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Economia e lavoro: parliamone chiaro
Economia e lavoro: parliamone chiaro
Author: Gruppo Artser Confartigianato
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Capire e scoprire l'economia reale attraverso la raccolta di voci, punti di vista, ricerche, indagini congiunturali e spunti delle imprese, Parole semplici per concetti complessi perché tutti hanno il diritto di sapere per costruire il futuro
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Le nostre Pmi sono spesso gioielli di ingegno e dedizione, costruite sulla visione tenace di un imprenditore e della sua famiglia. Ma affinché questo valore sia riconosciuto pienamente dal mercato dei capitali e dagli investitori internazionali, è necessario compiere un passo ulteriore: trasformare l'intuizione in sistema.In questo nuovo appuntamento con Parliamone Chiaro, il podcast di Imprese e Territorio, Annarita Cacciamani ed Elisa Marasca affrontano un dialogo di alto profilo economico con Alberto Onetti, professore ordinario di Economia e Gestione delle Imprese all'Università dell'Insubria.Al centro del confronto non c'è solo il tema dimensionale, ma una riflessione acuta sulla cultura d'impresa. Onetti ci guida attraverso le logiche che regolano l'attrattività aziendale: un investitore cerca realtà capaci di prosperare indipendentemente dalla presenza fisica del fondatore. Si tratta di dotare l'azienda di una governance strutturata, di processi chiari e di una gestione finanziaria trasparente che ne certifichino la solidità anche agli occhi di un partner esterno.Preparare l'azienda al domani significa, dunque, proteggerla: renderla un organismo autonomo, capace di crescere e competere ben oltre la generazione che l'ha fondata. È un atto di responsabilità e di lungimiranza verso il proprio patrimonio e il territorio.Una puntata essenziale per gli imprenditori che vogliono consolidare il frutto del proprio lavoro, rendendolo leggibile e appetibile anche nelle arene più complesse dell'economia globale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Nel nuovo episodio di Parliamone Chiaro, Elisa Marasca e Annarita Cacciamani mettono a fuoco un passaggio cruciale per le Pmi: la customizzazione non è più solo un tratto identitario, ma una leva competitiva strutturale.Il “su misura” consente alle piccole imprese di presidiare nicchie e rispondere a richieste specifiche, là dove i grandi player dipendono da volumi e standardizzazione. Ma l’aumento della personalizzazione può trasformarsi in costo: cresce la complessità, si appesantiscono progettazione e ufficio tecnico, si riducono le economie di scala e diventa più difficile automatizzare.La puntata indica una direzione operativa: non l’automazione rigida, ma soluzioni flessibili e ibride, a partire dai cobot, capaci di integrarsi con il lavoro umano e adattarsi a cicli variabili. Il nodo decisivo resta però organizzativo: la flessibilità si costruisce con processi, ruoli e layout riconfigurabili, fino a modelli produttivi “a rete” che permettono di gestire prodotti diversi nello stesso impianto. Un caso nella lavorazione della lana mostra l’approccio: tecnologia come supporto all’artigiano, per migliorare tempi e qualità senza sostituire competenze.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Il passaggio generazionale non è solo una questione di ruoli o assetti formali. È, prima di tutto, un trasferimento di conoscenze tacite, relazioni e fiducia costruite nel tempo. In questa puntata di Parliamone Chiaro, Elisa Marasca e Annarita Cacciamani affrontano il tema dal punto di vista sociologico insieme a Valeria Pulignano, professoressa all’Università Cattolica di Lovanio.Il dialogo mette a fuoco ciò che rischia di andare perso quando cambia la guida di un’impresa familiare: saperi non scritti, intuizioni maturate sul campo, reti di relazioni che sostengono l’azienda tanto quanto i numeri di bilancio. Il digitale offre strumenti utili per conservare e condividere informazioni, ma non può sostituire l’apprendimento diretto, l’affiancamento e il confronto quotidiano.Ne emerge una tesi chiara: il passaggio generazionale funziona quando diventa un passaggio di memoria ed esperienza, capace di tenere insieme innovazione e continuità. Un tema centrale per le imprese che vogliono crescere senza perdere la propria identità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Le aziende stanno tornando a casa. Dopo trent'anni di delocalizzazioni spinte, catene di fornitura infinite e produzioni dall'altra parte del mondo, qualcosa si è rotto. Il Covid prima, le guerre poi, hanno dimostrato che dipendere da troppo lontano costa caro.E adesso la domanda vera è: quali territori vinceranno questa partita? Paola Mattavelli e Paola Landriani dialogano con Andrea Venegoni, professore di economia politica alla Liuc Università Cattaneo, per capire perché certe imprese nascono e prosperano in certi luoghi e non in altri. Non è questione di fortuna geografica.