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Senza confini
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Author: Voci dalla Farnesina
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Un appuntamento settimanale per scoprire le attività della Farnesina raccontate dai suoi protagonisti, dedicata alla sicurezza dei viaggi all’estero, all’assistenza ai connazionali, alla promozione del Made in Italy e alla cooperazione culturale e allo sviluppo.
In onda su Rai Isoradio, prodotto dal MAECI.
📅 Anno di pubblicazione: 2023 – in corso
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Nella puntata di oggi parliamo dell’Unità di Crisi della Farnesina. La sentiamo nominare spesso in questi giorni, in quanto è l’organo in prima linea quando si verificano crisi internazionali o conflitti, come sta accadendo recentemente nell’area del Golfo. L’Unità di Crisi si occupa di tutelare i cittadini italiani all’estero in situazioni di emergenza: crisi internazionali, attentati, pandemie, rapimenti o altre situazioni che assumono una dimensione ampia e sistemica. Il lavoro non riguarda solo la gestione delle emergenze, ma anche la prevenzione. Il centro delle operazioni è la Sala Operativa, aperta 24 ore su 24, dove il personale è sempre pronto a rispondere. Nelle ultime settimane, ad esempio, sono stati organizzati 19 voli charter da Paesi come Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Maldive, Sri Lanka, Oman e Thailandia, lavorando insieme ad Ambasciate e Consolati per aumentare l’offerta di collegamenti. Per coloro che non riuscivano a partire sono stati organizzati anche trasferimenti via terra verso aeroporti alternativi. Queste situazioni ci ricordano quanto sia importante informarsi prima di partire, consultare il sito Viaggiare Sicuri e registrarsi sia sul sito Dove Siamo nel Mondo, sia nell’app Viaggiare Sicuri, strumenti fondamentali per ricevere aggiornamenti e facilitare l’assistenza in caso di emergenza. Approfondiamo questi temi nell’episodio di oggi con Maria Teresa Del Re, Funzionaria dell’Unità di Crisi della Farnesina.
“Senza Confini” ci porta questa settimana in uno Stato dell’Africa occidentale: siamo in Guinea, nella capitale Conakry. Un Paese dalla posizione geografica strategica sulle rotte atlantiche che collegano l’America e l’Europa occidentale. Ricchissima di risorse minerarie, la Guinea è il secondo produttore mondiale di bauxite e dispone di enormi riserve di ferro, oro e diamanti. La Guinea-Conakry è oggi uno dei Paesi emergenti dell’Africa occidentale grazie al suo straordinario patrimonio naturale e a un potenziale agricolo ancora in gran parte da sviluppare. Con una popolazione di circa 15 milioni di abitanti e un’età media di appena 19 anni, il Paese vanta uno dei tassi di crescita del PIL più elevati dell’Africa, in costante aumento. Negli ultimi anni ha registrato tra i più alti tassi di crescita dell’Africa subsahariana e, per il 2026, il Fondo Monetario Internazionale prevede un’espansione superiore al 10 per cento. Allo stesso tempo, resta ancora molto da costruire: infrastrutture, sistema sanitario, strade e ponti. Proprio questa fase di sviluppo apre importanti opportunità per l’Italia e per le sue imprese. Anche sul fronte della cooperazione l’impegno italiano è significativo. Negli ultimi due anni sono stati compiuti progressi straordinari e la Guinea è stata inserita tra i Paesi prioritari della cooperazione italiana in Africa. Sono attivi oltre una dozzina di progetti nei settori agricolo, sanitario e della formazione giovanile. Attraverso queste iniziative, l’Italia sostiene la creazione di posti di lavoro e accompagna i cittadini guineani nel percorso di sviluppo del loro Paese. Ne parliamo con Tarek Chazli, Ambasciatore d’Italia a Conakry.
