamo ripercorso la sua vita tennistica, focalizzandoci sulle difficoltà incontrate dopo il suo periodo d'oro, culminato nella bella impresa in Fed Cup e nel best ranking al numero 143 ATP. Il lavoro ad Anzio con i fratelli Piccari, il nuovo percorso intrapreso con un mental trainer, le amicizie nel circuito e alcuni aspetti sulla sua vita personale sono solo alcuni degli argomenti toccati con Deborah. Per noi è una puntata-gioiellino, speriamo la sia anche per voi.Per ascoltare tutti gli episodi di TENNIS TIME puoi abbonarti a partire da questo indirizzo: https://www.patreon.com/tennistimepodcast
Un'ora e mezza in compagnia di Manuel Jorquera: nato in Argentina, cresciuto insieme ai futuri membri della "Legiòn", all'età di 11 anni si è spostato in Italia ed era uno dei più forti al mondo nella sua categoria. Un grave infortunio al polso ne ha spezzato la carriera, mettendo fine al suo grande sogno, ed è una ferita aperta ancora oggi. Dalla pioggia di sponsor quando era un bambino fino ai durissimi anni 90: mentre lui provava a ricostruirsi, l'Argentina creava la base per i grandi giocatori dei primi anni 2000. I ricordi delle sue sfide a un giovanissimo Roger Federer e - qualche anno dopo, con tanto di vittoria - a un 16enne Novak Djokovic. La difficile sensazione di sentirsi "straniero" un po' ovunque, i tanti campioni affrontati, i problemi al polso che lo hanno accompagnato per tutta la carriera fino alla scelta di fare l'allenatore, con tanto di una grande esperienza in Cina. Ecco a voi la Jorquera Story. SINTESI: Per ascoltare la puntata intera e tutti gli episodi di TENNIS TIME puoi abbonarti a partire da questo indirizzo: https://www.patreon.com/tennistimepodcast
Lunga chiacchierata con Filippo Baldi. Il numero 249 ATP si è sottoposto al fuoco di domande di Jacopo e Riccardo, mostrando grande personalità, idee chiare un buonissimo utilizzo della lingua (il che non guasta). Tantissimi argomenti toccati: le paure per un po' di febbre a inizio quarantena (Filippo era stato 5 giorni a Bergamo), il casuale inizio col tennis quando era ancora una baby promessa del calcio, l'aut-aut dei dirigenti del Milan, la passione per l'Inter, i travolgenti successi da junior, le difficoltà da professionista, l'amicizia di Fabio Fognini, il rapporto con le ragazze, la Davis, la sorella giudice di linea, il commosso ricordo di papà Leonardo, un'accurata analisi tecnica senza nascondersi sulle cose da migliorare e tanti aneddoti, come quando - da bambino - pregò Tommy Robredo per avere un suo autografo...SINTESI: Per ascoltare la puntata intera e tutti gli episodi di TENNIS TIME puoi abbonarti a partire da questo indirizzo: https://www.patreon.com/tennistimepodcast
THE PODCAST - Senza Jacopo, la puntata è davvero zoppa. Tuttavia, la voglia di parlare di tennis insieme a voi è troppo grande. Facciamo il punto sull'attualità, più una riflessione: purtroppo, doping e scommesse sono pressoché impossibili da scovare. I "ladri" sono troppo avanti rispetto alle "guardie". L'analisi dei casi di Robert Farah e (soprattutto) Beatriz Haddad Maia. A seguire, spazio per le vostre domande: le prospettive di Oceane Dodin, le ipotetiche difficoltà di Rafael Nadal sotto il tetto del Roland Garros, quelle di Roger Federer contro i tennisti più giovani e il difficile inizio di stagione di Tsitsipas e Medvedev. C'è anche un po' di calcio, con chiose (ahinoi) limitate al Torino... Onestamente, quanto vi (ci) manca Jacopo?
