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Educare con calma
Educare con calma
Author: La Tela
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© La Tela
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"Educare con calma" è un bel principio di cui a me, per natura, mancava solo un dettaglio: la calma. Questo podcast è un resoconto del mio viaggio interiore di genitore — non ancora finito — per arrivarci.
Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.
Mi chiamo Carlotta Cerri e questa è la mia ragnatela di pensieri che so sempre dove iniziano e mai dove finiscono. Parlo di genitorialità a lungo termine, disciplina positiva, Montessori, multilinguismo, viaggiare a tempo pieno con bambini e fare homeschooling —di quelle vite imperfette, che si sbaglia e ci si perdona.
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In questo episodio di Educare con calma condivido con voi alcuni semini nati dalla prima tavola rotonda su La Tela con Elisa Pella, Sara Ghirelli, Silvia D’Amico e Karen Taranto. Parliamo di cosa succede quando due genitori non sono d’accordo su come educare e di come costruire un’alleanza educativa senza perdere di vista la direzione comune, anche quando le strade per arrivarci sono diverse.Partendo dai dati del sondaggio fatto con la community su quanti genitori vivono l’Educazione a Lungo Termine insieme al partner (13%) e per quanti di loro la differenza di stile educativo è una tensione ricorrente (il 60%), vediamo insieme come alzare lo sguardo sugli obiettivi a lungo termine, come coinvolgere il partner invece di escluderlo, cosa fare quando a scontrarsi sono i valori e vedere l’accordo come un processo, distinguendo ciò che è negoziabile da ciò che non lo è.Non manca la domanda più difficile: e se l’accordo proprio non si trova? Ti spiego perché anche un solo adulto di riferimento può fare la differenza.:: Nell'episodio menziono:Il workshop live «Non siamo d’accordo su come educare» con Elisa Pella e Karen Taranto.Il percorso «Due genitori, una direzione» per riflettere su come fare alleanza.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di 💜.
In questo episodio di Educare con calma parliamo di disciplina, una delle fatiche più comuni della genitorialità. Ragiono sul peso dell’obbedienza con cui molti di noi sono cresciutə e sulla differenza tra limiti non negoziabili, i «no fuoco», e limiti più flessibili, i «no divano», su cui possiamo permetterci di ascoltare, adattarci e, se serve, cambiare idea.Parto dal post di Caterina, che ci ha scritto nel Forum de La Tela. Dopo una lunga giornata al nido, suo figlio di due anni e mezzo ha rifiutato la doccia. Davanti alla sua disperazione lei ha fatto un passo indietro: lo ha abbracciato, gli ha chiesto se avesse freddo, ha rimandato la doccia al giorno dopo e gli ha proposto un compromesso. Poi, però, si è chiesta: è giusto «dargliela vinta»?È una domanda che condividiamo in tantissimə, perché limiti e disciplina sono il cuore di molte sfide genitoriali. Ma cambiare idea davanti al pianto di un bambino non è per forza una resa. A volte è il modo in cui scegliamo di stargli accanto. Il punto è capire quando un limite serve davvero e quando stiamo solo applicando un’idea di obbedienza che ci hanno insegnato da piccolə.Nell'episodio vi condivido l’immagine delle «bombole d’ossigeno» e due strumenti concreti: la preparazione, cioè anticipare ciò che sta per accadere, e le opzioni, cioè lasciare al bambino una scelta dentro un limite che resta fermo.:: Nell'episodio menziono:La Masterclass Disciplina a lungo termine.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di 💜.
