Laser
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Author: RSI - Radiotelevisione svizzera

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Laser è un magazine di approfondimento dell’attualità politica, culturale, sociale. Interviene sulla stretta attualità di giornata, solo in casi particolari, di grande rilevanza. Dà spazio anche a tematiche di interesse pubblico o a quante vengono trascurate dai grandi media. Il taglio è storico–sociologico. I registri comprendono interviste, reportage, documentari, incontri biografici. Spazia dal locale all’internazionale, da tematiche accademiche a questioni di vita quotidiana. Presta particolare attenzione alla forma radiofonica, all’abbinamento di contenuti di sostanza con uno stile divulgativo. È il magazine di riferimento della Rete Due per réportages e documentari.

710 Episodes
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È l’autore dei romanzi Libera nos a Malo, I piccoli maestri, Il Dispatrio. Vicentino nato a Malo nel 1922, Luigi Meneghello è uno dei più significativi scrittori italiani del secondo Dopoguerra. Dopo la laurea a Padova nel 1945, si trasferisce in Inghilterra dove insegna all’università letteratura italiana fino al 1980. Un percorso contraddistinto dalla passione per le potenzialità espressive della lingua italiana e della parlata vicentina. «Se avessi ancora abbastanza da vivere, forse cambierei tutto quello che ho scritto», aveva dichiarato Meneghello, che per la sua produzione letteraria e saggistica ha ricevuto numerosi e prestigiosi riconoscimenti.Autobiografia e letteratura si intrecciano in questa intervista del 1986 che vi riproponiamo, tratta dagli ARCHIVI radiofonici della RSI. 
La notte di Bogotà

La notte di Bogotà

2026-04-0326:25

Il mercato di Samper Mendoza si trova nel quartiere Los Martires a Bogotà, ma in pochi, anche in città, lo conoscono. É aperto al pubblico durante tutta la notte e al suo interno è possibile acquistare fiori, essenze, radici, cortecce e ogni tipo di prodotto correlato al sapere ancestrale delle piante. É conosciuto come il mercato de las Hierbas e qui i colombiani solitamente cercano spezie e odori per cucinare oppure rimedi naturali per la salute o ancora, molto spesso, prodotti esoterici che possano aiutare nell’amore o contro l’invidia. L’orario migliore per visitarlo è da mezzanotte alle 6 del mattino, quando le erbe arrivano dalle varie località della Colombia. Il mercato, dove ci guida Monica Quimbayo, proprietaria di uno dei banchetti, è solo uno dei tanti luoghi insoliti di Bogotà, città che di notte non smette mai di pulsare. Per saperne di più siamo stati negli studi di un programma radiofonico che da diversi anni accompagna i bogotani durante le ore piccole. Tassisti, personale medico, detenuti, persone che vivono in strada… Ogni notte, a partire dalle 10, Julian Parra, conduttore di Alerta Desvelados conversa con chi chiama in diretta per sapere cosa accade in città. Il suo marchio distintivo è condurre il programma rigorosamente in abito da notte: il pigiama.Con le voci diMonica Quimbayo, mercado Samper MedozaIndalecio Castellanos, giornalista radiofonico RCNJulian Parra, conduttore del programma Alerta Desvelados Giuspeppe Basile Rodriguez videomaker 
Vendo Bagnoli

