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il posto delle parole

Author: livio partiti

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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"

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Fulvio Irace"Corpo urbano: dalla scultura alla città"Scritti polemici (1970-1982)Francesco SomainiJohan & Leviwww.johanandlevi.comQuesto volume raccoglie i principali scritti dello scultore Francesco Somaini (1926-2005), che dedicò una delle sue stagioni creative più felici al tema della città. Pioniere dell’arte urbana in Italia e in Europa, Somaini ha portato avanti la sua ricerca superando le tradizioni artistiche precedenti, influenzato soprattutto dall’architettura americana a partire dagli anni sessanta e settanta, in seguito alla sua mostra personale a New York e dei suoi progetti di sculture monumentali a Atlanta, Baltimora e Rochester.La sua esperienza all’estero avviene in un periodo cruciale, caratterizzato da un forte impegno sociale e politico nei confronti della realtà delle metropoli. Le sue edizioni dei classici della sociologia e dell’urbanistica sono gremite di riflessioni annotate ai margini; le sue trattazioni teoriche, veri e propri manifesti, criticano apertamente la modernità e il simbolismo asettico dell’International Style, con le sue utopie megastrutturali e la devastazione del territorio antropizzato sotto la spinta dell’industrializzazione. Somaini auspica, non senza una certa urgenza, che la scultura compia finalmente l’atto decisivo e diventi critica sociale, con l’obiettivo di una ri-sacralizzazione degli spazi pubblici.Affida così le sue idee progettuali a dichiarazioni di poetica, lezioni, convegni, ma anche a disegni di grande forza immaginifica e ai fotomontaggi, medium d’elezione per le sue proposte di intervento plastico urbano. Attraverso un’accurata selezione di testi, appunti e schizzi inediti, Fulvio Irace offre una sintesi e una contestualizzazione del percorso originale del maestro lombardo e del suo contributo al dibattito internazionale sul futuro delle città.Francesco SomainiScultore lombardo riconosciuto a livello internazionale, è stato allievo di Giacomo Manzù all’Accademia di Brera e dagli anni cinquanta ha contribuito al rinnovamento del linguaggio scultoreo contemporaneo. La sua sperimentazione su materiali, tecniche e medium, unita alla progettazione di opere monumentali in collaborazione con architetti e urbanisti, lo ha reso un protagonista del dibattito sull’arte negli spazi pubblici, promuovendo una nuova visione del rapporto tra scultura e ambiente.Fulvio IraceÈ professore emerito di Storia dell’architettura e del design al Politecnico di Milano e insegna all’Università IULM di Milano. È tra i fondatori di AAA-Italia (Associazione nazionale archivi di architettura), di MuseoCity Milano (2016) e appartiene al comitato scientifico della Fondazione Museo di Brera. È curatore di mostre in Italia e all’estero. Tra i suoi lavori nel campo della critica, dell’architettura e del design contemporaneo: Codice Mendini (Electa, 2016); Gio Ponti. Amare l’architettura (MAXXI-Forma, 2019); Milano moderna. Architettura, arte e città (24 Ore Cultura, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Carolina Vincenti"Fantasmi romeni"La Lepre Edizioniwww.lalepreedizioni.comGli esuli romeni che abitano questo libro sono le figure di un caleidoscopio. Cioran, allo stesso tempo genio e flâneur fallito, Sergio Calibidache, musicista idolatrato ma ostile alle registrazioni, Constantin Brancusi, punta di diamante dell’avanguardia che non amava parlare di sé, Paul Celan, poeta dell’agonia sublime, Panait Istrati, scrittore di novelle incantate, il “Gor’kij dei Balcani”. Con loro Mircea Eliade, il più illustre storico delle religioni del Novecento – ma anche incantevole romanziere e poeta – e Ioan Petru Culiano, sapientissimo gnostico ucciso all’apice della gloria accademica da un misterioso assassino. O ancora, Marta Bibescu, musa proustiana dei salotti della Belle Époque, Dimitri Cantemir, il principe visionario che aveva osservato alla fine del Seicento l’Europa decollare e la mezzaluna del Bosforo declinare ed Elena Ghica, formidabile principessa itinerante, archeologa, botanica, scrittrice e pioniera del pensiero liberale delle élite cosmopolite. Come una matrioska, ogni storia ne racchiude un’altra e contiene i semi della nostalgia di chi lascia il proprio mondo per addentrarsi in una nuova vita.Carolina Vincenti,nata a Bucarest e cresciuta a Beirut, si è laureata in Storia dell’arte a Roma, città in cui vive e che racconta da decenni nelle diverse lingue che conosce. Autrice di numerosi volumi dedicati ai palazzi romani, ha curato mostre per il Musée du Luxembourg in Francia e ha collaborato con il M.I.U.R. occupandosi di ricerca applicata ai beni culturali.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ferdinando Martino"L'ombra del conte"Massimo Soncini Editorewww.soncinieditore.itIl Capitano Ettore Tancredi, coadiuvato dal Maresciallo Calò, conduce le indagini su una serie di crimini commessi sulla riviera ligure di Ponente. Grimaldo, detto Teo, è l’ultimo discendente di un antico Conte che, in epoca remota, fu autore di un libro: I Malanima. Una cerchia di persone dalla vita dissennata, infatuate dalle antiche teorie del nobile, è all’origine dei delitti. La dottoressa Camilla Rubinacci è il Pubblico Ministero che affiancherà il Capitano nella ricerca di moventi e colpevoli, in un’inchiesta che lo costringerà a riflettere sulle ragioni del male e sui propri tormenti interiori. La costa ligure, il fascino retrò di Sanremo, le Alpi Apuane e parte della Toscana fanno da sfondo geografico a questa storia.Ferdinando Martino, è stato dirigente nell’industria turistica. Attento osservatore dei costumi e delle destinazioni, porta con sé un patrimonio di esperienze vissute viaggiando in ogni parte del mondo, da cui attinge per raccontare emozioni, avventure e incontri. È autore de La banda dei Calioti, romanzo d’esordio (2022) e del Il filo nero. Storia di tre coscienze (2025). Ha scritto e diretto l’opera teatrale La bella libertà – le donne della rivoluzione napoletana. L’ombra del Conte è il suo ultimo romanzo.“Nelle metropoli il seme del male è la nevrosi, nei borghi è la noia. Vedi, Capitano, un giorno un tizio disse: il mondo lo si può descrivere, il difficile è capirlo.”Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesca Nodari"Nata contro"Mimesis Edizioniwww.mimesisedizioni.itDopo un silenzio di oltre vent’anni, dopo la rielaborazione, apparentemente conclusa, del rifiuto di un padre/padrone che ha saputo darle e dirle solo dei “no”, Antigone si ritrova, di nuovo, ad avere a che fare con quella figura ingombrante che in paese chiamano Belzebù. L’ex-figlia – così Ernesto l’apostrofava – corre in ospedale dopo essere stata informata che l’uomo versa in condizioni molto critiche a causa di circostanze avvolte da un fitto alone di mistero. Cosa fare dinnanzi a una situazione simile? Far fronte al destino o andarsene? Antigone – colei che è “nata contro” – sceglie la porta stretta. La via dolorosa. E lo fa, nuovamente, da sola. Come l’Antigone di Sofocle, si sente murata viva. Qui non c’è da rivendicare la giusta sepoltura di Polinice, ma la pietas nei confronti di un uomo abbandonato e ridotto in fin di vita, con l’aggravante che, quell’uomo, incarna il potere disgustoso di Creonte, che quell’uomo, che era suo padre, l’ha rimossa dalla sua vita, come se lei fosse già morta.Francesca Nodari filosofa morale, allieva di Bernhard Casper, è direttore scientifico del Festival Filosofi lungo l’Oglio. Tra i suoi libri: Il male radicale tra Kant e Levinas (2008); Il pensiero incarnato in Emmanuel Levinas (2011); Il bisogno dell’Altro e la fecondità del Maestro (2013); Storia di Dolores. Lettera al padre che non ho mai avuto (2016); Temporalità e umanità (2017); Donne e Shoah (con A. Foa, 2021). Sua è la nuova edizione critica a Il Tempo e l’Altro di Emmanuel Levinas (2022). Dirige, presso Mimesis, le collane “Chicchidoro” e “Tempo della memoria”. Collabora con La Domenica de “Il Sole 24 Ore”.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giusy Sardella"L'amore malfatto"Fazi Editorewww.fazieditore.itUn esordio potente, soffuso di sensualità, che esplora la complessità delle regole dell’attrazione che spesso corrono parallele a quelle sociali.Un romanzo sui corpi: corpi che si nascondono, imperfetti, attraversati da passioni forti.A Petrara, paesino abruzzese all’ombra del Gran Sasso, la guerra sembra lontana e il 1943 è un anno come gli altri. Le famiglie cercano di mettere il pane in tavola e di avere un buon raccolto e anche i Marchiselli fanno lo stesso. Mentre padre, madre e figlio maggiore sono nei campi, Angela e Nino passano le loro giornate in casa, l’una perché storpia a causa della poliomielite avuta da bambina, l’altro perché ancora piccolo e affetto da una malattia misteriosa che lo costringe in casa. I due osservano il mondo dalla finestra ma un giorno Angela scorge Gaetano, che, nonostante le difficoltà, inizia a corteggiarla da lontano. Lei, che non ha mai conosciuto l’amore, si fida e scende in strada, ma lui si rivela diverso da quello che pensava e Angela resta profondamente ferita da quell’incontro. Il contatto fisico stabilitosi tra loro, però, cambierà per sempre la vita di entrambi, portando nel cuore di Angela e di Gaetano una passione che si scontrerà con la vergogna e il pudore, la colpa e il desiderio. Quando la guerra arriverà a Petrara, Nino per la prima volta scoprirà se stesso, e Angela, sempre più presa da un’ossessione che sembra consumarla, dovrà scegliere se continuare a guardare il mondo da una stanza o viverlo fino in fondo.Giusy Sardella ci racconta la crudeltà che il mondo riserva ai diversi, ma ci rivela anche l’invisibile bellezza che si nasconde dietro una tenda tirata, una porta socchiusa e l’intimità di un corpo, con la delicatezza di chi porta la luce dove c’è solo il buio.Giusy SardellaIngegnere meccanico, ha lavorato nei circuiti automobilistici di tutto il mondo per l’azienda Bridgestone, destreggiandosi tra colleghi poco avvezzi ad avere a che fare con una donna, di pari grado o superiore. L’amore malfatto è il suo primo romanzo.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Roberto Dulio"Un ritratto mondano"Fotografie di Ghitta CarellJohann & Leviwww.johanandlevi.comIl volume ricostruisce la vita e l’opera della fotografa Ghitta Carell (1899-1972), ungherese d’origine, che nel 1924 si trasferisce in Italia, dove in breve tempo sarà annoverata tra i più celebri ritrattisti. Con determinazione, Carell entra in contatto con l’aristocrazia, l’élite intellettuale e la classe politica italiana, ritraendo icone come Maria José di Savoia e la famiglia reale. Tra i suoi scatti più noti ci sono quelli di Benito Mussolini, con i quali consolida la propria notorietà e veicola alcune delle immagini più ricorrenti del Duce.Nel 1938 affronta il dramma dell’antisemitismo e poi il conflitto bellico, un periodo che segna un cambiamento radicale nella sua vita e carriera, portandola a un lento declino nel dopoguerra. La sua biografia, sia umana che artistica, si sviluppa al di fuori delle narrazioni tradizionali della modernità, rivelando un’opera molto più complessa di quanto non suggeriscano le etichette riduttive di “fotografa del potere” o “fotografa dell’anima” a cui spesso viene associata. Il lavoro di Ghitta Carell si distingue per una sintesi espressiva che unisce, in un’affascinante dialettica, le tensioni tra avanguardie e tradizione che caratterizzano il dibattito artistico dell’epoca fascista. La sua acrobatica miscela figurativa evoca suggestioni provenienti da contesti diversi, talvolta opposti, come la ritrattistica rinascimentale e barocca e il gusto glamour delle fotografie che celebrano le star di Hollywood.Questo volume mette in evidenza l’importanza del suo lavoro nel panorama della fotografia e dell’arte del Novecento. La sua arte merita senza dubbio un risarcimento critico che ne riconosca l’alto livello e la complessità, spesso trascurata nel corso della storia.Roberto Dulio, insegna Storia dell’Architettura al Politecnico di Milano. Si occupa della cultura architettonica moderna e contemporanea e dei suoi rapporti con l’arte e la fotografia. Ha curato mostre, pubblicato libri e saggi. È stato redattore della rivista L’architettura. Cronache e storia e collaboratore di altre testate tra cui Casabella e Domus. Tra i suoi libri: Aldo Andreani 1887-1971. Visioni, costruzioni, immagini (con Mario Lupano, 2015), Introduzione a Bruno Zevi (2008), Giovanni Michelucci 1891-1990 (con Claudia Conforti e Marzia Marandola, 2006).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gianni Bedini"Ginkgo"L'albero dimenticato dal tempoPeter CraneOlschki Editorewww.olschki.itTraduzione di Gianni Bedini. Presentazione di Fabio GarbariQuesto libro racconta la storia più lunga mai dedicata a un albero. L’ha scritta Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo. La profonda conoscenza scientifica, l’appassionata attenzione alle vicende evolutive testimoniate dai reperti fossili e dalla singolare biologia riproduttiva di Ginkgo biloba, hanno ispirato la realizzazione di quest’opera che si legge come un romanzo, dedicato alla biografia di una specie la cui conservazione è oggi affidata all’uomo.