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Tempo di Riforma - il podcast

Author: Paolo Castellina, VDM

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Il servizio di culto settimanale evangelico-riformato a più voci, a cura di Paolo Castellina VDM
287 Episodes
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“Che cosa chiede da te il Signore tuo Dio?”Testo completoViviamo davvero meglio senza legge, o abbiamo semplicemente imparato ad aggirarla? Il proverbio “Fatta la legge, trovato l’inganno” rivela una mentalità che tocca non solo la società, ma anche il modo in cui molti cristiani guardano alla volontà di Dio. Questa riflessione dal Deuteronomio mostra come la Legge biblica non sia opposta alla grazia, ma nasca dalla grazia e conduca alla vita. Lontano sia dal legalismo sia dall’antinomismo, il testo biblico da Deuteronomio 10 e 11 ci invita a riscoprire la Legge come dono che orienta la libertà. È una riflessione su giustizia, coscienza e responsabilità che parla in modo sorprendentemente attuale.
Tra le tante voci una Parola che merita ascoltare con attenzioneTesto completo predicazioneChe cosa significa davvero ascoltare? E soprattutto: chi vale la pena ascoltare? Oggi siamo esposti a una molteplicità incessante di voci, messaggi e opinioni — troppe! Non ascoltare più nessuno, però, non è una soluzione. In questa seconda riflessione sul libro del Deuteronomio, ci soffermiamo su uno dei testi più centrali della Bibbia: “Ascolta, Israele!”. È lo Shemà, ripreso e confermato da Gesù stesso come il cuore della volontà di Dio (Deuteronomio 6:4–9). Questa predicazione invita a riscoprire il significato biblico dell’ascolto come attenzione del cuore e obbedienza fiduciosa, mostrando come la Parola di Dio non sia una voce fra le tante, ma la Parola suprema che orienta la fede, plasma la vita quotidiana e fonda una testimonianza credibile nel mondo di oggi.
Dalla liberazione all’obbedienza: patti chiari - amicizia lunga! (Deuteronomio 4:32–40)Testo completo della predicazione:Il libro del Deuteronomio è spesso percepito come un testo dominato da leggi e comandamenti. Ma è davvero così? Questa predicazione propone di rileggere uno dei suoi passaggi più intensi per scoprire un principio biblico fondamentale, spesso dimenticato: Dio non comanda per salvare, ma salva e poi chiama a vivere secondo la Sua volontà. Attraverso l’invito di Mosè a “interrogare la storia”, il messaggio ci conduce a riflettere sul ruolo della memoria, della grazia e dell’obbedienza nella vita di fede, mostrando come anche l’Antico Testamento orienti già verso l’Evangelo di Cristo. Una riflessione che parla non solo del passato di Israele, ma del presente di ogni credente, chiamato a vivere una libertà custodita dalla verità e una giustizia radicata nella volontà rivelata di Dio.
Pensare come Gesù in un mondo che ragiona solo con la logica dell’imposizioneTesto completo predicazioneAncora oggi si crede che il bene possa essere spesso difeso ed imposto con la forza. Si crede che l’intimidazione e la repressione sia l’unico mezzo efficace per stabilire ordine e giustizia. Certo anche biblicamente “il potere della spada” da parte delle autorità ha un suo ruolo moderatore del male ma anche questo viene spesso corrotto e abusato. Il Salvatore Gesù Cristo, però, insegna ai Suoi discepoli una via più efficace. Questa riflessione biblica invita a fermarsi e a riscoprire alcuni principi chiave della pratica dell’Evangelo che spesso anche i cristiani dimenticano preferendo le logiche di questo mondo.
Quando “funzionare” non bastaTesto della predicazioneOggi spesso molte decisioni, grandi e piccole, vengono valutate con una domanda apparentemente semplice: “Funziona?” È una domanda che riguarda la politica, la società, il lavoro, ma anche — sempre più spesso — la vita delle chiese e dei credenti. Prevale così il pragmatismo. Ci chiediamo se un metodo sia efficace, se una strategia produca risultati, se una scelta porti visibilità o consenso. Ma fermarsi qui è sufficiente? Se qualcosa funziona, è per questo anche giusto? Se produce risultati immediati, produce anche maturità spirituale e verità? E soprattutto: questo modo di valutare le cose è davvero quello che Gesù Cristo ci ha insegnato? Questa riflessione biblica non intende offrire risposte facili, ma invitare ciascuno di noi a esercitare discernimento alla luce delle Sacre Scritture, affinché impariamo a distinguere tra ciò che semplicemente pare “funzionare” e ciò che è realmente fedele all’Evangelo.
