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15 minuti di finanza

Author: il podcast di Copernico Sim a cura di Andrea Panizzon e Cristina Scelzo

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Description

Il podcast di Copernico SIM nasce da un'intuizione di Andrea Panizzon, autore nel 2022 di 5 Minuti di Finanza, ed è realizzato insieme a Cristina Scelzo.
293 Episodes
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Carlo Milesi è consulente finanziario di Copernico SIM da oltre 25 anni ed è tra i fondatori dell’Accademia della Consulenza Finanziaria, un percorso formativo che da 18 anni prepara giovani professionisti ad affrontare con metodo e competenza la professione.Se sei un giovane consulente recentemente abilitato OCF, o stai per sostenere l’esame, puoi candidarti per entrare nella prossima classe dell’Accademia tramite questo link:  https://carriere.copernicosim.it/jobs/6007133-consulente-finanziario-junior
Questo podcast esiste dal 2020. Da allora si è basato sulla narrativa macroeconomica, geopolitica, commerciale — tutto quello che sembra da solo sufficiente a muovere i mercati; ma i mercati hanno una struttura, una fisica, che talora sembra negare la narrativa stessa.Conta la struttura, non la vetrina. Conta chi costruisce, non chi argomenta per spiegare le reazioni del mercato dopo che si è già mosso. Conta la materia oscura più della forma.Questa settimana il petrolio ha toccato 111 dollari. Trump ha promesso di bombardare l'Iran. L'Agenzia Internazionale dell'Energia ha parlato della peggiore crisi energetica della storia. Tutte le narrative del mondo andavano in una direzione.Il mercato è andato nell'altra.Facciamo un altro passo per comprendere perché la struttura e il contenuto prevalgono sempre sulla forma.
Il mercato americano scende, il VIX sale e sui giornali trovate due spiegazioni. La prima: è colpa dei tira e molla di Trump. La seconda: tutti si sono coperti con le opzioni. Entrambe sono incomplete. La vera risposta si chiama materia oscura - vomma, zomma, ultima: le greche di terzo ordine che quasi nessuno racconta. Puntata educativa. Non prendete paura, giusto a tema, dei nomi.
Nell' ultimo episodio di questa mini serie dedicata alle borse non statunitensi ci occupiamo di Australia: esportatrice di petrolio pregiato e importatrice di carburante derivante da oli pesanti, facendolo passare per lo stretto di Hormuz. Con ventinove giorni di riserve jet fuel e una banca centrale divisa quasi a metà, Sidney è il mercato che meglio di tutti racconta dove il mondo si è incagliato...ma è anche uno dei mercati che più ha da guadagnare quando il fumo si diraderà.
In questi drammatici frangenti il FTSE100 si è difeso egregiamente dimostrando i suoi fattori di forza per chi è attento ai temi income. Proviene però da un anno straordinario e la situazione macroeconomica britannica è tesa, soprattutto per quanto riguarda i gilt...mal comune, mezzo gaudio.
Il 28 febbraio 2026 inizia la guerra. Droni iraniani intercettati sopra Riyadh, lo Stretto di Hormuz sotto minaccia, il Golfo Persico nella sua fase più instabile dagli anni Ottanta. Eppure il Tadawul recupera quasi interamente lo shock iniziale in cinque sedute. Il motore è Saudi Aramco: pesa il sedici per cento dell'indice, sale con il petrolio, e trascina il mercato con sé. Una contraddizione strutturale che in questa puntata analizziamo dall'interno, visto che dal primo febbraio la borsa saudita si è aperta a qualsiasi tipologia di investitore.
Pietro Calì, consulente finanziario dal 2011, illustra il proprio metodo di lavoro nella gestione della relazione con il cliente, evidenziando quanto la componente emotiva incida in modo determinante nei processi decisionali legati agli investimenti.
Con questo episodio inizio una serie di analisi sui mercati mondiali ex-U.S.A. che lo scorso anno e nei primi mesi del 2026 hanno regalato o meno performance interessanti. Il primo protagonista è il Brasile, di cui nel passato ho tessuto le lodi. Dopo l'andamento straordinario del 2025 e dei primi mesi del 2026 da parte dell'IBOVESPA è doveroso fare delle riflessioni.
Non riteniamo necessario discutere ulteriormente della decisione della Corte Suprema Statunitense, visto lo spazio dedicato in passato da questo podcast alla questione e considerato che l'esito è esattamente quanto descritto mesi fa. Ci occupiamo quindi dell'altro importante episodio della settimana: Blue Owl, il gigante del credito privato, ha sospeso permanentemente i rimborsi ai propri investitori retail — e con quella notizia, sepolta in coda a una conference call, ha reso visibile una fragilità strutturale che attraversa valutazioni, rating e sistema bancario.
15MF_68_WORM AI