È forse l'albero più caratteristico del mondo, il ginkgo. Rimasto ostinatamente invariato per oltre duecento milioni di anni, rappresenta un vero e proprio legame vivente con l'era dei dinosauri. Il Ginkgo sopravvisse alle grandi ere glaciali come una reliquia in Cina, ma divenne un elemento naturale di riferimento quando la gente lo trovò utile circa mille anni fa. Peter R. Crane, uno dei massimi paleontologi vegetali del mondo, racconta qui la storia più lunga mai dedicata a un albero. Il Ginkgo si divide in piante maschili e femminili, è noto per i suoi semi che quando giungono a maturità, emanano un odore sgradevole, sarebbe istinto in natura se non fosse coltivato in tante parti del mondo e non fosse oggetto di rispetto e di devozione per molti popoli d’Oriente. Il Ginkgo è anche fonte di cibo, di preparati officinali, di oggetti e manufatti commerciali. È inoltre un albero bellissimo che orna i viali, i parchi e i giardini di molte città. In Cina, in Giappone, in Corea alcuni esemplari superano i mille anni e sono venerati come divinità.Sir Peter Crane, membro della Royal Society (FRS) è Presidente della Oak Spring Garden Foundation. Dal 1999 al 2006 è stato Direttore dei Giardini Reali Botanici di Kew e dal 2009 al 2016 è stato Preside della Scuola di Scienze Forestali e Studi Ambientali dell’Università di Yale. È conosciuto in ambito internazionale per i suoi studi sulla diversità della flora, dalle origini della vita vegetale alla storia dei fossili, dal panorama botanico attuale alla conservazione e all’utilizzo delle piante. Nel dicembre 2014 ha vinto il Premio Internazionale per la Biologia. Gianni Bedini,  per molti anni curatore dell'Orto Botanico dell'Università di Pisa, dove si è laureato in Scienze Naturali, è oggi docente di Botanica presso il Dipartimento di Biologia della stessa Università. E' segretario del Gruppo di Lavoro per gli orti botanici e i giardini storici della Società Botanica Italiana e in questa veste è stato il rappresentante italiano in seno allo European Botanic Gardens Consortium. È titolare dell'insegnamento di "Divulgazione scientifica negli Orti botanici" nel corso di laurea triennale in Scienze naturali e ambientali dell'Università di Pisa e fa parte dei comitati scientifici di alcuni orti botanici italianiDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giacomo Serreli "Marisa Sannia. La voce del vento e del mare"Francesco Brioschi Editorewww.brioschieditore.itLa voce di Marisa Sannia emerge, fresca e limpida, come le onde che si infrangono sulla sua terra, la Sardegna. La sua non è solo la storia di un successo, ma è prima di tutto la storia di una giovane ragazza isolana appassionata di musica e pallacanestro che è riuscita a raggiungere il palco di Sanremo. Dal suo primissimo esordio al Parioli, dove si esibiva con un gruppo di amici, ha poi conquistato mete ben più lontane e ambiziose come il Giappone e Cuba. E tutto questo senza perdere la genuinità e la delicatezza che da sempre l’hanno caratterizzata.Versatile ed eclettica, Marisa Sannia si è rivelata un’artista di talento in diversi ambiti: dalla canzone ai musicarelli, dalla pubblicità al teatro. Anche se la sua creatività si è espressa al meglio attraverso la riscoperta della lingua sarda negli album Melagranàda, Nanas e janas e Sa oghe de su entu e de su mare, e poi ancora di quella spagnola con il postumo Rosa de papel, ispirato ai testi di Federico García Lorca.In questa biografia, Marisa Sannia si svela grazie alla penna acuta di Giacomo Serreli, capace di raccontare quella “voce del vento e del mare” che ancora risuona in tanti ascoltatori.Giacomo Serreli è nato a Cagliari nel 1955.In quasi cinquant’anni di attività come giornalista televisivo, non ha mancato di rivolgere la sua attenzione e il suo interesse alla scena e al patrimonio musicale sardo.In particolare, ha lavorato a produzioni per l’emittente Videolina, programmi radiofonici sull’emittente Radiolina e per la sede regionale della Rai.Tra le sue pubblicazioni: Sonos langanos (Condaghes, 1998), Maria Carta voce e cuore di Sardegna (La Nuova Sardegna, 2019), Boghes e sonos (Fondazione Maria Carta, 2020) e l’autobiografico Dropout music, itinerari per il mondo di un dj radiofonico (Edes, 2021).Ha curato inoltre numerosi saggi tra cui la sezione dedicata alla Sardegna in The Rough Guide to World Music. Vol. 2 (Rough Guide, 2009).È responsabile del comitato scientifico della Fondazione Maria Carta di Siligo dal 2002, anno della sua costituzione.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Rosella Postorino"Storia di Anna Drei"Milena MilaniEdizioni Cliquotwww.cliquot.itL’incontro davanti al cinema Barberini di Roma, nelle prime righe del romanzo, pare frutto di mera casualità; eppure, la relazione che sboccia subito tra la narratrice – non conosceremo mai il suo nome – e la sfuggente figura di Anna Drei fa già intuire il destino ineluttabile che incatenerà le due giovani donne l’una all’altra.Non è attrazione sessuale, e neppure fiorirà col tempo un’amicizia profonda fra due esistenze affini. Anzi, forse l’opposto: sarà un’intesa rarefatta, straniante, aspra; priva di quella materialità che invece è attributo della violenza (o dell’inconsistenza) maschile.E così, mentre la storia di Anna Drei lentamente si svela, tra un presente disordinato e un passato di verità e immaginazione custodito fra le pagine di un diario, la narratrice può entrare crudamente in contatto con il proprio mondo interiore, addentrarsi nei luoghi più sacri e oscuri di sé, dove il suo doppio la conduce.Storia di Anna Drei, uscito nel 1947 e vincitore della prima edizione del premio Mondadori, è il romanzo d’esordio di Milena Milani, ed è considerato un modello di Esistenzialismo italiano.Postfazione di Rosella Postorino.Illustrazione di copertina di Silvia Franchini.Milena Milani (Savona, 1917-2013), figura poliedrica, ha attraversato il Novecento tra letteratura e arte contemporanea. Dalla frequentazione del gruppo di intellettuali che si riuniva al Caffè Aragno di Roma seguì il suo esordio, nel 1944, con una raccolta di poesie. Del 1947 è il suo primo romanzo, Storia di Anna Drei, con cui vinse la prima edizione del premio Mondadori. La sua opera più nota è invece La ragazza di nome Giulio (Longanesi, 1964), che fu oggetto di processo per oscenità. Nel campo delle arti visive, collaborò con Carlo Cardazzo alla Galleria del Naviglio, del Cavallino e Selecta e aderì allo Spazialismo di Lucio Fontana, firmandone tutti i Manifesti. Attiva promotrice culturale, ricevette nel 1988 l’onorificenza di Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana. Oggi la sua opera è curata dalla Fondazione Museo di arte contemporanea Milena Milani in memoria di Carlo Cardazzo, con sede a Savona.