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Nel labirinto del tempo: una finestra sull’attualità
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Nel labirinto del tempo: una finestra sull’attualità

Author: Zero Contenuti

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Ciao! Mi chiamo Riccardo Rossotto.
Per chi non mi conoscesse, sono un avvocato, ex giornalista, appassionato di storia e curioso del mondo. Da una costola del mio blog - Pickett - apro da oggi una nuova finestra, sempre ancorata alla Storia e alla Contemporaneità.

Nasce così l'officina - “Nel labirinto del tempo: una finestra sull’attualità” - per proseguire ed integrare il confronto sull’attualità con brevi ritratti della nostra contemporaneità, figlia del passato e madre del futuro. Un podcast per ascoltare opinioni, stimolare dibattiti, conversazioni e, perché no, nuove progettualità.
119 Episodes
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Avendo avuto l’occasione di visitare il Museo dell’insurrezione di Varsavia, il nuovo Museo della storia recente del Vietnam e di aver letto le impressioni del giornalista Marco Imarisio sul nuovo Museo di Storia Contemporanea di Mosca, Riccardo Rossotto dedica la puntata a questi tre luoghi. Spazi apparentemente consacrati alla memoria storica che mostrano però quanto anche l’esposizione museale possa diventare uno strumento attraverso cui la politica interpreta, seleziona o talvolta manipola alcune pagine del passato di un Paese in funzione dei propri interessi.Un episodio che invita a guardare con maggiore attenzione anche ai luoghi della memoria e della cultura, ricordando come la conoscenza della storia e la capacità di porsi le giuste domande di fronte a ciò che viene raccontato restino il primo vero antidoto contro ogni forma di propaganda.
Negli ultimi mesi i termini antisemitismo e antisionismo sono stati spesso utilizzati in modo intercambiabile, generando una confusione che non è soltanto linguistica, ma profondamente politica e culturale. In questa puntata, Riccardo Rossotto prova ad affrontare con prudenza e rigore un tema molto delicato, distinguendo tra l’odio razziale verso il popolo ebraico e la critica al sionismo o alle politiche dello Stato di Israele.Attraverso un’analisi storica e lessicale, il racconto ripercorre la nascita del termine antisemitismo così come il significato originario del sionismo anche attraverso il pensiero e il contributo di alcuni studiosi, il professor Manlio Graziano, e gli storici italiani Anna Foa e Gianni Oliva.Un episodio che invita ad approfondire e a non lasciarsi trascinare da slogan o strumentalizzazioni, ricordando che la conoscenza storica resta l’unico vero antidoto alla manipolazione.
Lo scorso 18 dicembre 2025 il Consiglio europeo ha legalmente aggirato il diritto di veto, attraverso il combinato disposto degli articoli 20 e 212 del Trattato Istitutivo dell’Europa, per garantire un sostegno finanziario all’Ucraina, riaccendendo così uno dei nodi più delicati dell’integrazione europea: il diritto di veto è una garanzia democratica o un ostacolo alla sopravvivenza politica dell’Unione?I leader di tutti i Paesi membri in queste ore stanno proprio discutendo sul come far fare un salto di qualità ad un’Unione Europea che così com’è non può che declinare.La puntata ricostruisce gli argomenti alla base delle due posizioni, favorevoli e contrarie all’eventuale abolizione del diritto di veto, aprendo una riflessione sul delicato equilibrio tra sovranità nazionale e integrazione europea, in un momento in cui l’efficienza e la rapidità decisionale sono sempre più importanti.
