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Punto Cina

Author: Punto Cina

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Dalla Cina con furore, ogni giorno arrivano notizie su economia, società' tecnologia, geopolitica, cultura. Senza paura e senza reverenza, cerchiamo di capirne qualcosa in piu', e facciamo il Punto.

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Punto Cina – La Cina, l’Egemonia e la Grammatica del Potere. Un episodio ad ampio respiro sulla storia del mondo che stiamo vivendo.In questa puntata torniamo a ragionare sulla Cina — stavolta senza numeri né articoli da analizzare, ma a braccio, con quella libertà di pensiero che permette di collegare epoche lontane e avvenimenti vicinissimi.Si parte da una domanda apparentemente semplice: la Cina vuole davvero rimpiazzare gli Stati Uniti come unico egemone mondiale? La risposta immediata è no. Ma attenzione — perché proprio questa risposta rischia di farci abbassare la guardia.Per capire cosa sta succedendo oggi, ripercorriamo la lunga traiettoria dell’ordine mondiale moderno: dalla Dottrina Monroe del 1823, quando gli Stati Uniti erano tutt’altro che una grande potenza, fino all’ascesa silenziosa della Cina contemporanea. Lungo la strada si incontrano la marina britannica che davvero governava i mari, l’idealismo wilsoniano e il fallimento della Società delle Nazioni, i processi di Norimberga e la nascita del diritto internazionale, la guerra di Corea (già uno scontro diretto tra Cina e USA), il crollo dell’URSS e il breve momento unipolare americano.Il cuore del ragionamento è questo: la Cina non segue la grammatica occidentale del potere. Non ha una vocazione missionaria come il cristianesimo, non esporta ideologia come l’Occidente liberale. Ha invece la visione del Tianxia — tutto sotto il cielo — per cui la grandezza cinese non si impone, si irradia. Non ha bisogno di volerlo: quando la Cina sarà davvero sé stessa, il mondo si organizzerà naturalmente attorno a lei. E l’architettura per quel mondo — la Via della Seta, le nuove banche di sviluppo, le istituzioni alternative — è già costruita.Il momento decisivo? Taiwan. Quando — e se — la Cina riuscirà a reintegrare Taiwan nonostante l’opposizione americana, quello sarà il segnale che l’Asia ha un nuovo centro di gravità. E poiché l’Asia è il nuovo asse dello sviluppo mondiale, quel giorno cambierà tutto.Un episodio per chi vuole capire il mondo senza semplificazioni — né filoamericane né filocinesi.Punto Cina è il podcast di Alessio Longo sulla Cina e sull’ordine mondiale. Nuovi episodi quando il tempo lo permette — ma sempre con la stessa profondità.Confronta anche:- Stephen Kotkin on Lost in Translation: World Order & Word Order
La Cina del 2025 è un paese di contraddizioni.Politica: Xi Jinping ha decapitato la leadership dell'Esercito Popolare di Liberazione con purghe senza precedenti, lasciando la Commissione Militare Centrale con solo due membri effettivi in un momento di crescenti tensioni su Taiwan.PIL 2025: Pechino dichiara una crescita del 5%, ma analisti indipendenti come Rhodium Group stimano la metà - tra il 2,5% e il 3%. Gli investimenti sono crollati, i consumi sono deboli, e solo gli export tengono a galla l'economia.Deflazione: Per oltre tre anni, i prezzi alla produzione continuano a scendere. I prezzi al consumo hanno mostrato miglioramenti fragili nel finale del 2025, ma restano sotto pressione.Export: Il surplus commerciale ha superato 1 trilione di dollari nel 2025, contribuendo a oltre metà della crescita del PIL. Ma questa dipendenza dagli export rischia di generare reazioni protezionistiche globali.Demografia: Con sole 7,92 milioni di nascite nel 2025 - record negativo assoluto - e 3,39 milioni di abitanti in meno, la Cina sta affrontando una crisi demografica senza precedenti. Le politiche pro-natalità non stanno funzionando.Geopolitica: L'aggressività commerciale di Trump sta paradossalmente spingendo alleati come Canada ed Europa verso Pechino. Accordi su veicoli elettrici e prodotti agricoli stanno ricostruendo relazioni che sembravano congelate.Su tutto questo, facciamo Il Punto.Confronta anche:Bloomberg: "Xi Unleashes China's Biggest Purge of Military Leaders Since Mao" (agosto 2025)The Diplomat: "China's Fast-Shrinking