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Diego Lama"Il sangue degli architetti"Giallo Monadoriwww.mondadori.itÈ lunedì mattina – maledetto, pensa Veneruso, come tutti quelli che Dio manda in terra – e il commissario ne ha già le tasche piene della vita e pure della morte quando bussano alla porta del suo ufficio: qualcuno ha ucciso l’architetto Lester Young, rovesciandogli addosso un busto di marmo dal Palazzo delle Belle Arti. Il colpevole si nasconde per forza nell’edificio, e il movente è chiaro: quel giorno si stava per assegnare l’appalto di un importante progetto cittadino, e Young era il vincitore annunciato. Veneruso concentra quindi le attenzioni sugli avversari della vittima… ma il quadro si complica in fretta, tra donne misteriose, faccendieri pieni di segreti e altri, pirotecnici assassinii. Chi c’è dietro al mistero? E qual è il movente? Veneruso scopre che la sua Napoli sta per scomparire, travolta da una trasformazione che prevede l’annullamento di interi quartieri e la costruzione di nuove aree, un orizzonte che per lui, allergico al cambiamento, equivale a un terremoto. Man mano che l’indagine proseguirà, sul palcoscenico si alterneranno amori infranti, rimpianti mai sopiti, eterni sogni di futuri più o meno possibili e tanta dolente tenerezza, tutti a consumarsi all’altare del Grande Nemico, il Tempo, che gira, gira, gira e gira, e forse, questa volta, presenterà il conto più temutoDiego Lama è nato a Napoli, dove vive e lavora come architetto. Per Mondadori sono usciti altri cinque libri con protagonista il commissario Veneruso – La collera di Napoli (2015), Sceneggiata di morte (2016), La settima notte di Veneruso (2018), Tutti si muore soli (2021), Il mostro di Capri (2022) – e la saga della famiglia Morelli – La casa delle sirene (2023), vincitore del premio Selezione Bancarella 2024, La casa delle colpe (2024), La casa dei ritorni (2025) – scritta a quattro mani con la sorella Diana Lama e pubblicata con lo pseudonimo di Valeria Galante.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Marina Calloni"Jürgen Habermas: discutere, argomentare, ascoltare"In ricordo del filosofo tedesco, scomparso a 96 anni.È morto il filosofo e sociologo tedesco Jurgen Habermas. Lo ha reso noto la sua casa editrice, Suhrkamp. Habermas si è spento a Starnberg, nel sud della Germania.Professore universitario, era considerato il filosofo tedesco più influente e conosciuto del suo tempo, dopo aver plasmato il dibattito intellettuale per decenni, ricorda Bild. I suoi libri - da “La conoscenza e gli interessi umani” a “La teoria dell'azione comunicativa” - lo resero famoso in tutto il mondo.I suoi lavori sulla comunicazione, la razionalità e la sociologia lo hanno reso uno dei filosofi più influenti al mondo e una figura intellettuale chiave in Europa. Habermas è intervenuto spesso su questioni politiche nel corso di diversi decenni. La sua ampia produzione scritta ha superato i confini tra varie discipline accademiche e filosofiche, offrendo una visione della società moderna e dell’interazione sociale.Il filosofo è stato, insieme a Gunter Grass e Hans Magnus Enzensberger, uno dei tre membri più eminenti di una generazione di intellettuali che hanno alimentato numerosi dibattiti nel corso della storia della Repubblica Federale Tedesca. La sua scomparsa giunge in un momento in cui la Germania sta attraversando profonde trasformazioni e in cui la formazione dell'opinione pubblica - uno dei temi ricorrenti nella sua opera - avviene attraverso canali diversi da quelli da lui analizzati e utilizzati. Habermas è stato descritto in molti modi diversi: per alcuni, è stato l'eminenza grigia del movimento studentesco tedesco del 1968, per altri l'ultimo rappresentante della cosiddetta Scuola di Francoforte.Studiò la comunicazione, la razionalità e la sociologiaI suoi lavori sulla comunicazione, la razionalità e la sociologia lo hanno reso uno dei filosofi più influenti al mondo e una figura intellettuale chiave in Europa. Habermas è intervenuto spesso su questioni politiche nel corso di diversi decenni. La sua ampia produzione scritta ha superato i confini tra varie discipline accademiche e filosofiche, offrendo una visione della società moderna e dell’interazione sociale.Il filosofo è stato, insieme a Gunter Grass e Hans Magnus Enzensberger, uno dei tre membri più eminenti di una generazione di intellettuali che hanno alimentato numerosi dibattiti nel corso della storia della Repubblica Federale Tedesca. La sua scomparsa giunge in un momento in cui la Germania sta attraversando profonde trasformazioni e in cui la formazione dell'opinione pubblica - uno dei temi ricorrenti nella sua opera - avviene attraverso canali diversi da quelli da lui analizzati e utilizzati. Habermas è stato descritto in molti modi diversi: per alcuni, è stato l'eminenza grigia del movimento studentesco tedesco del 1968, per altri l'ultimo rappresentante della cosiddetta Scuola di Francoforte.La sua formazione iniziale fu principalmente filosofica - conseguì il dottorato a Bonn nel 1954 con una dissertazione sulla teoria delle età del mondo di Friedrich Schelling - ma ben presto iniziò a confrontarsi con altre discipline. “Appartengo a una classe di filosofi che si sono occupati anche di sociologia e non hanno mai preso troppo sul serio i confini tra le diverse discipline” dichiarò in un'intervista in occasione del conferimento del Premio Principe delle Asturie. Nel 1956, Theodor W. Adorno, una delle figure di spicco della Scuola di Francoforte, lo invitò a lavorare presso il leggendario Institut fur Soziale Forschung (Istituto per la Ricerca Sociale), appena riaperto dopo la chiusura forzata durante il periodo nazista.Parallelamente alla sua attività accademica, Habermas iniziò a partecipare fin da subito al dibattito pubblico, soprattutto durante gli anni del movimento studentesco, i cui rappresentanti inizialmente lo accolsero come uno di loro. Un episodio leggendario narra che nel 1967, durante un dibattito, Habermas accusò il leader studentesco Rudi Dutschke di aver aperto le porte al “fascismo di sinistra”, criticando il radicalismo e la giustificazione della violenza.Marina Calloni, professoressa ordinaria di Filosofia Politica e Sociale nell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Marina Calloni è Presidente della Società Italiana di Teoria Critica. Ha ottenuto un dottorato di ricerca in Filosofia all’Università di Pavia e un dottorato di ricerca in Scienze Politiche e Sociali all’Istituto Universitario Europeo di Firenze. È stata professoressa a contratto a Brema, Lugano, Kurume, Vienna; fellows alla University of Notre Dame e Columbia University. Ha tenuto conferenze in 47 Paesi e pubblicato 250 lavori scientifici in diverse lingue. È responsabile dell’academic network U.N.I.R.E. ed è consulente per la “Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio” (Senato della Repubblica). Nel 2020 il Presidente Mattarella le ha conferito l’onorificenza di “Ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana”. Nella sua attività ha da sempre cercato di far interagire una ricerca multi-disciplinare e inter-culturale con modalità d’insegnamento e di formazione interattive, secondo una prospettiva internazionale e un interesse per le realtà locali, occupandosi in particolar modo di difesa dei diritti umani; filosofia politica e sociale; studi di genere; teorie dell’etica, politica e giustizia; teorie e lotta contro la violenza; scienza e conoscenza; democrazia deliberativa e conflitti culturali; network di ricerca internazionali; cittadinanza e sfera pubblica europea. Dal 2022 dirige la collana «RiGenerAzioni» presso l’Editore Castelvecchi. Tra i suoi testi ricordiamo: Pensare la società. L'idea di una filosofia sociale (con A. Ferrara e S. Petrucciani) Carocci 2001; Filosofia politica contemporanea (con L. Cedroni), Mondadori Education 2012; Chiedo asilo. Essere rifugiato in Italia (con S. Marras, G. Serughetti), Università Bocconi Editore 2012; Il male che si deve raccontare per cancellare la violenza domestica (con S. Agnello Hornby), Feltrinelli 2013. Sua è la cura del recente testo di Jürgen Habermas, Nuovo mutamento della sfera pubblica e politica deliberativa, Raffaello Cortina Editore 2023 e Pandemocrazia. Conoscenza, potere e sfera pubblica nell’età pandemica, il Mulino 2023. Prevenire la violenza di genere con Giorgia Serughetti, Castelvecchi 2026.