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Storie italiane
Storie italiane
Author: la Repubblica
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"Perché possiamo dirci italiani? A dispetto delle tante divisioni, storiche e attuali, c'è qualcosa che ci accomuna. Una serie di tratti che ci rendono immediatamente riconoscibili in qualsiasi luogo del mondo; nel male ma anche nel bene". Corrado Augias ci accompagna con la sua voce in un itinerario che attraversa e unisce le tante città della nostra Penisola, alla ricerca della vera natura di noi Italiani. Un viaggio che diventa il coinvolgente romanzo della nostra nazione. Un'avventura nello spazio, nel tempo e nella memoria, per raccontarci le tante storie, i protagonisti e gli eventi che hanno fatto la grandezza e la miseria del nostro Paese. Perché scavare nel passato è l'unico modo per capire la crisi di oggi e riprendere il cammino.
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Avevo anticipato nella conversazione precedente e quest’ultima sarebbe stata dedicata al tema delicato e che d’altra parte maltrattato della pornografia di ciò che distingue la pornografia dall’erotismo.Nella copiosa letteratura erotica d’epoca vittoriana, spicca una ‘Vita segreta’ in più volumi di autore anonimo. Nel repertorio sterminato di avventure, lo sconosciuto protagonista Walter, mette in evidenza quelle che lui definisce ‘idealità’ e che noi possiamo tradurre con ‘fantasie’. Walter racconta che al termine di un amplesso particolarmente elaborato con una sua partner, costei uscendo dal loro rifugio gli chiese: «Ain’t we beasts?», non siamo come bestie? No, risponde il protagonista, non lo siamo proprio perché sono le fantasie a distinguerci dalla ritmica monotonia stagionale degli animali.
Stavo accennando alla fine della conversazione precedente al fatto che il sostanziale ateismo non volle dire per il pensatore Renan un rigetto del cristianesimo, al contrario egli raggiunse le sue posizioni continuando però a vedere quale risorsa il cristianesimo, spogliato di ogni elaborazione teologica, riportato all’essenziale messaggio di Gesù, potesse rappresentare per la spiritualità degli individui e per il bene d’una collettività.Fino a quando la fede cattolica ha cercato la sua affermazione attraverso strumenti duri, feroci a volte, quali guerre, roghi, scomuniche, la sua è risultata una ‘verità’ imposta per ciò stesso destinata a decadere nella superstizione o in una stanca ritualità.
La particolare ‘biografia’ di Gesù scritta dal pensatore francese Ernest Renan uscì nel 1863 quando l’autore era nei suoi quarant’anni. Renan s’era reso conto che, spogliata dal mantello opprimente della teologia, la figura di Gesù diventava più grande, il suo messaggio più vicino alle necessità umane; la storia e il martirio di quell’uomo, ricondotti alle circostanze storiche e politiche dei suoi anni, all’angusto ebraismo fondato sul Tempio e sui sacrifici, ad una terra, la Palestina, occupata da un brutale esercito straniero, rendeva più evidenti le ragioni della sfida da lui portata alle autorità sacerdotali e alle autorità romane d’occupazione. In quella sfida Gesù mise in gioco la sua vita - e la perse.
Torno a parlare di Renan. A quanto pare è di attualità anche se continuo a non capire perché si preferisca citare il pensatore francese - di indiscutibile livello, sia chiaro - anziché il nostro Giuseppe Mazzini che sui concetti di patria e nazione ha lavorato benissimo e con lungimiranza.Apprezzo molto gli scritti di Renan di cui una certa conoscenza, ritengo però che anche Mazzini sia su questi argomenti un pensatore notevole ingiustamente trascurato. Temo per provincialismo.