È questione di ecosistema: competenze che si trasmettono, università che parlano con le aziende, tradizione che incontra innovazione. Dal 2021 al 2030 le esportazioni mondiali caleranno per la prima volta nella storia. La Motor Valley emiliana e il Chilometro Rosso bergamasco hanno già capito la direzione. Altri territori stanno ancora decidendo se giocare o guardare. Il problema delle piccole e medie imprese non è la dimensione, è l'isolamento. Ma quando il sistema funziona, quel legame tra luogo e prodotto diventa il vantaggio competitivo che nessuno può copiare. Perché il Made in Italy non è solo un marchio. È un territorio che sa fare la differenza.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Le filiere corte non sono un vezzo romantico per chi rimpiange il passato. Sono un meccanismo di sopravvivenza concreto che tiene insieme imprese, comunità e capacità di reagire quando tutto cambia.Giuseppe Bettoni – professore di Geografia e Geopolitica all'Università Unitelma Sapienza di Roma – lo spiega con chiarezza nell'ultimo episodio di "Parliamone Chiaro", il podcast di Confartigianato Imprese e Territorio curato da Paola Landriani e Paola Mattavelli: la prossimità non è solo una questione di chilometri, ma di velocità nel modificare il proprio funzionamento, di creatività nel trovare soluzioni nuove, di coesione sociale che non si disperde anche quando arrivano i colpi.I numeri parlano da soli: una filiera lunga impiega dai dodici ai ventiquattro mesi per integrare un'innovazione. Una filiera corta lo fa in una frazione di quel tempo, perché le strutture sono più piccole, i rapporti diretti, le distanze brevi. E questa velocità non è un dettaglio tecnico, è competitività. È creatività. È la capacità di passare dai tessuti ai telai, dai telai ai componenti specifici, dai componenti alle rettificatrici, sempre un passo avanti rispetto a chi ti insegue. Ma c'è qualcosa di più profondo. Le filiere corte costruiscono senso di comunità in tempi in cui le persone hanno paura dell'instabilità. Tengono insieme chi ci lavora e chi ci vive intorno, modificano la cultura di un territorio, rendono più stabile la coesione sociale. E quando una comunità locale è matura – cioè sicura di chi è, capace di metabolizzare qualunque cosa arrivi senza trasformarsi in qualcosa che non si riconosce più – anche l'imprenditore trova terreno solido su cui costruire. Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
La transizione energetica non è solo una questione di buone intenzioni o di salvaguardia ambientale: è soprattutto un'opportunità economica concreta. In questa puntata di Parliamone Chiaro , Elisa Marasca e Giuliano Terenzi dialogano con Davide Panzeri , giornalista e collaboratore di Ecco, il think tank italiano indipendente dedicato alla transizione energetica e al cambiamento climatico.L'Europa non ha fatto passi indietro sugli obiettivi di decarbonizzazione: il target del 2050 rimane fermo, così come l'obiettivo intermedio del 90% di riduzione delle emissioni entro il 2040. Quello che cambia sono le "condizioni abilitanti", cioè gli strumenti finanziari, normativi e fiscali per raggiungerlo senza penalizzare le imprese.Il messaggio chiave per le Pmi? 