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Champagne Talk
Champagne Talk
Author: Champagne Society
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© Champagne Society
Description
Champagne Talk è il podcast dedicato a tutti gli appassionati di Champagne
Su Champagne Talk troverai diversi format, fra cui:
Talk - Interviste e conversazioni con i nostri Expert e ospiti speciali
Prime Visioni - Le degustazioni live di Champagne Talk
Viaggio nei Grand Cru - Un percorso tra Storia e Geologia tra i villaggi più iconici della Champagne
Storie di Maisons - Storie e aneddoti affascinanti sulle più conosciute Maisons della Champagne
Rimani aggiornato: seguici su IG https://www.instagram.com/champagnesociety.it
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Talk - Interviste e conversazioni con i nostri Expert e ospiti speciali
Prime Visioni - Le degustazioni live di Champagne Talk
Viaggio nei Grand Cru - Un percorso tra Storia e Geologia tra i villaggi più iconici della Champagne
Storie di Maisons - Storie e aneddoti affascinanti sulle più conosciute Maisons della Champagne
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198 Episodes
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In questa puntata di Prime Visioni continuiamo il viaggio nella Maison Taittinger, questa volta attraverso il Prestige Rosé, una cuvée che permette di raccontare territori, tecniche e sfumature diverse rispetto allo stile classico della Maison – storicamente legata allo Chardonnay.Un episodio che racconta la natura più affascinante e contemporanea del rosé firmato Taittinger, tra precisione tecnica, finezza aromatica e un sorso dalla piacevolissima persistenza.
In questa puntata di Storie di Maisons raccontiamo il Domaine Alexandre Bonnet attraverso la storia dell’Aube e della Côte des Bar, un territorio a lungo consideratoperiferico e costretto a lottare per il diritto di chiamarsi Champagne.Il racconto parte da Troyes, città medievale al centro delle grandi fiere europee, e attraversai secoli fino alla crisi del primo Novecento, quando l’Aube viene esclusa dalla delimitazioneufficiale della Champagne. Una decisione che porta alla rivolta del 1911 e allo slogan diventato simbolo di un’intera regione: Champagne ou la mort.Un episodio che intreccia storia, geologia kimmeridgiana, identità contadina e memoria collettiva, raccontando un territorio che ha trasformato una ferita in carattere e un domaine che ne custodisce l’eredità.
In questa puntata di Prime Visioni faremo un viaggio nella storia e nello stile di una delle Maison più importanti della Champagne: Taittinger. Con Chiara Giovoni e Manlio Giustiniani ripercorriamo le origini familiari, i passaggi cruciali che hanno segnato la crescita della Maison e l’evoluzione del suo stile, oggi guidato da Vitalie Taittinger e dallo chef de caveAlexandre Ponnavoy.La degustazione è dedicata alla cuvée simbolo della Maison: Taittinger Brut Prestige, il vino più rappresentativo e diffuso del brand, ambasciatore del suo stile nel mondo.Un episodio dedicato a chi vuole conoscere da vicino una delle firme più riconoscibili dellaChampagne, attraverso storia, visione e calice.
