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il posto delle parole
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Author: livio partiti
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Conversazioni intorno ai libri, insieme con gli autori
Un quotidiano culturale
"ascoltare fa pensare"
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Vito Mancuso"Gesù e Cristo"Garzanti Editorewww.garzanti.itGesù nacque a Nazaret, Cristo a Betlemme. Gesù aveva un padre terrestre, Cristo era il Figlio Unigenito del Padre celeste. Gesù aveva quattro fratelli e un numero imprecisato di sorelle, Cristo era figlio unico. Gesù denunciava le ingiustizie, Cristo toglieva il peccato del mondo. Gesù morì gridando la sua disperazione, Cristo la sua vittoria. Se nessuno di noi ha incontrato Gesù, tutti noi abbiamo però incontrato Cristo. Chi fu dunque Gesù, e chi Cristo? E di chi parliamo quando ci riferiamo a Gesù-Cristo? Se già in precedenza Vito Mancuso aveva indagato il ruolo di Gesù come maestro di vita spirituale, accanto ad altri tre grandi maestri dell’umanità – Socrate, Buddha e Confucio –, ora in quest’opera capitale e innovativa raccoglie le ricerche e le riflessioni di una vita, dimostrando come la fede cristiana sia il frutto di una tradizione che, a partire da fatti documentati, si è a poco a poco arricchita di nuovi significati e di nuovi simboli. Mancuso non si limita tuttavia a districare la Storia (Gesù) dall’Idea (Cristo), ma arriva a riconoscere come, lungi dall’essere incompatibili tra loro, esse rappresentino due dimensioni costitutive di ognuno di noi. Se infatti la dottrina di cui il cristianesimo istituzionale è portavoce appare ormai insostenibile, è vero però che dell’unione di queste due dimensioni noi abbiamo bisogno, oggi più che mai: proprio nella loro distinzione e nella loro integrazione consiste il duplice scopo, storico e teologico, di questo libro.Vito Mancuso ha insegnato presso l’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano e l’Università degli Studi di Padova. È autore di moltissimi libri a carattere teologico e dirige la collana I Grandi Libri dello Spirito. È editorialista del quotidiano «La Stampa».www.vitomancuso.itDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Denis Curti"Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio"Palazzo Reale, Milanofino al 17 maggio 2026A Palazzo Reale di Milano, la mostra Robert Mapplethorpe. Le forme del desiderio: un’ampia selezione delle opere più iconiche, potenti, anticonformiste del fotografo statunitense, arricchita da una raccolta di scatti inediti, per offrire ai visitatori di Milano, anche durante il periodo olimpico e paralimpico, la grande opportunità di incontrare l’opera di uno tra i più originali, raffinati e controversi artisti del XX secolo. Promossa da Comune di Milano-Cultura e prodotta da Palazzo Reale e Marsilio Arte in collaborazione con la Fondazione Robert Mapplethorpe di New York, l’esposizione è inserita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026, il programma multidisciplinare, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura, il patrimonio e lo sport, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. Curata da Denis Curti, è allestita nelle sale di Palazzo Reale fino al 17 maggio 2026. Nato a New York nel 1946 e morto a Boston a soli 42 anni, Mapplethorpe è uno degli interpreti della controcultura tra gli anni Sessanta e Ottanta, quando la creatività si fa gesto politico e le arti si fondono in nuovi linguaggi di libertà e identità. “Tutto cambia quando l’amica regista Sandy Daley regala a Mapplethorpe una polaroid - racconta Denis Curti curatore della mostra - e con questa tra le mani, tra il 1970 e il 1971, Robert inizia un percorso legato allo studio del suo autoritratto, concentrato sulla rappresentazione del sesso omoerotico e partendo da se stesso. Nello stesso momento incontra Tom of Finland (pseudonimo di Touko Laaksonen): il primo a dare vita all’estetica omosessuale. Tra di loro nasce una grande amicizia che cambia per sempre la visione di Mapplethorpe. Entrambi esplorano il tema del feticismo, della pelle e della bellezza classica applicata al corpo maschile. Mentre Tom lo faceva con l'esagerazione del disegno, Mapplethorpe lo faceva con la precisione quasi marmorea della fotografia, ma entrambi hanno contribuito a rendere "arte" ciò che prima era considerato solo un materiale sotterraneo”. A Milano protagonista è la sua ricerca estetica, i suoi nudi sensuali che si distinguono per la perfezione formale, una mimesi greca olimpica, in cui risaltano muscolatura e tensione fisica: il corpo, scolpito dall’uso sapiente della luce e dei contrasti, è il mezzo per la sublimazione della sua indagine artistica. “Autodidatta, - continua Denis Curti - Sam Wagstaff (suo mentore e compagno) gli regala nel 1975 la prima Hasselblad, la macchina a medio formato che gli permette di ottenere quella precisione scultorea e quei bianchi e neri perfetti per cui è oggi universalmente conosciuto. L’obiettivo di questa mostra è proprio quello di ricollocare Robert Mapplethorpe nella dimensione della fotografia più alta, tra i più importanti fotografi del XX secolo, oltre la provocazione e oltre la censura”. La costruzione di un percorso espositivo così completo è stata possibile grazie alla generosa collaborazione con la Fondazione Mapplethorpe di New York, creata dallo stesso fotografo nel 1988 pochi mesi prima della sua morte, non solo a tutela del suo lavoro ma anche per finanziare la ricerca medica e i progetti legati alla lotta contro il virus e alla cura dell’HIV.La mostra si snoda infatti attraverso diverse sezioni tematiche con oltre 200 opere che ripercorrono l’intera evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe, dagli esordi sperimentali alla maturità stilistica. I primi collage. Il percorso si apre con gli assemblaggi realizzati sul finire degli anni Sessanta. In queste opere, molto rare e poco esposte, in cui Mapplethorpe combina ritagli di riviste, disegni e feticci religiosi, indumenti e oggetti, si riflettono la ricerca sull’identità e il piacere dell’artificio, sperimentati dall’artista con l’obiettivo di creare una relazione con l’altro. Patti Smith e Lisa Lyon. Ampio spazio è dedicato in due sezioni alle muse fondamentali dell'artista. Se i ritratti di Patti Smith immortalano un legame simbiotico e vulnerabile che attraversa decenni, una vera e propria ode indelebile all’amata amica, quelli della campionessa mondiale di bodybuilding Lisa Lyon esplorano una bellezza androgina che trascende le convenzioni di genere, celebrando la potenza fisica attraverso parametri estetici neoclassici. Autoritratti e identità. La sezione degli autoritratti