Malta è lo Stato più piccolo dell’Unione Europea, crocevia di popoli e culture, anche per la posizione geografica strategica nel corso dei secoli. Ha dichiarato l’indipendenza nel 1964 e da lì sono partite le relazioni diplomatiche con il nostro Paese. Un’isola a noi molto vicina (dista appena 80 km dalla Sicilia!), dove la presenza degli italiani è in forte crescita. Pur essendo lo Stato più piccolo dell’Unione, è quello che, in proporzione alla popolazione, importa più beni e prodotti in Europa, soprattutto nel settore agroalimentare, dall’Italia. Oltre all’agroalimentare abbiamo con Malta rapporti consolidati in settori chiave come energia, infrastrutture, servizi, cantieristica e turismo. Proprio quest’anno in quest’ultimo settore si sono registrate le 450 mila presenze. Una delle caratteristiche fondamentali del Paese è la neutralità, che rappresenta un elemento fondante della sua proiezione internazionale in termini di politica estera. È infatti uno degli Stati più attivi in ambito multilaterale, in particolare nelle Nazioni Unite e nel Consiglio d'Europa. Ne parliamo con Valentina Setta, Ambasciatrice d’Italia a La Valletta.
Oggi approfondiamo la storia di Lione, terza città più popolosa della Francia, iscritta tra i patrimoni mondiali dell’UNESCO e considerata una delle capitali gastronomiche del Paese. Città di grande tradizione culturale - qui, nelle officine dei fratelli Auguste e Louis Lumière, è nato il cinema - Lione è legata all’Italia da una storia migratoria profonda, sviluppatasi fino alla fine degli anni Sessanta: dai contadini impiegati come gessatori e scultori del legno, agli operai nelle fabbriche durante la Rivoluzione industriale. Oggi gli iscritti AIRE sono circa 102 mila, un dato in costante crescita. Allo stato attuale, però, la presenza italiana ha cambiato volto: sono soprattutto giovani ricercatori, professionisti e studenti a scegliere la città. Con oltre 370 mila universitari e più di sette poli accademici e centri di ricerca d’eccellenza, Lione attrae talenti anche per la sua prossimità con l’Italia, in particolare con Torino, con cui intrattiene un’intensa cooperazione transfrontaliera. Ne parliamo con Chiara Petracca, Console Generale d'Italia a Lione.
Oggi parliamo dei Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano Cortina 2026 e di come la Farnesina stia dando il proprio contributo. È il primo esperimento di Olimpiadi diffuse: l’evento si estenderà su un territorio di oltre 22 mila chilometri quadrati e interesserà tre regioni — Lombardia, Veneto e Trentino. I Giochi arrivano in un momento geopolitico molto complesso, ma potrebbero offrire almeno un momento di respiro grazie alla tregua olimpica, che fin dai tempi della Grecia antica porta avanti l’ideale di una pace olimpica. L’auspicio è che da Milano Cortina 2026 possa partire un messaggio di pace.È attiva da un anno una Task Force impegnata nella preparazione del contributo italiano a questo grande evento internazionale e che ha avuto un ruolo centrale in occasione dell’evento di apertura lo scorso 6 febbraio. Ne parliamo alla vigilia dell’inaugurazione dei giochi con Marco Mancini, Capo della Task Force della Farnesina per Milano Cortina 2026.
Oggi ci muoviamo nell’ambito della Diplomazia culturale. Il Sistema della Formazione Italiana nel Mondo (SFIM) è una rete internazionale di istituzioni educative gestite dalIa Farnesina. Si tratta di un sistema molto articolato che, secondo dati recenti, coinvolge oltre 300.000 studenti nel mondo. Parliamo di una rete composta da 7 scuole statali, 47 scuole paritarie, 92 sezioni italiane presso scuole straniere bilingui e internazionali e 129 lettorati, ricoperti da docenti. A questi si aggiungono gli enti gestori e promotori dei corsi di lingua e cultura italiana nel mondo, che attualmente sono 64, nonché i corsi per docenti erogati da personale ministeriale: 114 corsi, svolti nei Paesi dell’area europea. Oggi lo SFIM è diventato un potentissimo strumento di diplomazia culturale e l’offerta formativa italiana è altamente apprezzata, in quanto considerata un percorso di eccellenza. Si tratta di una delle tante eccellenze che l’Italia esporta nel mondo.Ne parliamo con Filippo Romano, Capo Ufficio Sistema della Formazione Italiana nel Mondo (SFIM) alla Farnesina.