Nel 1984 il presidente del Consiglio Bettino Craxi firmò un secondo Concordato con parecchie modifiche compresa quella che faceva cadere il principio che l'Italia avesse una religione di Stato: «Si considera non più in vigore il principio originariamente richiamato dai Patti Lateranensi, della religione cattolica come sola religione dello Stato italiano»
Nell'introduzione di un opuscolo inglese sull'insegnamento della religione cattolica ho letto: «Riteniamo di non essere colpevoli di sacrilegio suggerendo che in certe scuole l'insegnamento della religione rappresenterebbe una sfida formidabile anche per l'Onnipotente in persona». Tipico humour britannico che attenua la durezza del messaggio: il quale si potrebbe tradurre in altre parole in questo modo: in certe condizioni insegnare religione è molto difficile, spesso inutile, in alcuni casi addirittura dannoso per la stessa religione
Anche nella filosofia Spinoza presenza una rilevante novità separandola nettamente dalla teologia. Il nostro filosofo rovescia il credo dei tomisti che dettava "philosophia ancilla teologiae", al contrario, egli afferma la superiorità del pensiero filosofico in quanto frutto della ragione, mentre la teologia si fonda su una verità rivelata che in sostanza è un portato dell'immaginazione. La Bibbia non è di origine divina, ma solo una raccolta disordinata di scritti umani. Il massimo che si possa ricavare dalle Scritture sono alcuni insegnamenti morali, certo non delle verità infallibili
Vorrei riprendere e chiudere il racconto di Baruch Spinoza aiutato anche dall'uscita di un nuovo saggio su di lui pubblicato da 'La Nave di Teseo'. Autore Frédéric Lenoir, titolo 'Il miracolo Spinoza'. Come mai una parola così impegnativa, miracolo, da parte dell'illustre filosofo e sociologo francese Lenoir?
Avevo accennato, qualche conversazione fa, al filosofo Baruch, Benedetto, Spinoza. Poi la festività della Pasqua e le novità dell’IA ci hanno portato altrove. Ora vorrei riprendere il racconto di quella figura, la sua è stata una vita mite, spoglia, severa; nonostante ogni avversità, serena. Vita breve, morì poco sopra i quarant’anni per una debolezza polmonare che la molatura delle lenti aveva aggravato. S'era ingegnato in quel mestiere - nel quale riuscì ad eccellere - dopo essere stato bandito dalla sua comunità. Così misera la sua eredità che la sorella Rebecca preferì rifiutarla piuttosto che sobbarcarsi le spese e il fastidio di quelle povere cose.
ChatGPT Generative Pre-trained Transformer, traducibile in "trasformatore pre-allenato generatore di conversazioni" di cui ho parlato la volta scorsa è basato su una strategia di apprendimento per cui, entro certi limiti, è in grado di correggere i propri errori. Imparare dai propri errori è una dote tipicamente umana; da questo punto di vista una leggera somiglianza tra umani e macchine comincia a balenare con l’aggiunta decisiva che questa forma di IA ha il pregio di agire in tempi rapidissimi. Ma possiamo davvero parlare di intelligenza anche se artificiale?
Mi ero ripromesso di continuare a raccontare la storia di Baruch Spinoza campione del libero pensiero, ma le novità intervenute nel frattempo mi costringono invece a tornare sul tema dell'intelligenza artificiale, che ha fatto della sua istruzione un modo nuovo di intervento che di colpo relega tra le cose vecchie ciò che fino a ieri pensavamo fosse l’ultima frontiera.
Periodo di Pasqua, arriva la primavera auguri. Se consideriamo la Pasqua dal punto di vista del cristianesimo, resurrezione di Gesù detto il Cristo - la festività sarebbe ancora più importante del Natale – anche se il Natale resta ovviamente la premessa di tutto. San Paolo, che qualcuno considera il vero fondatore del cristianesimo, scrive (1Corinzi, 16-17): "Se i morti non risorgono, neanche Cristo è risorto;ma se Cristo non è risorto, è vana la vostra fede". È la fede nella resurrezione, secondo l'apostolo di Tarso, che distingue il vero seguace di Gesù. La pasqua ebraica tradizionale come la descrive Deuteronomio, si celebra immolando una vittima. Il cristianesimo traspone questa vittima in Gesù, tant'è che Paolo giunge a dire che "Cristo nostra pasqua è stato immolato". Si assume il sacrificio dell'Antico Testamento trasferendolo nella figura di Gesù, consumandolo in lui che però dopo tre giorni nel sepolcro risorge. Si può discutere se Resurrezione sia nascere di nuovo dall'alto, oppure non dal ventre materno ma dallo spirito
Si parlava, nella precedente conversazione, della possibilità che la potenza divina non sia infinita, visto come va il mondo. Oppure, altra ipotesi, che prevalga il suo disinteresse nei confronti delle vicende umane. Oppure ancora che l’entità divina, qualche sia la sua natura, sia inconciliabile con la presenza animale, quella umana compresa, su questo o eventuali altri pianeti
Già, Dio. Che ne sarà di lui nell’era del pensiero digitale? Durante la Rivoluzione francese Dio venne abolito per sostituirlo con la razionalità delle cose. La Ragione venne elevata a livello divino: la dea Ragione. Non durò molto. Tempo pochi anni la Ragione cadde nelle mani di chi deteneva sufficiente potere militare e politico per crearsela da sé una ragione: Napoleone fattosi imperatore. Durò poco anche lui, una decina d’anni, dopo i quali legge e potere, tornarono nelle mani di chi le aveva sempre amministrate, le vecchie classi dominanti.