Imprigioniamo in due ore i fatti dell'Australian Open 2020. Tra gli uomini abbiamo assistito al 17esimo Slam di Novak Djokovic, mentre in campo femminile c'è stato l'ennesimo successo a sorpresa (Sofia Kenin). Nel momento del trionfo di Nole, Jacopo va controcorrente: "Dopo questo torneo, non sono più così convinto che possa arrivare a 20 Slam". Non lo vede più così tanto favorito per il futuro, e ritiene che Dominic Thiem sia ormai molto vicino. Osservando con attenzione le due settimane del serbo, ha individuato qualche crepa che col tempo potrà soltanto ingigantirsi. In campo maschile, i giocatori che lo hanno colpito maggiormente sono stati Alexander Zverev ("Bravo ad arrivare in semifinale, ma mi sembra sempre lo stesso: ha 'soltanto' ritrovato una buona prima di servizio") e Nick Kyrgios ("Non so quali siano state le sue motivazioni, ma quello che ha mostrato mi è piaciuto molto"). Ottime sensazioni da Thiem, forse ancora troppo "buono", mentre c'è un pizzico di disillusione per Fognini: in 46 Slam, ha raggiunto soltanto una volta i quarti. "Sul piano mentale non vale i top-50. Non so se otterrà un exploit Slam prima del ritiro". Inevitabili chiose su Rafael Nadal, Roger Federer e Matteo Berrettini. Tra le donne, entrambi legittimiamo la bontà del successo della Kenin. Non possiede un tennis che "spacca" o che conquista alla prima occhiata, ma è una grande agonista, capace di migliorare giorno dopo giorno, oltre a un rovescio eccezionale. Jacopo non pare troppo amareggiato per aver soltanto sfiorato il "pronostico del secolo" con il successo di Garbine Muguruza, mentre crescono i dubbi su Serena Williams: la sconfitta contro Qiang Wang giustifica un po' di preoccupazione, perché la cinese ha vinto senza fare nulla di straordinario. E se si ritirasse prima lei di Federer? Tra le delusioni del torneo, un'irriconoscibile Naomi Osaka e una Maria Sharapova subito fuori, scesa addirittura al numero 369 ATP. A chiudere, tanto spazio per le vostre domande. Ci chiedete di affrontare uno degli argomenti-clou del momento: come mai Novak Djokovic continua a essere osteggiato dal pubblico, nonostante i tanti successi? Per il resto, abbiamo affrontato mille tematiche: come mai Federer ha migliorato il rendimento al quinto set dopo i 35 anni? Com'è palleggiare con un top-10 come Berrettini? La Kenin sarà una meteora o saprà confermarsi? Federer ha pagato le esibizioni in Sudamerica? Le giocatrici sono un po' troppo indulgenti con se stesse dopo una sconfitta? Tutto questo, e molto altro, in una puntata da non perdere.
PRONOCAST! Finalmente abbiamo trovato un po' di tempo per realizzare una puntata di un format amatissimo dai nostri ascoltatori. Con Agassone assente (più o meno...) giustificato, Jacopo e Riccardo si sono ritrovati con Luca Fontana e hanno analizzato, partita per partita, tutti gli ottavi dell'Australian Open. Alla fine, i pronostici secchi di ognuno. La sensazione è che si possano infilare buoni colpi...AUSTRALIAN OPEN 2020 - OTTAVI DI FINALEDONNEBarty vs. RiskeKvitova vs. SakkariGauff vs. KeninWang vs. JabeurKontaveit vs. SwiatekMertens vs. HalepMuguruza vs. BertensKerber vs. PavlyuchenkovaUOMININadal vs. KyrgiosThiem vs. MonfilsMedvedev vs. WawrinkaRublev vs. ZverevFognini vs. SandgrenFucsovics vs. FedererRaonic vs. CilicSchwartzman vs. Djokovic
Dopo aver perso 70 minuti di registrazione, non ce la sentivamo di lasciarvi senza PODCAST in una settimana così importante. Per questo, in una strana diretta notturna, Riccardo ripropone i concetti toccati con Jacopo. Si parla della rabbia di Giannessi per il medical timeout concesso a Duckhee Lee, ottimo spunto per parlare del tifo degli addetti ai lavori: è legittimo? È corretto farlo trasparire o è meglio dissimulare? La situazione in Australia, tra il lascito dell'ATP Cup e il problema della qualità dell'aria a Melbourne, appendice della ben più tragica situazione ambientale. Ovviamente, spazio per le vostre domande e per il dialogo LIVE.