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Luca Ragagnin"I dieci passi di Nick Drake"Miraggi Edizioniwww.miraggiedizioni.itLa breve, imperscrutabile esistenza e l’opera musicale di Nick Drake, raccontata da lui stesso.Il cantautore inglese Nick Drake (1948-1974), autore di soli tre dischi ignorati all’epoca e diventati dei capisaldi del folk-rock britannico, racconta la propria vita con una voce-flusso di coscienza che giunge dall’indistinta terra della post-morte. Da laggiù, Drake ripercorre la sua infanzia, la passione per la musica, l’inadeguatezza nei confronti di tutto ciò che sta al di fuori di una canzone, a partire dai sentimenti e dai legami terreni, la difficoltà di integrarsi e accettare le regole commerciali dell’arte.Questo romanzo delicato e feroce puntella la cronaca della vita di Nick Drake con una voce “ altra ”, che non appartiene a nessuno o forse a tutti i consumatori di opere e che irrompe per dire la sua sulla figura dell’artista assoluto, violento e fragile, e sul ruolo primordiale che ancora gli spetta nella società del futuro. Una voce che procede per rivelazioni oniriche, che prende spunto dall’unico, brevissimo filmato che la posterità ha ricevuto di Drake. Una ripresa muta e sbiadita di una piccola folla che raggiunge il luogo di un festival mai identificato dei primi anni Settanta. Dentro quei dodici secondi si allontana di spalle la sagoma inconfondibile di Nick Drake. Sono appena dieci passi prima di uscire dall’inquadratura. Ma dentro quei dieci passi si raccoglie il futuro a corta scadenza del cantautore e quello di tutti noi che lo ascoltiamo e ringraziamo a distanza di mezzo secolo.Luca Ragagnin incomincia a scrivere racconti e poesie nei primi anni Ottanta e a pubblicare su rivista all’inizio dei Novanta. Nel 1992 il testo teatrale Eclisse del corpo viene rappresentato a Torino e a Bologna presso il Teatro di Leo de Berardinis. Dal 1994 collabora come paroliere con musicisti di varia estrazione. Nel 1995 vince il Premio Montale per la poesia con una silloge inedita, letta nello stesso anno da Vittorio Gassman nel ciclo televisivo «Cammin leggendo» e pubblicata l’anno successivo dall’editore Scheiwiller. Nel 1996 viene invitato al Festival Internazionale di Poesia di Bar, in Montenegro, e un’antologia di sue poesie viene tradotta in serbocroato. Collabora con quotidiani e riviste di vario genere e, dal 1998 al 2003, tiene una rubrica fissa su «Duel», mensile di cinema e cultura dell’immagine. Nel 2007, insieme a Enrico Remmert, adatta per ii teatro il libro Elogio della sbronza consapevole. Lo spettacolo viene portato in tournée in Italia e in Francia da Assemblea Teatro. Nel 2009, sempre con Enrico Remmert, scrive 2984, testo teatrale ispirato a 1984 di George Orwell. Lo spettacolo debutta al Festival delle Scienze di Genova con la regia di Emanuele Conte e la produzione del Teatro della Tosse. Nel 2011 collabora alla stesura di Operetta in nero, testo teatrale scritto e musicato da Andrea Liberovici e scrive, con Michele Di Mauro, Alla fine di un nuovo giorno, spettacolo commissionato da Torino Spiritualità e portato in scena dallo stesso Di Mauro e dal compositore messicano Murcof. Nel 2012 scrive per Lella Costa Elsa Shocking, monologo basato sull’autobiografia di Elsa Schiaparelli Shocking Life, che va in scena il 20 ottobre al Teatro Carignano di Torino. Nel 2014 scrive per Angela Baraldi lo spettacolo The Wedding Singers, che debutta al Teatro della Tosse di Genova, con la regia di Emanuele Conte. Le sue poesie sono tradotte in Francia, Svizzera, Portogallo, Polonia, Romania e Montenegro.È autore di romanzi (Marmo rosso, Arcano 21), racconti (tra gli altri, Pulci e Un amore supremo), testi teatrali (Misfatti unici, Cinque sigilli) e poesie (tra le altre, le raccolte Biopsie e La balbuzie degli oracoli) e testi di canzoni (tra gli altri, per Subsonica, Delta V, Serena Abrami e Antonello Venditti). Con Miraggi ha pubblicato il volume di racconti Musica per Orsi e Teiere; il saggio Capitomboli; insieme ai Totò Zingaro, la trilogia musicale Imperdibili perdenti, composta dai dischi «Il fazzoletto di Robert Johnson», «Salgariprivato» e «Fiodor», di cui è autore di tutti i testi; l’excursus musicale-­narrativo Autoritratto in vinile; e ancora i romanzi Agenzia Pertica, Pontescuro, Il bambino intermittente e I dieci passi di Nick Drake. Nel 2024 ripubblica infine tutte le sue le sillogi poetiche con inediti nel volume Un solco senza seme.www.lucaragagnin.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Elena Zucchi"Il tempo degli inganni"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itArianna Radice è una psicoterapeuta milanese quarantenne, segnata da una storia complessa. Convivono in lei zone d’ombra e un’inquietudine che si esprimono soprattutto in una vita sentimentale confusa e disordinata. Vive nel quartiere Martesana dove è cresciuta con la stravagante zia Bertilla, dopo essere rimasta orfana a quattordici anni. In un pomeriggio di primavera si presenta da lei un nuovo paziente, tal Livio Ferrari, che soffre di un problema di deglutizione che non deriva da cause organiche e che Arianna scopre essere il marito di Malena Malè, sua migliore amica del liceo con cui aveva interrotto la relazione in modo brusco e doloroso venticinque anni prima. L’incontro con Livio riporta Arianna indietro nel tempo, alla morte dei genitori, di cui si attribuisce la colpa, e a un trauma adolescenziale a causa di un drammatico episodio che vede coinvolta proprio Malena. Mentre cerca di aiutare Livio a guarire dal suo disturbo, Arianna sviluppa un interesse morboso verso la vita della sua ex migliore amica e un forte desiderio di vendetta che desidera mettere in atto. Da qui in avanti la tensione tra passato e presente giungerà al culmine, portando infine Arianna a chiudere i conti in sospeso, tra dolorosi segreti e verità inaspettate.Elena Zucchi, è laureata in Lettere Moderne presso l’Università Cattolica di Milano, ha poi conseguito un dottorato di ricerca in Psicologia