rivela un'introspezione dolorosa e fluida. Mapplethorpe usa la macchina fotografica come uno specchio dell'anima, documentando la propria esistenza dalle pose dandy degli anni Settanta fino alle immagini finali scavate dalla malattia. Il ritratto. In mostra i volti di celebrità come Andy Warhol, Peter Gabriel, Yoko Ono, Isabella Rossellini. Per Mapplethorpe il ritratto in studio è un incontro tra due anime: un "altare visivo" dove la corporeità viene trasfigurata in leggenda grazie a una cura maniacale per l'equilibrio e la luce. Nudi e fiori. Nudi maschili e femminili celebrano la perfezione classica, sfidando al contempo gli schemi sociali tradizionali. Particolarmente iconiche sono le fotografie dei fiori (calle, orchidee, tulipani), ritratti come apparizioni passionali e "muscoli pulsanti", in bilico tra la sacralità della forma e allusioni delicatamente erotiche. In dialogo con l’Antico. La mostra chiude con una sezione che evidenzia il legame tra la fotografia contemporanea e la statuaria classica. Mapplethorpe usa la sua Hasselblad 500C per "sciogliere" le membra marmoree delle sculture antiche, infondendo loro una scintilla di vita e rendendo la pietra morbida come carne viva.https://marsilioarte.us14.list-manage.com/track/click?u=c47da75d8834873eb7150a10f&id=81ea925391&e=0696917494La retrospettiva Robert Mapplethorpe. Le forme del desidero è il secondo atto di una più ampia trilogia, che ha avuto inizio a Venezia nelle Stanze della Fotografia e proseguirà poi a Roma, al Museo dell’Ara Pacis, dal 29 maggio al 4 ottobre 2026. Ogni evento esplora un percorso di studio e ricerca volto ad approfondire un differente aspetto della figura di Mapplethorpe. “In Marsilio Arte - afferma Luca De Michelis, amministratore delegato di Marsilio Editori e Marsilio Arte - crediamo che la fotografia sia il linguaggio universale del contemporaneo. Il nostro impegno si concretizza in una visione che unisce la tradizione editoriale di Marsilio alla creazione di grandi progetti espositivi: dalla valorizzazione dei patrimoni di grandi fotografi alla gestione di spazi d'eccellenza come Le Stanze della Fotografia a Venezia. Attraverso una rete culturale che connette città come Venezia, Milano e Roma, vogliamo trasformare l'esperienza di una mostra in un dialogo vivo, dove la qualità del catalogo e il rigore del progetto espositivo si fondono per restituire al pubblico la forza straordinaria dell’immagine”. Accompagnano e approfondiscono la mostra il podcast - disponibile su Spotify, Apple Music e sulle principali piattaforme - Mapplethorpe Unframed, scritto e condotto da Nicolas Ballario, e un catalogo pubblicato da Marsilio Arte, che indaga la vasta produzione e l’evoluzione del linguaggio di Mapplethorpe attraverso 257 opere.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Vladimir Di Prima"L'incoscienza di Badalà"Arkadia Editorewww.arkadiaeditore.itPinuccio Badalà non demorde. Sogna e vuole diventare un grande scrittore, a prescindere da tutto e da tutti. In questo spassoso romanzo, seguito ideale de Il buio delle tre, Vladimir Di Prima gioca con raffinatezza sulle debolezze e la vanagloria di autori, letterati e mondo dell’editoria.In preda agli altalenanti umori di un’agenzia letteraria del Nord, Pinuccio Badalà, già protagonista de Il buio delle tre, insegue ancora la grande casa editrice che possa consacrarlo nella ristretta cerchia degli scrittori più celebrati della nazione. Fra amori improbabili, notti insonni e rimandi erotici a una fanciullezza segnata dalle disavventure familiari, il protagonista viene convocato misteriosamente a Milano da una donna che dice di agire per conto di un importante gruppo editoriale. Nel mondo, frattanto, si è appena usciti dalla peggiore pandemia degli ultimi cento anni e nulla sembra più come prima. Ignorato il parere del maestro Magazù il quale tenta disperatamente di farlo desistere, Pinuccio decide ugualmente di partire. Nel capoluogo lombardo, dopo una serie di grottesche peripezie in compagnia di un insegnante di musica, scoprirà infine il reale e, per certi aspetti, terrificante motivo di quell’appuntamento.Vladimir Di Prima è nato a Catania nel 1977. Dopo la maturità classica si laurea in Legge e successivamente consegue un Master di secondo livello in Criminologia. Da oltre vent’anni fa parte del comitato organizzativo del Premio Brancati. Film-maker indipendente ha collaborato, fra gli altri, con Lucio Dalla e ha all’attivo diversi riconoscimenti in ambito nazionale e internazionale. È autore de Le incompiute smorfie (2014), Avaria (2020) e La banda Brancati (2021). Nel 2023 ha realizzato un docufilm con protagonisti Giuseppe Lo Piccolo, Marino Bartoletti e altri importanti attori del palcoscenico nazionale. Con Arkadia ha pubblicato il romanzo Il buio delle tre (2023), selezionato al Premio Strega nel 2024, e L’incoscienza di Badalà (2025).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Raffaella Cargnelutti"Alla gentilezza di chi la raccoglie"Dall'inferno di Buchenwald una storia veraBottega Errante Edizioniwww.bottegaerranteedizioni.itAlla gentilezza di chi la raccoglie è la frase che Giulio Cargnelutti riesce a scrivere con un lapis di fortuna sulla busta della lettera, prima di lanciarla dal vagone che lo sta portando in Germania. Il tenente, catturato dalle SS il 20 luglio 1944 a Tolmezzo, vuole informare la giovane moglie e i suoi cari, completamente all’oscuro di quanto gli sta accadendo. Il suo sarà un viaggio lunghissimo che lo porterà nei carri bestiame piombati sino al campo di Buchenwald dove trascorrerà nove mesi come deportato politico, senza possibilità di ricevere pacchi e corrispondenza. Una storia vera scritta dalla figlia, che ci racconta la tragica esperienza vissuta in un lager da suo padre, ma che vuole anche farci scoprire che si può affrontare l’inferno grazie all’amore, alla fede, all’arte e, in ultimo, al perdono.Raffaella Cargnelutti, critica e storica dell’arte, nonché narratrice, vive a Tolmezzo (UD). Esordisce in narrativa con Il ritratto di Maria (Kappavu Editore, Udine, 2010). Nel 2011, con l’Editore Antiquità, pubblica Viandante sul mare di nebbia, racconto ispirato al quadro di Caspar David Friedrich. Nel 2012, per le Edizioni Biblioteca dell’Immagine, esce L’opera imperfetta, vita romanzata del pittore Gianfrancesco da Tolmezzo; per Santi Quaranta Fiabe e leggende della Carnia e La pulce e altre storie della Carnia. Per Bottega Errante Edizioni ha pubblicato La valle dei Ros e Alla gentilezza di chi la raccoglie.