Discover
L'Autostrada del Mediterraneo
L'Autostrada del Mediterraneo
Author: Anas
Subscribed: 0Played: 0Subscribe
Share
© anas
Description
Le Strade del Cuore è il progetto di Anas che racconta l’Italia attraverso le nostre strade.
La A2, Autostrada del Mediterraneo, che parte da Salerno e arriva fino a Reggio Calabria, è una strada unica al mondo, tra Campania, Basilicata e Calabria; collega paesaggi, opere artistiche, archeologiche e storiche. L’Autostrada è un percorso lungo il quale potete scoprire un territorio, i suoi racconti e i luoghi magnifici e caratteristici da visitare. Questo canale podcast vi farà apprezzare i territori del Sud Italia attraversati dal tracciato, offrendo una chiave d’accesso ai sacri templi della storia, ai luoghi arcani del mito, un invito ad andare a vedere con i vostri occhi i luoghi qui raccontati. Buon viaggio e buon ascolto.
Testi e voce di Roberta Stellato
anas
- Scarica l'app Loquis per iOS e Android.
La A2, Autostrada del Mediterraneo, che parte da Salerno e arriva fino a Reggio Calabria, è una strada unica al mondo, tra Campania, Basilicata e Calabria; collega paesaggi, opere artistiche, archeologiche e storiche. L’Autostrada è un percorso lungo il quale potete scoprire un territorio, i suoi racconti e i luoghi magnifici e caratteristici da visitare. Questo canale podcast vi farà apprezzare i territori del Sud Italia attraversati dal tracciato, offrendo una chiave d’accesso ai sacri templi della storia, ai luoghi arcani del mito, un invito ad andare a vedere con i vostri occhi i luoghi qui raccontati. Buon viaggio e buon ascolto.
Testi e voce di Roberta Stellato
anas
- Scarica l'app Loquis per iOS e Android.
150 Episodes
Reverse
Il Santuario del Volto Santo si trova a Reggio Calabria ed è legato alla figura di San Gaetano Catanoso. Il santuario fu eretto in suo onore e al suo interno sono custodite le reliquie del suo corpo.
Protettore della provincia reggina, San Gaetano Catanoso è stato il primo parroco che ha ricevuto la beatificazione da SS. Giovanni Paolo II, nel 1997, e dichiarato santo, nel 2005, da Papa Benedetto XVI.
La sua vita, ispirata dal Volto Santo di Gesù, è stata contornata dal desiderio di contrastare l’ignoranza religiosa, la povertà, e l’analfabetismo, i grandi mali che affliggevano le genti di quel tempo. Aprì scuole serali per insegnare ai giovani, compì opere di filantropia e collaborò con altri parroci per creare una solida rete di carità cristiana.
Fondò anche la Congregazione delle Suore Veroniche del Volto Santo, un gruppo di religiose devote al Volto di Gesù che davano conforto ai bisognosi.
Il santuario è stato eretto nel 1940 per volere dello stesso parroco, quando era ancora in vita, ma i suoi lavori si sono conclusi solamente dopo la sua morte. Ancora oggi, oltre ad essere il luogo di preghiera delle Suore Veroniche del Volto Santo, è un luogo di preghiera per moltissimi sacerdoti, pellegrini e fedeli che trovano in esso un’oasi di silenzio e di pace.
Il duomo di Reggio Calabria è l’edificio sacro più grande della Calabria e si trova nel centro storico della città. La struttura originaria ha subito moltissimi rifacimenti, la chiesa fu, per ben due volte, saccheggiata e incendiata e, notevolmente danneggiata dal terremoto del 1908, fu ricostruita definitivamente, grazie al progetto di Padre Carmelo Angiolini, prendendo le sembianze attuali. In stile neo romanico, il duomo domina la piazza antistante con le sue imponenti statue raffiguranti San paolo e Santo Stefano da Nicea, entrambe opere dello scultore Francesco Jerace.
