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Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta
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Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta

Author: Davide Galliani

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Description

Riflessioni Teologiche è il podcast di approfondimento teologico di Davide Galliani, concepito come una vera e propria audioteca tematica: un progetto strutturato dalla prospettiva evangelica, dedicato a chi desidera una fede cristiana adulta, solida e intellettualmente responsabile.

Il podcast è organizzato in cicli monografici progressivi che affrontano i grandi nodi della teologia contemporanea: cristologia, dottrina di Dio, etica della responsabilità, fede e modernità, dubbio e ricostruzione, chiesa e cultura. Ogni ciclo sviluppa un percorso coerente, unendo rigore teologico e chiarezza espositiva.

La riflessione si colloca in dialogo con la tradizione protestante e con il pensiero teologico del Novecento e contemporaneo — da Karl Barth a Dietrich Bonhoeffer, da Jürgen Moltmann a Hans Jonas — con attenzione alle sfide culturali del XXI secolo.

È uno spazio rivolto a: pastori e predicatori che cercano strumenti per un annuncio consapevole; studenti di teologia che desiderano integrare studio accademico e vita ecclesiale; credenti in ricerca che vogliono abitare il dubbio senza abbandonare la fede.

Le puntate “Bonus” raccolgono seminari e interventi pubblici, offrendo materiali utili anche per la formazione personale e comunitaria.

Il podcast si inserisce in un più ampio percorso di ricerca teologica promosso dall’autore, con articoli e progetti editoriali disponibili su 👉 davidegalliani.it

Una riflessione teologica progressiva. Un archivio in crescita. Un cammino per chi desidera una fede capace di reggere il tempo.

