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Assaggi di Letteratura
Assaggi di Letteratura
Author: Gianmaria Guida
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© Gianmaria Guida
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Assaggi di Letteratura. Senza pretese, a più riprese... sintesi, concetti chiave e spiegazioni di tutta la letteratura italiana. Per studenti, appassionati, curiosi e volenterosi.
A cura di Gianmaria Guida, professore di Lingua e Letteratura Italiana.
La musica della sigla si intitola Follow your heart di A.T.M. (Open Source)
A cura di Gianmaria Guida, professore di Lingua e Letteratura Italiana.
La musica della sigla si intitola Follow your heart di A.T.M. (Open Source)
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ep. 22 st. 2Dopo aver perso il saluto di Beatrice, Dante vive un periodo di forte crisi, sia fisica che spirituale. E' la cosiddetta "fase cavalcantiana" della Vita Nova... Nel capitolo XVIII, Dante giunge al superamento dell'amore cortese; la sua concezione dell'amore va oltre e dichiara l'avvento del nuovo stile della lode.-Musica: "Firm Foundation" by Brock Hewitt: Stories in Sound
ep. 21 st. 3La menzogna portata avanti da Dante per proteggere Beatrice dalle maldicenze ha provocato una reazione molto forte. La "gentilissima" nega il saluto al Poeta. Dante è costretto a riflettere su di sé e sul significato dell'amore.Inizia così un nuovo percorso interiore e poetico che ha già lo sguardo verso il nuovo approdo della poesia della lode.-Musica: "Someone I know" by Peter Lainson
ep. 20 st. 2Nei capitoli successivi al terzo, Dante, grazie ad una fortuita occasione, riesce a celare agli altri il proprio interesse nei confronti di Beatrice. L'equivoco che nasce per mezzo di un'altra donna, dà al Poeta l'occasione di tutelare l'onore della gentilissima. Volontariamente, Dante finge interesse per una donna definita "schermo", perché utile per celare appunto la verità dei propri sentimenti.-Musica: "Avant la pluie" by Arnito
ep. 19 st. 2In questo sonetto, in risposta ad "A ciascun' alma presa", Guido Cavalcanti, in nome dell'amicizia, si mette da parte e riconosce a Dante una maggiore capacità di resilienza nel rapporto con il sentimento amoroso.-Musica: "Wind in the trees" by Peter Lainson
ep. 18 st. 2Nove anni dopo il primo incontro, Dante incontra di nuovo Beatrice; entrambi hanno 18 anni. In questa occasione, lei gli concede il salute per la prima volta. Più tardi, ancora estasiato, Dante ha una visione: Amore tiene tra le braccia una donna alla quale offre il cuore del Poeta come nutrimento. Nasce da questa esperienza il sonetto "A ciascun' alma presa e gentil core".-Musica: "Scarlet" by Realizer
ep. 17 st. 2Commento di John Alfred Scott sull'apparizione di Beatrice nel capitolo II della "Vita Nova". La lettura è tratta dalla sua opera "Perché Dante?", Aracne, Roma 2010.-Musica: "Someone I know" by Peter Lainson
ep. 16 st. 2Inizia la narrazione della Vita Nova, cioè della vita rinnovata. Si potrebbe intendere rinnovata dall'amore. La renovatio ha sì un senso religioso, cioè di nuova dimensione spirituale in una vita libera dal peccato e illuminata dalla Grazia divina, ma qui non è tanto Dio a guidare il Poeta, quanto Beatrice stessa. Comunque, l'amore per lei conduce proprio a Dio padre.-Musica: "Someone I know" by Peter Lainson
