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In compagnia di SIMON DOMENICO MIGLIORINI
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Adattamento musicale su XXVI Canto dell’inferno a cura di Aurelio Gatti
Il coro è un esempio di poesia storica di ambientazione medioevale, secondo il gustoromantico, che recupera sia l’evocazione storica sia il richiamo al Medioevo comeradice del presente. Manzoni ricostruisce i pensieri e i sentimenti dei tre popoli protagonisti: il risvegliarsi dei latini tra speranza e timore, lo sgomento dei longobardipreoccupati per la prospettiva della sconfitta, la nostalgia per la patria e nel contempola speranza di conquista dei franchi. Ma l’attenzione è rivolta, più che ai due popolicontendenti, alla sorte di quel volgo disperso, privo di unità, di libertà e di coscienzanazionale, ignorato dalla storia ufficiale: al comportamento di quella immensa moltitudine, che di solito non lascia traccia nel teatro della storia, Manzoni riserva unospazio nel «cantuccio» del coro.Il componimento si può suddividere in quattro parti che alternano descrizione,narrazione e riflessione.1-18 La prima parte del coro descrive le paure e le incertezze dei latini sullo sfondo di una patria in rovina.19-30 La seconda rappresenta il dinamismo dei longobardi in fuga dinanzi all’incalzare dei franchi e il punto di vista del popololatino, che osserva la battaglia e spera in una soluzione positiva per sé.31-54 La terza narra la condizione dei guerrieri franchi, che hanno sopportato fatiche e disagi per conquistare la vittoria.55-66 La quarta parte, di tono riflessivo, contiene l’esortazione del poeta ai latini: facciano ritorno al lavoro servile, due padronisi divideranno le ricchezze di un volgo privo di dignità e di virtù. Solo questo può essere il triste destino di chi non conquista autonomamente la propria libertà.Manzoni attualizza il passato, di conseguenza il motivo storico si fonde con il messaggio politico. Il poeta, con un’amara esortazione ai latini (Udite!, v. 31), evidenziala vanità delle loro speranze, ma i destinatari reali del suo ammonimento sono gliitaliani suoi contemporanei, affinché non contino sull’aiuto dello straniero ma prendano in mano le proprie sorti per il Risorgimento nazionale.L’atto III si chiude con un coro che interrompe l’azione della tragedia nel momento in cui l’esercito franco, aggirate le difese longobarde allo sbocco della Val di Susa, ha invaso la pianura,mettendo in fuga i longobardi. Nel coro si confrontano drammaticamente i vecchi padroni (ilongobardi) e i nuovi (i franchi), ma il centro d’interesse è costituito dalle reazioni del popololatino, ovvero gli italiani, alla notizia della sconfitta degli oppressori.Forma metrica: undici strofe• di sei versi dodecasillabi (versi di dodici sillabe con l’ultimoaccento sull’undicesima) o doppi senari (versi di sei sillabe), di cui il terzo e il sesto tronchi, rimatisecondo lo schema: AAB, CCB. Ciascun dodecasillabo è formato da due senari: si tratta di un verso raro nella poesia italiana, usato da Manzoni in questo coro in quanto adatto al ritmo• epico.
Juan Ramón Jiménez Mantecón nasce a Moguer il 24 dicembre del 1881 e muore a San Juan il 29 maggio del 1958. Poeta spagnolo, è stato insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1956, è considerato uno dei più importanti intellettuali della generazione del ’14
Rosario Tronnolone intervista Simon Domenico Migliorini per il XXII Festival Internazionale Teatro Romano Volterra, per la rubrica "Indovina chi viene a pranzo" trasmessa da Radio Vaticana il 22/07/2024
Intervista per il XXII Festival Internazionale Teatro Romano rilasciata a Sandro Alessi da Simon Domenico Migliorini per Radio Palcoscenico di Regional Radio Radio palcoscenico è una trasmissione radiofonica ideata e condotta da Sandro Alessidopo l’esperienza della radio dei vip condotta su radio Roma insieme all’amico e giornalista Antonello de Pierro.Nata nel 1999 grazie anche all’intuizione dell’editore Alessandro e diventata negli anni il punto di riferimento dello spettacolo a Roma con moltissimi grandi ospiti del mondo teatrale, cinematografico, della danza e musicale.