L’Ambasciata d’Italia non ha più sede a Kabul dal 2021 ed è stata trasferita a Doha, in Qatar, dopo la presa di potere dei Talebani. L’Italia partecipa al Processo di Doha, promosso dalle Nazioni Unite, per affrontare la crisi afghana e favorire il rispetto degli obblighi internazionali. L’Afghanistan è uno dei Paesi più poveri al mondo, segnato da decenni di conflitti e instabilità. Oltre 22 milioni di persone vivono sotto la soglia di povertà e circa il 41–42% della popolazione necessita di assistenza umanitaria per la sopravvivenza. Dal 2021 i Talebani hanno instaurato un governo considerato relativamente stabile, ma non riconosciuto dalla comunità internazionale, con la sola eccezione della Federazione Russa. L’Italia mantiene un dialogo prudente con le autorità de facto, nel tentativo di promuovere messaggi di moderazione e di avvicinamento agli standard internazionali. Il principale contributo italiano consiste nel sostegno umanitario alla popolazione afghana, attraverso le agenzie delle Nazioni Unite e le organizzazioni della società civile italiana attive da anni nel Paese. Parallelamente, l’Italia partecipa ai gruppi di lavoro del Processo di Doha, incentrati su temi come lo sviluppo del settore privato e la lotta alla droga. Ne parliamo con Sabrina Ugolini, Ambasciatrice d’Italia a Kabul.
Con la riforma del MAECI, avviata il 1° gennaio 2026, la Farnesina rafforza la propria vocazione economica, affermandosi sempre più come punto di riferimento per il mondo imprenditoriale. Non a caso si parla di “diplomazia della crescita”, con l’obiettivo di raggiungere entro il 2027 i 700 miliardi di export.In questo quadro, la Direzione Generale per la Crescita e la Promozione delle Esportazioni presenta una struttura particolarmente articolata, al cui interno opera l’Unità per le Grandi Imprese e i Settori Strategici, che concentra la propria attività sulle grandi aziende attive in ambiti chiave come infrastrutture, energia, difesa e sicurezza.All’interno della Direzione opera appunto l’Unità per le Grandi Imprese e i Settori Strategici, che concentra la propria attività sulle grandi aziende attive in ambiti chiave come infrastrutture, energia, difesa e sicurezza. Si tratta di settori nei quali le imprese italiane – a partire dalle grandi capofila delle rispettive filiere di PMI – possono cogliere importanti opportunità, spesso legate a commesse pubbliche e caratterizzate da una forte dimensione istituzionale, che richiede quindi un supporto pubblico particolarmente strutturato. Per il 2026 è già previsto un fitto calendario di eventi e iniziative, tra cui l’evento IMEC del 17 marzo, annunciato dal Ministro Tajani, oltre a numerosi Business Forum in Italia e all’estero, che coinvolgeranno diverse aree geografiche e nuove destinazioni oggetto di specifici appuntamenti imprenditoriali. Ne parliamo con Marco Landolfi, Capo Ufficio rapporti e sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese e delle associazioni imprenditoriali dei settori di rilevanza strategica.
Oggi siamo a Rabat, città imperiale e patrimonio dell’UNESCO. Il Marocco è un Paese strategico per l’Italia: abbiamo recentemente celebrato i 200 anni di relazioni diplomatiche, che risalgono alla firma del Trattato di Amicizia e Commercio tra Italia e Marocco nel 1825. Le relazioni bilaterali sono molto solide e articolate. In alcuni ambiti richiedono un dialogo costante, ma sul piano economico, culturale ed energetico stanno vivendo una fase di fortissima accelerazione. La stabilità del Paese rappresenta un elemento essenziale: il Marocco è la seconda monarchia più antica al mondo dopo quella giapponese, un’istituzione profondamente rispettata e dotata di una visione di lungo periodo. Questo garantisce alle nostre imprese continuità, affidabilità e condizioni favorevoli agli investimenti, tra le migliori dell’intera area. Un segnale fortemente simbolico di questo dialogo culturale è il riconoscimento, nello stesso giorno, della cucina italiana e del caftano marocchino come patrimonio immateriale dell’umanità da parte dell’UNESCO. Le nostre culture, pur diverse, rappresentano due eccellenze mondiali capaci di dialogare con estrema naturalezza. Ne parliamo con Pasquale Salzano, Ambasciatore d’Italia a Rabat.