Al suo interno, di grande rilevanza, è la Cappella del Santissimo Sacramento, dichiarata nel XIX secolo monumento nazionale, ed è il più importante monumento d'arte barocca-seicentesca dell'arcidiocesi reggina.
Il duomo è particolarmente importante per la venerazione della Madonna della Consolazione, patrona della città, raffigurata nel quadro di Nicolò Andrea Capriolo del 1547, seduta sul trono con in braccio il Figlio e affiancata dai santi Antonio da Padova e Francesco d’Assisi.
Questa figura è venerata dai reggini e meta di pellegrinaggio di molti fedeli. La sua effigie è esposta nel Duomo, da settembre di ogni anno, fino all’ultima domenica di novembre, per poi essere riportata, con una solenne processione, alla Basilica dell’Eremo, sua sede naturale.
Il santuario dell’Eremo è il luogo dove viene venerata S. Maria Madre della Consolazione, protettrice della città di Reggio Calabria. Si erge sul monte più alto della città e in essa viene custodita la grande vara della Madre della Consolazione, dove dimora quasi tutto l'anno, per poi essere accompagnata, con una processione, lungo un percorso di circa 5 chilometri, nel Duomo di Reggio Calabria.
La basilica è a lei dedicata ed è una delle più importanti mete di pellegrinaggio di tutta la Calabria. La processione vede la partecipazione di migliaia di pellegrini che giungono, ogni anno, nella città per assistere con gioia e speranza alla festa della loro protettrice. Il santuario, distrutto dopo il terremoto del 1908, ha un’ampia scalinata che porta all’interno della chiesa, a tre navate, e soprattutto ha uno dei panorami più belli e suggestivi della città di Reggio, da dove si può vedere il mare e la Sicilia.
Vi consiglio di visitarla a settembre, in occasione della processione, quando la città si trasforma in una vera e propria festa.
C’ è una storia di fede secolare che palpita in Calabria, e soprattutto nella città di Catona, che ai tempi dei romani, era il punto più vicino alla Sicilia, nonché una delle stazioni principali d’imbarco verso questa terra. Lo stesso Dante Alighieri la menziona nel “Paradiso”.
La storia di questa cittadina e del santuario è legata alla devozione di San Francesco di Paola, patrono della Calabria.
Il santo è venerato per aver compiuto il miracolo dell’attraversamento dello Stretto di Messina, imbarcandosi proprio dalla spiaggia di Catona, usando solo il suo mantello e utilizzando il suo bastone come albero maestro.
La costruzione del santuario, con l’annesso convento dei Minimi, fu progettata nel 1629, grazie alla generosità della principessa Giovanna Ruffo di Scilla, ed è proprio qui che ebbe inizio la missione dei figli spirituali del Santo a beneficio della popolazione. Dopo la soppressione del 1809 degli ordini religiosi, i Minimi furono costretti ad abbandonare il convento.
Il Santuario è stato distrutto e poi ricostruito in seguito del terremoto del 28 dicembre 1908 e sopra il suo portale principale spicca, ancora oggi, un mosaico raffigurante il Santo, che viene ricordato in questa cittadina e in tutta la Calabria, il 2 aprile di ogni anno.
Il santuario della Madonna del Carmine di Bagnara Calabra, risale alla fine del XVIII secolo e fu ricostruito in seguito al terremoto del 1783. Oggi rappresenta uno splendido esempio di architettura tardo- barocca.
Il santuario ha una posizione privilegiata nella parte alta della città, su di una collina, e vanta di un bellissimo panorama sul mare.
La chiesa è preceduta da un ampio piazzale, la facciata è molto sobria, con un'impostazione neoclassica ed è realizzata in pietra di Siracusa, sulla sinistra si trova la torre campanaria a pianta quadrata che sostituisce la precedente a pianta circolare, crollata a causa del terremoto del 1908.
L’interno della Chiesa si caratterizza per la ricchezza decorativa dei suoi stucchi, probabilmente realizzati da maestranze siciliane. Suggestiva è la statua che raffigura la Madonna del Carmine che è opera di un artista napoletano del 1856.