ep. 15 st. 2L'intento dell'Opera è quello di trascrivere una parte della vita che è rimasta viva nella memoria del Poeta; lo fa per dare un senso agli eventi che intende "assemplare". Attenzione però, non si tratta di un diario personale; questi eventi assumono un significato simbolico ed allegorico che va interpretato attraverso allusioni e visioni.-Musica: "Birds in flight" by Peter Lainson
ep. 14 st. 3La "Vita Nova" è la prima opera organica di Dante. Molti testi poetici, composti per circa quindici anni, sono stati raccolti per fungere da racconto dell'esperienza d'amore nei confronti di Beatrice. Ad unire tutto è una narrazione in prosa che funge anche da commento ai testi poetici.Quale sia la corretta interpretazione dell'opera è ancora oggi controverso.-Musica "Love Story" by Kite Flight
ep. 13 st. 2Nei primi anni dell'esilio Dante ha composto delle rime cariche di temi civili; sono le cosiddette "Rime dell'esilio". In questi testi Dante canta la giustizia, la liberalità e la pace. Possiamo finalmente cogliere la vicinanza con la produzione civile di Guittone d'Arezzo.Queste rime interpretano in chiave politica l'esperienza privata del poeta.Tre donne intorno al cor mi son venute,e seggonsi di fore;ché dentro siede Amore,lo quale è in segnoria de la mia vita.Tanto son belle e di tanta vertute,che ’l possente segnore,dico quel ch’è nel core,a pena del parlar di lor s’aita.Ciascuna par dolente e sbigottita,come persona discacciata e stanca,cui tutta gente mancae cui vertute né belta non vale.Tempo fu già nel quale,secondo il lor parlar, furon dilette;or sono a tutti in ira ed in non cale.Queste così solettevenute son come a casa d’amico;ché sanno ben che dentro è quel ch’io dico.Dolesi l’una con parole molto,e ’n su la man si posacome succisa rosa:il nudo braccio, di dolor colonna,sente l’oraggio che cade dal volto;l’altra man tiene ascosala faccia lagrimosa:discinta e scalza, e sol di sé par donna.Come Amor prima per la rotta gonnala vide in parte che il tacere è bello,egli, pietoso e fello,di lei e del dolor fece dimanda."Oh di pochi vivanda",rispose in voce con sospiri mista,"nostra natura qui a te ci manda:io, che son la più trista,son suora a la tua madre, e son Drittura;povera, vedi, a panni ed a cintura".Poi che fatta si fu palese e conta,doglia e vergogna preselo mio segnore, e chiesechi fosser l’altre due ch’eran con lei.E questa, ch’era sì di piacer pronta,tosto che lui intese,più nel dolor s’accese,dicendo: "A te non duol de li occhi miei?".Poi cominciò: "Sì come saper dei,di fonte nasce il Nilo picciol fiumequivi dove ’l gran lumetoglie a la terra del vinco la fronda:sovra la vergin ondagenerai io costei che m’è da latoe che s’asciuga con la treccia bionda.Questo mio bel portato,mirando sé ne la chiara fontana,generò questa che m’è più lontana".Fenno i sospiri Amore un poco tardo;e poi con gli occhi molli,che prima furon folli,salutò le germane sconsolate.E poi che prese l’uno e l’altro dardo,disse: "Drizzate i colli:ecco l’armi ch’io volli;per non usar, vedete, son turbate.Larghezza e Temperanza e l’altre natedel nostro sangue mendicando vanno.Però, se questo è danno,piangano gli occhi e dolgasi la boccade li uomini a cui tocca,che sono a’ raggi di cotal ciel giunti;non noi, che semo de l’etterna rocca:ché, se noi siamo or punti,noi pur saremo, e pur tornerà genteche questo dardo farà star lucente".E io, che ascolto nel parlar divinoconsolarsi e dolersicosì alti dispersi,l’essilio che m’è dato, onor mi tegno:ché, se giudizio o forza di destinovuol pur che il mondo versii