Oggi raccontiamo un distretto consolare di dimensioni molto estese, che comprende cinque Stati – Michigan, Ohio, Indiana, Kentucky e Tennessee – per un territorio complessivamente paragonabile a quello della Francia, o a due volte e mezzo l’Italia. Siamo a Detroit, principale centro dello Stato del Michigan, nella regione dei grandi laghi americani. In quest’area risultano iscritti all’AIRE circa 23.000 cittadini italiani. Un contesto così ampio e articolato rende il lavoro consolare particolarmente dinamico, con una quotidianità che cambia di giorno in giorno, soprattutto in un territorio dalle forti potenzialità come questo. Come racconta Allegra Baistrocchi, "ho fortemente voluto Detroit, perché ci vedevo – e ci vedo sempre di più – un grandissimo potenziale per l’Italia”, e ancora, “accanto al rafforzamento dei servizi consolari, che abbiamo triplicato, il principale focus dell’azione del Consolato è oggi la promozione del nostro Paese. L’obiettivo è far conoscere un’Italia contemporanea, tecnologica e innovativa, capace di dialogare con un territorio in continua trasformazione”. Un ruolo centrale è svolto anche dalla numerosa comunità di italo-discendenti: solo nel Michigan si contano circa 500.000 cittadini americani di origine italiana. Non a caso, Detroit stessa è stata co-fondata da un italiano, Alfonso Tonti. Di tutto questo parliamo con Allegra Baistrocchi, Console a Detroit.
Il 2026 si aprirà con una grande novità: la Riforma della Farnesina, per un Ministero al passo con i tempi alla luce del nuovo contesto geopolitico. Un cambio di rotta che porta con sé diversi cambiamenti, tra cui una nuova veste per il concorso d’accesso alla carriera diplomatica. Come ci spiega Lucia Pasqualini, «l’intenzione è attrarre giovani brillanti con competenze trasversali che possano dare un apporto a quelle che sono le esigenze della nuova Farnesina, quindi non soltanto sul piano politico-economico, ma anche a quelli che sono i nuovi bisogni sul piano tecnologico-scientifico», e ancora «il diplomatico del XXI secolo è un diplomatico manager». Di tutto questo parliamo con Lucia Pasqualini, Capo Ufficio Concorsi del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
È una delle zone agrarie più produttive dell’Argentina, siamo nel cuore della Pampa ed è il terzo Consolato più grande per numero di connazionali fuori dall’Europa. Rosario è il principale centro urbano della provincia di Santa Fe e rappresenta il cuore economico e commerciale di questa importante regione dell’Argentina interna, una città con un dinamismo economico molto rilevante una ricchezza culturale e soprattutto un profondo legame con le radici europee in particolare italiane. Gli italiani residenti nella circoscrizione di competenza del Consolato sono circa 180 mila, distribuiti in un territorio molto esteso. “Negli ultimi anni abbiamo puntato molto anche a rafforzare la nostra comunicazione digitale, collaboriamo con le principali Università della zona, scuole e associazioni culturali sempre per incrementare l’offerta di corsi di insegnamento della lingua e della cultura italiana”. Ne parliamo con Marco Bocchi, Console Generale a Rosario.
Siamo oggi in Turchia, ad Ankara, un Paese con il quale l’Italia collabora su dossier strategici di primo piano e con cui ha sottoscritto numerosi accordi di cooperazione. Il quarto Vertice Intergovernativo tra Italia e Turchia, lo scorso 29 aprile, ha rappresentato un passaggio particolarmente significativo: in quell’occasione sono state firmate 11 nuove intese nei settori della cooperazione industriale, culturale e archeologica. Nell’ultimo anno si è registrato un deciso cambio di passo, con un rafforzamento della collaborazione in particolare nel settore della difesa. È stato recentemente firmato un accordo tra Leonardo e un’azienda turca produttrice di droni, a conferma del crescente impegno congiunto nel comparto aerospaziale. I rapporti commerciali tra i nostri due Paesi sono storicamente solidi e negli ultimi anni hanno conosciuto un vero e proprio boom, con una crescita continua. Abbiamo raggiunto già nel 2024 il superamento dei 30 miliardi di euro di interscambio commerciale. Questo risultato ha portato la Farnesina a inserire la Turchia tra i Paesi prioritari del Piano d’azione per l’export, offrendo così ulteriori strumenti per stimolare e ampliare gli scambi bilaterali, anche in settori nuovi e ad alto valore aggiunto. Le imprese italiane attive in Turchia sono numerose, tra 1.500 e 2.600, a testimonianza della profondità e della vitalità della nostra presenza economica nel Paese. Ne parliamo con Giorgio Marrapodi, Ambasciatore d’Italia ad Ankara.
