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Nessun luogo è lontano
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Author: Radio 24
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Storie, notizie, analisi, per raccontare ogni giorno tutto ciò che accade fuori dai confini italiani. Fatti apparentemente lontani che ci riguardano sempre di più, quotidianamente. Dopo un anno di reportage, Giampaolo Musumeci posa lo zaino, accende il microfono e accoglie reporter, fotografi, analisti, i più autorevoli a livello internazionale.
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Prima Mandelson, poi McSweeney, infine Tim Allan. A Londra, i file Epstein si sono abbattuti sul governo facendo cadere alcuni degli uomini più vicini al primo ministro Keir Starmer. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista a Londra.Una scommessa vinta, una vittoria elettorale netta. La coalizione di governo della prima ministra giapponese Sanae Takaichi, in carica da ottobre, ha vinto con grandissimo margine le elezioni parlamentari anticipate. Ne parliamo con Giorgia Pompili, giornalista esteri de il Foglio e autrice della newsletter Katane.Non solo una crisi identitaria. Ora la crisi dell'Onu è anche finanziaria. In uno dei momenti più tesi e con più conflitti della storia, l'Organizzazione delle Nazioni Unite deve fare i conti anche con il bilancio in rosso. Commentiamo con Antonio Villafranca, vice presidente per la ricerca dell'ISPI.
Il generale Vladimir Alexeyev, che ricopre un ruolo di alto livello nello stato maggiore russo ed è dal 2011 vice capo dell'intelligence militare (il GRU), è stato colpito da arma da fuoco in un condominio a Mosca venerdì mattina. Il Cremlino attribuisce l'attacco a Kiev pur non essendo arrivata alcuna conferma. Ne parliamo con Luca Trenta, professore di Relazioni internazionali alla Swansea University.In occasione delle Olimpiadi di Milano Cortina, J.D. Vance incontra la premier Giorgia Meloni. Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.I negoziati a Muscat non hanno portato progressi nella risoluzione delle tensioni tra Iran e Stati Uniti. Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.
Scade oggi New START, l'ultimo trattato di controllo sulle armi nucleari fra Stati Uniti e Russia. Firmato nel 2010, la sua fine segna di fatto la conclusione della stagione del controllo delle armi nucleari iniziata negli anni Settanta. Ne parliamo con Ludovica Castelli, analista del programma "Multilateralismo e governance globale" dello IAI, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po, autore di "Buio americano" (Il Mulino).
Il riverbero del caso Epstein nel Regno Unito non ha riguardato solo Buckingham Palace, con il coinvolgimento del principe Andrea, ma sta portando malumori anche a Downing Street. Il governo ha infatti trasmesso alla polizia un dossier relativo alla gestione di documenti riservati da parte di Peter Mandelson, nel periodo in cui era ministro per le Imprese. Ne parliamo con Giorgia Scaturro, producer e giornalista, nostra collaboratrice a Londra.
Tre milioni di pagine messe a disposizione dal dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Una mole enorme di informazioni sul caso Epstein che sta scuotendo le stanze del potere, da cui affiorano nomi come Bill Clinton, Elon Musk, Bill Gates. Ne parliamo con Adriano Soi, già responsabile comunicazione del DIS, insegna Intelligence e Security Studies alla scuola "Cesare Alfieri" dell'Università di Firenze."Federalismo pragmatico": sarebbe questa, secondo Mario Drghi, la formula per un'Europa al passo coi tempi e capace di competere con le potenze mondiali. Ne parliamo con Enzo Moavero Milanesi, docente di Diritto dell'Unione europea alla LUISS Guido Carli.
Nel mirino di Donald Trump, l'Iran fa la voce grossa ma appronta qualche mossa prudente, come decidere di annullare l'esercitazione navale nello Stretto di Hormuz. Gli Stati Uniti, d'altra parte, sembrano portare avanti un piano sull'Iran non facilmente decodificabile. Prima il presidente americano dice di voler proteggere i manifestanti poi parla della necessità di smantellare il nucleare iraniano. Insomma i piani sono tortuosi e la diplomazia sembra non centrare l'obiettivo. E così anche in Ucraina dove, ripresi i bombardamenti dopo la "tregua del gelo", i negoziati sono bloccati per via di posizioni da tempo inconciliabili. Ne parliamo con Michele Valensise, presidente dello IAI, e Shirin Zakeri, ricercatrice e docente di Asia Occidentale e Iran contemporaneo alla Sapienza di Roma.Mentre le autorità israeliane riaprono il valico di Rafah per i pedoni, alle ONG che operano nella Striscia vengono richiesti adempimenti sempre più stringenti. Ne parliamo con Monica Minardi, presidente di MSF Italia.
