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5 Minuti Su...

Author: Anima Sgr

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5 Minuti Su è il podcast che ti porta al cuore della finanza in modo chiaro, rapido e autorevole.In ogni episodio affrontiamo un tema diverso — dagli investimenti ai mercati, dalla gestione del risparmio alla finanza personale — con il contributo di esperti del settore che offrono analisi concrete, spiegazioni semplici e spunti pratici.Cinque minuti per capire meglio ciò che conta davvero: dati, scenari, rischi e opportunità raccontati senza tecnicismi inutili, ma con competenza e precisione.Se vuoi restare aggiornato e prendere decisioni più consapevoli, 5 Minuti Su è il tempo giusto per iniziare.
14 Episodes
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Le perdite fanno più male dei guadagni equivalenti: non è una sensazione, è uno dei risultati più solidi della finanza comportamentale. Quando siamo in guadagno tendiamo a essere prudenti e a "portare a casa" il risultato; quando siamo in perdita, al contrario, diventiamo più aggressivi e rischiosi, perché accettare una perdita certa è psicologicamente difficile. Da qui nasce l'effetto di disposizione: vendiamo troppo presto i titoli in guadagno e teniamo troppo a lungo quelli in perdita, aspettando di "tornare in pari". Durante i ribassi di mercato questa asimmetria si amplifica: la volatilità non è solo una misura statistica, è un'esperienza emotiva. Un portafoglio costruito senza tener conto dell'avversione alla perdita rischia di essere abbandonato proprio nel momento sbagliato — e una buona strategia mollata a metà strada vale poco. Nei mercati non reagiamo ai numeri, ma al significato che gli attribuiamo: per questo la disciplina non serve a eliminare le emozioni, ma a evitare che diventino l'unico criterio di decisione. Ci racconta tutto Enrico Maria Cervellati, esperto di finanza comportamentale. 
Quando prendiamo una decisione di investimento, siamo convinti di analizzare le informazioni in modo oggettivo. Pensiamo di valutare tutti i dati, gli scenari, le alternative possibili. In realtà, molto spesso accade qualcosa di diverso: tendiamo a cercare informazioni che confermano ciò che abbiamo già deciso o con il nostro punto di vista. È il bias di conferma, cioè la tendenza a selezionare, interpretare e ricordare solo le informazioni coerenti con le nostre convinzioni, ridimensionando o addirittura ignorando quelle che le mettono in discussione. Enrico Maria Cervellati, esperto di finanza comportamentale, ci racconta tutto di questo bias, che non è affatto un errore occasionale.
Nei mercati finanziari c’è un rischio che non compare nei grafici, non si misura con la volatilità e non è scritto nei prospetti. Quando investiamo, siamo spesso convinti di essere equilibrati e razionali, e in parte è vero, ma c’è un elemento che spesso sottovalutiamo: l’eccessiva fiducia in noi stessi. In gergo si chiama overconfidence ed è la tendenza a sovrastimare le proprie capacità, le proprie conoscenze e la propria capacità di prevedere il futuro.Enrico Cervellati, esperto di finanza comportamentale, ci parla in questo primo episodio dedicato ai bias, della overconfidence: il rischio di sentirsi troppo bravi.
Tutti dobbiamo pianificare il nostro futuro pensionistico — ma per le lavoratrici ci sono cinque motivi in più per farlo con urgenza. In questo episodio Andrea Carbone di Smileconomy li analizza uno per uno, con dati concreti e una prospettiva che riguarda milioni di donne in Italia.Le retribuzioni femminili sono in media il 22% più basse di quelle maschili, anche a causa di maternità, part-time e carriere discontinue. Nel sistema contributivo, guadagnare meno significa versare meno contributi: le neo-pensionate del 2024 hanno ricevuto assegni inferiori del 29% rispetto ai neo-pensionati. A questo si aggiunge un'attesa di vita di quasi 3 anni superiore a quella maschile a 65 anni: più tempo da coprire, con meno risorse disponibili.Ma non finisce qui. Vivere più a lungo espone a una maggiore probabilità di non autosufficienza — dopo i 75 anni una donna su due ha limitazioni nelle attività quotidiane — e, dato che le spose sono mediamente più giovani degli sposi di circa 3 anni, c'è una concreta probabilità di affrontare in media 6 anni di longevità da sola, senza il supporto del partner.Cinque ragioni per cui pianificare una rendita integrativa — attraverso i fondi pensione — e riflettere per tempo sui propri bisogni sanitari e assistenziali non è un'opzione, ma una priorità.
Le pensioni future saranno più basse — e lo sa anche lo Stato, che ha previsto ben cinque agevolazioni fiscali per chi sceglie la previdenza integrativa. In questo episodio Andrea Carbone di Smileconomy le illustra tutte, una per una, con esempi concreti.Scoprirai come funziona la deducibilità fiscale fino a 5.300 euro annui — che può restituirti tra 1.219 e 2.279 euro all'anno a seconda del tuo reddito — e la extra-deducibilità fino a 7.950 euro per chi ha iniziato a lavorare dal 2007 in poi e non ha sfruttato appieno il beneficio nei primi anni. Capirai perché i fondi pensione sono esenti dall'imposta di bollo dello 0,2% e perché le plusvalenze vengono tassate al 20% invece del 26%. E soprattutto scoprirai il vantaggio più potente: la tassazione finale agevolata al 15% — che scende fino al 9% dopo 35 anni di iscrizione — contro le aliquote IRPEF ordinarie che arrivano fino al 43%.Cinque vantaggi concreti che rendono i fondi pensione l'unico strumento davvero incentivato dallo Stato per costruire il proprio futuro previdenziale. Prima si inizia, più si guadagna.
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