Simon Domenico Migliorini interpreta la Via Crucis scritta da Mario Luzi (prima parte).Adattamento radiofonico di Rosario TronnoloneLa Passione di Mario Luzi, che raccoglie i versi scritti dal poeta per la Via Crucis presieduta dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1999, sarà letta da Simon Domenico Migliorini e trasmessa da Radio Vaticana il 29 marzo, Venerdì Santo, durante la trasmissione “Indovina chi viene a pranzo”, condotta da Rosario Tronnolone. La prima parte andrà in onda dalle ore 13:30 alle ore 14, la seconda parte dalle ore 14:11 alle ore 14:30. Simon Domenico Migliorini conobbe Mario Luzi nel mese di gennaio del 2000 quando il grande poeta italiano ha voluto affidargli la sua opera perché ne fosse realizzata una versione teatrale. Ne è nato così uno spettacolo che nel corso degli anni è stato più volte portato in scena da Migliorini. Tra le varie rappresentazioni e letture è da ricordare, nel 2012, quella nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Volterra con l’accompagnamento del Coro londinese “Hendon St. Mary” diretto da Richard Morrison. “La Passione di Mario Luzi – dichiara Simon Domenico Migliorini - rappresenta una tappa importante della mia carriera artistica. Ogni volta che la metto in scena o che ne affronto la lettura riaffiorano intense sensazioni e ricordi indelebili. Non dimenticherò mai l’incontro, voluto da Luzi che mi accolse con molta gentilezza e cordialità nella sua casa la cui semplicità mi stupì. Mi sorprese poi la sua richiesta di rappresentare La Passione. Era un invito che certamente non mi aspettavo e che mi riempì di gioia. Luzi ha scritto quest’opera con la tecnica tipica di tutti i suoi lavori teatrali, lo ha immaginato come un lungo monologo in un linguaggio ritmico, talvolta racchiuso nella metrica formale, talvolta libero. Nei nostri lunghi colloqui sulla sua opera espresse il desiderio, che ho sempre rispettato, che il testo fosse reso con una recitazione alta, una chiarezza di stile tale da esprimere con pienezza la profondità e la potenza drammatica del contenuto poetico. In tal senso mi dette molte indicazioni che ho pienamente condiviso E alle quali mi sono fedelmente attenuto. Non nascondo che per me è stato un impegno professionale, ma soprattutto umano notevole, che vivo ogni volta con grande senso di responsabilità. La lettura di questi versi, per ciò che essi vogliono significare, per la loro sublime bellezza e per la commozione che infondono, è assai coinvolgente e ogni volta produce emozioni indescrivibili. Ringrazio Rosario Tronnolone e Radio Vaticana per avermi dato l’opportunità e il piacere di interpretare, in occasione di Venerdì Santo 2024, questo testo poematico, come lo definiva Luzi, così importante nella storia della poesia contemporanea”.
Simon Domenico Migliorini interpreta la Via Crucis scritta da Mario Luzi (prima parte).Adattamento radiofonico di Rosario TronnoloneLa Passione di Mario Luzi, che raccoglie i versi scritti dal poeta per la Via Crucis presieduta dal Santo Padre Giovanni Paolo II nel 1999, sarà letta da Simon Domenico Migliorini e trasmessa da Radio Vaticana il 29 marzo, Venerdì Santo, durante la trasmissione “Indovina chi viene a pranzo”, condotta da Rosario Tronnolone. La prima parte andrà in onda dalle ore 13:30 alle ore 14, la seconda parte dalle ore 14:11 alle ore 14:30. Simon Domenico Migliorini conobbe Mario Luzi nel mese di gennaio del 2000 quando il grande poeta italiano ha voluto affidargli la sua opera perché ne fosse realizzata una versione teatrale. Ne è nato così uno spettacolo che nel corso degli anni è stato più volte portato in scena da Migliorini. Tra le varie rappresentazioni e letture è da ricordare, nel 2012, quella nella Cattedrale di Santa Maria Assunta a Volterra con l’accompagnamento del Coro londinese “Hendon St. Mary” diretto da Richard Morrison. “La Passione di Mario Luzi – dichiara Simon Domenico Migliorini - rappresenta una tappa importante della mia carriera artistica. Ogni volta che la metto in scena o che ne affronto la lettura riaffiorano intense sensazioni e ricordi indelebili. Non dimenticherò mai l’incontro, voluto da Luzi che mi accolse con molta gentilezza e cordialità nella sua casa la cui semplicità mi stupì. Mi sorprese poi la sua richiesta di rappresentare La Passione. Era un invito che certamente non mi aspettavo e che mi riempì di gioia. Luzi ha scritto quest’opera con la tecnica tipica di tutti i suoi lavori teatrali, lo ha immaginato come un lungo monologo in un linguaggio ritmico, talvolta racchiuso nella metrica formale, talvolta libero. Nei nostri lunghi colloqui sulla sua opera espresse il desiderio, che ho sempre rispettato, che il testo fosse reso con una recitazione alta, una chiarezza di stile tale da esprimere con pienezza la profondità e la potenza drammatica del contenuto poetico. In tal senso mi dette molte indicazioni che ho pienamente condiviso E alle quali mi sono fedelmente attenuto. Non nascondo che per me è stato un impegno professionale, ma soprattutto umano notevole, che vivo ogni volta con grande senso di responsabilità. La lettura di questi versi, per ciò che essi vogliono significare, per la loro sublime bellezza e per la commozione che infondono, è assai coinvolgente e ogni volta produce emozioni indescrivibili. Ringrazio Rosario Tronnolone e Radio Vaticana per avermi dato l’opportunità e il piacere di interpretare, in occasione di Venerdì Santo 2024, questo testo poematico, come lo definiva Luzi, così importante nella storia della poesia contemporanea”.
