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Letture e commentari
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PRIMA DELLA VITA SI È “SEMPRE E TUTTO”, APPENA SI VIVE SI È “QUALCOSA E ADESSO” (SI È / SI HA -UGUALE PER TUTTI!). IL MIO AMORE PER TE SI È SMINUZZATO IN GIORNI E LETTERE, IN ORE E RIGHE. DI QUI L’INQUIETUDINE, (PER QUESTO CHIEDESTI QUIETE!). UNA LETTERA OGGI, UNA LETTERA DOMANI. TU VIVI, IO VOGLIO VEDERTI! TRAPIANTO DAL SEMPRE ALL’ADESSO. DI QUI IL TORMENTO, LA CONTA DEI GIORNI, L’INSIGNIFICANZA DI OGNI SINGOLA ORA, L’ORA SOLTANTO COME PASSO INNANZI... VERSO LA LETTERA.
Alla povera mia fragilità
Alla povera mia fragilità
tu guardi senza dire una parola.
Tu sei di marmo, ma io canto,
tu – statua, ma io – volo.
So bene che una dolce primavera
agli occhi dell’Eterno – è un niente.
Ma sono un uccello, non te la prendere
se è leggera la legge che mi governa.
“vivo come si deve, in modo non disdicevole (ma indicibile, come non si può), mantenendo la parola, difendendomi, appartandomi dalla felicità, semiviva (per gli altri più che – ma io lo so certo meglio), ignorando io stessa perché vivo in questo modo, obbediente nella violenza su me stessa, e andando perfino su quella montagna dei Cherubini – seguendo una voce, per volontà altrui, non mia”
«...E invece volevo e voglio venire da Voi per – dirlo con parole semplici? – per amare. È tanto tempo che non amo nessuno, amo Pasternak ma lui è lontano, solo lettere, nessun indizio di questo mondo, e dunque: non in questo mondo. Rilke me lo hanno strappato dalle mani. Avrei dovuto andare da lui in primavera. Dei miei non parlo, è un amore diverso, pieno di dolori e di ansie, spesso sfigurato dalla vita quotidiana. Parlo dell’amore all’aria aperta, sotto il cielo, dell’amore in libertà, dell’amore misterioso, quello di cui non v’è traccia nei passaporti, del miracolo dell’altro. Del là che diviene qui. Voi sapete bene che il sesso e l’età non c’entrano assolutamente. Vorrei venire da Voi, come a casa: ins Freie, in una terra straniera, oltre le finestre»
febbraio 1928, scrive ad Anna Antonovna Teskovà
Antonio scrive una lettera di sollecito a Tania perché non ha ancora ricevuto notizie da casa; le racconta degli episodi divertenti dove diversi personaggi - un carcerato e un carabiniere di scorta- gli si avvicinano incuriositi dal personaggio e della sua fama.
Antonio racconta della difficile traduzione dal carcere di Ustica al carcere di Milano. Interessante l’inciso che fa sulla difficoltà di comprendere la vera natura degli uomini partendo dai segni esteriori.
Lettera che Antonio destina alla moglie Julca per raccontarle della vita insieme ai compagni detenuti con lui, in particolare del rapporto con l’amico Bordiga. Dalla lettera si evince la nostalgia di Antonio per la famiglia.
Lettera alla moglie Julca
Antonio scrive a una donna, probabilmente Tania, preoccupato per non aver ricevuto sue notizie. Chiede beni di prima necessità - aspirine, saponette.
Antonio scrive a Tatiana per chiederle dei libri e e si scusa per non essere ancora in grado di scrivere a Giulia. Descrive la condizione in carcere sua e di altri detenuti.
È il dicembre del 1930, Antonio scrive alla madre preoccupato: da un mese non riceve notizie di Tatiana e nemmeno da parte di Carlo. Scrive della propria condizione in carcere affermando di non aver perso il gusto e l’interesse per la vita.
Antonio scrivi a Tania chiedendole di mantenere una corrispondenza più organizzata e frequente. In mancanza di argomenti racconta di un episodio della vita di campagna a Ustica.
Antonio scrive finalmente alla moglie Giulia; le racconta della vita in carcere e del desiderio di sentirla. Breve biografia di Giulia alla fine della lettura,
Antonio scrive a Tania per ringraziarla delle fotografie inviate e per chiederle un finanziamento. Descrive l’umore delle diverse categorie dei confinati in carcere. Confessa anche di avere timore di infastidire e importunare. Lettera del 7 gennaio 1927
Lettera Tatiana; Antonio le chiede di non preoccuparsi e spiega le dinamiche dell’arresto.
Gramsci racconta della condizione dei coatti comuni presso il carcere di Ustica e di avere iniziato i corsi di alfabetizzazione insieme ad altri deputati. Lettura senza commentario.
Antonio Gramsci, lettera 4, lettura senza commentario
Lettura lettera n48 Gramsci




