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Nessun luogo è lontano
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Author: Radio 24
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Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.
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Domenica 12 aprile l’Ungheria torna alle urne, ma più che un’alternanza politica sembra profilarsi una verifica di sistema. Da un lato Viktor Orbán, al potere da quindici anni. forte di un consenso solido nelle aree rurali. Dall’altro Péter Magyar, figura emersa dall’interno dello stesso universo politico, capace di intercettare il malcontento urbano e la domanda di cambiamento che sta crescendo nel Paese. Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24.Mentre Israele continua a colpire il Libano, c'è grande attesa per i colloqui di pace di Islamabad. Commentiamo con Jacopo Mocchi, giornalista freelance a Beirut, e con Francesco Semprini, inviato di La Stampa a New York.
Mentre si profila una tregua precaria e si parla di prossimi colloqui a Islamabad, Israele continua a colpire il Libano con una pioggia di missili che ha raso al suolo case, strade, infrastrutture e provocato più di 250 morti in poche ore. Ne parliamo con Francesca Lazzari, responsabile AVSI in Libano, e con Marco Masciaga, corrispondente del Sole24Ore in Asia Meridionale.Intanto l'Iran continua a minacciare il controllo dello Stretto di Hormuz, proiettando le conseguenze del conflitto in tutto il mondo, compresa l'Africa. Ne parliamo con Alberto Magnani, corrispondente del Sole24Ore a Nairobi.
Partiamo dal Libano dove la capitale è stata travolta dai raid israeliani che hanno provocato centinaia di morti, con Jacopo Mocchi, giornalista freelance in collegamento da Beirut. Facciamo poi il punto sulla fragile tregua di due settimane proclamata nella notte dal presidente Trump con Paola Rivetti, professoressa di politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University, Brian Katulis, senior Fellow al Middle East Institute di Washington ed ex funzionario del Dipartimento di Stato Usa e con Mario Del Pero, che insegna Storia Internazionale e Storia degli Stati Uniti a Sciences Po, Parigi.Infine, un focus sulla Cina con Lorenzo Lamperti, giornalista da Taipei.
Partiamo da Budapest, dove il vicepresidente statunitense J.D. Vance è volato per incontrare Victor Orbán e offrirgli il sostegno ufficiale degli Stati Uniti e del presidente Donald Trump, in vista delle elezioni parlamentari del prossimo 12 aprile. L'analisi di Sergio Nava.Con il giornalista investigativo ungherese di ProjectVSquare e Direktiv36 Szabolcs Panyi, parliamo della sua inchiesta sulle conversazioni private tra il ministro degli Esteri Péter Szijiarto e il suo omologo Sergej Lavrov, che ha svelato i legami tra il governo ungherese e quello russo.Infine, con Carlo Biffani, analista esperto di intelligence e security fondatore e direttore di Security Consulting Group, facciamo il punto sull'operazione attraverso cui gli Stati Uniti, dopo due giorni di ricerche, sono riusciti a salvare il navigatore che era ancora disperso in Iran, a seguito dell'abbattimento venerdì dell F-15E su cui stava viaggiando.
Pasdaran, droni, petrolio, choke point, ayatollah: sono alcune delle parole che sentiamo e leggiamo più spesso quando ci informiamo sulla guerra in Iran. Sono parole chiave dietro cui si nascondono concetti geopolitici importanti per la comprensione del conflitto. Oggi vi spieghiamo questi concetti con l'aiuto di Maziyar Ghiabi, direttore del Centro Studi sull'Iran all'Università di Exeter, Emily Tasinato, visiting fellow presso Fondazione Centro Studi Federalismo, e con Alessia Melcangi, professoressa di Storia e Istituzioni dell'Africa alla Sapienza di Roma.
Dopo la chiusura dello spazio aereo ai voli militari statunitensi da parte della Spagna, la mancata concessione del governo italiano di utilizzare l’aeroporto di Sigonella e le esitazioni di Parigi e Berlino, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump minaccia di uscire dalla Nato, mentre il suo Segretario di Stato Marco Rubio afferma con forza che, dopo la fine del conflitto, occorrerà rivedere il Patto Atlantico. Facciamo il punto sul 33mo giorno della nuova guerra del Golfo con Paolo Magri, direttore del comitato scientifico di Ispi. Con Antonio Talia, analizziamo l'iniziativa di pace in cinque punti lanciata da Cina e Pakistan.Infine, con Teresa Coratella, vicedirettrice dello European Council on Foreign Relations di Roma, parliamo dell'inchiesta della testata investigativa ungherese VSquare che ha svelato come il ministro degli Esteri ungherese Péter Szijjártó abbia collaborato sottotraccia con il suo omologo russo Sergej Lavrov, per far togliere dalla lista nera di Bruxelles oligarchi e loro famigliari.