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2026-02-1418:17

Worm AI: un contagio che dal software si è propagato verso finanza, assicuratori e gestori di dati. Una questione grave, ma il rischio sistemico vero si nasconde nei centri dati e nelle memorie SDRAM, dove l'efficienza algoritmica potrebbe innescare una deflazione strutturale ancora non prezzata.
Con una accelerazione poco sorprendente assistiamo a nuovi annunci per l'integrazione transnazionale della supply chain dei minerali critici. Molti meriti nell'iniziativa, alcune criticità. In particolare il meccanismo del price floor.
In questo episodio di durata estesa analizziamo la figura di Kevin Warsh, nuovo Presidente della Fed in pectore. Il suo pensiero e le sue posizioni storiche fanno pensare ad un significativo mutamento nella conduzione delle politiche monetarie statunitensi.
Se non fosse stato per il progetto di difesa congiunto tra Pentagono e NATO, la questione groenlandese avrebbe potuto degenerare in una deriva imprevedibile, minando alle fondamenta l'architettura transatlantica. Tuttavia, con Trump nuovamente alla guida e la sua proverbiale tattica dell'imprevedibilità strategica, unitamente al primato assoluto accordato agli interessi economici rispetto agli equilibri sovranazionali consolidati, ci troviamo di fronte a un panorama di turbolenze sistemiche la cui interpretazione si rivela particolarmente ardua.
Un'analisi approfondita della più grande trasformazione del settore della difesa europeo dalla Guerra Fredda. Esploriamo come le pressioni di Trump sulla Groenlandia, i 381 miliardi di euro di spesa militare europea e l'esplosione del venture capital nella defense-tech stiano ridisegnando gli equilibri geopolitici e creando opportunità di investimento storiche. Dalle startup unicorno come Helsing ai tradizionali prime contractors, fino alle implicazioni dei Mondiali di Calcio sui mercati della difesa...
L'attacco al Venezuela non è questione di droga, oro e nemmeno petrolio. La coordinazione del Pentagono, in una azione bellica pianificata da anni, riguarda la presenza sul territorio di interessi cinesi, russi ed iraniani.Semmai dobbiamo parlare di minerali rari e comunque in un ottica decennale.Il rischio è quello di atti di terrorismo e guerriglia da parte di questi attori internazionali.
Come illustrato nel precedente episodio concludiamo con questa puntata la disamina del corrente rally dei metalli preziosi con alcuni questioni di carattere squisitamente tecnico; cerchiamo di comprendere meglio la situazione prossima e quella un poco più remota.
È innegabile che l'autentico rialzo stagionale di fine anno abbia interessato con particolare vigore il comparto dei metalli, segnatamente quelli preziosi. Nel presente approfondimento duale, che si concluderà nei primi giorni della settimana ventura, ne esamineremo i connotati fondamentali, alcune correlazioni di rilievo e, soprattutto, gli elementi critici cui prestare attenzione nella congiuntura attuale.
La BoJ ha innalzato il tasso di riferimento allo 0,75%, intervento che tuttavia non ha sortito l'effetto di arginare il deprezzamento dello yen, lasciando inalterate le dinamiche di carry trade. Le determinanti di tale inefficacia sono molteplici, alcune delle quali già esaminate nei precedenti approfondimenti. Ciò che emerge con evidenza, nondimeno, è la persistenza di tensioni rialziste nel mercato dei titoli di Stato giapponesi, fenomeno che configura un'inequivocabile istanza rivolta alle Autorità Monetarie e Politiche nipponiche affinché intensifichino la propria azione restrittiva.
All'ultimo meeting la FED ha introdotto le Reserve Management Operations (RMOs), con più urgenza del previsto. Ne discutiamo qui distinguendole dal QE, credendo si tratti di una necessaria indagine che potrebbe aiutare anche gli investitori più accorti a non prendere un abbaglio.
I mercati giapponesi hanno avuto una performance paragonabile solamente a quella delle piazze statunitensi tra il 1929 ed il 1954. E' giusto celebrare questo incredibile cup & handle pluridecennale, ma il percorso di normalizzazione obbligazionaria, le scelte di politica economica e la geopolitica pongono nuove sfide.
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