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Il paese dei Balocchi
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Il paese dei Balocchi

Author: Climbing Radio

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Fatti trasportare nei luoghi in cui l'arrampicata mostra il suo lato più divertente e spettacolare! In ogni puntata de IL PAESE DEI BaLOCCHI un grande interprete di questa disciplina ci porterà in aree mitiche o appena scoperte, dove trovare problemi per tutti i gusti con cui misurarsi. Buon ascolto e buone parate con Climbing Radio!
106 Episodes
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Parliamo del ruolo dei top climber e, più in generale, di quanto conti oggi avere voce, credibilità e responsabilità dentro la comunità dell’arrampicata. Quanto pesa davvero l’onestà intellettuale di chi viene preso come riferimento?La conversazione affronta anche il tema del confronto pubblico: è giusto che un climber forte esprima dubbi su un grado o su una salita? È utile discutere apertamente di stile, etica e modalità con cui si fa una performance, oppure oggi si tende troppo spesso a evitare il confronto e a criticare soltanto?
ADAM ONDRA FLASH. Si ripercorrono le sue recenti salite in Ticino e a Maltatal, si ricostruisce il contesto storico dei blocchi flash di altissimo grado e si prova a spiegare perché quello che Ondra sta facendo oggi sia qualcosa di quasi inimmaginabile, anche per i più forti del mondo.La puntata entra nel merito del significato di una salita flash nel boulder, di quanto contino lettura, controllo del corpo, sensibilità e gestione mentale quando si ha un solo tentativo a disposizione. Nel finale si apre anche una discussione molto interessante sull’etica del flash: si possono toccare le prese prima di partire? Fino a che punto? È ancora flash se si usano scale o stratagemmi per leggere le prese alte?
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi parliamo con Marco Scolaris, presidente della World Climbing, per capire come funziona davvero la federazione internazionale e quale ruolo può avere lo sport dentro uno scenario geopolitico sempre più complesso. Al centro dell’episodio c’è il tema del rapporto tra sport, neutralità e conflitti internazionali: il caso di Russia e Bielorussia, la questione degli atleti neutrali, il ruolo delle federazioni, le contraddizioni emerse rispetto ad altri scenari come quello di Israele e Gaza, e il problema del “due pesi e due misure” percepito da molti. Una conversazione intensa, scomoda e necessaria, che prova a fare chiarezza senza semplificare.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi si parla di over climbing e dell’impatto che l’arrampicata ha sui luoghi e su chi li vive ogni giorno. Non solo roccia e ambiente, ma anche parcheggi, furgoni, educazione, rispetto e rapporto con le comunità locali, e soprattutto come approcciarsi ad esse
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi ospitiamo Egon Bernasconi, figura storica dell’arrampicata ticinese, divulgatore, chiodatore e autore di guide che negli anni hanno contribuito a raccontare e sviluppare uno dei territori più importanti del boulder europeo: il Ticino. La conversazione tocca anche il tema della gestione del territorio e del rapporto tra climber e comunità locali: con la crescita dell’arrampicata e l’aumento dei frequentatori, diventa sempre più importante trovare un equilibrio tra accesso, rispetto dell’ambiente e convivenza con chi vive e gestisce queste aree. Tra i temi della puntata anche il raduno Daga Doss a Giumaglio, in Vallemaggia. Un evento nato per celebrare il boulder ticinese e creare un momento di incontro tra climber, scoperta e passione per la roccia.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi torna Marzio Nardi per un aggiornamento sulla petizione che chiede alla FASI di portare in sede internazionale (IFSC) la richiesta di applicare anche a Israele le stesse sanzioni previste per la Russia: niente bandiera/inno e soprattutto nessun coinvolgimento con corpi militari. La discussione parte dalla decisione IFSC di riammettere le federazioni russa e bielorussa mantenendo però le restrizioni, e mette in luce la contraddizione: gli atleti israeliani, al contrario, non hanno limitazioni, nonostante il forte legame tra sport e apparato militare e il tema delle difficoltà e discriminazioni che vivono gli arrampicatori palestinesi nei territori occupati. Marzio racconta com’è andata la raccolta firme nelle palestre, cita l’attenzione ricevuta anche fuori dal settore e lancia un appello: servono atleti visibili disposti a esporsi, anche solo con un gesto simbolico in gara. In chiusura: la petizione cartacea arriva alla fase finale e proseguirà con una versione online riservata ai tesserati FASI, per continuare a fare pressione e ottenere una risposta chiara dalle istituzioni sportive.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi Alberto Milani torna ad affrontare un tema che riguarda tutti: il rispetto della roccia e l’impatto che hanno i nostri tentativi, soprattutto nel boulder. Parto da un dibattito nato negli USA (ripreso anche da Fanatic Climbing) su come ripetizioni e spazzolate continue possano, nel tempo, erodere le prese e perfino cambiare la difficoltà di alcuni passaggi su rocce tenere come l’arenaria. Ma il punto è che non succede solo lì: porto esempi concreti anche dal granito della Val Masino, dove micro-cristalli e piccole tacche possono trasformarsi lentamente con l’uso costante. Parliamo quindi di pulizia corretta, di “plastica” lasciata dalle scarpette, e di un concetto scomodo ma necessario: se sappiamo che la roccia si consuma comunque, ha senso martellare per ore blocchi completamente fuori portata?