Central Military Commission" (luglio 2025)PBS News: "How a purge of China's military leadership could impact Taiwan" (gennaio 2026)CNA: "Military Purges at China's Fourth Plenum" (novembre 2025)National Bureau of Statistics of China (gennaio 2026)Rhodium Group: "China's Economy: Rightsizing 2025, Looking Ahead to 2026"China Briefing: "China's Economy in 2025: GDP Hits 5.0% Growth Target" (gennaio 2026)CNBC: "China consumer inflation hits near two-year high despite deeper-than-expected producer deflation" (dicembre 2025)EBC Financial Group: "China CPI Turns Positive as PPI Deflation Eases in October" (novembre 2025)Trading Economics: China Exports YoYGoldman Sachs Research: "China's Economy is Forecast to Grow Faster Than Expected in 2026"U.S.-China Economic and Security Review Commission Bulletin (dicembre 2025)CNN: "China's 2025 GDP hits target despite US trade war, birth rate drops to record low" (gennaio 2026)National Bureau of Statistics of China (gennaio 2026)BOFIT Weekly: "China's population continues to decline; birth rate remains low"CBS News: "Canada agrees to cut tariff on Chinese electric vehicles in break with the U.S." (gennaio 2026)Electrek: "Canada and China near deal to drop EV tariffs as Trump pushes allies away" (gennaio 2026)ASIL Insights: "Electric Vehicle Tariffs by the US, EU, and Canada"Rest of World: "China launches agricultural sanctions in response to U.S., EU electric vehicle tariffs" (novembre 2025)
Il "neijuan", o involuzione, porta al calo dei profitti a causa di una lotta al prezzo, che allo stesso tempo favorisce gli export cinesi. Macron dunque chiede una negoziazione che riduca il deficit commerciale europeo nei confronti della Cina. Nvidia invece si apre all'esportazione dei chip H200 verso la Cina, mentre sull'altra sponda lo scontro Cina/Giappone si indurisce. La Groenlandia, il Venezuela, l'Ucraina, la Nato: perché non può esserci commercio senza intesa militare.E tanti auguri a Jimmy Lai, patriota cinese.Su tutto questo, facciamo il Punto:Confronta anche:- We urgently need to rebalance EU-China relations (The Financial Times)
Non è vero che la Cina sia una meritocrazia, non è vero che abbia una storia avversa al militarismo, non è vero che il sistema cinese si sia dimostrato superiore a quelli occidentali, non è vero che la Cina non voglia esportare un proprio sistema per rispetto delle diversità, non è vero che l'esercito cinese surclassi quello americano, e non è vero che gli Stati Uniti abbiano effettuato 24 "war games", in ognuno dei quali la Cina vince e gli USA perdono. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- Spiegare la Cina all'Occidente (Rassegna Cina)- The First Battle of the Next War: Wargaming a Chinese Invasion of Taiwan (CSIS)
Il Professor Alessandro Barbero e Massimo D'Alema, già Ministro degli Esteri e Presidente del Consiglio, hanno recentemente rilasciato dichiarazioni su una presunta consapevolezza storica della Cina rispetto al proprio passato, che semplicemente non esiste. Vediamo perché, e facciamo il Punto.- La Cina dominerà il mondo? Dibattito Rampini - D'Alema- Vallo a dire ai CINESI - Alessandro Barbero (Roma, 2025)Riproponiamo sul tema una precedente puntata di Punto Cina:- Il Partito Comunista Cinese e la storia: un rapporto conflittuale
La guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina ha conosciuto una tregua a Busan, in seguito all’incontro tra Donald Trump e Xi Jinping. Tuttavia, la maggior parte degli analisti concorda nel ritenere che il braccio di ferro sia stato, per ora, vinto da Pechino. Nel frattempo, la leadership cinese ha presentato il nuovo piano quinquennale, puntando su autarchia, innovazione tecnologica e resilienza industriale. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:- What Trade War? China’s Export Juggernaut Marches On (NY Times)- What Trump’s ‘12’ of a summit with Xi yielded (Washington Post)- China ‘made a real mistake’ by ‘firing shots’ on rare earths, says Scott Bessent (Financial Times)Five Pivotal Years (Trivium China - Sinica Podcast)Foreign Affairs Editor Daniel Kurtz-Phelan on Shifting Views of China (Sinica Podcast)
