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Author: 24 ORE Cultura

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Description

Il canale podcast del MUDEC - Museo delle Culture di Milano racconta appassionanti prospettive sull' arte, la fotografia, l'etnografia e le nuove idee del mondo artistico contemporaneo.
46 Episodes
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Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Anche una semplice porta Punu, con il suo colore bianco abbacinante, può rinviare alla chiaroveggenza ed opporsi così alla stregoneria. Ce lo facciamo raccontare dalla voce di Sergio D’Asnasch, olimpionico e giornalista, ma soprattutto immancabile compagno di viaggio di Passarè. E questo è l’ultimo viaggio che facciamo con Sandro. Ma il nostro continua al MUDEC.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Nel 1975, troppe malattie si abbatterono sui bambini in Nigeria; le danze degli uomini non bastavano più. E allora il dio Uke chiese di indossare le maschere alle donne – cosa vietata sino ad allora; ma il dio pensò che i bambini erano più importanti della tradizione. Ce lo racconta un compagno di viaggio di Sandro, l’atleta e giornalista Sergio D’Asnasch.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.I BaKongo (tra Congo e Angola) credono che il Grande Dio abbia portato dal cielo la prima medicina sacra in un recipiente di terracotta, lo nkisi. In Europa conosciuta come “figura di potere”. In questa puntata, gli appunti di Sandro ci portano a scoprire il loro caleidoscopico mondo.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Come organizzava i suoi viaggi Alessandro Passaré? Lo ascoltiamo dalla voce stessa di Gianfranco Monti, all’epoca giovane commercialista, tirato dentro una delle spedizioni africane mentre era a una festa a Milano. Il giorno dopo, si trovò catapultato su un aereo per l’Africa. E fu subito amore.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Come facciamo a recuperare oggi uno sguardo vero – non colonialista - sull’arte africana? In questa puntata ce lo racconta la italo-ghanese Benjamina Efua Dadzie, che oggi è Postgraduate Researcher alla School of Art, Media and American Studies della University of East Anglia.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Sandro non aveva sempre collezionato arte africana. Aveva un fiuto per l’arte contemporanea: è tra i primi scopritori di Piero Manzoni. Ma quando vide i primi pezzi africani…beh, fu un colpo di fulmine. Come tutto questo successe, tra Brera e l’Africa, ce lo racconta Luca Pietro Nicoletti, professore di Storia dell’arte contemporanea dell’Università̀ di Udine.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.Il teatro di questa puntata è il Gabon orientale, l’area dei Kota. Nella famiglia Kota dominano apparentemente i padri e gli anziani, ma l’incontro con le donne – le vere padrone del sapere magico ce lo racconta Sandro stesso, con la voce di suo figlio Massimo.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.In questo episodio scopriremo i segreti della bottega di uno scultore: il dietro di una maschera. Partiamo da una maschera dei Chokwe, che vivono tra Congo e Angola, per finire a casa di uno scultore in Africa con Sandro Passaré.
Diario di un collezionista. L'Africa in casa Passaré, un podcast Mudec - Fondazione Passaré sulla figura di Alessandro Passaré.A Milano potreste perdervi e trovare il cuore dell’Africa nel cuore della città.E se vi capita, vuol dire che avete trovato il cuore di un uomo.Lui era Sandro Passaré e questa è la storia di come ha creato la sua collezione d’arte africana, nella cui bellezza potete perdervi al MUDEC.Ma “l’Africa a Milano”, come ci è arrivata?
Il sinologo Sergio Basso ci invita all’ascolto della quinta e ultima puntata del podcast “Lo stupore del colore” dal titolo Il vaso da cui tutto partì.Protagonista di questa puntata è una preziosa terracotta proveniente dal Perù, cultura Sicán/Lambayeque, che ci introduce a uno dei tanti significati dell’arcobaleno: l’ansa a ponte del vaso rimanda al mito del serpente arcobaleno, diffuso nelle culture sudamericane precolombiane.L’opera è visibile nella mostra “Rainbow. Colori e meraviglie fra miti, arti e scienza”.
