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Milano parla Cinema

Author: Loquis

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I luoghi e le scene dei film che hanno reso la città di Milano un palcoscenico.
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49 Episodes
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Happy Family in Brera

Happy Family in Brera

2020-11-22--:--

Happy Family è un film del 2010. Una commedia diretta da Gabriele Salvatores, tratta dal testo teatrale di Alessandro Genovesi. gli attori sono Fabio de Luigi e Margherita Buy. Ezio è uno sceneggiatore con la paura del lieto fine, vive di rendita ed è in crisi creativa, finché un giorno viene investito da Anna, che per scusarsi lo invita ad una cena di famiglia in cui si intrecciano le storie dei diversi personaggi. La strada in cui Ezio (De Luigi) e Anna (Buy) si scontrano è Via Castelfidardo, angolo Via San Marco, a Milano, in zona Brera. La zona di Brera era, un tempo, fuori dalla città vera e propria. Fu proprio in quest’area, ai margini del centro abitato, che l’imperatrice Maria Teresa d’Austria fece costruire l’Accademia delle Belle Arti, fondata nel 1776. A soli due anni dopo risale l’inaugurazione del vicino Teatro alla Scala. Nel corso dei secoli il quartiere si è allargato e popolato, e la presenza dell’Accademia ha trasformato Brera in un “distretto culturale”, un quartiere di artisti, studenti e intellettuali che lo hanno reso davvero affascinante, elegante e luogo di grande creatività.
Il mare non pensa, ed è lì da sempre. Noi invece pensiamo e moriamo. Come a dire che la vita - quando si ferma a ripensare se stessa e si cristallizza in una forma - cessa di essere eterno divenire, e si raffredda in statico simulacro di sé, astrazione sclerotizzata, museificata, rigida pietra tombale. È questo il messaggio più importante di Happy Family, la surreale commedia di Gabriele Salvatores con Fabio De Luigi e Margherita Buy. Il protagonista abita in una zona molto cool, che in realtà è di pura fiction. Si trova infatti nell'area degli studi Rai di via Mecenate a Milano, in un corridoio della zona sud. Dal vialetto da dove si vede uscire De Luigi di casa di De Luigi non si riesce a vedere quello che c’è veramente dietro, ovvero il grosso stradone di Via Mecenate, grande arteria della città. Il tipo di appartamento è decisamente milanese-wannabe-newyorkese: è un loft, una rarità immobiliare nella realtà meneghina, che però ci viene proposto come tipo di abitazione comune. Ed è lo stesso punto dove si trovava anche il loft di Aldo in Chiedimi se sono felice.
Commedia sentimentale del 2011 tratta dall'omonimo romanzo di Fabio Volo, che è anche protagonista di questo film diretto da Massimo Venier e dove spuntano anche Stefania Sandrelli, Roberto Citran e Luciana Littizzetto. Giacomo è un ottimo lavoratore, oltre ad essere un donnaiolo incallito che evita di impegnarsi sentimentalmente con qualsiasi donna ha un problema: è bravo a parlare e chiudere contratti, ma è una frana quando deve discutere con le donne. Un giorno, in tram, incontra una ragazza. Dopo una serie di sguardi, Giacomo, pur non conoscendo il suo nome, se ne innamora follemente. Dopo averla osservata tutte le mattine sul tram, andando al lavoro, alla fine la ragazza, che dirà di chiamarsi Michela, finalmente gli parla e lo invita per un caffé che poi diventa anche un invito a cena. Alla fine della serata Michela gli dice che sta per trasferirsi definitivamente a New York, avendo ottenuto un lavoro presso una casa editrice ed è questo il motivo per cui gli ha parlato. La strada dove, dopo esser stati assieme al bar, Giacomo Pasetti raggiunge Michela per proporle di vedersi a cena è Via Carlo Goldoni a Milano, nella zona Risorgimento, un quartiere est di Milano. Proprio dietro l'angolo c'è l'Autosilo Susa. uno dei primi parcheggi multipiano in Europa, il cui progetto originale del ‘63 vanta l’esposizione al Metropolitan Museum di New York, per via dell’architettura altamente avveniristica.