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Filippo D'Angelo"Marthe, storia diuna prostituta"Joris-Karl HuysmansPrehistorica Editorewww.prehistoricaeditore.itTraduzione a cura di Filippo D'Angelo.Finalmente nelle mani dei lettori italiani Marthe, storia di una prostituta di Joris-Karl Huysmans, nella sontuosa traduzione di Filippo D’Angelo, che impreziosisce l’edizione con una postfazione d’autore.Orfana dall’età di quindici anni, Marthe lavora come operaia in una fabbrica di perle finte, nella Parigi di fine Ottocento. L’illusione di un destino migliore le spalanca le porte di una casa chiusa, gettandola in una vita fatta di eccessi, disgusti, umiliazioni. Proverà a estirparsi da quell’esistenza grazie a un ingaggio come cantante ottenuto in un teatro popolare e alla relazione con Léo, un giovane scrittore che ignora tutto del suo passato.Pubblicato nel 1876, questo primo romanzo di Huysmans esplora le speranze e i disinganni di due giovani in conflitto con la società spietata che li circonda. Scritto in uno stile già maturo e inconfondibile, fatto di metafore eccentriche e di immagini vividissime tratte dal quotidiano, Marthe, storia di una prostituta immortala le atmosfere e gli ambienti che, tra Baudelaire e Toulouse-Lautrec, fecero di Parigi, secondo la definizione di Walter Benjamin, la capitale del diciannovesimo secolo.Huysmans nacque a Parigi nel 1848 da una famiglia di origine olandese, ed è per richiamare queste sue origini nordiche che germanizzò il suo nome George-Charles in Joris-Karl. Frequentò studi piuttosto irregolari e per vivere divenne funzionario del Ministero degli Interni, mentre il suo amore per la Letteratura lo indusse a scrivere fin dal 1876 romanzi di impronta Naturalista. Nel 1880 entrò a far parte dell'esclusivo Gruppo di Medan, a cui faceva da capo Zola che lo considerava il suo allievo prediletto. Nel corso di pochi anni si sentì attratto dagli atteggiamenti estetizzanti dei simbolisti (fu amico di Mallarmé) che finì per codificare nel romanzo Controcorrente del 1884, prima di attraversare una profonda crisi mistica e abbracciare la religione cattolica, fino alla morte sopraggiunta nel 1907 (Parigi).Nato a Genova nel 1973, Filippo D'Angelo ha insegnato letteratura francese nelle Università di Limoges, Grenoble e Parigi 3. Oltre a traduzioni di autori francesi classici e contemporanei, ha pubblicato il romanzo La fine dell'altro mondo (Minimum fax, 2012) e La città del tempo (Nottetempo, 2024).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Giuseppe De Alteriis"Non dormire e sogna"Bompiani Editorewww.bompiani.itQuando, ogni notte, ci addormentiamo, è come se entrassimo in una fase di non-esistenza: eppure nel sonno i nostri neuroni sono attivi. E proprio da quella massa di cellule grigie a ogni risveglio risorge qualcosa di stupefacente: la nostra coscienza. Perché dormiamo? Come nasce il nostro io cosciente? E di che cosa sono fatti i sogni? Affascinati da questi interrogativi, Salvatore e Peppe vivono insieme gli anni del liceo e dell’università, poi però i loro destini si dividono: Peppe rimane a Napoli dai suoi, passa le giornate sui social e non riesce a trovare lavoro. Salvatore, invece, approda negli Stati Uniti, al prestigioso Neuroscience Institute of Consciousness and Sleep. Il NICS è popolato da giovani venuti da tutto il mondo per studiare la mente umana ed è in corsa per il Nobel grazie alle sue scoperte riguardo al sonno tra cui quella, ancora segreta, del Neurosleeper: un elettrodo che consente di addormentare a turno i due emisferi del cervello in modo che non sia più necessario dormire. Rosalyn, per esempio, la geniale irlandese dagli occhi verdi, se lo è fatto impiantare, e ora alterna dodici ore al giorno di assoluta efficienza ad altre dodici in cui può esprimere la parte più creativa e pulsionale di sé. E il prossimo potrebbe essere proprio Salvatore... Con la precisione dello studioso e la sbrigliata fantasia del giovane scrittore, Giuseppe de Alteriis dà vita a un romanzo sorprendente, che ci guida attraverso grandi interrogativi, ci racconta la ricerca scientifica e le nefaste conseguenze del “publish or perish”, riflette sul ruolo delle donne nel mondo accademico e al tempo stesso ci conduce in una rutilante avventura tra Napoli e gli States, e nei suoi protagonisti incarna le speranze, le paure, i sogni della Gen Z, cresciuta nel mondo digitale ma profondamente desiderosa di rimanere umana. Un romanzo freschissimo, scritto con lo stile franto di chi non ha più tempo, un inno d’amore per la scienza e al tempo stesso un’indagine appassionata sulla materia di cui sono fatti i sogni.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Andrea Colamedici"Il Carnevale di Putignano"La città di Putignano si lascia attraversare, ancora una volta, dalla magia del suo Carnevale, tra le manifestazioni più antiche e longeve d’Europa e che quest’anno giunge alla 632ª edizione. Le sue origini risalgono al 1394 e, da allora, il filo della tradizione non si è mai spezzato: riti, gesti e costumi continuano a scandire il tempo della festa, rinnovandosi anno dopo anno. Il Carnevale di Putignano nasce dal cuore della sua comunità, che lo vive, lo costruisce e lo tramanda celebrando attraverso la festa la propria identità culturale e un patrimonio di arte e saperi che attraversa le generazioni. Anche in questa edizione, un’attenzione speciale sarà dedicata ai momenti più simbolici e riconoscibili della tradizione identitaria del Carnevale:Giovedì delle Donne Sposate, giovedì 5 febbraioGiovedì dei Cornuti, giovedì 12 febbraioSan Valentino, venerdì 14 febbraioFesta di chiusura, sabato 21 febbraioIl Carnevale entrerà poi nel suo pieno fermento con le tradizionali sfilate in maschera, vero cuore pulsante della manifestazione, che si terranno sabato 7 febbraio alle ore 19:00, domenica 15 febbraio alle ore 11:00 e martedì 17 febbraio alle ore 19:00.Anche quest’anno, la direzione filosofica e culturale è affidata ad Andrea Colamedici, che prosegue il suo percorso di rilettura contemporanea della tradizione putignanese, intrecciando arte e filosofia in un dialogo vivo e costante con la comunità e con il pubblico.IL TEMA: IL PARADOSSOIl paradosso sarà il tema dell’edizione 2026 del Carnevale di Putignano. Un concetto che, da sempre, ne rappresenta l’anima più profonda e che torna oggi come lente per osservare le contraddizioni del presente e trasformarle in slancio creativo.Come accade nel Carnevale più autentico, tutto si rovescia: mentre la natura riposa, la comunità si risveglia; ciò che è scarto diventa materia d’arte; la derisione si trasforma in celebrazione collettiva. È il mondo alla rovescia custodito da secoli dal Carnevale, uno spazio simbolico in cui il potere viene messo in discussione e la fragilità trova nuova forza.La cartapesta, simbolo di Putignano, incarna perfettamente questo spirito: leggera, ma capace di diventare imponente e monumentale. Ogni carro sarà così un paradosso, sospeso tra effimero e grandioso. Attraverso il claim Dove tutto è il contrario di tutto, il Carnevale invita a sostare in quella tensione vitale che nasce dall’incontro degli opposti: ordine e caos, tradizione e innovazione, peso e leggerezza.