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Author: Rete Toscana Classica

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Senti qui: bollettino di informazioni musicali offre agli ascoltatori consigli su prossimi eventi musicali in Toscana, e su nuove - e originali - pubblicazioni in ambito musicologico.

Per contattare l'autrice: info@retetoscanaclassica.it
16 Episodes
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Musica ibrida

Musica ibrida

2024-10-1101:05:39

Si inaugura con una puntata dedicata alla musica ibrida la nuova rubrica dedicata alle attualità musicali di Rete Toscana Classica. In apertura Mario Ancillotti illustra il cartellone di Suoni Riflessi, il festival fiorentino diretto dall’illustre flautista che adopera forme teatrali e musicali ibride per ri-sensibilizzare il pubblico al repertorio della musica d’arte.. A seguire Daniele Spini, direttore artistico dell’Orchestra della Toscana, illustra la nuova Stagione sinfonica che prenderà il via il 30 ottobre, con programmi che spaziano dal classico al contemporaneo. Con Spini parliamo anche della particolare personalità musicale sviluppata nel tempo da un’orchestra che celebra quest’anno la sua 44esima stagione musicale Infine, ragioniamo e sragioniamo con Emilio Sala, uno dei maggiori musicologi italiani, di opera, di melomania, delle forme sempre nuove e diverse di melodrammaticità a cui è dedicato il suo nuovo libro Opera, neutro plurale, pubblicato da Il Saggiatore.
Novembre, mese dei morti, è un buon mese per pensare alla natura ciclica delle culture musicali: ciò che rimane dormiente, ciò che si sveglia, ciò che, seppur antico, riesce a sembrarci improvvisamente fresco e nuovo. Parleremo con Daniela Castaldo, co-direttrice scientifica del DEUMM (Dizionario Enciclopedico Universale della Musica e dei Musicisti), di questa grande enciclopedia musicale italiana che il 30 ottobre si è trasformata (da cartacea che era) in un’interfaccia digitale aggiornata nella forma e nei contenuti, accessibile tramite biblioteche pubbliche e sottoscrizioni private. Parliamo di suoni esclusi e dimenticati (e poi ritrovati e riascoltati) con Federico Fiori, co-fondatore e direttore del Centro Nub di Pistoia, e consideriamo l’unione di suono, musica e arte nel lavoro di una musicista, Mariam Rezaei, fuori dagli schemi. Vi segnalo poi due rassegne novembrine al Museo Pecci e, attraverso una chicca di Sun Ra, arriviamo – dulcis in fundo – a Francesco Martinelli che ci presenta le Domeniche in Jazz al Palazzo Blu di Pisa. Martinelli ci spiega i limiti dell’idea di “musica colta” e riflette sull’eredità musicale del jazz (anche quello più spericolato dell’avanguardia anni ’70) in termini di comunità, e di ritorno ai propri “vecchi.” Ci culla, alla fine della puntata, la dolcissima No baby, suonata da Giancarlo Nino Locatelli al clarinetto.
Canoni e controcanoni

Canoni e controcanoni

2024-12-1301:06:35

Canoni e controcanoni è il titolo di questa puntata di dicembre, mese della volta cosmica dal buio alla luce. Ci sono cose, nella storia della musica classica, cadute ingiustamente in oscurità? Come possiamo ascoltarle, capirle, e dirigere luce verso l’oscurità che le avvolge con criterio e amore? Parliamo della mostra Opera Meets New Media, al Museo del Teatro della Scala di Milano fino al 12 gennaio, introdotta dal direttore scientifico dell’Archivio Ricordi, Gabriele Dotto. Poi, presentiamo il libro ambizioso e luminoso della critica musicale Kate Molleson, Il suono nel suono: ascoltare davvero il ventesimo secolo (EDT, 2023), che si propone di rendere giustizia a dieci straordinari compositori del Novecento. Infine chiudiamo, prima degli auguri, con un’intervista con la direttrice d’orchestra Gianna Fratta, che condurrà l’Orchestra della Toscana nel concerto di capodanno al Teatro Verdi di Firenze l’1 gennaio 2025. Musiche di Giacomo Puccini, Ruth Crawford, Emahoy Tsegé-Mariam Guèbru e Benjamin Britten.
January blues

