DiscoverMiniver - Storie di informazione e geopolitica
Miniver - Storie di informazione e geopolitica
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Miniver - Storie di informazione e geopolitica

Author: Loud Stories

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Sapere è potere.

Da secoli ogni forma di potere sembra ossessionata dal controllo delle informazioni: un fenomeno da capire per orientarsi nel mondo. 

In questo podcast, tramite storie di propaganda, censura, giornalismo, spionaggio e tecnologie dell’informazione, si prova a raccontare quali sono gli obiettivi delle potenze nello scenario internazionale e come si muovono per ottenerli. Storie di uomini e donne che agiscono, nel bene e nel male, nel complesso mondo dell’informazione a 360 gradi.

Stati, aziende e gruppi di potere spendono sempre più energie e risorse per provare a controllare e manipolare i dati, le informazioni e la narrazione che li riguarda. Questi attori investono in tecnologie innovative, intelligence e strategie di comunicazione che sfociano anche nella cultura pop.

Tutto ciò per cercare di ottenere un vantaggio nelle sfide globali.

Questo è Miniver, un podcast dove la Geopolitica viene raccontata da un nuovo punto di vista.

Scritto e raccontato da Giovanni Restifo.


Un nuovo episodio ogni 14 giorni, sempre di giovedì.


Per collaborazioni o sponsorship: hello@loudstories.fm

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24 Episodes
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Come ci sono finiti 3000 dissidenti iraniani in Albania? Per capirlo, in questa puntata raccontiamo la storia turbolenta del MEK, uno dei principali partiti di opposizione in Iran, e dei suoi fondatori, i coniugi Maryam e Massoud Rajavi. Partiamo dalla nascita del partito come fronte di opposizione allo Scià Pahlavi per poi arrivare agli scontri con il clero islamico di Khomeini, fino all’esilio in Iraq e in Europa. Proviamo a fare il quadro dello stato dell’opposizione in Iran e a capire come e perché il regime degli Ayatollah tenti di isolare la popolazione iraniana dal resto del mondo, reprimendo nel sangue le proteste di piazza. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.dw.com/en/albania-what-role-does-the-peoples-mujahedeen-of-iran-play-in-the-iran-protests/a-75574006 https://www.nytimes.com/2020/02/16/world/europe/iran-mek-albania.html https://www.nytimes.com/2025/06/26/world/middleeast/iran-opposition-groups.html https://www.ncr-iran.org/en/demonization-articles-analyses/tehrans-deep-rooted-fear-of-the-mek/ https://www.hrw.org/news/2022/06/08/irans-1988-mass-executions https://www.amnesty.be/IMG/pdf/blood-soaked_secrets_-_why_iran_s_1988_prison_massacres_are_ongoing_crimes_against_humanity.pdf https://www.washingtonpost.com/archive/opinions/1990/01/14/iranian-prison-horror/dcc84966-4289-497c-a168-8ba3bea4566d/ https://www.geopoliticalmonitor.com/from-starlink-to-high-strategy-musks-role-in-us-foreign-policy/ https://www.wired.it/article/starlink-iran-jamming-interferenze-regime-blocco-internet/ https://theconversation.com/how-iran-shut-down-the-internet-and-built-a-sophisticated-system-of-digital-control-274570 https://jacobin.com/2026/01/iran-protests-authoritarianism-trump-israel Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 24 febbraio 2022 le sirene suonano a Kyiv: la Russia invade l’Ucraina e comincia la guerra che cambia l’Europa. Ma mentre molti pensavano “non succederà”, una domanda resta senza risposta certa: i servizi segreti lo avevano previsto davvero? In questo episodio di Miniver parliamo del fondamentale ruolo dell'intelligence nella guerra in Ucraina, in particolare nella collaborazione tra Washington e Kiyv. Nel corso degli anni, infatti, le relazioni tra Stati Uniti e Ucraina non sono state lineari, ma segnate da incomprensioni e scontri, con un elemento centrale: la fiducia. Ma guardiamo anche dentro la macchina russa: quali previsioni ha sbagliato l'intelligence di Mosca? Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: ⁠https://www.nytimes.com/interactive/2025/03/29/world/europe/us-ukraine-military-war-wiesbaden.html https://www.nytimes.com/interactive/2025/12/30/world/europe/ukraine-war-us-russia.html https://warontherocks.com/2022/05/intelligence-and-the-war-in-ukraine-part-1/ https://warontherocks.com/2022/05/intelligence-and-the-war-in-ukraine-part-2/ https://warontherocks.com/2022/03/intelligence-disclosures-in-the-ukraine-crisis-and-beyond/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
