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Il fine dell'uomo
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Il fine dell'uomo

Author: Chiesa Presbiteriana Pietra Vivente

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Per chiamare i peccatori a ravvedimento comunicando loro il Cristo delle Scritture, equipaggiare le 'pietre viventi' predicando loro tutto il consiglio di Dio, edificare il corpo di Cristo, adorando il Dio uno e trino a Lecce.

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Cosa accade nell’adorazione pubblica? Perché è così importante? Spesso noi non sappiamo cosa Dio compie nell’adorazione pubblica, e spesso sbagliamo il nostro approccio a tale adorazione perché siamo poco acculturati biblicamente, non sapendo cosa l’adorazione pubblica sia e significhi per Dio e per noi. Nell’adorazione pubblica Dio, l’attore principale, conferma il Suo impegno pattizio verso il Suo popolo, ricordandoci i suoi indicativi (quel che Egli ha fatto per il Suo popolo), e il suo popolo rinnova il suo impegno pattizio verso Dio, votandosi all’obbedienza verso gli imperativi di Dio (quel che noi dobbiamo fare per Lui), rinnovando la dichiarazione della nostra dipendenza davanti al Signore. Il CmW che alle D&R 49-50 chiede : D. 49. Qual è il secondo comandamento? R. Il secondo comandamento è: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore (יהוה), il tuo Dio (אֱלֹהִים), sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti». D. 50. Che cosa è richiesto nel secondo comandamento? R. Il secondo comandamento richiede che si ricevano, osservino, e mantengano puri e integri, tutta l’adorazione e gli ordinamenti religiosi che Dio ha stabilito nella sua Parola. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: I punti trattati in questo studio sono i seguenti: f.  La struttura della nostra adorazione pubblica                                        g. La posizione degli elementi nella struttura liturgica h. La postura e il comportamento i.  Una dialogia tra Dio e il Suo popolo                                   j. La Parola e i Sacramenti k. I vantaggi dell'obbedienza a questo comandamento l.  In Cristo soltanto si adora Dio                             m. L’adorazione è una guerra
Cosa accade nell’adorazione pubblica? Perché è così importante? Spesso noi non sappiamo cosa Dio compie nell’adorazione pubblica, e spesso sbagliamo il nostro approccio a tale adorazione perché siamo poco acculturati biblicamente, non sapendo cosa l’adorazione pubblica sia e significhi per Dio e per noi. Nell’adorazione pubblica Dio, l’attore principale, conferma il Suo impegno pattizio verso il Suo popolo, ricordandoci i suoi indicativi (quel che Egli ha fatto per il Suo popolo), e il suo popolo rinnova il suo impegno pattizio verso Dio, votandosi all’obbedienza verso gli imperativi di Dio (quel che noi dobbiamo fare per Lui), rinnovando la dichiarazione della nostra dipendenza davanti al Signore. Il CmW che alle D&R 49-50 chiede : D. 49. Qual è il secondo comandamento? R. Il secondo comandamento è: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore (יהוה), il tuo Dio (אֱלֹהִים), sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti». D. 50. Che cosa è richiesto nel secondo comandamento? R. Il secondo comandamento richiede che si ricevano, osservino, e mantengano puri e integri, tutta l’adorazione e gli ordinamenti religiosi che Dio ha stabilito nella sua Parola. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: c.  L’adorazione pubblica come conferma e rinnovamento del Patto di Grazia     i.     Il fondamento biblico dell’adorazione pubblica                                     ii.    L’adorazione pubblica come “film” della storia redentiva                                         d. Il principio regolatore come garante della nostra adorazione e. L’adorazione pubblica gradita a Dio