𝐋𝐚 𝐭𝐫𝐚𝐧𝐬𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞̀ 𝐯𝐢𝐫𝐭𝐮̀, 𝐞̀ 𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞. Chi investe oggi nell'elettrificazione, nelle rinnovabili e nell'efficienza energetica può ridurre i costi operativi, ridurre la dipendenza da fornitori esterni instabili (come il gas russo) e accedere a un mercato delle tecnologie verdi che varrà 650 miliardi all'anno entro il 2030.Ma c'è un nodo cruciale: la tassazione energetica. In Italia, l'elettricità è ancora tassata molto più del gas, annullando i vantaggi dell'elettrificazione. Panzeri spiega che razionalizzare questa fiscalità significherebbe creare immediatamente un business case favorevole per le Pmi, senza bisogno di sussidi o complesse pratiche burocratiche.Il consiglio finale? Capire la convenienza, fare rete e far sentire la propria voce. Le lobby dei fossili sono organizzate da decenni. Le imprese che puntano sulla transizione devono unirsi, basarsi sui dati e reclamare il proprio interesse legittimo. Perché l'energia pulita non è un ideale: è competitività.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Il passaggio generazionale in azienda è molto più che una staffetta tra chi lascia e chi prende il testimone: è un racconto fatto di emozioni, memoria, fiducia e nuovi inizi. In questo nuovo episodio di Parliamone Chiaro, il podcast di Imprese e Territorio ideato e condotto da Annarita Cacciamani ed Elisa Marasca, ci addentriamo dietro le quinte di uno dei momenti più delicati per le imprese familiari, insieme ad Alfredo De Massis, esperto in family business.Dialogheremo sulle strategie per preservare e tramandare valori, competenze e relazioni costruite in anni di lavoro condiviso. Esploreremo cosa può rendere il ricambio generazionale un’occasione di cambiamento positivo e quando invece rischia di diventare un punto di fragilità per l’azienda. Ascolterai storie vere, consigli pratici e riflessioni utili per superare tabù, paure e incertezze.Questo episodio è pensato per chi guida un’impresa, per chi si prepara ad accoglierne il futuro e per chi vuole capire come custodire davvero l’eredità di famiglia, guardando avanti con consapevolezza. Mettiti comodo: la prossima storia, potrebbe essere la tua.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Elisa Marasca e Annarita Cacciamani affrontano in questa puntata di Parliamone Chiaro il nodo che molte piccole imprese conoscono bene ma di cui si parla poco: cosa succede quando si decide di assumere qualcuno. Non la retorica sulle risorse umane, ma i numeri concreti, le soglie che cambiano le regole del gioco, i costi che si sommano alla retribuzione e rendono difficile competere. Ilario Alvino, professore ordinario di diritto del lavoro alla Sapienza di Roma, spiega perché superare i 15 dipendenti significa entrare in un altro perimetro normativo: tutele più forti contro i licenziamenti, diritto alla rappresentanza sindacale, procedure più complesse. E perché alcune imprese scelgono deliberatamente di non crescere oltre quella soglia. La conversazione attraversa gli strumenti contrattuali che le imprese hanno a disposizione – apprendistato, contratto a termine, somministrazione – spiegando quando ciascuno conviene davvero e quando invece rappresenta solo un modo per rinviare scelte più strutturali. Alvino smonta alcuni luoghi comuni: la somministrazione costa di più dell'assunzione diretta, non di meno. Il contratto a termine non produce lavoratori più motivati, ma persone che non investono nell'impresa perché sanno di non avere futuro lì dentro. Il punto più rilevante riguarda il cuneo fiscale: le retribuzioni italiane sono sotto la media europea, ma il costo del lavoro per l'impresa schizza verso l'alto per via del carico fiscale, contributivo e assicurativo. In settori dove i margini sono stretti – logistica, servizi, lavoro intensivo – questo cuneo diventa determinante.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Il dibattito sul nearshoring è acceso: stiamo davvero riportando produzioni e fornitori più vicino a casa o stiamo leggendo, a caldo, gli effetti di shock temporanei? In questo episodio di Parliamone Chiaro (a cura di Paola Landriani e Paola Mattavelli) mettiamo ordine, con l’aiuto della professoressa Valentina Meliciani, economista, partendo da una tesi semplice: per le Pmi italiane il tema non è lo slogan, ma la capacità di prendere decisioni robuste in catene di fornitura sempre più instabili.I dati mostrano segnali di avvicinamento geografico dei fornitori, ma la tendenza non è ancora inequivoca: servono tempo e numeri per capire se sia strutturale. Intanto, nelle interviste alle imprese emergono divergenze tra medie-grandi e piccole: la Cina resta un nodo critico per entrambe, ma le Pmi segnalano persino rischi nella fornitura domestica (altri fornitori italiani), un campanello