ICE Wants You

ICE Wants You

2026-02-1214:27

ICE wants you è un viaggio dentro la propaganda “da tempo di guerra” applicata a un tema iper-contemporaneo: l’immigrazione negli Stati Uniti. Dallo Zio Sam del Novecento ai reel in stile videogame, l’episodio racconta come la comunicazione di massa venga usata per trasformare un’agenzia di enforcement in un simbolo identitario: Defend the Homeland, Join ICE. Sullo sfondo, episodi di violenza e proteste, accuse di abusi e una corsa al reclutamento alimentata da obiettivi numerici sempre più ambiziosi. E poi il paradosso più disturbante: giovani cittadini americani, figli di immigrati, che valutano l’arruolamento nell’esercito per proteggere legalmente la propria famiglia. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.washingtonpost.com/technology/2025/12/31/ice-wartime-recruitment-push/ https://www.washingtonpost.com/opinions/2026/01/05/ice-recruitment-police-chief-immigration/ https://www.washingtonpost.com/technology/interactive/2025/ice-social-media-blitz/ https://www.nytimes.com/2026/01/12/us/politics/oregon-guard-undocumented-parents.html Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
I microchip di Nvidia sono il cuore dell’intelligenza artificiale globale. In questo episodio analizziamo il ruolo di Nvidia nella nuova geopolitica dei semiconduttori: lo scontro tra Stati Uniti e Cina, la centralità di Taiwan e lo “Scudo del Silicio”, i divieti commerciali, le accuse di spionaggio tecnologico e il tentativo di Pechino di rendersi autonoma. Poi entriamo nell’altro grande nodo: l’economia dell’intelligenza artificiale. Il valore record di Nvidia è sostenibile o siamo davanti a una nuova bolla finanziaria, simile alla dot-com bubble? Chi guadagna davvero dall’AI, chi perde e cosa succede se gli investimenti si fermano. Una puntata per capire perché Nvidia non è solo un’azienda tecnologica, ma uno dei punti di equilibrio più delicati del mondo contemporaneo. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Aggiornamento: questa puntata è stata registrata il 15 gennaio, tuttavia il 28 gennaio il governo cinese ha approvato l’acquisto di una partita di microchip H200 di Nvidia, per un valore di circa 10 miliardi di dollari. La scelta segnala che la Cina ha ancora bisogno della tecnologia più avanzata di Nvidia, tuttavia rimanela volontà di Pechino di trovare un autonomia tecnologica nei settori strategici. Fonti di riferimento: https://www.guerredirete.it/la-cina-contro-nvidia/ https://www.reuters.com/world/china/china-asks-tech-firms-halt-orders-nvidias-h200-chips-information-reports-2026-01-07/ https://www.ft.com/content/12adf92d-3e34-428a-8d61-c9169511915c https://www.guerredirete.it/la-bolla-dell-intelligenza-artificiale-sta-per-scoppiare/ https://www.ft.com/content/a1f04b0e-73c5-4358-a65e-09e9a6bba857 https://www.ft.com/content/2a29cbc9-7183-4f68-a1d2-bc88189672e6 https://techcrunch.com/2025/11/10/a-better-way-of-thinking-about-the-ai-bubble/ https://www.reuters.com/world/china/chinas-customs-agents-told-nvidias-h200-chips-are-not-permitted-sources-say-2026-01-14/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel 1997, in un ufficio della Silicon Valley, alcuni giovani ingegneri restano a lavorare fino a notte fonda giocando a Quake 2. Da lì nasce una rivoluzione tecnologica che, nel giro di pochi decenni, porterà Nvidia a diventare l’azienda con il più alto valore al mondo. In questo episodio raccontiamo la nascita di Nvidia e la storia del suo fondatore Jensen Huang, dalle origini da immigrato negli Stati Uniti fino alla creazione delle GPU che oggi alimentano supercomputer e intelligenza artificiale. Dai videogiochi al machine learning, passando per CUDA, per la svolta del 2012 con AlexNet e l’esplosione dell’AI moderna, scopriamo come una tecnologia pensata per la grafica 3D abbia cambiato per sempre il nostro rapporto con i computer e con il futuro. Questa è la prima parte di un racconto di tecnologia, ambizione e rischio, che spiega come un’idea apparentemente “inutile” sia diventata il motore della più grande rivoluzione informatica del nostro tempo. