DiscoverViale De Laurentis 29 - Il podcast sul Calcio Napoli
Viale De Laurentis 29 - Il podcast sul Calcio Napoli

Viale De Laurentis 29 - Il podcast sul Calcio Napoli

Author: Federico Cella

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Description

Viale De Laurentis 29 è un luogo virtuale dove ci incontriamo ogni settimana per parlare di Napoli e del calcio in generale. A Viale De Laurentis 29 c'è spazio per tutti, a condizione che si parli di calcio con onestà intellettuale, passione e un po' di conoscenza della materia. Siamo un podcast indipendente, e parliamo senza condizionamenti del calcio e di tutto ciò che gira intorno ad esso. Unitevi a noi, seguiteci, e non ve ne pentirete
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Mettetevi comodi, perché il team di Viale De Laurentis 29 oggi vi aiuta a orientarvi tra le emozioni di un pareggio che, a nostro parere, deve farci contenti. Il Napoli chiude la domenica di Serie A con un punto che serve più a noi che alla Roma e che ci permette di guadagnare tempo nel mantenere le distanze dalla Juve e dai giallorossi nella corsa al quarto posto, in attesa dei rientri dall'infermeria. Iniziamo la settimana con qualche speranza in più grazie all'apparizione "celestiale" di A.S.S.: Allison Santos Subito: un giocatore che sembra un robot costruito da Conte per come interpreta il ruolo di esterno in maniera aggressiva e diretta.Sperando non sia solo un fuoco di paglia, ci godiamo anche la crescita di Gutierrez e il ritorno di Gilmour, che ci ricorda quanto sia vitale avere centrocampisti di ruolo in rosa, pur tornando a Castel Volturno con il fiato sospeso aspettando aggiornamenti sulla serietà dell'infortunio della nostra colonna kosovara. Questa potrà essere la serata del riscatto per chi ha costruito la squadra: l’impatto dei nuovi ha finalmente fatto smettere di fischiare le orecchie a Giovanni Manna? Tra i segnali incoraggianti di questa partita e le ombre di giocatori importanti desaparecidi, ci alziamo dal lettino con un mezzo sorriso aspettando la prossima domenica pomeriggio
Dopo l’eliminazione ai rigori contro il Como, ci sediamo sul divano di Viale De Laurentis 29 per processare il secondo trofeo sfumato della stagione. Tra l'amarezza del campo e l'ironia sulla "strategia" di Conte, analizziamo un po' di temi extra-campo ispirati dalla partita di staseraLo scouting: questo Como ci ricorda l'importanza dello scouting e che forse il Napoli dovrebbe trovare un modo per integrare e mediare un modello di scouting da squadra in crescita al modello contianoCoppa Italia vs FA Cup: perché il calcio italiano ha bisogno di ridare magia alla Coppa Italia.Analisi dei singoli: Lang lo vogliamo tenere? Quanto è forte Vergara?Obiettivo Inter?: possiamo trasformare questa delusione nella spinta necessaria per mettere pressione ai nerazzurri fino alla fine, o è meglio mettere la nostra attenzione su Juventus e Roma?Ascoltateci, e vi promettiamo che dopo non sentirete più l'amarezza della sconfitta!
Accomodatevi sul lettino dei vostri psicologi del pallone a tinte azzure, perchè Genoa - Napoli ha tutti gli elementi dello psicodramma: una partita tanto emozionante quanto mediocre, un Buongiorno talmente drammatico da mettere in ombra le epica gesta del nostro principe di Scozia, una rosa sempre più inadeguata tra infortuni e mercato dissociato con le reali esigenze della squadral Napoli vince, ma convince poco. Tra ingenuità, nervosismo e segnali preoccupanti, analizziamo una partita emotivamente intensa e tecnicamente caotica.Tra pochi giorni ci aspetta la Coppa Italia con un agguerrito Como, e ci chiediamo se in queste condizioni Conte abbia ancora voglia di provare a proseguire il cammino in Coppa Italia o farà giocare Contini e Starace?State con noi, e la vostra salute vi ringrazieràPs un ringraziamento particolare ai Sula Ventrebianco! La intro di questa puntata è tratta dalla loro canzone “Napoli”. I Sula Ventrebianco sono un interessantissimo gruppo Rock della scena underground napoletana; vi consigliamo fortemente di ascoltare i loro pezzi se vi piacciono le atmosfere musicali intense e passionali ma mai banali
Mettetevi comodi e spegnete le luci della ribalta: oggi la seduta è dedicata a chi lotta nel fango della bassa classifica.In questa puntata speciale di Palle Inattive, spostiamo lo sguardo dalla vetta per analizzare il cuore pulsante e spesso ignorato del nostro calcio: le realtà di provincia che hanno mandato avanti l'Italia per anni e che sguazzano tra la retrocessione e l'aura mediocritasAndiamo oltre la retorica del "miracolo sportivo" per scavare nella progettualità di chi deve difendere la categoria con le unghie ma anche con la strategia. Cerchiamo di capire quali club stanno davvero costruendo un modello sostenibile e quali invece navigano a vista, analizzando come la salvezza passi per scelte tecniche coraggiose e programmazione societaria piuttosto che per semplici colpi di fortuna. È un'analisi su chi ha capito che nel calcio di oggi, per restare piccoli tra i grandi, bisogna pensare più velocemente degli altri.