bianchi fiori in persi,cader co’ buoni è pur di lode degno.E se non che de li occhi miei ’l bel segnoper lontananza m’è tolto dal viso,che m’have in foco miso,lieve mi conterei ciò che m’è grave.Ma questo foco m’havegià consumato sì l’ossa e la polpa,che Morte al petto m’ha posto la chiave.Onde, s’io ebbi colpa,più lune ha volto il sol poi che fu spenta,se colpa muore perché l’uom si penta.Canzone, a’ panni tuoi non ponga uom mano,per veder quel che bella donna chiude:bastin le parti nude;lo dolce pome a tutta gente niega,per cui ciascun man piega.Ma s’elli avvien che tu alcun mai truoviamico di virtù, ed e’ ti priega,fatti di color novi,poi li ti mostra; e ’l fior, ch’è bel di fori,fa disiar ne li amorosi cori.Canzone, uccella con le bianche penne;canzone, caccia con li neri veltri,che fuggir mi convenne,ma far mi poterian di pace dono.Però nol fan che non san quel che sono:camera di perdon savio uom non serra,ché ’l perdonare è bel vincer di guerra.-Musica: "Home" by Peter Lainson
ep. 17 st. 2"Così nel mio parlar voglio esser aspro" è l'esempio più completo che dimostra la complessità delle rime petrose. E' particolarmente significativa la rivendicazione (già nei primi versi) del legame tra forma e contenuto; emerge chiaramente la consapevolezza della valenza delle scelte lessicali, stilistiche, tematiche e metriche. La lingua come strumento di conoscenza.Così nel mio parlar voglio esser asprocom’è ne li atti questa bella petra,la quale ognora impetramaggior durezza e più natura cruda,e veste sua persona d’un diasprotal, che per lui, o perch’ella s’arretra,non esce di faretrasaetta che già mai la colga ignuda:ed ella ancide, e non val ch’om si chiudané si dilunghi da’ colpi mortali,che, com’avesser ali,giuncono altrui e spezzan ciascun’arme;sì ch’io non so da lei né posso atarme.Non trovo scudo ch’ella non mi spezziné loco che dal suo viso m’asconda;ché, come fior di fronda,così de la mia mente tien la cima:cotanto del mio mal par che si prezzi,quanto legno di mar che non lieva onda;e ’l peso che m’affondaè tal che non potrebbe adequar rima.Ahi angosciosa e dispietata limache sordamente la mia vita scemi,perché non ti ritemisì di rodermi il core a scorza a scorza,com’io di dire altrui chi ti dà forza?Ché più mi triema il cor qualora io pensodi lei in parte ov’altri li occhi induca,per tema non tralucalo mio penser di fuor sì che si scopra,ch’io non fo de la morte, che ogni sensoco li denti d’Amor già mi manduca;ciò è che ’l pensier brucala lor vertù sì che n’allenta l’opra.E’ m’ha percosso in terra, e stammi sopracon quella spada ond’elli ancise Dido,Amore, a cui io gridomerzé chiamando, e umilmente il priego;ed el d’ogni merzé par messo al niego.Egli alza ad ora ad or la mano, e sfidala debole mia vita, esto perverso,che disteso a riversomi tiene in terra d’ogni guizzo stanco:allor mi surgon ne la mente strida;e ’l sangue, ch’è per le vene disperso,fuggendo corre versolo cor, che ’l chiama; ond’io rimango bianco.Elli mi fiede sotto il braccio mancosì forte, che ’l dolor nel cor rimbalza:allor dico: "S’elli alzaun’altra volta, Morte m’avrà chiusoprima che ’l colpo sia disceso giuso".Così vedess’io lui fender per mezzolo core a la crudele che ’l mio squatra!poi non mi sarebb’atrala morte, ov’io per sua bellezza corro:ché tanto dà nel sol quanto nel rezzoquesta scherana micidiale e latra.Ohmè, perché non latraper me, com’io per lei, nel caldo borro?ché tosto griderei: "Io vi soccorro".e