Il 2020 del PODCAST parte con le trepidazioni per il clima australiano: tra incendi e fumo, potrebbe esserci qualche problema nello svolgimento del primo Slam stagionale. Il punto della situazione, con la convinzione che il torneo si giocherà regolarmente, magari adattando la Heat Policy anche alla qualità dell'aria. Per ragioni di business, è altamente improbabile il rinvio o addirittura la cancellazione. Il primo scorcio di 2020 ha evidenziato la profonda crisi di Alexander Zverev. Il tedesco ha perso tutti i match in ATP Cup, dando continuità a una crisi iniziata lo scorso anno, quando per un lungo periodo è rimasto senza manager. "Il problema al servizio è grave, ed è preoccupante che lui non lo ritenga tale, pensando che sia una nube passeggera. Se non ci lavora seriamente, rischia di portarselo dietro a lungo". Un tennista dalla personalità difficile, complicato da allenare, visti anche gli insuccessi con Ferrero e Lendl. Saprà risollevarsi? Parliamo dell'ATP Cup, di cosa funziona e di cosa andrebbe migliorato nella maxi-esibizione di Perth, Brisbane e Sydney. I match sono interessanti e di alto livello, anche se non va bene che sia conteggiata come diciannovesimo torneo nel breakdown di un giocatore. Discutiamo del decennio appena trascorso: Novak Djokovic è stato il miglior giocatore dal 2010 al 2019, ma proviamo a metterlo in confronto con le decadi passate (almeno da quando c'è il computer). I suoi anni 10 sono stati i migliori di sempre? Probabilmente sì, anche se Jacopo ricorda la sensazione di imbattibilità che gli dava Pete Sampras, e Riccardo la grande competitività degli anni 80 di Ivan Lendl. Come sempre, tanto spazio per le vostre domande: De Minaur, Medvedev, Mertens, le previsioni per il 2020 al femminile, Kokkinakis e molto altro... senza dimenticare l'inevitabile digressione calcistica, visto che si è giocato il nostro personalissimo derby.
"Grandissimo podcast live!!!". Siamo particolarmente contenti del commento rilasciato di Jordan per questa puntata organizzata in fretta e furia e trasmessa in diretta. Non avevamo una vera scaletta, così abbiamo parlato in libertà. Mentre voi ci facevate gli auguri (grazie, ricambiamo!) e domande sulla chat di Spreaker, abbiamo discusso delle frasi più significative pronunciate da Philipp Kohlschreiber in una bella intervista pubblicata qualche giorno fa. Vale più una lunga carriera tra i top-30 o un singolo exploit? A seguire, le rivelazioni di Herwig Straka (direttore dell'ATP 500 di Vienna e rappresentante dei tornei nel circuito ATP), che spiega alcuni retroscena del Board ATP, svelando la posizione dei tornei, solitamente molto riservati con l'opinione pubblica. A chiudere, un dialogo con i lettori tra domande, riflessioni e anche un po' di calcio: il Toro fa piangere Riccardo, la Roma fa sorridere Jacopo.