Se leggiamo il Salmo 115 vediamo che il Dio della Scrittura è molto diverso dagli dei delle nazioni. E se smettiamo di pensare agli idoli come pietra, legno o metallo, e li consideriamo come cose in cui confidiamo, speriamo, guardiamo o a cui ci doniamo, vediamo che gli idoli assumono ogni sorta di forma, dal denaro al sesso, alla propria famiglia e così via. Ma come ci avverte il salmista: «Quelli che li fanno divengono come loro, così fanno tutti quelli che confidano in loro» (v. 8). Diventiamo come ciò che adoriamo. Il CmW che alle D&R 49-50 chiede : D. 49. Qual è il secondo comandamento? R. Il secondo comandamento è: «Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il Signore (יהוה), il tuo Dio (אֱלֹהִים), sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti». D. 50. Che cosa è richiesto nel secondo comandamento? R. Il secondo comandamento richiede che si ricevano, osservino, e mantengano puri e integri, tutta l’adorazione e gli ordinamenti religiosi che Dio ha stabilito nella sua Parola. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  L’adorazione pubblica e privata     i.     L’adorazione pubblica è una convocazione dall’alto                                        ii.    L’adorazione privata è una decisione dal basso                                           b. Due modelli di adorazione pubblica a confronto
Giovanni Calvino disse: "Il cuore umano è una fabbrica di idoli." Possiamo crearci idoli di qualsiasi cosa o da qualsiasi cosa. Ogni cosa che cade sotto i nostri sensi, o ogni desiderio appassionato nei nostri cuori che non sia messo lì da Dio per la Sua gloria, può divenire un idolo (1 Corinzi 10:31). Il CmW che alle D&R 47-48 chiede : D. 47. Che cosa è proibito nel primo comandamento? R. Il primo comandamento proibisce di rinnegare, o non adorare e glorificare, il vero Dio come Dio, e il nostro Dio; e di rendere a chiunque altro quell’adorazione e gloria, che è dovuta a lui soltanto. D. 48. Che cosa ci viene specialmente insegnato dalle parole «oltre a me» nel primo comandamento? R. Le parole «oltre a me» nel primo comandamento ci insegnano che Dio, il quale vede ogni cosa, tiene conto di, e prova grande indignazione per, il peccato di avere qualsiasi altro dio. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Siamo creati per vivere per la gloria di Dio b. Viviamo per creare idoli e togliere la gloria a Dio     i.     L’idolatria nel lavoro                                               ii.     L’idolatria nella famiglia                                               iii.     L’idolatria nei governi                                               iv.     L’idolatria nelle nostre chiese c. Siamo salvati (e tenuti in vita) per la gloria di Dio
Solitamente, siamo molto più attratti e attenti a ciò che emerge e ed è visibile piuttosto a ciò che sta alla base e sostiene il tutto e non è visibile. Un esempio? Quando guardi un albero, mica pensi alle sue radici che lo sostengono? O quando hai di fronte un edificio, mica rifletti a quanto possenti devono esser le sue fondazioni per farlo stare su? Dunque, faremmo bene a dare il giusto peso a questo primo comandamento, perché esso è il fondamento da cui dipendono tutti gli altri. Il nostro obbligo verso il Dio vivente e vero è l’obbligo primario e fondamentale della nostra vita ed è la fonte e la base di tutti gli altri obblighi. Il CmW che alle D&R 45-46 chiede : D. 45. Qual è il primo comandamento? R. Il primo comandamento è: «Non avere altri dèi (altri Elohim) oltre a me». D. 46. Che cosa è richiesto nel primo comandamento? R. Il primo comandamento ci richiede di sapere e riconoscere che Dio è l’unico vero Dio, e il nostro Dio; e di adorarlo e glorificarlo di conseguenza. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Conoscere l’unico vero Dio b. Come conoscere l’unico vero Dio c. Un comandamento che permea tutta la vita d. L'unità infrangibile del Decalogo
La legge di Dio è fatta di imperativi (“fai, non fare … per me”), pertanto, la legge non deve mai essere confusa con la grazia salvifica, ossia con gli indicativi di Dio (“io ho fatto … per te!”). Tuttavia, però, come chiaramente afferma il CmW nella D&R #43, l’intera somma della legge morale di Dio è data al Suo popolo ed è collocata e radicata nel contesto redentivo della grazia di Dio! Infatti, l’indicativo di Dio precede sempre il Suo imperativo: Dio è il nostro Redentore (indicativo), pertanto, siamo tenuti a obbedire ai suoi comandi (ai suoi imperativi). Il CmW che alle D&R 43-44 chiede : D. 43. Qual è la prefazione ai Dieci Comandamenti? R. La prefazione ai Dieci Comandamenti consiste in queste parole: «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù». D. 44. Che cosa ci insegna la prefazione ai Dieci Comandamenti? R. La prefazione ai Dieci Comandamenti ci insegna che, poiché Dio è il SIGNORE, e il nostro Dio e Redentore, siamo pertanto tenuti a osservare tutti i suoi comandamenti.. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  L’indicativo di Dio precede sempre il Suo imperativo b. Una legge morale per tutte le epoche i.   Due diversi modi di salvezza? ii.   L’ubbidienza di Cristo ci dispensa dall’ubbidienza? c. La perfezione della Legge Morale di Dio i.   Il Decalogo esprime tutta la volontà di Dio ii.   Il Decalogo è divinamente organizzato iii. Il Decalogo è un'unità assoluta
