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Chiara Motterlini - l’educazione emozionale come stile di vita
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Chiara Motterlini - l’educazione emozionale come stile di vita

Author: Chiara Motterlini PEDAGOGISTA

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Description

Ciao sono Chiara Motterlini Educatrice e Pedagogista, promuovo l’EDUCAZIONE EMOZIONALE COME STILE DI VITA.
Educare alle emozioni non deve fare parte solo dei contesti educativi, ma deve permeare nella vita di tutti i giorni in ognuno di noi.
L’educazione emozionale aiuta a sviluppare l’ empatia, la consapevolezza di sé, delle proprie emozioni e di quelle altrui, attraverso la comunicazione e l’ ascolto. Come fare ? Ascolta il mio podcast!
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Molti adulti guardano il comportamento dei figli e pensano che il problema sia quello. Un bambino urla, un preadolescente risponde male, un adolescente si chiude in camera o diventa distante. L’attenzione si ferma lì, su ciò che vediamo.Ma il comportamento è solo la parte visibile.Sotto quel comportamento c’è quasi sempre un’emozione che non riescono ancora a raccontare con chiarezza. I bambini non hanno ancora il linguaggio emotivo per spiegare quello che sentono, ma anche i preadolescenti e gli adolescenti spesso faticano a dare un nome a ciò che stanno vivendo.Per questo il corpo e il comportamento diventano il loro modo di comunicare.In questo episodio parliamo di uno delle difficoltà più grandi per chi educa: fermarsi al comportamento senza riuscire a vedere cosa c’è sotto. Parliamo di senso di colpa, di solitudine educativa e di quella sensazione che molti genitori, nonni e adulti che accompagnano i ragazzi vivono quando sentono di non sapere più cosa fare.Quando un figlio urla o si oppone, molte volte dentro di noi si muove qualcosa di molto antico. Senza accorgercene reagiamo più con la nostra storia che con quella del ragazzo che abbiamo davanti.Comprendere questo cambia profondamente lo sguardo con cui leggiamo i comportamenti dei nostri figli.In questo episodio condivido riflessioni pedagogiche ed esperienze reali incontrate nel lavoro con le famiglie per ricordare una cosa molto importante: educare non dovrebbe essere un percorso solitario.È proprio da queste riflessioni che è nato educazione emozionale in famiglia, uno spazio di accompagnamento per genitori e adulti che educano, dove trovare strumenti pedagogici, confronto e presenza nel percorso di crescita dei figli, dall’infanzia all’adolescenza.https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/infamiglia
Molto spesso si pensa che l’educazione emozionale riguardi soprattutto i bambini. In realtà il cambiamento più profondo inizia sempre dagli adulti.In questo episodio racconto qualcosa di molto personale: il modo in cui l’educazione emozionale ha trasformato prima di tutto me, il mio modo di comunicare, di vivere le emozioni e di stare nelle relazioni.Negli anni ho accompagnato bambini, adolescenti, genitori, nonni e insegnanti, e ogni giorno vedo quanto sia potente imparare a riconoscere quello che sentiamo, dare un nome alle emozioni e comunicarle in modo più consapevole.L’educazione emozionale non è una tecnica e non è qualcosa che si applica solo ai bambini. È uno stile di vita che cambia il modo in cui viviamo i conflitti, le discussioni e le relazioni dentro la famiglia, a scuola e nella vita quotidiana.In questo episodio condivido anche il sogno che negli anni è cresciuto dentro di me: accompagnare sempre più adulti nel loro ruolo educativo, perché i bambini imparano soprattutto da ciò che vedono negli adulti che hanno accanto.Se vogliamo crescere bambini consapevoli, il cambiamento inizia sempre da noi.qui trovi tutte le info dell' app EDUCAZIONE EMOZIONALE IN FAMIGLIAhttps://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/infamiglia