d’allarme sulla tenuta delle catene corte.Sul fronte dazi Usa, l’idea che possano “riportare a casa” la produzione non trova conferma nelle risposte: anche tra le aziende più grandi la quota che ipotizza ricollocazioni resta intorno al 2–3%, troppo bassa per parlare di svolta.C’è poi un fenomeno sottotraccia ma decisivo: il “far-shoring” europeo. Dal 2008 l’Ue assorbe meno prodotti “fatti in Europa” e ne esporta di più fuori dall’Unione: un paradosso che penalizza le Pmi, per cui Germania e Francia sono mercati naturali più accessibili di Usa, India o Cina. La lezione è chiara: senza un Mercato Unico più forte, capace di sostenere domanda interna e investimenti, le Pmi faticano a trovare sbocchi vicini e affidabili.Infine, il cuore operativo: robustezza vs resilienza. Avere “molti fornitori” riduce il rischio di fermo (robustezza), ma la frammentazione indebolisce i rapporti e rallenta l’uscita dallo shock; mantenere partnership consolidate accelera la ripartenza (resilienza), ma espone a interruzioni se il fornitore si blocca. Non esiste una ricetta unica: settori “non essenziali” possono accettare stop brevi in cambio di una ripresa più rapida; in quelli critici la diversificazione è obbligatoria.Questo episodio offre criteri concreti per scegliere oggi—non slogan—tra vicinanza, diversificazione e relazioni di lungo periodo. Perché, per le Pmi, strategia significa continuità produttiva e mercati accessibili, qui e ora.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Le nostre Pmi continuano a vincere una guerra che sembrava persa in partenza. Mentre tutti piangevano per l'invasione cinese, i nostri prodotti hanno fatto una cosa semplice: sono rimasti inimitabili. Ma attenzione - non per i motivi che credi. In questa puntata di "Parliamone Chiaro", Paola Landriani e Paola Mattavelli dialogano con Salvatore Rebecchini, esperto di commercio internazionale e docente all'Università degli Studi Internazionali di Roma, che smonta una per una le paure degli ultimi vent'anni.Il professore rivela perché persino i francesi di Lvmh vengono in Italia a "rubare" il nostro segreto e perché il Prosecco - fatto da centinaia di piccoli produttori sconosciuti - è diventato un brand globale mentre i colossi industriali arrancano.La vera sorpresa nell'intervista? La ricetta della resistenza non sta nella protezione, ma nell'esatto contrario. Una strategia che va contro tutto quello che senti dire in giro sui dazi e le guerre commerciali. Un podcast di quattordici minuti che ti cambierà idea su cosa significa davvero competere nel mondo globale. E su come le piccole imprese possano battere i giganti senza diventare giganti.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Geopolitica e Pmi: un binomio che fino a poco tempo fa sembrava impossibile. Per molto tempo la geopolitica è rimasta fuori dal radar delle imprese, soprattutto quelle più piccole. Era una cosa da stati, da ministeri, da grandi equilibri mondiali.Oggi però non è più così. Il professor Marco Valigi dell'Università Cattolica, autore di "Geopolitica per le imprese", spiega perché in un mondo frammentato, con leadership che parlano lingue sempre diverse e scenari che cambiano nel giro di pochi anni, anche la piccola impresa deve imparare a leggere il contesto geopolitico. Non si tratta di diventare esperti di relazioni internazionali, ma di sviluppare una mentalità diversa: «Testa alta, sguardo ampio, respiri profondi».La differenza sta nell'approccio. C'è chi naviga a vista, aspettando che le opportunità si manifestino per poi reagire, e chi invece legge il contesto per costruire autonomamente la propria strategia. Due modi completamente diversi di fare imprenditoria, che richiedono coraggio, pianificazione e consapevolezza totalmente differenti.La sfida non è avere strumenti sofisticati, ma acquisire "strumenti analitici nuovi" perché, come dice Valigi, «se voglio essere coraggioso ma affronto il nuovo con strumenti vecchi, non avrò risposte adeguate». Il vero rischio oggi è non decidere, restare fermi, fare come si è sempre fatto sperando che il mondo torni normale. Ma quel mondo lì non tornerà più. Il podcast è a cura di Paola Landriani e Paola Mattavelli per "Imprese e Territorio".Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Il professor Giuliano Noci del Politecnico di Milano lancia un "urlo" alla società: mai nella storia moderna si è verificata una convergenza così devastante di fattori di cambiamento.LE CINQUE FORZANTIDemografia: l'Europa perde 100 milioni di abitanti, l'Africa raddoppia. Chi farà l'artigiano?Intelligenza artificiale: "È come l'aria, dove non ci sarà porterà l'asfissia alle imprese". L'Italia è molto indietro.Più pressione ambientale, crisi della globalizzazione e caos geopolitico.IL PUNTO Un cambiamento strutturale che impone a tutti - imprenditori, professionisti, cittadini - di svegliarsi. Il disordine non si affronta da soli, ma costruendo reti di conoscenza e competenza. Ascolta il nuovo episodio di Parliamone chiaro curato dalle nostre Paola Landriani e Paola Mattavelli per Imprese e Territorio.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Molte imprese aprono profili social perché “bisogna esserci”, e lì si fermano. Il risultato? Pagine abbandonate, contenuti copiati male e like della zia del titolare. Eppure oggi i social possono diventare uno strumento decisivo anche per artigiani e piccole imprese, a patto che vengano usati con una strategia, non con l’ansia di inseguire l’ultimo trend. In questo episodio parliamo di come i canali social possono diventare canali di comunicazione autentica e non solo vetrine polverose. E lo facciamo con Cristina Simone – consulente, formatrice e docente di social media e influencer marketing – che ci aiuta a distinguere l’esserci dal saperci stare. Una strategia social funziona solo se parte da alcune domande fondamentali: chi sei? A chi vuoi parlare? Quali sono i tuoi obiettivi reali? Quali contenuti puoi offrire che abbiano un senso per chi ti segue? Che tono vuoi usare per parlare al tuo pubblico?Parliamo anche di errori tipici: aprire tutti i social contemporaneamente senza riuscire a gestirli, cambiare stile a ogni post, pubblicare solo quando si ha “qualcosa da dire”. Less is more non è uno slogan: è sopravvivenza digitale. Cristina ci porta anche alcuni esempi pratici di piccole imprese che hanno scelto una presenza minimale ma efficace, capace di generare valore, dialogo e perfino vendite. La parola d’ordine è “struttura”: anche con poche risorse, se si sa dove si vuole andare, si può partire subito nel modo giusto. Non servono budget enormi, serve chiarezza. E serve accettare che “essere social” non è pubblicare un post ogni tanto, ma costruire relazione, visione e continuità.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Andrea Garnero, economista dell’Ocse, per affrontare una domanda scomoda ma urgente: perché le imprese che competono solo sul prezzo sono destinate a perdere? Attraverso analisi lucide e spunti concreti, si parla di stagnazione salariale, produttività ferma e del coraggio necessario per immaginare modelli produttivi capaci di trattenere talenti e creare valore vero. Non è un episodio di slogan, ma una bussola per chi vuole costruire una cultura aziendale più solida, innovativa e sostenibile.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Un territorio può essere ricco di infrastrutture, competenze e servizi. Ma se manca il legame tra chi fa impresa, chi amministra e chi vive quel territorio, l’attrattività resta solo sulla carta. Nel secondo episodio di Parliamone Chiaro, Paola Mattavelli e Paola Landriani ne parlano con Dario Musolino, economista regionale, per andare oltre le apparenze e scoprire cosa c’è davvero dietro un territorio attrattivo.La risposta non è (solo) nei numeri, ma nelle connessioni: tra imprese, tra istituzioni, nella qualità delle relazioni che fanno sistema. Un distretto funziona quando è vivo, coeso, in dialogo costante. Perché un territorio attrattivo non è solo quello che ha, ma quello che fa ogni giorno, con chi lo abita.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Cos’è davvero l’attrattività di un territorio?E perché è così centrale per imprese, competenze e sviluppo locale? In questo episodio di Parliamone Chiaro, le nostre Paola Mattavelli e Paola Landriani dialogano con la professoressa Maria Prezioso (Università di Roma Tor Vergata), esperta di geografia economica e pianificazione, per capire cosa significa rendere un territorio competitivo senza rinunciare a identità, sostenibilità e coesione. Scopriremo perché infrastrutture e incentivi non bastano, e perché la coesione sociale è una vera infrastruttura.E soprattutto, perché l’attrattività non nasce per caso, ma da scelte strategiche, condivise e lungimiranti.📌 Un podcast per chi fa impresa, per chi amministra e per chi crede che il futuro dei territori si costruisca oggi.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