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento: https://www.acquired.fm/episodes/nvidia-the-gpu-company-1993-2006 https://www.acquired.fm/episodes/nvidia-the-machine-learning-company-2006-2022 Geopolitica dell’Intelligenza Artificiale, Alessandro Aresu, Feltrinelli, 2024.  NVIDIA CEO Jensen Huang's Vision for the Futurev https://www.youtube.com/watch?v=7ARBJQn6QkM https://www.newyorker.com/magazine/2023/12/04/how-jensen-huangs-nvidia-is-powering-the-ai-revolution Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Per chi ama leggere la politica internazionale in modo ideologico, come una sfida tra il bene e il male, la situazione in Venezuela è una bestia strana, difficile da inquadrare.  Il 6 ottobre 2025 è stato assegnato il premio Nobel per la Pace a Maria Corina Machado, la leader dell’opposizione al presidente del Venezuela Nicolas Maduro. Ma il premio è arrivato in un momento molto delicato, tra minacce militari degli Stati Uniti, accuse di narcotraffico e repressione interna del regime di Maduro. Il premio è stato molto criticato e ha riacceso la lotta mediatica sulla crisi in Venezuela: da un lato c’è il regime criminale di Maduro, dall’altro gli interessi degli Stati Uniti e di Donald Trump.  In mezzo Corina Machado, con le sue luci e le sue ombre. In questa puntata raccontiamo la storia dei personaggi al centro dell’attuale crisi in Venezuela, attraverso l’ideologia chavista, l’influenza del petrolio e il ruolo degli Stati Uniti. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Fonti di riferimento https://www.caracaschronicles.com/2025/11/01/theres-a-battle-for-magas-soul-and-venezuela-is-in-the-middle-of-it/ https://www.caracaschronicles.com/2025/10/31/how-foreign-media-and-analysts-are-misreporting-venezuela/ https://www.caracaschronicles.com/2024/08/03/how-the-international-left-abandoned-the-venezuelan-people/ https://time.com/archive/6716374/america-abroad-the-phony-windfall/  https://insightcrime.org/es/tag/colectivos-es/ https://insightcrime.org/es/investigaciones/que-es-tren-de-aragua/ https://www.caracaschronicles.com/2025/09/26/what-you-should-understand-about-the-cartel-de-los-soles/ https://insightcrime.org/venezuela-organized-crime-news/cartel-de-los-soles-profile/ Fernando Coronil, The Magical State: Nature, Money, and Modernity in Venezuela, 1997. https://www.amazon.it/Magical-State-Nature-Modernity-Venezuela/dp/0226116026 https://caracaschronicles.blogspot.com/2003/02/petrostate-that-was-and-petrostate.html (vecchio articolo di Francisco Toro, giornalista venezuelano) https://english.elpais.com/international/2023-10-01/maria-corina-machado-the-venezuelan-margaret-thatcher.html https://www.theguardian.com/world/2025/oct/10/venezuelan-politician-maria-corina-machado-wins-nobel-peace-prize https://www.amnesty.it/rapporti-annuali/rapporto-2024-2025/americhe/venezuela/ https://www.unhcr.org/emergencies/venezuela-situation https://www.state.gov/nicolas-maduro-moros/ https://www.dea.gov/sites/default/files/2025-07/2025NationalDrugThreatAssessment.pdf Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dal Riad Comedy Festival ai Mondiali di calcio 2034, dalle squadre europee di calcio alla guerra in Sudan: Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti stanno investendo miliardi per costruire una nuova immagine internazionale. Ma cosa si nasconde dietro questo enorme sforzo comunicativo? In questo episodio di Miniver analizziamo come il soft power venga usato dai Paesi del Golfo per ripulire la propria reputazione, mentre continuano repressioni interne, condanne a morte, violazioni dei diritti umani e interventi militari indiretti in Medio Oriente e Africa. Dal caso Khashoggi al ruolo degli Emirati nel conflitto sudanese, passando per sportwashing, propaganda digitale e silenzi occidentali: un viaggio dentro il lato oscuro della diplomazia dell’immagine. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.middleeasteye.net/live-blog/live-blog-update/video-pro-uae-influencers-mock-killings-sudan-racist-posts https://www.wired.it/article/sudan-guerra-oro-algoritmi-potere-esercito/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
