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Rivista Italiana di Teosofia
Rivista Italiana di Teosofia
Author: Società Teosofica Italiana
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© Edizioni Teosofiche Italiane
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teosofica.org
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La storia della Società Teosofica Italiana è stata sempre accompagnata, fin dalla fine dell’Ottocento dalla pubblicazione di Riviste a carattere teosofico (Nova Lux, Bollettino della Società Teosofica Italiana, Gnosi, Alba Spirituale e altre) contenenti ad un tempo articoli e relazioni di approfondimento sulla Teosofia e informazioni sulle attività della Società teosofia Italiana e sulla S.T. a livello internazionale, che ha come riferimento il Quartier Generale di Adyar (Chennai, India).
Dal 1974 la Rivista mensile della S.T.I. ha assunto la denominazione di “Rivista Italiana di Teosofia”, venendo pubblicata ininterrottamente e giungendo quindi, a maggio 2017, al 74esimo anno di edizione.
La Rivista è diretta oggi dal dott. Antonio Girardi, Segretario Generale della S.T.I.
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Dal 1974 la Rivista mensile della S.T.I. ha assunto la denominazione di “Rivista Italiana di Teosofia”, venendo pubblicata ininterrottamente e giungendo quindi, a maggio 2017, al 74esimo anno di edizione.
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47 Episodes
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Articolo del mese luglio-agosto 2025Il cinema di David Lynch: convergenze tra filosofia, esoterismo e psicanalisidi Gabriele Sabettalegge l'autoreNel suo articolo Gabriele Sabetta analizza in profondità il cinema di David Lynch, mettendo in luce le sue complesse intersezioni con la filosofia, l'esoterismo e la psicanalisi. I suoi film, caratterizzati da elementi onirici e inquietanti, vanno oltre il semplice surrealismo per esplorare la psiche umana.Le sue narrazioni spesso riflettono temi esistenzialisti, come l'angoscia e la ricerca di significato della vita in un mondo frammentato, riecheggiando il concetto di "durata" di Bergson nelle loro strutture non lineari. Lynch reinterpreta il surrealismo, fondendolo con il cinema di genere e il melodramma per creare un'estetica unica.Il testo sottolinea l'influenza cruciale della Teosofia su Lynch, evidente in temi come la reincarnazione, le realtà multiple e l'enfasi su una coscienza superiore, probabilmente derivanti dalla sua pratica della meditazione trascendentale. Il tema ricorrente del doppio è interpretato come un "doppio eterico", che rivela aspetti nascosti della psiche. Esempi come "Strade Perdute" e le Logge di "Twin Peaks" sono presentati come manifestazioni di queste dimensioni spirituali e psicologiche.La rappresentazione non lineare del tempo da parte di Lynch, in particolare in "Inland Empire", si allinea all'idea teosofica del tempo come illusione. La sua immaginazione, enigmatica e aperta all'interpretazione, invita gli spettatori a confrontarsi con il mistero dietro le apparenze. La costante presenza del non detto e del rimosso, come si vede in "Eraserhead" e "Velluto Blu", evidenzia la dialettica tra essere e nulla.In definitiva, il cinema di Lynch non offre risposte, ma piuttosto pone domande, guidando lo spettatore in un viaggio introspettivo nelle profondità dell'esistenza e del subconscio, lasciando un'eredità duratura che invita a una continua esplorazione.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese luglio-agosto 2025Riflessioni sul ruolo della Società Teosofica nel mondodi Graziella Riccilegge Daniel GonzalezL'articolo di Graziella Ricci esprime profonda preoccupazione per la crisi globale attuale, caratterizzata da conflitti, problemi climatici (come lo scioglimento del ghiacciaio di Thwaites) e un senso di incertezza e disillusione, specialmente frequente tra i millennial. Questa "crisi esistenziale diffusa" porta a interrogarsi sul senso della vita e del lavoro. Di fronte a questo scenario "catastrofico", l'autrice sottolinea l'urgenza di un'azione consapevole e di una rivoluzione della coscienza umana, richiamando