In questa puntata di Prime Visioni raccontiamo e degustiamo Ayala Collection N°16, una cuvée sperimentale che amplia il concetto di Blanc de Blancs attraverso il recupero e la valorizzazione dei vitigni bianchi storici dellaChampagne.Il racconto parte dalla storia della Maison Ayala, fondata nel 1860 ad Aÿ da Edmond de Ayala, figura centrale nello sviluppo della Champagne moderna e tra i membri fondatori delle istituzioni che ancora oggi regolano la denominazione, un percorso che ha reso Ayala una delle maison più attenteallo Chardonnay, senza rinunciare alla sperimentazione.Una degustazione che esplora equilibrio, sapidità e complessità aromatica, offrendo uno sguardo raro su come i vitigni “dimenticati” possano contribuire auna visione contemporanea e filologica dello Champagne.Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo e raccontiamo il Blanc de Blancs 2018 di Ayala, una delle cuvée simbolo della maison e la prima edizione millesimata di questo Champagne 100% Chardonnay.L’episodio parte dalla storia e dall’identità di Ayala all’interno della famiglia Bollinger, dove la Maison rappresenta l’anima dello Chardonnay, in contrapposizione allo stile più tradizionalmente legato al Pinot Noir. Un racconto che attraversa il recente cambio di passo della Maison, avviato dal2007, orientato a precisione, pulizia e coerenza stilistica.Al centro della degustazione c’è l’annata 2018, con uve provenienti esclusivamente da Grand Cru e Premier Cru, un dosaggio Extra Brut e un lungo affinamento sui lieviti. Un Blanc de Blancs che mette insieme tensione, freschezza e sapidità, ma anche volume e maturità, restituendo una visioneampia e stratificata dello Chardonnay.Una puntata dedicata a chi vuole comprendere come il lavoro di assemblaggio parcellare e la lettura del millesimo possano raccontare più territori in un’unica bottiglia, mostrando l’evoluzione e la profondità dello Champagne nel tempo.Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni.
In questa puntata di Storie di Maisons ripercorriamo la storia della Maison Henriot, partendo da una decisione presa all’inizio dell’Ottocento da una giovane vedova: ApollineGodinot-Henriot.Il racconto affonda le radici nel Seicento, tra migrazioni forzate, guerre e commerci, fino ad arrivare all’eredità intellettuale del canonico Jean Gaudinot, figura chiave per lo studio della viticoltura in Champagne. Da questa base nasce, nel 1808, la fondazione della Maison e una visione fondata su conoscenza del terroir, eleganza e continuità.La puntata segue l’evoluzione della famiglia Henriot attraverso matrimoni strategici, espansioni viticole e momenti di crisi, soffermandosi sul passaggio decisivo del 1880 cheunisce Montagne de Reims e Côte des Blancs, dando forma allo stile Henriot basato sull’equilibrio tra Pinot Noir e Chardonnay.Un episodio che attraversa oltre due secoli di storia, fino ai giorni nostri, raccontando una Maison che ha saputo preservare la propria identità attraverso generazioni, mantenendo vivo il legame tra territorio, memoria e visione.
In questa puntata di Prime Visioni ci spostiamo a Cramant per raccontare e degustare Le Bateau 2016 della famiglia Bonnaire, uno Champagne di lieu-dit che nasce da una precisa volontà di esplorare e valorizzare le diverse espressioni dello Chardonnay Grand Cru.L’episodio parte dal significato stesso di lieu-dit, ripercorrendo l’origine storica dei toponimi e il ruolo del catasto napoleonico, per arrivare al progetto avviatoda Bonnaire dal 2015: un lavoro di vinificazione parcellare pensato per raccontare le singole identità del territorio, culminato nella gamma di lieux-dits.Al centro della degustazione c’è Le Bateau 2016, uno Chardonnay 100% affinato con tirage liège, una scelta tecnica complessa che prevede la presa di spuma con tappo di sughero e operazioni manuali in fase di sboccatura. Unadecisione che incide profondamente sul profilo del vino e sulla sua evoluzione.Nel calice emergono struttura, sapidità e una forte impronta gessosa, con richiami iodati che rimandano alla “Mémoire de l’Océan”: la memoria marina custodita nei suoli calcarei di Cramant, antichi fondali marini oggi tradotti in tensione e profondità gustativa.Una puntata dedicata a chi vuole comprendere cosa significa davvero Champagne di parcella, tra storia, tecnica e interpretazione del terroir.Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni
Oggi vi portiamo alla scoperta di Les Harengs 2021 della Maison BonnaireAscolta la nuova puntata di Prime Visioni
In questa puntata di Prime Visioni torniamo a raccontare la Maison Leclerc Briant, approfondendo il suo lavoro sui lieux-dits attraverso la degustazione di Les Carelles 2018, una parcella di soli 0,22 ettari a Les Mesnil-sur-Oger.L’episodio parte dal valore del terroir e della biodinamica, intesa non come elemento di comunicazione ma come pratica radicata nel DNA della maison fin dagli anni Ottanta. Raccontiamo il lavoro in vigna e in cantina, dalla pressatura delicata alle vinificazioni parcellari, fino alle scelte sui contenitori, sempre orientate alla ricerca di purezza ed espressione del luogo.Al centro c’è il millesimo 2018, analizzato nella sua espressione climatica e stilistica, e il racconto di cosa significa isolare un lieu-dit: riconoscere una parcella con una personalità così forte da meritare una vinificazione dedicata.Una degustazione che attraversa suolo, altitudine, esposizione e vinificazione, per capire come nasce uno Champagne di parcella e perché vini come Les Carelles raccontano il territorio con precisione, tensione ed eleganza.🎧 Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo e raccontiamo il Millésime 2019 di Leclerc Briant, una Maison di Epernay con una lunga storia e una visione fortemente orientata all’innovazione.Partiamo dalle origini della Maison, dal suo approccio pionieristico alla biodinamica e da una filosofia produttiva discreta ma coerente, per arrivare al lavoro in vigna e in cantina: vinificazioni parcellari, sperimentazione sui contenitori, attenzione all’energia dei materiali e rispetto profondo del terroir.Al centro dell’episodio c’è l’annata 2019, analizzata nel suo andamento climatico e nelle sue espressioni nel calice: un millesimato composto da Pinot Noir e Chardonnay, vinificato in parte in legno, con dosaggio minimo e una forte impronta di freschezza, equilibrio e tensione.Una degustazione che diventa racconto, tra stile, annata e visione produttiva, dedicata a chi vuole conoscere più da vicino una Maison spesso citata per una singola cuvée, ma molto più ricca e complessa nella sua identità.🎧 Ascolta la nuova puntata di Prime Visioni.
In questa puntata di Storie di Maisons attraversiamo oltre otto secoli di storia per raccontare una delle grandi case familiari della Champagne: Taittinger.Dalle origini medievali dei Conti di Champagne alle crayères gallo-romane di Reims, dalla Grande Guerra all’intuizione di Pierre Taittinger, fino alla definizione di uno stile riconoscibile basato sull’eleganza dello Chardonnay.L’ultima parte è dedicata alla Taittinger contemporanea: Pierre-Emmanuel, Clovis e Vitalie Taittinger, il passaggio generazionale, il patrimonio viticolo, il lavoro di cantina e la gestione di una Maison che ha mantenuto nel tempo una visione coerente.Un episodio che ricostruisce la storia di Taittinger attraverso documenti, luoghi e figure chiave, mostrando come una Maison familiare abbia costruito nel tempo uno stile coerente e riconoscibile.
Ultima tappa del nostro viaggio nei Grand Cru della Champagne.In questo episodio ci fermiamo a Les Mesnil-sur-Oger, uno tra i villaggi più conosciuti della Côte des Blancs, per ripercorrerne storia, suoli e interpretazioni. Dal racconto del Clos du Mesnil e della sua lunga vicenda, alle scelte della Maison Krug, fino al ruolo centrale di Salon nella costruzione del mito di questo territorio.Parliamo di annate, di decisioni produttive, di uscite sul mercato, ma soprattutto di geologia, esposizioni e stile, per capire cosa rende Les Mesnil riconoscibile nel tempo: vini tesi, verticali, capaci di grande longevità.Un episodio che chiude il percorso nei Grand Cru e lascia spazio a nuove domande, curiosità e voglia di continuare a esplorare la Champagne dal vivo.🎧 Ascolta l’ultima puntata del viaggio nei Grand Cru
In questo episodio di Prime Visioni esploriamo una nuova voce della Champagne: quella delMeunier.Con Le Ciergelot Joseph Perrier mostra la forza di un vitigno spesso silenzioso, capace oggi di esprimere identità, purezza e carattere.Un invito a guardare la Champagne da un punto di vista inedito.
