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Straripamento mentale di un disadattato
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Straripamento mentale di un disadattato

Author: KaJu

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Solitamente registro o PodCast-Diario (la lista, con pensieri personali, sull'ultima roba letta/guardata/giocata/fotografata/ecc...) o PodCast-Camminata (mentre passeggio chiacchiero su varie tematiche).

Secondo il dizionario Garzanti (che ci va più leggero rispetto al Treccani), posso definirmi tranquillamente come "Disadattato".

Disadattato: Si dice di persona che non si è adattata all’ ambiente sociale che lo circonda, con il quale vive in costante conflitto.

Con l' aggravante di provarne soddisfazione, preciso.

Ah... dimenticavo, chiamatemi pure "KaJu". (@KaJu_KJ su Telegram)



298 Episodes
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Nel podcast del 24 gennaio 2026 ho parlato di Predator: Badlands, film del 2025 diretto da Dan Trachtenberg, già regista di Prey e ormai figura centrale nella gestione del franchise. Badlands è il capitolo con il budget più alto dell’intera saga, circa 105 milioni di dollari, ma nonostante questo è stato un fallimento commerciale, fermandosi a poco più di 184 milioni, una cifra che non copre realmente costi e promozione. Un dato che stona se confrontato con il primo Predator dell’87, ancora oggi il più redditizio in rapporto all’investimento, o con Alien vs Predator, che con un budget più contenuto riuscì comunque a funzionare.Su IMDb ho assegnato al film un 7, un voto che fotografa una confezione tecnica solida ma che non restituisce fino in fondo la mia delusione. Dal punto di vista produttivo non c’è nulla da rimproverare: fotografia curata, montaggio fluido, nessun problema evidente. Il vero nodo è l’assenza totale di originalità. La storia segue il solito schema del gruppo di disadattati che diventa famiglia, un modello narrativo visto e rivisto ovunque, accompagnato da un umorismo adolescenziale tipicamente americano che finisce per appiattire tutto.Gran parte della responsabilità, secondo me, è da attribuire alla gestione Disney. Per la prima volta un film di Predator non è vietato ai minori e questa scelta ha cancellato quasi del tutto la componente horror e violenta che definiva l’identità della saga. Il Predator non è più il nemico, ma il protagonista, e la sua razza viene profondamente umanizzata. Da cacciatore alieno che incarnava un equilibrio inquietante tra ferinità e tecnologia, diventa un emarginato giudicato debole dai suoi simili, con scene emotive in cui soffre, urla e piange la morte del fratello. Una versione del personaggio che ho definito ironicamente “shakespeariana” e che risulta incoerente con una società che dovrebbe basarsi esclusivamente sulla forza. È un po’ come trasformare uno squalo in un eroe positivo.Accanto a lui c’è un androide molto simile a quelli della saga di Alien, con aspetto femminile e comportamenti programmati per simulare l’umanità. Il problema è che si comporta come una ragazza del XXI secolo, pur trovandosi su un pianeta alieno dove non esistono esseri umani. Fa battute comiche che il Predator, per cultura e natura, non può nemmeno comprendere. Una caratterizzazione che risulta fastidiosa e fuori luogo, soprattutto per chi ama davvero la saga. Come se non bastasse, nel gruppo compare anche una mascotte pucciolosa dagli occhioni enormi, un elemento che sa chiaramente di merchandising e di approccio Disney.La trama ruota attorno all’esilio del Predator, deciso a riscattarsi cacciando una creatura leggendaria, una sorta di rinoceronte alieno praticamente invincibile, capace di rigenerarsi come Wolverine. Durante la caccia incontra l’androide, privo di gambe, e accetta di aiutarla in cambio di indicazioni. In realtà gli androidi hanno una missione segreta: catturare l’animale vivo per studiarne la rigenerazione cellulare, un segreto che interessa agli umani. Il finale però cade in una grave incoerenza logica, perché per salvarsi l’androide finisce per uccidere la creatura con delle bombe criogeniche, negando completamente la sua missione primaria e la sua stessa natura di macchina sacrificabile.Tutto questo si inserisce in un discorso più ampio sull’appiattimento del cinema di genere contemporaneo. Oggi film diversissimi sulla carta, da Superman ai Maestri dell’Universo, sembrano avere tutti lo stesso linguaggio visivo, la stessa fotografia, lo stesso suono industriale
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: "Zone of the Enders 2" (PS2 su PS2), "Alan Wake remastered" (Amazon Luna).Serie TV: "Superman e Lois" (tutte le stagioni), "Watchmen" (2019), "Stranger Things" (5° stagione).Film: "Bed Time" (2011), "Planet Hulk" (2010), "Parasite Dolls" (2002), "Perfect Blue" (1997).