“Ah se solo potessi sapere quale è la volontà di Dio in merito a questo o quell’aspetto della mia vita …” Si chiede di tanto in tanto il credente… In un mondo pieno di opzioni e opportunità apparentemente infinite, come possono i credenti scegliere secondo ciò che piace al Signore? Ecco questa seconda sezione del Catechismo ci aiuta a “conoscere per esperienza qual sia la buona, accettevole e perfetta volontà di Dio” per noi, affinché, conoscendola, dice Paolo, “non vi conformate a questo mondo, ma siate trasformati mediante il rinnovamento della vostra mente” (Rm 12:1-2). Il CmW che alle D&R 39-42 chiede : #39. Qual è il dovere che Dio richiede da parte dell’uomo? Il dovere che Dio richiede da parte dell’uomo, è l’obbedienza alla sua volontà rivelata. #40. Cos’è che Dio rivelò inizialmente all’uomo perché fosse la regola della sua obbedienza? La regola che Dio rivelò inizialmente all’uomo per la sua obbedienza, era la legge morale. #41. In che cosa la legge morale è riassunta per sommi capi? La legge morale è riassunta per sommi capi nei Dieci Comandamenti. #42. Qual è la somma dei Dieci Comandamenti? La somma dei Dieci Comandamenti è, di amare il Signore Dio nostro con tutto il nostro cuore, con tutta la nostra anima, con tutte le nostre forze, e con tutta la nostra mente; e il nostro prossimo come noi stessi. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La La volontà di Dio i.   La volontà ‘decretiva’ o nascosta di Dio ii.   La volontà ‘precettiva’ o rivelata di Dio b.  La legge morale di Dio c. La L’autorità universale della legge morale di Dio d.  La legge cerimoniale e civile
Con le D&R 37° e 38° il CmW affronta principalmente gli ultimi 2 stadi di gloria nella condizione post-mortem dei credenti. Ma, per avere una visione d’insieme più completa, seguiremo brevemente l’insegnamento del Catechismo Maggiore di Westminster (CMW) - domande #82-90 - inquadrando anche la condizione pre e post-mortem sia dei non credenti (dannazione) che dei credenti (gloria). Il CmW che alle D&R 37-38 chiede : #37. Quali sono i benefici che i credenti ricevono da parte di Cristo al momento della morte? Le anime dei credenti sono al momento della loro morte rese perfette in santità, ed entrano immediatamente in gloria; e i loro corpi, essendo ancora uniti a Cristo, riposano nelle loro tombe, fino al momento della risurrezione. #38. Quali sono i benefici che i credenti ricevono da parte di Cristo al momento della risurrezione? Al momento della risurrezione, i credenti, essendo stati risuscitati in gloria, saranno apertamente riconosciuti e assolti nel giorno del giudizio, e resi perfettamente beati nel pieno godimento di Dio per tutta l’eternità. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La condizione presente: primizia della gloria e della dannazione b. La condizione intermedia: gloria e dannazione abbondante i.   La morte del corpo del credente ii.  La condizione dell’anima del credente (parte 2) c.  La condizione eterna: gloria e dannazione perfetta (parte 2) i.   Il Giorno del Giudizio per i reprobi (parte 2) ii.  Il Giorno del Giudizio per i credenti (parte 2) iii. Perfetta beatitudine dei Credenti (parte 2) d.  Morte: la promozione in gloria del credente (parte 2)