Con la Tunisia abbiamo una relazione privilegiata fondata anche su una naturale simpatia verso l’Italia. Oggi questo legame si alimenta attraverso il commercio, gli investimenti, la presenza di numerose imprese italiane sul territorio tunisino e un ampio ventaglio di progetti strategici in settori come la transizione energetica e la cooperazione allo sviluppo. Tutte queste attività contribuiscono a rendere il rapporto tra Italia e Tunisia estremamente solido. Nel 2024 la Tunisia è stata il primo mercato di destinazione per le esportazioni italiane in Africa. Lavoriamo fianco a fianco con le nostre imprese per promuovere l’export e sostenere il Paese nei processi di internazionalizzazione. È inoltre uno dei Paesi prioritari del Piano Mattei per l’Africa. Sono in corso progetti di grande impatto, destinati a rivoluzionare settori chiave. Ne parliamo con Alessandro Prunas, Ambasciatore d’Italia a Tunisi.
Oggi siamo a Dubai, una città di circa tre milioni e mezzo di abitanti al centro di un crocevia di interessi, commerci, investimenti, affari e persone: una realtà in rapidissima crescita, che attira sempre più italiani per le sue opportunità e alla sua ricchezza. Tra i settori trainanti dell’economia di Dubai spiccano il turismo e il mercato immobiliare, in forte espansione, come dimostra il grattacielo più alto del mondo, il Burj Khalifa, insieme a molte altre attrazioni. Dubai é peraltro un hub verso numerosi mercati, come quelli del Sud-est asiatico, dell’Asia meridionale, dell’intero Golfo e anche di parte dell’Africa, un partner strategico per l'Italia nella realizzazione del corridoio infrastrutturale IMEC, un grande progetto che vuole collegare con sempre più efficacia l’India al Mediterraneo e all’Europa attraverso il Golfo. Ne parliamo con Edoardo Napoli, Console Generale d’Italia a Dubai.
Si tratta del Consolato Generale che eroga il maggior numero di servizi della rete. “Ci sono dei risultati concreti che Le hanno permesso di vincere anche dei premi prestigiosi come quello di Console europeo 2023 e Console dell’anno. Appena insediato ha voluto trasformare questa struttura diplomatica in un modello di sostenibilità, accessibilità, inclusività e buone pratiche. Tutto questo come si è concretizzato?” “Attraverso un miglioramento delle procedure, con emissione di più di 41 mila passaporti l’anno e più di 11 mila carte d’identità. Su queste ultime siamo la prima sede extra-europea e la terza in assoluto, considerando anche i paesi europei. Abbiamo voluto creare anche un modello innovativo di Consolato sostenibile, allineato con i parametri ESG (Environmental, Social, Governance), che possa esser replicato in altre Sedi o uffici della Pubblica Amministrazione”.Ne parla Domenico Bellantone, Console Generale d’Italia a Londra.