In questo episodio di Educare con calma vi racconto di una recente intervista radiofonica sui ristoranti «child-free» e vi propongo la riflessione che non sono riuscita a portare fino in fondo in quella sede: capisco il desiderio di spazi senza bambinə, ma contesto l'etichetta «child-free». Credo ci serva meno discriminazione e più educazione, e che la vera soluzione stia nella responsabilità genitoriale, in limiti non permissivi e in ambienti pensati per aiutare i bambinə ad avere successo, come facciamo con la nostra app Spazi La Tela.Vi condivido, inoltre, alcuni messaggi che ho ricevuto, da cui emerge chiaramente quanto nei media italiani prevalgano spesso litigi e sensazionalismo e mi sono chiesta se sia la società a influenzare quel modo di fare informazione, o se siano i media a plasmare il modo di essere della società.Penso che a livello societario non ci serva un'etichetta che discrimina di più, come «Child Free».Ci serve, come società, più educazione, nel senso proprio di imparare cose nuove, educarci su alcuni temi:Per i genitori, per esempio, insegnare ai bambinə ad adattare il comportamento all'ambiente (concetto per me molto importante, che è ben diverso da «stai zitto e fermo»);Per i ristoratori, come chiedere a una famiglia di portare fuori il bimbə che piange ininterrottamente e aiutarlə lì a regolarsi (più facile che restando dentro, tra l'altro). Questo, secondo me, la famiglia dovrebbe avere l'accortezza di notare e farlo senza che glielo si chieda, ma se ce l'ha, perché non glielo si può chiedere con gentilezza?;Per i genitori, come accogliere quella richiesta senza prenderla sul personale: non c'è nulla di personale nel chiedere a una famiglia di uscire perché il pianto del bambinə sovrasta tutte le altre voci. Se un adulto urlasse, gli si chiederebbe lo stesso, no? Non significa che i bambinə non sono benvenutə, significa che tutte le persone presenti hanno il diritto di avere un pasto piacevole (incluso il bambinə, che se piange disperato chiaramente non sta godendo di quel momento);Per i ristoratori, imparare a offrire piccole cose nei loro ristoranti per intrattenere i bambinə o, se non vogliono, imparare a comunicare con gentilezza a una famiglia che il loro locale non è adatto a bambinə piccoli: non solo non ci sarebbe nulla di cui scandalizzarsi, ma farebbero anche un piacere sia ai genitori sia ai bambinə.Per i genitori, imparare a mettere i bambinə nella condizione di avere successo: se i bambinə hanno una brutta reputazione è anche perché (oltre a quello che dico nell'episodio) spesso noi genitori lə indirizziamo verso il «fallimento», come portarlə a cena fuori tardi o in un ristorante non adatto a loro…Tutto il resto lo trovate nel podcast.Non ci serve il «Child Free». Ci serve meno discriminazione e più educazione.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di 💜.
In questo episodio di Educare con calma parliamo di preadolescenza: come evitare che ogni situazione diventi uno scontro, come bilanciare il bisogno di spazio e autonomia dei ragazzə con la nostra presenza, quali limiti sono davvero non negoziabili e quali invece vanno lasciati andare. Condivido con voi un frammento di una diretta su La Tela con Giada Vettorato, la nostra persona di riferimento per la preadolescenza e l'adolescenza con la quale abbiamo creato le nuove lezioni sulla (Pre)adolescenza. Parliamo anche di un'immagine che trovo molto potente: la preadolescenza non è ancora il momento del raccolto, ma quello della potatura.:: I punti salienti dell'episodio:00:00 Introduzione e benvenuto06:42 Come evito di trasformare ogni situazione in un conflitto?08:56 Il momento della potatura13:08 Confini di sicurezza17:46 Come si accompagna all'autonomia mantenendo la nostra presenza?20:53 Non pensare che i nostri figlə siano «nostrə»24:30 Vulnerabilità che unisce28:19 Chiusura e saluti:: Nell'episodio menziono:Il pacchetto editoriale «La guerra della (pre)adolescenza»La nostra app La TelaIl Book club di ottobre (2026) con Giada Vettorato per presentare il suo libro «Preadolescenza consapevole»:: Potete trovare Giada:su La Tela (nel servizio 1-a-1 e in tanti contenuti);sul suo sito;sul suo podcast;su Instagram.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca. :: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sul shop de La Tela.In ogni caso, grazie di 💜.
In questo episodio di Educare con calma vi racconto come è iniziato, e come sta evolvendo negli anni, il nostro homeschooling in viaggio: una scelta nata quasi per caso, tra il Covid e la vita itinerante, quando ci siamo accorti di quanto Oliver ed Emily imparassero semplicemente viaggiando.Vi porto dentro i primi anni, quelli dell'unschooling, in cui la lezione più importante è stata proprio: non forzare i bambinə, soprattutto su lettura e scrittura. Vi racconto poi che tipo di homeschooling facciamo oggi, come sono cambiate le nostre giornate e come stanno vivendo la socialità e le amicizie nate on the road. E infine vi lascio una riflessione su cosa faremo se, un giorno, vorranno andare a scuola o qualcunə di noi desidererà fermarsi.Trovi i contenuti relazionati a questo episodio nella pagina del podcast su latela.com/podcast: cerca il numero o scrivi il titolo nella lente di ricerca.:: Come appoggiare il podcastIo non faccio pubblicità e non accetto sponsor: fa parte della mia etica dal giorno in cui ho creato La Tela. Se ti piace il mio podcast, aiutami così:Invia i tuoi episodi preferiti ad amici e familiari;Lascia una recensione sulla piattaforma dove lo ascolti;Supporta La Tela, facendo o regalando il percorso per Educare a Lungo termine, comprando il mio libro «Cosa sarò da grande», regalando una carta regalo da utilizzare sullo shop de La Tela.In ogni caso, grazie di 💜.