In questo episodio parliamo di regolazione emotiva, una delle competenze più importanti nello sviluppo dei bambini, dei preadolescenti, degli adolescenti e anche degli adulti.Cosa significa davvero regolare un’emozione?Qual è la differenza tra comportamento ed emozione?Cosa succede quando un bambino urla, provoca o perde il controllo?Perché reagire urlando peggiora la situazione e cosa fare invece?Partendo da esempi concreti di vita familiare e dall’esperienza educativa sul campo, approfondiamo come riconoscere ciò che si muove dietro i comportamenti, come accompagnare rabbia e frustrazione e come costruire relazioni più serene senza punizioni o scontri continui.Parliamo di co-regolazione, del ruolo dell’adulto come modello e di come la regolazione emotiva riguardi tutte le relazioni, non solo quelle con i bambini.Se senti che nella tua quotidianità educativa manca chiarezza su come gestire i momenti di crisi, puoi approfondire questi temi nel webinar dedicato all’educazione emozionale, dove mostro in modo concreto come iniziare a portarla nella vita di tutti i giorni.Iscrizione al webinar https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuitofamiglia
In questo episodio parliamo della fatica educativa che, oggi, molte famiglie e molti educatori vivono in silenzio, fino a trasformarla in una fatica più profonda: la sensazione di non farcela, di essere sempre in difetto, di sbagliare troppo. Partiamo dalle scene reali che incontro ogni giorno in consulenza con genitori, insegnanti ed educatori e facciamo chiarezza su cosa succede quando le emozioni travolgono, quando i confini diventano una battaglia e quando il senso di colpa prende il posto della guida. Inserisco esempi concreti, parole da usare nei momenti difficili e il tema della riparazione, che spesso cambia davvero il clima in famiglia e a scuola.Alla fine ti parlo del webinar gratuito del 16 marzo alle 18:30, con link in descrizione e possibilità di vedere la registrazione, e ti racconto anche la nascita della mia membership Educazione emozionale in famiglia, pensata per avere l’educazione emozionale sempre con te, in tasca, e non sentirti solə nel percorso.https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuitofamiglia
Sempre più spesso incontro bambini che sembrano già adulti, che non si stupiscono più, che non si affidano, che dicono di sapere tutto e che tengono le emozioni chiuse dietro un muro. In questo episodio parlo di adultizzazione precoce, di cosa succede davvero quando chiediamo ai bambini di essere forti troppo presto, di cosa si perde lungo la strada e di come noi adulti possiamo tornare a essere uno spazio sicuro. Un episodio per genitori, insegnanti ed educatori che sentono che dietro certi comportamenti c’è molto di più di quello che si vede.
Le bugie nei bambini spaventano, fanno arrabbiare, mettono in crisi. Spesso ci chiediamo se lo fanno apposta, se ci stanno prendendo in giro, se stiamo sbagliando tutto.In questo episodio parliamo di bugie senza giudizio e senza allarmismi, riportando lo sguardo sullo sviluppo emotivo e relazionale dei bambini.Perché le bugie fanno parte della crescita, perché non sono un tentativo di manipolare l’adulto e perché spesso nascono da paura, aspettative troppo alte e modelli educativi basati sul controllo.Parliamo anche delle bugie che diciamo noi adulti, di quelle piccole scorciatoie quotidiane che i bambini vedono benissimo, e di come una comunicazione più autentica e assertiva possa cambiare profondamente il clima educativo, in famiglia e a scuola.
Quante volte, dopo aver alzato la voce o detto un no male, arriva quel senso di colpa che stringe lo stomaco e non molla più. In questo episodio parlo di colpa, stanchezza, fatica emotiva e responsabilità educativa, partendo da ciò che incontro ogni giorno nel lavoro con genitori e insegnanti. Non per cercare la perfezione, ma per capire come trasformare il senso di colpa in una bussola che orienta, invece di una frusta che schiaccia. Un episodio profondo, concreto, per chi educa e spesso sente di non essere mai abbastanza, pur mettendoci tutto l’amore possibile.