fare’l volentier, sì come quelliche ne’ biondi capellich’Amor per consumarmi increspa e dorametterei mano, e piacere’le allora.S’io avessi le belle trecce prese,che fatte son per me scudiscio e ferza,pigliandole anzi terza,con esse passerei vespero e squille:e non sarei pietoso né cortese,anzi farei com’orso quando scherza;e se Amor me ne sferza,io mi vendicherei di più di mille.Ancor ne li occhi, ond’escon le favilleche m’infiammano il cor, ch’io porto anciso,guarderei presso e fiso,per vendicar lo fuggir che mi face;e poi le renderei con amor pace.Canzon, vattene dritto a quella donnache m’ha ferito il core e che m’involaquello ond’io ho più gola,e dàlle per lo cor d’una saetta;ché bell’onor s’acquista in far vendetta.-Musica: "Home" by Peter Lainson
ep. 11 st. 2Va sotto la denominazione di "rime petrose" una breve serie di componimenti ispirati dall'amore per una donna crudele, chiamata con il senhal di Petra, a simboleggiare il suo carattere duro come la pietra. E' un momento difficile della vita di Dante, che i critici hanno interpretato in varie maniere. La novità di queste rime sta nella forte aderenza tra forma/stile e contenuto.Ma questi componimenti non sono un mero esercizio stilistico...Lettura di un estratto da G. Bàrberi Squarotti, "Intenzioni e struttura della poesia minore di Dante", introd. a Dante, "Rime", Fogola, TO 1966.-Musica: "Home" by Peter Lainson
ep. 10 st. 2Rientrano nell "Rime" sei sonetti di botta e risposta tra Dante e Forese Donati, fratello di Piccarda e di Corso. Troviamo un Dante diverso rispetto a quello al quale siamo abituati; pur sperimentando lo stile comico-realista, egli sa mantenere alto il livello di composizione.Chi udisse tossir la mal fatatamoglie di Bicci vocato Forese,potrebbe dir ch’ell’ha forse vernataove si fa ’l cristallo in quel paese.Di mezzo agosto la truovi infreddata;or sappi che de’ far d’ogni altro mese!E non le val perché dorma calzata,merzé del copertoio c’ha cortonese.La tosse, ’l freddo e l’altra mala vogliano l’addovien per omor ch’abbia vecchima per difetto ch’ella sente al nido.Piange la madre, c’ha più d’una doglia,dicendo: "Lassa, che per fichi secchimessa l’avre’ ’n casa del conte Guido!".-L’altra notte mi venne una gran tosse,perch’i’ non avea che tener a dosso;ma incontanente che fu dì, fui mossoper gir a guadagnar ove che fosse.Udite la fortuna ove m’addosse:ch’i’ credetti trovar perle in un bossoe be’ fiorin coniati d’oro rosso;ed i’ trovai Alaghier tra le fosse,legato a nodo ch’i’ non saccio ’l nome,se fu di Salamone o d’altro saggio.Allora mi segna’ verso ’l levante:e que’ mi disse: "Per amor di Dante,scio’mi ". Ed i’ non potti veder come:tornai a dietro, e compie’ mi’ viaggio.-Musica: "Enfantine" by Arnito
ep. 9 st. 2In questa ballata, che propone, sullo stile cortese e stilnovistico, l'immagine della donna-angelo, ci sono aspetti interessanti che deviano dal modello definitivo dal tradizionale cerchio degli stilnovisti (di cui Cino da Pistoia è un ottimo esempio).La donna non lascia che sia il poeta a parlare di lei, ma lo fa in prima persona; emerge poi un'eco cavalcantiana che lascia un'ombra sul sentimento amoroso.I’ mi son pargoletta bella e nova,che son venuta per mostrare altruide le bellezze del loco ond’io fui.I’ fui del cielo, e tornerovvi ancoraper dar de la mia luce altrui diletto;e chi mi vede e non se ne innamorad’amor non averà mai intelletto,ché non mi fu in piacer alcun disdettoquando natura mi chiese