Con le D&R 37° e 38° il CmW affronta principalmente gli ultimi 2 stadi di gloria nella condizione post-mortem dei credenti. Ma, per avere una visione d’insieme più completa, seguiremo brevemente l’insegnamento del Catechismo Maggiore di Westminster (CMW) - domande #82-90 - inquadrando anche la condizione pre e post-mortem sia dei non credenti (dannazione) che dei credenti (gloria). Il CmW che alle D&R 37-38 chiede : #37. Quali sono i benefici che i credenti ricevono da parte di Cristo al momento della morte? Le anime dei credenti sono al momento della loro morte rese perfette in santità, ed entrano immediatamente in gloria; e i loro corpi, essendo ancora uniti a Cristo, riposano nelle loro tombe, fino al momento della risurrezione. #38. Quali sono i benefici che i credenti ricevono da parte di Cristo al momento della risurrezione? Al momento della risurrezione, i credenti, essendo stati risuscitati in gloria, saranno apertamente riconosciuti e assolti nel giorno del giudizio, e resi perfettamente beati nel pieno godimento di Dio per tutta l’eternità. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La condizione presente: primizia della gloria e della dannazione b. La condizione intermedia: gloria e dannazione abbondante i.   La morte del corpo del credente ii.  La condizione dell’anima del credente (parte 2) c.  La condizione eterna: gloria e dannazione perfetta (parte 2) i.   Il Giorno del Giudizio per i reprobi (parte 2) ii.  Il Giorno del Giudizio per i credenti (parte 2) iii. Perfetta beatitudine dei Credenti (parte 2) d.  Morte: la promozione in gloria del credente (parte 2)
La margherita della salvezza è un dono completo, del tipo che, se sei chiamato efficacemente, sicuramente sarai glorificato. Non puoi riceve una parte di questi petali. O ti vengono dati tutti e 8 oppure non ne possiedi nessuno! Anche il 7° petalo che vediamo oggi, è un dono che Dio concede al peccatore. Il CmW che nella D&R 36 chiede #36. Quali sono i benefici che in questa vita accompagnano o scaturiscono dalla giustificazione, dall’adozione, e dalla santificazione? I benefici che in questa vita accompagnano o scaturiscono dalla giustificazione, dall’adozione, e dalla santificazione, sono, la certezza dell’amore di Dio, pace di coscienza, gioia nello Spirito Santo, crescita nella grazia, e perseveranza in essa fino alla fine. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La dottrina della perseveranza dei santi nella storia b. La dottrina della perseveranza definita c. Prove sulla dottrina della perseveranza i.   Dichiarazioni dirette della Scrittura ii.  Deduzioni dirette da altre dottrine d.  Incomprensioni sulla dottrina della perseveranza
Generalmente, quando le persone arrivano ad apprezzare le dottrine della grazia insegnate nelle Scritture, sono incoraggiate dalla verità della loro giustificazione, confortate dalla bellezza della loro adozione, ma a volte sono scoraggiate dallo stato della loro santificazioneLa santificazione, ossia l'opera dello Spirito Santo nella tua vita volta a conformarti progressivamente all'immagine di Dio è per te una buona notizia tanto quanto lo è la giustificazione e l’adozione. Il CmW alla D&R 35 chiede: #35. Che cos'è la santificazione? La santificazione è l’opera della grazia gratuita di Dio, mediante la quale siamo rinnovati nell’intero nostro essere a immagine di Dio, e siamo resi capaci di morire sempre di più al peccato, e vivere per la giustizia. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La natura della santificazione i.  Le parti della santificazione ii.  L’estensione della santificazione iii.  Il carattere della santificazione b.  L’autore della santificazione c.  I mezzi della santificazione d.  Errori sulla santificazione
La Scrittura afferma che noi tutti nasciamo ‘in Adamo’ essendo figli di Satana (cioè agiamo e viviamo secondo ‘l’immagine’ ribelle di Satana). Gesù rende chiaro che coloro che non credono in Lui e non vanno a Lui, lo fanno perché “il loro padre è il diavolo anziché Dio” (Giovanni 8:43-44). Se capiamo questo, possiamo apprezzare più in profondità la dottrina dell’adozione, mediante la quale, alcuni dei ‘figli di satana’ sono strappati da lui per diventare ‘figli di Dio’ (tornare ad agire e vivere secondo l’immagine di Dio). Il CmW alla D&R 34 chiede: #34. Che cos'è l'adozione? L’adozione è un atto della grazia gratuita di Dio, mediante il quale siamo ricevuti nel numero, e abbiamo diritto a tutti i privilegi, dei figli di Dio. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  L’adozione definita b.  Essere sicuri della propria adozione c.  Adozione, non divinizzazione d.  Adozione inaugurata e non ancora consumata e.  Lo status dei bambini battezzati