La notte di Natale, Aldo, Giovanni e Giacomo vengono arrestati in quella che sembrerebbe flagranza di reato e dovranno dimostrare di non essere i componenti di una banda specializzata in furti d’appartamento. Il film è fatto di flashback da cui Aldo, Giovanni e Giacomo raccontano ad una ispettrice di Polizia le loro vite bizzarre e gli equivoci per i quali sono stati scambiati per una banda specializzata in furti d’appartamento, mostrano una grande varietà di vie di Milano tra cui Piazza Affari e Palazzo Mezzanotte, dove c’è la sede della Borsa di Milano. Ma tutto inizia (o finisce?) nel quartiere Isola, e più precisamente nella palazzina milanese di via Pastrengo 19, dove vive Monica, la fidanzata di Aldo. Mentre Giacomo vive poco più in là , in un condominio in via Pollaiuolo 9, nello stesso stabile in cui si trova la clinica veterinaria di Giovanni.
Nel film Romanzo Popolare, del maestro Mario Monicelli, Giulio Basletti è un operaio metalmeccanico milanese, scapolo, fervente attivista sindacale e tifoso del Milan. L'uomo rivede dopo diciassette anni Vincenzina, figlia di un suo collega emigrante dell'avellinese, la quale fu tenuta da lui stesso a battesimo. Nel giro di pochi mesi si sposano e mettono al mondo un bambino. Ad una manifestazione di piazza, cui segue uno scontro con la polizia, l'agente del reparto celere Giovanni viene colpito alla testa da un manufatto di metallo. Individuato il colpevole in Salvatore Armetta, un vicino e amico di Giulio, si reca nel caseggiato dove risiede per arrestarlo. Qui, però, trova la ferma opposizione di tutti i vicini e, soprattutto, di Giulio che difende l'amico. Tempo dopo, Armetta incontra nuovamente Giovanni, che nel frattempo ha dimenticato l'accaduto, e grazie alla comune passione calcistica stringono amicizia. L'agente ha così modo di entrare in buoni rapporti con Giulio, del quale comincia a frequentare la casa e diventare l’amante della moglie di Giovanni. Quando Giulio decide di andare a parlare direttamente con l'amante della moglie e raggiunge la caserma dei carabinieri siamo in Via Tiepolo, nel quartiere Città Studi. Il nome Città Studi non è dovuto al caso: si tratta davvero dell’area a maggiore concentrazione di istituti accademici di tutta la città. Qui ci sono il Politecnico e la Statale, con tutte le principali facoltà soprattutto a indirizzo scientifico. Non a caso nemmeno il fatto che in zona si trovino alcune delle migliori cliniche milanesi e centri di ricerca medica. Una zona centrale ma non troppo, residenziale ma super-servita, accessibile come prezzi ma con case che si rivalutano costantemente.
Nel film Mi fido di te, Ale e Franz interpretano due personaggi omonimi. La mattina di Francesco inizia con leggerezza, quasi fosse la pubblicità di un famoso biscotto, ma nasconde un drammatico retroscena non appena l'ignara moglie gira l'angolo con la macchina familiare. Francesco è stato licenziato da più di un mese dalla multinazionale per la quale lavorava ma non sa come raccontarlo a casa. Ogni mattina, tolti gli abiti eleganti da manager in carriera indossa quelli da benzinaio e "omino dell'acqua" nella speranza di trovare presto un nuovo impiego alla sua altezza. Poco distante, Alessandro - un piccolo truffatore che vorrebbe lasciare la malavita per ricominciare da capo con un lavoro onesto e mettere su famiglia - è perseguitato dagli strozzini ai quali deve ancora 500 euro pena la morte, o ancor peggio, il coinvolgimento della fidanzata come minacciano i suoi aguzzini. Il destino li farà incontrare e i due diverranno partner in affari (poco puliti); ma per lavorare in coppia, quando la posta in gioco è alta, bisogna fidarsi l'uno dell'altro. In questa scena siamo a casa di Ale, sotto la quale lo attendono gli strozzini. La casa si trova in Via Privata Arnaldo Fusinato a Milano, nel quartiere di Villapizzone. Fino a qualche anno l’area di Villapizzone era estremamente popolare e un po’ grigia. Oggi, invece, il rinnovamento urbano sta portando il quartiere a una nuova vita: i vecchi casermoni diventano loft di design, le palazzine cambiano faccia, le piazzette di rivestono di porfido e i collegamenti con il centro e le zone universitarie sono molto efficienti.