«Il paradosso, quando viene riconosciuto e abitato consapevolmente, diventa un dispositivo di risveglio di massa. La maschera carnevalesca ci chiede di sostare in quello spazio scomodo dove il pensiero è costretto a farsi creativo, perché le vecchie categorie non bastano più. In un'epoca che pretende coerenza a ogni costo, che esige posizionamenti netti e identità stabili, il Carnevale rivendica il diritto alla contraddizione fertile» dichiara il direttore filosofico, Andrea Colamedici. La commissione della Fondazione Carnevale di Putignano ha selezionato i progetti che daranno vita a sette grandi carri di cartapesta, pronti a sfilare nel centro cittadino durante il mese di febbraio. Ogni opera nasce da un processo di selezione attento e rigoroso, volto a tutelare la continuità della storica tecnica della carta a calco, cuore pulsante della tradizione putignanese. È un percorso lungo e paziente, che inizia dalla costruzione di una solida armatura in ferro, capace di sostenere i grandi modelli in argilla: forme originarie sulle quali, strato dopo strato, gesso, cartapesta e colla di acqua e farina prendono corpo, fino alla fase conclusiva della pittura e delle rifiniture.A rendere possibile questo lavoro sono i Mastri Cartapestai di Putignano, artigiani e artisti insieme, depositari di un sapere tecnico e di una visione creativa che si tramandano di generazione in generazione.La scelta del paradosso come tema rappresenta una sfida intensa e stimolante per i Mastri Cartapestai, chiamati a tradurre in forme, volumi e immagini le contraddizioni e gli enigmi che attraversano l’esistenza umana e la società contemporanea. Ne nasceranno progetti densi di significato, ognuno dedicato a una diversa declinazione del paradosso dei nostri tempi.Come da tradizione, i carri in gara si contenderanno il titolo di vincitore dell’edizione 2026, che verrà assegnato dalla giuria al termine delle sfilate.Il racconto visivo dei carri attraverserà temi complessi e attuali: dalla delicata questione dell’eutanasia, in cui la libertà di scelta si scontra con tradizioni consolidate e rigidità burocratiche, al fenomeno della turistificazione, che rischia di trasformare l’autenticità dei borghi pugliesi in quinte sceniche svuotate di significato.Affiorerà il paradosso dello sfruttamento animale in una società che si proclama animalista, così come quello della ludopatia, che svela un gioco della vita moderna governato da algoritmi capaci di trasformarci in inconsapevoli pedine di un sistema già scritto.Troveranno spazio anche riflessioni sulla disabilità, riletta come occasione di crescita e di trasformazione, e sull’intelligenza artificiale, che solleva forse il paradosso più inquietante del nostro tempo: l’uomo che crea macchine pensanti mentre progressivamente abdica al proprio pensiero critico.Grande attenzione sarà dedicata a un tema di drammatica urgenza come il femminicidio, che rivela la contraddizione più crudele: un amore proclamato che si trasforma in violenza mortale, mostrando come una società che si definisce moderna e libera continui invece a riprodurre antichi schemi di possesso e controllo.Accanto ai sette carri in competizione, sfileranno anche due carri fuori concorso.Il primo è Il Factotum dell’Inconcludenza, un omaggio a Putignano e alla tradizione della cartapesta che si fa riflessione ironica sulla frenesia contemporanea: il mito del “fare tutto” che si ribalta nel paradosso del non riuscire a portare a termine nulla, metafora di una società multitasking che finisce per perdersi nel disordine della propria presunta efficienza. Il secondo è Pollo, credici, realizzato dall’associazione Frallijos e firmato dai ragazzi che lo scorso anno hanno conquistato il primo posto nella categoria delle maschere di carattere, tornando quest’anno con un progetto speciale fuori concorso.Il programma degli eventi si articola in una serie di appuntamenti pensati per animare il Carnevale con linguaggi, atmosfere e pubblici diversi, tra concerti, spettacoli e format speciali. Ad aprire il programma sarà Nina Zilli, attesa sul palco il 1° febbraio con la sua voce inconfondibile, capace di fondere soul, pop e jazz con grande eleganza. Il 7 febbraio sarà invece la volta di BigMama, pronta a travolgere il pubblico con la sua energia, insieme a Madman, tra i liricisti più raffinati del rap italiano, pugliese d’origine, noto per il flow chirurgico e le metriche ardite. A chiudere questo viaggio musicale, il 15 febbraio, arriverà il Canzoniere Grecanico Salentino, che porterà sul palco i ritmi ancestrali della pizzica e del tamburello, celebrando le radici della tradizione popolare salentina.Anche il fronte show promette momenti speciali. Il 1° febbraio spazio all’ironia irriverente di Auroro Borealo, con uno spettacolo inedito che mescola un dj set di grandi classici ballabili ai suoi brani più dissacranti. Il 14 febbraio, invece, il Carnevale si tingerà di romanticismo grazie a Renzo Rubino, che celebrerà San Valentino con serenate nel centro storico insieme ai Propagginanti: incursioni musicali a sorpresa pensate per riportare la magia del corteggiamento nelle piazze di Putignano. Nella stessa serata, Rubino proporrà anche un concerto intimo e inedito, rileggendo i suoi successi in versione piano e voce.L’acquisto dei biglietti è disponibile online sul sito https://www.carnevalediputignano.it/ e presso l’infopoint in via Matteotti 6, Putignano (lunedì-sabato 10-13 e 16-20. Domenica 10-13).Giovani 11-14 anni: da 5 euroAbbonamento 4 sfilate: da 30 euroBiglietto flessibile: 19 euroBiglietto giornaliero: da 16 euroBiglietto gratuito per bambini fino a 10 anni e abbonamento per i domiciliati a 5 euro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesco Cuzzocrea"Attraverso il tuo cuore"Percorsi di coppia tra spiritualità e psicologia del contattoEdizioni Messaggero Padovawww.edizionimessaggero.itCosa tiene viva una relazione di coppia nel tempo? Come si attraversano le crisi, il silenzio, la stanchezza, senza smarrirsi? Ecco un itinerario delicato e potente che unisce spiritualità cristiana e psicologia del contatto, pensato per coppie reali: quelle che si amano ma litigano, quelle che si cercano ma si perdono, quelle che vogliono ancora scegliere l’amore… ogni giorno. Ogni capitolo è una tappa: un pensiero-chiave, una storia, una riflessione, un gesto da vivere, una preghiera da condividere. Strutturato come un percorso pratico e