È tornato Jacopo! Nonostante il periodo di letargo tennistico, tanti argomenti anche oggi. Iniziamo dall'extra-tennis, con le nostre considerazioni sul titolo "Black Friday" scelto dal Corriere dello Sport alla vigilia di Inter-Roma. "Nel momento in cui lo stesso dà fastidio ai diretti interessati, è finito ogni discorso" dice Jacopo. Il dibattito si estende al precedente caso dello stesso giornale, che aveva anticipato la malattia di Sinisa Mihajlovic prima dell'annuncio dello stesso Sinisa. Il recente caso di Francesca Schiavone: fino a dove si spinge il diritto di cronaca? La deontologia condanna un certo tipo di atteggiamenti? Dove finisce il ruolo di giornalista ed entra in ballo la sensibilità umana? Parliamo di Corrado Barazzutti, nominato head coach da Fabio Fognini: a parte il piccolo conflitto di interessi, sarebbe giusto che dopo quasi 20 anni abbandoni il ruolo di capitano? Prendendo spunto da un articolo di Riccardo, "pregi" e "difetti" del tecnico friulano. A chiudere, le vostre domande (tornate a essere in gran numero): Djokovic ad Adelaide, la girandola invernale degli allenatori, qualche pronostico per il 2020, il ruolo della Wozniacki nella storia e i benefici ottenuti dal padre, i bonus point ATP... e molto altro. Ma ci risentiremo prima di Natale.
Non c'era Jacopo, ma abbiamo comunque garantito un bel PODCAST con Marco Caldara, il miglior giornalista specializzato tra gli Under 30. La puntata è interamente dedicata a Marie Fredriksson, cantante dei Roxette, prematuramente scomparsa a 61 anni. Marco è un profondo conoscitore della Serie A1 e ne abbiamo raccontato storie e vicissitudini fino alle recenti finali di Lucca. Dopo i fasti del periodo 2006-2010, il campionato ha perso appeal per una serie di normative che ne hanno abbassato il livello. Necessiterebbe una riforma, ma in assenza di indicazioni in questo senso Riccardo spinge per l'abolizione, come peraltro era già accaduto negli anni 90 senza che nessuno si strappasse le vesti. Inoltre, il momento storico (ed economico) del tennis italiano sarebbe perfetto per il ripristino di una versione riveduta e corretta degli Assoluti. Le nostre idee e proposte di riforma per restituire appeal al campionato, e magari ottenere quell'interesse mainstream che non c'è mai stato. Anzi, oggi è ridotto ai minimi termini. Riflessioni sui commenti pesanti, offensivi (e in certi casi diffamatori) rivolti a Riccardo per il suo articolo sull'argomento. "Non certo per fare la vittima o lo splendido, ma per segnalare una situazione preoccupante in cui si mischiano scarse conoscenze, maleducazione e superficialità". Riflessioni sull'incredibile match al Futures di Doha, in cui l'ucraino Artem Bahmet ha perso 6-0 6-0 senza raccogliere neanche un punto. Cosa c'era dietro? È stata una boutade? A parte questo, chiunque può iscriversi a un torneo ITF senza commettere nulla di illecito. In vista dell'Australian Open, si segnala la mancata iscrizione di Victoria Azarenka: può essere il primo segnale di un possibile ritiro? A chiudere, rispondiamo all'unica domanda arrivata. L'assenza di Jacopo è così scoraggiante? :-)
Una settimana di pausa ci è bastata: il PODCAST DEL TENNIS con una puntata in pieno clima da offseason, con tematiche slegate dall'attualità. Si parte da una simpatica telefonata ricevuta da Gianfranco Zanola, responsabile di Play-It, che nei giorni scorsi ha chiamato Riccardo dopo essere stato citato nella puntata precedente. Riflessioni varie sul mondo delle superfici: dal cambio dell'Australian Open (da Plexicushion a Greenset), ai parametri per valutare la rapidità delle condizioni, alle palline utilizzate, fino a un po' di aneddotica. Le ultime settimane hanno sancito il ritiro di alcuni ottimi giocatori: ne approfittiamo per omaggiare Tomas Berdych e Dominika Cibulkova, senza dimenticare Carla Suarez Navarro: la spagnola ha annunciato che il 2020 sarà la sua ultima stagione. A chiudere, tanto spazio per le vostre domande (complimenti per la diligenza, anche da Jacopo!): i nuovi siti WTA-ITF, il Masters 2020, due giocatori polacchi, il futuro di Paolo Lorenzi, il servizio di Nadal, Alberto Berasategui... e molto altro.