Secondo le Scritture, giustificare qualcuno significa porre un peccatore ingiusto in uno stato di giustizia, imputandogli la giustizia di un'Altro, Cristo, al fine di ritenere il peccatore come se fosse giusto nonostante egli sia ancora un peccatore non giusto. C'è una gran differenza tra il rendere santi i peccatori e il renderli giusti. È vero, ovviamente, che Dio non solo rende giusti i peccatori (tramite la giustificazione), ma li rende anche santi (tramite la santificazione). Ma la grande gloria del vangelo di Gesù Cristo è che Dio imputa gratuitamente ai peccatori la giustizia perfetta di Cristo mentre essi non sono ancora santi. #32. Di quali benefici coloro che sono chiamati efficacemente sono partecipi in questa vita? Coloro che sono chiamati efficacemente sono in questa vita resi partecipi della giustificazione, dell’adozione, e della santificazione, e dei vari benefici che in questa vita accompagnano o scaturiscono da esse.  #33. Che cos'è la giustificazione? La giustificazione è un atto della grazia gratuita di Dio, nel quale egli perdona tutti i nostri peccati, e ci accetta come giusti davanti a sé, unicamente per la giustizia di Cristo imputata a noi, e ricevuta per sola fede.  I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Il grande dilemma nella Bibbia b.  La dottrina della giustificazione nella storia c.  La natura della giustificazione d.  La doppia imputazione nella giustificazione e.  Il tempo della giustificazione f.  La giustificazione e le buone opere
Ordinariamente le persone si dispiacciono quando realizzano di aver fatto qualcosa di “sbagliato”, in particolare quando poi devono in prima persona pagarne le conseguenze. “ah se invece di questo avessi fatto o detto quello…!” Il mero rimpianto, o il solo desiderare che le cose fossero andate in modo diverso, è ben lungi dal vero pentimento. Il vero pentimento non è solo preoccupazione per le conseguenze personali degli errori che commettiamo. Il vero pentimento è incentrato primariamente sull'offesa a Dio che i nostri peccati producono anziché sulle conseguenze che noi dobbiamo pagare per i nostri peccati. Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #87. Che cos’è il ravvedimento che conduce a vita?Il ravvedimento che conduce a vita è una grazia salvifica, per mezzo della quale un peccatore, spinto da un vero senso del suo peccato, e dall’apprensione della misericordia di Dio in Cristo, con dolore e odio per il suo peccato, si volge da esso a Dio, pienamente intenzionato a, e cercando di, rendergli una nuova obbedienza. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Il ravvedimento biblico b.  Il ravvedimento non biblico i.  Un atto egocentrico ii.  Un atto meritorio c.  La necessità del ravvedimento biblico
Andando avanti nei nostri studi, scenderemo col trattare i vari aspetti dell’opera salvifica, in maniera più o meno approfondita, al punto che possiamo da soli riuscire a rispondere a domande del tipo: È giusto dire “quando mi sono convertito…”? È possibile conoscere il momento esatto della propria salvezza? È possibile riconoscere una vera da una falsa conversione? Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #86. Che cos'è la fede in Gesù Cristo?La fede in Gesù Cristo è una grazia salvifica, per mezzo della quale riceviamo e riposiamo in lui solo per la salvezza, come egli ci è offerto nel Vangelo. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Efficacemente chiamati e rigenerati b.  Una rigenerazione che termina in conversione c.  La fede salvifica: un dono ricevuto e praticato i.  L’elemento intellettuale: conoscenza ii.  L’elemento emozionale: assenso iii.  L’elemento volitivo: fiducia d.  Riconoscere una vera fede
Tutti noi stati siamo rapiti nell'Eden, sottratti dal nostro Padre per via di una nostra disubbidienza, siamo cresciuti con il nostro rapitore che ha agito come nostro padre malvagio. La buona notizia, il Vangelo, è che alcuni sono chiamati, salvati, redenti e restituiti alla famiglia del Creatore amorevole. Ed è proprio quando confidano nel riuscito salvataggio di Dio da parte di Gesù Cristo che questo “alcuni” tornano a casa. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Efficacemente chiamati b.  Come si forma la fede? c.  Perché alcuni credono mentre altri no? d.  L’analogia di Lazzaro e.  Due pericoli da evitare