Mettetevi comodi perché oggi i vostri psicologi del pallone hanno deciso di puntare sull'ottimismo e farvi vedere il bicchiere mezzo pieno di un Napoli stanco ma ancora vivo, che si regge su un McTominay infinito, un Vergara affamatissimo e un Gutierrez che finalmente tira la testa fuori dal sacco.Purtroppo la maledizione infermieristica non finisce, e questa partita consegna il nostro capitano Giovanni Di Lorenzo all'infermieria con un infortunio grave, quasi sicuramente la rottura del legamento crociato del ginocchio. Torniamo ad affrontare il discorso infortuni e cerchiamo di capire se nello staff del Napoli si stanno mettendo in discussione3 punti d'oro e finalmente una settimana piena d'avanti per ricaricare le pile, inizia una nuova fase del campionato, e una nuova corsa per mettere paura all'Inter: viviamola insieme!
Mettetevi comodi sul lettino, perché oggi i vostri psicologi del pallone devono gestire un trauma che profuma di complottismo e di genialità malvagia. Usciamo dalla Champions League a testa bassissima, ma con il sospetto che Antonio Conte abbia orchestrato un capolavoro diabolico per rovinare i piani scudetto di qualcun altro a Milano, costringendo i nostri rivali a un surplus di fatiche europee che potrebbe valere un intero campionato.In questa puntata analizziamo la metamorfosi di un Napoli commovente che per oltre un'ora ha sognato l'impresa, prima che la cruda realtà — e una panchina avversaria profonda come la tube di Londra— ci presentasse il conto definitivo. Parliamo di un "nuovo acquisto" che, con il suo primo gol in azzurro, ci ha ricordato le notti magiche di un giovane Lorenzo Insigne contro il Dortmund. Tra il rammarico per i punti buttati in Danimarca e l'analisi delle responsabilità di una squadra che ha finito la benzina , cerchiamo di capire se questo addio all'Europa sia il funerale di Antonio Conte o un semplice incidente di un percorso ancora lungo. Restate fino alla fine, perché vi spieghiamo perché, paradossalmente, stasera Conte potrebbe essere l'uomo più felice del mondo.
Stasera l’aria è pesante e si taglia con il coltello. Mettetevi comodi e ordinate qualcosa di forte, perché oggi i vostri psicologi del pallone devono aiutarvi ad accettare una realtà che avevamo provato a ignorare troppo a lungo. Tre ceffoni a Torino mettono il sigillo definitivo su un capitolo che davamo comunque già chiuso una settimana fa, costringendoci a un bagno di realtà che ci deve far guardare alle spalle con ansia.In questa puntata scaviamo dietro le parole di Conte per capire cosa si nasconda dietro un ottimismo che stride con il risultato del campo e perché certi fantasmi del passato continuino a bussare alla porta proprio nei momenti decisivi. Analizziamo come mai, da stasera, la nostra bussola debba cambiare improvvisamente direzione e se esista davvero una ricetta per trasformare la Coppa Italia in una convinzione anziché in un semplice contentino. Tra una riflessione sul valore del futuro e il peso di chi ci guarda alle spalle, cerchiamo di capire se c’è ancora modo di salvare il giocattolo o se dobbiamo rassegnarci a una nuova prospettiva. Restate fino alla fine, perché il saluto di oggi ha un retrogusto più amaro del solito.