L'autore del podcast recensisce con entusiasmo il film spagnolo del 2011 Bed Time, diretto da Jaume Balagueró e scritto dall'italiano Alberto Marini. La pellicola segue le vicende di un portiere di condominio sociopatico che trae piacere esclusivamente nel rovinare la felicità altrui, agendo nell'ombra per non essere scoperto. L'analisi si sofferma sulla struttura narrativa disturbante, evidenziando come il protagonista si introduca segretamente negli appartamenti per narcotizzare e manipolare i residenti. Viene sottolineata la capacità del regista di generare una forte dissonanza cognitiva nello spettatore, che si ritrova a tifare per un personaggio crudele durante i momenti di tensione. La fonte elogia la qualità artistica dell'opera, definendola un thriller psicologico originale che riesce a sorprendere grazie a rivelazioni graduali e un finale cinico e non convenzionale. Infine, viene consigliata la visione per la capacità del film di gestire il ritmo del colpo di scena pur mantenendo un budget contenuto.
Questo podcast analizza l'intera serie Superman & Lois, descrivendola come un’opera sorprendente che supera i pregiudizi iniziali legati al cast e alla narrazione televisiva supereroistica. L'autore esplora l'evoluzione delle quattro stagioni, lodando la scelta di focalizzarsi sulle dinamiche familiari e sul realismo nel trattare temi profondi come la malattia di Lois. Nonostante alcune critiche alla regia e a sottotrame secondarie meno avvincenti, il prodotto viene considerato superiore alle recenti versioni cinematografiche per la sua maturità. Il commento si sofferma sulla potenza emotiva del finale di serie e sulla riuscita caratterizzazione di un Superman veterano e vulnerabile. Viene inoltre evidenziato come lo show si distacchi dall'universo televisivo Arrowverse per mantenere una propria identità indipendente e solida. In sintesi, la fonte promuove la serie con un voto di sette, apprezzandone la capacità di umanizzare l'archetipo dell'eroe.
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: "Project X Zone 2" (3DS); "Tomb Raider (reboot SAGA)" (Amazon Luna); "Uncharted 3 remastered" (PS4); "Fallout 4" (Amazon Luna); "Skyrim" (Amazon Luna). Fumetti: "Devil: Rinascita" (1986); "Basilisk" (2003-2004).Serie TV: "Misfits" (2009-2013).Film: "Striptease" (1996); "Lasciami entrare" (2008); "Minority Report" (2002); "Bugonia" (2025); "Lupin The IIIrd - Zenigata e i due Lupin" (2025); "Lupin III - La pietra della saggezza" (1978); "Lupin III - Il castello di Cagliostro" (1979).Libri: "Striptease" (Carl Hiaasen); "Cecità" (José Saramago); "Lasciami entrare" (John Ajvire Lindquist).
Podcast camminata registrato martedì 16 dicembre 2025.Esco di casa col sole e dopo poco mi becco la pioggia. Classico.Registro comunque, più per voglia che per reale ispirazione. Lo dico subito, non sarà niente di fantastico.Ripenso alla domenica precedente, a una passeggiata ad Ascoli Piceno. Mi annoiavo e per passare il tempo ho riascoltato un mio vecchio podcast diario di tre o quattro anni fa, quello in cui parlavo di Cecità di José Saramago e del confronto col film.Ascoltandomi mi sono accorto di una cosa curiosa. Sono il mio principale fan. Faccio esattamente il tipo di podcast che cerco, ma che non trovo fatto da altri. E ho notato anche che una volta ero più fluido nel parlare. Forse sto peggiorando. O forse no, chissà.Registro sempre tutto a braccio. Penso e parlo insieme. Niente scalette, niente tagli ai silenzi, niente montaggi. So che molti pianificano, scrivono, ripuliscono. Io no. Funziona così.Quel riascolto mi ha fatto recuperare anche dettagli dimenticati. Per esempio che il titolo originale del libro non era semplicemente Cecità, ma Saggio sulla cecità. Dettaglio importante, visto che Saramago ha poi scritto Saggio sulla lucidità.Durante quella passeggiata di quasi tre ore ho riascoltato entrambi i miei podcast sui due libri e mi sono fatto sinceramente compagnia.Poi la solita riflessione sugli algoritmi e sulle classifiche di Spotify e YouTube. I podcast di nicchia come il mio vengono spinti giù fino a sparire, mentre emergono sempre gli stessi, quelli già grossi. I podcast famosi li evito. Devono piacere a tutti, e di solito non piacciono a me. Spesso diventano sudditi del loro pubblico e la creatività va a farsi benedire.Io registro per un me stesso futuro. È come discutere con qualcuno quando quel qualcuno non c’è.Un minimo di qualità tecnica ci vuole, per non dare fastidio a chi ascolta, ma la voglia di