In geopolitica le parole non descrivono soltanto il mondo: lo costruiscono. Tra queste, “terrorista” è una delle più pesanti. In questa puntata di Miniver raccontiamo due storie: una arriva dalla Siria, l’altra dal Sudafrica. Sono le storie di Ahmad al-Shara’, ex jihadista, oggi presidente della Siria, e quella di Nelson Mandela, per anni inserito nelle liste dei terroristi internazionali dagli Stati Uniti. Due vicende opposte che mostrano come l’etichetta di terrorismo possa essere usata come strumento di potere, capace di delegittimare un movimento o, al contrario, di ripulire un passato scomodo quando cambia il contesto geopolitico. Un episodio per leggere l’attualità con più consapevolezza e spirito critico. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: Eccentric Records Triste Sigla originale: Gaio Ariani Editing: Marta Freddio Post produzione audio: Francesco Leoce, Giovanni Gramegna, FDS Studios Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://time.com/5338569/nelson-mandela-terror-list/ https://www.nyulawglobal.org/globalex/defining_terrorism_international_law.html https://archives.fbi.gov/archives/about-us/ten-years-after-the-fbi-since-9-11/just-the-facts-1/terrorist-screening-center-1#:~:text=The%20Terrorist%20Watchlist%20(also%20known,that%20individuals%20with%20links%20to https://opiniojuris.org/2024/08/09/symposium-on-unbroken-bond-tracing-the-ties-between-african-and-palestinian-anti-colonial-struggles-when-nelson-mandela-was-considered-a-terrorist-and-the-natural-alliance-between-south-afric/ https://www.nytimes.com/1986/07/23/world/transcript-of-talk-by-reagan-on-south-africa-and-apartheid.html https://www.independent.co.uk/news/world/from-terrorist-to-tea-with-the-queen-1327902.html https://www.nytimes.com/2025/09/23/world/middleeast/syria-president-ahmed-al-shara.html https://www.whitehouse.senate.gov/news/release/kerry-corker-whitehouse-announce-nelson-mandela-will-be-removed-from-terror-watch-lists/ https://democrats-foreignaffairs.house.gov/2008/6/congress-passes-berman-legislation-lifting-stigma-against-nelson-mandela-other#:~:text=With%20the%20end%20of%20Apartheid,legislative%20change%20to%20lift%20it Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alex Karp, amministratore delegato di Palantir, ha paragonato l'impatto militare dell'Intelligenza Artificiale all'invenzione della bomba atomica nel 1945. Un’invenzione che cambiò in modo radicale i rapporti di forza e le relazioni tra le grandi potenze mondiali. Oggi, nel 2025, Palantir è diventata una delle aziende più importanti del settore della difesa ed è convinta di essere al centro di questa nuova rivoluzione tecnologica, militare e geopolitica. L'azienda produce software che analizzano grandi moli di dati con l’AI, che poi vende a diversi enti della sicurezza nazionale degli Stati Uniti, come il Pentagono, la Cia e l’Fbi. Ma oltre alla rilevanza tecnologica, oggi Palantir ha anche un ruolo culturale: i due fondatori dell’azienda, Peter Thiel e Alex Karp, sono molto diversi tra loro ma hanno entrambi idee controverse. Karp si considera un progressista pro-Occidente, mentre Thiel è un anarco-conservato con un fascino per le tecno-monarchie. Tuttavia, entrambi concordano su una cosa: la mentalità della Silicon Valley deve cambiare. Secondo loro, la tecnologia americana deve tornare al centro della potenza geopolitica degli Stati Uniti. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.axios.com/2025/08/05/palantir-army-software-contract https://www.reuters.com/technology/artificial-intelligence/military-ai-revolution-heightens-competition-defence-tech-contracts-peter-apps-2025-09-05/ https://www.wired.it/article/alex-karp-palantir-libro-innovazione-militare/ https://www.palantir.com/platforms/gotham/ https://d3.harvard.edu/platform-digit/submission/palantir-a-software-that-safes-and-takes-lives/ https://www.nytimes.com/2023/07/25/opinion/karp-palantir-artificial-intelligence.html https://www.nytimes.com/interactive/2020/10/21/magazine/palantir-alex-karp.html https://www.nytimes.com/2024/08/17/style/alex-karp-palantir.html https://time.com/6691662/ai-ukraine-war-palantir/ https://www.amazon.it/Technological-Republic-Power-Belief-Future/dp/0593798694 https://techcrunch.com/2025/10/08/heres-the-tech-powering-ices-deportation-crackdown/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Ad agosto 2025 è uscita una serie TV taiwanese che racconta cosa accadrebbe se l’esercito della Repubblica Popolare Cinese invadesse l’isola di Formosa, il cuore di Taiwan.  La serie è stata finanziata anche dal governo di Taipei, che vuole riportare i suoi cittadini alla realtà. Infatti, secondo i sondaggi e le inchieste i taiwanesi non sono pronti ad un’eventuale invasione di Pechino, sia dal punto di vista militare che dal punto di vista psicologico e culturale.  Taiwan è oggi una delle linee di faglia più importanti della geopolitica mondiale, dove si scontrano gli interessi delle due superpotenze, Cina e Stati Uniti. Dal 1979 le relazioni tra Taipei, Pechino e Washington si basano su un fragile equilibrio e su una strategia ambigua.   Tuttavia, oggi questo equilibrio sembra compromesso e molti indizi fanno credere che una soluzione pacifica per la riunificazione di Taiwan con la Cina sia sempre meno probabile. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.ilpost.it/podcasts/globo/perche-sono-tutti-fissati-con-taiwan-con-lorenzo-lamperti/ https://www.wired.it/article/taiwan-cina-crisi-stretto-serie-tv-zero-day/ https://esc.nccu.edu.tw/PageDoc/Detail?fid=7800&id=6961 https://www.wired.it/article/taiwan-armi-cina-tsao-umc-chip/ https://www.theguardian.com/world/2022/sep/02/taiwan-tycoon-to-fund-33m-strong-army-of-civilian-warriors-to-defend-against-invasion https://la-libreria-di-aliseo.sellfy.store/p/in-guerra-per-taiwan/ https://asiatimes.com/2025/02/the-depths-of-taiwans-military-morale-crisis/ https://www.cfr.org/task-force-report/us-taiwan-relations-in-a-new-era/introduction https://interpret.csis.org/what-is-beijings-timeline-for-reunification-with-taiwan/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Quando sentiamo parlare di criptovalute la prima cosa che ci viene in mente sono le speculazioni finanziarie e i fuffa-guru che provano a venderti metodi per diventare ricco in fretta. Questo almeno nel mondo occidentale, dall’Europa agli Stati Uniti,  Ma la visione delle criptovalute non è uguale ovunque. Nel resto del mondo la situazione è differente. Le cripto sono diventate uno strumento di finanza alternativa, utilizzato da quei Paesi o da quei gruppi che, per un motivo o per l’altro, non possono muoversi liberamente all’interno del sistema finanziario ufficiale, fondato sul dollaro e guidato dagli Stati Uniti. Le criptovalute vengono usate per eludere sanzioni economiche, raccogliere fondi da reinvestire in progetti geopolitici, stringere alleanze indesiderate, sostenere traffici illeciti e mettere in discussione la supremazia del dollaro.  In questa puntata cerchiamo di capire il ruolo delle criptovalute nella geopolitica internazionale con l’aiuto di Elham Makdoum, analista geopolitica e autrice del libro “La geopolitica delle criptovalute - come Bitcoin & Co. stanno cambiando il mondo”, edito da Castelvecchi Editore. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories L'intervento di Elham Makdoum è stato registrato presso Amplitudo Sound Agency. Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=7k6z-W1KTOs https://www.youtube.com/watch?v=XuABI3sF6JE Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Israele è l’unico paese al mondo che riesce a mettere in crisi l’interesse nazionale degli Stati Uniti senza subirne le conseguenze.  