January blues

2025-01-1059:28

Questa prima puntata dell’anno è all’insegna del January blues, il cuore stanco e rattristato di gennaio, che ci portiamo tutti dietro in questo uggioso ritorno dalle feste. Invece di insistere su un’etica protestante di ostinazione, duro lavoro, e imperitura energia, lasciamoci trasportare dal lutto stagionale di gennaio, sentendolo appieno, anche attraverso la musica. Ci accompagnano in questa missione lo studioso Stefano Zenni, che ci presenta alcune delle perle del Met Jazz, il festival annuale di musica jazz che animerà Prato da gennaio ad aprile, e Tianyi Lu, direttrice d’orchestra del concerto di gennaio dell’Orchestra della Toscana, che ci parla di repertori dimenticati, di lutto, di riflessione, e della magia del concerto d’orchestra come luogo di raccoglimento spirituale.
Febbre d’opera

Febbre d’opera

2025-02-1401:04:54

Febbraio, mese della febbre, è per la nostra puntata anche il mese della febbre d’opera – l’opera come oggetto di desiderio ossessivo, ripetitivo, malsano. Cominciamo col presentare una monografia davvero affascinante, Musica al tempo presente: le opere italiane di Rossini alla loro epoca di Emanuele Senici, in cui l’opera Rossiniana viene ascoltata, capita, immaginata, visceralmente, dal punto di vista del suo pubblico degli anni d’oro: come svago infinitamente desiderabile, come cura palliativa ai grandi traumi storici. E chi, di noi, non cerca, a suo modo, tali cure palliative nel nostro momento storico iper-traumatico? Passiamo poi al recente biopic su Maria Callas, Maria del regista cileno Pablo Larraìn; in questo film, una Callas (interpretata da Angelina Jolie) ormai nelle ultime settimane della sua vita, tenta di ritrovare e riportare a sé la sua voce dei tempi d’oro immortalata su disco; questo processo febbrile e struggente è rappresentato nel film attraverso un gioco di echi e sovrapposizioni nella colonna sonora e sound design, come ci spiega Carlo Cenciarelli, esperto della relazione tra musica, suono, e film. Infine la petizione contro la chiusura del dipartimento di Musica dell’Università di Cardiff nel Regno Unito. Parte del Russel Group, il gruppo di atenei (tra cui Oxford e Cambridge) considerate i fiori all’occhiello dell’università pubblica britannica, questo è uno dei migliori dipartimenti di musicologia in Inghilterra e in Europa. La sua chiusura, che prevederebbe il licenziamento dell’intera facoltà di Musica, è una minaccia per gli studiosi di musica in tutta Europa. La petizione si può firmare qui: https://www.change.org/p/save-cardiff-university-school-of-music .
Per celebrare la terra che si risveglia dal letargo invernale, questa puntata si sofferma su sonorità – sia umane che non! – del territorio toscano. Cominciamo con le filarmoniche di fiati, tradizione musicale ottocentesca itinerante e popolare molto attiva in Toscana. Come ci dice Giampaolo Lazzeri, direttore dell’A.N.B.I.M.A. e di varie realtà bandistiche Toscane, le bande popolarizzavano i repertori di musica letterata tra chi il teatro non poteva permetterselo prima del giradischi e della radio. Come si adattano, dunque, queste realtà al ventunesimo secolo? Secondo, Federico Fiori, co-direttore con Francesca Lenzi del magico NUB di Pistoia, e il sound artist Glauco Salvo ci parlano dei suoni dell’ecosistema tutto toscano del Padule di Fucecchio, che da anni sono documentati e rielaborati musicalmente attraverso il Padule Soundscape Archive un ardito progetto artistico tutt’ora in fase di evoluzione, a cui possono contribuire tutti (ascoltate la puntata per sapere come!). Ci accompagnano in questo viaggio musiche di Johann de Meji, Davide Boario, Olivier Messiaen, Luc Ferrari, e Glauco Salvo.
Questa puntata è dedicata al rapporto tra musica e intelligenza artificiale. Ne parliamo col compositore di fama internazionale Carmine-Emanuele Cella, direttore della ricerca artistica all’Ircam di Parigi e co-direttore del Center for New Media and Audio Technologies all’Università di Berkeley in California. In un tour de force puntellato da esempi musicali tratti dalla produzione di Cella, discutiamo, con spirito socratico ed evitando definizioni troppo restrittive di intelligenza, specie e umanità, di cosa voglia dire creare con l’intelligenza artificiale, specie quando si tratta dell’arte dei suoni.
L’arte sonora