La flottiglia americana attende nell'Oceano indiano. L'Iran è sull'attenti, pronto a reagire ad un eventuale attacco. Ma qual è la posizione degli altri attori della regione, i Paesi del Golfo, Israele, la Turchia? Lo chiediamo a Murat Cinar, giornalista esperto di Turchia, e a Riccardo Redaelli, professore di Storia e istituzioni dell'Asia all'Università Cattolica.
L'incontro a Pechino tra il presidente cinese Xi Jinping e il premier britannico Keir Starmer è stato definito costruttivo da entrambe le parti. Dimenticati i vecchi dissapori, i due Paesi si apprestano ad avviare una collaborazione di lungo termine all'insegna degli interessi reciproci. Ma è possibile che l'avvicinamento tra Regno Unito e Cina possa essere stato favorito anche dalla postura, scomposta e imprevedibile, di Donald Trump? Si sta insomma delineando quel sistema di alleanze tra medie potenze indicato da Carney a Davos? Ne parliamo con Zeno Leoni, professore di Relazioni internazionali al King's College di Londra, Giorgia Scaturro, collaboratrice di Radio24 a Londra, e con Megan Williams, corrispondente da Roma di CBC.
"Un'imponente Armada sta facendo rotta verso l'Iran. Magari non la useremo ma vedremo". Con queste parole Donald Trump ha messo sotto pressione il regime degli ayatollah che, oltre a dover fronteggiare la crisi interna, deve ora gestire anche la minaccia esterna. Ne parliamo con Maziyar Ghiabi, direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter,e con Pietro Batacchi, direttore della Rivista Italiana Difesa.
Negli ultimi mesi l'Ice, l'Immigration and Customs Enforcement, è finita ripetutamente sotto accusa per raid considerati violenti, presunte violazioni dei diritti civili e per l'uccisione di due cittadini americani. Mentre il Minnesota ne chiede l'allontanamento, sono sorte polemiche sul presunto arrivo di forze dell'Ice in Italia, per le Olimpiadi invernali. E' una prassi normale? E qual è il loro addestramento? Ne parliamo con Carlo Biffani, esperto di Sicurezza, intelligence e terrorismo, e con Dario Fazzi, docente di Relazioni transatlantiche all'Università di Leiden.
Si chiama Alex Pretti l'infermiere statunitense freddato con dieci colpi di pistola nella giornata del 24 gennaio. È la seconda persona a perdere la vita per mano degli agenti dell'ICE, in un contesto di crescente tensione sociale e contrapposizione tra civili e forze dell'ordine. Ne parliamo con Carla Bassu, docente di Diritto pubblico comparato all'Università di Sassari, e con Mario Del Pero, docente di Storia internazionale a Sciences Po.
Dopo l'accordo raggiunto sulla Groenlandia a Davos, Abu Dhabi si prepara ad accogliere il trilaterale sulla fine della guerra in Ucraina. Cosa vorrà cedere Kiev? E Mosca accetterà che le truppe Nato si dispieghino in Ucraina? Ne parliamo con Sergio Nava, giornalista di Radio24, Francesco Semprini, giornalista de La Stampa, e con Carolina De Stefano, professoressa di Storia e politica russa all'Università LUISS Giudo Carli.
Donald Trump ha cambiato idea e sulla Groenlandia ha trovato un accordo con la Nato. In mattinata, a Davos, ha presentato poi i firmatari del Board of Peace per Gaza e ha incontrato il presidente ucraino Volodymir Zelensky. Ne parliamo con Roberto Menotti, vice direttore di Aspenia, Eleonora Tafuro di Ispi e con Davide Maria De Luca, giornalista di base a Kiev.
Arrivato a Davos, Donald Trump ammorbidisce un po' i toni ma non cambia linea: la Nato ha trattato male gli Stati Uniti e la Groenlandia gli serve per questioni di sicurezza. L'Europa si allerta sulla "rottura definitiva" con l'alleato storico e Mike Carney, il premier canadese, avverte che "se le medie potenze non agiranno insieme sedendosi al tavolo, allora rischiano di finire nel menù". Ne parliamo con Alessandro Minuto Rizzo, presidente della Nato Defense College Foundation, e con Michele Marchi, professore di Storia contemporanea Università di Bologna.
