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Purple Valhalla

Author: The Cutting Edge

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Il podcast italiano interamente dedicato ai Minnesota Vikings
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Il detto dei nodi che prima o poi vengono al pettine vale anche nel nostro amato football americano. I Vikings, contro i rivali divisionali Detroit Lions, collezionano l’ennesima prova offensiva mediocre e incappano nella prima sconfitta di stagione per 19 a 15. Quattro punti che col senno di poi potevano essere recuperati con due calci, ma uno viene sbagliato nel drive d’apertura dal nostro kicker al secondo errore consecutivo e il secondo non viene incredibilmente calciato nel penultimo drive finale dal nostro geniale HC che sceglie di giocare e sbagliare un quarto e cinque sulle 25 yard avversarie. Con Francesco oggi si ricompone il trio storico perché ci sono Alessandro e Simone.
Dopo la pausa di due settimane per il bye week i Vikings riprendono da dove si erano fermati con l’ennesima vittoria consecutiva (sesta stagionale e undicesima contando la scorsa stagione), unica squadra NFL ad essere ancora imbattuta dopo le sconfitte di giornata registrate da Chiefs e 49ers. Minnesota batte gli Indianapolis Colts tra le mura amiche dello US Bank Stadium per 16 a 10, risultato frutto di 6 miseri punti nei primi 3 quarti e di una visibile involuzione offensiva dopo i timidi segnali di crescita registrati contro i Saints.
La delicata trasferta di New Orleans si conclude con un perentorio 23-13 i Vikings espugnano il Caesars Superdome e rafforzano la posizione in vetta alla NFC North, portando a 10 le vittorie consecutive, cinque quest’anno e cinque nel finale della scorsa stagione. Le assenze in attacco di Darrisaw, Jackson e Addison, alle quali si è aggiunta quella di TJ Hockenson dopo una sola azione di gioco per concussion, potevano creare dei problemi non indifferenti. E invece, dopo un primo tempo concluso in svantaggio per 7-6 che aveva avuto l’unico pregio di mettere in risalto, come sempre nelle ultime settimane, difesa e special team, compaiono dopo anni di attesa degli aggiustamenti nel game plan offensivo, con un Murray più a suo agio, protagonista di una prestazione da 24 su 30 per 229 yard di passaggio, 51 su corsa e 1 splendido touchdown lanciato a un JJ in tripla copertura.
Nelle mura amiche dello US Bank Stadium i Minnesota Vikings fanno la storia, ma c’è poco da festeggiare. Il motivo non è la quarta vittoria consecutiva stagionale (nona se contiamo la scorsa stagione), che ci porta in vetta alla NFC da imbattuti assieme ai San Francisco 49ers. Il 15-10 rifilato ai Miami Dolphins, frutto di 5 fg di Reichard, ci fa entrare nell’Olimpo delle squadre NFL con record 4-0 che in ben due di queste gare non sono riuscite a segnare un touchdown offensivo. Questo record, in coabitazione con squadre degli anni ‘30 del secolo scorso, è dovuto alla solita prestazione penosa dell’attacco, così inguardabile da essere fischiato per buona parte del secondo tempo dal pubblico solitamente paziente di Minneapolis.
Dopo l’infortunio patito all'inizio del match della prima settimana, tutti i riflettori della trasferta a Tampa erano puntati su quello che doveva essere il vero esordio di Kyler Murray in gialloviola. Ma mentre ci si preparava a commentare il deludente debutto, comunque condito dalla terza vittoria filata grazie alla super difesa di Flores e a degli ottimi special team, è arrivata la bomba. JJ McCarthy è stato scambiato con i New York Giants per una quinta scelta. Colui che doveva essere il franchise QB del futuro è ufficialmente un bust vichingo. Pessimismo e fastidio. Con una partenza 3-0. Più vichingo di così.
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