All’interno del Santuario, merita particolare attenzione l’icona raffigurante la Vergine Bruna, dai tratti bizantini ma risalente, con ogni probabilità, al XVI secolo.
Il santuario di Maria Santissima dei Poveri è il principale luogo di culto di Seminara, un comune della città di Reggio Calabria.
È molto conosciuto perché, al suo interno, conserva la statua della Madonna dei Poveri, conosciuta come Madonna Nera Greca di San Basilio Magno.
È la statua lignea più antica della Calabria, scolpita in legno di cedro e ricoperta d’oro e con i suoi 92 cm, è la seconda Madonna nera più alta del mondo, dopo quella di Verdelot, in Francia.
Seduta in trono, sorregge il bambino Gesù benedicente sulle ginocchia.
Sembra che sia giunta a Seminara grazie a due monaci in fuga, ma molte sono le leggende che aleggiano intorno al suo ritrovamento. Per alcuni sembra sia stata trovata, da due giovani pastorelli, tra i cespugli di rovi vicino ai quali erano soliti portare il loro gregge a pascolare. Ma quella più attendibile, sembrerebbe essere la leggenda secondo la quale, la statua sia stata ritrovata, tra un martedì e un mercoledì, nella chiesa di San Fantino a Taureana, e che, gli unici in grado di alzarla, siano stati dei poverelli che la portarono a Seminara in trionfo.
Da qui l’appellativo di Madonna dei poveri.
Il culto della Madonna attrae moltissimi fedeli, sia all’interno della regione, sia in tutta Italia.
L’interno della chiesa, a tre navate, ospita, altresì, notevoli statue marmoree, come la statua della Maddalena che è opera del maestro Rinaldo Bonanno, uno dei più grandi scultori siciliani del cinquecento, la statua della Madonna degli Uccellari e le statue in marmo dei Santi Pietro e Paolo che decorano l’altare.
Da non perdere, se vi trovate da queste parti il 15 agosto, è la processione dedicata alla Madonna dei poveri, che trasforma il paese in una festa bellissima!
La certosa di Serra San Bruno è un monastero certosino situato a Serra San Bruno, in provincia di Vibo Valentia, un borgo immerso nel cuore delle Serre Calabresi, oggi Parco Regionale Naturale delle Serre.
Fu fondata nel lontano 1090 da Brunone di Colonia, fondatore dell'Ordine Certosino, e fu il primo convento certosino nato in Italia. In esso i frati seguono la regola monastica della clausura. Assolutamente vietato è l’accesso alle donne, non è possibile neppure visitare la biblioteca che è presente al suo interno con oltre 25000 volumi.
L’unico ponte con il “mondo reale” è il museo realizzato nel 1994.
È il cuore spirituale della Calabria, immersa in una natura dalla bellezza sconvolgente, tra giganteschi faggi, querce e castagni enormi, ed è un vero luogo di pace e spiritualità.
Suggestivo è il Laghetto dei Miracoli, dove è immersa la statua di San Bruno, a ricordo delle penitenze che il santo offriva a Dio e dove, ogni lunedì dopo la Pentecoste, migliaia di fedeli si immergono nelle sue acque, che pare guariscano dai malanni del corpo e dell’anima. Molte sono le leggende che aleggiano intorno al monastero, sembra che sia stato meta di pellegrinaggio di molti personaggi illustri, come il fisico Ettore Majorana, misteriosamente scomparso, e il pilota che sganciò la bomba su Hiroshima. Lo ha visitato anche il papa S.S. Giovanni Paolo II, e intorno alla sua visita c’è un aneddoto carino. Sembra che il Papa chiese un caffè alla fine dei pasti consumati con i frati certosini, richiesta che gettò questi ultimi nel panico, proprio perché il monastero ne era sprovvisto per regola monastica! La gente del posto fu felice di donare un caffè al santo Padre.
La Certosa di Serra San Bruno è uno dei luoghi di fede e contemplazione, da visitare, almeno una volta nella vita.