Vendo Bagnoli

2026-04-0221:51

Bagnoli è una ex area industriale di Napoli. Ha vissuto dai primi del Novecento fino al 1992 al ritmo dell’acciaio, con l’Italsider a dare lavoro a migliaia e migliaia di operai. Poi la fabbrica ha chiuso, ne è rimasto lo scheletro, ed è rimasto anche l’inquinamento dei terreni e del fondale marino. Non è mai stata fatta nessuna bonifica. Da qualche mese, dopo l’annuncio che a Napoli arriverà nel 2027 l’America’s Cup, sono iniziati frenetici lavori di preparazione anche nell’area di Bagnoli. Tanto che da settimane i cittadini e le cittadine - le cui voci sono raccolte nel reportage di Francesca Torrani - stanno scendendo in piazza perché i cantieri sollevano polveri fini che si presumono inquinate. E per chiedere ragione di lavori mai compiuti prima e che adesso, con la Coppa America di vela, stanno avvenendo in una forma non contemplata dai progetti di bonifica precedenti. Del resto, lo cantava già Edoardo Bennato: «Vendo Bagnoli, chi la vuol comprare, colline verdi, mare blu, avanti chi offre di più». Era il 1989.
I carteggi dei grandi scrittori e delle grandi scrittrici ci raccontano di storie e relazioni umane, delle loro profondità e complessità. Ci strappano sorrisi, ci aprono mondi, ci regalano dettagli inediti dei loro lavori letterari ma anche testi che sono di per sé letteratura, talvolta magnifica letteratura. Vale sicuramente per il carteggio tra Ingeborg Bachmann e Max Frisch così come per quello tra la poetessa austriaca e il premio Nobel tedesco per la letteratura Heinrich Böll. Entrambi usciti in tedesco, il primo nel 2022, il secondo lo scorso anno, sono di fondamentale importanza. «Wir haben es nicht gut gemacht» fa chiarezza e scagiona l’autore di Homo Faber dalla responsabilità di aver avuto un ruolo nella morte della sua amata Ingeborg. Was machen wir aus unserem Leben invece è il racconto di una tenera amicizia e di un rapporto solidale tra due scrittori nel mondo editoriale tedesco della seconda metà del Novecento. A guidarci nella scoperta dei due carteggi sarà Renate Langer, germanista, curatrice di entrambi i volumi e grande esperta dell’autrice di Malina. Preparatevi ad un viaggio letterario e non solo che non si conclude qui ma proseguirà con altri importanti carteggi pubblicati di recente come quello tra Gottfried Benn e la figlia Nele o quello tra Joseph Roth e Stefan Zweig appena tradotto e uscito per Adelphi.
Tenere viva Venezia

Tenere viva Venezia

2026-03-3126:05

Venezia cambia, e lo fa più velocemente di quanto siamo abituati a immaginare: mentre il turismo cresce e i residenti diminuiscono, la città rischia di perdere pezzi fondamentali della sua identità.Tra calli affollate e case che si svuotano, sopravvivono storie che tengono insieme passato e presente. Mestieri antichi, saperi tramandati, pratiche quotidiane che continuano a reinventarsi. Sono storie di donne che, lavorando tra tradizione e innovazione, provano a resistere a una trasformazione che sembra inevitabile e si riprendono spazi che per secoli sono stati dominati dagli uomini. Queste storie restituiscono il ritratto di una città fragile ma ancora viva, attraversata da trasformazioni sempre più evidenti.
Raimondo Di Maio è il libraio di Napoli. Una passione nata mentre era scugnizzo e portava i caffè a domicilio . Lo abbiamo incontrato nella sua libreria Dante & Descartes in via di Mezzocannone a ridosso dell’Università Federico II. Raimondo si destreggia tra i suoi 100.000 volumi: libri nuovi, usati, rari, cercati con passione, il bottino di intere biblioteche che compra volentieri. Nel 2020, la sua casa editrice Dante & Descartes, che prende il nome dalla libreria, ha vinto il Premio Nobel per la Letteratura con Averno di Louise Glück, un successo inaspettato. Nella sua libreria che è un porto di mare, passano scrittori, studenti, attori, poeti, tra i più famosi, Roberto Saviano ed Erri De Luca, che abbiamo incontrato. 
La scuola in cammino