presso l’Università degli Studi di Genova. Iscritta all’albo degli psicologi della Lombardia, è specializzata in metodologie innovative di formazione manageriale e sviluppo di persone e organizzazioni, e coach. È cofondatrice e partner di SeStante dove gestisce e coordina progetti per aziende e team di lavoro. Autrice di diversi articoli sul tema dello sviluppo del potenziale individuale e manageriale, ha pubblicato come coautrice i libri Oltre il potenziale (Franco Angeli, 2008), La forza di crescere (Franco Angeli, 2014) e curato il volume Il colloquio e l’intervista. Parlare con le persone nelle organizzazioni (Franco Angeli, 2004). È stata tra i cinque vincitori del premio Letterario Straparola (2020). Nel luglio 2022 ha pubblicato con Arkadia Editore il suo romanzo d’esordio, Le scintille di Alma, e a gennaio 2026 Il tempo degli inganni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Manlio Graziano"Come si va in guerra"Propaganda, interessi, ideologie: cosa infiamma lo scontro tra potenzeMondadori Editorewww.mondadori.itIn un’epoca in cui si parla sempre più spesso di guerra – persino di un possibile conflitto mondiale o nucleare – il rischio più subdolo è la sua banalizzazione. Da una parte il riarmo di molti paesi suscita ansia, dall’altra le immagini di città rase al suolo e le dichiarazioni infuocate producono assuefazione. In questo clima, il segretario generale della NATO Mark Rutte invita a adottare un wartime mindset, a prepararsi mentalmente al conflitto che potrebbe attenderci. Per non lasciarsi travolgere, è necessario porsi una domanda: come si va in guerra? Partendo dall’esperienza storica, Manlio Graziano esplora i meccanismi di manipolazione psicologica e ideologica che spingono individui e società non solo ad accettare la guerra, ma perfino a invocarla. Dalla costruzione del nemico all’illusione rassicurante di essere sempre dalla parte del giusto, dalle dinamiche identitarie alla potenza emotiva della paura, il libro indaga come il conflitto trovi terreno fertile nei nostri automatismi mentali. Parallelamente, Graziano ricostruisce il processo di deterioramento degli equilibri internazionali: l’erosione della cooperazione tra grandi potenze, l’esplosione di crisi regionali, il moltiplicarsi dei «governi degli incapaci» che non possono che aggravare la situazione. Ci offre così una chiave storica per interpretare gli attuali rapporti di forza, gli interessi economici, le visioni del mondo che alimentano lo scontro e trasformano un conflitto tra grandi potenze in un esito pensabile, persino plausibile. Il risultato è un saggio essenziale per orientarsi nel presente e guardare al futuro con più consapevolezza. Con rigore, ampiezza di sguardo e la necessaria distanza critica, Graziano ci accompagna dentro la seduzione della guerra per mostrarci come ci siamo arrivati, e come possiamo ancora resisterle.Manlio Graziano, analista geopolitico, è stato docente alla Paris School of International Affairs di SciencesPo, alla Sorbona e all’American Graduate School. Insegna all’Università Bicocca di Milano, al Geneva Institute of Geopolitical Studies e all’Université ouverte di Versailles. Dirige il Nicholas Spykman International Center for Geopolitical Analysis, scrive sul «Corriere della Sera», «Appunti di Stefano Feltri», «Gnosis» e «International Affairs Forum». È autore di numerosi saggi e monografie, tradotti in varie lingue, tra cui: Italia senza nazione? (2007), Guerra santa e santa alleanza (2015), L’isola al centro del mondo (2018), Geopolitica (2019), Geopolitica della paura (2021). Da Mondadori ha pubblicato Disordine mondiale (2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Ester Hueting"Premio Tribùk"www.tribuk.itIn occasione della IX edizione della manifestazione «Tribùk. Incontri tra editori e librai» in programma ad Abano Terme dal 15 al 18 marzo 2026, verrà presentata l'edizione 2027 del «Premio Tribùk delle Librerie», un riconoscimento unico nel panorama editoriale italiano che vuole porre l’attenzione sull’importante ruolo che libraie e librai rivestono nell’ambito della promozione della lettura e della bibliodiversità editoriale.Il Premio, organizzato dall'Associazione Tribùk in partnership con Etica SGR (Gruppo Banca Etica), si distingue per la sua Giuria composta esclusivamente dalle libraie e dai librai che partecipano annualmente alla manifestazione «Tribùk. Incontri tra editori e librai»Ciascuna casa editrice iscritta alla manifestazione di Abano Terme potrà candidare un solo titolo, tra le opere pubblicate nel 2026, nelle seguenti categorie:NarrativaNon-fictionLibri per bambini e ragazzi (fascia 0-13 anni).Nelle giornate dal 15 al 18 marzo 2026 verrà presentata la Giuria di Selezione che sarà composta, proporzionalmente alle diverse tipologie presenti, dai rappresentanti di 15 librerie sorteggiate tra quelle partecipanti all’evento.I vincitori della II edizione del «Premio Tribùk delle Librerie» saranno scelti dalla Giuria del Premio composta da tutti i librai e dalle libraie presenti alla decima edizione di «Tribùk. Incontri tra editori e librai» nel 2027, tramite uno scrutinio pubblico.«Tribùk. Incontri tra editori e librai» è un'iniziativa che vuole mettere il libro al centro del dialogo tra editori e librai. Ogni anno il programma è composto da panel, tavole rotonde, presentazioni di cataloghi, bozze di libri in uscita e le ultime novità.Il tutto avviene secondo un timing ben definito, con incontri a rotazione tra editori e librai, e con cellulari rigorosamente silenziati, lontano dal rumore di fondo delle fiere e dei festival.Tribùk è un’associazione fondata nel 2016 da professionisti con diverse esperienze nel mondo dell’editoria italiana. Ogni anno l’associazione organizza un evento di più giorni per promuovere l’incontro tra editori e librai provenienti da tutta Italia.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Antonella Stelitano, Adriana Balzarini"Le donne di Cortina 1956"Prefazione di Debora CompagnoniMinerva Edizioniwww.minervaedizioni.comsabato 14 marzo alle ore 18:00Libreria Luxemburg, TorinoPresentazione del libro "Le donne di Cortina 1956"Con Antonella Stelitano e Giovanni Tosco di "Tuttosport"Grazie a uno scrupoloso lavoro di ricerca, Antonella Stelitano e Adriana Balzarini offrono un racconto inedito dei Giochi Olimpici invernali di Cortina 1956, attraverso la narrazione delle donne che a vario titolo parteciparono a quell’evento. Erano poche, ma erano presenti non solo come atlete.Sono donne di cui non si è scritto molto allora e neanche dopo. Per questo, alla vigilia del ritorno dei Giochi Olimpici nella conca ampezzana, sembrava giusto ricordare anche loro.Ci sono donne giudice di gara, capo delegazione, allenatrici. C’è una tedofora che accompagna il viaggio della fiaccola sui pattini, una donna speaker, le giornaliste. E poi le interpreti, le segretarie, le ragazze addette alle premiazioni e ai progetti culturali o musicali, la madrina. Ma anche colei che custodirà per cinquant’anni la bandiera che sventolò allo stadio e la donna che si è occupata del montaggio del film dedicato a quell’evento. Volti femminili compaiono in francobolli, monete e manifesti. C’è anche una donna a progettare l’immagine integrata della Cortina olimpica. Ci sono mogli di dirigenti, spettatrici, teste coronate e altre ospiti illustri che contribuiscono a rendere l’evento anche un appuntamento mondano. E infine le donne del paese, impegnate a presentare al meglio questi luoghi.Questo libro ha raccolto le loro storie, gli aneddoti e i ricordi delle protagoniste ancora in vita per raccontare i Giochi Olimpici invernali del 1956 secondo una diversa prospettiva.Antonella Stelitano. È membro della Società Italiana di Storia dello Sport, dell’Accademia Olimpica Nazionale Italiana e del Consiglio Nazionale del Comitato Italiano Fair Play.