le parole di Krishnamurti.Viene evidenziata la necessità di cambiare prospettiva, come suggerito da Proust, per superare l'ego e la percezione di separazione. La Società Teosofica, fondata nel 1875 per contrastare il materialismo, promuove la comprensione dell'Unità della Vita. L'esperienza del fisico Federico Faggin, che ha vissuto un "risveglio" di coscienza, rafforza l'idea che esistano capacità umane oltre la comprensione scientifica attuale.La Teosofia insegna che il risveglio di coscienza si basa sulla fratellanza universale, il suo primo e fondamentale principio. Non è un'esperienza clonabile, ma si raggiunge superando il senso di separazione e attraverso la pratica meditativa, come indicato anche da madame Blavatsky ne "La Voce del Silenzio". Il risveglio del "Fiore d'oro" (il cuore mistico) apre alla dimensione invisibile dell'universo.Il testo si conclude auspicando che il XXI secolo sia l'era del risveglio spirituale dell'umanità, per aiutare il pianeta a superare questo momento critico. La felicità, intesa come accettazione e amore per sé stessi e per la vita, è il risultato di questo percorso di consapevolezza.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese maggio-giugno 2025Stadi del post-mortem nelle Lettere dei Mahatmadi Antti Savinainenlegge Laura VerdoneAntti Savinainen ci porta attraverso un’approfondita comparazione tra la descrizione degli stadi dopo la morte fornita nelle “Lettere dei Mahatma” (LM) e gli insegnamenti sul tema di Pekka Ervast. Ervast era un teosofo che considerava autentiche le LM ma le cui descrizioni del post-mortem presentano delle differenze, avvicinandosi più a quelle di autori teosofici successivi. Savinainen riscontra alcune diversità: nella terminologia (come il “corpo astrale” delle LM che diventa “corpo eterico” in seguito) e differenze concettuali significative, in particolare riguardo alla coscienza nel kama-loka (inconscia nelle LM per la persona comune, cosciente per Ervast) e all'esistenza di una fase cosciente nel corpo eterico dopo la morte (assente nelle LM, presente in Ervast).Ci sono però anche dei punti di convergenza: nelle similitudini tra le descrizioni: come la revisione della vita (sebbene con una diversa durata temporale), la lotta mortale/setacciamento del bene, e la natura soggettiva e beatifica della vita nel Devachan, che precede una nuova reincarnazione determinata dal karma.L'autore si schiera con la visione che considera le “Lettere dei Mahatma” e gli scritti di Blavatsky come le fonti più affidabili sulla Teosofia e sul post-mortem, dato il ruolo dei Maestri. Tuttavia, riconosce la possibilità che i Maestri non abbiano rivelato tutte le loro conoscenze sull'argomento nelle lettere a Sinnett.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese maggio-giugno 2025Non credere nel "sé"di Weiwei Dulegge Tobia BuscaglioneL’approfondimento di Weiwei Du, socia attiva della S.T. Francese, mette in discussione la credenza in un “sé” statico e definito, sostenendo che l’identità è fluida e mutevole, influenzata dalle percezioni altrui e dalle circostanze. Attraverso esempi molto concreti, legati anche alle interazioni sociali, l’autrice illustra come le definizioni di “io” siano incomplete e contraddittorie. Suggerisce che aggrapparsi a un’immagine fissa di sé porta a frustrazione e complessi di inferiorità o superiorità. Invece di cercare di definire l’“io”, propone di osservare la “mente” come uno specchio che riflette costantemente immagini e “polveri” di emozioni e pensieriLa vera conoscenza di sé non si raggiunge definendosi, ma purificando questo “specchio” attraverso lo studio (non come accumulo di nozioni, ma come rimozione degli ostacoli alla conoscenza) e la meditazione (consapevolezza costante delle proprie reazioni). Il testo introduce anche il concetto di servizio disinteressato e teosofico come via per superare la separatività e riconoscere l’unità con gli altri. Infine cita l’esempio di Wu Zetian, la cui lapide senza iscrizioni invita a riflettere sulla natura transitoria dell’identità e sulla difficoltà di definire il vero “io”. La ricerca di questa risposta è lasciata al lettore.