a coluiche volle, donne, accompagnarmi a vui.Ciascuna stella ne li occhi mi piovedel lume suo e de la sua vertute;le mie bellezze sono al mondo nove,però che di là su mi son venute:le quai non posson esser canosciutese non da canoscenza d’omo in cuiAmor si metta per piacer altrui. -Queste parole si leggon nel visod’un’angioletta che ci è apparita:e io che per veder lei mirai fiso,ne sono a rischio di perder la vita;però ch’io ricevetti tal feritada un ch’io vidi dentro a li occhi sui,ch’i’ vo’ piangendo e non m’acchetai pui.-Musica: "Yildiz Memories" by Arnito
ep. 8 st. 2In questo sonetto delle "Rime", Dante descrive i motivi della vita cavalleresca del suo tempo, nello specifico quello della caccia. Compaiono però, in modo preponderante, seppur con poche parole, i temi della vergogna e del dolore.Sonar bracchetti, e cacciatori aizzare,lepri levare, ed isgridar le genti,e di guinzagli uscir veltri correnti,per belle piagge volgere e imboccareassai credo che deggia dilettarelibero core e van d’intendimenti!Ed io, fra gli amorosi pensamenti,d’uno sono schernito in tale affare,e dicemi esto motto per usanza:"Or ecco leggiadria di gentil core,per una sì selvaggia dilettanzalasciar le donne e lor gaia sembianza!".Allor, temendo non che senta Amore,prendo vergogna, onde mi ven pesanza.-Musica "Adrift"by Theo Gerard
ep. 7 st. 2Dante immagina un misterioso viaggio su un vascello incatato in compagnia dei suoi amici Guido Cavalcanti e Lapo Gianni e le rispettive donne. Questo desiderio che si spande in una dimensione onirica non è però scevro da ombre malinconiche.Guido, i’ vorrei che tu e Lapo ed iofossimo presi per incantamentoe messi in un vasel, ch’ad ogni ventoper mare andasse al voler vostro e mio;sì che fortuna od altro tempo rionon ci potesse dare impedimento,anzi, vivendo sempre in un talento,di stare insieme crescesse ’l disio.E monna Vanna e monna Lagia poicon quella ch’è sul numer de le trentacon noi ponesse il buono incantatore:e quivi ragionar sempre d’amore,e ciascuna di lor fosse contenta,sì come i’ credo che saremmo noi.-Musica: "Near you" by Kite Flight
ep. 6 st. 2La raccolta delle "Rime" non nasce per espressa volontà di Dante. Sono rime sparse, pervenuteci per mezzi e percorsi altri, magari perché frammiste ai lavori di altri poeti. Naturalmente non appartengono a questa raccolta tutti quei componimenti poetici che invece sono inseriti nella "Vita Nova" e nel "Convivio".Sono testi preziosi, prodotti da Dante per oltre un ventennio; sono un esempio ed una testimonianza del noviziato poetico di Dante che lo ha portato a realizzare l'assoluto capolavoro della "Divina Commedia".
ep. 5 st. 2Prosecuzione della puntata precedente.Fonte: "Dante", saggio contenuto in "Le origini e il Duecento" in "Storia della letteratura italiana" a cura di E. Malato, Salerno Editrice, Roma 1995.Lettura dell'"Epistola XII".-Musica: "Piece by Piece" by Nothwestern
ep. 4 st. 2Il lavoro di ricostruzione della biografia di Dante è stato molto faticoso ed incerto. Buona parte di ciò che sappiamo lo possiamo ricavare proprio dalle opere dantesche...-Musica: "Piece by Piece" by Nothwestern
ep. 3 st. 2 Di Dante Alighieri non abbiamo molte notizie certe. Forse è l'autore di cui possediamo il minor numero di notizie certe.Ci soffermeremo su aspetti particolari e più precisi della vita dell'autore ogni volte che ne avremo l'occasione durante l'analisi delle sue opere.-Musica: "Piece by Piece" by Nothwestern