In questa puntata di Prime Visioni ci immergiamo in uno degli Champagne più iconici e leggendari della regione: Comtes de Champagne, la cuvée de prestige della Maison Taittinger.Il racconto parte dalle origini medievali dei Comtes de Champagne, dalle fiere che resero prospera la regione e dalla figura affascinante di Thibaut IV, conte, poeta, crociato eprotagonista delle leggende legate allo Chardonnay e alle rose di Damasco.Una storia che la famiglia Taittinger ha scelto di onorare dedicando proprio ai Comtes la sua cuvée più prestigiosa, affinata nelle antiche crayères gallo-romane dell’Abbazia diSaint-Nicaise – oggi patrimonio UNESCO.La degustazione è dedicata all'annata 2014, uno Champagne 100% Chardonnay proveniente da cinque Grand Cru della Côte des Blancs: Avize, Le Mesnil, Oger, Cramant eChouilly.Un episodio dedicato agli appassionati che vogliono conoscere da vicino una delle cuvée più riconosciute al mondo: un Blanc de Blancs capace di coniugare finezza, profondità ed evoluzione, oggi e per i prossimi decenni.
Dopo le pendenze e i contrasti della Montagne de Reims, la Côte des Blancs rivela un paesaggio diverso: armonioso, omogeneo, quasi perfetto.Qui i suoli gessosi si susseguono per chilometri, dando vita a Champagne freschi, eleganti, rotondi, con una bella mineralità.Rispetto alla Montagne, le differenze tra i Grand Cru sono più sottili, come variazioni su uno stesso tema: piccole sfumature di esposizione, altitudine, mano del produttore.È un territorio che parla piano, ma con precisione, dove lo Chardonnay trova una sua espressione riconoscibile.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo il Rosé de Macération di Alexandre Bonnet, una delle cuvée più identitarie del domaine di Les Riceys, villaggio unico in Champagne per storia, tradizione e terroir.Si tratta di un rosé ottenuto da macerazione sulle bucce — il metodo storico della regione — capace di restituire colore, aromi e una presenza tannica che lo rendono molto diverso dai rosé d’assemblage più diffusi.Cosa scoprirete insieme a noi:Perché Les Riceys è considerato uno dei cru più affascinanti e complessi dell’AubeLa differenza tra Rosé de Macération e Rosé d’AssemblageIl ruolo storico di questo stile nella Champagne e il suo legame con la tradizione localeLa visione del domaine Alexandre Bonnet e il suo lavoro sulla sostenibilitàCome la macerazione esalta il frutto, la materia e la componente tannica del Pinot NoirLe caratteristiche dell’annata 2020 e il contributo del terroir kimmeridgiano in sapidità e strutturaGli abbinamenti possibili, dalla charcuterie ai piatti più ricchiUn episodio che racconta uno stile antico e sorprendente, ricco di colore, frutto e energia territoriale: il Rosé de Macération nella sua forma più pura.