trasformativo, il libro accompagna la coppia a riaprire dialoghi, ritrovare l’intimità, affrontare le ferite, e riscoprire che Dio abita anche nella casa, nei corpi, nei giorni semplici.Francesco Cuzzocrea, presbitero della chiesa di Reggio Calabria-Bova dove vive il ministero di parroco, teologo del Matrimonio e della Famiglia ha insegnato Sacramento del Matrimonio, Pastorale familiare e Teologia Morale Sessuale, Matrimoniale e Familiare presso la Pontifica Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale - Istituto Teologico Pio XI di Reggio Calabria; Gestalt counselor familiare e di coppia; esperto nelle relazioni educative familiari e mediatore familiare; assistente ecclesiastico della Federazione Regionale Calabrese dei Consultori Familiari di Ispirazione Cristiana e consulente etico presso il Centro Servizi Sociali per la Famiglia Consultorio Familiare “Pasquale Raffa” di Reggio Calabria, consigliere spirituale di Equipe Nôtre Dame, assistente della Comunità La Sorgente, Cappellano presso II.PP. “G. Panzera” di Reggio Calabria. Le sue pubblicazioni principali: La danza dei cuori. Gestalt Counseling Sessuologico ed Etica cristiana (Assisi, 2022); La preparazione dei giovani al matrimonio e alla famiglia (Roma, 2006); L'amore sponsale nell'antropologia di Giovanni Paolo II (Cosenza, 2002). Ha scritto per le seguenti riviste: Consultori Familiari Oggi (Ancora), La Famiglia (La Scuola), Comunità (Missione Chiesa-Mondo), Lettera End (Equipe Nôtre Dame), La chiesa nel tempo (Laruffa).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Antiniska Pozzi"Tanto domani muori"Harper Collinswww.harpercollins.it“Casa auto lavoro / tanto domani muori”. È scritto su un muro poco lontano dalla ferrovia, nella periferia nord di Milano, vicino a casa di Anna, che ha sei anni e un rumore che le abita la testa, un cubo che rotola nel buio mentre nella stanza accanto il padre russa e la madre veglia i propri fantasmi. Al terzo piano dell’edificio in klinker marrone dove abitano, Anna osserva i suoi genitori consumarsi. È figlia di un operaio, Nino, che sognava di fare il calciatore e ora cerca la felicità nelle cose semplici, e di Adriana, che è nata in Toscana, vicino al mare, non lavora ed è segnata da una malinconia che non trova nome né sollievo, dalla costante paura della disgrazia. Una disgrazia annunciata durante l’infanzia dalla Canuta, una sorta di spettro che popola incubi e racconti familiari.Accanto a loro Anna cresce, la bambina introversa e accondiscendente si trasforma in un’adolescente piena di domande, in cerca di una voce che non sia solo eco del mondo da cui proviene, mentre gli anni Settanta trasformano il Paese. Finché le crepe del mondo si spalancano anche nella sua vita, e la tragedia, che sua madre da sempre attendeva, diventa realtà.Antiniska Pozzi ha la voce di chi è abituata a scrivere poesia, e si vede. Tanto domani muori è un libro prezioso, per la lingua, lirica e capace di colpire al cuore chi legge, per la ricostruzione di un mondo familiare e il passaggio di un’epoca, per la capacità di trasformare il dolore in arte e un romanzo di formazione in un racconto universale, in una riflessione al tempo stesso intima e politica sull’appartenenza, il lutto, il riscatto, simbolo di un’intera generazione sospesa tra sacrificio e desiderio di futuro.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Peppe Fiore"La futura classe dirigente"minimum faxwww.minimumfax.comFiglio unico napoletano trapiantato a Roma, megalomane, assediato da una selva di nevrosi erotiche, bipolare come tutte le persone di talento nell’Italia contemporanea, Michele Botta ha la sua prima vera occasione per entrare nel mondo degli adulti: viene assunto da una giovane e dinamica società di produzione televisiva. Sono gli anni Dieci del terzo millennio: gli anni del precariato culturale, della fine della tv generalista e dell’avvento delle piattaforme, gli anni della post-politica e dell’implosione del modello-Roma. Per Michele potrebbe essere il momento della svolta, e invece il suo equilibrio già traballante finisce per sgretolarsi. La ragazza lo molla, il rapporto con i genitori è un ginepraio di ostilità reciproche in cui ogni nodo è ormai arrivato al pettine, e l’emancipazione professionale è una fiction milionaria su un mitologico regista porno degli anni Ottanta, che forse non è mai esistito.Comico, caustico, eccessivo, irresistibile, La futura classe dirigente è l’attraversamento della linea d’ombra nell’era della demenzialità istituzionalizzata e della volgarità al potere. Ma anche l’analisi amara e impietosa di un paese attraverso la messa alla berlina della sua «santa trinità»: la famiglia, il sesso, la televisione.Peppe Fiore è nato a Napoli e vive a Roma. Scrittore e sceneggiatore, dopo l’esordio nel romanzo con La futura classe dirigente ha pubblicato Nessuno è indispensabile (2012), Dimenticare (2017) e Gli innamorati (2023), tutti editi da Einaudi. Ha scritto i film Ultras (Netflix, 2020) e Lovely Boy (Now/Netflix, 2021) con Francesco Lettieri, e numerose serie tv, tra cui Non uccidere (Rai/Netflix, 2015), Il nostro generale (Rai, 2023), Il re (SKY, 2022, Nastro d’Argento 2024). Ha creato la serie Piedone, uno sbirro a Napoli (SKY, 2024). Ha co-sceneggiato la serie-evento Portobello di Marco Bellocchio, (HBO-Max, 2026).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Lorenzo Monfregola"La città dei serpenti"Alessandro Polidoro Editorewww.alessandropolidoroeditore.itNella città dei Serpenti stanno comparendo dei cadaveri con una macchia argentata sul petto. La macchia è fatta di una sostanza totalmente sconosciuta. L’Intelligenza Serpente che governa l’Equilibrio della Città è in allarme: sta arrivando una nuova Grande Accelerazione? L’Agente Kajus è un assassino, un umano con il braccio destro squamato, il segno inconfondibile di chi prova la propria fedeltà ai Serpenti gettandosi nelle Vasche piene di Vipere, Cobra e Pitoni. Kajus dovrà scoprire chi si nasconde dietro ai morti con la macchia argentata. La città dei Serpenti non concede un istante di tregua, scaraventa la lingua in una fuga in avanti inarrestabile, feroce, sovversiva. Come se Céline e Miller fossero stati contaminati dal cyberpunk e dal biopunk. Come se Dick stesse correndo tra rettili di neon dopo aver assunto una tecno-droga senza nome. Come se David Peace avesse trasfuso nel romanzo di Monfregola la visionarietà elettrica del suo Tokyo città occupata.Lorenzo Monfregola (1982) è un giornalista freelance. Il suo primo romanzo è stato Gli annegati (Il Saggiatore, 2021).