L’arte sonora

2025-05-1651:53

Questa puntata è dedicata al fenomeno della sound art, o arte sonora: una discendente della musica elettronica (in particolare, forse, della musique concrète di Pierre Schaeffer), in cui si usano registrazioni sul campo, tecnologia del suono e tecniche di composizione per creare dei collage di suoni e rumori di grande suggestività. Spesso combinata con performance immersive e istallazioni, l’arte sonora è un ambito in grande fermento a livello globale, in particolare in Italia, dove hanno lavorato e lavorano molte e molti sound artists di grande talento, sia autoctoni che stranieri. Ce ne parla il curatore di arti visive, performative, e sonore Gabriele Tosi, che ha curato col NUB project space di Pistoia, a Palazzo Fabroni la mostra Mezz’aria. La strana apertura della ricerca sonora. In particolare, parliamo del volume Sound Chapters: Voices of Sound Experimentation in Italy, appena pubblicato da Viaindustriae, che raccoglie le voci e le esperienze della mostra, dando una visione di insieme degli artisti, critici, curatori, tematiche e interessi emergenti in Italia al momento. Ci accompagna una playlist che spazia dalle sperimentazioni con la voce (umana e non umana) di Giulia Deval e Diana Lola Posani alle riflessioni sul territorio lucano – tra campane e stazioni eoliche – di Fernando Godoy e Phillip Samartzis.
Speciale Toscana Pride

Speciale Toscana Pride

2025-06-1359:14

Una musicologa parla d’opera con due drag queen toscane (anzi, Pisane, come me!): Lalique Chouette, portavoce del Toscana Pride 2025, e Maga Margo. Parleremo, tra risate, ironie, e momenti di seria riflessione, dei possibili punti di incontro tra due arti teatrali che da sempre giocano con il genere, con la voce, e con la spettacolarità – l’opera lirica e i drag show. Durante la puntata infliggo alle mie due ospiti varie scene di film e d’opera, e loro (che, ci tengono a dire, non sono storiche della musica o esperte d’opera) commenteranno il modo in cui, in questi video, voce, immagine e corpo si combinano per giocare con aspetti della storia di genere. I clip di cui discutiamo sono: 1. La scena di Farinelli: Voce Regina (1994) in cui Farinelli si esibisce cantando “Lascia ch’io pianga” dal Rinaldo di George Frideric Handel https://youtu.be/645ayYMgTcE 2. l’aria di Cherubino da Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, “Non so più cosa son, cosa faccio,” nell’esecuzione del Maggio Fiorentino del 1986 (con Marina Comparato nel ruolo di Cherubino) https://youtu.be/xe6TAF5z9I8 3. l’aria di Cherubino da Le Nozze di Figaro di Wolfgang Amadeus Mozart, “Non so più cosa son, cosa faccio,” nell’esecuzione del Teatro Comunale di Ferrara del 2023 (con Nicolò Balducci nel ruolo di Cherubino) https://youtu.be/pWbo9MtaJUA 4. l’aria della Regina della Notte dal Il Flauto Magico, eseguita da Wilma Lipp con i Wiener Philharmoniker diretti da Karl Böhm nella registrazione per la Decca del 1955.
In questa puntata, l’ultima prima della pausa estiva fino a settembre, si parla di tre importanti festival musicali toscani, tra loro molto diversi, che possono accompagnare i nostri ascoltatori durante i mesi torridi che ci attendono. Si comincia dal Festival Pucciniano di Torre del Lago, quest’anno in una edizione “di mezzo” tra il centenario della morte di Puccini e il centenario, l’anno prossimo, della prima della Turandot, che a breve aprirà la sua stagione con un nuovo allestimento della Tosca firmato da Alfonso Signorini. Dopo un’intervista a Signorini sulla Tosca e sulla regia d’opera, passiamo a intervistare Nicola Sani, direttore artistico del Chigiana International Festival. Sani ci accompagna a scoprire una serie densa e splendidamente curata di eventi musicali, con un focus speciale su Pierre Boulez, il cui centenario dalla nascita si celebra proprio quest’anno. Finiamo con una chiaccherata con Francesco Mariotti, presidente di Pisa Jazz, che ci racconta il festival di quest’anno che si tiene al Giardino Scotto e ospita artisti di levatura internazionale, continuando una tradizione jazzistica che affonda, da cinquant’anni, le sue radici in questa città.
In questa puntata si parla di formazione e apprendimento musicale. Per coloro che lavorano nella scuola o hanno bimbi in età scolare, il 15 settembre è la data del ritorno in classe. Ma cosa vuol dire formarsi musicalmente? Offriamo tre sguardi molto diversi su varie organizzazioni che si occupano di formazione musicale (e anche divulgazione), cercando di portarvi degli esempi interessanti di modi di apprendere la musica sul territorio tosco-emiliano. Passeremo dall’organizzazione di musica antica L’Homme Armé, fiorentina, a Malagola, una scuola di formazione vocale sperimentale di Ravenna, a una conversazione con un educatore musicale che lavora, a Firenze, con la Music Learning Theory, una teoria dell’apprendimento musicale sviluppata negli anni sessanta negli Stati Uniti, e particolarmente adatta all’infanzia. Avremo una playlist adeguatamente eclettica che spazierà da Josquin, a John Cage, a Mozart. Nota: la puntata, e la dedica finale alla Global Sumud Flotilla, è stata registrata prima dell’attacco a una delle imbarcazioni presso Tunisi; si rinnovano gli auguri e la speranza di buona riuscita alla Flotilla.
Parliamo questo mese delle stagioni concertistiche in apertura in Toscana: in particolare della stagione dell’Orchestra della Toscana, dei Concerti della Normale di Pisa, e poi di un festival di musica da camera dalla programmazione sempre notevole, Suoni Riflessi. Ce ne parlano i direttori artistici responabili per le stagioni: Daniele Spini per l’Ort, Carlo Boccadoro per i Concerti della Normale e Mario Ancillotti per il Festival Suoni Riflessi. Ci accompagna una playlist che spazia da Berio a Schumann, da Shostakovich alle sperimentazioni sognanti su fisarmonica di Sara Calvanelli.
La nuova curatela musicale