Con 62 voti a favore, 48 contrari e un astenuto, la Knesset ha approvato l'introduzione della pena di morte per atti di terrorismo. Secondo il testo, è passibile di pena capitale ''chi causa intenzionalmente la morte di una persona nell'ambito di un atto di terrorismo, con l'intento di negare l'esistenza dello Stato di Israele''. Ne parliamo con Nello Del Gatto, giornalista a Gerusalemme, Paolo Palchetti, docente di diritto internazionale alla Sorbona di Parigi e con Majed Abusalama, ricercatore presso il Palestine Research Group dell'Università di Tampere (Finlandia).Con il vicedirettore di Aspenia Roberto Menotti facciamo, invece, il punto sulla decisione dell'Iran di introdurre pedaggi a Hormuz e sulla vulnerabilità delle infrastrutture strategiche.
La guerra in Iran è un conflitto regionale con costi globali e con decine di attori statali e non statali coinvolti. Che scenario militare si sta concretizzando con il coinvolgimento degli Houthi e la possibilità di un attacco Usa a Kharg? Lo chiediamo a Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V e a Pietro Batacchi, direttore Rivista Italiana Difesa. Facciamo poi il punto sulla strategia Usa sul lungo periodo e sul futuro della Nato con John Bolton, già consigliere per la sicurezza del presidente Donald Trump.
Non sempre ci pensiamo ma gran parte di quello che sappiamo dei Paesi più lontani è il frutto del lavoro dei fotografi. Anzi, spesso in passato, laddove il racconto dei politici era edulcorato o parziale, l'apporto delle fotografie è stato decisivo affinché i cittadini avessero un quadro davvero veritiero dei principali conflitti nel mondo. Parliamo del lavoro del fotoreporter, dell'approccio alla realtà da raccontare e delle sfide e difficoltà che questo mestiere implica con i professionisti Franco Pagetti, Alessandro Gandolfi, Loris Savino e Alessandro Di Gaetano.
Nonostante lo stop di cinque giorni dichiarato da Donald Trump, la situazione sul campo resta pressoché invariata. Così come l'indisponibilità da parte di Teheran a negoziare, almeno secondo le fonti ufficiali. Ne parliamo con Vittorio Emenuele Parsi, professore di Relazioni internazionali all'Università Cattolica di Milano, e con Jonathan Winer che è stato Vice Assistente del Segretario di Stato americano per l'applicazione della legge internazionale nell'amministrazione Clinton e inviato Speciale per la Libia nell'amministrazione Obama.
Dopo i 28 punti dell'Ucraina e i 20 punti per Gaza, è arrivato l'elenco delle richieste di Donald Trump per la pace con la Repubblica Islamica; 15 punti che Teheran ha rimandato al mittente, dichiarando che "entrare in un processo di questo tipo con coloro che hanno violato gli accordi non è logico". Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento e con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.Sul fronte russo-ucraino, invece, due droni hanno sconfinato in Lettonia e in Estonia. Facciamo il punto con Henrik Praks, Senior Fellow dell'International Centre for Defense and Security di Tallinn.
"Apra Hormuz in 48 ore o colpiremo le centrali nucleari". Dopo aver lanciato quest'ultimatum all'Iran, Donald Trump, nella giornata di ieri, è tornato sui suoi passi rinviando gli attacchi per via di "colloqui buoni e produttivi" in corso. L'Iran però avrebbe smentito qualsiasi tipo di contatto con l'amministrazione americana. Ne parliamo con Minoo Mirshavalad, ricercatrice in Sociologia all'Università di Copenhagen, Lazar Berman, giornalista di The Times of Israel, Michael Milshtein, responsabile del Centro per gli studi palestinesi del Dayan Center dell'Università di Tel Aviv, Brian Katulis, Senior Fellow del Middle East Institute di Washington.