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi speciale abbiamo come ospiti Lodovico Marchisio e Roberta Maffiodo, che ci raccontano un percorso di vita legato all’alpinismo, alla scrittura e alla resilienza. Lodovico è un autore di libri di montagna e padre di Stella Marchisio, boulderista di alto livello.Al centro della conversazione c’è il tema della malattia e del rapporto tra corpo, mente e natura: Lodovico condivide la sua esperienza con il Parkinson e un aspetto sorprendente che emerge nel racconto è come in montagna, durante l’attività, alcuni sintomi sembrino attenuarsi. Si parla quindi di movimento, dopamina, forza mentale, e del potere che l’ambiente naturale può avere nel dare energia, motivazione e senso.Una puntata intensa, diversa dal solito, con un messaggio chiaro: non arrendersi, “amare la vita”, cercare l’unione e trasformare le difficoltà in qualcosa che possa essere utile anche agli altri.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi torniamo su un tema che ha acceso discussioni e polemiche: i crash pad lasciati sotto i massi e, più in generale, l’etica e l’impatto del bouldering in natura. Ospite Marco Bufalo, climber della Val Masino, che risponde in modo costruttivo al dibattito e porta un punto di vista “da locale”.Parliamo della differenza tra lasciare temporaneamente i pad per un progetto e trasformare i boschi in veri e propri depositi, come accade in alcune aree super frequentate (es. Magic Wood). Il punto centrale è il buonsenso: certi comportamenti, se fatti con coscienza, possono avere un impatto minimo… ma con la crescita dei numeri e la diminuzione della cultura outdoor, gli stessi gesti rischiano di diventare devastanti.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi affrontiamo uno dei temi più "caldi" del momento: l’evento Red Bull alla Grotta dell’Edera e il rapporto tra arrampicata, ambiente e interessi commerciali. Con Ale Palma nasce un confronto aperto, anche su posizioni diverse, su impatto ambientale, overclimbing, responsabilità individuale e ruolo delle aziende nel nostro sport.Una discussione senza sconti su mentalità, buonsenso e crescita della comunità: protestare serve? boicottare ha senso? dove finisce la libertà e dove inizia la responsabilità verso i luoghi che frequentiamo?Una puntata lunga, critica e necessaria per chi vuole andare oltre la polemica social e ragionare davvero sul futuro dell’arrampicata.Foto copertina: Alessandro Codecà, ph Federico Bagarin. Tratta dalla guida Finale Climbing di Versante Sud.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi torniamo sul tema che ha acceso un forte dibattito nella community, rispondendo ai commenti e alle critiche emerse dopo l’episodio precedente.Analizziamo il termine "buonsenso", andando oltre il singolo caso per riflettere sulla mentalità con cui frequentiamo la natura.
n questa puntata de Il Paese dei Balocchi, si torna a parlare di arrampicata in modo leggero e senza filtri. Tra ironia e realtà, si passa dalle “categorie” di climber focozzone, fino a manie, gadget inutili e atteggiamenti da palestra. Una chiacchierata politically uncorrect, ma con un messaggio chiaro: ridere va bene… ma sulla sicurezza non si scherza.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi si torna a parlare di boulder ed etica, partendo da un episodio avvenuto in Val Masino: crash pad lasciati sotto i massi, spostati e abbandonati senza rispetto per chi li aveva messi a disposizione e per il luogo stesso. Da qui nasce una riflessione più ampia e scomoda sull’idea di “comunità del boulder”, sulla comodità elevata e sull’impatto reale che comportamenti ormai normalizzati hanno sull’ambiente. La puntata mette in discussione l’equazione “più pad = più sicurezza” e propone alternative concrete: meno comodità, più consapevolezza, accettazione del rischio come parte della disciplina e soluzioni organizzate per ridurre l’impatto ambientale senza trasformare i boschi in depositi.