Cantico dei Cantici
Intervista di Radio Italia 5 a Simon Domenico Migliorini
La poesia LESBIA del poeta settecentesco Mattia Damiani seguita da un brano del compositore Francesco Zanetti entrambi nati a Volterra il primo nel 1705 il secondo nel 1737
Dallo spettacolo omonimo di David Dainelli - Simon Domenico Migliorini - Alessandro Scarpellini.
Marcello Landi nato a Cecina nel 1958 È noto anche come pittore. È stato ospite per alcuni anni all’Ospedale Psichiatrico di Volterra. Numerosi i suoi libri e i suoi quadri. Queste tre poesie sono tratte da Pietre di Volterra edita da Enrico Vallecchi nel 1974
È l’amore carnale, irruento e delicato: un invito a gioirne La poesia è del 1933
Trasmissione radio di RADIO VATICANA Indovina chi viene a pranzoseconda parte del 05/08/2022Appuntamento quotidiano, con il mondo della cultura, della solidarietà e della spiritualitàIntervista a Simone Migliorini a cura di Rosario Tonnolone
TRATTO DALLO SPETTACOLO "L'UOMO DAL FIORE IN BOCCA POESIE, NOVELLE E ALTRE PAZZIE" VISIBILE QUI: https://www.youtube.com/watch?v=cQDknvHbBB4&t=2958s Con Simon Domenico Migliorini, Domenico Belcari. Al piano David Dainelli, rielaborazione drammaturgica Natalia Di Bartolo
LA NOVELLA "IL SOFFIO" DI LUIGI PIRANDELLO MUSICHE DAVID DAINELLI TRATTA DALLO SPETTACOLO DI NATALIA DI BARTOLO VISIBILE INTEGRALMENTE QUI : https://www.youtube.com/watch?v=cQDknvHbBB4&t=2956s
TRATTO DALLO SPETTACOLO LIVE DI NATALIA DI BARTOLO IL CELEBRE MONOLOGO DELL'ENRICO IV DI PIRANDELLO. AL PIANO DAVID DAINELLI SPETTACOLO INTEGRALE https://www.youtube.com/watch?v=cQDknvHbBB4&t=2869s
Da me ritrovata la dedica in forma di prologo che la prima attrice Anna Pieri scrisse e dedicò al nuovo teatro di Volterra, inaugurato il 15 agosto 1820. La scoperta cambia radicalmente la storia finora acclarata dell’inaugurazione della prestigiosa struttura toscana. Fu proprio Anna Pieri infatti a inaugurare il bel teatro e non Mariella Arpini come da altri sostenuto e acclarato da molti anni . Qui l’articolo https://academia.edu/resource/work/43943268
È un brano famosissimo, forse il più famoso del teatro di tutti i tempi, il monologo, il soliloquio dell’Atto III scena prima di Amleto: Essere non essere. La particolarità sta nella traduzione forse tra le più antiche, in versi , che risale ai primi decenni del 1700. Gli inglesi, naturalmente, possono godere di ascoltare Shakespeare recitato in lingua originale, come noi possiamo ascoltare Dante, tanto per fare un esempio. È un privilegio di chi, madrelingua, riesce a capire le sfumature del linguaggio antico, il suono,il significante, il lessico, la pregnanza di ogni singola parola, il suo sapore. Le traduzioni risentono del linguaggio contemporaneo, spesso è un bene perché comunque lo rendono più immediato e comprensibile ma nel caso di giganti come Shakespeare si toglie molto alla bellezza alla musicalità del verso. Questa versione affascina perché, sebbene più moderna di oltre 100 anni rispetto ad Amleto originale, riecheggia un italiano antico che più si avvicina all’inglese antico dell’opera. La traduzione è di un toscano: Tommaso Crudeli tradusse di Amleto solo questo famosissimo brano che va dal verso 56 al verso 85.






