Ogni adulto lascia una traccia. Sempre.Nelle parole che usa, nei silenzi, nel modo in cui attraversa le emozioni, nel modo in cui sta nelle relazioni.In questo episodio parlo di educazione emozionale partendo da una domanda semplice e potentissima: che cosa porto io nel mondo, che pezzettino di me voglio lasciare ai bambini e alle persone che incontro. Non come ideale astratto, ma come responsabilità concreta, quotidiana, spesso invisibile.Parlo di cosa significa sentire davvero ciò che proviamo, riconoscere le emozioni, distinguerle, nominarle, scegliere come agirle nel mondo. Parlo di adulti cresciuti senza un linguaggio emotivo, di emozioni confuse, agite, trattenute, esplose, e di quanto tutto questo influisca sul modo in cui educhiamo, amiamo, lavoriamo, stiamo insieme.E poi torno ai bambini, perché ogni bambino porta nel mondo un pezzettino degli adulti che ha incontrato. La domanda non è se lasciamo una traccia, ma quale. Uno sguardo che accoglie o che giudica. Una presenza che contiene o che spaventa. Un modo di stare che insegna a reprimere o che insegna a sentire e scegliere.Un episodio profondo, che invita a fermarsi e a chiedersi chi siamo mentre educhiamo, e che tipo di mondo contribuiamo a costruire, ogni giorno, attraverso il nostro modo di essere.
Ci sono bambini che, quando ricevono un no, ridono.Ridono mentre l’adulto parla, mentre prova a mettere un limite, mentre chiede qualcosa di semplice.E quella risata, per molti genitori, è una delle cose più difficili da reggere.In questo episodio parlo di bambini definiti “sfidanti”, “provocatori”, “capricciosi”, e lo faccio partendo da ciò che incontro ogni giorno in consulenza, dalle parole vere dei genitori, dalla fatica reale di chi si sente messo alla prova continuamente.Parliamo di risata come segnale emotivo, non come mancanza di rispetto.Parliamo di sfida come richiesta di contenimento, non come cattiveria.Parliamo di adulti stanchi, che provano a fare il meglio possibile, e che spesso entrano senza volerlo in dinamiche di scontro che peggiorano la situazione.In questo episodio trovi uno sguardo pedagogico chiaro, concreto, basato sull’educazione emozionale, e strumenti pratici per leggere questi comportamenti in modo diverso, uscire dalla lotta di potere e tornare a essere una guida sicura per tuo figlio.Se ti sei mai sentita guardata e derisa da tuo figlio, se ti sei mai chiesta dove stai sbagliando, questo episodio è per te.https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/educazioneemozionaleinclasseQui trovi tutte le info di educazione emozionlae in classe, l' applicazione per insegnanti, educatori e coloro che lavorano in contesti educativi.
I litigi tra fratelli sono una delle fatiche più grandi per chi educa. Stancano, confondono, fanno dubitare di sé e spesso attivano un senso di colpa profondo. In questo episodio non trovi tecniche, strategie o soluzioni rapide, ma uno sguardo pedagogico che aiuta a comprendere cosa c’è sotto il conflitto, da dove nasce la gelosia, perché il bisogno di attenzione è così centrale e perché pretendere armonia può diventare un peso enorme per bambini e adulti.Parliamo di conflitto come linguaggio, di paura di perdere il legame, di aspettative irrealistiche degli adulti, di aggressività letta come difficoltà emotiva, e di cosa davvero può fare un genitore perché, nel tempo, i fratelli diventino adulti capaci di volersi bene. Un episodio lungo, caldo e rassicurante, pensato per mamme e papà stanchi ma presenti, che hanno bisogno di sentirsi dire una cosa semplice e vera: non sei sbagliata, quello che vivi ha un senso.
Parlare di amore non è scontato.Neppure per i bambini.In questo episodio parto da una lezione di educazione emozionale fatta in classe, in cui l’amore è stato nominato, sentito, osservato, e insieme a lui è emersa anche la vergogna, il timore di essere presi in giro, l’imbarazzo di esporsi.Da qui una riflessione profonda sul perché l’amore, a un certo punto, diventa qualcosa da nascondere, su quanto il nostro sguardo adulto faccia la differenza, e su come parlare di amore sia una responsabilità educativa enorme, con i bambini, con i ragazzi e anche con noi stessi.Un episodio che parla di relazioni, di presenza, di rispetto emotivo e di come creare spazi sicuri in cui l’amore possa essere detto, senza paura.
Siamo cresciuti con un’idea molto chiara: prima il dovere, poi il piacere.Un messaggio che ci ha insegnato a stringere i denti, a resistere, a rimandare l’ascolto di noi stessi.In questo episodio parlo di cosa succede quando, da adulti, iniziamo a ribaltare questo schema. Quando scegliamo di ascoltarci prima di agire, di prenderci cura della nostra energia, di mettere il piacere come base e non come premio.Un episodio dedicato a genitori, insegnanti, educatori e a chi sente di essere spesso stanco, pieno, sovraccarico.Parliamo di confini gentili, mindfulness quotidiana, scrittura come strumento educativo, corpo, responsabilità emotiva e di come il modo in cui iniziamo le nostre giornate cambia profondamente anche il modo in cui educhiamo.Perché l’educazione emozionale non parte da ciò che diciamo ai bambini, ma da come viviamo noi.