parlare viene prima di tutto.I podcast esterni che seguo sono pochissimi.Network 23, fantascienza.Chiodi Rossi, fantasy, concluso.Paura e Delirio, horror, il più longevo ma ormai finito.Chiodi e Delirio 23, l’unico ancora attivo, con uscite rare.Sono tutti legati allo stesso gruppo di creatori. Tre canali su quattro si sono fermati dopo la morte di uno dei partecipanti. Questo conferma una cosa. I miei gusti sono particolari e spesso ciò che mi piace non incontra il favore del grande pubblico.Poi parlo con entusiasmo di Notebook LM, l’app di intelligenza artificiale di Google. È cresciuta tantissimo. Gli dai fonti, PDF, audio, video YouTube, e risponde solo basandosi su quelle. Per studiare e semplificare concetti è incredibile.Ora fa anche risposte vocali, video con schemi grafici e soprattutto presentazioni da dieci quindici slide, riassuntive e chiarissime, esportabili in PDF.Per esempio ho creato un video e una presentazione partendo da una ricerca approfondita di Google Gemini sul confronto tra buddismo e taoismo.Il problema è capire come usarla davvero nel mio percorso. Non voglio che i contenuti generati dall’AI vadano a competere coi miei podcast. È come avere l’ombrello ma non trovare la pioggia.Un uso creativo però l’ho trovato. Ho dato all’AI due miei racconti sui Masters of the Universe e le ho fatto creare una presentazione illustrata, con immagini e schematizzazione della storia.Il potenziale è enorme.Sto ancora cercando strade alternative per sfruttarlo davvero.
--- Spoiler ---🎙️ Podcast monotematico – 11 dicembre 2025Dedicato al film di fantascienza del 2002 Minority Report (Rapporto di minoranza), diretto da Steven Spielberg e interpretato da Tom Cruise. Il film, costato 102 milioni di dollari, ha incassato più del triplo del budget.📍 Ambientazione e criticaAmbientato nel 2054 e basato su un'idea di Philip K. Dick, il narratore critica il livello tecnologico mostrato, ritenendolo irraggiungibile entro quella data (veicoli volanti, robot insetto). L’adattamento, lungo 2 ore e 20 minuti, approfondisce eccessivamente un concetto semplice, esponendo così numerose incongruenze mascherate dal ritmo frenetico della regia di Spielberg.🔮 Il cuore del film: il sistema PrecrimeUn dipartimento di polizia che preveniva gli omicidi da sei anni, azzerandone il tasso. Il sistema si basa su tre precognitivi, due gemelli e una femmina di nome Agatha, immersi in una vasca e collegati a sensori per sognare i futuri omicidi.Un computer registra tre filmati, mentre nomi di vittima e assassino compaiono su sfere di legno per evitare manipolazioni. Considerato infallibile, il sistema permette l’arresto dei presunti assassini prima del crimine, senza processo, condannandoli a una stasi comatosa.🎬 Il protagonista e l’innesco della tramaL’agente Precrime interpretato da Tom Cruise ha divorziato dopo la scomparsa del figlio. Tutto cambia quando i precognitivi prevedono un omicidio e il suo nome compare come assassino. Convinto dell’infallibilità del sistema, fugge per provare che è un errore. Nel frattempo il sistema è sotto esame per un’espansione nazionale e per questo entra in scena l’ispettore Colin Farrell.🏃‍♂️ La fuga e l’operazione agli occhiPer sfuggire alle scansioni retiniche, il protagonista si sottopone a un’operazione di sostituzione degli occhi, in una scena lunga e ritenuta dal narratore forzatamente comica e sgradevole.🌀 Il “rapporto di minoranza”Colpo di scena: Agatha, a volte più dettagliata dei gemelli, può produrre un sogno che contraddice gli altri due. Questo può suggerire un incidente o un malinteso. Per non intaccare la reputazione del sistema, questi filmati vengono nascosti o cancellati.👁️ La verità si svelaIl protagonista rapisce Agatha e raggiunge il luogo del presunto omicidio. Trova la vittima, che era l’assassino/rapitore del figlio, dando finalmente un movente coerente. Ma l’uomo confessa che era tutto un inganno, orchestrato affinché fosse ucciso e l’agente ne risultasse colpevole.La mente dietro tutto è il fondatore del Precrime, il mentore del protagonista, che aveva usato la tecnica del rapporto di minoranza per commettere omicidi impuniti. Tra questi l’eliminazione della madre di Agatha, che voleva riprendersi la figlia.🎥 Conclusione del narratoreNonostante buchi di trama, decisioni illogiche e effetti speciali digitali invecchiati male (auto volanti, robot ragno), Minority Report rimane comunque un filmonone consigliato, capace di mantenere l’attenzione e la curiosità fino alla fine.
