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THE ARTIST by John Pentassuglia
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THE ARTIST by John Pentassuglia

Author: oatus™

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Il disegno per John Pentassuglia è fin dall'infanzia il suo mezzo preferito per esprimersi.  “Non sappiamo più dove metterli” è una frase ricorrente in famiglia dove tale ossessione si traduceva in scatole e scatole piene dei suoi scarabocchi. Dopo il liceo artistico, prosegue i suoi studi presso l’Accademia di Belle Arti di Brera sotto la guida di Alberto Garutti, artista contemporaneo punto fermo della sua formazione. In quel periodo affina una sensibilità capace di spaziare tra discipline diverse: dalla pittura alla grafica, dalla fotografia al video. Giunto dal Salento comincia a scoprire Milano, la città che gli rivela presto che tutto è possibile.  Qui, la sua ricerca si espande e si contamina, lasciando tracce in ambiti differenti.  Crea due linee di abbigliamento vestendo figure di spicco della scena italiana, dirige videoclip per artisti di primo piano, vince un concorso cinematografico, lancia podcast tra i più noti d'Italia, progetta il design di abitazioni social-friendly, fonda un’agenzia con l’obiettivo di conferire autenticità espressiva ai brand e cura la direzione artistica, il posizionamento e l’immagine di artisti musicali e personaggi di rilievo nel mondo digitale e dello spettacolo.
Il suo percorso, segnato da continue esplorazioni, lo ha portato a frammentare la propria identità artistica in una serie di progetti al servizio degli altri, allontanandosi progressivamente dalla sua essenza più pura.