Parlavamo dunque di 'Machine Learning' ovvero capacità d'apprendimento delle macchine. In termini concreti la domanda è questa: può una macchina imparare dall'esperienza come fa un essere umano? Gli esperimenti in corso usano una tecnica di questo tipo: fanno apprendere un comportamento alle macchine mostrandogli degli esempi come si fa con un bambino, la macchina impara a seguirli e a sapere riconoscere situazioni simili alle quali dare risposte adeguate. A quale livello di complessità? Con quale attendibilità etica?
Da qualche settimana si parla spesso di CHATGPT, sembra essere una forma avanzata di IA. Rispetto a collaudati strumenti come ad esempio Google, questa novità ha il pregio di interagire con l'utente. Google in parole povere mi dà in tempi rapidissimi un'informazione, quale che sia. Chat GPT mi offre uno scambio di vedute come in una conversazione diciamo umana
Non dobbiamo avere nessun entusiasmo nei confronti della rivoluzione che ci ha investito dobbiamo accoglierlo naturalmente anche perché sarebbe impossibile non farlo dobbiamo sfruttarla dobbiamo imparare a evitare le sue trappole ma in tutto questo si impone la cautela che sempre necessaria quando si maneggia uno strumento magnifico, molto potente, altrettanto pericoloso. Soprattutto senza dimenticare che, di fronte alla potenza dei nuovi mezzi, è indispeanbile la salvaguardia di un sapere sedimentato del quale gli esseri umani si sono nutriti per generazioni.
La rivoluzione elettronica, sta cambiando le nostre vite, ancora più le cambierà in un futuro prossimo. Anche per questo le ideologie politiche E religiose sono in crisi anche da qui nascono le difficoltà per un partito o movimento politico che voglia disegnare un programma di largo respiro e non s’accontenti della più o meno buona gestione del presente. Molti degli attuali politici ci appaiono mediocri ma non è sempre detto che siano meno dotati di quelli che li hanno preceduti, devono operare in un contesto molto più difficile perché molto più incerto
Eccoci qui a parlare di IA ed etica, due termini che già presi singolarmente appaiono di spaventosa complessità, insieme possono creare un labirinto per uscire dal quale è necessaria una buona bussola. La prima mossa è descrivere il contesto che è poi la funziona di base dell’intelligenza umana: trovare le linee che uniscono i vari punti, circoscrivere il paesaggio. La rivoluzione digitale se vogliamo parafrasare Marx è ormai la locomotiva della storia che sta soppiantando la forza economica o politica che ebbero le rivoluzioni tra la fine del 700 e il primo 900
Negli ultimi tempi ho letto molto sull’Intelligenza Artificiale (IA). Mi sono appassionato, incuriosito, spaventato di fronte allo sterminato orizzonte che questa disciplina (?), tecnologia (?), scienza (?) apre. Volendo racchiudere le prospettive d’un possibile futuro in una sola parola, credo però che si dovrebbe restare proprio a quella: intelligenza artificiale. In realtà non siamo per niente sicuri che si tratti di vera intelligenza né che sia un ramo del sapere nel senso in cui lo sono la Storia o la Biochimica