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese marzo-aprile 2025Maria Montessori maestra di pacedi Roberto Fantinilegge l'autoreL’articolo di Roberto Fantini sottolinea l’importante contributo di Maria Montessori allo sviluppo di una cultura di Pace, che parte da una attenta analisi della realtà. Fantini, attento studioso di Maria Montessori, scrive: “Da grande educatrice e da terapeuta dell’anima le sue parole non si limitano, però, a una allarmistica diagnosi … questa umanità passiva, pavida e malata può essere curata, guarita, liberata”.Confermano la tesi dell’autore queste parole di Maria Montessori: “Come si aiuta un malato in ospedale, perché ritrovi la salute e possa continuare a vivere, così oggi si tratta di aiutare l’umanità a salvarsi. Noi dobbiamo essere degli infermieri in questo ospedale, vasto come il mondo”.Per Fantini “impossibile non augurarsi che, al di là delle apparenze oltremodo inquietanti, la “nuova umanità” e il “nuovo mondo”, annunciati da Maria Montessori nei suoi ultimi anni di vita terrena, siano davvero realtà viventi oggettivamente in costruzione e non soltanto il sogno nobilissimo della sua personale evoluzione mistica, non soltanto la generosa proiezione del suo luminoso sperare”.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese marzo-aprile 2025Femminismo e teosofia: la presenza femminile nella massoneria e nelle società esoterichedi Simona Ciglianalegge Luca MariniNel suo articolo la prof.ssa Simona Cigliana, docente universitaria, scrittrice e attenta studiosa, approfondisce in modo incisivo il tema che dà il titolo al suo contributo. Si tratta di un saggio basato sui contenuti del seminario transazionale “Reti e forme dell’attivismo femminile italiano nel lungo Ottocento (1820-1922)”.Il testo si concentra sull’associazionismo femminile di stampo occultistico ed esoterico fiorito nel solco di quelle dottrine spiritualistiche eterodosse che tanta divulgazione e fortuna ebbero tra la metà del XIX e l’inizio del XX secolo: nella prima parte, soffermandosi sull’impulso e sulle suggestioni che tali dottrine, innestandosi sul retaggio mazziniano, trasmisero al proto femminismo italiano; nella seconda, passando in rassegna la figura e l’operato di alcune donne esoteriste, con particolare riguardo al loro coinvolgimento nella questione femminile e alla loro attività in campo sociale e politico.Quel che emerge da questo saggio è l’importante ruolo svolto da molte donne all’interno del movimento teosofico e, nel contempo, nel riconoscimento dei diritti alle donne. Si è trattato di un aspetto non soltanto a livello internazionale ma anche italiano.Il fenomeno non riguarda soltanto le celebri H.P. Blavatsky, Annie Besant e Maria Montessori, ma anche molte altre figure femminili, di cui viene approfondito il ruolo e l’azione sociali.Il contributo di Simona Cigliana fa emergere un aspetto storico di grande rilievo sul ruolo delle donne anche nell’ambito delle associazioni di ispirazione esoterica.Per quanto riguarda la Società Teosofica, che ha come suo primo scopo quello della Fratellanza Universale senza distinzioni, va da sé che il ruolo delle donne è stato e continua ad essere fondamentale.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese gennaio-febbraio 2025Nella Ciapetti Assagioli: una femminista dello Spiritodi William Espositolegge Rocco FaraceL’articolo di William Esposito fa diretto riferimento al libro “Nel raggio di Sole”, di cui è stato il principale curatore. Il testo è stato recentemente pubblicato dalla Società Teosofica Italiana con il proprio marchio editoriale “Edizioni Teosofiche Italiane” e contiene alcuni contributi teosofici di Nella Ciapetti, moglie di Roberto Assagioli, il fondatore della Psicosintesi.Gli articoli di Ciapetti sono presentati nel libro in ordine cronologico; si tratta per la maggior parte, di trascrizioni di conferenze che l’allora giovane autrice tenne, con slancio e fede militante, presso la sede romana della Lega Teosofica Indipendente.Esposito, psichiatra e psicoterapeuta legato alla Psicosintesi e membro della Società Teosofica Italiana, si sofferma su alcuni tratti distintivi della vita di Nella Ciapetti (1893-1973), sul suo intenso rapporto con Roberto Assagioli (1888-1974), fatto anche di condivisione dell’interesse verso la Teosofia e le ricerche psichiche, sottolineando come Nella sia stata anche amica di femministe di grande rilievo come, ad esempio, la Contessa Spalletti Rasponi e la Contessa Bice Brusani.L’autore dell’articolo richiama le varie parti del libro, indicando anche i diversi contributi che lo hanno caratterizzato.