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Faezeh Mardani"Dovrò prepararmi a fiorire"Poetesse iraniane dal Novecento a oggiAnima Mundi Edizioniwww.animamundiedizioni.comQuesta antologia, che dà voce a Forugh Farrokhzād, Bitā Malakuti, Leila Kordbacheh, Parvin Salājeghe, Fereshteh Sāri e Grānāz Moussavi, è la prima rassegna italiana della poesia femminile di un Paese quale l’Iran da sempre abituato ad affidare al canto poetico tutte le componenti della propria vitalità esistenziale e spirituale. Attraverso i versi più significativi, per incisività di stili e contemporaneità di temi, di sei autrici imprescindibili della poesia persiana dal Novecento a oggi veniamo a conoscenza di voci potenti e originali, portatrici di un messaggio universale di coraggio, umanità, passione e bellezza. Un omaggio alla forza e alla speranza femminili, non solo iraniane.A cura di Faezeh Mardani Traduzione di Faezeh Mardani e Francesco OcchettoFaezeh Mardani insegna lingua e letteratura persiana moderna e contemporanea all’Università di Bologna. Ha conseguito il dottorato di ricerca in Studi Iranici all’Istituto Orientale di Napoli con una tesi sulla “poesia nuova persiana”. Ha curato e tradotto (insieme a Francesco Occhetto) il volume Poeti iraniani. Dal 1921 a oggi (Mondadori 2024).Francesco Occhetto è studioso di letteratura persiana classica e contemporanea. Con Faezeh Mardani ha tradotto i maggiori poeti iraniani del Novecento. Si occupa inoltre di letteratura italiana; tra le curatele in questo campo ricordiamo l’edizione dei diari inediti di Adriana Zarri intitolata La mia voce sa ancora di stelle (Einaudi, 2023).Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Gloria Vellini"Sulla Francigena"Racconti in viaggioNeos Edizioniwww.neosedizioni.itIl sole batteva sulla campagna, e la via si stendeva davanti a lui come una cicatrice viva, una ferita, di cui lui e le formiche erano il sangue. Zaino leggero, vecchi scarponi rotti, nessun supporto digitale: solo una cartina, il tracciato GPS su carta e un nome scritto in cima: Grüber. Biologo. Terrorista. Visionario. Nessuno sapeva con certezza. Il cielo era pulito, il vento portava odore di finocchietto e foglie secche. Nessuna distruzione. Nessuna invasione visibile. Solo la strada, gli insetti, e un uomo da raggiungere. Ogni tanto lungo il cammino si fermava, per tenere traccia sul diario dei segni della contaminazione: piccole colonie di formiche giganti, buche scavate nel terreno lunghe quasi due centimetri. Le ore si ripetevano come le preghiere durante un rosario: il cammino, le formiche, il vento che cullava le foglie e i pensieri. La via si apriva in silenzio davanti a lui, lasciando spazio alle riflessioni, alle congetture, alle tante domande senza risposta. E, più camminava, più qualcosa sembrava cambiare. Non c’erano città soffocate dalla vegetazione. Non c’erano morti. Anzi, lungo il cammino la vita tornava.A cura di Gloria VelliniRacconti di Martina Alberici, Luca De Mattia, Elisa Domini, Rachele Donnini, Alberto Drago, Lisa Faggian, Gea Gonnella, Giovanni Iannucci, Viola Labate, Maria Chiara Logullo, Carolina Vittoria Ostini, Lorenzo Riggio, Emma Roggeri, Sofia Sansone.Molto più di un cammino: un viaggio di scoperta e narrazione. Giovani talenti trasformano in storie l’esperienza vissuta lungo il tratto piemontese della Via Francigena, dando nuova voce a un percorso antico che vive nel presente e si proietta nel futuro.Al centro di questo progetto d’antologia nato dalla collaborazione fra l’Associazione Europea delle Vie Francigene e un gruppo di studenti della Scuola Holden, c’è appunto la Via Francigena, un itinerario europeo che unisce paesaggi, culture e generazioni di viandanti. I giovani narratori hanno percorso il tratto piemontese e trasformato le sensazioni in racconti di generi diversi, facendo tesoro della lentezza, del ritmo, dell’ascolto, dell’attenzione per i dettagli: tutto materiale che apre svariate prospettive letterarie. Ogni testo esplora la Francigena con uno sguardo originale, riflettendo paesaggio e profondità del cammino: tra dialoghi, introspezione, misteri o memoria, il viaggio diventa fucina di storie che coniugano l’oggi con la tradizione, restituendo autenticità a un patrimonio millenario. La Francigena trova così un senso rinnovato: occasione di incontro, consapevolezza ambientale, cultura narrata dai giovani, seme per la memoria del territorio, laboratorio di linguaggi preziosi per la valorizzazione di tutte le vie di cammino.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Laura Donadoni"Basta una goccia"Storie di gastronome ribelliSlow Food Editorewww.slowfoodeditore.it"Siamo gocce d'inchiostro sulla punta di una penna altrui"Sergio Claudio PerroniUn viaggio attraverso l'Italia, alla scoperta di donne che hanno saputo trasformare la loro storia personale in una forza collettiva. Donne che attraverso il lavoro della terra, la cucina e l'impresa, hanno creato prodotti eccellenti, hanno costruito nuove narrazioni di sé e del mondo che le circonda, restituendo uno spaccato potente della resilienza femminile.In queste pagine troverete la storia di Maria Grammatico, che dopo un'infanzia trascorsa tra le mura di un convento ha trovato riscatto nella dolcezza della mandorla; o di Pina Amarelli, che ha trasformato la storica fabbrica di liquirizia in un simbolo del made in Italy nel mondo. E ancora pastore, apicoltrici, chef e altre imprenditrici coraggiose.Un libro che è al tempo stesso testimonianza, ispirazione e invito a riconoscere la forza silenziosa che abita le storie femminili. Perché, spesso, per fare la differenza basta una goccia.Le donne raccontate:Giuseppina Amarelli, Maria Grammatico, Donatella Marino, Erica Mazzola, Valeria Margherita Mosca, Giovanna Musumeci, Giannola Nonino, Francesca ed Elena Paternoster, Stefania Pepe, Marina Ravarotto, Angela e Micaela Santoro, Cecilia Tessieri Rabassi.Laura DonadoniScrittrice, giornalista e wine educator, vive tra l'Italia e la California, dove ha fondato l'agenzia di comunicazione La Com Wine Agency. Ha pubblicato Come il vino ti cambia la vita (Cairo, 2020). È sommelier certificata Ais, Vinitaly International Ambassador e unica donna italiana membro del prestigioso International Circle of Wine Writers di Londra. Tra le sue collaborazioni ci sono la guida Slow Wine e i magazini Somm Journal e Tasting Panel, ed è giudice professionista in numerose wine competition a livello internazionale. Il suo blog The Italian Wine Girl e il suo profilo Instagram, che contano su una community di oltre 60mila persona, sono molto seguiti in Italia e oltreoceano.