La chiesa di Maria SS. Assunta in Cielo sembra sia la prima chiesa costruita a Serra San Bruno, un piccolo comune calabrese della provincia di Vibo Valentia.
La chiesa sorge nel quartiere di Torrevecchia e fu edificata dai certosini intorno al XII secolo, sia per il culto divino, sia per l’assistenza ai poveri del posto.
L’edificio era, in antichità, costruito in tavole di legno, sostituito poi, grazie ad un gruppo di fedeli che si unirono in una confraternita, in un complesso più imponente, che subì forti danneggiamenti dal terremoto del 1783. Fu ricostruito successivamente.
Oggi, l’edificio ecclesiastico ha una particolarissima facciata in blocchi di granito, provenienti dalla vecchia Certosa di Serra San Bruno, e, al suo interno, è caratterizzata da un'unica navata, con abside semicircolare, decorata con stucchi contornati di lamina d’ oro zecchino e quattro medaglioni in marmo incastonati nei muri, raffiguranti San Biagio, San Bruno, San Girolamo e Papa Giovanni XXIII.
Se visitate la chiesa il 15 agosto potrete assistere alla celebrazione solenne durante la quale, la statua della Vergine dell’Assunta di Torrevecchia, viene collocata su un trono e viene ornata dalla cosiddetta “Curuna bona”, la corona d’oro, da parte di un arcivescovo.
Paravati di Mileto è una piccola frazione di Mileto, in provincia di Vibo Valentia ed è famosa per la mistica, Natuzza Evolo, che ha trascorso la sua intera vita in questo luogo. Conosciuta per le sue apparizioni, e per dei presunti doni spirituali, per molto tempo la chiesa è stata scettica nei confronti di questa figura, e solo recentemente, si è avviato il processo di beatificazione.
Su sua ispirazione si istituì, a Paravati, una fondazione allo scopo di edificare un complesso che comprendesse un santuario mariano e un centro anziani, cosa quest’ultima, che è stata realizzata grazie alle offerte di migliaia di fedeli e pellegrini.
Siete nell’entroterra calabrese, a Soriano Calabro, in provincia di Vibo Valentia, in un borgo che fu un importante centro intellettuale e religioso del XVII secolo.
Le sue origini sembrano essere legate alla fondazione del convento domenicano, nel 1510, uno dei più importanti conventi dell’Ordine in Europa, che si estendeva su una superfice di oltre ventimila metri quadrati.
Distrutto dal terremoto del 1659 fu ricostruito in forma monumentale e fu uno dei santuari più frequentati dell’Italia meridionale, meta di pellegrinaggio da tutta Europa.
La sua fama era legata alla leggenda, secondo la quale, San Domenico apparve più volte a Padre Vincenzo da Catanzaro, chiedendogli di erigere una chiesa in suo onore a Soriano.
E sempre qui, sembra, che Maria Maddalena e Santa Caterina d’Alessandria apparvero a fra’ Lorenzo da Grotteria e gli consegnarono una tela raffigurante San Domenico, da affidare al superiore del Convento Domenicano di Soriano Calabro, per esporla alla venerazione dei fedeli.
Questi, giunti nel Santuario sorianese, usavano invocare l’aiuto di San Domenico ungendosi con l’olio della lampada che ardeva davanti al Quadro.
Il convento venne distrutto da un secondo terremoto, quello del 1783, con epicentro proprio in quest’area, ma venne ricostruito all’inizio dell’ottocento. Oggi, dell’antico convento rimangono numerosi reperti e la facciata dell’antica chiesa, dichiarata monumento nazionale.
Una curiosità: sembra che la ricetta dei mostaccioli, tipico dolce di Soriano Calabro, sia stata portata nel convento dei frati domenicani da un monaco della certosa di Serra San Bruno e che i frati l’abbiano trasmessa alla gente del luogo, donando a questi dolci dell’arte pasticciera aspetti magico religiosi e riti propiziatori affascinanti.
Provate a chiedere alla gente del posto!
Il Santuario di Santa Maria dell’Isola sorge su uno scoglio di arenaria che, fino a qualche secolo fa, era circondato dal mare. È il simbolo di Tropea e meta ambita della Calabria.