-SPOILER-🎙️ Podcast monotematico del 5 dicembre 2025Il podcast monotematico del 5 dicembre 2025 è dedicato al film svedese del 2008 "Lasciami entrare". Il presentatore è estremamente entusiasta, tanto da aver assegnato al film un otto su internet movie database, il voto più alto che è solito dare.🎬 Cinema svedese al 100%Il film è lodato perché è svedese a 360° (regista, produzione, sceneggiatore, tratto da un libro) e non imita il cinema americano.Il presentatore apprezza i film che riflettono le caratteristiche intrinseche della nazione di origine, criticando i prodotti che scimmiottano Hollywood, portando all'appiattimento cinematografico.Nonostante il successo, ne sono stati realizzati un remake americano e una serie che il presentatore si rifiuta di vedere.🩸 Un horror delicatoSebbene sia catalogato come film horror, il film mostra una delicatezza nel trattare argomenti come la solitudine, l'amicizia e il bullismo, tale che l'elemento horror risulta in secondo o terzo piano.La sceneggiatura è stata curata da John Avvid Linsquitz, lo stesso autore del romanzo, assicurando che lo spirito del libro fosse impresso nel film.📽️ Estetica anni SettantaIl film, uscito nel 2008, ha una regia, fotografia e ambientazione che lo fanno sembrare un film della prima metà degli anni '70.È ambientato in Svezia nel 1981, con un forte effetto realismo e senza la patinatura tipica dei film moderni.L'unica pecca a livello visivo sono i pochi effetti speciali digitali, che invecchiando male rompono l'illusione temporale.Il film, realizzato con un basso budget (4 milioni di dollari), ha incassato bene e vinto molti premi.👥 Il vero protagonista: l’amiciziaIl protagonista della storia è definito il sentimento di amicizia, sviluppato tra due ragazzini dodicenni e solitari, entrambi interpretati da coetanei.Il protagonista maschile vive con la madre spesso assente, è isolato e subisce bullismo a scuola.La sua solitudine lo porta a comportamenti problematici, come collezionare ritagli di giornale su omicidi, e a reagire passivamente alla violenza, pur immaginando di uccidere i bulli.❄️ L’incontro nel cortileL'arrivo di nuovi vicini, una ragazzina della sua età e un anziano, rompe l'isolamento.Si incontrano nel cortile innevato e, nonostante lei lo avverta che non possono essere amici, iniziano a legare.Lei lo sprona a difendersi dai bulli, cosa che lui fa con successo.🧛‍♀️ La rivelazioneSi scopre che l'uomo anziano procura sangue per la ragazzina, poiché lei è un vampiro.Il vampirismo è presentato come una necessità per la sopravvivenza.Dopo aver fallito due tentativi di caccia ed essersi sfigurato con l'acido per non essere identificato, l'uomo si offre alla ragazzina in ospedale.In questa circostanza si rivela la regola che un vampiro non può entrare se non è invitato, dando senso al titolo del film.🍬 Gesti piccoli, significato grandeRimasta sola, la ragazzina dice al protagonista di dover partire e lui intuisce che è un vampiro.Un gesto che lo colpisce è quando lei accetta e poi vomita una caramella che lui le aveva offerto, pur di non rattristarlo con un rifiuto.🔥 La solitudine e le sue conseguenzeCostretta dalla fame, la vampira va a caccia da sola e in un secondo attacco, non riuscendo a uccidere completamente la vittima, vediamo le conseguenze: la donna impazzisce, viene ricoverata e si suicida esponendosi al sole.⚔️ Il finaleIl protagonista è di nuovo in pericolo per colpa dei bulli, ma la ragazzina torna per salvarlo in una scena di violenza non mostrata, fatta solo di rumori e braccia smembrate che galleggiano.Il film si chiude con il ragazzino in treno, che porta con sé la ragazzina nascosta in un bagaglio, pronto a diventare il suo nuovo protettore e a perpetuare il ciclo.🏆 Perché è così apprezzatoIl film è lodato per la sua capacità di mostrare la solitudine con un comportamento realistico e problematico.