Nairobi, capitale mondiale del safari, è tra le mete più amate dagli italiani e uno dei principali centri commerciali e finanziari dell’Africa. Il Kenya è un partner strategico per l’Italia anche nel quadro del Piano Mattei. Sono in corso tanti progetti per promuovere lo sviluppo locale e creare opportunità di crescita anche per aumentare ed intensificare la cooperazione con l’Italia. Il Piano Mattei ha ridefinito i rapporti con il Kenya, affrontando anche la sfida demografica: dagli 8 milioni di abitanti del 1963 si è passati agli attuali 57 milioni, con una popolazione giovanissima di cui 40% vive dell’agricoltura. Tra i maggiori asset del Paese spicca il digitale: è il primo al mondo ad usare massicciamente la tecnologia mobile per i pagamenti e ad aver emesso un’obbligazione governativa in Africa acquistabile tramite dispositivi mobili. Il Kenya è inoltre il Paese del Green, cioè il primo in Africa che utilizza su una scala estremamente significativa la geotermia. Il Governo italiano e la Cooperazione Italiana operano in maniera molto attiva: 140 milioni di euro per 38 progetti attivi basati su tre pilastri fondamentali- persone, pianeta e prosperità, che spaziano dall’empowerment femminile alla filiera del caffè. Questo impegno si traduce in un approccio multidimensionale dell’Ambasciata italiana: dialogo politico, cooperazione e relazioni economiche. Nel Paese si trova inoltre il prestigioso centro spaziale “Luigi Broglio” di Malindi, un unicum nel continente africano.Ne parliamo con Vincenzo Del Monaco, Ambasciatore d’Italia in Kenya
Con i suoi 23 milioni di abitanti, Mumbai è la settima città più popolosa al mondo e il principale motore economico e finanziario dell’India. La città, in rapida espansione come l’intero Paese, rappresenta un punto di riferimento per gli interessi italiani, con una presenza di imprese italiane in costante crescita. La presenza italiana è infatti ampia e diversificata. Nel distretto industriale di Pune operano oltre 400 aziende italiane attive in settori chiave come agroalimentare, automotive e siderurgia. Inoltre la recente firma del Piano d’Azione Strategico Italia–India 2025-2029 consolida e rilancia una collaborazione costruita su decenni di solide relazioni diplomatiche. Ci troviamo in un contesto politico particolarmente favorevole: le relazioni tra Italia e India hanno raggiunto negli ultimi anni il loro punto più alto. È stato rilanciato con determinazione anche il sostegno al Corridoio Economico India–Medio Oriente–Europa, ribattezzato “Via del Cotone”, un progetto di grande interesse che sta passando a una fase di concreta realizzazione. Nei prossimi mesi sono previsti ulteriori appuntamenti importanti e Mumbai rappresenta uno dei capisaldi di questo corridoio, destinato ad attrarre sempre più l’attenzione delle imprese italiane e a favorire nuove opportunità di investimento. Dal punto di vista culturale, qui si percepisce fortemente l’influenza di Bollywood, una delle industrie cinematografiche più grandi al mondo. Il cinema a Mumbai è un elemento fondamentale e per questo stiamo incoraggiando la nascita di co-produzioni tra Italia e India, un settore anche questo in rapidissima crescita, dove si riscontra un grande interesse per l’ Italia. Ne parla Walter Ferrara, Console Generale d’Italia a Mumbai
Tra i più sviluppati e stabili paesi arabi, con una popolazione di circa 5 milioni di abitanti, il Sultanato dell'Oman ha conosciuto negli ultimi decenni un vero “rinascimento”.“L’Oman è in una posizione geografica strategica ed è stato tradizionalmente un paese aperto al dialogo tra culture e popoli. Un paese bellissimo e accogliente anche per i numerosi turisti che lo visitano ogni anno”. I cittadini omaniti sono circa 3 milioni, mentre il resto della popolazione è costituito da cittadini stranieri, principalmente lavoratori. La comunità italiana presente in Oman conta circa 350 concittadini che occupano ruoli importanti o strategici nel paese e mantiene uno storico legame di cooperazione sia nel settore turistico sia in quello delle missioni archeologiche.L’Italia ha con l’Oman un solido rapporto, un paese che “guarda all’Italia come un partner affidabile in tantissimi campii” dalle infrastrutture alle nuove tecnologie passando per le nuove frontiere di approvvigionamento energetico e in particolare l’idrogeno verde.Approfondiamo la conoscenza dell’Oman con Pierluigi D’Elia, Ambasciatore d’Italia a Mascate.
La diplomazia della crescita rappresenta uno strumento strategico per potenziare la nostra rete di ambasciate e uffici all’estero, con l’obiettivo di promuovere il sistema Paese e sostenere la crescita del PIL attraverso un’azione diplomatica coordinata ed efficace. L’Italia si è posta un traguardo ambizioso: raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro il 2027, lavorando in stretta sinergia con ICE, SIMEST, CdP, le imprese italiane e le associazioni di categoria.Ne parla Mauro Battocchi, Direttore Generale per la Promozione del Sistema Paese della Farnesina.