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese gennaio-febbraio 2025Oh Vita Celata...di Joy Millslegge Nicoletta BorielloNell'articolo Mills commenta la celebre preghiera (o invocazione) universale di Annie Besant, i cui versi scritti furono nel 1923 dall’allora Presidentessa della Società Teosofica.Joy Mills (1920-2025) è stata un’esponente di spicco della S.T. a livello internazionale e le sue osservazioni mettono in luce la portata di un testo di straordinaria intensità e al cui interno è possibile rintracciare l’intero processo creativo nel quale siamo immersi; una conferma che siamo in grado, come unità auto-coscienti, di percepire la vita, intera e splendida.Vale certo la pena riportare i versi di questa invocazione: “Oh Vita celata che vibri in ogni atomo/ Oh Luce Celata, che risplendi in ogni creatura/ Oh Amore Celato che tutto abbracci nell’unità/ Possa colui che sente se stesso uno con Te/ Sentirsi perciò uno con tutti gli altri”.Music: “head sound” provided by mobygratis
Articolo del mese novembre-dicembre 2024Ricerca Spirituale e intelligenza artificiale,di Antonio Girardilegge Francesco PisaniNel suo articolo, “Ricerca Spirituale e intelligenza artificiale”, Antonio Girardi, Presidente della Società Teosofica Italiana, approfondisce il tema a partire da una corretta definizione dei termini in questione, per passare poi a una serie di riferimenti storico-culturali, con un’analitica riflessione sui “ponti” costruiti dal pensiero teosofico e dalla realtà della fisica quantistica per una connessione, positiva e fattuale, fra scienza e spiritualità.L’intelligenza artificiale viene poi vista sia per i suoi lati positivi sia per quelli che evidenziano pericoli, legati alla programmazione algoritmica della stessa e dal suo utilizzo da parte dell’essere umano.La “Teosofia dell’esperienza” viene vista dall’autore Girardi come un possibile antidoto alla manipolazione e la realtà della Via del Cuore come la strada più sicura per arrivare alla consapevolezza, grazie al superamento “di una visione del mondo basata sull’opposizione fra oggetto e soggetto” e grazie alla presa di coscienza della relazione con gli altri come elemento fondante del processo di espansione della coscienza, in virtù di un’esistenza basata sul principio del beneficio di tutti gli esseri.
Articolo del mese novembre-dicembre 2024Dialoghi teosofici sull’individuo contemporaneo e il suo vissuto,di Pier Giorgio Parolalegge Elena Bessie CamplonePier Giorgio Parola, attento studioso delle opere di Helena Petrovna Blavatsky, nel suo articolo ricorda che “‘La Dottrina Segreta’ di H.P. Blavatsky non è solo un complesso di cognizioni, di princìpi disposti ed elaborati organicamente, un oggetto di studio, ma è uno strumento da usare, nel quale si riconoscono una fluidità bachiana e un’esuberanza in cui nulla è inserito che non abbia a che fare con il tema”.L’autore, dopo essersi soffermato su alcuni princìpi fondamentali del pensiero di H.P.B. con un articolato riferimento al Proemio de “La Dottrina Segreta”, si sofferma sul motto della Società Teosofica, che evidenzia come non ci sia una verità oltre al Dharma (la Legge). Si tratta di un assioma fondamentale, secondo cui la Legge e la Divinità sono una sola cosa.Osserva Pier Giorgio Parola: “In ogni minimo ‘dharma’, in tutti gli eventi della vita, della realtà, i “punti istanti” - come li definisce Tucci - è il ‘Dharma’ e non c’è bisogno di abbandonare nulla, ma di vedere la legge, la ‘divinità’ in tutto, in un tutto costituito da materia e spirito uniti da ‘fohat’ il pensiero divino oggettivato, ‘l’energia dinamica dell’ideazione cosmica’, un tutto visto da un uomo che è il ponte fra ‘cosmos’ e ‘chaos’, da un ego che è ponte fra sé e non sé”.