Negli ultimi due anni il governo israeliano non ha mai seguito le indicazioni di Washington: ha ignorato le pressioni di Biden, ha messo in crisi gli accordi di Abramo con i paesi arabi, voluti da Trump, ha fatto saltare la vie diplomatiche tra Stati Uniti e Iran. E ha messo a soqquadro gli equilibri della regione mediorientale.  Tuttavia, nonostante qualche minaccia, il sostegno militare ed economico di Washington a Tel Aviv è rimasto solido e costante, permettendo all’esercito israeliano di agire indisturbato a Gaza e nella West Bank. Da cosa deriva questa relazione speciale tra Stati Uniti e Israele? In questa puntata cerchiamo di rispondere alla domanda parlando di un aspetto della questione: i gruppi di pressione politica e culturale pro-Israele, che influenzano la società e i partiti in America e nei paesi occidentali.  Questa storia inizia nel 1953, con la prima grande crisi d’immagine del nuovo stato d’Israele, che portò a un cambiamento della strategia comunicativa e politica dei sostenitori dello stato ebraico.  Oggi la reputazione di Israele è di nuovo in crisi a causa del genocidio di Gaza. Cosa sta facendo Tel Aviv per mantenere il sostegno dei suoi alleati, di cui ha un bisogno esistenziale? Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Producer: Chiara Giontella Prodotto da Loud Stories Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.cambridge.org/core/services/aop-file-manager/file/5a9d67768421d494163250a4/S2515045617000177a.pdf?utm_source=Washington%20Post&utm_medium=Hootsuite&utm_campaign=MAH_ROSSINOW_WP_MAR18 https://www.theguardian.com/world/2025/jul/29/israel-gaza-war-united-states-right https://jcpa.org/article/the-evolution-of-aipacs-political-operation-in-washington-over-50-years-an-eyewitness-perspective/ Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il Ministero della Sicurezza dello Stato della Germania Est, conosciuto come Stasi, è stato l’ente di spionaggio, sorveglianza e repressione che più si è avvicinato alla realtà distopica del Grande Fratello di Orwell.  Per quasi quarant’anni, dal 1950 al 1989, il direttore della Stasi, Erich Mielke e i suoi agenti, hanno creato l’idea di essere onnipresenti, di poter ascoltare i pensieri di tutti, di poter sorvegliare tutti. Un’idea che ha tenuto nella paura un intero popolo per tutta la durata della Germania Est. In questa puntata raccontiamo una storia, quella della Stasi, che nasce dalle ceneri della seconda guerra mondiale e che si intreccia con l’evoluzione della guerra fredda e dei rapporti tra occidente e mondo sovietico. In un paese, la Germania Est, in prima linea lungo la cortina di ferro che divideva l’Europa. Per approfondire la Storia e le storie legate alla Stasi vi consigliamo i libri dello storico Gianluca Falanga, come "Il Ministero della Paranoia" (Carocci, 2015) e "Labirinto Stasi - Vite prigioniere negli archivi della Germania Est" (Feltrinelli, 2021). Si ringrazia Katharina Giacomuzzi per aver dato la voce a “Magdalena”. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=PteAIaClSw8&t=162s https://www.youtube.com/watch?v=8hr_Vg35WME https://www.youtube.com/watch?v=MHHd0NjpE2U https://www.youtube.com/watch?v=vgAz7UjTrgQ https://www.youtube.com/watch?v=udmcoic0kJo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Chi è davvero Ibrahim Traoré, l’autoproclamato presidente del Burkina Faso e il più giovane capo di stato del mondo?  Il mito di Traoré è esploso grazie alla cultura pop online e si è diffuso in tutte le comunità africane del mondo: quando si cerca il suo nome su google si possono trovare canzoni generate con l’IA, video sui social e videogiochi che esaltano la sua storia personale e le sue azioni politiche e militari. Tuttavia, il sostegno per il giovane presidente ha radici profonde che affondano nella cultura e nel momento storico che sta attraversando il Burkina Faso e la regione del Sahel africano. Per i suoi sostenitori è colui che libererà l’Africa dalle ingiustizie del passato coloniale e darà sovranità e indipendenza al Burkina Faso e al resto del continente. Per i suoi oppositori, è soltanto l’ennesimo capo militare che governa tramite violenza, repressione e populismo.  