È autrice di diversi volumi con i quali ha vinto il Premio Bancarella Sport (2021), il Premio Nazionale per la Storiografia Sportiva Mario Alighiero Manacorda (2016) e per tre volte è stata premiata al Concorso Nazionale Letterario del Coni nella sezione saggistica.Tra le pubblicazioni più recenti: Le Nazioni Unite e lo sport. Dall’Utopia della tregua olimpica all’agenda 2030 (Cleup, Padova 2024); Una lama infallibile (Ediciclo, 2020), Le Olimpiadi all’ONU. Le Nazioni Unite e lo sport dall’embargo all’Olimpismo (Cleup, 2012); Olimpiadi e Politica. Il CIO nel sistema delle relazioni internazionali (Forum, 2008). Con Silvia Biasi ha scritto Volevo solo giocare a pallavolo (Ediciclo, 2020); con Bortolato Q. e Dieguez A.M., Bicicletta, società e chiesa ai tempi di Pio X (Edizioni San Liberale, Treviso 2013) e Pio X, le Olimpiadi e lo Sport (Edizioni San Liberale, Treviso 2012); con Tognon J., Sport, Unione Europea e Diritti Umani. Il fenomeno sportivo e le sue funzioni nelle normative comunitarie e internazionali (Cleup, 2011).È Stella di Bronzo al merito sportivo del Coni e Cavaliere della Repubblica.Adriana Balzarini. Storica dello sport, ex insegnante, si occupa in particolare di ricerca sui temi della donna e lo sport. È vicepresidente vicario del Panathlon Distretto Italia di cui è anche Responsabile del settore culturale e femminile.Stella di bronzo al merito del Comitato Italiano Paralimpico, è stata insignita dell’Award Domenico Chiesa nel 2018 e del premio Priz Communication Walter Perez Soto nel 2016.Ha organizzato le mostre Emancipazione della donna attraverso i Giochi Olimpici e Donne e Automobilismo. È autrice di numerosi saggi e pubblicazioni, ed è presente a convegni sulle tematiche femminili dello sport e del mondo paralimpico.Esperta di storia dello sci è stata Giudice di Gara Fisi per lo sci alpino e Commissario automobilistico per il Rally.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Raffaella Gherardi"Diritti, pace, istituzioni"Tra XX e XXI secoloScholéwww.morcelliana.netDi fronte alla crisi che il mondo di oggi attraversa – insieme politica, economica, sociale e ambientale –, individui, popoli e Stati sono chiamati a intraprendere un percorso condiviso verso un futuro fondato sui valori della pace e dei diritti umani. Una pace che sia realmente tale, e non solo tregua fra guerre, deve avere come presupposto istituzioni internazionali che sappiano farsene garanti. E' importante che i cittadini si confrontino con dichiarazioni e convenzioni – qui riproposte e precedute da un ampio commento – che, dalle ceneri della seconda guerra mondiale, hanno tracciato il cammino delle istituzioni verso il dialogo e la cooperazione. Rileggere oggi questi documenti significa ribadire che il rispetto dei diritti della persona «costituisce il fondamento della libertà, della giustizia e della pace nel mondo».Raffaella Gherardi è professoressa emerita di Storia delle dottrine politiche all’Università di Bologna. Per Morcelliana ha pubblicato Marco Minghetti. Il liberalismo e l’Europa (2022 2ed.) e ha curato, di M. Minghetti, Il cittadino e lo Stato e altri scritti (2024 2ed.).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Florinda Fiamma"Maratona Simenon"circolo dei lettori, Torinowww.circololettori.itFondazione Circolo dei lettori in collaborazione con Adelphi celebra Georges Simenon, uno degli scrittori più prolifici e influenti del Novecento, autore che ha saputo attraversare i confini del genere del sospetto e ha reso la proprie storie letteratura universale. Sabato 14 marzo a Torino, al Circolo dei lettori e delle lettrici, è tempo della Maratona Georges Simenon, un'intera giornata dedicata allo scrittore belga e all'indimenticabile Maigret, ispettore geniale di una Parigi inedita, tinta di noir, che è stata letta e tradotta in più di 50 lingue nel mondo.  «Georges Simenon come sappiamo non è stato soltanto un grandissimo e prolificissimo autore di gialli, ma anche uno straordinario narratore “puro”, si pensi a un romanzo come "L’uomo che guardava passare i treni" e a tante altre sue opere. Ma al di là della qualità indiscutibile della sua produzione, Simenon ci ha lasciato una grande lezione: nessuno più di lui ha incarnato l’idea che la scrittura richiede metodo, disciplina, lavoro. Oggi lo celebriamo dunque sia in quanto classico sia come esempio di dedizione a un’arte che lo ha letteralmente posseduto» è il commento di Giuseppe Culicchia, direttore Fondazione Circolo dei lettori. La Maratona Georges Simenon prende il via nel primo pomeriggio con L'Ispettore Maigret: un'icona della letteratura poliziesca conversazione tra la scrittrice e conduttrice radiofonica Loredana Lipperini e lo scrittore Marco Malvaldi insieme a Gabriella Bosco, docente di Letteratura francese presso l’Università di Torino; una analisi del metodo investigativo del commissario parigino, che a differenza dei classici detective brillanti e segugi per professione procede, invece, per intuizione umana, ascolto e comprensione psicologica. A seguire, l'incontro Oltre Maigret: i romanzi psicologici di Simenon con lo scrittore Marco Balzano e l'autrice e conduttrice radiofonica Florinda Fiamma, in dialogo con il giornalista Alessandro Colombo, per un appuntamento con le pagine di un Simenon inaspettato, senza delitto, se non quello di aver indagato sulle contraddizioni della natura umana dei propri personaggi fino a portarli alla torsione esistenziale. A chiudere la maratona, il reading Maigret e la vecchia signora con l’attore Stefano Fresi, voce ufficiale di Maigret per gli audiolibri della Collezione Maigret di Emons, in cui l'attore leggerà cosa accadde: Quando Arlette si voltò, e Maigret vide la macchia chiara del suo viso e il tratto deciso, sanguigno, della bocca…Le Maratone della Fondazione Circolo dei lettori nascono per celebrare le parole dei grandi autori e delle grandi autrici della letteratura mondiale in uno spazio in cui ritrovarsi tra le pagine di un libro. Dopo Virginia Woolf, Andrea