La scuola in cammino

2026-03-2724:46

Ogni giorno, una moltitudine di studenti in tutto il mondo esce da casa per recarsi a scuola. C’è chi prende un mezzo, chi si incammina a piedi lungo percorsi più o meno trafficati, chi si fa accompagnare. Poi arriva il momento in cui bisogna varcare la soglia della scuola. Ma cosa accade se al posto di banchi, sedie e aule, la scuola venisse posta in essere nello stesso atto del camminare? Per saperlo abbiamo trascorso un’intera giornata con “Strade Maestre” un progetto nato lo scorso anno con l’obiettivo di mettere insieme l’istruzione con un lungo viaggio a piedi della durata di un intero anno scolastico. Oltre 1’000 chilometri di mulattiere, sentieri, strade asfaltate percorse con uno zaino sulle spalle mentre si osserva il territorio e ogni tanto si fa lezione. La classe di “Strade Maestre” è composta, quest’anno, da 14 alunni di età compresa tra i 16 e i 19 anni. È partita lo scorso settembre dal passo del Gran San Bernardo al confine tra la Svizzera e l’Italia. Il prossimo giugno dovrebbe arrivare in Calabria dopo aver attraversato tutta la penisola italiana.Con le voci di:Antonio Buccino, collaboratore scolastico scuola media statale L. Pavoni RomaSergio Giovanni, guida e insegnante di matematica e fisica a Strade Maestre Jeanne Hug, Lorenzo di Marco e Filippo Boetti studenti di Strade Maestre Valentina Frasisti, guida e insegnante di lettere e filosofia a Strade Maestre Roberta Cortella, insegnante alle scuole medie Piaget Majorana di Roma e guida-insegnante nel progetto strade Maestre dello scorso annoMarco Saverio Loperfido, tra gli ideatore del progetto Strade Maestre 
Ogni sera il Piazzale antistante la Stazione Ferroviaria di Trieste si riempie di gente. Tra pentoloni fumanti e kit di primo soccorso, una rete di volontari provenienti da tutta Italia si da il cambio per accogliere i migranti in transito lungo la rotta balcanica. È l’evoluzione de “La linea d’ombra”, l’associazione  fondata nel 2019 da Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi per restare umani di fronte al fenomeno della migrazione. Un reportage dalla frontiera della solidarietà. 
Un viaggio alla scoperta delle nuove applicazioni dell’agopuntura in ambito neurologico, con un focus sulla neuro-agopuntura, una disciplina in forte evoluzione che dialoga sempre più da vicino con le neuroscienze. Attraverso i risultati della ricerca scientifica più recente, esploriamo come l’agopuntura stia trovando un riconoscimento crescente nella neurologia clinica e come il suo utilizzo sia sempre più integrato all’interno della medicina ospedaliera in Svizzera. Ospiti di “Laser”: Cecilia Lucenti, medico ed esperta di neuro-agopuntura, Presidente dell’AMI (Agopuntura Medica Integrata), Giuseppe Peloni, specialista di medicina cinese, responsabile degli ambulatori di agopuntura dell’EOC (Ente Ospedaliero Cantonale), per comprendere quali siano i benefici concreti per pazienti affetti da patologie neurologiche complesse e con Paolo Miccichè, che offre uno sguardo storico sul percorso culturale e medico dell’agopuntura fino alla sua affermazione contemporanea.
Crisi del cacao

Crisi del cacao

2026-03-2424:51

Il mercato del cacao è in shock: dopo aver toccato un picco record nel 2025, dall’inizio del 2026 il costo alla tonnellata è sceso del 70%. Questo drastico crollo sta mettendo in ginocchio i piccoli coltivatori soprattutto in Ghana e Costa d’Avorio, che sono i principali produttori di cacao a livello mondiale. Mentre nei magazzini di questi Paesi si accumulano scorte invendute, nei nostri supermercati intanto i prezzi del cioccolato e degli altri prodotti a base di cacao non scende. Se alla base di questa crisi ci sono i cambiamenti climatici, a renderla così impattante è stata la speculazione. Andiamo allora ad analizzare come è cambiato il mercato del cacao negli anni e da dove viene la fragilità della produzione africana, anche per immaginare possibili soluzioni.
Fatma Aydemir è una delle autrici tedesco-curde più note degli ultimi anni. Il suo romanzo più recente, Dschinns (Carl Hanser Verlag, 2022), in italiano Tutti i nostri segreti (Fazi, 2025), è stato inserito dal quotidiano «Der Spiegel» nella lista dei cento libri più influenti degli ultimi cent’anni… e a buon diritto: con una prosa limpida ma potente, Aydemir racconta le condizioni di vita della prima generazione di “Gastarbeiter” o “lavoratori-ospiti”. In particolare, ci parla di chi ha lasciato la Turchia negli anni Sessanta e Settanta per partecipare alla ricostruzione della Germania in pieno boom economico…. proprio come la sua famiglia.Al di là dell’aspetto biografico, Aydemir fai i conti un’identità minacciata su più fronti: cosa rimane della cultura curda se in Turchia si rischia la prigione solo per il fatto di parlare la propria lingua madre? E cosa significa essere curdo per chi è nato e cresciuto in Germania? E oggi, all’indomani dello scioglimento del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), cosa resta della lotta identitaria? La scrittura di Aydemir non è mai apolitica e tuttavia non perde mai di vista le ragioni dell’arte: i personaggi, definiti con profondo realismo, trovano una voce intima e personale; il genere del romanzo familiare, così importante per la letteratura tedesca moderna e contemporanea, si fa una lente per osservare i meccanismi della società odierna.
Negli ultimi anni la medicina estetica è uscita dalle cliniche private per entrare nella quotidianità. Trattamenti un tempo riservati a pochi oggi sono accessibili, diffusi, quasi ordinari. In Italia, i centri di medicina estetica si moltiplicano. Promettono piccoli ritocchi, cambiamenti veloci, risultati immediati. Ma chi sono davvero le persone che scelgono di modificare il proprio corpo? Cosa cercano quando entrano in questi studi? Per chi lo fanno?Rate, promozioni, trattamenti veloci in pausa pranzo. Il cambiamento del corpo sembra oggi alla portata di tutti. Ma quando il cambiamento diventa così facile, chi lo desidera davvero? È una scelta individuale o una risposta alle aspettative della società? Un audiodocumentario di Anaïs Poirot, che propone una riflessione su quel confine sottile che è la soglia tra il desiderio di migliorarsi e l’accettazione di sé. 
Per Umberto Eco il concetto di memoria era cruciale, ma una memoria intesa come filtro, non come archivio di informazioni. E forse ciò ha a che fare con il desiderio che egli espresse nel suo testamento, ossia che per dieci anni dalla sua morte non si organizzassero iniziative ufficiali su di lui: possiamo intenderlo come un invito a lasciar sedimentare il suo pensiero, a evitare l’afflusso immediato e invadente di luoghi comuni, a non sopraffare il suo lascito culturale con commenti troppo ravvicinati.Eco è morto il 19 febbraio 2016, e dunque ora è il tempo di ricordarlo, con il discernimento che viene da questo decennale silenzio, per scoprirne la luminosa attualità. La sua capacità di elaborazione del sapere illumina, infatti, anche e ancor più il nostro presente. Tutto ciò emerge in particolare da due volumi appena usciti da La Nave di Teseo, casa editrice alla cui fondazione lo stesso Eco diede un contributo fondamentale. Il primo di questi libri si intitola semplicemente Umberto, lo ha scritto uno degli intellettuali italiani che lo conobbe più da vicino e più continuativamente: lo scrittore, saggista e giornalista Roberto Cotroneo. L’altro è una raccolta di prefazioni che Eco scrisse per testi di altri: L’umana sete di prefazioni. Testi liminari 1956-2015, a cura di Leo Liberti.Roberto Cotroneo e Leo Liberti saranno entrambi ospiti di questa puntata.
Vent’anni di Adoc