In questo episodio esploriamo il mito e la realtà dietro la figura di Ibrahim Traoré: dalla propaganda online con il sostegno della Russia, ai conflitti con l’ex potenza coloniale francese, fino alla nazionalizzazione delle risorse e alla repressione dei dissidenti.  Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=YzfOWNqTviQ https://forbiddenstories.org/propaganda-machine-russias-information-offensive-in-the-sahel/ https://www.youtube.com/watch?v=n_pdVRZynAQ https://www.youtube.com/watch?v=it7DY91QqxE&t=630s https://www.youtube.com/watch?v=gDNzC-sWHbo Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Lo chiamano “Singapore d’Africa”, “Svizzera d’Africa” o anche “Israele d’Africa”. Il Ruanda di Paul Kagame è diventato un modello per efficienza, stabilità e attrattività economica, ma dietro questa facciata si cela un regime autoritario che reprime oppositori, sorveglia la diaspora e interviene militarmente nei paesi del centro Africa. In questo episodio raccontiamo la storia del Ruanda e la sua doppia immagine: un partner privilegiato di molti paesi occidentali, come Stati Uniti e Regno Unito, che però negli anni è stato protagonista di omicidi politici, guerre per le risorse e operazioni di intelligence degne dei migliori servizi segreti. Tutto ciò condito da una retorica post-genocidio che ha aiutato il regime di Kagame a legittimarsi e a mascherare per anni una delle dittature più sofisticate del continente africano. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=JFT0hQOeloY https://www.youtube.com/watch?v=20PzbJOVYQc https://www.youtube.com/watch?v=l_pmZOlJUu4&rco=1 https://www.youtube.com/watch?v=ytxQmbNqiXo&rco=1 https://www.youtube.com/watch?v=kpDZDBtEtAc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Con oltre 1,3 miliardi di utenti registrati, Aadhaar è il più vasto sistema di identificazione biometrica mai creato.  Nato per semplificare l’accesso ai sussidi statali in India, è diventato rapidamente un pilastro dell’infrastruttura digitale del paese – ma anche uno strumento di esclusione, sorveglianza e controllo, che ha messo a dura prova la narrazione che vede l’India come “la più grande democrazia del mondo”. In questo episodio ripercorriamo la storia del sistema Aadhaar, le sue implicazioni politiche e sociali e il ruolo centrale che gioca nella strategia globale dell’India come potenza geopolitica  emergente.  Un’India che non è più soltanto la terra dei santoni, dello yoga e dei viaggi spirituali, ma un paese che aspira a guidare la prossima rivoluzione tecnologica dell’umanità. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=2KtLr9QbJxI https://www.youtube.com/watch?v=bydy3Sm0Woc https://www.youtube.com/watch?v=rcDhvR3oeiE https://www.youtube.com/watch?v=bqqCTC9nQDY Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nel cuore del Sud-est asiatico, al confine tra Cina, Myanmar e Thailandia, le scam factory sono diventate delle fabbriche di truffe digitali da miliardi di dollari, guidate da gruppi criminali, che oggi hanno un impatto rilevante anche nella geopolitica della regione. In questo episodio esploriamo come la tratta di esseri umani, costretti a portare avanti il sistema delle truffe online, possa finanziare le milizie coinvolte nella guerra civile del Myanmar, creando una grossa spina nel fianco per il governo di Pechino. Il rapimento dell’attore cinese XingXing, finito proprio in una scam factory, ha sollevato un polverone mediatico che ha acceso i riflettori sul ruolo della Cina nella guerra civile in Myanmar, rivelando il ruolo ambiguo del governo cinese. Un viaggio tra criminalità, conflitti armati e interessi strategici legati alla Nuova Via della Seta, dove le truffe online sono diventate il carburante nascosto di una guerra moderna. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=Vpi8SAJabMg https://www.youtube.com/watch?v=r6lqE_MQv8o Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