Protagonista di questa puntata è la mattonella policroma (turchese, verde, rosso/bruno, blu e nero) sotto una invetriatura trasparente decorata da un medaglione circolare polilobato contenente diagonalmente una peonia incorniciata da garofani, tulipani e margherite. Nei quattro angoli è presente una porzione di altre inflorescenze. I bordi sono occupati da due brevi linee ondulate sovrastate da tre sferette. Questo motivo, che prende il nome (sanscrito) di cintamani, fu particolarmente diffuso nella Turchia d'età ottomana e considerato segno vittorioso oltre che potente amuleto. L’opera è visibile nei depositi del Mudec.
Protagonista di questa puntata è l’altare dedicato a Mami Wata dove è presente il serpente arcobaleno, associato alla figura del regnante divino e al potere di questa creatura di muoversi rapidamente e di “trattenere” o bruciare le acque. L’opera è visibile all’interno del percorso della Collezione Permanente “Milano Globale. Il mondo visto da qui”.
Il sinologo Sergio Basso ci invita all’ascolto della seconda puntata del podcast “Lo stupore del colore” dal titolo I labirinti della mente.Protagonista di questa puntata è il Thangka tibetano: questo dipinto su tessuto è stato scelto per le sue caratteristiche materiche e la sua tecnica di realizzazione. Il procedimento nel suo complesso richiede grande padronanza del disegno e una comprensione perfetta dei principi dell'iconometria.Vengono utilizzati pigmenti naturali macinati per lungo tempo con l’intento di ottenere una grande luminosità: per questo si fa ampio uso del colore oro. L’opera è visibile nei depositi del Mudec.
Protagonista di questa puntata è il chaofu, una veste maschile in cui sono presenti draghi a simboleggiare il potere maschile dell’imperatore. Nella mitologia cinese troviamo spesso la figura di un drago munito di corna che scende sulla terra sotto forma di arcobaleno per abbeverarsi.Lo stupore del colore è ideato e scritto da Sergio Basso.
Comincia l'ultima e più emozionante tappa del viaggio di Ai Apaec, quella in cui si troverà al cospetto degli dèi della montagna, che, dall'alto, hanno vegliato su di lui. Ed è proprio sulla sacra montagna al centro di questo ultimo episodio che tutto rinasce e la vita ricomincia a scorrere.
In questo quarto episodio Ai Apaec e i suoi compagni giungono nel Regno dei Morti, dove finalmente trovano il Sole. Ma quando stanno per portarlo in salvo, vengono attaccati da un ultimo, terribile, mostro finale, che costerà la vita all'eroe. Nulla però è perduto, perché qualcuno, dall'alto, sta osservando, ed è pronto ad aiutare Ai Apaec.
Nelle profondità degli abissi, Ai Apaec è costretto ad attraversare il pericoloso labirinto della Lumaca Gigante . In questo terzo episodio il rischio di perdersi per sempre e fallire nella sua missione di salvataggio del Sole è altissimo. Riuscirà nel suo intento?
Il Sole è caduto nelle profondità degli abissi e Ai Apaec in questo secondo episodio deve assolutamente raggiungerlo. Ma si accorge di una cosa: non sa nuotare! Grazie all'incontro con Granchio, protettore del mare e dei suoi segreti, e con Razza, riesce a tuffarsi alla rincorsa de raggi del sole che piano piano si stanno spegnendo
In questo primo episodio lo sciamano Ai Apaec si accorge che il Sole sta cadendo dal cielo: la vita sul Pianeta Terra è in pericolo e solo lui può salvarla. Indossata una speciale "armatura" e riuniti gli amici Cane e Lucertola, parte insieme a loro per la prima tappa del suo viaggio.
Non esiste una definizione univoca di multiculturalismo, ma è possibile accostarla a diversi concetti. Cos’è allora il multiculturalismo economico, e come la presenza di microeconomie etniche alimenta l’identità, la memoria e la cultura di una cittadina con un background migratorio?
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