Gli occhi a cuoricino di Riccardo hanno trovato soddisfazione domenica sera: Stefanos Tsitsipas vince una discreta edizione delle ATP Finals e diventa il più giovane "Maestro" dai tempi di Lleyton Hewitt. La finale contro Dominic Thiem non è stata memorabile, con entrambi in difficoltà con il rovescio. La sensazione è che Tsitsipas abbia ancora parecchi piccoli difetti: ergo, i margini di miglioramento sono notevoli. Se continuerà a lavorare duro e manterrà intatta l'attuale motivazione, tra 5-6 anni potrebbe essere davvero molto forte. Alcune - inevitabili - considerazioni sulla riscoperta del rovescio a una mano e una valutazione su ogni singolo partecipante al Masters. Il caso di Tsitsipas è interessante: allenato dal padre, che non ha particolare background tennistico, sta comunque ottenendo il meglio di sè. In Italia c'è Gianluca Mager, capace di effettuare un grande salto di qualità da quando non viene più seguito da un coach "propriamente detto". E allora ci avventuriamo in una provocazione: si può diventare un grande allenatore di tennis senza aver mai giocato o giù di lì? La risposta di Jacopo è sorprendente. A chiudere, tanto spazio per le vostre (tantissime!) domande: oltre alla ciclica discussione sulla formula corretta del Masters e alcuni approfondimenti sui protagonisti del Masters, parliamo della prospettiva di ritrovare Nadal e Djokovic in vetta a fine 2020, i rovesci a una mano più efficaci, alcuni indovinelli sulla prossima stagione (chi si ritirerà, se Serena vincerà uno Slam, chi dominerà tra le donne, che farà la Sharapova...), Vasek Pospisil, come sarà il tennis fra 30 anni e molto, molto altro.
Sei sconfitte su sei partite nelle prime due edizioni, titolo nella terza: l'Italia si riscatta alle Next Gen Finals grazie allo sfavillante successo di Jannik Sinner. Il baby altoatesino può sognare in grande, magari al numero 1 ATP? "Non lo so, ma non è impossibile" dice Jacopo. Secondo la prima voce di Eurosport, è positivo che il suo tennis possa essere molto incisivo anche contro i più forti, come già dimostrato contro Wawrinka. Riccardo è molto ottimista sulla sua capacità di gestire la pressione: "Raggiungerà il 100% del suo potenziale". Riflessioni sulle norme sperimentali, ormai giunte al terzo anno. Concordiamo sul "no-advantage": snatura in misura eccessiva il gioco, anche se Jacopo lo sperimenterebbe in qualche ATP 250. Più possibilisti sui set brevi, anche se sarebbe meglio mettere il tie-break sul 4-4. Tempo di ATP Finals: Berrettini ha fatto il suo, soprattutto contro Federer, ma c'è stata l'impressione che patisse la personalità dei mostri sacri. La sconfitta contro Thiem ha messo in crisi Federer: a questo punto si giocherà il piazzamento in semifinale contro Djokovic. Nell'altro girone, non sorprende la sconfitta di un Nadal convalescente mentre Tsitsipas batte Medvedev, ma Jacopo non è pienamente convinto delle sue potenzialità. A chiudere, le vostre domande. Si parla di Fed Cup, Federico Gaio, tennis indoor, velocità delle superfici, Dustin Brown, Tsitsipas, servizi "poco ortodossi" e molto altro. Che ne penserà Jacopo delle domande che sono arrivate?