Camilleri, Jane Austen, Dracula, Il Conte di Montecristo, Agatha Christie la Fondazione Circolo dei lettori celebra Georges Simenon in una festa per chi ama i suoi libri e per chi imparerà ad amarli.h 15.30L'Ispettore Maigret: un'icona della letteratura poliziescacon Loredana Lipperini e Marco Malvaldi modera Gabriella BoscoA differenza dei classici brillanti detective, Maigret conduce le indagini seguendo un metodo umano e intuitivo, fondato sull'ascolto e sulla comprensione psicologica più che sulle prove forensi. Le storie, ambientate soprattutto a Parigi, restituiscono un ritratto vivido della società francese e costruiscono un universo narrativo altamente riconoscibile.h 17Oltre Maigret: i romanzi psicologici di Simenoncon Marco Balzano e Florinda Fiamma, modera Alessandro ColomboOltre ai polizieschi, Simenon ha firmato romanzi psicologici che esplorano l'inquietudine, il desiderio e la colpa. Personaggi tormentati attraversano situazioni limite, mentre la scrittura essenziale mette a nudo il lato oscuro della società. Il racconto supera i confini del genere e si apre al dramma umano.h 18.30Maigret e la vecchia signorareading con Stefano FresiStefano Fresi è la voce di Maigret per gli audiolibri di Emons, che dal 2013 ha inaugurato Collezione Maigret, con le letture dei romanzi più celebri. In Maigret e la vecchia signora il commissario arriva a Étretat, sulle coste della Normandia, per indagare sulla morte di una cameriera, tra svolte narrative e intensa esplorazione psicologica. In collaborazione con Emons Libri e Audiolibri Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giorgio Macor"Le donne camminavano a Kabul"Neos Edizioniwww.neosedizioni.itUn intenso romanzo corale che, attraverso le storie dei membri di una famiglia, disegna un affresco di trent’anni di storia afgana.Javed e Stefano si conobbero nei primi anni Novanta a Peshawar, in Pakistan, dove entrambi avevano lavorato per programmi di assistenza ai profughi fuggiti dal vicino Afghanistan in preda alla guerra civile. Stefano si occupava di un progetto sanitario, Javed era un agronomo.Una famiglia benestante e numerosa quella di Javed, che in una Kabul afflitta da guerre e attentati, e dallo scontro tra rinnovamento e tradizionalismo, cerca di fare fronte ai cambiamenti politici e religiosi che si susseguono dalla ritirata dei sovietici fino a quella degli americani.Nel 2021 con la vittoria dei talebani, la famiglia sarà obbligata a fare una scelta definitiva e drammatica per mantenere l’unità, la solidarietà e la dignità, affermando il proprio diritto di esistere.Nel racconto di Giorgio Macor, che come nei libri precedenti intreccia esistenze private e vicende storiche, emerge la figura della scintillante e coraggiosa Jamila, prima fra le giovani a poter studiare medicina a Delhi, per poi assumere l’incarico di vicedirettrice di un ambulatorio nel quartiere hazara di Kabul. Aiutando donne e bambini e accettando rischi e rinunce, Jamila lotterà per la sua sopravvivenza e per dare un senso al suo futuro. Le tensioni e i conflitti che travagliano l’Afghanistan metteranno a dura prova sia lei, sia i suoi famigliari e amici, fino alle pagine finali che raccontano la precipitosa fuga dall’aeroporto della capitale.Alcuni fatti del romanzo prendono spunto da situazioni, avvenimenti e personaggi reali. L’ambulatorio medico del quartiere hazara di Kabul è esistito davvero, ha visitato più di 500.000 pazienti, è stato chiuso dopo l’arrivo dei talebani nel 2021 e tutto il personale, in prevalenza donne, è stato condannato dal nuovo potere e costretto a fuggire e a cercare rifugio politico in Europa. La onlus che ha fornito per anni assistenza economica e che ha sostenuto il personale nella sua ricerca di asilo è International Help e ha sede a Torino.     Giorgio Macor è nato nel 1948 a Torino, dove risiede. Laureato in medicina, dopo aver svolto l’attività di medico ospedaliero, si è dedicato alla cooperazione internazionale in campo sanitario. Ha vissuto a lungo in Thailandia, Etiopia, Pakistan, Tibet, Libano e ha girato per lavoro Africa, Medio Oriente e nel Sud-Est asiatico. Con Neos edizioni ha pubblicato i romanzi “Lettere da Yerevan” (2017), l’epopea di una famiglia armena nella Yerevan sovietica e “Come un volo di passeri erranti” (2020), le vicende di un gruppo di cooperatori internazionali in territori segnati dai conflitti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Alessandro Zattarin"Interposte persone"Andrea Molesini Editorewww.molesinieditore.itDate a un uomo una maschera, e vi dirà la verità. Interposte persone è un libro di personaggi, una galleria di ritratti, una Spoon River di nomi illustri tratteggiati con umorismo giocoso: un piccolo pantheon privato che diventa pubblico per la comunità dei lettori, intrecciando fili dall’inizio alla fine, dai titoli delle sezioni (Maniere e Figure, Fanciullini e Occasioni) ai titoli delle poesie (Kafka e il Casanova di Bibliotecario in Boemia, Panini e Saba per il gioco del calcio, e così via). Ogni poesia è agganciata all’altra da un riferimento esplicito o implicito, come il nesso tra Poeta della domenica e Corrado Govoni che scrive Le cose che fanno la domenica: chi legge potrà divertirsi con la tradizione letteraria del Novecento, con la storia della musica (Ravel e Couperin) e perfino con la critica musicale (Debussy e Monsieur Croche). E se è vero che un libro è uno specchio, questa autobiografia in maschera potrà rivelarsi, forse, l’autobiografia del lettore.Interposte personeSi lotta per il pane e per le roseche passano tra l’essere e l’avereil tempo di capire che le cosenon chiedono il permesso di accadere.Alessandro Zattarin (Padova, 1973) è saggista, traduttore, pianista, organizzatore di concerti e spettacoli. Ha pubblicato tre volumi di critica letteraria: Tre storie d’amore e di sonetti. Gozzano, Saba, Caproni (2003); Le stanze di Venere. Poesia d’amore in forma di sonetto nel Novecento italiano (2004); «Anch’io voglio scrivere per musica». Pascoli e il melodramma (2014). Questo è il suo primo libro di poesie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
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Comments (2)

Sienna Maraboli

Ciao a tutti leggendo questo, sono sienna di Roma e voglio ringraziare questo grande incantatore che mi ha aiutato a ricongiungermi con mio marito, la parte scioccante di tutto è stata che questo incantesimo è stato fatto in meno di 3 giorni senza alcuna delusione o ritardo e consiglio a tutti avendo problemi di separazione a drwava3@gmail.com o whatsapp lui +12162022709 o viber +12066713285 non mi ha deluso e non deluderà te. contattalo oggi e ottieni le soluzioni al tuo problema

Feb 28th
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PieTro Giunta

ti GHz la zolla gr p tu ne h un u un u GHz un un ha una tuju5 ztzzzz6 sa un 0 un u un un g tu per u

May 3rd
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