A gennaio 2025 un’inchiesta internazionale rivela che lo spyware israeliano Graphite è stato usato per sorvegliare giornalisti e attivisti in Italia.  In questo episodio ricostruiamo la vicenda Paragon: da una presunta “cyber etica” a uno scandalo politico che coinvolge il governo Meloni, i servizi segreti italiani e alcune Ong come Mediterranea Saving Humans, che si occupano di salvare in mare i migranti provenienti dalla Libia. Ripercorriamo anche il passato dell’industria italiana della cybersicurezza, da sempre molto avanzata grazie alla necessità di intercettare le mafie, ma segnata dal caso Hacking Team, azienda italiana leader del settore che è stata protagonista del primo grande scandalo internazionale legato agli spyware. In questo episodio analizziamo come le cyber armi siano diventate strumenti di potere diplomatico politico e geopolitico. Una storia che si snoda tra tecnologia e democrazia, dove i confini tra sicurezza e abuso si fanno sempre più sottili. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=0xeqEcfdnFo https://www.youtube.com/watch?v=_3xwI_ybXcc https://www.youtube.com/watch?v=BpyCl1Qm6Xs&t=68s https://www.youtube.com/watch?v=JG0BwHPjzi0 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli spyware, o software spia, non sono soltanto strumenti tecnologici sofisticati, ma anche dei veri e propri mezzi geopolitici.  Questo episodio ricostruisce il caso di Pegasus, lo spyware sviluppato dall’azienda israeliana NSO Group, attorno al quale ruotano scandali internazionali e trattative diplomatiche di alto livello, con al centro lo stato di Israele. Partendo dall’omicidio del giornalista saudita Jamal Khashoggi, ricostruiamo l’impatto geopolitico globale di Pegasus: dal Messico all’India, fino al Golfo Persico e agli accordi di Abramo tra mondo arabo e stato ebraico. Scopriamo cosa sono gli spyware e come sono diventati un’arma di sorveglianza e influenza, spesso usata per reprimere dissidenti ma anche per stringere alleanze tra stati. E inoltre, capiremo come ha fatto Israele a diventare un centro d’eccellenza mondiale per la cybersicurezza.  Un’indagine tra spionaggio, diplomazia e violazione dei diritti umani. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/watch?v=LaPeyZjd8qI https://www.youtube.com/watch?v=TorEz0A1dFo https://www.youtube.com/watch?v=MjDNpBAhpPI https://www.youtube.com/shorts/fSulNdy45S4 https://www.youtube.com/watch?v=a5CFpGxI0U0 Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
DeepSeek è l’azienda che ha dato una scossa al mondo dell'intelligenza artificiale e che ha dato la sveglia agli Stati Uniti. Il suo fondatore, Liang Wengfeng, appartiene a una generazione particolare, quella dei Balinghou, come vengono chiamati in Cina i ragazzi nati negli anni ‘80.  Come i suoi coetanei, Wengfeng è cresciuto in una Cina nuova e diversa rispetto a quella dei suoi genitori. Una Cina più libera e competitiva in cui i giovani spinti al successo e alla produttività, hanno, per reazione, riscoperto il proprio mondo interiore. Alcuni Balinghou, come Wengfeng, si sono ribellati alla pressione dello Stato diventando degli “anticonformisti” e DeepSeek sembra essere proprio il risultato di questo contesto culturale. Un’azienda senza gerarchie, dove i migliori innovatori cinesi lavorano non mettendo al primo posto il guadagno, ma la ricerca scientifica e il progresso dell’umanità.  Un’azienda che potrebbe dare un nuovo fascino internazionale alla “via cinese” e mettere in discussione il primato tecnologico e culturale degli Stati Uniti.  Ma dentro DeepSeek, dietro il sogno dell’idealismo, si nasconde un problema impossibile da ignorare: la censura. Scritto e raccontato da Giovanni Restifo Prodotto da Loud Stories Producer: Chiara Giontella Registrato presso: PaloAlto Triste Fonico: Alessandro Aruffo Editing: Marta Freddio Sigla originale: Gaio Ariani Post produzione audio: Francesco Leoce e Giovanni Gramegna Gli inserti audio della puntata sono tratti da: https://www.youtube.com/shorts/1bLNUFXNZHw https://www.youtube.com/watch?v=oWR70ngPYbc Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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