Due cortei che si incrociano, due destinazioni diverse (2 Timoteo 3:12-13).Testo completo predicazioneImmaginate due diversi cortei che si incrociano e che vanno in direzioni opposte e con destini diversi. Il primo è una scintillante parata militare che procede con tamburi, armi e bandiere. La seconda è una processione di persone semplici, mansuete ed umili che segue un uomo che porta una croce. Stare semplicemente a vederli passare non è possibile. Dovete scegliere a quali unirvi. Dove stanno andando? Quale sarà il loro rispettivo destino? Lo vedremo oggi riflettendo su quanto l’apostolo Paolo dice in 2 Timoteo 3:12-13.
Già benedetti: vivere il tempo dalla prospettiva di Cristo (Efesini 1:3–14)Testo completo della predicazioneAll’inizio di un nuovo anno ci scambiamo auguri e speranze, spesso senza saper dare veramente sostanza certa su che cosa ci aspettiamo per il tempo davanti a noi. Quali “benedizioni” diamo e ci aspettiamo? L’apostolo Paolo  ci sorprende con un’affermazione radicale: in Cristo, i credenti sono già stati benedetti di ogni benedizione che conti davvero. Ma che cosa significa e soprattutto non significa? A partire da Efesini 1:3–14, questa riflessione invita a guardare il tempo, il futuro e la vita stessa dalla prospettiva di Cristo, “nei luoghi celesti”. Una parola che corregge illusioni diffuse, libera da false sicurezze e orienta il cuore verso ciò che è stabile, duraturo e fondato nella grazia di Dio. Pensieri per iniziare l’anno non semplicemente con buoni auguri, ma con una speranza solida.
 La Luce che vince le tenebre   Che cosa celebriamo davvero a Natale: una tradizione culturale, un’emozione condivisa, o qualcosa di infinitamente più radicale? Questa riflessione biblica ci conduce al cuore del messaggio cristiano attraverso il Prologo del vangelo secondo Giovanni (1:1-14), dove il Natale non è presentato come un racconto romantico, ma come l’irruzione del Dio eterno nella storia umana. La Parola fatta carne, luce e vita delle persone, entra in un mondo che spesso la rifiuta, ma continua a chiamare all’accoglienza, alla fede e a una vita vissuta nella luce. Un messaggio che interpella credenti e non credenti, invitandoci a prendere sul serio Cristo, la sua identità e le conseguenze concrete della sua venuta per la nostra vita oggi.Testo completo della predicazione
La Luce che viene nel mondo reale (Matteo 1:18-25)Testo completo predicazioneMolti parlano dello “spirito del Natale”, ma per tanti quella atmosfera fatta di luci e sorrisi non corrisponde alla loro realtà: solitudine, precarietà economica, crisi familiari, malattie e fragilità che nessun addobbo può nascondere. Viene allora spontaneo chiedersi: il Natale dei Vangeli assomiglia davvero a quello che celebriamo? Matteo 1:18-25 ci mostra il contrario: la nascita di Gesù non avviene in un mondo ideale, ma dentro una crisi profonda, dove un uomo giusto e ferito non sa più come andare avanti. È proprio lì che Dio interviene. Il “Dio con noi” non si rivela in un’atmosfera perfetta, ma nel mondo reale, con le sue ferite e le sue paure. Se il Natale di oggi sembra parlare a pochi, forse è perché lo abbiamo reso troppo dolciastro. Il Natale della Scrittura, invece, entra dove la vita fa male — e da lì comincia la salvezza.
