DiscoverMa perché?
Ma perché?
Claim Ownership

Ma perché?

Author: OnePodcast

Subscribed: 3,496Played: 164,780
Share

Description

Non sempre capiamo davvero e in profondità ciò che leggiamo. Anzi, il più delle volte prendiamo tutto come assodato, così com’è, senza domandarci il perchè delle cose. Ad esempio, sappiamo che gli stipendi in Italia sono bassi o che Xi Jinping e Putin sono alleati, o che il 2022 è stato un anno nero per le criptovalute. Bene, ma perché? Ogni giorno Marco Maisano assieme ad un esperto proveniente dal mondo della politica o dell’economia, della scienza o della cultura, riparte dalle basi, facendo una semplice domanda. Anzi la domanda più semplice del mondo: ma perché?

901 Episodes
Reverse
Trump e Rutte si incontrano alla Casa Bianca dopo il cessate il fuoco con l’Iran, in un clima di forte tensione internazionale. Il presidente americano appare indebolito: i piani in Iran non hanno funzionato e Teheran esce rafforzata, soprattutto grazie al controllo dello Stretto di Hormuz. La frustrazione di Trump si riflette nei rapporti con gli alleati europei, accusati di non aver partecipato al conflitto ma già colpiti dalle conseguenze economiche. Il confronto con la NATO si fa sempre più duro, tra dichiarazioni polemiche e minacce di disimpegno dall’Alleanza. Eppure, nonostante la retorica, un’uscita degli Stati Uniti resta estremamente complessa. Ma perché? Ne parlo con Gianluca Pastori.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Lo Stretto di Hormuz è al centro delle tensioni tra Stati Uniti, Israele e Iran, con continui cambiamenti tra aperture e restrizioni. Prima del conflitto, Teheran non esercitava un controllo così marcato, ma la sua reazione ha colto di sorpresa gli avversari. Oggi l’Iran si trova in una posizione strategica più forte e utilizza lo stretto come leva nei negoziati. Nonostante gli accordi prevedano la riapertura, nei fatti il traffico resta limitato a causa di divergenze sull’estensione del cessate il fuoco. Ma anche con una riapertura immediata e definitiva, gli effetti economici globali persisterebbero a lungo. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Donald Trump ha definito il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran una vittoria totale americana, con tutti gli obiettivi raggiunti. Eppure, sia analisti occidentali sia Teheran stessa mettono in dubbio questa lettura, rivendicando a loro volta il successo. Il Pakistan, attraverso la mediazione del primo ministro Shehbaz Sharif, ha avuto un ruolo decisivo nell’accordo. Lo stop arriva dopo un ultimatum durissimo di Trump, che minacciava la distruzione dell’Iran se non avesse accettato le condizioni. A un’ora dalla scadenza, l’attacco viene improvvisamente fermato. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Otzma Yehudit, il partito di estrema destra guidato da Itamar Ben-Gvir, ha promosso una legge che introduce la pena di morte per palestinesi accusati di terrorismo, criticata da organizzazioni come ACRI – Association for Civil Rights in Israel per il rischio di discriminazione. La norma, approvata dalla Knesset, prevede tempi rapidi di esecuzione e distingue tra tribunali militari e civili. Si tratta di una svolta rilevante in un Paese che ha applicato la pena capitale una sola volta, con Adolf Eichmann nel 1962, e che ora attende il giudizio della Corte Suprema. In questo contesto di tensione crescente e attenzione internazionale calata, Israele ha ripreso a colpire la Striscia di Gaza. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Le iniziali previsioni di una “guerra lampo” in Iran si sono smentite, trasformandosi in un conflitto più lungo e con obiettivi ridimensionati verso il negoziato. Nel frattempo, la chiusura dello stretto di Hormuz ha colpito un nodo cruciale per il commercio energetico globale, aggravando le tensioni internazionali. Le istituzioni economiche europee avvertono che l’impatto potrebbe essere significativo, soprattutto in un contesto già fragile e ad alto indebitamento. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Trump ridimensiona l’importanza dello stretto di Hormuz per gli Stati Uniti, spostando la responsabilità sugli alleati e rafforzando una linea critica verso di loro. Questa posizione ignora però l’interdipendenza economica globale, dove uno shock energetico europeo si ripercuote inevitabilmente anche sull’economia americana. Nel frattempo, diversi paesi stanno cercando di coordinarsi per garantire sicurezza e riapertura delle rotte, ma con molte incognite operative e strategiche. La complessità della crisi supera le semplificazioni politiche e rende l’intervento più difficile del previsto. Ma perché? Ne parlo con Lorenzo Santucci.See omnystudio.com/listener for privacy information.