Nel film Mi fido di te, uscito nelle sale il 2007 e interpretato dal duo comico Ale e Franz, Francesco Villa (nome del protagonista ma anche vero nome di Franz), manager di un'agenzia immobiliare, viene licenziato e cerca di nasconderlo alla famiglia adattandosi ad umili impieghi. In un bar incontra Alessandro Besentini, piccolo truffatore che vive di espedienti. Francesco si scopre portato per la truffa e assieme ad Alessandro mette a segno colpi sempre più sofisticati. Quando però verrà violata una delle regole più importanti stabilite dai due, cioè di non far incontrare le loro 2 famiglie, la copertura di Francesco salterà e dovranno abbandonare le attività illecite. I due troveranno modo di ricostruirsi una vita rispettabile, non prima di essersi vendicati del collega di Francesco responsabile del suo licenziamento. La sede della Promoject, l'azienda dalla quale viene licenziato Franz, è la sede della filiale milanese della McCann Worldgroup, in Via Valtellina, ai bordi del rinnovato e alla moda quartiere Isola. L'agenzia Promoject ha creato alcune delle più note campagne pubblicitarie del XX secolo ed è anche citata nella serie tv Mad Men.
Antonio Pane, interpretato da Albanese nel film L’intrepido, vive a Milano e ha un lavoro particolare: fa il 'rimpiazzo', sostituisce cioè gli assenti in qualsiasi tipo di attività; un giorno può essere muratore, in quello successivo tramviere e così via. Antonio è un uomo fondamentalmente solo: la moglie lo ha lasciato per unirsi a un uomo dalle fortune decisamente più certe e il figlio studia sassofono contralto al Conservatorio e cerca in qualche modo di aiutare il genitore. Un giorno, a un esame di Stato, Antonio conosce una giovane donna, Lucia, a cui offre un aiuto disinteressato. Il palazzetto dove Antonio Pane partecipa ad un concorso in occasione del quale conosce Lucia, ragazza alla quale passerà le soluzioni dei quesiti, è il Milano Convention Center. In zona Portello Sud, il MiCo è il più grande centro congressi d’Europa: con 65 sale e 50.000 metri quadri di spazi espositivi.
Il quarantenne disoccupato Antonio Pane sbarca il lunario come può, senza mai perdere la speranza di una vita migliore che di lavoro sostituisce altri lavoratori nelle loro più disparate mansioni. Il film L’intrepido di Antonio Albanese ci ricorda quanto possa essere difficile, quando non addirittura tragico, vivere il presente, in particolare per le nuove generazioni. Viene messa in scena una Milano architettonicamente 'lontana' dalle persone sia che ci si trovi in zona Garibaldi piuttosto che a Rogoredo. Il deposito dove Antonio Pane interpretato dallo stesso Albanese, prende servizio come autista di tram è il Deposito Messina dell’ATM, situato in Via Messina a Milano, proprio a fianco del cimitero monumentale di Milano. L'edificio ha una notevole rilevanza storica e architettonica: si tratta di una delle maggiori testimonianze di architettura industriale milanese legate all'architettura del ferro in Italia ed è spesso oggetto di studio per architetti e studenti universitari.