Quando la luce di Cristo cambia i nostri piani (Luca 1:26-38)Testo completo della predicazioneIn questa terza domenica di Avvento, ci soffermiamo sull’annuncio dell’angelo a Maria, giovane donna sorpresa da una chiamata che cambia completamente i suoi piani. L’episodio, spesso avvolto da un’aura sentimentale, ci appare invece nella sua forza reale: Dio entra nella vita delle persone in modo inatteso, chiedendo fede, fiducia e disponibilità. Maria diventa così figura del cristiano, reso capace di dire “Eccomi” anche quando il disegno di Dio supera la comprensione umana. Un invito, per ciascuno di noi, a riconoscere la mano del Signore nei cambiamenti che viviamo e ad accogliere la sua Luce nella concretezza della nostra vita quotidiana.
La Luce che chiama al ravvedimentoTesto predicazioneQuesta riflessione biblica, basata sul testo di Luca 3:1-14, ci porta al cuore della seconda domenica di Avvento attraverso la voce profetica di Giovanni Battista, “l’ultimo profeta”. In un mondo che fraintende la profezia come previsione o spiritualità vaga, Giovanni ci richiama alla verità: preparare il cuore al Messia significa raddrizzare la vita, smascherare gli autoinganni, praticare giustizia, sobrietà e generosità. L’Avvento non è solo “tradizione” alla quale attribuire vaghi ed alieni significati, ma riforma interiore. La grazia dell’Evangelo di Cristo non è “a buon mercato”: illumina, purifica e trasforma chi la accoglie davvero.
Cristo Re o “Cesare”: una scelta da fare ogni giornoTesto completoChe cosa significa davvero affermare che Cristo è il nostro Re? È una verità centrale della fede cristiana. Nei racconti del processo davanti a Pilato vediamo Cristo accusato, dichiarato innocente, deriso e perfino rifiutato dal Suo popolo in favore di Cesare! Eppure, proprio in quel momento di umiliazione, emerge la Sua autentica regalità: non un potere mondano, ma l’autorità che regna attraverso verità, giustizia e dono di sé. Questa predicazione esplora il contrasto fra il riconoscimento pubblico della signoria di Cristo e la tentazione — antica e moderna — di lasciarsi guidare da altri “re”: la cultura dominante, la pressione sociale, la ricerca del consenso. Cristo conquista i cuori, guida e chiama il Suo popolo a vivere ogni dimensione della vita sotto la Sua autorità. È un invito a riscoprire la libertà, il coraggio e la speranza che derivano dal dire e vivere davvero: la regali
Ordine e disordine in prospettiva cristiana (2 Tessalonicesi 3:6-13)Testo completo della predicazioneViviamo in un mondo che esalta il "fare ciò che si vuole", ma il risultato è spesso caos, stress e infelicità. E se la vera libertà non fosse fare quello che passa per la testa, ma avere uno "spartito" da seguire? In questa predicazione su 2 Tessalonicesi, scopriremo come l'insegnamento apostolico sull'ordine e la disciplina (in ogni circostanza) non sia un peso o peggio “inutile”, ma la chiave per una vita piena e incredibilmente libera. Un messaggio rivoluzionario per chi è stanco del disordine e cerca un fondamento solido per la propria vita quotidiana.
Quando la fuga non è per paura, ma scelta di coscienza (Matteo 3:7-12)Trascrizione della predicazione“Razza di vipere! Chi vi ha fatto credere di poter sfuggire al castigo, che ormai è vicino?”. Questo era il rimprovero che Giovanni, “apripista” di Gesù, aveva rivolto ad alcuni che credevano che partecipare al rituale di battesimo che lui proponeva fosse “la cosa religiosa giusta da fare” che li avrebbe salvati. “Sfuggire al castigo”, però, esigeva di fatto fuggire dal peccato, dall’ipocrisia, e dalle illusioni  — per iniziare una reale e concreta vita nuova, accompagnandosi fiduciosamente al Salvatore Gesù Cristo.
Perché mai indignarsi se...Testo completo della predicazione“Tutto è relativo… o no?” In un mondo che sembra aver perso il senso del bene e del male, la coscienza continua a parlare: ci indigniamo per l’ingiustizia, per il peccato, per la violenza. Ma da dove nasce questo sentimento, questa voce interiore? L’apostolo Paolo ci ricorda che la legge di Dio è scritta nei cuori di tutti. Scopriamo insieme come, dal testo di Romani 2:14-15, anche oggi, ritrovare in Cristo e nella Sua Parola il fondamento della vera giustizia e dignità umana.