📚 Sintesi e Analisi del Podcast su Striptease(Libro del 1993 e Film del 1996)Il podcast è interamente dedicato al romanzo e al film Striptease. Lo speaker ha letto il libro di recente, acquistato per 1€ in un mercatino, ed è composto da 470 pagine in copertina rigida. L’obiettivo era capire se il romanzo fosse superiore al film, come spesso accade nelle trasposizioni cinematografiche.Il film del 1996 fu massacrato dalla critica e vinse numerosi Razzie Awards, tra cui Peggior Film, Peggior Sceneggiatura, Peggior Attrice Protagonista e Peggior Attore Non Protagonista, oltre al premio di Peggior Film del Decennio.Eppure non fu un flop commerciale. Con un budget di 40 milioni, incassò 113.369.743 milioni di dollari. Il successo fu legato soprattutto al marketing basato sulla nudità (o quasi) di Demi Moore, che venne pagata 12,5 milioni di dollari, cifra record per l’epoca.Il film dura due ore ed è diretto da Andrew Bergman, regista poco memorabile secondo lo speaker.Lo speaker racconta di essere stato ossessionato da Demi Moore dopo averla vista in Ghost. All’epoca rimase deluso dal fatto che l’attrice si fosse rifatta il seno, trovandolo esteticamente poco gradevole e penalizzante.Riguardando il film oggi, però, riconosce che Demi Moore aveva un fisico incredibile, scolpito e muscoloso grazie all’allenamento per il ruolo. La recitazione invece è giudicata mediocre e piatta.La trama del film semplifica molto quella del libro e non include il contesto politico-economico che nel romanzo ha un ruolo centrale.Il romanzo è definito scorrevole ma mediocre. Troppo lungo, troppo diluito, pieno di parti inutili. Secondo lo speaker avrebbe funzionato meglio come racconto lungo.Il finale è considerato deludente e pieno di forzature, rovinando la storia nel suo complesso.1. Critica sociale:Nel libro c’è molta satira verso corruzione, politica ed economia della Florida. Le famiglie dei produttori di canna da zucchero finanziano politici per ottenere favori e monopoli.2. Importanza del politico:Nel romanzo il politico è cruciale perché la sua elezione imminente è vitale per i profitti delle famiglie ricche.3. Il film semplifica:Il contesto politico viene completamente eliminato, rendendo meno chiari gli omicidi e la gravità degli eventi.Nel libro Erin è molto diversa dalla Demi Moore del film. Seno piccolo e fisico più comune, simile alla Moore di Ghost. Non è una bomba sexy ma una vera ballerina.Nonostante il titolo, la storia non ha connotazioni erotiche né nel libro né nel film.Erin, ex segretaria dell’FBI, perde il lavoro a causa del marito tossico e perde anche l’affidamento della figlia. Per pagare gli avvocati inizia a lavorare come spogliarellista.Durante un addio al celibato, il politico in campagna elettorale pesta brutalmente un uomo, e la scena viene fotografata. Scatta il ricatto e, da lì, una serie di omicidi ordinati dalle famiglie ricche che vogliono evitare scandali.Il poliziotto Garcia, la protagonista e un buttafuori uniscono i puntini e capiscono cosa sta succedendo.Finale del libro:La protagonista sequestra il politico e cerca di incastrarlo portandolo in un campo di canne da zucchero. Il piano è assurdo, pieno di variabili. Il marito tossico la segue e viene eliminato in modo goffo, finendo triturato da un macchinario agricolo.Finale del film:Bergman cambia il finale, ma non migliora molto. Erin chiama vari giornalisti fingendosi la segretaria del politico, lo provoca sullo yacht e fugge. I giornalisti lo beccano in mutande in una situazione compromettente.Secondo lo speaker entrambi i finali fanno schifo.Lo speaker dà al film 5/10 per il potenziale sprecato. Ritiene che, con un cachet simile, o Demi Moore avrebbe dovuto mostrarsi completamente nuda oppure avrebbero dovuto scegliere un’attrice più adatta e più capace.Una storia è come un pasto. Anche se il primo e il secondo sono buoni, un dolce pessimo rovina tutto. Allo stesso modo un finale deludente rovina un libro o un film.
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: Emulatori per giochi retroSerie TV: "The Witcher" (4° stagione)Film: "La grande partita" (2014); "The Witcher - La banda dei ratti" (2025); "Frankenstein" (2025).
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: Simulatore di cassiere da supermercatoFilm: "Twilight" (2008); "I dominatori dell' Universo" (1987); "Under Suspicion" (2000); "La regina degli scacchi" (2002).