Doveva essere la notte del riscatto europeo, la serata in cui un Napoli apparentemente gagliardo metteva finalmente un piede e mezzo nei playoff. E invece, in venti minuti di pura follia collettiva, abbiamo trasformato una superiorità numerica schiacciante in un incubo danese che sa di occasione buttata nel cesso.In questa puntata cerchiamo di capire il cortocircuito mentale di una squadra che ha spento l'interruttore proprio quando doveva affondare il colpo. Parliamo dell'errore inconcepibile di Buongiorno che ha riacceso i fantasmi del "Conte europeo", della gestione dei cambi che ha lasciato più dubbi che certezze e di quel paradosso tattico per cui ammassare punte in area non serve a nulla se nessuno si ricorda più come si crossa un pallone sul fondo.L' amore di ADL per Conte sta per essere messo a dura prova, rischiamo la rottura del giocattolo?
Mettetevi comodi perché oggi il vostro psicologo del pallone ha bisogno a sua volta di una seduta per gestire la malinconia di un Napoli stanco che non smentisce lo scetticismo verso la corsa scudetto nonostante i 3 punti. Usciamo da questa partita con più ansia che punti, più domande che speranze, e cominciamo a intravedere all'orizzonte i primi mal di pancia della piazza, sicuramente angosciata dalla girandola di infortuni senza fine. Aspettiamo qualche novità di mercato per mettere una pezza, e abbiamo una novità MOLTO IMPORTANTE in uscita che ci fa sperare per il meglio.
Con una rovesciata vincemmo lo scudetto, con una rovesciata lo perdiamo.Mettetevi comodi e preparate i fazzoletti: oggi siamo i vostri psicologi del pallone e vi aiutiamo ad elaborare un lutto che ha il sapore amaro di un’occasione sprecata. Il Parma arriva al Maradona con un ampio turn-over, eppure il Napoli sbatte contro un muro di gomma, mostrandoci una squadra che sembra aver finito la benzina.In questa puntata andiamo oltre il nervosismo per i falli tossici di Lorenzo Lucca e l'inutilità di Olivera e cerchiamo di capire perché oggi ci ritroviamo con un distacco di sette punti rispetto alla classifica dell'anno scorso e di sei punti dal sogno di vincere due scudetti di seguito. Un bagno di realtà necessario per smettere di guardare l’Inter e iniziare a preoccuparsi seriamente di chi, alle nostre spalle, sta iniziando a correre forte.
San Siro doveva essere il teatro del nostro funerale sportivo, con le agende già aperte per programmare le vacanze estive ed immaginare il Napoli 26-27. Invece, in un San Siro caldissimo, il Napoli non ha arretrato per un secondo ed ha ricordato a tutta Italia che certi sogni non si spengono al VAR.Si parla di campioni, sceriffi e dello spirito guida di Billing. Non è stata solo una partita: è stata una dichiarazione di guerra al campionato, firmata da 12 eroi ed un comandante che non hanno più paura di niente.
Diciamocelo chiaramente: tra Fatal Verona Fatal Marotta, abbiamo assistito a uno scippo in piena regola che, con ogni probabilità, mette la parola fine ai sogni tricolore.Ma siccome siamo masochisti, dopo il pianto passiamo ai dettagli degli errori arbitrali e degli errori nostri, ma anche al buono che c'è statoMa non parliamo solo di campo: il mercato è vivo e ci sono novità importanti sul triangolo Lang-Lookman-Lucca. Per finire abbiamo ripreso in mano le nostre griglie scudetto di inizio anno per dimostrarvi che in verità non capiamo niente di pallone
Per una Domenica dimenticate l'ansia da risultato: la trasferta di Cremona ci restituisce un Napoli solido, tondo e finalmente padrone del proprio destino.In questa puntata post-natalizia indaghiamo sulla strana ma magnifica creatura"che Antonio Conte ha plasmato in attacco: un Højlund in versione "Frankenstein" che unisce la garra di Cavani, i movimenti di Higuain e il cuore del Cholito.Buoni propositi per l'anno nuovo? La speranza per un rinnovo anticipato per Antonio e un mercato di Gennaio asciutto ma chirurgicoBuon ascolto e... forza Napoli!