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Claudio Trognoni"Aracne"António Franco AlexandreEdizioni Ensemblewww.edizioniensemble.itFinalmente in Italia l’opera di António Franco Alexandre, uno dei maggiori poeti portoghesi contemporanei.Questo volume rappresenta la prima opera di António Franco Alexandre a essere tradotta e pubblicata in Italia. Il dato è sorprendente, se si pensa alla non trascurabile fortuna che la letteratura di un paese in fin dei conti periferico nel mercato editoriale mondiale come il Portogallo ha conosciuto presso il pubblico italiano, anche quello più ampio, e che in buona parte si deve al binomio Fernando Pessoa (visto principalmente attraverso la lente di Antonio Tabucchi) – José Saramago. Il dato assume ancor di più i contorni della singolarità se è vero che, assieme al XVI secolo, il XX secolo è unanimemente ritenuto il secolo d’oro della poesia portoghese, e che António Franco Alexandre è considerato da una consistente parte della critica patria come uno tra i maggiori poeti portoghesi viventi.António Franco Alexandre (Viseu, 1944) è una delle più importanti voci poetiche del Portogallo contemporaneo. Ha studiato matematica e filosofia in Francia e negli Stati Uniti. Rientrato in patria nel 1975 dopo la dittatura, è stato professore di filosofia presso la Facoltà di Lettere dell’Università di Lisbona. Rivelatosi come poeta negli anni ’60, ha pubblicato tredici raccolte di versi, riunite oggi nel volume Poemas, recentemente pubblicato dalla casa editrice Assírio & Alvim. Le sue opere sono state tradotte in francese e in spagnolo.Claudio Trognoni (Roma, 1985) insegna lingua e traduzione portoghese e ha tradotto in italiano opere di autori come Al Berto, Fernando Cabral Martins, Pedro Eiras e David Machado. Si occupa anche di narrativa del XX secolo, di traduttologia e dello studio delle politiche linguistiche nei paesi lusofoni. È membro del Centro de Literaturas e Culturas Lusófonas e Europeias dell’Università di Lisbona e collabora con il settore culturale dell’Ambasciata del Portogallo a Roma.Questo libro è stato pubblicato nell’ambito della Linha de apoio à tradução e edição (LATE), promossa dalla Direção Geral do Livro e dos Arquivos (DGLAB) e dal Camões, I.P.Si ringrazia per il contributo anche la Cattedra Agustina Bessa-Luís dell’Università di Roma Tor Vergata.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Francesco Vecchi"Il peso della Terra"La lotta per le materie prime che sta minacciando l'EuropaEdizioni Piemmewww.edizpiemme.it«La transizione energetica in atto punta a ridurre il consumo di petrolio, gas e carbone nei prossimi anni. Ma credo che sia estremamente pericoloso vivere nell'illusione di un mondo immateriale, quando in realtà è tutto il contrario ciò che sta avvenendo. La nostra civiltà sarà ancora più dipendente dall'acciaio, dal rame, dal silicio o dal litio, dal sale e dalla terra. Per non parlare della nuova frontiera delle terre rare. Non è in atto alcuna smaterializzazione del nostro benessere, né tantomeno si sta realizzando il sogno di un'economia circolare. Siamo sempre la solita umanità, affamata di risorse, disposta a scavare, esplorare, disciogliere, fondere e far esplodere pur di ottenerle. Il punto è chiedersi chi lo farà. Il punto è capire chi ne prenderà il controllo e acquisirà il potere di ricattare la nostra prosperità. Saremo in grado, noi europei, di difenderla? Saremo in grado di costruire le filiere e le relazioni necessarie per farlo? O saremo, inevitabilmente, colti di sorpresa?» Il peso della terra di Francesco Vecchi è un libro coraggioso, anticonformista e provocatorio che ragiona senza vezzi ideologici sul nostro presente e sul nostro futuro. Un viaggio affascinante dentro il mondo "materiale" per capire quali sono e saranno le ricchezze su cui si gioca il potere economico e geopolitico degli Stati e delle grandi multinazionali e perché alcuni Paesi sono in vantaggio rispetto ad altri.Francesco Vecchi (Milano, 1982) è laureato in Discipline Economiche e Sociali presso l'Università Bocconi. Collabora con il Corriere della Sera e con Linkiesta.it. Dopo aver lavorato al Tgcom24 e al Tg5, dal 2016 conduce Mattino 5 con Federica Panicucci, il programma quotidiano del mattino di Canale 5. È autore dello spettacolo teatrale Spredica e di due romanzi. Con il primo, Avrà l'odore delle cose nuove (Leone, 2014), ha vinto il Premio Internazionale Città di Cattolica e il Premio per la Cultura Mediterranea. Con il secondo, Il Grande Rudi (Leone, 2017), ha vinto il Premio Speciale Montefiore Romanzo dell'anno.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Cristoforo Gorno"Dioniso"Il dio dei misteriGiunti Editorewww.giunti.itQuando pensiamo a Dioniso, le prime cose che immaginiamo sono il vino, la dissolutezza, i rituali bacchici dove i partecipanti perdono la ragione per guadagnare l’estasi dei sensi. Ma il dio che conosciamo anche come Bacco è molto più di questo, ed è pronto a raccontare la sua storia. Figlio dell’amore clandestino tra Zeus e la giovane principessa tebana Semele, che muore nel metterlo al mondo, Dioniso viene respinto dalla famiglia della madre e perseguitato dalla gelosia di Era. In seguito, prende sempre più le distanze dalle altre divinità, rifiutandosi di andare a vivere sull’Olimpo e viaggiando tra i mortali, guidato dalla curiosità e dalla sua volontà di sedurre il mondo. Durante i suoi vagabondaggi conosce la bellezza dell’amore e il dolore della perdita, coltiva l’amicizia con gli uomini, gli animali e la natura selvaggia, diffonde il dono del vino e raccoglie intorno a sé un seguito di devoti, le Baccanti e i Satiri. Tuttavia, in molti dubitano di lui e del fatto che sia davvero un dio. La resa dei conti si avvicina sempre di più: Dioniso rischia di perdere tutto ciò che ha costruito… Cristoforo Gorno, autore e divulgatore storico, dà voce al dio dei misteri in un romanzo appassionante tutto da scoprire: la verità, come insegna Dioniso, si nasconde nelle pieghe della follia, di cui solo lui conosce i segreti.Cristoforo Gorno, laureato in Lettere classiche, con una specializzazione in Mitologia greca, è autore e conduttore televisivo. Ha curato molte trasmissioni, tra cui “Kilimangiaro” e “Passato e presente” (Rai 3), “Atlantide”, “Impero” e “Sfera” (La7). Dal 2015 conduce su Rai Storia una fortunata serie di programmi da lui ideati, iniziati con “Cronache dall’Antichità”, e arrivati alla nona edizione. Con Rai Libri ha pubblicato anche Cronache dall’antichità e La spia celeste.