La nuova curatela musicale

2025-11-1401:01:00

La nuova curatela musicale: ne parliamo con Andrea Lucchesini, direttore artistico degli Amici della Musica di Firenze. In questo novembre, mese di mostri e ibridi, riflettiamo sulle nuove stagioni di musica classica toscane, e in particolare su quei programmi concertistici in cui narrazione, riferimenti extra-musicali, e ispirazioni drammaturgiche vanno ad affiancarsi ai tradizionali programmi di “capolavori” di repertorio presentati in ordine cronologico. Chiudiamo con uno sguardo verso un inusuale concerto del Coro dell’Opera Reale Danese al Teatro del Giglio di Lucca.
Da Puccini al musical

Da Puccini al musical

2025-12-1201:04:29

In questa ultima puntata dell’anno si parla di due aggiornamenti molto diversi: prima una presentazione della stagione lirica in corso al Teatro del Giglio di Lucca in conversazione col direttore artistico Cataldo Russo. Poi invece la presentazione di un libro al contempo accorato e provocatorio, L’isola delle sirene. Gay culture e american musical da Busby Berkeley a Betty Grable di Giacomo Agosti. La nostra playlist spazierà da angoli sconosciuti del Nabucco di Verdi e della Turandot  di Puccini a estratti (accuratamente scelti con l’autore del libro) di musical, jazz, e blues dagli anni ’20 a oggi.
Protagonista di questa puntata è il compositore americano Nico Muhly, uno degli artisti più interessanti del panorama musicale attuale. Muhly è noto sia come compositore di musica strumentale che compositore di opere, come arrangiatore (in particolare dei compositori del rinascimento inglese), e come compositore di musica da film. Al momento, Muhly è a Prato per un concerto con la Camerata, che si svolgerà al Teatro Politeama Pratese il 15 gennaio alle ore 21, con il violinista e direttore d’orchestra Hugo Ticciati. Il concerto includerà due musiche di Muhly: la prima italiana del concerto per violino e orchestra Shrink e soprattuttola prima assoluta del suo pezzo per orchestra d’archi da camera, An Archive in Three Parts, che è stato commissionato per commemorare il cinquantesimo anniversario dalla morte di Benjamin Britten.
Una puntata che approfondisce il casus Beatrice Venezi in seguito al suo passaggio a Pisa per dirigere Carmen di Bizet al Teatro Verdi il 23-26 gennaio. Si espandono, in seguito all’intervista di Casadei per “Il Tirreno” del 25 gennaio, le tematiche riguardanti la figura del direttore e della sua relazione istituzionale e politica con l’orchestra. Le dichiarazioni di Venezi sono tarate con elementi di pratiche politiche e istituzionali riguardanti la scelta del direttore, e i dibattiti in merito al ruolo ufficiale dell’orchestra in tale scelta. Il tutto è condito da una playlist che spazia dalle esecuzioni di Venezi stessa a quelle della famosa Orpheus Chamber Orchestra – formazione da camera che, fin dalla sua fondazione, non ha avuto direttori – fino alla Farewell Symphony di Haydn, in cui gli orchestrali abbandonano, uno per uno, l’esecuzione dell’ultimo movimento in un cifrato, e ironico, segno di protesta contro il loro datore di lavoro, il Principe Esterhàzy.
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