A un anno dal “Liberation Day” proclamato da Donald Trump, la politica dei dazi si è tradotta in una sequenza di tensioni, negoziati e pressioni internazionali più politiche che economiche. Queste misure, usate come leva per ottenere concessioni da altri paesi, si sono allontanate dall’obiettivo iniziale di riequilibrare il commercio estero statunitense. Un anno dopo gli americani si scoprono più poveri e indebitati. Ma perché? Ne parlo con Matteo Muzio.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Kristi Noem è stata rimossa da Donald Trump dal ruolo di Segretaria alla Sicurezza Interna, dopo mesi di tensioni e critiche. Il suo operato era stato centrale nelle politiche anti-immigrazione, finite al centro delle polemiche anche per due uccisioni a Minneapolis da parte di agenti federali. Su quei casi, Noem è apparsa evasiva, alimentando il malcontento dell’opinione pubblica. A pesare anche uno scandalo su un contratto poco trasparente, che aveva incrinato il rapporto con Trump. Il suo mandato si è chiuso il 31 marzo, ma proprio quel giorno Kristi Noem è finita di nuovo nei guai. Ma perché? Ne parlo con Simone Di Gregorio.See omnystudio.com/listener for privacy information.
È un dato senza precedenti: l’Italia, quattro volte campione del mondo, è rimasta fuori dai Mondiali per tre edizioni consecutive. Dopo le eliminazioni del 2017 e del 2022, è arrivata anche quella contro la Bosnia-Erzegovina, al termine di una partita decisa ai rigori. Eppure gli azzurri erano partiti bene, prima di restare in dieci e subire il ritorno degli avversari. Al di là della singola gara, il problema appare più profondo di errori e episodi. Il calcio italiano sta attraversando una crisi profonda. Ma perché? Ne parlo con Marco Cattaneo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Gli eventi degli ultimi giorni — un minore che ha accoltellato un’insegnante e un altro che progettava una strage in una scuola — riportano al centro del dibattito i più giovani e il loro rapporto con i social: in entrambi i casi, infatti, Telegram ha avuto un ruolo. Molti Paesi hanno imposto divieti di accesso ai social per i minori, e anche l’Italia sta valutando misure simili. Gli esperti, però, avvertono che potrebbero servire a poco. Ma perché? Ne parlo con Carlo Verdelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Gli Houthi, sostenuti dall’Iran, entrano in guerra contro Israele segnando una nuova fase del conflitto tra blocchi contrapposti. Il loro controllo dello stretto di Bab el-Mandeb li rende un attore chiave per il traffico energetico globale. La chiusura dello stretto di Hormuz ha già costretto i paesi produttori a soluzioni alternative, riducendo ma non fermando i flussi. Un eventuale attacco alle navi nel Mar Rosso potrebbe bloccare le forniture verso l’Asia e aggravare la crisi energetica globale. Gli Stati Uniti valutano un intervento militare che analisti e commentatori considerano un grosso azzardo. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La vittoria del “No” al referendum sulla giustizia ha provocato scosse politiche nella maggioranza, mettendone alla prova gli equilibri. Diverse dimissioni di figure chiave, soprattutto legate a Fratelli d’Italia, hanno evidenziato tensioni interne e responsabilità politiche. Anche Forza Italia, tra pressioni interne, ha mostrato segnali di cambiamento. Il risultato referendario ha quindi inciso sugli assetti di governo, senza però determinare una crisi tale da far cadere l’esecutivo. Allo stesso tempo, l’opposizione, nel tentativo di cavalcare il momento, fa fatica a trovare un leader forte che la rappresenti. Ma perché? Ne parlo con Alfonso Raimo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Un ragazzo di 13 anni ha aggredito con un coltello la sua insegnante in una scuola media in provincia di Bergamo, ferendola gravemente. L’episodio, avvenuto davanti ad altri studenti, è stato in parte trasmesso in diretta su Telegram dallo stesso aggressore. Dopo il tentativo di fuga, il giovane è stato fermato dal personale scolastico e poi preso in carico dalle autorità. Le sue motivazioni, condivise online, rivelano un forte disagio verso regole e percepite ingiustizie. Il caso ha sollevato un dibattito attorno al tema dell'imputabilità, dato che nel nostro paese non è possibile procedere nei confronti dei minori di 14 anni. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Orlandi.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Giorgia Meloni è volata in Algeria per rafforzare le forniture energetiche dopo lo stop del gas dal Qatar. Dopo aver sostituito in fretta il gas russo sotto Mario Draghi, l’Italia si è esposta a nuovi rischi geopolitici. Le tensioni causate dall’Iran nello Stretto di Hormuz hanno fatto salire i prezzi di petrolio e gas. L’Italia risulta oggi il Paese europeo più esposto a queste crisi energetiche. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La sconfitta al referendum segna prima di tutto una battuta d’arresto politica per Giorgia Meloni, che aveva scelto di esporsi direttamente. La politicizzazione del voto ha però trasformato il risultato in un giudizio sul governo. Dopo mesi di consenso stabile, emerge una crepa: anche parte dell’elettorato di centrodestra ha votato contro. Il voto sulla riforma della giustizia diventa così un segnale di sfiducia più ampio, con effetti immediati negli equilibri politici. Andrea Delmastro Delle Vedove e Giusi Bartolozzi a tre giorni dall'esito del referendum, hanno scelto di dimettersi. Ma perché? Ne parlo con Federica Olivo.See omnystudio.com/listener for privacy information.
La guerra tra Stati Uniti e Iran prosegue da ventisei giorni, con migliaia di obiettivi colpiti e una netta superiorità militare americana e israeliana. Tuttavia, il regime iraniano non è crollato, mostrando una resilienza costruita in decenni di preparazione a scenari simili. Nonostante l’eliminazione di figure chiave ai vertici del potere, il sistema ha mantenuto il controllo, reprimendo le proteste interne e continuando le azioni militari nella regione. La strategia di provocare uno shock decisivo per indebolire il regime non ha prodotto i risultati attesi, mentre il conflitto si gioca anche sul piano della comunicazione. In questo contesto, le dichiarazioni di Trump su presunti negoziati nucleari contrastano con le smentite iraniane. Ma perché? Ne parlo con Mario Del Pero.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nelle ultime settimane la campagna referendaria aveva cambiato tono, soprattutto dopo l’esposizione diretta di Giorgia Meloni, spinta da sondaggi meno favorevoli al “Sì”. Il confronto si è progressivamente trasformato in uno scontro politico frontale, dove la logica del “con me o contro di me” ha sostituito il dibattito sul merito. I pochi tentativi di approfondire i contenuti sono stati soffocati da semplificazioni e narrazioni allarmistiche contrapposte. Ne è emersa una campagna dominata da toni esasperati e scarso spazio per spiegazioni reali agli elettori. E infine, ieri, 23 marzo, con un’affluenza quasi da record, ha vinto il “No”. Ma perché? Ne parlo con Edoardo Buffoni.See omnystudio.com/listener for privacy information.
A Ras Laffan si lavora una quota enorme del GNL mondiale, una risorsa da cui anche l’Europa, e soprattutto l’Italia, dipende in modo significativo. Dopo la guerra in Ucraina, il gas liquefatto ha sostituito in parte quello russo, rendendo paesi come il Qatar ancora più centrali. Per l’Italia il peso è ancora maggiore: il GNL copre una parte rilevante del fabbisogno e il Qatar resta tra i principali fornitori. Questo significa che qualsiasi tensione in quell’area ha effetti diretti anche sull’economia italiana. Israele la settimana scorsa ha attaccato gli impianti di South Pars. Ma perché? Ne parlo con Giuseppe Dentice.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Siamo tutti un po’ stanchi di una campagna referendaria confusa e poco chiara, su un tema tecnico che richiederebbe più strumenti per essere compreso. Il punto però non è votare in un modo o nell’altro, ma farlo con consapevolezza, anche quando il voto ha un significato politico. Qui l’obiettivo è capire, non schierarsi. Uno dei nodi centrali riguarda il CSM e il timore che la riforma aumenti l’influenza della politica su un organo che dovrebbe garantire l’autonomia della magistratura. In particolare, si discute del ruolo del Parlamento nella selezione dei membri laici. Ma c’è un aspetto spesso trascurato: la politica, in forme diverse, ha già oggi un ruolo nelle nomine del CSM. Ma perché? Ne parlo con Andrea Sterpa.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Il governo è intervenuto sul caro carburanti con un decreto d’urgenza, spinto dall’impatto immediato delle tensioni in Medio Oriente sui mercati energetici. La sola minaccia di blocco dello stretto di Hormuz aveva fatto impennare il prezzo del petrolio, con effetti quasi istantanei sul prezzo del carburante già nelle prime ore dell'attacco di Stati Uniti e Israele contro l'Iran. L'effettiva chiusura dello stretto ha poi innescato l'inizio di una vera e propria crisi energetica. Ma la misura del governo, con il taglio delle accise, purtroppo servirà a poco. Ma perché? Ne parlo con Davide Tabarelli.See omnystudio.com/listener for privacy information.
loading
Comments (2)

gabriele lorenzi

Scusa.. ma non consideri che anche fare sciopero di lunedì vuol dire fare il weekend lungo? 🤔

Nov 17th
Reply

Fabio Defendenti

Podcast interessante, garbato, documentato e facilmente fruibile. Ormai il servizio pubblico lo fanno queste realtà

Jul 16th
Reply (1)
loading