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Ma perché?

Author: OnePodcast

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Non sempre capiamo davvero e in profondità ciò che leggiamo. Anzi, il più delle volte prendiamo tutto come assodato, così com’è, senza domandarci il perchè delle cose. Ad esempio, sappiamo che gli stipendi in Italia sono bassi o che Xi Jinping e Putin sono alleati, o che il 2022 è stato un anno nero per le criptovalute. Bene, ma perché? Ogni giorno Marco Maisano assieme ad un esperto proveniente dal mondo della politica o dell’economia, della scienza o della cultura, riparte dalle basi, facendo una semplice domanda. Anzi la domanda più semplice del mondo: ma perché?

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Donald Trump ha tenuto il tradizionale discorso sullo Stato dell’Unione in un clima politico e internazionale particolarmente teso, che ha reso difficile ogni intento di ricucitura nazionale. La Corte Suprema ha bocciato la sua politica dei dazi, imponendo di riaprire negoziati e ridimensionando la sua forza negoziale. Intanto, inflazione e segnali di rallentamento dell’occupazione alimentano l’incertezza economica. In questo contesto, il presidente ha parlato per quasi due ore, alternando rivendicazioni e affermazioni spesso inesatte. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 26 gennaio, a Rogoredo, quartiere nella periferia di Milano, un agente di polizia ha ucciso il ventottenne Abderrahim Mansouri, sostenendo di aver reagito alla minaccia di una pistola poi risultata a salve. Nei giorni successivi, però, la sua versione è apparsa fragile e non del tutto coerente con gli esiti delle prime indagini, che suggerirebbero una dinamica diversa. La procura ipotizza inoltre ritardi nei soccorsi e la possibile messa in scena di una minaccia inesistente. L’agente è stato iscritto nel registro degli indagati per omicidio volontario, e il caso ha riacceso il dibattito sullo scudo penale per le forze dell’ordine. Una misura che, comunque, non avrebbe rappresentato un salvacondotto automatico neppure in questa vicenda. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 24 febbraio 2022 l’invasione russa dell’Ucraina ha riportato la guerra nel cuore dell’Europa, smentendo ogni rassicurazione e aprendo una crisi che molti credevano sarebbe durata poche settimane. Kiev ha resistito, il conflitto si è trasformato in una guerra di logoramento e il Paese oggi appare diviso tra fronte orientale, capitale fragile e ovest intransigente. Intanto governi, equilibri e priorità internazionali sono cambiati, ma la guerra è ancora lì, senza una vera soluzione negoziale. Dopo quattro anni di costi enormi e risultati incerti, la pace non sembra ancora vicina. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L’Italia è tra i Paesi europei con il più basso livello di alfabetizzazione finanziaria: spesso non sappiamo né investire né gestire con metodo risparmio e spesa. Educazione finanziaria significa pianificare il futuro, non speculare: capire come sostenersi quando il lavoro finirà. Uno dei temi centrali di oggi è la pensione, che per molte generazioni sarà più bassa rispetto all’ultimo stipendio. A questo si aggiunge il nodo dei “contributi silenti”, versamenti che non sempre si trasformano in una rendita nei tempi attesi. Ma perché? Ne parlo con Anna Vinci.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La Cina è un Paese che sta “invecchiando prima di diventare davvero ricco”. Meno giovani, più anziani, meno forza lavoro, maggiore pressione sul welfare. Il governo sta tentando, con incentivi economici e campagne mediatiche, di convincere le giovani coppie ad avere figli, possibilmente più di uno. Per il momento, però, queste misure stanno producendo risultati molto limitati. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Lamperti.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il generale Roberto Vannacci, fondatore di Futuro Nazionale, ha riportato al centro del dibattito il tema della remigrazione. Non si parla più soltanto di controllo dei flussi migratori, ma dell’ipotesi di rimpatri su larga scala, con implicazioni profonde su cittadinanza, diritti e identità. Un’idea che fino a pochi anni fa era marginale e oggi trova spazio crescente nel confronto politico. La remigrazione è diventata un tema centrale in diversi paesi europei. Ma perché? Ne parlo con Mattia Zulianello.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 7 febbraio Antonio Tajani parla di «limiti costituzionali insormontabili» alla partecipazione italiana al Board of Peace per Gaza; dieci giorni dopo sostiene che l’Italia non possa restarne fuori. Nel frattempo la linea del governo oscilla tra asse europeo e apertura al progetto promosso da Donald Trump, fino alla scelta di esserci come “osservatori”. Se però la Costituzione italiana rende davvero impossibile l’adesione al Board, non si tratta di una valutazione politica ma di un vincolo giuridico che rimane: Il Board of Peace è incompatibile con la Costituzione italiana. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L’intelligenza artificiale è la trasformazione decisiva del nostro tempo: sta cambiando lavoro, istituzioni e produzione di conoscenza, con effetti ancora in parte imprevedibili. La questione centrale non è se cambierà il mondo, ma a vantaggio di chi, soprattutto in società già segnate da profonde disuguaglianze. Poiché apprende da dati che riflettono squilibri e pregiudizi, il rischio è che li automatizzi e li amplifichi, incidendo anche sulla distribuzione delle opportunità nel lavoro. L’Europa prova a governare questa transizione con regole, mentre Stati Uniti e Cina accelerano sullo sviluppo. In questo scenario, l’Estonia sceglie di intraprendere una strada leggermente diversa: portare l’AI nelle scuole, affidandola agli studenti. Ma perché? Ne parlo con Luca Zorloni.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Per credere che l’Europa diventi finalmente un attore politico e militare unitario serve ottimismo: troppi anni di esitazioni rendono legittimo lo scetticismo. Eppure il continente resta uno dei luoghi più sicuri e liberi al mondo, custode di diritti che altrove sono eccezioni. Queste conquiste, però, non sono irreversibili e oggi sono esposte a pressioni geopolitiche che arrivano da est e da ovest. Il sistema nato dopo la Guerra fredda si sta sgretolando: gli equilibri strategici cambiano, le alleanze non sono più scontate, e gli Stati Uniti, anche dopo Trump, difficilmente torneranno quelli di prima. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il referendum è per definizione uno strumento polarizzante: impone un sì o un no, senza spazio per le sfumature. La riforma della giustizia in votazione è però materia tecnica e complessa, che dovrebbe richiedere competenza e analisi nel merito, non appartenenza. Eppure, in Italia, anche la giustizia è diventata terreno identitario, complice un lungo conflitto politico che ha diviso l’opinione pubblica in schieramenti contrapposti. Il rischio è che il voto si trasformi in un giudizio su Giorgia Meloni e sul governo, spostando l’attenzione dagli equilibri istituzionali al confronto politico. E questa non è una buona notizia. Ma perché? Ne parlo con Alessandro De Angelis.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Al castello di Alden Biesen, in Belgio, Giorgia Meloni e Friedrich Merz hanno riunito diversi Paesi europei con l’ambizione di segnare un punto di svolta per il futuro dell’Unione. Sul tavolo, la necessità di reagire a un contesto globale sempre più competitivo, tra gli Stati Uniti meno presenti in Europa e una Cina economicamente aggressiva. Un’urgenza già evidenziata da Mario Draghi nel suo rapporto sulla competitività, rimasto però finora più evocato che attuato. L’incontro nelle Fiandre viene presentato come l’inizio di un cambio di passo, tra investimenti strategici e riforme strutturali rimandate troppo a lungo. Ma perché? Ne parlo con Angela Mauro.See omnystudio.com/listener for privacy information.
È dal 1960 che Cuba subisce le conseguenze di uno dei regimi di sanzioni economiche più lunghi della storia: l’embargo imposto dagli Stati Uniti. L’azione fu avviata in risposta alle nazionalizzazioni di beni e proprietà statunitensi sull’isola dopo la rivoluzione, e negli anni successivi è stata rafforzata e ampliata con ulteriori restrizioni al commercio e ai rapporti finanziari tra i due paesi. In questi decenni Cuba ha attraversato diverse fasi: il disfacimento dell'Unione Sovietica, la pandemia da COVID-19 e in ultimo la caduta di Maduro. Adesso però è sprofondata in una crisi che sembra senza via d'uscita. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L’Europa si trova davanti a una scelta decisiva: diventare una vera potenza o restare schiacciata tra Stati Uniti e Cina. Merz e Meloni spingono per un rilancio strategico, richiamando anche le proposte di Draghi e Letta su competitività e mercato unico. Un asse forte in vista del Consiglio europeo, promettendo di superare divisioni e lentezze burocratiche. Ma proprio sullo strumento chiave, il debito comune proposto da Macron per finanziare investimenti strategici, emergono nuove fratture. A dire di no, ancora una volta, è stata la Germania. Ma perché? Ne parlo con Angela Mauro.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il Regno Unito ha lasciato l’Unione Europea nel 2020 dando seguito a un referendum che oggi molti cittadini giudicano un errore. Le promesse centrali della Brexit, dalla riduzione dell’immigrazione al rilancio economico, non hanno trovato riscontro nei dati. Al contrario, il paese ha visto aumentare la pressione migratoria complessiva e perdere attrattività per studenti e capitale umano europeo. A questi effetti si sono sommati anni di instabilità politica, che hanno indebolito la capacità di governo e di risposta alle crisi. Adesso ci risiamo: il primo ministro laburista Keir Starmer rischia di essere travolto da uno scandalo. Ma perché? ne parlo con Silvia Mobili.