Matteo Berrettini ce l'ha fatta! Sia pure aiutato da Shapovalov, si è qualificato per il Masters. Il sorteggio non è stato dei migliori, ma secondo Jacopo non è andata così male: a parte Djokovic (sarebbe stato meglio "pescare" Nadal), Federer e Thiem sono avversari che - per ragioni diverse - possono rappresentare un buon test per il romano. L'obiettivo è regalare all'Italia la prima vittoria in un Masters di fine anno. Intanto Jannik Sinner ha già centrato l'obiettivo alle Next Gen Finals: secondo Jacopo, tuttavia,il traguardo minimo è la semifinale. Ampia discussione sull'ultima novità griffata FIT: la Tessera "Gold", che a un costo molto superiore offre una serie di "benefit". Li elenchiamo e li analizziamo uno per uno. A chiudere, come sempre, tantissimo spazio alle vostre domande: Jacopo "bacchetta" chi le fa troppo lunghe, ma gli argomenti sono tantissimi: il Masters femminile, la finale di Fed Cup, Marchenko, Garanganga, i punti di forza "sottovalutati" di Federer, un bilancio sulla stagione degli azzurri, i progressi di Shapovalov, le ipotetiche tattiche di Jacopo contro un professionista e molto, molto altro....
L'arrivo del'ora solare coincide con i Masters di fine anno. Si comincia con le WTA Finals di Shenzhen: prime impressioni da un torneo che ha perso parte del suo prestigio, ma vanta un montepremi impressionante: quasi 5 milioni di dollari per l'ipotetica vincitrice imbattuta. Tennis maschile: Federer vince a Basilea quasi senza divertirsi, mentre a Vienna si impone Thiem ma si registra un'altra bella settimana di Matteo Berrettini. "Spero che si qualifichi per il Masters perché lo merita" dice Jacopo. Gli scenari per il numero 1 di fine anno e per gli ultimi due posti per Londra: sarà molto, molto importante, la sfida contro Tsonga di mercoledì sera. In settimana è giunta la notizia della firma di Jannik Sinner con Starwings, importante agenzia straniera: altro passo importante nella carriera dell'altoatesino. La notizia offre qualche spunto per parlare della figura dei manager, di cui - sembra - nessun giocatore di livello può fare a meno. Ma è un ruolo che presenta alcune zone d'ombra. Come sempre, la seconda parte è dedicata alle vostre domande. Anche oggi tantissimi argomenti: Gian Marco Moroni, i momenti-chiave della carriera di Djokovic, Thiem, Kerber, Halep, Kvitova, Quinzi, l'evoluzione di Berrettini, l'immediato di Fognini e molto, molto altro. Buon ascolto!
Era da un po' che una puntata non superava le due ore. Qualcuno sarà contento, qualcun altro no... La copertina è dedicata alla "pressione", il maledetto "peso delle aspettative" utilizzato come alibi da chi non ottiene i risultati sperati. Riccardo ritiene che si tratti principalmente di una scusa, ne viene fuori una vivace discussione che va ad abbracciare aspetti legati all'educazione e alla definizione di "talento". Gli esempi di Quinzi, Gasquet ed Escudè e l'ottimismo sull'immediato futuro di Jannik Sinner, già bravissimo a gestire la vita e gli impegni di un tennista di alto livello. Si parla di Andrea Gaudenzi come prossimo presidente ATP: entrambi ritengono che sia una buona soluzione, anche perché è uno dei pochi ad aver piena coscienza delle esigenze sia dei giocatori che dei tornei. Un quadro del personaggio Gaudenzi, senza dimenticare quello che è stato da giocatore. Consueto sguardo alla corsa alle ATP Finals, con Berrettini e Fognini ancora in lizza, anche se gli avversari non stanno a guardare. Spazio per Andy Murray e il suo ritorno alla vittoria in un torneo ATP. "Sono curioso di vederlo in uno Slam, sulla lunga distanza, perché ho l'impressione che non abbia intenzione di cambiare il suo modo di stare in campo" dice Jacopo. A chiudere, quasi un'ora per le vostre domande. Come sempre, sono tantissimi gli argomenti che ci avete sottoposto: le scommesse, la dimensione delle racchette, Kenin, Hewitt, Roddick, Nishikori, Del Potro, Haas, Svitolina, la separazione Bajin-Mladenovic e molto altro. In chiusura, un augurio di compleanno molto speciale.