In questo episodio ti accompagno in un rituale semplice e profondo da fare in famiglia per chiudere l’anno in modo diverso. È un momento che aiuta bambini, adolescenti e adulti a fermarsi, riconoscersi e ritrovare quella connessione che nella quotidianità spesso perdiamo. Ti guiderò passo dopo passo, così potrai portarlo anche nella tua casa, creando un passaggio di fine anno che scalda e unisce.Un episodio dedicato alla chiusura dell’anno attraverso un rituale di consapevolezza e connessione da vivere in famiglia. Tre passaggi semplici per riscoprire la presenza, l’ascolto e la relazione con bambini, adolescenti e adulti. Un’occasione per fare spazio, lasciare andare ciò che non serve più e aprirsi all’anno nuovo con intenzioni chiare e piene di significato.
In questo episodio parlo della fantasia dei bambini, del motivo per cui fino ai sei anni vivono magia e realtà come un tutt’uno e di cosa succede quando iniziano a farsi domande su Babbo Natale. Racconto cosa emerge dalle ricerche, cosa influenza davvero il modo in cui vivono la scoperta e perché non esiste una scelta giusta per tutti, ma esiste il modo in cui gli adulti accompagnano quel passaggio. È un episodio dedicato a chi vuole guardare questa tradizione con più consapevolezza e capire cosa succede nel mondo emotivo dei bambini in questo periodo dell’anno.
In questo episodio ti accompagno dentro una riflessione profonda sul Natale, non come corsa ai regali ma come occasione per ritrovare il contatto con i bambini, con le nostre famiglie e con il significato più autentico del donare. Parlo del valore dei gesti, della presenza, della condivisione, di come i regali possano diventare esperienze che creano connessione invece di riempire semplicemente uno spazio. Racconto perché i giochi fatti insieme, i momenti costruiti, le tradizioni condivise e i gesti di solidarietà sviluppano nei bambini competenze emotive preziose e una responsabilità affettiva che dura nel tempo. Rifletto anche sulla scelta di non regalare uno smartphone ai bambini e ai ragazzi più piccoli, spiegando come introdurre questo strumento con consapevolezza, nel momento giusto e con l’accompagnamento necessario.Se vuoi fare un regalo che sostiene davvero chi lavora ogni giorno nelle scuole e nei contesti educativi, puoi regalare l’accesso all’applicazione “Educazione Emozionale in Classe”, il mio spazio dedicato a masterclass, workshop mensili, pratiche di mindfulness, strumenti concreti e supporto costante per educatori e insegnanti. È un dono che arriva dritto al cuore e che fa la differenza nella vita professionale e personale di chi educa.https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/regalonatale
L’empatia non è un talento per pochi, ma una competenza che si allena. In questo episodio entriamo nel cuore di ciò che rende possibile una relazione educativa efficace: comprendere cosa vive l’altro senza confondersi, leggere ciò che c’è sotto un comportamento, sospendere il giudizio e creare connessioni che fanno respirare bambini, ragazzi e adulti.Parliamo di neuroscienze, giudizio, regolazione emotiva, scuola, adolescenza, errori più frequenti degli adulti, pratiche concrete che puoi portare da subito nel tuo contesto educativo e una piccola pratica finale per tornare al centro.Se lavori con bambini, ragazzi o adulti e vuoi strumenti concreti per portare educazione emozionale, mindfulness e autoregolazione nella tua classe o nel tuo servizio educativo, scopri la membership Educazione Emozionale in Classe, dove trovi masterclass, workshop mensili, pratiche guidate, materiali pronti all’uso e uno spazio di confronto pensato per te.
