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Giovani Contro
Giovani Contro
Author: Erica Manna
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© Erica Manna
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Sono pochi: sempre meno, in un Paese dove la natalità continua a calare. Sottopagati, precari, in crisi: in Italia i Neet - coloro che hanno tra i 15 e i 29 anni e non studiano e non lavorano - superano la media europea: più di tre milioni. Eppure i giovani, spesso dipinti come apatici e disimpegnati, chiedono spazio. Parte da Genova, la città più anziana d'Europa, il viaggio di Repubblica per raccontare chi sono questi invisibili: dagli studenti agli attivisti dei centri sociali, dai Fridays alla comunità lgbtq+ al volontariato cattolico. Questo podcast di Erica Manna dà voce alle loro storie
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Sono liceali e universitari: oltre 350 volontari under 35, solo a Genova, impegnati nelle Scuole della pace della Comunità di Sant'Egidio. Attive nei quartieri più complicati, ad alto rischio dispersione: anche nel centro storico , visto che la periferia non è (solo) un concetto geografico, ma sociale. Nelle Scuole della pace, al pomeriggio, si presentano bambini di tutte le nazionalità - immigrati di seconda generazione - e di tutte le fedi per fare i compiti. Ma non solo: perché l'obiettivo è provare a insegnare loro il senso dell'inclusione. In questa puntata percorreremo le stanze tappezzate di disegni di colombe con l’ulivo: dove si prova a dare concretezza a una parola così abusata da suonare vuota. Pace. E dove i volontari si impegnano per cambiare le cose. Partendo da una semplice domanda: cosa posso fare, io?
Nella Genova al centotreesimo posto su 107 per qualità della vita dei giovani, secondo il report del Sole 24Ore, i centri sociali rischiano di trasformarsi in fortini dai perimetri sempre più ristretti. E dove gli sgomberi sono già avvenuti, in buchi neri cittadini: vuoti a perdere. Ultimo caso, quello del centro sociale Zapata, da trent'anni nel quartiere popolare di Sampierdarena: mentre la trattativa con il Comune è a un punto di stallo, questa puntata dell’inchiesta di Repubblica racconta cosa rappresentano questi luoghi, per le periferie e la città intera. Ma anche dell’utopia che prese corpo proprio qui, a Genova, dodici anni fa: con don Andrea Gallo, il prete di strada che si fece mediatore tra centri sociali e istituzioni. Progetto unico in Italia: che, dopo la sua morte, naufragò.
Quando a Stoccolma quella ragazzina con le trecce seduta sul marciapiede del Parlamento iniziava ad attirare l'attenzione del mondo, a Genova, sulla scalinata di Palazzo Ducale, al venerdì si presentarono in tre, con i cartelli. Ma Genova è la città più anziana d’Europa, e i manifestanti erano persone di mezza età. Fino a quando non si avvicinò una ragazza: “Avevo letto di Greta, così ho chiesto: come vi posso aiutare?”. Oggi Francesca Ghio è non solo un'attivista, ma tra le più giovani elette in consiglio comunale: in piazza e nelle istituzioni. In questa puntata raccontiamo la galassia degli attivisti per il clima, dai Fridays for Future a Extinction Rebellion a Ultima Generazione: "Le azioni di disobbedienza civile sono necessarie - spiegano - è l'unico modo per farci ascoltare". Ma la coordinazione, raccontano, al potere fa paura. A Genova, poi, le ferite del G8 sono ancora aperte: "Impariamo dagli errori di altri movimenti: non ci fermiamo, perché non c'è più tempo".
Sono giovani, anzi: giovanissimi. Quando si avvicinano all’associazionismo hanno anche dodici, tredici anni. Molto informati, padroneggiano il linguaggio dei social per far comprendere “fuori dalla bolla” temi complessi (e spesso strumentalizzati dalla politica): come identità di genere, carriera alias. E infatti hanno creato un Rainbow Dictionary, perché le parole – soprattutto nell’affrontare temi così delicati – sono importanti, eccome. Ma sono anche alla ricerca di spazi reali: inclusivi e sicuri. In questa puntata incontriamo il collettivo Pansoti: gli attivisti raccontano del loro calendario, dove le favole Diseny vengono decostruite. E di come l'accettazione di sé passi anche attraverso un armadio di vestiti: per non sentirsi giudicati.
Sono pochi: sempre meno, in un Paese dove la natalità continua a calare. Sottopagati, precari, in crisi: in Italia i Neet - coloro che hanno tra i 15 e i 29 anni e non studiano e non lavorano - superano la media europea: più di tre milioni. Eppure i giovani, spesso dipinti come apatici, disillusi e disimpegnati, portano avanti le loro battaglie e chiedono spazio. Parte proprio da qui, da Genova, la città più anziana d'Europa, il viaggio-inchiesta di Repubblica per raccontare chi sono questi invisibili: dagli studenti agli attivisti dei centri sociali, dai Fridays for Future alla comunità lgbtq+ al volontariato cattolico, dagli scout alla Comunità di Sant'Egidio. Questo podcast di Erica Manna, Giovani contro, intende dare voce alle loro storie, alle loro lotte.
Classi dove "piove dentro" o "è caduto il controsoffitto". La richiesta pressante di sportelli psicologici, perché dopo la pandemia il disagio è cresciuto, "eppure se gli psicologi ci sono, sono troppo pochi. E la lista di attesa è infinita". La necessità di alzare la voce contro l'impostazione del nuovo Ministero dell'Istruzione e del Merito, che "disegna un modello di istruzione malato, sempre più improntato alla competizione e al mondo del lavoro, mentre la scuola deve essere il luogo del sapere". La prima puntata del podcast di Repubblica Giovani contro inizia da un'assemblea, con un gruppo di ragazzi dell'Unione degli Studenti: una delle sigle della variegata realtà studentesca - da Rete degli studenti Medi a Osa -, che spiega quali sono oggi le urgenze, gli strumenti per combattere e quanto è distante, vista da qui, la politica.