In questo primo episodio, Elisa Marasca e Giuliano Terenzi ci accompagnano dentro un cambiamento cruciale: la trasformazione dei social network in strumenti strategici per l’impresa, a partire da LinkedIn.Perché questo episodio cambia il nostro modo di fare cultura d’impresa?Perché parla alle Pmi con parole semplici ma profonde. Perché rifiuta le scorciatoie e affronta una verità chiara: oggi, per farsi scegliere, non basta esserci. Serve distinguersi. Con l’esperienza della giornalista e consulente Giuliana Carosi, scopriamo:Come costruire contenuti autentici e utiliQuali sono i post che generano vero valorePerché la qualità delle interazioni conta più dei likeCosa significa avere una strategia editoriale sostenibileIl valore dei dipendenti come brand ambassadorUn episodio pensato per chi vuole usare LinkedIn non solo per apparire, ma per costruire connessioni che durano. Per chi sa che il digitale è una sfida culturale prima ancora che tecnologica.🎧 Parliamone Chiaro è il podcast di Confartigianato Imprese e Territorio che unisce teoria e pratica, università e impresa, con uno scopo: creare cultura d’impresa accessibile, aperta e concreta.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Il "fiuto" non basta più: per restare competitivi, servono i dati.Come le Pmi possono usare la contabilità analitica per prendere decisioni più mirate?Come trasformare i numeri in strumenti di crescita?Quali benefici concreti porta una gestione finanziaria basata sui dati?Giuseppe Marzo ci guida in questo viaggio curato dalla nostra Elisa Marasca dimostrando che anche le piccole imprese possono crescere e ridurre i rischi puntando su una cultura del dato.Non perdere il nuovo podcast di Imprese e TerritorioDiventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
In questo episodio, curato da Giuliano Terenzi, esploriamo come le piccole e medie imprese possano sfruttare i dati digitali per individuare nuovi mercati e migliorare le performance aziendali.Con il professor Luca Molteni, esperto di business analytics e docente all'Università Bocconi, analizziamo:Il valore della digitalizzazione per rimanere competitivi, con uno sguardo al ritardo italiano rispetto alla media europea.Gli strumenti essenziali, come ricerche di marketing mirate e piattaforme CRM, per raccogliere dati e ottimizzare relazioni e strategie.Le potenzialità delle nuove tecnologie, dall'intelligenza artificiale agli advanced analytics, per trasformare i dati in decisioni strategiche.Un episodio che combina teoria e pratiche concrete, offrendo spunti utili a chiunque voglia portare la propria impresa verso il futuro digitale.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.
Come possono le Pmi affrontare le sfide della supply chain in un contesto globale turbolento? Le incertezze geopolitiche, i cambiamenti climatici e le nuove normative impongono alle piccole e medie imprese un ripensamento delle proprie strategie di approvvigionamento.Oggi, adattarsi significa crescere: scopri come con la nuova puntata di Imprese e Territorio, curata da Elisa Marasca, che intervista il professor Federico Caniato.Tecnologie emergenti, come AI e stampa 3D, possono fare la differenza per le Pmi?Caniato ci guida nell’esplorazione di strumenti innovativi che permettono di migliorare la flessibilità e la sostenibilità della catena di fornitura, aiutando le imprese a distinguersi dai fornitori generici. È possibile oggi diventare partner affidabili e innovativi? Questa puntata racconta come!Le direttive europee sulla sostenibilità rappresentano un ostacolo o un'opportunità? La nuova normativa impone monitoraggi dettagliati lungo tutta la supply chain, ma può trasformarsi in un vantaggio competitivo per le Pmi che sapranno dimostrare trasparenza e responsabilità.Caniato illustra come queste iniziative aprano nuove opportunità per chi riesce a garantire pratiche virtuose, favorendo la collaborazione tra i partner della catena.Diventa un supporter di questo podcast: https://www.spreaker.com/podcast/economia-e-lavoro-parliamone-chiaro--5088390/support.