Il film del 2013 diretto e interpretato da Antonio Albanese, L’intrepido vede come protagonista Antonio, un uomo speciale che vive a Milano e ogni giorno, pur di non risvegliarsi la mattina senza sapere cosa farà, pratica un lavoro particolare, il "rimpiazzo", sostituendo, anche per poche ore, lavoratori di qualsiasi tipo che si assentano dal lavoro per cause più o meno valide. Una volta, mentre fa l'attacchino di manifesti, gli rubano la bici, come nel film Ladri di biciclette. Fa di tutto, lavora in qualsiasi luogo, pur di essere pagato, anche per molto poco, ma non si arrende mai. E, nonostante tutto, riesce ad aiutare la gente che gli sta intorno, sempre col sorriso sulle labbra. Il cantiere dove Antonio sostituisce per qualche ora un operaio era quello nel quale si stava costruendo la Torre De Castillia, uno dei due grattacieli che compongono il complesso del Bosco Verticale, ambitissima zona abitativa dichiarata cool ancora prima che venisse completata.
Nel film Willy Signori e vengo da lontano, diretto e interpretato da Francesco Nuti, la routine di un cronista milanese è sconvolta da un incidente di auto in cui perde la vita un uomo, ma soprattutto da una nuova presenza: quella della sorella della vittima che lo colpevolizza e, allo stesso tempo, lo coinvolge massicciamente nella propria vita e nell'attesa di un bimbo che dovrà nascere. Il giornalista trascura la fidanzata e si deve fare in quattro per gestire il lavoro e il fratello paralitico che lo attende a casa con problemi e lamentele. La situazione, naturalmente, gli scoppia tra le mani, e non è detto che non ne nasca un bene. Il caffè concerto “City Square” nel quale si svolge la festa di compleanno di Willy alla presenza della fidanzata Alessandra e, contemporaneamente, di Lucia oggi è stato per molti anni un cinema multi sala, e negli ultimi anni è diventato la discoteca Lime Light. Ci troviamo a un isolato di distanza dall’Universita Bocconi, in zona Ticinese.
Il vedovo è la storia di un romano trapiantato a Milano che s'è sposato solo per interesse crede a un certo punto che la ricchissima moglie sia morta in un incidente e pensa già a come adoperare i suoi milioni. La donna, invece, è viva. Il poveraccio prepara un piano per ucciderla e nonostante tutti i preparativi, è lui a rimetterci la vita. La casa della coppia formata da Alberto e di sua moglie Elvira è la Torre Velasca a Milano. Il suo nome si deve alla piazza omonima in cui si trova, toponimo a sua volta derivante dal nome del politico spagnolo Juan Fernández de Velasco che nel XVII secolo governò il Ducato di Milano. Essendo uno dei pochi esempi italiani di architettura post-razionalista, per il suo interesse storico e artistico nel 2011 l'edificio fa parte dei beni architettonici sottoposti a vincolo dalla Soprintendenza ai Beni Culturali.