Articolo del mese settembre-ottobre 2024Il risveglio della coscienza,di Gaetano Mollolegge Sara GencarelliNel breve e incisivo scritto “Il risveglio della coscienza” Gaetano Mollo, professore emerito dell’Università di Perugia, dopo aver rilevato la nascita, anche grazie ai media, di una coscienza planetaria, sottolinea come “siamo tutti chiamati a salvaguardare il nostro pianeta per poterne godere. Perciò serve una coscienza planetaria, che accumuni tutti i popoli e le genti, al di là delle distinzioni di nazioni, continenti, razze, religioni, colori o caste, partendo sempre dallo sviluppo della coscienza individuale, che resta il centro autoriflessivo di ogni persona”.Lo sviluppo di questo tipo di coscienza passa attraverso l’investigazione e la comprensione delle leggi dell’universo e sotto questo profilo la scienza può risultare di grande aiuto.E nel comportamento umano due termini risultano emblematici: quello della comprensione e quello della collaborazione.Per Mollo “Partendo dalla coscienza sensitiva, si può così costituire la coscienza razionale, per espandersi nella coscienza intuitiva sino alla coscienza mistica cui si perviene quando, attraverso la contemplazione, si può cogliere in momenti di estasi l’unione col Tutto”.
Articolo del mese settembre-ottobre 2024Carl Gustav Jung era un teosofo?,di Diego Fayenzlegge Luca MariniLa Rivista contiene, fra gli altri, l'articolo "Carl Gustav Jung era un teosofo?” di Diego Fayenz, psichiatra e psicoterapeuta nonché Presidente del Gruppo Teosofico Triestino “Edoardo Bratina”.Dopo aver sottolineato come Carl Gustav Jung, benché non iscritto alla Società Teosofica, possa essere a pieno titolo considerato un teosofo, passa ad analizzare alcuni concetti del celebre medico che evidenziano sorprendenti parallelismi con i contenuti della letteratura teosofica, a partire da quelli relativi al karma e al significato della dimensione archetipale.Per Fayenz “Jung era intimamente convinto dell’importanza della vita spirituale e della forza che solo questa infonde all’uomo, così come della realtà che i nostri sensi e la nostra coscienza sono estremamente limitati e difficilmente per loro tramite si arriva alla realtà” ed è proprio per queste ragioni che l’affermazione junghiana “È un pregiudizio quasi ridicolo non ammettere altre forma di esistenza all’infuori di quella corporea” assume una particolare importanza e significato.
Articolo del mese luglio-agosto 2024L’intelligenza artificiale e l’ecologia del pianeta,di Graziella Riccilegge Daniel GonzalezNell’articolo di Graziella Ricci, docente emerita dell’Università di Macerata e Presidente del Gruppo Teosofico “Ars Regia” di Milano, viene approfondito il tema dell’intelligenza artificiale.Il punto di vista del suo testo è particolare e importante, perché affronta il tema indagando rapporto fra I.A. ed ecologia del pianeta.L’analisi dell’autrice è rigorosa e ricorda, citando Padre Benanti, consigliere di Papa Francesco su questo tema, che “mentre vari studiosi sostengono che l’intelligenza artificiale possa non solo essere utile ma anzi indispensabile per salvaguardare il futuro della Terra, una criticità strutturale può essere individuata nei costi energetici di sviluppo delle I.A.”.Ricci ricorda che “di solito si pensa alle I.A. come machine learning, utili per l’apprendimento e per tante altre applicazioni. Ma se allarghiamo la mappa una visione più ampia la può definire come industria estrattiva”. A supporto di questa tesi cita Grawford, secondo cui “la creazione dei sistemi di I.A. attuali è strettamente legata allo sfruttamento delle risorse energetiche e minerarie del pianeta, di manodopera a basso costo e di dati su amplissima scala”.Nella parte finale dell’articolo l’autrice pone una domanda: “Che cosa potrebbe fare ognuno di noi per contribuire a rinforzare l’ecologia del pianeta secondo il principio teosofico della fratellanza universale?” Per Ricci la risposta è semplice: “A livello macroscopico molto poco; tuttavia, nelle piccole cose si può aiutare parecchio, utilizzando il meno possibile le tecnologie che dipendono dall’I.A. come il web, Alexa, Amazon, Facebook, il cloud, le email”.