La Cina reagisce alle pressioni statunitensi imponendo nuovi controlli sull’export di terre rare, strategiche per la tecnologia avanzata. Il Regno Unito, tra esigenze economiche e alleanze geopolitiche, tenta di ridefinire i rapporti con Pechino. Il caso Nexperia, con l’obbligo di cedere asset per motivi di sicurezza, evidenzia le tensioni nel settore high-tech. Intanto, purghe interne nel Partito e l’atteso Quarto Plenum del Comitato Centrale riflettono l’intento di Xi Jinping di riaffermare il controllo politico, mentre l’economia cinese rallenta, stretta tra crisi immobiliare, debito locale e domanda interna debole. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:⁠⁠China Played Its Strongest Card to Get Trump’s Attention. Will it Work?⁠⁠ (New York Times)⁠Carmakers gear up for chip battle after China curbs Nexperia exports⁠ (Financial Times)⁠⁠Why America and China can’t escape their toxic cycle of trade talks⁠⁠ (Economist)⁠⁠La purga più grande ⁠⁠(Rassegna Cina)⁠⁠Il "Quarto Plenum" e i "nove generali"⁠⁠ (Il Partito)⁠China’s economy grows at slowest pace in a year as trade war bites⁠ (Washington Post)
Gli USA hanno (ri)permesso a Nvidia di vendere ad entità cinesi i propri chips "diluiti", ma i cinesi fanno sapere di non essere più interessati (segno che Jensen Huang aveva ragione). TikTok è oggetto di un framework di accordo fra USA e Cina, all'interno della più ampia trattativa commerciale fra i due paesi, mentre in Cina continua la guerra dei prezzi degli EV. Su questo ed altro, facciamo il Punto.Confronta anche:Nvidia Broke Antitrust Law, China Says, as Tensions With U.S. Mount (The New York Times)China drops Google antitrust probe during US trade talks (The Financial Times)Trump, Bessent say U.S. and China have agreed on TikTok sale (The Washington Post)The brutal fight to dominate Chinese carmaking (The Economist)
Si è svolto a Tianjin il summit dei paesi aderenti alla SCO, e a seguire a Pechino, in piazza Tiananmen, la parata per la commemorazione degli 80 anni dalla liberazione dal Giappone. Putin e Modi si stringono attorno a Xi a Tianjin, mentre a Pechino sugli schermi Modi viene sostituito da Kim, della Corea del Nord. Xi Jinping ne approfitta per alludere a un nuovo ordine mondiale, fondato sulla rivisitazione della seconda guerra mondiale in Asia. Su tutto questo, facciamo il Punto.Confronta anche:See China’s new missiles, tanks and drones as it aims to rival U.S. (Washington Post)Xi Jinping hails ‘unstoppable’ China at landmark military parade (Financial Times)Xi Jinping’s anti-American party (Economist)Xi Parades Firepower to Signal That China Won’t Be Bullied Again (New York Times)
Nel 1977 usciva "Orientalismo" di Edward Said, il testo che avrebbe segnato un punto di partenza imprescindibile per ogni analisi, appunto, orientalista. Eppure oggi notiamo un trend contrario, dove sono proprio i governanti delle maggiori potenze asiatiche a trincerarsi dietro una pretesa identità locale, per mascherare il fallimento nell'offerta di diritti che non sono occidentali, bensì universali. Su questo, facciamo il Punto.
E' vero che fra le poche cose che il Partito Comunista Cinese ha realmente portato in Cina, già sotto Mao, c'è stata la parificazione di genere fra uomo e donna? E' vero che per una donna vivere in Cina è molto più sicuro che vivere in un paese Occidentale? La realtà è purtroppo un'altra, a partire dagli abusi che Mao stesso imponeva alle giovani donne che lo circondavano, per finire con il clima di repressione delle donne, dei diritti delle donne, e dei movimenti femministi che caratterizzano la Cina di oggi. Su questo, facciamo il Punto.Confronta anche:Sisters doing it for themselves? Marriage Refusal and Little Milk Puppies (The Little Red Podcast)The Garbage Time of History: Is China Still Marxist? (The Little Red Podcast)Feminist rebels (Face-Off)Famiglia (Altri Orienti)
Il vertice fra Unione Europea e Cina a Pechino si conclude con un nulla di fatto, mentre gli USA danno il via libera alla vendita di chips Nvidia modello H20 alla Cina. Su questo e altro, facciamo il Punto.Confronta anche:‘Rebalancing’ needed in China-Europe relationship, chamber president says (The South China Morning Post);⁠Donald Trump freezes export controls to secure trade deal with China⁠ (The Financial Times);Back to the Future: From Freeze-in-Place to Sliding Scale Chip Controls (Rodhium Group)⁠With New 40% Tariff, Trump Takes Aim at U.S. Dependence on China’s Factories⁠ (The New York Times);Tariffs on Taiwan stir fears over waning US support against China (The Financial Times);