Se nello studio delle precedenti domande #1-28 del CmW ci siamo soffermati sull’opera di salvezza concepita da Dio Padre nell’eternità, poi realizzata da Cristo (Dio Figlio) nella storia, con la domanda odierna e le successive (soprattutto sino alla #38), vedremo invece il completamento trinitario della salvezza applicata agli eletti durante la loro vita. In poche parole, la nostra salvezza, è un’opera trinitaria: Dio Padre ha dato Suo Figlio perché fosse il redentore dei Suoi eletti; Dio il Figlio ha acquistato la redenzione con la sua obbedienza attiva e passiva; Dio Spirito Santo applica la redenzione nell'esperienza degli eletti. Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #29. In che modo siamo resi partecipi della redenzione acquistata da Cristo?Siamo resi partecipi della redenzione acquistata da Cristo, mediante la sua applicazione efficace a noi da parte del suo Spirito Santo. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  Una salvezza trinitaria b.  Una salvezza monergista c.  L’ordine logico della salvezza
Le dottrine bibliche dell’umiliazione e dell’esaltazione di Cristo descrivono la Sua perfetta opera di salvezza, permettono ai credenti di guardare con traboccante speranza al presente ed anche al futuro. Mentre lo stato di umiliazione di Cristo fonda la storia nell'opera redentrice (passata) di Cristo, il suo stato esaltato stabilisce invece la nostra fiducia nel presente e nel futuro (quello che Cristo sta facendo e farà per noi). Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #28. In che cosa consiste l'esaltazione di Cristo?L’esaltazione di Cristo consiste nel suo risorgere dai morti il terzo giorno, nell’ascendere al cielo, nel sedere alla destra di Dio il Padre, e nel venire a giudicare il mondo nell’ultimo giorno. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: c.  La sessione di Cristo: il Suo sedersi e regnare dalla gloria d.  Il Secondo Avvento di Cristo: ossia La grande consolazione dei credenti i. La risurrezione generale dei morti ii. Il giudizio universale e.  L’importanza di questa dottrina
Le dottrine bibliche dell’umiliazione e dell’esaltazione di Cristo descrivono la Sua perfetta opera di salvezza, permettono ai credenti di guardare con traboccante speranza al presente ed anche al futuro. Mentre lo stato di umiliazione di Cristo fonda la storia nell'opera redentrice (passata) di Cristo, il suo stato esaltato stabilisce invece la nostra fiducia nel presente e nel futuro (quello che Cristo sta facendo e farà per noi). Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #28. In che cosa consiste l'esaltazione di Cristo?L’esaltazione di Cristo consiste nel suo risorgere dai morti il terzo giorno, nell’ascendere al cielo, nel sedere alla destra di Dio il Padre, e nel venire a giudicare il mondo nell’ultimo giorno. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  La risurrezione di Cristo: dove la vergogna della croce muta in gloria eterna b.  L’ascensione di Cristo: il Dio-uomo che ci attende in gloria i. L'entrata nel Santuario Celeste ii. l’inaugurazione del Nuovo Patto iii. La costituzione del nuovo popolo - la chiesa
La qualità che chiamiamo umiltà non è molto amata e praticata dall’uomo. Ci è difficile se non impossibile praticare la vera umiltà in quanto nella nostra condizione decaduta i nostri interessi vengono prima di quelli di Dio e del prossimo. Nella quotidianità, l’essere umili è sinonimo di debolezza. Umile è il perdente, mentre il vincitore è colui che raggiunge la gloria. Cristo è l'eterno Figlio di Dio, il Re dei re che è divenuto l’uomo Gesù Cristo per sempre, per essere il Mediatore perfetto del Patto di Grazia tra Dio e il Suo popolo, mediando sia nel Suo stato di umiliazione che nel Suo stato di esaltazione (D&R#23). Questi due stati di Cristo (umiliazione e esaltazione) sono tanto importanti per la nostra salvezza quanto lo siano le Sue due nature (divina-umana) e il suo triplice ufficio di mediatore. Il Catechismo Minore di Westminster insegna: #27. In che cosa consistette l’umiliazione di Cristo? L’umiliazione di Cristo consistette nel suo nascere, e questo in una condizione umile, sotto la legge, nel subire le miserie di questa vita, l’ira di Dio, e la morte maledetta di croce; nell’essere sepolto, e rimanere sotto il potere della morte per un certo periodo di tempo. I punti trattati in questo studio sono i seguenti: a.  L’umiliazione di Cristo i. L’incarnazione ii. L'umile condizione iii. Sottomesso alla legge iv. Nelle miserie della vita v. Sotto l'ira di Dio vi. La morte di croce b.  Cristo 'svuotò' se stesso
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