87 Episodes
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✴️ Interpretare Dio: il ruolo dell’ermeneuticaPossiamo comprendere Dio senza interpretare?Molti credenti pensano che interpretare sia pericoloso.Interpretare sembrerebbe significare modificare il testo. Adattarlo alle proprie idee. Allontanarsi dal suo significato originario.Per questo si sente spesso dire:“Non bisogna interpretare la Bibbia. Bisogna semplicemente leggere ciò che è scritto.”Ma è davvero possibile leggere senza interpretare?Ogni volta che incontriamo un testo, lo comprendiamo attraverso una lingua, una cultura, una tradizione e una determinata esperienza della realtà.Non leggiamo mai da un luogo neutrale.In questo quarto episodio del ciclo dedicato alla crisi del linguaggio religioso entreremo nel pensiero di Paul Ricoeur, uno dei più importanti filosofi dell’ermeneutica contemporanea.Attraverseremo:– il limite della conoscenza umana a partire da Kant – la distinzione tra fenomeno e noumeno – perché ogni conoscenza passa attraverso una mediazione – il significato della formula “il simbolo dà da pensare” – la distanza tra autore, testo e lettore – il ruolo della tradizione nell’interpretazione – la differenza tra mito, falsità e verità narrativa – il problema della pluralità delle interpretazioni – il limite della proposta ermeneutica di RicoeurQuesto episodio prosegue il percorso dedicato a una delle grandi domande della teologia contemporanea:ha ancora senso parlare di Dio?Dopo aver esplorato i limiti del linguaggio con Wittgenstein, la forza del simbolo con Tillich e Dio come evento nel pensiero di Jüngel, incontriamo ora il problema inevitabile dell’interpretazione.Non possiamo parlare di Dio senza parole.Non possiamo leggere la Bibbia senza interpretarla.Non possiamo comprendere un simbolo senza entrare nel mondo di significato che esso apre.Il problema, quindi, non è scegliere se interpretare oppure no.Il problema è imparare a interpretare responsabilmente.Perché interpretare non significa necessariamente allontanarsi dalla verità.Significa cercarla senza confondere mai Dio con la nostra comprensione di Dio.🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta📚 In questo episodio: – Paul Ricoeur – Immanuel Kant – fenomeno e noumeno – ermeneutica e fede – il simbolo dà da pensare – autore, testo e lettore – il mondo del testo – mito e verità narrativa – interpretazione della Bibbia – pluralità delle interpretazioni – ermeneutica e relativismo – il significato della parola “Dio” oggi🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi.📖 Approfondimenti su: davidegalliani.it🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le principali piattaforme audio.
Cosa succede quando Gesù non corrisponde più all’immagine che ci eravamo costruiti di lui?In Marco 8,27-38 Pietro riconosce Gesù come il Cristo, ma deve ancora comprendere che cosa significhi davvero quella confessione. Da qui nasce un percorso che attraversa esegesi, teologia e vita: il fraintendimento di Pietro, la logica della sequela, la teologia della croce e la distanza tra Dio e le immagini che costruiamo di lui.Una riflessione sulla fede quando le aspettative vengono contraddette, quando la preghiera non produce il risultato sperato e quando siamo chiamati non a possedere Cristo, ma a seguirlo.Predicazione registrata presso la Chiesa Cristiana Brianza di Lissone.Davide Galliani Teologia per una fede adulta davidegalliani.it
✴️ Dio come evento: quando Dio smette di essere un oggettoE se Dio non fosse una cosa da definire, ma un evento che accade?Per secoli la teologia ha cercato di spiegare chi fosse Dio.Ha parlato dei suoi attributi. Della sua onnipotenza. Della sua eternità.Ma siamo sicuri che questo sia il modo migliore per conoscerlo?Forse il problema non è che sappiamo troppo poco di Dio.Forse il problema è che continuiamo a cercarlo come si cerca un oggetto da osservare.In questo terzo episodio del ciclo dedicato alla crisi del linguaggio religioso entreremo nel pensiero di Eberhard Jüngel, uno dei più originali teologi protestanti del Novecento.Attraverseremo:– la crisi del Dio concepito come un oggetto – il limite della metafisica tradizionale – cosa significa dire che Dio è un evento – perché la rivelazione è un incontro prima che un'informazione – la parola di Dio come parola che crea realtà – la croce come linguaggio con cui Dio racconta sé stesso – il limite della proposta di JüngelPer Jüngel Dio non è un oggetto che possiamo osservare.È il soggetto che prende l'iniziativa.Non lo conosciamo perché siamo riusciti a definirlo.Lo conosciamo perché si è fatto incontrare nella storia.Per questo la fede cristiana non nasce da un concetto.Nasce da un evento.Forse il problema non è trovare la definizione perfetta di Dio.Forse il problema è riconoscere quando Dio accade nella nostra vita.