In questa puntata speciale de Il Paese dei Balocchi affrontiamo una questione delicata ma centrale per il mondo dell’arrampicata: il ruolo delle federazioni sportive di fronte alle violazioni dei diritti umani. Ospite della puntata è Marzio Nardi, figura storica del boulder italiano e attivista, che presenta una petizione rivolta alla Federazione Arrampicata Sportiva Italiana per chiedere coerenza e imparzialità nel trattamento degli stati coinvolti in conflitti armati. Il confronto prende avvio dal doppio standard applicato a Russia e Israele nelle competizioni internazionali e si approfondisce grazie all’intervento di Natalia, avvocata e climber, che analizza il tema dal punto di vista giuridico, statutario ed etico. Si parla di Carta Olimpica, neutralità sportiva, discriminazioni strutturali, occupazione dei territori e dell’impatto diretto che queste politiche hanno anche sull’arrampicata outdoor e sulla possibilità, per i climber palestinesi, di praticare lo sport.La puntata entra nel merito della petizione: a chi è rivolta, perché è rivolta ai tesserati FASI, come può essere firmata e quale percorso istituzionale si intende attivare. Ma soprattutto pone una domanda più ampia: lo sport può davvero dirsi neutrale quando ignora violazioni così evidenti dei propri stessi principi?
Ultima puntata del 2025 de Il Paese dei Balocchi. Alberto Milani e Ale Palma chiudono l’anno del boulder facendo il punto sulle previsioni fatte a inizio stagione e su ciò che ha davvero segnato un anno storico per la disciplina. Al centro della puntata la proposta del primo 9A+ boulder di Elias Iagnemma: Exodia. Si parla di grado, polemiche, downgrade, ma soprattutto del valore umano e sportivo di un progetto lungo quattro anni, oltre i numeri e le semplificazioni mediatiche. Ondra 8C+ flash, e spazio poi alle altre imprese chiave del 2025.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi, ospitiamo Giacomo “Jack” Raimondi, uno dei boulderisti italiani più forti e tecnici della scena moderna. . Jack racconta i suoi inizi, l’esperienza a Varazze, i progetti in Ticino e la lunga battaglia con Gioia. Si parla anche di impatto ambientale, etica outdoor e del suo percorso da ricercatore, tra arrampicata e dottorato di ingegneria.
Oggi al Paese dei Balocchi Ale Palma racconta del suo recente viaggio a Alcaniz. Panoramica sulle aree di arenaria ancora poco conosciute della penisola iberica: settori immensi, potenziale enorme, blocchi splendidi di medio-alta difficoltà.Ale racconta anche il suo primo 8A flash, qualche tentativo su blocchi più duri, linee memorabili come Commander Pigeon e l’esigenza di un approccio più consapevole per preservare queste nuove aree in sviluppo.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi analizziamo uno dei momenti più importanti nella storia del bouldering moderno: la proposta del primo 9A+ della storia, liberato da Elias Iagnemma in Val Pellice. Una riflessione sulla storia, sul significato del grado, sul valore delle prime salite e sul perché questa impresa rappresenta un risultato storico per tutto il mondo del boulder.
In questa puntata de Il Paese dei Balocchi ospite Paolo Leoncini: climber storico, medico e viaggiatore. Parliamo della sua storia nell’arrampicata dagli anni ’90 alle competizioni internazionali, delle esperienze in Africa come biotecnologo e medico, e di come il boulder sia diventato per lui uno strumento di connessione, crescita e cura. Paolo racconta il rapporto profondo tra arrampicata, natura e salute, e presenta il suo innovativo protocollo di valutazione per i climber. Una conversazione intensa e ispirante, tra rocce, viaggi e vita.
In questa puntata Albertaccia racconta le ultime imprese di Adam Ondra, che in Valle d’Aosta, a Champorcher, ha firmato due 8B+ flash nello stesso giorno, un risultato mai visto prima. Da qui si apre una panoramica sulle salite più rilevanti del mese.
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