Mentre la NATO tradizionale appare sempre più in crisi, nonostante il silenzio praticamente generale dei media internazionali, tre leader di tre Paesi musulmani a maggioranza sunnita stanno formando una nuova alleanza: una “NATO 2” musulmana. È proprio così: Arabia Saudita, Pakistan e Turchia stanno definendo un patto di mutua difesa modellato sul celebre articolo 5 dell’Alleanza Atlantica, pronto a ridisegnare le geometrie del potere globale.In questa puntata Riccardo Rossotto racconta le dinamiche generative dietro questa triplice intesa, nata quasi in silenzio, e come questa potrebbe diventare un player centrale nelle geopolitiche di Medio Oriente e Africa orientale. Un episodio per capire cosa sta succedendo nel mondo lontano dai riflettori dei media occidentali e fare alcune considerazioni sul futuro che ci attende come europei, sul ruolo dei Paesi del Golfo e sui pericoli della disinformazione, soprattutto online.  Una produzione di Zero Contenuti
Dopo aver analizzato, nella precedente puntata, il significato del termine “golpe” e alcuni casi internazionali, questo nuovo episodio si concentra su tre clamorosi casi italiani, avvenuti tra gli anni ‘60 e ‘70: il Piano Solo del 1964, il tentato golpe Borghese del 1970 e il golpe bianco di Pacciardi e Sogno del 1974.Tra verità e mistificazioni, Riccardo Rossotto ricostruisce le vicende e il contesto politico che le ha generate, evidenziandone i punti oscuri e le contrapposizioni tra tesi accusatorie e difensive.Un approfondimento che dimostra come la paura del colpo di Stato abbia segnato anche la storia della nostra Repubblica e che, in conclusione, lascia in mano alle riflessioni degli ascoltatori due quesiti aperti su due casi recenti: l’assalto a Capitol Hill del 2021 e il sequestro del presidente Maduro. Una produzione di Zero Contenuti
Il colpo di Stato è una delle paure ricorrenti nella storia delle democrazie. In questa prima parte di due episodi dedicati al tema, Riccardo Rossotto ripercorre la genesi del termine “golpe” e analizza alcuni casi esemplari, soprattutto internazionali, per capire come si organizzano e quali obiettivi hanno. A partire dai coup d’état dell’epoca napoleonica fino ai celebri rovesciamenti di potere in America Latina, l’episodio ricostruisce le modalità, le strategie e le condizioni che rendono possibile un colpo di Stato, approfondendo anche le categorie proposte dal politologo Samuel P. Huntington e le tecniche descritte da Edward Luttwak nel suo celebre manuale, “Strategia del colpo di Stato. Manuale pratico”Un episodio che riporta colpi riusciti, tentati e falliti, per anticipare tre clamorosi tentativi italiani avvenuti tra gli anni ‘60 e ‘70 di cui si parlerà nella prossima puntata. Una produzione di Zero Contenuti
Dopo aver ripercorso, nella precedente puntata del podcast, la Conferenza di Helsinki del 1975 riflettendo, con un po’ di speranza, su cosa significherebbe riproporla oggi, in questa nuova puntata Riccardo Rossotto ci accompagna in un altro esercizio di immaginazione geopolitica. Se una Helsinki 2 fosse troppo utopica, potremmo almeno immaginare una nuova Yalta: la Yalta 2?Partendo dalla storica conferenza del 1945 che ridisegnò gli equilibri mondiali alla fine della Seconda guerra mondiale, l’episodio si interroga su cosa succederebbe se oggi, nel 2026, tre nuove superpotenze, Trump, Putin e Xi Jinping, si sedessero a un tavolo per individuare un nuovo equilibrio mondiale capace di mettere fine alle guerre e rispolverando quindi le “zone di influenza” (proprio come le ha ridisegnate - e le abbiamo riprese nella copertina di questa puntata - il capo della delegazione russa al tavolo delle trattative, Dmitriev).Un’analisi attenta dei possibili scenari futuri, delle rispettive strategie dei nuovi leader globali e del ruolo (sempre più marginale) dell’Europa in un sistema di potere ormai tripolare, con una domanda, o meglio, una speranza, che resta aperta: la diplomazia saprà imporsi di nuovo alla forza?Una produzione di Zero Contenuti
A poco più di cinquant’anni dalla storica Conferenza di Helsinki del 1975, che portò 35 Paesi a sottoscrivere un accordo su pace, cooperazione e diritti umani, oggi, in un presente segnato da decine di tragici conflitti aperti, alcuni politologi invocano la possibilità di un nuovo summit internazionale, una sorta di Helsinki 2.In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la genesi e il significato di quel vertice straordinario, conclusosi con l’Atto finale di 10 punti chiave, mostrando come, allora, due blocchi profondamente ostili, quello occidentale e quello sovietico, seppero ritrovarsi attorno a un tavolo.Una riflessione su cosa resta, o purtroppo, non ci resta, oggi, di quella Conferenza, con la speranza di poter ricostruire una Helsinki 2 capace di trovare una soluzione diplomatica e di pace ai conflitti pendenti.
In questa puntata, Riccardo Rossotto parte da due testi dal contenuto molto attuale, - “Demopolis” di Josiah Ober e “Why Politics Fails” di Ben Ansell - per riflettere sullo stato di salute delle nostre democrazie. Nel suo libro Ober utilizza una metafora interessante per descrivere la democrazia, paragonandola ad un “software” che, “ideato” ad Atene, ha conosciuto poi diverse “versioni” nel tempo, tutte però legate ad un principio fondamentale, l’autogoverno dei cittadini. Ansell, invece, cerca di spiegare perché i cittadini si sentano sempre più delusi dalla politica, individuando cinque grandi “trappole” in cui rischiamo spesso, noi cittadini, di cadere tutti e che riguardano la democrazia, l'uguaglianza, la solidarietà, la sicurezza e la prosperità. Due voci diverse di due studiosi americani della democrazia, per riflettere insieme su ciò che può sostenerla e su cosa, invece, rischia di minarne la stabilità.