In questo episodio ti porto dentro uno dei temi più delicati del mondo educativo: l’esclusione, le prese in giro, il bullismo sottile e quello evidente. Lo faccio in modo semplice, autentico e profondo, proprio come parlo ogni giorno con bambini, genitori e insegnanti nelle consulenze e nei percorsi di educazione emozionale.Ti accompagno a capire cosa succede nel cuore e nel corpo di un bambino che viene lasciato fuori da un gioco, deriso o trattato con durezza. E ti porto dentro anche l’altra parte: il bambino che esclude, che ferisce, che agisce comportamenti difficili. Nessun bambino è cattivo. Ogni comportamento racconta un bisogno, e quando lo capiamo possiamo aiutare davvero.In questo episodio trovi strumenti concreti e semplici per sostenere tuo figlio, i tuoi alunni, o qualunque bambino stia attraversando una situazione relazionale che fa male. Ti parlo di presenza, di confini chiari, di regolazione emotiva, di respiro, di pause, di parole che aiutano, di piccoli passi alla portata di tutti.Se sei un’insegnante e vuoi portare l’educazione emozionale nella tua classe in un modo pratico, guidato e leggero, puoi farlo con la mia applicazione dedicata alle scuole.https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/adsperacquistomembership
Capita a tante persone che lavorano nelle scuole o nei servizi educativi: ti senti sola, non capita, e a volte persino messa da parte.Tu credi in un modo di educare più umano, più emozionale, più consapevole… e intorno trovi colleghi che reagiscono con durezza, punizioni o rigidità.In questo episodio parlo proprio di quei momenti.Parlo di solitudine educativa, di stanchezza, ma anche di come non perdere te stessa mentre tutto intorno sembra correre.Parlo di comunicazione assertiva, con esempi pratici da usare subito con colleghe, educatrici, insegnanti, coordinatrici, genitori… con chiunque.È un episodio per chi lavora a scuola, ma anche per chi lavora con bambini, adolescenti, famiglie, e per chi si muove ogni giorno in equipe dove non sempre c’è collaborazione.Alla fine racconto anche della membership, un luogo dove trovare pratiche di mindfulness, una masterclass al mese, workshop live e un forum dove sentirsi davvero accolti.Fino al 30 novembre resta a 27 euro al mese per sempre per chi entra ora.https://esmerise.com/educazioneemozionale/register?p=9382
In questo episodio parliamo di autoeducazione.Perché non possiamo fare educazione emozionale con i bambini se prima non impariamo a prenderci cura di noi.L’immagine dell’albero ci accompagna come filo conduttore: gli adulti sono le radici, i bambini sono i fiori e i frutti.La qualità del nutrimento che offriamo come radici, le nostre emozioni, le nostre parole, la nostra presenza, determina la crescita di ciò che nasce da noi.L’autoeducazione non è un dovere, ma un gesto di amore.Un percorso di cura verso sé stessi, per poter poi essere una presenza stabile e autentica per i bambini.In questo episodio ti accompagno in un viaggio tra consapevolezza, fiducia e responsabilità, per riscoprire la forza gentile che nasce da dentro.Verso la fine ti racconto anche del webinar di domani alle 18:30, “Educazione emozionale in classe”, pensato per chi desidera portare tutto questo nella propria vita educativa.. a scuola, a casa, ovunque.iscriviti qui: https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuito
In questo episodio do voce alle insegnanti, quelle che ogni giorno portano il peso e la bellezza del loro lavoro tra classi affollate, burocrazia infinita e colleghi che a volte sostengono, a volte feriscono.Ho raccolto le loro testimonianze, le loro fatiche, le loro verità. Ne esce un ritratto onesto, potente, a tratti scomodo, della scuola di oggi: una scuola che resta indietro, ma che, nonostante tutto, continua a resistere grazie a chi crede ancora nei bambini e nel potere dell’educazione emozionale.Questo episodio è per chi si sente stanco ma non rassegnato, per chi lotta ogni giorno per portare gentilezza, presenza e consapevolezza nelle aule.Perché l’educazione emozionale non è una moda o un progetto in più, ma una possibilità concreta di trasformare il modo in cui stiamo insieme, tra adulti e con i bambini.E alla fine dell’episodio racconto anche del webinar del 19 novembre alle 18.30, un incontro dedicato proprio agli insegnanti e agli educatori che vogliono ritrovare senso, fiducia e strumenti per costruire insieme una scuola più viva, più empatica, più umana. iscriviti qui : https://esmerise.com/educazioneemozionale/pages/webinargratuito
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