C'era tanto da dire, in questa giornata piovosa e autunnale. A Shanghai vince Daniil Medvedev, sempre più giocatore del momento. "Sono curioso di vedere se nel 2020 riuscirà a scalzare uno dei primi due" dice Jacopo, che però è rimasto deluso dal rendimento di Zverev in finale. "A testimonianza che il presunto coaching ricevuto in Laver Cup non ha avuto particolare influenza". Molto bene Matteo Berrettini, le cui chance di un piazzamento al Masters sono sempre più concrete. "Ha vinto un match delicatissimo contro Bautista, e anche la gestione del tie-break contro Thiem è stata notevole". Anche Fognini ha destato un'ottima impressione: "Peccato abbia trovato Medvedev nei quarti: per come sta giocando, non so con quanti altri avrebbe perso". Detto che per Djokovic si complica la corsa al n.1 di fine stagione (il 4 novembre cederà lo scettro a Nadal), tra le donne arriva il primo titolo di Cori Gauff. Breve analisi delle potenzialità della nuova stellina del tennis americano. Roger Federer giocherà le Olimpiadi di Tokyo, ma non avrà - come è stato scritto da più parti - bisogno di nessuna wild card, avendo giocato più di 20 serie di Coppa Davis. Un ricordo di Andres Gimeno, immenso campione degli anni 60 che Jacopo ha avuto modo di conoscere nella sua permanenza in Spagna nel 1987. A chiudere, tanto spazio per le vostre domande: dalla tensione delle corde a Murray, passando per Mager, la tecnica di Fognini, l'arbitro Ali Nili, la "fine" di Federer e molto altro.
Con l'ingresso di Salvatore Caruso, l'Italia coglie un record inedito: abbiamo otto giocatori tra i top-100, secondi solo a Francia (12) e Stati Uniti (9). Fino a dove può spingersi il simpatico "Sabbo"? Più in generale, è un record di cui vantarsi? Valeva la pena dedicarci pagine intere sui giornali? "Preferirei un plurivincitore Slam che tanti giocatori di medio livello" dice Jacopo, che però riconosce le ottime prospettive di crescita nell'immediato futuro. Djokovic vince a Tokyo e rilancia le chance di chiudere l'anno al numero 1 ATP. Dista 38 settimane dal record di Federer, ma... non è che può puntare Serena, Navratilova e Graf? La lotta per le ATP Finals con protagonisti due italiani: Matteo Berrettini e Fabio Fognini. Chi dei due ha più chance di farcela? A chiudere, tanto spazio per le vostre domande. Come sempre, affrontiamo i temi più disparati: i regolamenti, la nuova mini-riforma della Davis, le valutazioni sul rendimento di alcuni giocatori (Tsitsipas, Munar, Bertens), il rovescio a una mano rispetto a quello bimane e molto, molto altro. Buon ascolto!
Torniamo ai ritmi abituali, con una bella puntata di 90 minuti. Si parte con l'attualità: i tornei asiatici trasmettono poco fascino, ma elargiscono moltissimi soldi. Entra nel vivo la lotta per il numero 1 di fine anno, con Djokovic che ha scelto Tokyo per rosicchiare qualche punto a Nadal (avanti di quasi 2.000 lunghezze). A Pechino, Berrettini perde da Murray e non mette in cascina punti preziosi per la corsa al Masters. Il torneo di Shanghai sarà molto importante. Alcune considerazioni sugli argomenti più importanti toccati da Marco Trungelliti nell'intervista con Riccardo durante il torneo di Firenze. Non soltanto la corruzione, ma la distribuzione del denaro e la scarsa solidarietà del mondo del tennis. Con la dovuta attenzione, in risposta alle vostre domande, solo Riccardo parla dei recenti episodi riguardanti Gianluca Moscarella. Jacopo preferisce non pronunciarsi e ci spiega perché. A chiudere, tanto spazio per le vostre domande, da Murray a Malisse e Paire, passando per la Muchova e... le palline green.