Si pensa che, probabilmente, lo scoglio dell’isola, tra il V e l’VIII secolo, fosse abitato da eremiti che si dedicavano ad una vita ascetica, ma non ci sono testimonianze storiche al riguardo. Oggi il santuario appartiene all’Abbazia di Montecassino.
Anche sulla chiesetta di Santa Maria dell'Isola esiste una leggenda che narra di come la vergine giunse nel paesello, e di come graziò di miracoli il suo popolo, in un punto preciso della grotta, lì dove si recano, ancora oggi, moltissimi devoti nella speranza della grazia, anche se della statua non vi è più nessuna traccia.
Questa chiesetta di origini medievali, immersa nella vegetazione mediterranea, nei secoli ha subito molte manomissioni, restauri e rifacimenti. La facciata della chiesa è stata ricostruita dopo il terremoto del 1905 e, al suo interno, ospita le statue della Sacra famiglia portate in processione in mare ogni 15 di agosto. Si può visitare anche un bellissimo museo di arte sacra che custodisce i segreti del Santuario. Per raggiungere la Chiesa, a tre navate, si percorre una ripidissima scalinata scavata nel tufo che offrirà, a voi visitatori, un bellissimo panorama.
La chiesa della Madonna di Piedigrotta è la vera perla della Costa degli Dei e si trova a Pizzo Calabro, in località Madonnelle.
È interamente scavata nella roccia e si trova su una delle spiagge più belle di Pizzo, di fronte al mare. La sua visita è un’esperienza magica, soprattutto quando i raggi del sole penetrano nella grotta, trovano spazio tra le numerose sculture, di cui la chiesetta è ricca, e mettono in risalto i colori dei sali minerali che ricoprono le pareti. Secondo una leggenda la sua costruzione è legata al naufragio di un veliero napoletano intorno alla metà del 600, a bordo del quale si trovava il quadro della Madonna di Piedigrotta, a cui i marinai rivolsero le loro preghiere e fecero una promessa votiva in caso di salvezza. La promessa di costruire una cappella, a lei dedicata, fu così mantenuta. Una volta arrivati a riva i marinai scavarono nella roccia e lì posero la sacra immagine. Verso la fine dell’800, un artista locale, Angelo Barone e successivamente suo figlio, si dedicarono a questo luogo, ingrandendo la grotta e riempiendola di statue.
Le statue, al suo interno, create dalla stessa roccia sedimentaria della grotta, raccontano scene delle Sacre Scritture e sono la vera magia di questo piccolo gioiellino di chiesa, unica al mondo.
La basilica dell'Immacolata Concezione è il luogo di culto più antico della città di Catanzaro.
Edificata nel 1254, nel cuore della città, fu dedicata inizialmente alla Santissima Trinità, e soltanto dopo, alla Beata Vergine Immacolata.
Ha una struttura a croce latina a tre navate, e particolarmente interessante di questa basilica, è la cupola, di forma ottagonale all'esterno, mentre rimane cilindrica vista dall'interno.
Le cappelle della Basilica hanno goduto, in passato, di giuspatronato e tra le opere presenti in questo luogo, si ricordano le statue settecentesche di San Rocco, di origine napoletana, quella di Sant’Alfonso, di San Giuseppe, Addolorata e di San Michele, quest'ultime provenienti dalla soppressa chiesa di Santa Caterina.
La storia dell’attuale cattedrale dedicata ai santissimi San Pietro e Paolo, che si trova a Lamezia Terme, ha una storia abbastanza articolata ed è legata a degli edifici sorti precedentemente.
Sconosciuta è l’ubicazione originaria del duomo di Nicastro eretto nel 1100 e voluto dalla principessa normanna Emburga, nipote di Roberto il Guiscardo. Probabilmente era posizionato ai piedi del castello normanno-svevo, sui resti di una precedente chiesa di stampo bizantina. Sta di fatto che l’edificio fu quasi interamente distrutto dal terremoto del 1638, per cui, tra il 1640 e il 1643, si avviò la costruzione ex novo dell’attuale cattedrale, posizionandola in un luogo distante da quella antica, pur conservando alcuni dei suoi resti.