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Negli ultimi anni i campus americani sono diventati il laboratorio di una nuova visione culturale, spesso riassunta sotto l’etichetta di “woke”, nata da intenzioni inclusive ma sfociata in pratiche censorie. In nome della tutela dalle offese, l’esperienza soggettiva è stata elevata a criterio di giudizio pubblico, portando al silenziamento di docenti e al collasso del confronto. La distinzione tra intenzione e percezione si è progressivamente dissolta, trasformando l’università da luogo di dibattito a spazio di contrapposizione morale. Questo clima ha contribuito, tra le altre cause, a reazioni populiste e a una nuova radicalizzazione del discorso politico. Oggi una destra sempre più intollerante al dissenso ripropone lo stesso schema, ma con segno opposto. Ma perché? Ne parlo con Claudio Cerasa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il ritorno di Bitcoin sui livelli precedenti al secondo mandato di Donald Trump sorprende. Il possibile avvicendamento alla guida della Federal Reserve, con Kevin Warsh al posto di Jerome Powell, ha riacceso il dibattito su tassi e politica monetaria, senza però generare un vero shock di mercato. I ribassi recenti sono stati infatti trainati soprattutto dal settore tecnologico, in particolare dall’intelligenza artificiale, sempre più osservata con sospetto per il rischio di una bolla. In questo contesto, Bitcoin si è distinto negativamente, subendo un crollo più rapido e profondo rispetto agli altri asset. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Scirè.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il governo ha approvato un ampio pacchetto sicurezza composto da un decreto-legge e un disegno di legge, per un totale di 62 articoli, che mantiene l’impianto originario nonostante il confronto con il Quirinale. Giorgia Meloni rivendica il risultato. L’opposizione denuncia una deriva repressiva e un tentativo di comprimere il dissenso, ma ridurre tutto a propaganda rischia di semplificare eccessivamente il quadro. Il pacchetto introduce misure eterogenee e controverse, che sollevano anche interrogativi seri su diritti e equilibri istituzionali. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
“Ali Khamenei dovrebbe essere preoccupato”, dice Donald Trump, commentando negoziati tra Stati Uniti e Iran che sembravano a un passo dall’accordo. Teheran ha imposto condizioni su formato e sede dei colloqui per non apparire in posizione di debolezza dopo la guerra dei dodici giorni. Secondo Ali Vaez, l’obiettivo iraniano è dare l’impressione di controllare almeno in parte l’agenda negoziale. Washington avrebbe però ampliato il perimetro del negoziato: non solo nucleare, ma anche missili balistici e sostegno a milizie sciite anti-israeliane. Nonostante i colloqui di oggi, un accordo tra Iran e Stati Uniti rimane difficile. Ma perché? Ne parlo con Nadia Boffa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
L’imprevedibilità di Donald Trump non è più solo una cifra politica, ma un fattore di instabilità che disorienta alleati, mercati ed elettori. Le promesse contraddittorie e i dazi hanno indebolito l’immagine internazionale degli Stati Uniti senza produrre il rilancio promesso. L’America appare oggi più divisa, meno attrattiva e in perdita di soft power, come dimostra anche il calo del turismo internazionale. Le critiche non arrivano più solo dai liberal, ma crescono anche nel campo repubblicano, costringendo Trump a ridimensionare alcune iniziative e a rilanciare nuove promesse. L’obiettivo è uno solo: vincere le elezioni di midterm, che Trump teme più di ogni altra cosa. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo ogni manifestazione degenerata, la politica tende a riscrivere i fatti per trarne consenso, trasformando episodi complessi in narrazioni semplificate e utili alla propaganda. In Italia il tema della sicurezza esiste, ma è stato storicamente egemonizzato dalla destra, mentre la sinistra lo ha progressivamente rimosso dal proprio vocabolario politico. Ne deriva una sicurezza diseguale, garantita ai più forti e negata alle periferie e ai ceti fragili. Il dibattito pubblico, riacceso da fatti di cronaca gravi, si sviluppa oggi in modo emotivo e non strutturale. È in questo contesto che nasce il decreto sicurezza del governo Meloni, sollevando seri dubbi di metodo e di merito. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
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Comments (2)

gabriele lorenzi

Scusa.. ma non consideri che anche fare sciopero di lunedì vuol dire fare il weekend lungo? 🤔

Nov 17th
Reply

Fabio Defendenti

Podcast interessante, garbato, documentato e facilmente fruibile. Ormai il servizio pubblico lo fanno queste realtà

Jul 16th
Reply (1)