Vent’anni di Adoc

2026-03-1727:53

ADOC – Adolescenti in connessione compie vent’anni. Il progetto della Fondazione Amilcare rappresenta oggi una delle esperienze più significative e innovative nella presa in carico educativa di adolescenti in difficoltà nella Svizzera italiana. Nato a metà degli anni Duemila su mandato dell’Ufficio famiglie e giovani del Cantone Ticino, ADOC si sviluppa per dare una risposta efficace al disagio adolescenziale e ai limiti dei modelli residenziali tradizionali. ADOC si propone come un’alternativa valida al foyer: appartamenti autonomi, non di proprietà della Fondazione, scelti e abitati dai ragazzi stessi, con il supporto di una coppia educativa di riferimento. Un progetto rivolto principalmente a ragazze e ragazzi a partire dai 16 anni che non riescono a sostenere la vita comunitaria o le regole più strutturate dei servizi tradizionali, ma che non rifiutano l’accompagnamento educativo in quanto tale. Al centro di ADOC, la relazione, la responsabilizzazione e la costruzione progressiva dell’autonomia, senza una presenza educativa continua ma con un contatto costante e flessibile. A distanza di vent’anni, ADOC si conferma un’esperienza pionieristica che ha accompagnato centinaia di adolescenti verso l’età adulta, dimostrando come un modello meno contenitivo e più personalizzato possa rispondere in modo efficace a situazioni di forte fragilità. A raccontare ADOC, e le differenti realtà di presa a carico degli adolescenti nella Svizzera italiana sono l’educatore Enzo Mirarchi, fra coloro che hanno dato vita al progetto della Fondazione Amilcare e co-autore del saggio Adolescenti in connessione. Un modello flessibile di presa in carico educativa (Franco Angeli, 2018). Insieme a lui Mario Ferrarini, direttore della Fondazione Antonia Vanoni, incaricato di sviluppare il progetto pedagogico del centro chiuso per minorenni La Clessidra, e Gian Paolo Conelli direttore della Fondazione Amilcare e coordinatore, insieme a Mario Ferrarini, del CODICEM, l’organismo che riunisce i principali centri educativi per minorenni in Ticino.
Dalla luna agli abissi