Un podcast monotematico in cui due interlocutori discutono in dettaglio del film del 1987, "Masters of the Universe", noto in Italia come "I dominatori dell'universo". I conduttori, entrambi fan del franchise Masters e di film di fantascienza, esprimono un giudizio estremamente negativo sulla pellicola, criticandone la sceneggiatura debole, la pessima caratterizzazione dei personaggi (specialmente He-Man) e la scarsa aderenza alle diverse mitologie Masters esistenti all'epoca. La conversazione si concentra anche sui problemi di budget che hanno costretto gran parte della trama a svolgersi sulla Terra, sull'uso eccessivo di cliché tratti da film come "Star Wars" e "Superman", e sull'erronea gestione degli effetti speciali e delle sequenze d'azione. Sebbene lodino l'interpretazione e la caratterizzazione di Skeletor (Frank Langella), i partecipanti ritengono che il film sia un completo fallimento sia per i fan che per il pubblico generale, uscendo troppo tardi e in competizione con film di successo come "Robocop" e "Predator".
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: Amazon LunaSerie TV: "Gen V" (seconda stagione, 2025)Film: "Equilibrium" (2002); "Nine Days" (2020); "Apri gli occhi" (1997); "The Batman" (2022); "Underworld - Laribellione dei Lycans" (2009); "Underworld - Il risveglio" (2012); "Underworld - Blood Wars" (2016).Libri: "Povere Creature!" (Alasdair Gray).
Report Podcast: Equilibrium (2002) – KaJu e Signor TommasiIl podcast del 15 ottobre 2025 ha trattato il film distopico Equilibrium (2002), con l'ospite Signor Tommasi.Il film è ambientato a Libria nel 2072, in un futuro sorto dopo la Terza Guerra Mondiale, retto da un regime di terrore.La premessa centrale è la soppressione totale delle emozioni umane tramite una medicina obbligatoria, il Prozium 2, iniettata quotidianamente, per evitare la guerra.KaJu ha subito messo in discussione l'originalità del film, notando somiglianze con Matrix (1999) e V for Vendetta (2005).Signor Tommasi, invece, ha trovato il film gradevole, apprezzando il filone distopico e "complottista".KaJu ha criticato la sceneggiatura originale di Kurt Wimmer (regista e sceneggiatore) per la sua fragilità strutturale, basata su un'unica idea portante.Ha inoltre lamentato la scarsa cura del contesto e della background story, che costringe lo spettatore a ipotizzare dettagli fondamentali (come le dinamiche familiari o lo stato del mondo esterno).L'azione, in particolare l'arte marziale inventata chiamata Ganata (o Gun Kata), è stata definita da KaJu "una puttanata incredibile", ritenendola illogica negli scontri a fuoco.Il film è stato un "super mega flop", con un budget di $20 milioni e incassi di soli $5.3 milioni.Il protagonista, John Preston (Christian Bale), è un Cleric d'élite incaricato di scovare i dissidenti.Il suo risveglio emotivo inizia con l'omicidio del suo collega (Sean Bean), reo di aver nascosto un libro di poesie.L'escalation emotiva si intensifica quando salta la sua dose mattutina di Prozium 2 (rompendo la fiala).Un'altra scena chiave è il salvataggio di un cane, che mette a rischio Preston e mostra la sua crescente empatia.Preston infine si unisce alla Resistenza, il cui piano è far esplodere le fabbriche che producono il Prozium 2.Il colpo di scena finale rivela che il dittatore "Padre" è un'illusione, e il vero comandante è il Vice-Consul, che è ipocrita (soggetto a emozioni nonostante bandisca tutte le forme di sentimento).KaJu ha infine sollevato un dubbio: se le emozioni sono eliminate, ma l'intelligenza no, perché la popolazione si comporta come "zombie" e non si ribella al dittatore?.Nonostante le incongruenze, Signor Tommasi ritiene che il film valga la pena di essere visto per il suo messaggio positivo di libertà e risveglio delle coscienze.
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleSerie TV: "Occhi di gatto" (2024, 1° stagione).Film: "Vampire Hunter D - Bloodlust" (2000); "Wicked City" (1987); "I Fantastici quattro - Gli inizi" (2025); "Martin Eden" (2019).Libri: "La figlia del reverendo" (George Orwell); "Occhi di gatto" (Hideo Takayashiki - Tsukasa Hojo).