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Vincenzo Varagona"Alberto Maggi. Pane al pane"Edizioni Paolinewww.paoline.itAlla vigilia dei suoi 80 anni, un libro-intervista che accompagna il lettore nella vita di Alberto Maggi, noto biblista. Pagine che entrano nelle pieghe della sua storia, a tratti sofferta, nelle convinzioni e certezze maturate alla luce del Vangelo, nelle scelte che continuano a generare vita per molti.Montefano, provincia di Macerata, Centro studi biblici “G. Vannucci”, stanza del camino. Qui prende avvio una conversazione che attraversa senza soluzione di continuità autobiografia e grande storia, potenza della vita e mistero della morte, denuncia degli errori della Chiesa e annuncio profetico del Vangelo, piccoli aneddoti e riflessioni a tutto campo, risonanze del contatto con la vita delle persone “comuni” e dialoghi con persone “famose”.Le domande di Vincenzo Varagona – giornalista, presidente nazionale dell’Ucsi - sondano e socchiudono molte porte; le risposte di Alberto Maggi le spalancano. Ci sono gli ostacoli che ha dovuto affrontare per procedere in un cammino che lui stesso, da giovane, mai avrebbe immaginato per sé. Ci sono il suo entusiasmo per quanto la parola di Dio sa suscitare e l’interpretazione dei brani più discussi della Scrittura. C’è un cantore permanente della gioia che ha scelto l’accoglienza e che si sente sempre accompagnato dall’amore di Dio.Un libro-intervista in cui il “frate eretico” racconta di sé, della Chiesa, del mondo. E della fantasia del Padreterno. Come scrive nella Prefazione il Card. Zuppi, «Fra Alberto ha dimostrato che la fede può essere un’esperienza trasformativa, capace di risvegliare speranze e rinnovare vite, toccando il cuore di persone di ogni provenienza e situazione».Oltre alla prefazione del Card. Matteo Zuppi, il libro contiene anche una presentazione di Massimo Orlandi e una postfazione di Ricardo Pérez Márquez.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Margherita Pelaja"Le donne di piazza del fico"Edizioni Piemmewww.edizpiemme.itRoma, 1864. Luisa Stecca aiuta le donne dei rioni in una città ancora governata dal potere papale, tra vicoli polverosi, conventi, botteghe e un'umanità che sopravvive come può. Assiste gravidanze spesso clandestine e accoglie ragazze e madri di famiglia a casa sua, in piazza del Fico. Tra queste donne c'è Angela Carbone. Nata da una famiglia sfortunata, è una ragazza decisa a uscire dalla povertà che la soffoca. Con l'aiuto della sorella, Gertrude, e di una non convinta Luisa, ordisce un inganno perfetto: finge una gravidanza per legarsi al ricco cavaliere Armando Bachino, e quando nasce il figlio di Amalia, una giovane abbandonata a sé stessa, lo fa passare come suo. Ma la verità è una forza che scava e chiede di essere ascoltata. Attorno al piccolo Armando si creano tensioni, affetti, recriminazioni: la madre naturale lo rivuole, la madre adottiva lo difende, il cavaliere si scopre tradito ma incapace di rinunciare a quel bambino. E mentre Roma si avvicina alla caduta del potere temporale del Papa, anche le illusioni di Angela iniziano a sgretolarsi. Tra confessioni, rivelazioni e un vero processo, si dipana una storia di donne ferite ma ostinate, di maternità negate e inventate. Attraverso la combinazione brillante di avvenimenti realmente accaduti e documentati negli archivi ecclesiastici, Margherita Pelaja pone domande attuali sul significato di parole come famiglia, amore, appartenenza. Le donne di piazza del Fico racconta un passato lontano e riesce nel miracolo di costruire una voce urgente, elegante e attuale.Margherita PelajaHa svolto ricerche negli ambiti della storia delle donne e della storia della sessualità, pubblicando numerosi saggi e monografie. È stata fra le fondatrici di Memoria. Rivista di storia delle donne e della Società Italiana delle Storiche. Nel campo editoriale è stata autrice e redattrice presso l'Istituto della Enciclopedia Italiana Treccani e ha fondato e diretto la casa editrice universitaria Biblink editori. Nata nel 1950, vive a Roma.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
Katia Roncalli"Generatività"La vita torna a brillareEdizioni Paolinewww.paoline.itNel nuovo titolo della serie “Artigiani di”, Katia Roncalli declina la parola “generatività” come capacità di sognare, di credere realizzabile ciò che per altri è impossibile, di rendere attuale il cambiamento, senza arrendersi al fatalismo.«Come diventare artigiani di generatività, collaboratori creativi del Creatore? Ecco il segreto, paradossale solo per coloro che in questa avventura hanno scelto di non immischiarsi. L’amore si realizza morendo, offrendo la vita, quella vita che abbiamo ricevuto nuova da Cristo in persona nel giorno del nostro battesimo. Sempre siamo chiamati a scegliere se essere il tempio di Dio o la sua parodia. La sua immagine risplende in noi, ad altissima somiglianza, quando prestiamo corpo, mente e cuore all’eccedenza dell’amore».Queste poche righe, tratte dall’introduzione di Generatività. La vita torna a brillare ne riassumono pienamente il senso. Nel suo libro sr Katia Roncalli, francescana, teologa e pedagogista, mostra al lettore come la generatività non sia un metodo ma un modo di stare al mondo, un approccio responsabile e creativo alla realtà, alla luce del Vangelo. È l’arte di intuire nuove possibilità di vita e di relazione: in famiglia, nelle comunità, nel lavoro, nella scuola, nel sociale e in politica. Diventare artigiani di generatività significa concepire il tempo come possibilità di cambiamento, pregando e lavorando perché a ciascuno sia riconosciuto il diritto a vivere pienamente, nella fraternità.Non esistiamo semplicemente per adattarci al mondo ma anche per trasformarlo. Ecco una delle sfide che siamo chiamati a raccogliere. Ecco il nostro debito, esistenziale ed educativo, verso le nuove generazioni. A loro l’Autrice dedica, in conclusione del libro, una lettera in cui, tra le altre cose, scrive: «Siamo tutti artigiani di generatività. Apriamo bottega e con pazienza trasmettiamo passione per la vita, per il bello, per il futuro».Il libro fa parte della serie “Artigiani di”. Ogni titolo della serie, affidato a penne fini e creative, vuole accendere i riflettori su un valore umano e cristiano che incarna e dà concretezza alla Speranza, tema centrale non soltanto nel Giubileo ma nella storia a noi contemporanea.Acquista il libro:https://www.paolinestore.it/generativita-44050.htmlDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/il-posto-delle-parole--1487855/support.IL POSTO DELLE PAROLEascoltare fa pensarehttps://ilpostodelleparole.it/
























Ciao a tutti leggendo questo, sono sienna di Roma e voglio ringraziare questo grande incantatore che mi ha aiutato a ricongiungermi con mio marito, la parte scioccante di tutto è stata che questo incantesimo è stato fatto in meno di 3 giorni senza alcuna delusione o ritardo e consiglio a tutti avendo problemi di separazione a drwava3@gmail.com o whatsapp lui +12162022709 o viber +12066713285 non mi ha deluso e non deluderà te. contattalo oggi e ottieni le soluzioni al tuo problema
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