Il secondo turno delle elezioni locali in Francia è stato una vittoria per i Socialisti che hanno conquistato Parigi, Marsiglia, Lille e Lione. Il Rassemblement National non ha replicato il buon risultato del primo turno ma è riuscito a vincere in decine di piccoli comuni. Commentiamo con Danilo Ceccarelli, nostro collaboratore a Parigi.Il presidente Donald Trump ha revocato a sorpresa un ultimatum lanciato tre giorni fa, riferendo di "discussioni molto positive in vista di una cessazione delle ostilità con l'Iran", che però avrebbe subito smentito. Ne parliamo con il colonnello Orio Giorgio Stirpe, ufficiale in congedo dell'esercito italiano, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.
I rapporti tra i leader dell'Unione Europea e il primo ministro ungherese Viktor Orbán sono sempre più tesi, dopo il veto posto dal presidente ungherese al finanziamento di 90 miliardi destinato all'Ucraina. Ne parliamo con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea all'Università di Bologna.Israele continua a bombardare il Libano e punta a spingere Hezbollah oltre il fiume Litani. Sentiamo Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore in Libano, e Francesca Lazzari, responsabile AVSI dei progetti in Libano.
La politica estera entra nell'agenda del Consiglio europeo che si appresta a discutere di sostegno all'Ucraina, energia, allargamento e difesa europea. Ne parliamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'Ispi, e Antonella Scott, giornalista de Il Sole24Ore esperta di Russia.Le affermazioni contraddittorie di Tulsi Gabbard, direttrice dell'intelligence nazionale, davanti alla Commissione per l'intelligence del Senato a Washington gettano un'ulteriore ombra sull'operato di Donald Trump e la scelta di entrare in guerra con l'Iran. Commentiamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia.
La guerra del Golfo si conferma un importante banco di prova per ordini e alleanze internazionali. Così l'aiuto negato nello Stretto di Hormuz è costato ai Paesi europei le critiche del presidente Donald Trump che è tornato a inveire contro la Nato "inutile e ingrata". Intanto, gli Stati Uniti continuano ad assestare colpi alla catena di comando iraniana mentre Israele intensifica gli attacchi nel Sud del Libano e a Beirut. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Filippo Dionigi, Senior Lecturer in Relazioni Internazionali all'Università di Bristol, Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell'Ispi, e con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation.
Nel diciottesimo giorno di guerra, Israele ha comunicato di avere ucciso Ali Larijani, tra i leader più in vista del regime iraniano ancora sopravvissuti. Oltre a lui, sarebbe morto in un altro attacco anche Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, responsabili della dura repressione contro i manifestanti antigovernativi. Ne parliamo con Pejman Abdolmohammadi, docente di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento, Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
Il Regno Unito e la Germania hanno respinto l'eventualità di una missione della Nato per scortare le imbarcazioni in transito nello stretto di Hormuz, in risposta alle pressioni del presidente statunitense Donald Trump, che ha chiesto aiuto anche ad altri alleati e alla Cina. Nemmeno l'Italia ha ceduto sulla missione Aspides. "La missione - ha dichiarato il ministro Tajani - resta difensiva e non può essere dirottata nello Stretto". Ne parliamo con Alessio Patalano, professore di War & Strategy al King's College di Londra, Pietro Batacchi, direttore di Rivista Italiana Difesa, e con Michele Valensise, presidente dell'Istituto Affari Internazionali.
Sotto il caos più evidente scaturito da questa guerra, si intrecciano reazioni a catena che mettono in contatto le tensioni e i conflitti, rendendo la crisi globale più interconnessa di quanto sembri e ulteriormente pericolosa. A quattordici giorni dall'inizio della campagna congiunta israelo-americana contro l'Iran, la nuova guerra mediorientale si sta allargando oltre i confini regionali. Ne parliamo con Roberto Bongiorni, inviato de Il Sole24Ore a Beirut, Veronica Gennari, giornalista a Parigi, e con Giuseppe Dentice, analista Osmed (Osservatorio Mediterraneo) dell'Istituto di Studi Politici S. Pio V.
























Buone vacanze anche a te caro.
Cina figli
libertà
diritto internazionale
molto interessante definizione di terrorismo
Mi perdoni ma se non aggiunge una sintesi degli argomenti in cartellone, e una scaletta tematica a me resta difficile capire di cosa parlerà un podcast, salvo ascoltarlo.
il programma migliore in assoluto
la via franchigena