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La Verità - Non Sparate sul Pianista
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La Verità - Non Sparate sul Pianista

Author: La Verità

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Sono Carlo Melato, giornalista della Verità. In questo podcast dialogo con chi ha trovato nella musica la sua vera voce. Dalla classica al jazz, le regole sono semplici: niente complicazioni inutili per addetti ai lavori perché il suono vale più di mille parole.
34 Episodes
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A poche ore dalla Prima al Maggio Musicale Fiorentino, il soprano boliviano-albanese ha raccontato tutto il suo amore per il personaggio generato dal genio di Giacomo Puccini: «È una guerriera che prova a vivere ogni giorno come un dono, nonostante la malattia»
Il Comune fiorentino sposa l’appello del Maestro per riportare a casa le spoglie di Cherubini e cambiare nome al Teatro del Maggio, in onore di Vittorio Gui. Partecipano al dibattito il direttore del Conservatorio, Pucciarmati, e il violinista Rimonda.
Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, risponde al Maestro Riccardo Muti e si impegna a lavorare con il ministero degli Esteri per avviare contatti ai più alti livelli con la Francia per riportare a Firenze le spoglie del grande compositore Cherubini.
Il grande direttore d'orchestra rilancia l'appello alla politica affinché trovi una via diplomatica per convincere la Francia a far tornare nella sua città natale il compositore fiorentino, che ora riposa al cimitero di Père-Lachaise. Il sogno? Dirigere il Requiem del genio toscano nella Basilica di Santa Croce, dove è già pronto il suo cenotafio.
Carlo Melato continua a dialogare con il critico musicale Alberto Mattioli, aspettando la Prima del 7 dicembre del teatro alla Scala di Milano. Tra i misteri più affascinanti del capolavoro di Shostakovic c’è sicuramente il motivo profondo per il quale il dittatore comunista fece sparire questo titolo dai cartelloni dell’Unione sovietica dopo due anni di incredibili successi.
Carlo Melato dialoga con il critico musicale Alberto Mattioli sulle attese suscitate dal titolo scelto dal Piermarini per il 7 dicembre: Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk. Un capolavoro che ha sofferto la censura staliniana e che dev’essere portato al grande pubblico, anche televisivo, scommettendo sulla sua potenza e non sul boom di ascolti.
Nella quarta e ultima puntata, il Maestro Muti ci introduce al capolavoro mozartiano, in costante equilibrio tra gioco diabolico e tragedia. La luce sinistra del libertino illumina la scena. Quando svanisce gli altri personaggi non si sentono sollevati, ma smarriti.
Nella terza puntata, il Maestro Riccardo Muti affronta il tema del carisma e dell’autorevolezza per i giovani direttori. E racconta la sua esperienza in Cina, Corea e Giappone, dove le orchestre hanno «occhi di fanciullo» e sono immuni a vizi e «bieche tradizioni»
Il Maestro, nella seconda puntata del podcast, svela i segreti della direzione d’orchestra, che tramanda alle giovani bacchette grazie all’Italian Opera Academy, in arrivo a Milano. E, da Mozart a Verdi, affronta il tema del gioco offerto dai significati nascosti dei libretti.
La leggendaria bacchetta svela le ragioni che l’hanno portato a fondare una vera e propria Accademia per direttori d’orchestra, che dal 2015 gira il mondo per non disperdere quel patrimonio di conoscenze sul repertorio operistico che ha ereditato dai giganti della scuola italiana.
Nella prima Pasqua dopo la riapertura, l’organista titolare di Notre Dame ci fa entrare nella cattedrale parigina e ci svela i segreti di uno strumento secolare, uscito miracolosamente indenne dal terribile incendio del 2019.
La pianista coreana Ilia Kim ricorda il marito Piero Rattalino, genio della critica, a due anni dalla morte: «La “Patetica” di Beethoven è la fuga dalle tenebre». La sua interpretazione in esclusiva per gli ascoltatori del podcast.
Luca Schieppati smonta la leggenda nera che circonda Salieri, alimentata da Puskin e dal film Amadeus. Ma ci mostra l’immensa distanza tra un Concerto del compositore di Legnago e il genio smisurato di Mozart nel suo K 271.
L’arpista Stefania Scapin ci prende per mano in questo viaggio nel repertorio senza confini di uno strumento magico. Da Scarlatti a Ravel e Debussy, da Britten fino alla musica dei giorni nostri, entrando anche nel territorio del jazz.
Il mezzosoprano Veronica Simeoni ripercorre la sua carriera alla luce di una folgorazione avvenuta da ragazza. La vita è cambiata dopo aver ascoltato la Callas in tv. E oggi la cantante d’opera calca gli stessi palchi della Divina.
Andrea Dulbecco, pioniere del vibrafono, ci fa salire a bordo del suo strumento per mostrarci i mondi che frequenta abitualmente: il jazz e la musica colta contemporanea. E ci svela i segreti del suo nuovo album in quartetto: Voices.
Si chiamano Fearless Five e sono il quintetto «senza paura» di Enrico Rava (con Paggi, Diodati, Ponticelli e Polidoro). Abbiamo passato un giorno dietro le quinte per scoprire i segreti del gruppo e disco dell’anno Top Jazz 2024.
Dirigere un’orchestra dopo averci suonato per anni è un sogno, fondarne una è un’impresa. Per Enrico Fagone però non c’è nulla di eroico. È «un percorso di luce» che ha a che fare con la vita, la morte e la paternità.
A 60 anni dalla sconvolgente uscita di A Love Supreme, Ashley Kahn ci guida alla scoperta del capolavoro di John Coltrane. Il testamento spirituale del leggendario sassofonista che offrì questo album come dono a Dio.
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