Articolo del mese luglio-agosto 2024Blavatsky sulla missione della Società Teosofica,di Pablo Senderlegge Tobia BuscaglionePablo Sender, attendo studioso del pensiero e dell’opera di H.P. Blavatsky, ricorda che quest’ultima ne “La Chiave della Teosofia” definisce così la missione della Società Teosofica: “È stata costituita per aiutare gli uomini a capire che esiste una cosa come la Teosofia e per favorire l’ascesa verso di essa studiando e assimilando le sue Verità eterne”.Per la S.T. dunque è essenziale essere in grado di far conoscere la Teosofia alle persone. Per fare ciò è importante che i suoi membri conoscano gli insegnamenti teosofici e siano in grado di comunicarli efficacemente, non con un obiettivo consolatorio ma per creare le condizioni affinché ciascuno sviluppi uno stato di #coscienza che possa collegarsi a quella “saggezza divina” che è latente in ciascuno di noi.Sender ricorda anche che H.P. Blavatsky consiglia sia di studiare le Verità eterne espresse negli insegnamenti teosofici sia di dare grande attenzione alla loro assimilazione. Per arrivare a questo va sottolineato che la semplice lettura dei testi non basta; è necessario invece uno studio accurato. Inoltre “dobbiamo esaminare noi stessi e la vita quotidiana dalla prospettiva di ciò che stiamo imparando, affinché la nostra comprensione non rimanga a livello di astrazione”.Infine – sottolinea Sender - “l’ultimo passo è sforzarci di agire in modo coerente con i dettami teosofici”.
Articolo del mese maggio-giugno 2024Il lavoro in un gruppo teosofico,di Iqbal Kishen Taimnilegge Nicoletta BorielloIl dottor Taimni è stato un teosofo e docente universitario che ha dedicato molte energie allo studio e alla declinazione dei princìpi del lavoro teosofico, su cui ha scritto anche un importante saggio.Per Taimni “Il successo del lavoro compiuto da un gruppo teosofico dipende principalmente dalla comprensione degli insegnamenti teosofici e dalla mentalità dei membri che lo compongono, dal loro carattere e dalla loro vita interiore. Ne consegue che, se vogliamo fare di un gruppo teosofico un centro vitale e operoso dobbiamo conoscere gli obiettivi e i princìpi e agire in modo che questi siano realizzati”.Il primo e indispensabile passaggio è legato a un interesse autentico per gli Scopi della Società Teosofica e per lo studio e la pratica della Teosofia. Un secondo aspetto ha invece a che fare col superamento di uno stato di attenzione solo sui propri problemi personali e con un’apertura di coscienza sulle condizioni dell’umanità e sulle sue sofferenze. È proprio questo passaggio che apre gli esseri umani alla dimensione dell’#empatia e della buona relazione umana. Un terzo elemento fondante è l’acquisizione della conoscenza e il metterla in pratica a servizio degli altri. Ciò porta con sé la dimensione del sacrificio.Conclude Taimni: “Cambiamenti nel carattere dei membri e nella loro visione delle cose possono solo essere il risultato di molto studio, di profonda riflessione, di un contatto reale con i problemi della vita, di sacrifici in nome dell’ideale e dell'esempio di coloro che hanno maggiore esperienza e, di conseguenza, una maggior comprensione dei problemi esistenziali”.
Articolo del mese maggio-giungo 2024Il potere dei luoghi sacri,di Tim Boydlegge Luca MariniIn questo articolo Tim Boyd, Presidente Internazionale della Società Teosofica, approfondisce il tema del potere dei luoghi sacri. Lo fa sottolineando innanzitutto l’importanza della sperimentazione nella vita spirituale e collegando poi quest’ultima al beneficio che l’essere umano può trarre da questi spazi, “quei luoghi sulla Terra dove chiunque vi si rechi sperimenta la presenza di un’energia di sacralità e benedizione”.Non può mancare a questo punto un collegamento con Adyar, il luogo simbolo della Società Teosofia, quello che viene definito “La Casa dei Maestri”, marcando così un collegamento e un ruolo attivo degli esseri umani nel processo di valorizzazione degli spazi sacri.Osserva Tim Boyd: “Il coinvolgimento umano nella creazione di luoghi sacri è qualcosa su cui abbiamo un certo controllo. Questi devono essere realizzati dove viviamo. Si, possiamo entrare in un tempio per trovare pace ed elevazione spirituale, ma non dovremmo allontanarci dalle nostre case per conquistare tutto questo”. Per raggiungere questo obiettivo diventa molto importante la qualità del nostro pensiero e delle nostre relazioni, così “con il tempo, la pazienza e un impegno intelligente diventiamo strumenti efficaci per una nuova direzione in questo mondo”.