Ad Avize, nel cuore Crayeux della Côte des Blancs, la Champagne parla con la voce dei suoi vignerons.È qui che troviamo alcuni tra i nomi più iconici — Jacques Selosse, Pascal Agrapart, De Sousa — custodi di una visione autentica e artigianale del vino.Un racconto che apre le porte a un tema affascinante e poco conosciuto: come funziona davvero la proprietà delle vigne in Champagne.Tra regole, tradizioni e storie di famiglie, un episodio che ci accompagna dentro l’anima più protetta — e complessa — della regione.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo la cuvée 7 Cépages di Alexandre Bonnet, una delle etichette più particolari del domaine di Les Riceys.La cuvée nasce dall’assemblaggio dei sette vitigni storici della Champagne — Pinot Noir, Chardonnay, Meunier, Pinot Blanc (Blanc Vrai), Pinot Gris (Formentaux/Bure), Arbanne ePetit Meslier — tutti vinificati separatamente, con pressature lente, fermentazione malolattica naturale e affinamento di 36 mesi sui lieviti.Cosa scoprirete insieme a noi:Il legame tra Alexandre Bonnet e il territorio di Les Riceys, uno dei cru più estesi dell’AubeLa filosofia sostenibile del domaine, certificato VDC e HVEL’identità dei vitigni rari e il ruolo che giocano nell’equilibrio della cuvéeLe caratteristiche dell’annata 2020, calda ma qualitativamente eccellenteLe note di degustazione: frutto, fiori, energia salina e la riconoscibile impronta del terroir kimmeridgianoUn episodio dedicato a uno Champagne raro (8.856 bottiglie prodotte e 100 magnum), capace di raccontare storia, terroir e sensibilità contemporanea.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo Blanc Souverain di Maison Henriot, una cuvée 100% Chardonnay pensata come “passepartout di eleganza”: uno Champagneluminoso, versatile, perfetto in molti momenti della giornata.Partendo dalla storia di Apolline Henriot (fondatrice nel 1808) e del legame di famiglia con l’abbé Gaudinot – figura chiave per i progressi agronomici in Champagne – ripercorriamocome lo Chardonnay sia entrato nel DNA della Maison attraverso il matrimonio con Marie Marguet, proprietaria di vigneti Grand Cru nella Côte des Blancs. Da lì nasce l’idea di una cuvée dedicata allo Chardonnay, costruita su 12 villaggi tra Côte des Blancs, Montagne de Reims, area di Sézanne e Vitriat: un piccolo “compendio” dello Chardonnay di Champagne.Cosa scoprirete insieme a noi:la storia di Maison Henriot, da Apolline alle origini dello Chardonnay in casa HenriotPerché il vecchio Blanc de Blancs è diventato Blanc Souverain e cosa racconta questo cambio di nomeLa filosofia della cuvée: 12 villaggi e tante sfumature di Chardonnay in un’unica interpretazioneIl ruolo di Alice Tétienne e l’attenzione alla biodiversità e al suoloLe caratteristiche della vendemmia 2018 e il contributo dei vini di riserva alla struttura e alla lunghezza del sorsoIl profilo di Blanc Souverain: finezza, luminosità, equilibrio e una bevibilità “da qualsiasi momento”Un episodio dedicato a uno Chardonnay di grande eleganza, che unisce storia di famiglia, sguardo femminile e una Champagne fatta di luce e sfumature.
In questa puntata di Prime Visioni degustiamo Esprit Nature di Henri Giraud.Partendo da oltre 400 anni di storia – dalle origini della famiglia Hémart nel 1600 fino alla guida moderna di Claude Giraud e Sébastien Le Golvet – ripercorriamo l’evoluzione della Maison, il ruolo di Aÿ come cuore storico della Champagne e l’innovazione sul legno dellaforesta di Argonne.Cosa scoprirete insieme a noi:La storia e l’identità del domaine Henri Giraud e del villaggio di AÿIl lavoro pionieristico sul legno di Argonne: parcelle, billon, tostatura a vapore e fondi in porcellana.Il significato profondo di “Esprit Nature” e perché qui “nature” non indica l’assenza di dosaggio.Il ruolo della réserve perpétuelle e delle cuve interrate nel mantenere freschezza e regolarità.Il profilo di Esprit Nature: precisione, pienezza, grip e la firma riconoscibile del Pinot Noir di Aÿ.Come questa cuvée, pur essendo il “vino di ingresso”, chiuda spesso le degustazioni in Maison per la sua freschezza e forza espressiva.Un episodio dedicato a una cuvée che porta nel bicchiere lo “spirito di casa” Henri Giraud: tecnica, memoria e visione contemporanea.