Una trasferta amara quella di Lisbona, ma forse meno sorprendente di quanto sembri. Siamo sicuri che questa Champions interessi davvero a Conte? Tra un Milinkovic-Savic che divide (e che forse ci fa rivalutare certe gerarchie tra i pali) e un centrocampo che ha sofferto maledettamente l'intensità portoghese cerchiamo di capire se siamo di fronte a un disastro tecnico o a un freddo calcolo gestionale, e quali potrebbero essere le conseguenze sul rapporto tra Conte e ADL
Lucianone è tornato, ma i tre punti sono rimasti a casa. A Viale De Laurentiis si respira aria di festa dopo un 2-1 che sa di vendetta sportiva contro una Juve apparsa, a tratti, un po' inguaiata. Merito del pressing di Conte o colpa del rodaggio lento di Spalletti?In questa puntata, con Marco e Ale, andiamo oltre il risultato:L'ascesa di Rasmus: sempre più in sintonia con i compagni e con il ContismoIl caso Lang: Tra chi lo "odia", chi ne apprezza l'impegno tattico e chi... ne apprezza soprattutto la famigliaGerarchie in bilico: Politano sembra in burnout. È tempo di cambi definitivi?Il gol subito: Analizziamo al VAR la reazione di Milinkovic-Savic sul golTra un babà da un chilo avvistato in Curva e la lettura della prestazione di stasera proviamo a capire dove può arrivare questo Napoli. Per il perdono a Spalletti, invece, aspettiamo la partita di ritorno.Buon ascolto!
Una notte all'Olimpico per capire chi comanda e chi è costretto a inseguire. Analizziamo come il "bluff" tattico di Conte abbia disinnescato la Roma di Gasperini , portando a casa la terza vittoria consecutiva con il nuovo modulo. Si parla di "lavatrici" sulle spalle a centrocampo , del solito Neres che si accende a comando (ma occhio all'infermeria) e di un Milinkovic-Savic che blinda il risultato. In chiusura, testa alla prossima sfida: arriva la Juventus di Spalletti, ed è subito amarcord a panchine invertite.
Amici di Palle Inattive, rieccoci. Ciro, Rosario, Gabriele e Gianni si ritrovano per cercare le radici del male che affligge la Nazionale. E no, non è colpa solo di Gattuso...Cosa succede a un Paese che non vede i Mondiali da otto anni e continua a fare gli stessi errori? La situazione della Nazionale è solo la punta dell'iceberg di un sistema calcio, e forse un intero Paese, in difficoltà.Si parte dalle mazzate prese dalla Norvegia , si naviga tra la questione ciclica del talento e si finisce a discutere di un problema culturale, che blocca giovani e seconde generazioni (In chiusura, la domanda che divide: è divertente il calcio per Nazionali? 🤔 E ovviamente, la nuova Tier List: chi è il vero Cavallo Selvaggio della Spirit Cup?
Si parte dall'attualità del Napoli, da un momento che ci fa quasi dimenticare cosa abbiamo vinto, ma la riflessione di questa puntata di Palle Inattive scava molto più a fondo e guarda oltre i nostri confini.Noi tifosi ci siamo imborghesiti? Un'analisi sulla psicologia del tifoso moderno, che sembra aver perso la capacità di godersi il successo perché intrappolato nella ricerca di una bellezza irraggiungibile. Tra paragoni col calcio estero , l'impatto dei social e quell'aria tossica che respiriamo anche nei gruppi WhatsApp , cerchiamo di capire qual è stato il vero spartiacque : quando è finito il romanticismo? E dato che il clima è questo, chiudiamo la puntata con la classifica che tutti aspettavano: la "Antonio Conte Cup" , la tier list definitiva dei giocatori più antipatici e insopportabili della storia recente.
L'Eintracht doveva essere una macchina da gol , e invece a Napoli parcheggia il bus. Finisce 0-0 , e Conte sembra quasi contento: la sua "zona di comfort" è chiara, prima non prenderle.Ma mentre il Napoli continua a collezionare più infortuni muscolari di tutta la Serie A, la manovra offensiva latita. Si costruisce tanto, ma si finalizza poco , in un calcio che sembra fatto solo di preliminari. E nel frattempo, il dibattito si accende: Lang è un acquisto sbagliato o Conte ha ragione a lodarlo?
Uno zero a zero al San Paolo che lascia sensazioni strane, quasi agrodolci. È il classico punto guadagnato o sono due punti persi ? C'è chi, come Conte, ha visto una squadra che ha lottato e chi, come Politano, ha usato parole che suonano come un campanello d'allarme, risvegliando brutti ricordi.Intanto, il Como di Fabregas è venuto a giocare con un'irriverenza quasi scioccante , unendo estetica e botte da fabbro, intensità e furbiza. E il Napoli? Tatticamente confuso , decimato dagli infortuni , ma vivo e pugnace, anche se forse a questo punto della stagione avevamo altre aspettative.Un punto alla volta, una puntata alla volta, rimaniamo insieme e soffriamo insieme, ma soffriamo meglio grazie alle analisi di VDL29!
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