Nel luglio del 1925, Giovanni Amendola - giornalista, parlamentare liberale e coraggioso oppositore del fascismo - venne brutalmente aggredito a Montecatini da un gruppo di squadristi. Morì meno di un anno dopo, ma le cause della sua morte sono oggetto ancora oggi di ricostruzioni contrastanti: fu vittima delle bastonate ricevute durante l’assalto fascista o di un tumore già in corso? Le opinioni divergono, come ci dimostrano le versioni del giornalista e storico Antonio Carioti e quella di Stefano Baracchini, appassionato di storia. In questa puntata, Riccardo Rossotto riflette sul modo in cui quella storia viene narrata, rievocando non solo la vicenda personale di Amendola ma anche il significato, spesso travisato, del termine "revisionismo".Un racconto che invita a mantenere sempre uno sguardo critico e a non avere paura di confrontare fonti diverse, anche quando il rischio è quello di scardinare una narrazione ufficiale ormai consolidata.Una produzione di Zero Contenuti
Fin dalla fine del XIX secolo, i media moderni, dalla stampa al teatro, fino al cinema, hanno avuto un ruolo determinante nel plasmare l’opinione pubblica. In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la storia di due pionieri della manipolazione delle masse: Gustave Le Bon ed Edward Bernays, mostrando come molti dei meccanismi alla base della costruzione del consenso siano ancora oggi, dopo quasi 150 anni, attuali.Ripercorrendo le loro biografie e i fondamenti della psicologia delle masse, l’episodio analizza come si formano, o si costruiscono, le opinioni collettive. In conclusione, un interessante riepilogo articolato su “10 punti chiave” che restituisce con chiarezza le lezioni di quei “cattivi maestri”, mostrando quanto queste siUna produzione di Zero Contenuti
Anche questo Natale arriva in un contesto segnato da guerre, violenze e tensioni internazionali. In questa puntata, Riccardo Rossotto prova a districare la complessità del presente partendo da una domanda semplice ma urgente: quanto è vero ciò che ci viene raccontato? E quanto, invece, è manipolato dalle volontà dei diversi attori in campo? Tra dichiarazioni ufficiali, fonti ufficiose e strategie comunicative, l’episodio analizza alcune tra le principali crisi contemporanee - dall’Ucraina, all’Iran, alla questione mediorientale, per citarne alcune - per metterne in luce contraddizioni e meccanismi di disinformazione che alimentano la confusione globale.Un invito a non cedere alla propaganda né al pessimismo, ma a riattivare il pensiero critico e a restare umani, cercando, anche nel nostro piccolo, di contribuire alla distensione.Una produzione di Zero Contenuti
Il 12 ottobre 1985 presso la base militare di Sigonella, l’Italia scrisse una pagina unica della sua storia repubblicana: il Presidente del Consiglio Bettino Craxi disse “no” ad una decisione della Casa Bianca. In un contesto segnato da tensioni internazionali e sudditanza postbellica, Craxi si oppose alla richiesta americana di consegnare il terrorista palestinese Abu Abbas, presente a bordo di un aereo egiziano atterrato nella base siciliana, ordinando ai carabinieri italiani di difendere la sovranità nazionale.Dopo aver ricostruito gli equilibri geopolitici che si erano creati nel secondo dopoguerra, nonché i rapporti di forza tra Italia e Stati Uniti, Riccardo Rossotto ripercorre nel dettaglio quei giorni concitati, a partire dal 7 ottobre 1985, quando la nave da crociera italiana Achille Lauro fu sequestrata da quattro terroristi armati mentre si apprestava a lasciare le acque egiziane per approdare in Israele. Un episodio che ci ricorda come, almeno una volta, l’Italia seppe far valere la propria voce sullo scacchiere internazionale. Una produzione di Zero Contenuti
Il 10 novembre 1975 veniva firmato il Trattato di Osimo, un accordo che avrebbe dovuto sanare la complessa questione del confine orientale tra Italia e Jugoslavia, ma che a distanza di cinquant’anni resta ancora in parte inattuato. Nella prima parte di questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre le tappe storiche che hanno portato a quell’accordo, dalla definizione delle linee di confine con l'impero austro-ungarico dopo il 1866, fino alle successive ridistribuzioni dei territori nel primo e nel secondo dopoguerra. Nella seconda parte di episodio, si analizzano gli articoli del Trattato rimasti, purtroppo, solamente sulla carta: punti importanti su cui bisognerebbe che il nostro Governo ponesse attenzione, non solo per sanare le mancanze economiche, ma anche, e soprattutto, le grandi ferite ancora aperte a danno degli italiani che abitavano quelle terre. Una produzione di Zero Contenuti
