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Ma perché?
Ma perché?
Author: OnePodcast
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Non sempre capiamo davvero e in profondità ciò che leggiamo. Anzi, il più delle volte prendiamo tutto come assodato, così com’è, senza domandarci il perchè delle cose. Ad esempio, sappiamo che gli stipendi in Italia sono bassi o che Xi Jinping e Putin sono alleati, o che il 2022 è stato un anno nero per le criptovalute. Bene, ma perché? Ogni giorno Marco Maisano assieme ad un esperto proveniente dal mondo della politica o dell’economia, della scienza o della cultura, riparte dalle basi, facendo una semplice domanda. Anzi la domanda più semplice del mondo: ma perché?
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Dopo ogni manifestazione degenerata, la politica tende a riscrivere i fatti per trarne consenso, trasformando episodi complessi in narrazioni semplificate e utili alla propaganda. In Italia il tema della sicurezza esiste, ma è stato storicamente egemonizzato dalla destra, mentre la sinistra lo ha progressivamente rimosso dal proprio vocabolario politico. Ne deriva una sicurezza diseguale, garantita ai più forti e negata alle periferie e ai ceti fragili. Il dibattito pubblico, riacceso da fatti di cronaca gravi, si sviluppa oggi in modo emotivo e non strutturale. È in questo contesto che nasce il decreto sicurezza del governo Meloni, sollevando seri dubbi di metodo e di merito. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Negli ultimi vent’anni l’Occidente ha spesso costruito la propria identità attraverso momenti di adesione emotiva collettiva, proclamando di volta in volta “siamo” qualcosa: Charlie Hebdo, George Floyd, Black Lives Matter. Anche con i curdi è accaduto lo stesso: nel 2014, durante l’assedio di Kobane, sono diventati improvvisamente un simbolo universale di resistenza all’ISIS. Un sostegno intenso ma in gran parte emotivo, più narrativo che politico, legato alla paura globale del terrorismo. Passata l’emergenza, l’attenzione è svanita e i curdi sono stati lasciati soli, senza scandalo né mobilitazione. Proprio ora che avrebbero più bisogno di memoria e solidarietà. Ma perché? Ne parlo con Edoardo BuffoniSee omnystudio.com/listener for privacy information.
La stretta monetaria della BCE ha funzionato: l’inflazione è tornata intorno al 2% e oggi il livello è considerato stabile. Per questo Christine Lagarde ha iniziato a tagliare i tassi, nel tentativo di rendere il credito più accessibile. Eppure, nonostante questi tagli, famiglie e imprese continuano a trovare difficoltà nell’ottenere prestiti. Accendere un mutuo sostenibile resterà complicato anche nel 2026. Ma perché? Ne parlo con Raffaele Ricciardi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un portafoglio a rischio medio include tipicamente una piccola quota di materie prime accanto ad azioni e obbligazioni. Questa componente, spesso considerata marginale, è quasi sempre presente, soprattutto sotto forma di oro. Nel 2025, però, proprio quel 10% in commodity ha inciso in modo sproporzionato sul rendimento complessivo. Il forte rialzo dei prezzi delle materie prime ha compensato e talvolta eguagliato il contributo dell’azionario. Tutto o quasi dipende dalle politiche di Donald Trump, compreso il crollo del valore del dollaro. Ma perché? Ne parlo con Claudio Paudice.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La partita aperta con l’operazione Midnight Hammer non si è chiusa con l’attacco ai siti nucleari iraniani. Trump e Netanyahu puntavano a destabilizzare il regime della Repubblica islamica, al potere dal 1979. La repressione recente, con decine di migliaia di vittime in pochi giorni, mostra la forza brutale dello Stato. Ma gli stessi numeri possono indicare il contrario: una reazione estrema come segnale di fragilità inedita. Secondo diversi analisti il regime iraniano non è mai stato così debole. Ma perché? Ne parlo con Maurizio Molinari.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Negli Stati Uniti, eventi gravi come l’uccisione di Alex Pretti a Minneapolis si intrecciano con un clima di forte rumore politico e mediatico che rende difficile distinguere fatti e propaganda. Le reazioni iniziali dell’amministrazione Trump hanno puntato a colpevolizzare la vittima, basandosi su affermazioni non supportate da prove. Con il tempo, però, video e dichiarazioni ufficiali hanno smontato quella narrazione, mostrando una dinamica dei fatti diversa. Di fronte alle nuove evidenze, la Casa Bianca ha cambiato tono, prendendo le distanze dall’operazione e dai suoi protagonisti. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Secondo fonti dell’opposizione, la repressione delle proteste in Iran avrebbe causato in pochi giorni un numero impressionante di vittime, riportando il Paese sull’orlo di una crisi profonda. Eppure, nonostante rivolte ricorrenti e pressioni interne, il regime degli ayatollah ha sempre dimostrato una notevole capacità di resistenza. Nemmeno lo scontro militare con Israele e l’intervento diretto degli Stati Uniti contro i siti nucleari iraniani hanno prodotto il collasso annunciato. Ora una nuova minaccia arriva da Washington, con l’ipotesi di un ulteriore attacco americano contro Teheran. Ma perché? Ne parlo con Nadia Boffa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo l’uccisione di Alex Pretti durante un’operazione federale a Minneapolis, esponenti vicini a Trump hanno difeso immediatamente l’operato degli agenti, senza attendere accertamenti completi. Le versioni ufficiali parlano di una minaccia imminente, ma i video mostrano Pretti disarmato e con solo un telefono in mano. Il caso si inserisce in un clima di crescente aggressività delle agenzie federali, incarnato anche da figure controverse come Gregory Bovino e da pratiche sempre più invasive. La morte di Pretti ha innescato proteste di massa e il presidente Trump, un po' a sorpresa, ha annunciato l’ipotesi di un ritiro dell’ICE e della Border Patrol dalla città. Ma perché? Ne parlo con La McMusa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il GRU è il servizio di intelligence militare russo. A guidarlo è Igor Kostyukov, uomo di fiducia di Vladimir Putin e figura chiave della politica militare e strategica russa. Nonostante voci di epurazioni dopo l’invasione dell’Ucraina, Kostyukov è rimasto saldo al vertice dell’apparato. È stato lui a rappresentare la Russia nei nuovi colloqui diplomatici ad Abu Dhabi con Stati Uniti e Ucraina. Ancora una volta, però, questi incontri sembrano produrre risultati minimi, se non nulli. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 12 novembre 2025 maggioranza e opposizione avevano raggiunto un accordo su un emendamento alla proposta di legge Boldrini per modificare l’art. 609-bis del codice penale in materia di violenza sessuale. La riforma mirava a introdurre esplicitamente il concetto di consenso, in linea con la Convenzione di Istanbul, superando un modello fondato solo su violenza, minaccia o abuso di autorità. L’intesa politica sembrava solida e condivisa anche dai principali leader dei due schieramenti. Tuttavia, nel nuovo testo presentato in Commissione Giustizia il riferimento al consenso è scomparso. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo settimane di dichiarazioni dure, Donald Trump ha improvvisamente cambiato tono. Sulla Groenlandia, da terreno di scontro simbolico, il linguaggio si è fatto più prudente. Anche sui dazi, da minaccia costante, emergono segnali di maggiore cautela e apertura. In meno di 24 ore, da Davos, il presidente americano ha improvvisamente cambiato strategia. Ma perché? Ne parlo con Claudio Cerasa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump ha governato e governa ancora gli Stati Uniti rilanciando e legittimando alcune delle più estreme teorie del complotto diffuse online. Queste narrazioni descrivono il mondo come controllato da un’élite liberal responsabile di censure, manipolazioni e crimini immaginari. Per anni tali storie sono state liquidate come folklore grottesco o intrattenimento digitale. Il problema è che hanno finito per orientare decisioni politiche reali, fino allo smantellamento di USAID e dei suoi programmi umanitari globali. Ma perché? Ne parlo con Pietro Salvatori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un messaggio pubblicato da Donald Trump su Truth, rivolto al premier norvegese Jonas Gahr Støre, mostra un linguaggio e un’impostazione lontani da qualsiasi protocollo istituzionale. Colpiscono la forma improvvisata e, soprattutto, l’idea che il Premio Nobel per la Pace dipenda da decisioni di governo, cosa che non è. Per anni queste uscite sono state liquidate come semplici sparate elettorali. Oggi però rivelano una postura diversa, che mette in discussione equilibri e alleanze storiche. Per la prima volta da decenni, il rapporto tra Stati Uniti ed Europa appare fragile. Ma perché? Ne parlo con Simone Sabattini.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il 2026 si apre con mosse geopolitiche che sembrano uscite da un film, ma che rivelano un Donald Trump più determinato che mai. Dopo il Venezuela, il presidente USA punta apertamente alla Groenlandia, sfidando la Danimarca e mettendo in allarme l’Europa. Tra tensioni diplomatiche, militari inviati sull’isola e la minaccia dei dazi, gli equilibri tra alleati storici vacillano. L’Europa si interroga se rispondere con fermezza o continuare a cercare un compromesso. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump non ha mai fatto mistero del fatto di essere convinto di meritare, anzi di esigere, il premio Nobel per la pace, e quando questo è stato assegnato alla leader dell'opposizione venezuelana Maria Corinna Machado è andato su tutte le furie. Ora Machado è andata alla Casa Bianca per regalargli la medaglia. Ma perché? Ne parliamo con Estefano Tamburrini.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump ha intrapreso una serie di azioni nei confronti della Federal Reserve, la banca centrale americana, per cercare di destituire alcuni membri, di screditare il presidente Jerome Powell e, di fatto, di prenderne il controllo. Ma perché?See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il governo di Giorgia Meloni ha appena presentato un nuovo pacchetto sicurezza, cioè un insieme di norme che andrebbe a integrare e inspessire il Decreto Sicurezza del 2025, che già aveva causato forti dissensi sia interni che esterni al governo. La giustificazione per l'inasprimento di norme e provvedimenti è sociale, però si tratta di una questione politica. Ma perché? Ne parliamo con Federico Gonzato.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Da prima del blitz in Venezuela, il presidente americano Donald Trump non fa che parlare di quanto potrà sfruttare, attraverso le compagnie estrattive americane, il petrolio che scorre copioso nel paese, risanando così una situazione debitoria nella quale è coinvolta anche Eni. Le cose però stanno diversamente. Ma perché? Ne parliamo con Ettore Greco.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Dopo la liberazione di Alberto Trentini e Mario Burlò, e soprattutto in seguito al complicato negoziato che l'ha preceduta, i rapporti tra il governo di Giorgia Meloni e quello della ex vice di Maduro, Delcy Rodríguez, sono cambiati, di nuovo. Ma perché? Ne parliamo con Estefano Tamburrini.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Le notizie che arrivano dall'Iran sono terribili, si parla sempre più di morti, feriti e arrestati, ma la situazione è molto più ingarbugliata di quanto le poche informazioni disponibili dimostrino e in campo ci sono interessi interni e internazionali più estesi e complicati di quanto possa sembrare. Ma perché? Ne parliamo con Luciana Borsatti.See omnystudio.com/listener for privacy information.





Scusa.. ma non consideri che anche fare sciopero di lunedì vuol dire fare il weekend lungo? 🤔
Podcast interessante, garbato, documentato e facilmente fruibile. Ormai il servizio pubblico lo fanno queste realtà