Articolo del mese marzo-aprile 2024Il telescopio di James Webb e la sincronia fra il nostro cervello e l’universo,di Vipin Shahlegge Laura VerdoneIn questo articolo, tradotto per la prima volta in italiano dalla Rivista Italiana di Teosofia, dopo la pubblicazione nel numero di ottobre 2022 del “The Theosophist”, Vipin Shah ripercorre innanzitutto la storia, concreta e simbolica a un tempo, dei telescopi, da Galileo a James Webb, con il lancio, avvenuto nel 2021, di un telescopio che staziona a un milione di chilometri dalla Terra ed è in grado di fornire immagini davvero uniche (per ora) del cosmo e dell’universo.Vipin Shah, dopo aver ricordato che “Noi non siamo affatto al centro dell’universo e questo non è eterno, ha avuto un inizio e avrà una fine. Possiamo essere venuti al mondo dal grembo di nostra madre, ma il vero grembo che ci avvolge è l’universo, sin dal lontano ‘Big Bang’, quattordici miliardi di anni fa. Questo grembo è governato da leggi della fisica solide come la roccia e sperimenta forze della Natura che le nostre menti sono incapaci di immaginare”, si pone una domanda di fondamentale importanza: “L’universo è cosciente?”.Per arrivare a una risposta, secondo l’autore dell’articolo, possono essere molto utili alcune teorie scientifiche, come quella del “Panpsichismo” di Roger Penrose, secondo cui tutto ha una coscienza, che trae origine dalle regole statistiche della #fisicaquantistica applicate negli spazi microscopici tra i neuroni del cervello. La vasta rete di neuroni umani, tutti legati per creare un essere cosciente, ha un’inquietante somiglianza con lo sterminato numero di galassie e stelle esistenti secondo le leggi della fisica.Nel 2006 questa idea fece un ulteriore passo in avanti grazie al fisico Bernard Haisch. Egli ipotizzò che i campi quantici che permeano tutto lo spazio vuoto producano e trasmettano coscienza, che emerge poi in ogni sistema sufficientemente complesso attraversato da energia che fluisce in esso.Dopo aver invitato il lettore a considerare il sincronismo fra il cervello umano e l’universo (“noi siamo “gli osservatori” e l’universo è “l’osservato”) Shah conclude: “Mentre ci rallegriamo della capacità della nostra specie di aver ottenuto lo straordinario risultato nel portarci tante meravigliose immagini, dobbiamo anche lamentare il fatto che gli strumenti scientifici non sono altro che un’estensione dei nostri cinque sensi. Dobbiamo andare ben oltre per carpire la ragione della nostra esistenza e per aprire l’unica porta rimasta per noi – quella della spiritualità – l’unica, sembra, che potrà riflettere su questo #misticismo, quando la scienza avrà raggiunto i suoi limiti”.
Articolo del mese marzo-aprile 2024Lo spazio luminoso del karma. Considerazioni teosofiche sul principio di causalità,di Graciano Cauciglegge l'autoreGraciano Caucig studia da molti anni la Teosofia ed è un membro attivo del Gruppo Teosofico di Cervignano del Friuli. Nel suo articolo invita a una riflessione positiva e a tutto tondo sulla legge del Karma e approfondisce teoria e pratica del principio di causalità.Caucig collega innanzitutto il primo scopo della Società Teosofica, quello della Fratellanza Universale senza distinzioni, al Sentiero dell’azione (Karma marga) così com’è definito nella Bahagavad Gita. Ne consegue la grande importanza della relazione positiva, della meditazione e della comprensione delle cause del dolore, che può avvenire solo dopo aver superato la dimensione dell’ignoranza.L’autore cita un frammento della lettera n. 10 del Mahatma K.H. a Sinnett, nella quale viene sottolineato che “... Il vero male proviene dall’intelligenza umana e la sua origine è provocata solo dall’uomo razionale che si allontana dalla natura. Perciò l’umanità è la vera e unica fonte del male, la degenerazione del bene, il risultato dell’egoismo e dell’avidità. Pensate profondamente e scoprirete che, all’infuori della morte – che non è un male ma una legge necessaria – e delle sventure che saranno sempre ricompensate nelle vite future, l’origine d’ogni piccolo o grande male risiede nell’azione umana, nell’uomo che, grazie alla sua intelligenza, è l’unico agente libero in natura [...]”.L’essere umano è dunque chiamato a innescare in se stesso un processo verso la consapevolezza che porta Caucig a sottolineare come: “… possiamo trasformarci solamente tramite la Conoscenza e la Saggezza, presenti in quell’universo sotterraneo e inconoscibile e dal quale si sprigiona la scintilla Luminosa che, specchiandosi, consente l’apparire delle diverse Intelligenze Primordiali nonché degli Esseri di Compassione che cooperano, a vari livelli, con l’evoluzione della nostra umanità. Questa favilla è di fatto la #Monade che si riflette anche in quelle tre parti della nostra costituzione segreta chiamate in Teosofia #Atma, #Buddhi e #Manas. In tutta la nostra costituzione sono dunque presenti sia questi diversi aspetti della Saggezza Primordiale sia le qualità spirituali delle Luminose Intelligenze. In una dimensione fondata su simili caratteristiche non esiste l’ordinaria e lineare legge di causalità composta prevalentemente da reazioni, ma una dimensione formata da sole cause, da sole azioni spontanee presenti simultaneamente in ogni istante e in ogni tipo di modificazione nel tempo intuitivo”.