La nuova cattedrale fu costruita grazie al Mons. Tommaso Perrone, e oggi il suo aspetto è il frutto di numerosi rifacimenti, avvenuti nel corso dei secoli.
La sua facciata ha perso gli elementi barocchi che la caratterizzava, ed è in stile neoclassico con quattro busti monumentali dedicati ai Papi Marcello II e Innocenzo IX e a San Pietro e Paolo.
Per chi visiterà la cattedrale è interessante sapere, che in occasione della solennità del 29 giugno, all’ interno di essa, è possibile vedere i due busti in argento e rame dei santi Pietro e Paolo, che conservati nel Museo Diocesano, solo in questo giorno tornano nella loro originale ubicazione.
Il Duomo di Cosenza, anche noto come cattedrale di Santa Maria Assunta, si trova nel cuore del centro storico di questa cittadina ed è il suo principale luogo di culto.
La cattedrale sorge su una chiesa più antica, risalente alla metà dell’XI secolo, che crollò in seguito al terremoto del 1184 e la sua ricostruzione si concluse solo nel 1222, quando fu consacrata alla presenza dell’Imperatore Federico II di Svevia. Quest’ultimo, in questa occasione, secondo la tradizione, omaggiò la città con una Stauroteca o croce bizantina, un vero e proprio tesoro inestimabile, che conserva una reliquia di un frammento della Croce dove venne crocifisso Gesù e che oggi è conservata nel Museo Diocesano.
La cattedrale ha due cappelle di estrema importanza, una dedicata alla Madonna del Pilerio, la santa protettrice della città, la cui icona votiva raffigura la Vergine Maria mentre allatta Gesù e che, secondo la tradizione, fu colei che salvò la città dalla peste e la cappella del Ss. Sacramento, che presenta sull'altare una tela della Madonna delle Grazie.
Nel 2011 la Cattedrale è stata riconosciuta dall’Unesco come Testimone di Cultura di Pace.
Sul colle Pancrazio, a Cosenza, poco distante dal Castello Svevo, sorge la Chiesa di Santa Maria di Gerusalemme o delle Cappuccinelle.
La chiesa venne costruita nel 1581 e probabilmente fu eretta sulle rovine del monastero e della chiesa cistercense di Santa Maria della Motta e sui ruderi della Rocca Bretica.
La chiesa attuale è affiancata da un monastero che appartenne alle suore dell’ordine delle Cappuccinelle.
Ha una struttura a navata unica, circondata da affreschi ottocenteschi che riguardano i Misteri, e sull’altare spiccano riquadri raffiguranti la Via Crucis e la Deposizione della Croce. Vicino all’ingresso troviamo due dipinti raffiguranti San Francesco di Paola e Sant’Antonio da Padova. Particolarmente affascinante è il soffitto a cassettoni in legno lavorati. La facciata è molto semplice, ha un portale in tufo, una meravigliosa porta monumentale e un rosone a torciglione.
Chiesa e monastero furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1854 e molte opere duramente compromesse. Dopo la soppressione del monastero, i locali passarono al comune di Cosenza che li adibì a ricovero per le orfanelle. Oggi è un orfanotrofio affidato alle suore della Divina Provvidenza.
A Cosenza, a circa 273 metri sul livello del mare, si trovano la chiesa e il monastero di San Francesco d’Assisi, fondati, nel 1271, dal beato Pietro Cathin da Faenza, discepolo di San Francesco. Il monastero ha subito gravissimi danni, sia in seguito ai terremoti del 1638 e del 1854, sia a causa dei bombardamenti della seconda guerra mondiale.