👉 la modernità ha messo in crisi il Dio ridotto a oggetto del pensiero 👉 Jüngel propone di comprendere Dio come evento che si comunica nella storia 👉 la rivelazione non è anzitutto un insieme di informazioni, ma un incontro 👉 la parola di Dio non descrive soltanto la realtà: la trasforma 👉 la croce diventa il luogo in cui Dio racconta sé stesso 👉 questa prospettiva restituisce dinamismo alla fede, ma apre la domanda sulla continuità dell'identità di Dio 👉 resta aperta la questione di come tenere insieme il Dio che accade nella storia e il Dio che rimane fedele a sé stessoQuesto episodio prosegue il percorso dedicato a una delle grandi domande della teologia contemporanea:ha ancora senso parlare di Dio?Dopo aver scoperto con Wittgenstein i limiti del linguaggio e con Tillich la forza del simbolo, compiamo un ulteriore passo.Forse il punto non è soltanto come parliamo di Dio.Forse il punto è che Dio non aspetta di essere descritto.Prende lui stesso la parola.Perché il Dio della fede cristiana non è semplicemente qualcosa di cui si parla.È qualcuno che continua ad accadere.🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta📚 In questo episodio: – Eberhard Jüngel – Dio come evento – la crisi del Dio-oggetto – rivelazione e storia – la parola che crea realtà – la croce come linguaggio di Dio – fede e linguaggio – il significato della rivelazione oggi🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi.📖 Approfondimenti su: davidegalliani.it🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le principali piattaforme audio.
Cristo non aspetta che abbiamo capito tutto per mandarci.In Marco 6,6b-13 Gesù invia i Dodici quando ancora non hanno compreso fino in fondo chi lui sia, senza offrire loro molte delle garanzie che normalmente cercheremmo e contemplando persino la possibilità del rifiuto.Questa predicazione, registrata il 13 settembre 2026 presso la Chiesa Oikos Milano, riflette sulla missione cristiana come esperienza di vulnerabilità, responsabilità e fiducia: la Chiesa non possiede Cristo, non possiede il Vangelo e non controlla il risultato della propria testimonianza. Eppure viene chiamata e mandata.Una riflessione su cosa significhi vivere la fede senza trasformarla in possesso, certezza o garanzia di successo.Testo biblico: Marco 6,6b-13 Predicazione: Davide Galliani Titolo: Chiamati dentro qualcosa che non controlliamoQuesta è una puntata bonus di Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta, il formato che raccoglie registrazioni di predicazioni, seminari, incontri ed eventi dal vivo.Altri contenuti e approfondimenti su davidegalliani.it.
✴️ Dio come simbolo: oltre il linguaggio letteraleSe Dio non può essere descritto letteralmente, significa che Dio non è reale?Molti pensano che un simbolo sia semplicemente qualcosa di meno vero. Una metafora. Un modo poetico di parlare della realtà.Ma è davvero così?Quando diciamo che Dio è Padre, Pastore, Roccia o Luce del mondo, stiamo usando immagini perché non sappiamo descriverlo meglio? Oppure il linguaggio simbolico è il modo più autentico con cui la fede può parlare di Dio?In questo secondo episodio del ciclo dedicato alla crisi del linguaggio religioso entreremo nel pensiero di Paul Tillich, uno dei più importanti teologi protestanti del Novecento.Attraverseremo:– il fallimento del linguaggio letterale su Dio – il problema dell'antropomorfismo – la differenza tra segno e simbolo – perché il simbolo partecipa alla realtà che indica – Dio come "fondamento dell'essere" – la critica al Dio concepito come un oggetto del mondo – il limite della proposta di TillichPer Tillich il simbolo non serve a nascondere la realtà.Serve a renderla accessibile.Il linguaggio religioso non funziona come quello della scienza.Non descrive Dio come si descrive un pianeta o una molecola.Cerca invece di aprire uno spazio attraverso il quale il mistero di Dio possa essere realmente incontrato.Forse il problema non è che usiamo troppi simboli.Forse il problema è che li prendiamo troppo alla lettera.👉 Dio non è un oggetto tra gli altri oggetti del mondo 👉 il linguaggio letterale non è sufficiente per parlare di Dio 👉 un simbolo non è una semplice convenzione, ma partecipa alla realtà che indica 👉 il linguaggio religioso apre una profondità di significato che il linguaggio descrittivo non raggiunge 👉 Tillich propone di comprendere Dio come il fondamento dell'essere 👉 questa prospettiva libera la fede dall'antropomorfismo, ma apre nuove domande sul Dio della Bibbia 👉 resta aperta la questione se il Dio simbolico sia ancora il Dio vivente che parla nella storiaQuesto episodio prosegue il percorso dedicato a una delle grandi domande della teologia contemporanea:ha ancora senso parlare di Dio?Dopo aver esplorato i limiti del linguaggio con Wittgenstein, scopriamo ora che il problema non è soltanto ciò che possiamo dire.È anche il modo in cui le nostre parole rimandano a una realtà che le supera.Perché forse Dio non è meno reale delle nostre parole.È semplicemente più grande.🎙 Riflessioni Teologiche | Teologia per una fede adulta📚 In questo episodio: – Paul Tillich – il linguaggio simbolico della fede – simbolo e segno – antropomorfismo – Dio come fondamento dell'essere – il limite del linguaggio letterale – il significato della parola "Dio" oggi – simbolo, fede e verità🔔 Iscriviti al canale per non perdere i prossimi episodi.📖 Approfondimenti su: davidegalliani.it🎧 Ascolta il podcast su Spotify, Apple Podcast e tutte le principali piattaforme audio.
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