Nel film del 1956, Il vedovo, Il commendatore Alberto Nardi, interpretato da Alberto Sordi, è un giovane industriale romano, megalomane ma dalle scarse capacità. È sposato con la ricca Elvira Almiraghi, donna d'affari milanese di successo, abile e spregiudicata, alla quale il marito, perennemente assediato dai creditori, si rivolge quando ha bisogno di firme per cambiali o nuovo denaro per le sue fallimentari iniziative. La coppia abita assieme in un appartamento nella torre Velasca a Milano, il celebre primo grattacielo di Milano. Impossibilitato a saldare le pressanti scadenze di debiti, interessi, cambiali, e sostenendo comunque uno stile di vita agiato per salvare in pubblico il suo status di uomo d'affari, Alberto Nardi vive in uno stato di continua tensione, che l'ha già portato all'esaurimento nervoso e - ci viene detto - al ritiro spirituale in un convento di campagna. La banca dove Sordi va a chiedere il prestito al direttore per pagare i suoi creditori che lo aspettano fuori è la sede della Banca Commerciale, si trova in Piazza della Scala a Milano, quasi accanto al teatro. Per riconoscere il luogo è utile anche osservare quando Sordi attraversa la piazza in macchina (Lancia Flaminia) insieme allo zio (Nando Bruno) e al creditore
Nel film di Pasquale Festa Campanile Renato Pozzetto è “Un povero ricco”. In questo film siamo davanti al secondo lavoro di "intrattenitrice" di Ornella Muti, nel film amica di Pozzetto, il quale interpreta un ricco ossessionato dalla paura di perdere la sua ricchezza che decide di diventare povero per un mese a scopo terapeutico, e che rivelerà solo alla fine del film la sua reale condizione economica alla Muti e le permetterà di smettere di prostituirsi. La pensione dove la Muti, svolge il suo secondo lavoro incontrando uomini di una certa età coi quali va ad amoreggiare durante il giorno. è all’inizio di Corso Buenos Aires, a Porta Venezia all’Hotel Fenice., Posta a nord-est della città, oggi questa zona è rinomata di locali e ristoranti multietnici.
Nel film Un povero ricco del 1983, interpretato dal mitico Renato Pozzetto, l'ingegnere Eugenio Ronconi vive a Milano una vita agiata in una grande villa, ed è sposato con Romina, ma è ossessionato di perdere tutte le sue ricchezze e diventare povero. Su consiglio del suo psicanalista, decide dunque di diventare "povero" per circa un mese. Nell'appartamento che la ditta gli riserva conosce Marta, la vicina di pianerottolo che, pur non conoscendolo, gli diventa subito amica, mentre Eugenio se ne innamora. Ad un certo punto del film il povero ricco Pozzetto fa colazione con il nuovo amico povero sul Duomo, che come al solito, per quel che riguarda i film ambientati a Milano nel Novecento, è un protagonista del film, quasi come un personaggio immaginario. Simbolo cinematografico e in questo caso simbolo di libertà, il povero ricco scopre proprio tra le guglie del Duomo un luogo poco frequentato all’epoca, e soprattutto poco turistico, dove l’amico è il “re” e si reca per mangiare al mattino godendo della zona esclusiva e del panorama, gratis e senza nessuno intorno.
Nel film Nirvana di Gabriele Salvatores del 1997, Jimi, interpretato da Christopher Lambert da giovane, vive nel grande “Agglomerato del Nord”, una megalopoli multietnica, inquinatissima e distopica che Salvatores. Jimi fa il programmatore di videogiochi, che in ottemperanza delle regole del cyberpunk è circa il mestiere più rispettato e meglio pagato dell’universo, ma è depresso perché la fidanzata l’ha lasciato e non si decide a finire il gioco, “Nirvana”, che dovrebbe consegnare per Natale. Il film è stato girato quasi interamente nel quartiere Portello di Milano, nei vecchi stabilimenti dell'Alfa Romeo trasformati per l'occasione in set cinematografico. Gli spazi un tempo occupati dall'impianto industriale dell'Alfa Romeo, hanno subito dopo la loro dismissione un lungo processo di riqualificazione urbana, accogliendo nel tempo nuove funzioni commerciali-residenziali, mentre quelli che hanno ospitato la sede originaria della Fiera Campionaria, sono attualmente oggetto di un intervento di riconversione legato al progetto "CityLife".