Nel settembre del 1919 Gabriele D’Annunzio occupa Fiume e dà vita a un esperimento politico senza precedenti: la Reggenza del Carnaro. Al centro di quell’impresa c’è un testo straordinario, visionario e poco conosciuto: la Carta del Carnaro, un progetto costituzionale abbozzato dall’avvocato Arturo Nascimbeni e scritto a quattro mani con Alceste De Ambris.In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la genesi e i contenuti di quel documento che ancora oggi sorprende per la sua modernità, in quanto riconosceva già allora il lavoro come mezzo di emancipazione, il voto alle donne e l’uguaglianza di tutti i cittadini. Un approfondimento su un momento spesso dimenticato della nostra storia pre-repubblicana, che ci aiuta a riflettere sul valore della libertà e sulla capacità, o meno, della politica di immaginare il futuro.Una produzione di Zero Contenuti
Ottant’anni fa, l’Italia era un Paese in transizione: il fascismo era finito, ma la Repubblica non era ancora nata. Fu in quel momento di vuoto istituzionale che venne creata la Consulta Nazionale, un organo consultivo provvisorio che traghettò il Paese verso la democrazia, gettando le basi per la nascita della Costituente e l’introduzione del suffragio universale.In questa puntata, Riccardo Rossotto ci racconta la storia e il ruolo di questo organo semi sconosciuto ma fondamentale, che permise all’Italia di affrontare, con equilibrio e partecipazione, una delle fasi più delicate della sua storia. Un esempio di politica condivisa e partecipata, che oggi suona come un insegnamento più attuale che mai.Una produzione di Zero Contenuti
Nel luglio del 1948, a soli tre anni dalla fine della guerra, l’Italia rischiò seriamente di precipitare in una nuova guerra civile. A Roma, Palmiro Togliatti, segretario del PCI, venne ferito in un attentato davanti a Montecitorio, colpito da diversi proiettili sparati da Antonio Pallante. La notizia scatenò la rabbia della base comunista, che esplose in scioperi, barricate, scontri armati e città occupate.Questa puntata ricostruisce non solo i fatti di quel 14 luglio, ma anche le ore e i giorni successivi, la reazione dei cittadini e delle istituzioni e la presenza fondamentale di Nilde Iotti, compagna politica e personale di Togliatti.Un racconto che ci riporta a un momento in cui il Paese fu davvero a un passo dal baratro, evitato solo grazie alla freddezza di pochi.Una produzione di Zero Contenuti
In questa puntata, Riccardo Rossotto, come promesso, torna ad approfondire il pensiero dell’economista statunitense Jeffrey Sachs - già citato in un precedente episodio a proposito della genesi del conflitto mediorientale - secondo il quale alla base dei principali conflitti degli ultimi 25 anni ci sarebbero gravi responsabilità politiche americane e israeliane, risalenti agli anni dopo la fine dell’Unione Sovietica.Partendo dall’intervento tenuto da Jeffrey Sachs lo scorso 19 febbraio 2025 nell’aula del Parlamento europeo, l’episodio propone una rilettura radicale degli eventi, dalle origini della guerra in Ucraina alla questione mediorentale, che ci riguarda da vicino. Un invito a rimettere in discussione le narrazioni ufficiali, con spirito critico e apertura mentale, per orientarsi in uno scenario internazionale sempre più complesso.Una produzione di Zero Contenuti
In questa puntata si celebra un traguardo importante: il centesimo episodio del podcast, un’occasione per fermarsi, guardare il percorso fatto e immaginare nuove prospettive future.Riccardo Rossotto, intervistato da Flavia Scerbo Iose in una puntata in formato audio-video, ripercorre le tappe più significative di questo progetto: dalle difficoltà affrontate alle critiche costruttive ricevute, fino alle puntate più amate da lui e dagli ascoltatori. Un dialogo che, oltre a fare il punto sul passato, apre lo sguardo sul futuro del podcast e sulle novità che lo attendono: nuovi cicli tematici, altri episodi video, un impegno verso la sostenibilità economica, sempre con l’invito a non smettere mai di coltivare la curiosità e l’indipendenza del pensiero.Una produzione di Zero Contenuti
Potrebbe sembrare una provocazione, ma è un’ipotesi concreta: Tony Blair, ex premier britannico, inventore della Terza via tra il Socialismo e il Liberalismo, potrebbe guidare il governo transitorio di Gaza, o comunque avere un ruolo importante nel progetto. In questa puntata, Riccardo Rossotto ripercorre la carriera diplomatica e di leadership dell'ex primo ministro inglese, dalle scelte controverse di sostegno a Bush Jr. nella guerra in Iraq alla sua recente designazione da parte di Donald Trump per redigere un piano post-bellico per la Striscia di Gaza.Un approfondimento per interrogarsi sugli scenari che una nomina del genere potrebbe aprire e sull'importanza di trovare visioni chiare e condivise per garantire alla Striscia di Gaza un futuro di pace e stabilità per tutti. Una produzione di Zero Contenuti
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