Il comportamento assurdo della massa e la critica al sistema.Il podcast monotematico, registrato il 10 ottobre 2025, affronta il tema del consumismo e il meccanismo perverso con cui la maggioranza delle persone reagisce a chi lo critica.L'episodio prende spunto da un post su Threads in cui una donna affermava di vivere bene con €1000 al mese lavorando part-time, valorizzando il tempo libero. In risposta, molti l'hanno attaccata definendola "povera" o "impossibile".L'autore identifica un fenomeno ricorrente: quando un individuo alza la testa e critica il sistema marcio, la massa, anziché appoggiarlo, difende quel sistema e attacca il pensatore non conforme. Questo accadeva anche quando l'autore stesso criticò la "forzatura" del consumismo esemplificata dal suggerimento di Microsoft di cambiare un computer perfettamente funzionante per installare Windows 11.L'aspetto più assurdo è che la maggioranza agisce in difesa del sistema in modo totalmente gratuito, comportandosi come "schiavi" per i loro padroni, senza ricevere alcun bonus in cambio.Una piccola percentuale di persone riesce a controllare la maggioranza facendo credere che i loro prodotti siano indispensabili e che chi non li possiede sia inadeguato e miserabile. La massa assimila questo concetto a tal punto da considerarlo un proprio pensiero.Questa "coscienza collettiva" impone che il benessere sia misurato in base al possesso di oggetti superflui (es. sei paia di scarpe o abbonamenti a servizi streaming) ottenuti attraverso un lavoro incessante. Chi ha meno, pur essendo soddisfatto (come chi ha un solo paio di scarpe), viene etichettato come "sopravvivente" anziché "vivente".È fondamentale distinguere tra le cose veramente indispensabili e quelle che il consumismo fa credere tali, per evitare di ritrovarsi tristi e miserabili senza motivo.
🎬 NUOVO EPISODIO DEL PODCAST MONOTEMATICO! 🎙️In questa puntata, io e il Signor Tommasi (già ospite sul canale dei Masters) analizziamo il film italiano Martin Eden del 2019, disponibile su RaiPlay.Abbiamo scelto questa pellicola, suggerita da Google Gemini per la sua importanza critica nonostante i bassi voti del pubblico, per la sua ricchezza tematica.Il film, diretto da Pietro Marcello, è un adattamento del romanzo di Jack London (1909, originariamente ambientato in America). La versione italiana è ambientata in una Napoli di difficile datazione (forse anni '70) e, curiosamente, è stata un flop al botteghino.Discutiamo l'originalità del suo stile visivo neorealista e volutamente "grezzo", che contrasta nettamente con le patinate produzioni americane.La trama segue la parabola di Martin Eden, un marinaio di umili origini, che, folgorato dalla cultura e dall'amore per una ragazza dell'alta borghesia, intraprende un intenso percorso di auto-istruzione.Analizziamo i temi profondi del film: la lotta di Martin per l'elevazione sociale e culturale, il netto contrasto tra socialismo e individualismo che lo vede coinvolto, e la dura realtà della sua condizione.La narrazione compie un salto temporale: Martin raggiunge improvvisamente fama e ricchezza, ma scopre l'estrema vacuità del successo. Il regista mostra come la fama distorga la percezione della qualità e porti Martin a una profonda disillusione, nonostante mantenga la virtù di aiutare chi lo aveva sostenuto.Concludiamo con l'analisi del finale tragico e inevitabile, un suicidio che rispecchia il destino del personaggio nel romanzo di London, e riflettiamo sui contrastanti personaggi femminili.Ascoltateci per un'analisi dettagliata (ricca di spoiler!) di un film che stimola il pensiero.#MartinEden #PodcastCinema #LucaMarinelli #JackLondon #AnalisiFilm
📻 Podcast – 30 settembre 2025Oggi ti porto un episodio monotematico dedicato a La figlia del reverendo, romanzo scritto da George Orwell nel 1935.👉 L’ho definito un libro che mi ha lasciato indifferente – né bello né brutto – ma che considero comunque importante per la sua potente critica sociale, capace di raccontare le condizioni di vita nell’Inghilterra dell’epoca.Orwell (pseudonimo di Eric Arthur Blair) non era soddisfatto dell’opera al punto da chiedere che non venisse ristampata dopo la sua morte. La storia della protagonista è usata più come pretesto narrativo per denunciare i problemi sociali che come vera trama.