Dalla luna agli abissi

2026-03-1627:21

Cosa può la letteratura di fronte alla contemporaneità? Come ci può aiutare ad affrontare il presente? Alessandra Grandelìs, docente e ricercatrice di letteratura italiana all’Università di Padova, racconta in questo “Laser” il suo rapporto con le lettere attraverso l’opera di Alberto Moravia, suggerendoci quanto oggi il grande intellettuale continui a parlarci. Ma non solo, il viaggio nel mondo delle lettere si trasforma anche in un viaggio nella storia, nella scienza, dalla luna ai profondi abissi dell’uomo.
Si corre per scappare da, ma si corre anche per andare verso. Tomaso Bontognali, geologo ticinese che vive con la famiglia a Neuchâtel, è decisamente per la seconda opzione. Destinazione? Una nuova soglia. Ultratrailer amatoriale con lo sguardo verso l’universo, ci si chiede cosa lo spinga a correre così, per chilometri e chilometri, giorni e notti, affrontando dislivelli importanti, sottomettendosi a un regime alimentare specializzato, quasi senza riposo. La voglia di avventura, la necessità di scoprire, sempre e ancora, fuori e dentro di sé, il mondo di cui siam fatti e che ci circonda. E per farlo, bisogna necessariamente ogni volta superare qualche limite. Lo abbiamo accompagnato lungo il tragitto di un suo allenamento tipico, al passo dell’intervistatrice, per farci raccontare questo mondo che sebbene sempre di corsa, è capace di uno sguardo profondo e di una comunione con la natura non indifferenti. Con Tomaso e la figlia Marta che segue le sue orme, eccoci su una cima della Capriasca a sognare i deserti dell’Arizona.
Come descrivere il suono che fa un missile? Mohamed Yaghi è l’unico ingegnere del suono di Gaza e durante la guerra tra Israele e Hamas non si è mai tolto le cuffie. Armato di microfono ha continuato a registrare i suoni intorno a lui. Suoni trerrificanti, ambigui, indecifrabili per il loro carico di dolore: Mohamed registrava sapendo che quegli stessi suoni significavano morte e distruzione, anche per i suoi cari. Dall’inizio dell’offensiva israeliana su Gaza ha perso 38 membri della sua famiglia, di cui 14 sono ancora sotto le macerie. Questa è una storia della guerra attraverso i suoni che ha registrato e la sua voce, raccolta grazie a messaggi vocali su whatsapp da Mattia Pelli. Si possono chiudere gli occhi, ma non le orecchie. 
Le olimpiadi hanno una storia millenaria: ci sono i giochi dell’antichità, che attraversano la civiltà greca, etrusca e romana e quelli dell’era moderna, ideati e fondati alla fine dell’Ottocento dal visionario barone francese, Pierre De Coubertin, nati sotto il segno dell’universalità, della fratellanza e del pacifismo. Ma è possibile accostare i giochi antichi e quelli moderni? Quali valori li accomunano e quali ideali si sono tramandati? Una mostra alla Fondazione Rovati di Milano racconta come è cambiata la funzione delle Olimpiadi e dello sport attraverso i secoli, grazie a reperti archeologici eccezionali come la Tomba delle Olimpiadi di Tarquinia e a oggetti iconici appartenuti ad atlete e atleti della storia moderna dello sport. 
È di pochi giorni fa l’ultimo appello dell’UNHCR, l’Agenzia ONU per i rifugiati, con la richiesta di fondi urgenti per rispondere alla crisi umanitaria in corso in Burundi, dove solo negli ultimi tre mesi si sono rifugiati 100mila civili congolesi, in fuga dai combattimenti in corso nell’est della Repubblica Democratica del Congo. Tutti i campi adibiti all’accoglienza sono già sovraffollati, e si trovano in condizioni igienico sanitarie inadeguate; questo favorisce il diffondersi di malattie. L’assistenza sanitaria è carente: mancano dottori e medicinali, e sono limitate anche le scorte di alimentari e di acqua potabile. Il Burundi, considerato dall’ONU uno dei paesi più poveri del mondo, non riesce da solo a far fronte a questa nuova emergenza; eppure la popolazione di questo piccolo Paese nel cuore della regione dei Grandi laghi, è piena di risorse.
All’indomani dell’8 marzo - festa della donna - In questa puntata di “Laser” incontriamo la storica Elisabeth Joris, 80 anni quest’anno, che ripercorre il suo percorso pionieristico, tra studio della storia delle donne e battaglie femministe. Nata nel 1946 a Viège, nel Vallese, dove era considerata, come lei stessa dice, una “cattiva ragazza”, è stata una delle promotrici del primo grande sciopero femminista in Svizzera. Era il 14 giugno del 1991 quando scesero in piazza oltre mezzo milione di donne per rivendicare l’applicazione concreta dell’articolo sulla parità tra i sessi che era rimasto sulla carta, dieci anni dopo essere stato introdotto nella Costituzione federale, grazie a un’iniziativa popolare promossa da movimenti femministi e poi approvata con oltre il 60% dei voti. Dal 1991 tante battaglie sono state vinte, ma molte restano da fare per una vera uguaglianza e per mettere la parola fine alla violenza contro le donne.
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Comments (1)

Roberto Bona

interessante libro sull ascolto e la relazione

Feb 17th
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