E' l'8 luglio 2025, ed Ursula Von der Leyen pronuncia di fronte al parlamento Europeo un discorso molto duro nei confronti della Cina. Il summit del prossimo 24 luglio a Pechino, in occasione dei 50 anni di relazioni fra la UE e la Cina, è quindi destinato al fallimento. Non a causa del discorso della Von Der Leyen, ovviamente, ma per una serie di ragioni storiche e congiunturali che qui tentiamo di mettere insieme.Confronta anche:Speech by President von der Leyen at the EP plenary joint debate on EU-China relationsEccesso d'incapacità (Rassegna Cina)China criticises manufacturers over price war as deflation fears mount (The Financial Times)
Gli Stati Uniti, come molte delle grandi potenze che li hanno preceduti, hanno raggiunto l'apice della propria influenza quando la loro popolazione era già, in termini relativi, "ricca". La Cina, invece, deve ancora dimostrare di saper superare la cosiddetta “trappola del reddito medio”. D’altro canto, a causa della sua complessa geografia, Pechino non può permettersi di ignorare il proprio immediato vicinato strategico, né rinunciare al ruolo nei mercati più lontani. Al contempo, il sistema politico cinese — che reprime sistematicamente ogni forma di estremismo — sembra oggi dar forma a una massa critica capace di offrire un nuovo punto di riferimento in un mondo sempre più disorientato. Su queste tre grandi differenze storico-politiche tra Stati Uniti e Cina, proviamo a fare il Punto.
I rappresentanti di Stati Uniti e Cina hanno raggiunto un accordo temporaneo che prevede una sospensione di 90 giorni sui dazi applicati alle rispettive produzioni. L’intesa è stata presentata da molti come una vittoria diplomatica per Pechino. Tuttavia, ciò che ha avuto un peso maggiore — a nostro avviso — è stata la prospettiva storica che ha guidato la narrativa interna cinese e influenzato la sua postura negoziale: le guerre dell’oppio, i trattati ineguali, il bullismo subito dalle potenze occidentali.È da qui che vogliamo partire: facciamo il Punto.Confronta anche:China and US agree to slash tariffs (The Financial Times);America has given China a strangely good tariff deal (The Economist);Beyond Tariff Truce, China Readies for a Rocky Time With U.S. (The New York Times)Consigli:Amitav Gosh, Fumo e Ceneri
SommarioIn questo episodio di esploriamo le complesse relazioni geopolitiche tra Cina, Stati Uniti e Russia, analizzando eventi storici significativi come la Grande Guerra Patriottica russa e il ruolo della Cina nella Seconda Guerra Mondiale. Viene discusso come la storia e l'identità cinese siano influenzate da questi eventi e come la visione imperiale della Cina continui a plasmare le sue politiche attuali. La conversazione esplora il ritorno dell'integrità territoriale della Cina, il ruolo di Xi Jinping nella retorica contemporanea, e la trasformazione delle democrazie liberali in fascismi. Si discute anche delle relazioni internazionali della Cina, in particolare con i BRICS, e si riflette sull'opinione pubblica cinese e le sue limitazioni.KeywordsCina, geopolitica, relazioni internazionali, storia, seconda guerra mondiale, identità cinese, nazionalismi, Xi Jinping, Putin, Stati Uniti, Cina, integrità territoriale, Xi Jinping, fascismo, democrazie liberali, relazioni internazionali, BRICS, geopolitica, opinione pubblica, propagandaTakeawaysLe relazioni tra Stati Uniti e Cina sono cruciali per il futuro geopolitico.L'importanza del petrolio iraniano sta diminuendo nel contesto cinese.Xi Jinping e Putin condividono una visione storica comune.La Cina non è stata colonizzata, ma ha subito umiliazioni territoriali.La Seconda Guerra Mondiale ha avuto un impatto significativo sull'identità cinese.La visione imperiale della Cina influisce sulle sue politiche territoriali.La storia è spesso reinterpretata in base agli interessi politici attuali.L'unità cinese è stata influenzata dalla sconfitta giapponese nel 1945.La comprensione della storia è fondamentale per analizzare la modernità. L'integrità territoriale cinese è stata ripristinata dagli americani.La vittoria comunista del '49 è stata ideologica, non