Discoverl'angolo di donpi
l'angolo di donpi

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Author: don Pietro Carrara

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omelie, pensieri e riflessioni di don Pietro Carrara, sacerdote della Diocesi di Bergamo. Non è teologo né biblista, ma un semplice prete in ministero che si nutre ogni giorno della Parola di Dio e cerca di “spezzettarla” anche per gli altri.

Attualmente presta servizio presso il Santuario di San Giovanni XXIII a Sotto il Monte Giovanni XXIII (BG).
185 Episodes
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Dicendoci «questi è il Figlio mio», Dio ci sta parlando di Sé: ci sta dicendo che la Sua giustizia è misericordia che guarisce, salva e libera dal peccato.(leggi qui la versione testuale)
Come i Magi siamo chiamati ad adorare Dio, e Lui soltanto, perché solo Lui ci ama di amore infinito e ha mandato suo Figlio a offrire la Sua vita per noi.(leggi qui la versione testuale)
Dio ci ha svelato non solo Sé stesso ma anche ciò che siamo noi per Lui, ovvero: figli nel Figlio, benedetti, santi e amati. Viviamo onorando questa identità!(leggi qui la versione testuale)
«Nato da donna, nato sotto la legge» è la trascrizione teologica paolina del mistero dell’Incarnazione, che è subito mistero di salvezza. Natale è già Pasqua!(leggi qui la versione testuale)
Il custodire con delicatezza e premura, dentro una famiglia, non è compito solo del padre, ma di tutti i componenti: è un dovere mutuo reciproco.(leggi qui la versione testuale)
Se ci lasceremo “addomesticare” dal bambino Gesù, lasciandoci amare così come siamo, si scioglieranno le paure che ci tengono prigionieri e ci rendono cattivi.(leggi qui la versione testuale)
Matteo ci sta dicendo: «Vuoi contribuire alla realizzazione e al perfezionamento del disegno di Dio generando Cristo? Guarda Giuseppe, e anche tu fa’ così».(leggi qui la versione testuale)
Il Battista ci insegna che quando i dubbi fanno vacillare la nostra fede occorre «risalire alla fonte», chiedere spiegazione all’Unico che la può dare: Cristo.(leggi qui la versione testuale)
Abbiamo già preparato tutto l’occorrente per il Natale: lucine, alberi, presepi, regali… ma la via al nostro cuore perché vi possa trovare posto il Signore?(leggi qui la versione testuale)
L’invito a vegliare e stare pronti non fa leva sulla paura o l’angoscia, ma chiama a vivere la vita come servizio attento agli altri anziché al proprio comfort.(leggi qui la versione testuale)
Per entrare nel regno di Dio dobbiamo assumere lo stesso atteggiamento umile e confidente del “buon ladrone”, che chiede a Gesù di ricordarsi di lui.(leggi qui la versione testuale)
In un mondo che sembra un mare in tempesta, il cristiano è invitato a vivere e lavorare nella tranquillità e nella pace che vengono dalla fiducia in Dio.(leggi qui la versione testuale)
In questa festa siamo invitati a riflettere sul nostro essere tempio di Dio, edificati sul fondamento di Cristo, dal cui fianco scaturisce la nostra vita.(leggi qui la versione testuale)
I testi della Scrittura di questa ricorrenza ci invitano a guardare, anzi: a contemplare con fede Gesù come Colui che ha il potere di liberarci dalla morte.(leggi qui la versione testuale)
Non esistono formule magiche nelle preghiere, ma l’invocazione fatta a Dio con fede e umiltà ha davvero il potere di salvarci dal nostro peccato.(leggi qui la versione testuale)
Avere fede significa credere fermamente che Dio farà giustizia come solo Lui sa fare, e scegliere di vivere la mitezza, cercando una pace disarmata e disarmante.(leggi qui la versione testuale)
Eucaristia è ringraziare e rendere gloria a Dio, partendo dalla presa di coscienza che tutta la nostra vita è dono gratuito di Dio; per questo è importante.(leggi qui la versione testuale)
Le fede non si misura in quantità, come una merce, ma si valuta per la sua qualità, essendo una virtù interiore purissima. Credere è gioia di servire!(leggi qui la versione testuale)
«Ascoltare Mosè e i Profeti» oggi significa saper leggere in tutto quello che capita attorno a noi i moniti di Dio che ci mette in guardia per salvarci.(leggi qui la versione testuale)
Siamo tutti debitori verso Dio, e l’unico modo di pagare i nostri debiti e annullare i crediti che crediamo di avere coi nostri fratelli, perdonandoli di cuore.(leggi qui la versione testuale)
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