Momo a Cordusio

Momo a Cordusio

2020-11-09--:--

Nel film che valse ad Adriano Celentano il David di Donatello 1980, Mani di Velluto, un geniale ingegnere milanese si innamora di una graziosa borseggiatrice. L'uomo per far breccia nel suo cuore si finge un astuto ladro e organizza una serie di colpi ma di nascosto risarcisce sempre le vittime. Il punto in cui Momo, fa scendere dalla macchina sua sorella Tilly, la borseggiatrice interpretata da Eleonora Giorgi, che in seguito andrà a prendere la metropolitana si trova in pieno centro a Milano, in Piazza Cordusio. Posta dove sorgeva la corte dei duchi longobardi, la Curia Ducis, da cui deriva il nome della piazza, un tempo rappresentava il centro finanziario di Milano, dal momento che ospitava le sedi di varie istituzioni finanziarie. A partire dagli anni 2010, col trasferimento di queste nei nuovi grattacieli delle zone di Porta Nuova e CityLife, la piazza si è convertita a centro della vita sociale e commerciale della città. Proprio qui è stato aperto il primo Starbucks italiano.
Nella commedia del 1979 “Mani di Velluto” Un inventore e industriale ricchissimo, Guido, interpretato da un giovane Adriano Celentano, abbandonato dalla moglie, incontra Tilli, Eleonora Giorgi, borseggiatrice e ultima rampolla di una simpatica famiglia di ladruncoli. Se ne innamora e per conquistarla ruba anche lui, salvo restituire poi il "malloppo" alle sue vittime. Il gioco regge finché non salta fuori che Guido è ricco e i soldi li ha fatti brevettando un vetro antifurto, incubo di ogni onesto criminale. Per farsi perdonare Guido ridiventa povero donando tutti i suoi capitali alla avida ex moglie. La scena in cui Celentano, dopo aver rincorso con la Vespa una sua amica per restituirle la borsa cade con la Vespa in una fontana e viene soccorso dalla Giorgi che ancora non conosce, è stata girata presso la Villa Reale di Monza. La fontana è proprio quella di fronte alla Villa Reale, per molti anni è rimasta spenta, fino a quando, nel 2015 è tornata in funzione
Mani di fata è un film del 1983 con due figure mitiche del cinema italiano di quegli anni: Renato Pozzetto e Eleonora Giorgi. Pozzetto interpreta Andrea, ingegnere quarantenne dalle idee brillanti, che si ritrova all'improvviso senza lavoro. Il suo licenziamento coincide con la promozione avuta dalla moglie nel suo lavoro e così Andrea decide di non dirle niente. Sulle prime il piano riesce, perché Andrea, approfittando dell'autolicenziamento della loro cameriera, ne prende il posto, ed i conti in famiglia tornano lo stesso anche senza il suo stipendio. Ma presto Franca, la moglie interpretata dalla Giorgi, se ne accorge, e cominciano i guai. Andrea, diventato un perfetto massaio, si sente trascurato e scarsamente considerato dalla moglie. Per affermare i suoi diritti, trova impiego presso una ricca contessa. Quando Pozzetto e la Giorgi portano il figlio a scuola, si fermano davanti alla scuola elementare S. Giuseppe Calasanzio, in via Don Carlo Gnocchi 25, non molto distante dallo Stadio San Siro di Milano. Ben visibile dietro di loro l'omonima Chiesa. Una chicca per i cinefili: in questa scena siamo proprio ad un centinaio di metri dal portone in cui lo stesso Pozzetto andava a restituire la borsa scippata nel film Il ragazzo di Campagna.
Nel film I Fichissimi, Un milanese purosangue, Jerry Calà, e un immigrato pugliese, Diego Abatantuono, sono i capi di due giovani bande rivali. Siamo in un'altra location importante, è la discoteca frequentata dalle due gang, nella quale esse si scontrano ripetutamente fino a costringere il proprietario a imporre serate alterne. L’insegna luminosa che passa lascia pochi dubbi: siamo al mitico Rolling Stone di via XXII Marzo, a Milano, locale tuttora esistente e il cui interno è cambiato solo nelle scenografie. La discoteca dopo 28 anni di storia ed essersi affermata come locale iconico della città, ha chiuso nel 2009 per lasciare spazio a uffici e appartamenti.
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