nazionale.Xi Jinping critica le democrazie liberali come potenziali fascismi.La Cina ha amici reali, non alleanze formali.Le democrazie liberali possono trasformarsi in fascismi rapidamente.La Cina sta cercando di riaprire i legami con l'Europa.Le sanzioni europee hanno influenzato i trattati commerciali con la Cina.L'opinione pubblica cinese è limitata dalla propaganda.La Cina ha potenzialità inespresse nel dibattito globale.Il nuovo ordine mondiale è in rapida evoluzione.Capitoli00:00 Introduzione al Podcast e Contesto Geopolitico02:52 Relazioni USA-Cina e Importanza Geopolitica05:39 La Grande Guerra Patriottica e la Russia10:05 Il Ruolo della Cina nella Seconda Guerra Mondiale14:32 Identità Cinese e Visione Imperiale17:57 Riflessioni sulla Storia e Nazionalismi23:01 Il Ritorno dell'Integrità Territoriale Cinese25:31 Xi Jinping e la Retorica dei Nuovi Fascismi28:41 La Trasformazione delle Democrazie Liberali30:35 La Cina e le Relazioni Internazionali36:06 Il Ruolo della Cina nel Nuovo Ordine Mondiale37:33 Riflessioni Finali e Consigli di LetturaConfronta anche:Ur-Fascismo 2.0 (di Alessio Longo)Consigli:Simone Pieranni, podcast "Altri Orienti" e substack "Il Partito"
La telefonata Trump/Xi

La telefonata Trump/Xi

2025-05-0140:40

Il presidente degli Stati Uniti d'America, Donald Trump, ha affermato di aver ricevuto una telefonata dal Presidente cinese Xi Jinping. E di aver raggiunto circa 200 accordi in ambito commerciale. Ecco, partiamo da qui, e facciamo il Punto.Confronta anche:Donald Trump claims to have received call from Xi Jinping and to have cut ‘200 deals’ on trade (The Financial Times)China rejects Trump claims of Xi Jinping tariff phone call (South China Morning Post)Why China has the upper hand in its trade war with America (The Economist)Why the US will lose against China (The Financial Times)
Stati Uniti e Cina si rincorrono in una guerra tariffaria al rialzo, ognuna delle due parti convinta di avere la mano migliore da giocare, e quindi la cosiddetta "escalation dominance". Intanto il mercato dei treasuries tiene a bada Trump (ma per quanto ancora?) e la UE si trova a doversi reinventare, con tutti i venti contro. Facciamo il Punto.Confronta anche:Trade, tech and Treasuries: China holds cards in US tariff stand-off (The Financial Times)Xi Jinping may try to woo the victims of Donald Trump’s tariffs (The Economist)If Not Tariffs, Then What? (Rhodium Group)Trade Wars Are Easy to Lose (Foreign Affairs)Consigli:Red Roulette, di Desmond Shum
Trump ci fa sapere che i leader degli altri paesi sono in fila per baciargli il deretano. La Cina però rilancia sulle tariffe ed il Partito Comunista Cinese ritrova le proprie radici di lotta al nemico esterno, dove si trova perfettamente a suo agio, un copione il cui ruolo sa recitare alla perfezione.Confronta anche:How China’s record trade surplus helped spark Trump’s tariff war (The Financial Times)How America could end up making China great again (The Economist)Dazi Usa-Cina, a che punto è la notte (Rassegna Cina)In Cina e Asia – Trump porta i dazi al 104%, la Cina si coordina con l’Ue (China Files)Speciale: The Monday after (Il Partito)Links:Empire of Illusion: Frank Dikötter on Why China Isn’t a Superpower | Uncommon Knowledge (intervista a Frank Dikötter)China after Mao (di Frank Dikötter)Chinese Trump (Youtuber cinese fa l'imitazione a Trump)Make America great Again (meme cinese)
​Il 2 aprile 2025, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha annunciato l'imposizione di dazi aggiuntivi del 34% sui prodotti importati dalla Cina, portando il totale al 65%.In risposta, il 4 aprile 2025, il governo cinese ha dichiarato l'introduzione di dazi del 34% su tutti i prodotti statunitensi importati in Cina, con effetto dal 10 aprile.Questa escalation nella guerra commerciale tra le due maggiori economie mondiali solleva timori per una possibile recessione globale e per l'interruzione delle catene di approvvigionamento internazionali.Nel nuovo mondo post globalizzazione, nessuno vince e tutti perdono. Confronta anchePresident Trump’s mindless tariffs will cause economic havoc (The Economist)Markets tumble as China announces 34% retaliatory tariffs on US imports (The Financial Times)
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