Perdere per trovare: la logica paradossale del discepolato   cristiano  (Marco 8:34–38)Testo completoIl Salvatore Gesù Cristo propone un paradosso sorprendente: chi vorrebbe salvare la propria vita la perderà, ma chi la perderà per amore suo e dell’Evangelo la salverà (Marco 8:34–38). Questa riflessione biblica concentrerà la nostra attenzione sul significato profondo di queste parole: la vera vita non si custodisce trattenendola, ma donandola, seguendo Cristo sulla via chiamata “della croce” e della fedeltà quotidiana. Si evidenzia anche il richiamo di Gesù a non conformarsi a “questa generazione adultera e peccatrice”, simile alla nostra: un invito al ravvedimento, a rinunciare all’ego e all’idolatria del mondo, per trovare in Dio la libertà e la vita vera, quella che non si perde più.
Promesse mantenute: Cristo Gesù è il vero IsraeleTesto completo della predicazioneViviamo in tempi in cui cresce l’ansia di interpretare gli avvenimenti del mondo come se fossero segnali misteriosi di un destino già scritto.  C’è chi si affretta a cercare nella Bibbia ciò che ci spieghi ogni cosa, oppure si lascia influenzare dal sensazionalismo e dallo spettacolo di libri e film. La Scrittura, però, non è un manuale di predizioni: è la rivelazione della fedeltà di Dio in Cristo Gesù. In lui tutte le promesse di Dio hanno trovato compimento, ed è a lui che siamo chiamati a guardare con fiducia, senza perderci in calcoli e speculazioni. Questa predicazione su 2 Corinzi 1:15-24 ci invita a riscoprire un principio fondamentale: in Cristo tutte le promesse di Dio hanno il loro “sì” e il loro “Amen”. È questa certezza che fonda la nostra fede, ci libera dalla paura del futuro e ci chiama a vivere oggi con fedeltà, speranza e servizio.
Collaboratori di Dio nell’opera del Suo Regno  (1 Corinzi 3:10-15)Testo completo della predicazioneLa vita cristiana non è fatta per essere vissuta passivamente, ma come un’opera di costruzione. L’apostolo Paolo, nella sua prima lettera ai Corinzi, ci ricorda che il fondamento è già posto, ed è Cristo Gesù, ma che ciascuno deve guardare con attenzione a come edifica sopra di Lui. Quali materiali stiamo usando? Stiamo costruendo per l’eternità o solo per il momento presente? In questa riflessione ci lasciamo guidare da 1 Corinzi 3:10-15 per comprendere come essere collaboratori di Dio, impegnati con fedeltà e qualità, affinché la nostra vita lasci un segno duraturo e onori il Signore.
La via vivente: pace in Cristo per il cuore inquieto  (Ebrei 10:19–25)Testo completo di questa predicazioneL’irrequietezza, il non riuscire a trovare pace interiore e il cercare invano soddisfazione in mille cose senza mai trovarla, sono oggi problemi comuni. Eppure, questa pace esiste e si trova in Dio: è per questo che siamo stati creati, ed è una realtà ineludibile. L’unica via per giungervi è la persona e l’opera del Salvatore Gesù Cristo, che ci riconcilia con Dio e ci insegna a vivere autenticamente in comunione con Lui. Non si tratta di partecipare a cerimonie religiose o cercare esperienze mistiche, ma di trovare in Lui il vero senso della vita. Su questo rifletteremo oggi, guidati dal testo biblico di Ebrei 10:19–25.
L’onorabilità di ogni essere umano: riflesso dell’immagine di DioTesto completo della predicazioneChe cosa rende ogni persona degna di rispetto e di onore? La Bibbia ci ricorda che ogni essere umano porta impressa l’immagine di Dio: una verità che Cristo ha pienamente rivelato e che ci invita a guardare gli altri con occhi nuovi. In questa riflessione biblica basata sui testi di Genesi 1:26-27, Salmo 8:4-5 e 1 Giovanni 4:7-12, rifletteremo sul valore inalienabile della vita umana e sulle implicazioni concrete che questo ha per le nostre relazioni e per la società.
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