Donald Trump dice che gli Stati Uniti sono il primo Paese al mondo, Macron ribatte che i dazi e la volontà di assoggettare l'Europa sono inaccettabili. Quello che doveva essere un momento di dialogo si è insomma trasformato nella vetrina delle spaccature interne al mondo occidentale come lo abbiamo conosciuto finora. Ne parliamo con Arturo Varvelli, direttore della sede romana dello European Council on Foreign Relations, e con Gianluca Di Donfrancesco, inviato del Sole 24Ore a Davos.
Mentre Trump minaccia di ricorrere all'insurrection act, a Minneapolis centinaia di cittadini hanno soffocato il tentativo dell'attivista di estrema destra Jake Lang di organizzare una piccola sfilata a sostegno dell'ICE. I disordini, la violenza, la rabbia rischiano di sfociare in una guerra civile? Ne parliamo con Giovanni Borgognone, professore di Storia delle dottrine politiche all'Università di Torino.Sul piano internazionale, la minaccia di Trump di aumentare i dazi ai Paesi europei che hanno inviato truppe in Groenlandia rischiano di creare una spaccatura all'interno della Nato. Ne parliamo con Ettore Sequi, già segretario generale della Farnesina e ambasciatore.
Ieri Donald Trump ha cominciato la giornata minacciando di invocare l'Insurrection Act, una legge del 1807 che consente al presidente di usare le forze armate sul territorio nazionale quando è in corso una rivolta contro il governo federale. Da quando a Minneapolis un agente dell'ICE ha ucciso Renee Nicole Good, in città ci sono state infatti molte manifestazioni che spesso sono sfociate in scontri tra agenti federali e cittadini. Ne parliamo con Mario Del Pero, docente a Sciences Po.Mentre in Iran continuano le proteste, il governo degli Ayatollah ha minacciato di privare i cittadini di Internet fino al mese di marzo. Ne parliamo con Paola Rivetti, professoressa di Politica e relazioni internazionali presso la School of Law and Government della Dublin City University.
Donald Trump frena sull'attacco in Iran dopo aver ricevuto notizia della sospensione delle esecuzioni dei manifestanti. Nel frattempo gli scontri nelle piazze continuano. Ne parliamo con Giuseppe Dentice di Osmed e con Maziyar Ghiabi, professore di Scienze sociali e direttore del Centro studi sull'Iran all'Università di Exeter nel Regno Unito.Mentre contingenti europei raggiungono la Groenlandia, la divergenza di vedute tra il governo danese e Donald Trump permane. Come ha ribadito il ministro degli Esteri danese Lars Lokke Rasmussen, "Siamo d'accordo sul non essere d'accordo ma il dialogo prosegue". Ne parliamo con Marzio Mian, autore di "Guerra Bianca" (Neri Pozza).
Il premier groenlandese Jens-Frederik Nielsen sceglie con forza la Danimarca e la Ue, mentre Donald Trump ribadisce su Truth che la Groenlandia serve agli Stati Uniti. Commentiamo l'imminente vertice tra il segretario di Stato Usa Marco Rubio, il vicepresidente statunitense JD Vance, la ministra degli Esteri groenlandese Vivian Motzfeldt e l'omologo danese Lars Lokke Rasmussen con Antonio Villafranca, vice presidente per la Ricerca dell'ISPI.Secondo il Washington Post, ieri il Consiglio Nazionale di Sicurezza americano si è riunito per fornire a Donald Trump alcune opzioni per un possibile intervento in Iran. Ne parliamo con Alessandro Marrone, responsabile del programma Difesa e Spazio di IAI.Infine, diamo voce alle proteste della società civile iraniana con Parisa Nazari, esponente del movimento "Donna, Vita, Libertà" in Italia.
In Iran, almeno 2.000 morti per le proteste: ospitiamo Pejman Abdolmohammadi, professore di Storia e Istituzioni del Medio Oriente all'Università di Trento.Trump tra Groenlandia, Venezuela e Cina: il punto economico con Giuliano Noci, Prorettore del Polo cinese del Politecnico di Milano.Verso l'incontro Danimarca, Groenlandia e Nato a Bruxelles, con noi il nostro Sergio Nava.
























Buone vacanze anche a te caro.
Cina figli
libertà
diritto internazionale
molto interessante definizione di terrorismo
Mi perdoni ma se non aggiunge una sintesi degli argomenti in cartellone, e una scaletta tematica a me resta difficile capire di cosa parlerà un podcast, salvo ascoltarlo.
il programma migliore in assoluto
la via franchigena