Articolo del mese gennaio-febbraio 2024Si può eliminare il Karma?,di Pablo Senderlegge Tobia BuscaglionePablo Sender, attento studioso de “La Dottrina Segreta” di H.P. Blavatsky, è l’autore di questo articolo, che propone una riflessione a tutto tondo sul Karma, argomento molto importante per chi voglia avere una visione autenticamente spirituale della vita.Questo tema è sempre stato al centro della riflessione e della ricerca che ha caratterizzato la vita della Società Teosofica, anche perché il karma è strettamente collegato al concetto di evoluzione e di reincarnazione.Partendo dunque dal fatto che il Karma “è la legge di causa ed effetto, secondo la quale tutto ciò che capita a una persona è il risultato delle sue azioni del passato mentre ogni azione del presente produrrà i suoi effetti nel futuro”, Sender precisa subito che secondo “La Dottrina Segreta” di H.P. Blavatsky “la dottrina centrale della filosofia esoterica non ammette nessun privilegio o regalo all’essere umano se non quello che l’Ego si è guadagnato tramite i propri sforzi e meriti personali” e che “tutto quello che capita è la conseguenza e il risultato naturale delle nostre azioni. A volte gli effetti di un’azione possono tardare a portare i loro frutti (addirittura il tempo di una vita), ma anche in questa situazione cause ed effetti non sono mai scollegati”.La risposta alla domanda iniziale è dunque, secondo la letteratura teosofica, un no; ma anche se il Karma non può essere eliminato, attraverso la nostra presa di #coscienza e l’#accettazione della sofferenza come strumento evolutivo, esso comunque può essere modificato e la sua manifestazione trascesa.
Articolo del mese gennaio-febbraio 2024Considerazioni sulla guerra,di Jiddu Krishnamurtilegge Gabriele SabettaJiddu Krishnamurti (1895-1986) ha avuto sempre una grande attenzione per la dimensione della Pace, sottolineando come essa debba nascere prima di tutto nel cuore di ciascun essere umano, attraverso una presa di coscienza che faccia comprendere come la scissione fra l’osservatore e l’osservato, e dunque anche fra l’individuo e le proprie paure, impedisca di fatto di vivere il presente e lasci invece aperto lo spazio ai condizionamenti delle esperienze del passato e alle proiezioni incerte e titubanti nel futuro.L’articolo “Considerazioni sulla guerra” riporta alcune risposte di Krishnamurti a domande che gli erano state poste sulla guerra.J.K. non lascia spazio a compromessi intellettuali e afferma: “La guerra è la proiezione imponente e sanguinosa della nostra vita, una mera espressione esteriore del nostro stato interiore, un ampliamento della nostra azione quotidiana”.Alla domanda “che cosa provoca la guerra, sia essa religiosa, politica o economica?” risponde: “Ovviamente ciò che causa la guerra è il desiderio di potere, posizione, prestigio, denaro; e inoltre la malattia chiamata nazionalismo, il culto di una bandiera, la malattia della religione organizzata, la devozione a un dogma” e per J.K. questi aspetti non riguardano solo gli altri, ma ciascuno di noi direttamente; infatti “per porre fine alla guerra esteriore bisogna iniziare a porre fine alla guerra in noi stessi […] Se comprenderete la sofferenza, se rileverete l’urgenza di un’azione immediata e non rinvierete, allora vi trasformerete. La pace arriverà solo quando sarete pacifici, quando voi stessi sarete in pace con il vostro vicino”.