L’interno della chiesa è a croce latina, nella navata centrale, l’imponente altare maggiore ligneo, è sovrastato da una tela di Daniele Russo, raffigurante il Perdono di Assisi del 1618. Al suo interno vi è la Cappella dell’Immacolata, eretta per voto pubblico, un crocifisso ligneo del ‘300 e, il sarcofago in legno con il corpo del beato Giovanni da Castrovillari. Moltissime sono le opere da ammirare al suo interno e di particolare interesse è la Cappella di Santa Caterina d’Alessandria, la protettrice delle lattanti, che prima costituiva un corpo a sé stante e successivamente fu aggregata alla chiesa. Uscendo dalla Cappella troviamo l’altare dedicato a San Francesco d’Assisi con la statua del Santo e Cristo in Croce.
La straordinaria bellezza di questa chiesa, quando varcherete il suo ingresso, vi lascerà senza fiato!
La chiesa del complesso di San Domenico è un edificio religioso situato a Cosenza, in Calabria.
È posta sulla riva sinistra del fiume Busento, proprio nel punto in cui termina la città vecchia e comincia quella nuova. Fu costruita tra il 1441 e il 1468 dalla famiglia Sanseverino e la sua facciata conserva ancora elementi della costruzione originaria, il rosone in tufo e l’arco in stile gotico, che incorniciano il portale ligneo d’ingresso. Al suo ingresso troviamo due cappelle rinascimentali, quella di destra, la Cappella del Rosario, è caratterizzata sia dalla copertura lignea sia dall’altare della Madonna della Febbre, opera di Giovanni da Nola.
Le opere d’arte contenute al suo interno sono prevalentemente settecentesche come l’altare in marmo e le Sante dipinte da Granata.
Accanto alla chiesa c’è l’antico convento con il chiostro, che ospitò il filosofo Tommaso Campanella, che oggi è sede del Bocs Art Museum e di diversi eventi culturali.
Sul versante del tirreno cosentino, nella cittadina di Paola, sorge il Santuario di San Francesco di Paola, di particolare richiamo a livello italiano ed internazionale.
Il Santuario è dedicato a San Francesco di Paola, patrono della Regione Calabria e Protettore dei Marinai, ed è posto a 132 metri s.l.m., su di un colle un tempo chiamato il “Caldetto”, situato nel quartiere di San Teodoro. È il cuore della devozione francescana, e al suo interno sono conservate una parte delle reliquie del Santo. Questo Santuario è costituito da diversi elementi che potete visitare. Di particolare interesse è la “grotta della Penitenza” dove il santo visse in solitudine, poi il primo embrione del santuario formato solo dall’oratorio e da alcune celle, la chiesa antica che fu costruita nella seconda metà del XV secolo, la zona dei miracoli e la chiesa nuova inaugurata nel 2000.
Legato a questo luogo incantevole e suggestivo, recentemente, è nato il “cammino di san Francesco di Paola”, un magnifico itinerario escursionistico e religioso, che parte dalla Chiesa della Riforma di San Marco Argentano e, percorrendo tutti i luoghi dove il santo era solito passeggiare e raccogliere erbe, di cui era un profondo esperto, arriva fino al Santuario di San Francesco a Paola. Il cammino, lungo 49 chilometri, è stato ideato e realizzato dall’Associazione “Escursionisti Appennino Paolano”.
Natura e spiritualità, un connubio perfetto per una visita magica.
Nel centro di Rose, una piccola cittadina della provincia di Cosenza, sorge la chiesa della Madonna delle Grazie. La chiesa risale al XVIII secolo e fu ricostruita, tra il 1932 e il 1936, dalla famiglia di Emilio Bria, dopo essere stata danneggiata da un terribile terremoto.
Subì poi un rifacimento dall’architetto Francesco Scarnati.
La chiesa è molto piccola, non ha un vero campanile, ha una pianta semicircolare ed è caratterizzata da un’abside in legno, interamente scolpito a mano.
Infatti, una delle particolarità che caratterizzano questa piccola cittadina montana, che vi consiglio di visitare, è il lavoro artigianale. La lavorazione del legno è il punto di forza della creatività rosetana, come testimoniano le sue chiese, che dà ampio valore a mestieri antichi, ormai persi nel tempo.