👩‍🦰 La protagonista è Dorothy, figlia ventisettenne di un reverendo anglicano disinteressato. Vive sopraffatta dagli impegni domestici e parrocchiali, schiacciata dall’ansia economica e dalla depressione.Tutto cambia quando Dorothy perde improvvisamente la memoria – probabilmente a causa dello stress – e inizia una serie di esperienze scollegate tra loro:🌿 lavoro nella raccolta del luppolo🪶 periodo di vagabondaggio a Londra, che la porta all’arresto📚 impiego come insegnante in una scuola privata di quarto ordine (dove Orwell critica il sistema educativo superficiale)Quando la memoria ritorna, Dorothy torna alla sua vita di sempre. L’unico cambiamento: ha perso la fede. Capisce che, anche durante l’amnesia, nulla è davvero cambiato nella sua esistenza, e dentro di lei resta solo un vuoto profondo.🎙️ Nel podcast critico soprattutto il finale, che trovo piatto: le esperienze di Dorothy non portano a nessuna evoluzione concreta, e la perdita della fede arriva solo nell’ultimo capitolo, come un tentativo forzato di dare significato alla storia.💭 Un episodio riflessivo su un libro minore di Orwell, ma capace di offrire uno sguardo lucido e spietato sulla società inglese degli anni ’30.#PodcastDiario #GeorgeOrwell #LaFigliaDelReverendo #CriticaSociale #Libri #Podcast #Letteratura
SPOILERRecensione e Analisi della Prima Stagione di Occhi di Gatto (Serie TV Francese)ATTENZIONE AMANTI DEI REMAKE: Se amate l'opera originale ma temete gli adattamenti, ascoltate questo podcast! La prima stagione della serie TV francese di Occhi di Gatto, otto episodi, è altamente consigliata. È disponibile gratuitamente su RaiPlay.La Qualità Prima di TuttoIl punto fondamentale è chiaro: la qualità del prodotto finale è nettamente più importante della fedeltà all'opera creativa originaria (fumetto/cartone animato). Nonostante i pregiudizi che circolano sui social, la serie è ben fatta. Meglio un prodotto di alta qualità e meno fedele che un prodotto fedele ma mediocre o brutto. L'ideale, qualità alta e somiglianza, si è verificato rarissime volte in ambito cinematografico, quindi i compromessi sono necessari.L'Approvazione del CreatoreAnche Tsukasa Hojo, il mangaka originale, noto per essere geloso delle sue creazioni, ha approvato la sceneggiatura e ha supervisionato il progetto. La produzione ha dovuto mantenere i concetti base del suo manga: tre sorelle affiatate che rubano per necessità, recuperando i quadri del padre scomparso.I Punti Deboli dell'Originale RisoltiIl telefilm francese ha eliminato i difetti che rendevano la storia originale (pensata per bambini) assurda:Le Ladre Erano Troppo Perfette: Nel cartone e fumetto le sorelle erano invincibili, tanto che l'ascoltatore si ritrovava a tifare per la polizia. Nella nuova serie, essendo i loro primi furti, le ladre sono in difficoltà e rischiano.Rapporti Illogici: Il rapporto tra la ladra (Tamara/Sheila) e il poliziotto (Quentin Chapot/Matthew) non aveva senso nell'originale. Nella serie, erano fidanzati in passato e si sono lasciati prima che lei sparisse per 5 anni. Questo spiega la tensione e il fatto che non abbiano più una relazione fisica (a differenza del rapporto originale dove erano fidanzati ma non si baciavano).Mancanza di Motivazione: La ragione per cui si chiamavano "Occhi di Gatto" non era chiara nell'originale. Qui, il nome deriva dal dipinto che devono assolutamente recuperare, poiché la sorella (Tamara) vi aveva nascosto una microSD con informazioni cruciali lasciate dal padre.Produzione e DettagliLa serie ha un budget elevato (25 milioni di euro per otto episodi). Essendo una produzione francese, ha un'estetica differente e attori vestiti "decentemente" (sportivo/elegante). La messa in scena e la fotografia sono ottime, utilizzando location reali come la Torre Eiffel e il Louvre.Trama (SPOILER):La storia inizia con il ritorno di Tamara dopo 5 anni, convinta che il padre (dato per morto in un'esplosione che aveva distrutto i quadri) sia stato derubato. Lei convince le sorelle a rubare un quadro per cercare una prova (una zampetta di gatto disegnata sul retro) che l'esplosione fosse stata una copertura. La ricerca li porta a scoprire che il padre non era morto, ma si era dato alla macchia. Nel frattempo, il poliziotto Quentin e la sua nuova partner sospettano fortemente che Tamara sia la ladra.La serie è super consigliatissima ed è già in produzione la seconda stagione.
Questo è il PodCast diario, la lista con aneddoti e pensieri miei, di tutta la roba letta/vista/guardata/fotografata/disegnata/videogiocata/ecc... nell' ultimo periodo (da me).Instagram: @MentreLeggo | @NaturaStramorta | @RitrattiKJ | @DisegniKJFaceBook: ChirurgiaGrafica | KaJuMOTUYouTube: @KaJuMOTU | @StraripamentoMentaleVideogiochi: "Alien Vs Predator" (Coin-op)Serie TV: "Dexter: Resurrection" (1° stagione); "Hannibal" (Serie completa).Film: "The Beach" (2000); "Brazil" (1985); "Heat - La sfida" (1995); "Red Dragon" (2002); "Red Sonja" (2025).Libri: "Memorie dal Sottosuolo" (Fedor Dostoevskij).
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