Oggi, con THE ARTIST, inaugura un’operazione artistica che si configura come un’indagine radicale sul senso dell’arte e sul ruolo dell’artista. Un progetto che trascende la semplice espressione creativa del podcast per diventare un viaggio concettuale e personale, un tentativo di ricongiungersi con quell’identità originaria, con quel bambino che riempiva scatole di disegni, consapevole al tempo di voler essere, nella sua essenza più autentica, un artista.
6 Episodes
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Che cos’è l’arte per Teresa Macrì?In questa seconda parte di episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sul concetto di bellezza attraverso il racconto del lavoro performativo della Orlan e di Matthew Barney, per poi proseguire con il dualismo arte e danza estrapolato dall'ultimo scritto della Macrì stessa "Stato di incanto. Danza, non-danza, post-danza e performance art". Si passa dal rapporto tra social e arte al concetto di fallimento, dalle diverse forme di protesta al comprendere le nuove dinamiche in cui si colloca lo spazio artistico.Teresa Macrì (Catanzaro, 1960) è una critica d’arte, curatrice e scrittrice italiana la cui ricerca indaga le tensioni tra arte, corpo, politica e società contemporanea. Attraverso un approccio teorico radicale e interdisciplinare, Macrì interpreta l’arte contemporanea come luogo di trasformazione, scontro e rinegoziazione della soggettività, con un’attenzione particolare alle pratiche performative e alle estetiche del corpo postorganico. Autrice di testi fondamentali nel dibattito critico italiano, ha pubblicato Il corpo postorganico (Costa & Nolan, 1997), Fallimento (Postmedia Books, 2017), Slittamenti della performance. Vol. 1. Anni 1960–2000 (Postmedia Books, 2020) e Stato di incanto. Danza, non-danza, post-danza e performance art (Postmedia Books, 2025). In questi lavori traccia una cartografia teorica che attraversa performance art, postumanesimo, femminismi e culture visuali, indagando la disgregazione dell’identità e le nuove forme di presenza nel mondo postmediale. Teresa Macrì continua a interrogare i linguaggi del corpo e dell’azione, restituendo alla performance e all’immaterialità un ruolo centrale nella comprensione dell’arte di oggi.
Che cos’è l’arte per Teresa Macrì?In questa prima parte di episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sulla nascita della performance art e sulle tematiche che l’attraversano nel corso dei primi anni di evoluzione, dalla corporeità al limiinale, dall’emancipazione femminile alla difesa dei diritti della cultura black.Teresa Macrì (Catanzaro, 1960) è una critica d’arte, curatrice e scrittrice italiana la cui ricerca indaga le tensioni tra arte, corpo, politica e società contemporanea. Attraverso un approccio teorico radicale e interdisciplinare, Macrì interpreta l’arte contemporanea come luogo di trasformazione, scontro e rinegoziazione della soggettività, con un’attenzione particolare alle pratiche performative e alle estetiche del corpo postorganico. Autrice di testi fondamentali nel dibattito critico italiano, ha pubblicato Il corpo postorganico (Costa & Nolan, 1997), Fallimento (Postmedia Books, 2017), Slittamenti della performance. Vol. 1. Anni 1960–2000 (Postmedia Books, 2020) e Stato di incanto. Danza, non-danza, post-danza e performance art (Postmedia Books, 2025). In questi lavori traccia una cartografia teorica che attraversa performance art, postumanesimo, femminismi e culture visuali, indagando la disgregazione dell’identità e le nuove forme di presenza nel mondo postmediale. Teresa Macrì continua a interrogare i linguaggi del corpo e dell’azione, restituendo alla performance e all’immaterialità un ruolo centrale nella comprensione dell’arte di oggi.
Che cos’è l’arte per Rebecca Pedrazzi?In questo episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sull’impiego dell’intelligenza artificiale nell’arte e non solo, dalla nascita della computer art all’avvento della generative art. Ne scaturisce un dialogo che va oltre alla mera sfera artistica e che cerca di comprendere tutte le sfumature di un mezzo rivoluzionario entrato senza bussare alla porta delle nostre vite.Rebecca Pedrazzi (Milano, 1982) è una storica e critica d’arte italiana la cui ricerca indaga il rapporto tra arte, tecnologia e intelligenza artificiale. Attraverso un approccio che unisce analisi critica, divulgazione e curatela, esplora le trasformazioni estetiche, sociali ed etiche generate dall’innovazione digitale, proponendo una riflessione sull’umanesimo tecnologico contemporaneo. È autrice del volume Futuri possibili. Scenari d’Arte e Intelligenza Artificiale (Jaca Book, 2021) e ha curato la mostra L’opera d’arte nell’epoca dell’Intelligenza Artificiale (Palazzo Pigorini, Parma, 2024), dedicata al dialogo tra creatività umana e sistemi generativi. La sua attività si estende alla curatela, alla docenza e alla ricerca interdisciplinare, collaborando con istituzioni, accademie e centri dedicati all’innovazione culturale. Attraverso i suoi progetti, Rebecca Pedrazzi indaga come l’arte possa essere strumento di consapevolezza in un’epoca dominata dall’algoritmo, restituendo alla tecnologia una dimensione poetica, critica e profondamente umana.
Che cos’è l’arte per Michele Guido?In questo episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sulla pratica di Michele Guido, dal rapporto dell’”animale umano” con la natura, al riconoscimento dell’altro come parte di una collettività, al ruolo dell’arte all’interno della società odierna.Michele Guido (Aradeo, 1976) è un artista italiano la cui ricerca indaga la relazione tra natura, architettura e conoscenza. Attraverso un linguaggio che unisce rigore scientifico e sensibilità poetica, Guido trasforma elementi vegetali, geometrie e strutture architettoniche in dispositivi di percezione e contemplazione. Le sue opere propongono il giardino come metafora e modello di equilibrio tra micro e macrocosmo, tra ordine naturale e costruzione umana. Utilizzando materiali come vetro, plexiglas, ceramica, fotografie e oggetti botanici, l’artista costruisce ambienti immersivi in cui luce, tempo e forma diventano elementi di un unico organismo vivente. Ha esposto in istituzioni italiane e internazionali come il PAV di Torino, Manifesta 12 Palermo, Casa degli Artisti Milano, z2o Sara Zanin Roma, Fondazione Merz Torino, partecipando a mostre collettive e progetti site-specific che riflettono sul rapporto tra arte, ecologia e pensiero contemporaneo.
Che cos'era l'arte per Piero Manzoni? In questo episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sul perchè della grandezza dell'artista in questione insieme al massimo esperto di Piero Manzoni, Flaminio Gualdoni, critico d'arte, storico dell'arte e museologo, autore di "Piero Manzoni. Vita d'artista", la sua biografia.Piero Manzoni (Soncino, 1933 – Milano, 1963) è stato un artista italiano noto per il suo ruolo di pioniere nell’arte concettuale e per l’approccio radicale e provocatorio alla produzione artistica. Nato in una famiglia nobile, si avvicina all’arte in modo autodidatta e comincia a esporre negli anni Cinquanta, inserendosi nel vivace ambiente artistico milanese. Le sue opere più celebri, come gli Achromes – tele prive di colore realizzate con materiali non convenzionali – e la famigerata Merda d’artista, una serie di scatolette contenenti presuntamente escrementi firmati e numerati, mettono in discussione il valore commerciale e simbolico dell’opera d’arte. Con lavori come le Linee, i Corpi d’aria e le Basi magiche, Manzoni ridefinisce l’autorialità e il ruolo dell’artista, arrivando a trasformare in “scultura vivente” qualsiasi persona posta su un piedistallo. La sua ricerca, interrotta dalla morte prematura a soli 29 anni, ha influenzato profondamente l’Arte Povera e l’arte concettuale a livello internazionale, lasciando un’eredità ancora oggi al centro del dibattito sull’arte contemporanea.Un ringraziamento speciale alla Fondazione Piero Manzoni.
Che cos'è l'arte per Patrick Tuttofuoco? In questo episodio di THE ARTIST, John Pentassuglia indaga sulla pratica dell'artista tra spazio-tempo e identità.Patrick Tuttofuoco (Milano, 1974) è un artista italiano la cui ricerca si concentra sull’interazione tra individuo, spazio e società. Attraverso un linguaggio che fonde estetiche del modernismo e della cultura pop, l’artista sviluppa opere che oscillano tra figurazione e astrazione, utilizzando il corpo umano come paradigma dell’esistenza e misura della realtà.Le sue installazioni, spesso realizzate con materiali industriali e contemporanei come neon, acciaio, vetro e metacrilato, si distinguono per la loro forza visiva e la capacità di creare esperienze immersive. Il suo lavoro riflette sulla comunità, l’identità e la trasformazione, affrontando concetti come tempo, memoria e percezione.Ha esposto in prestigiose istituzioni internazionali e italiane come il MAXXI di Roma, la Biennale di Venezia, il HangarBicocca di Milano, le OGR di Torino, il MAN di Nuoro, e il MAO di Torino, partecipando inoltre a progetti pubblici, mostre museali e rassegne di design.Vincitore di numerosi riconoscimenti, tra cui il Premio Italian Council (MIBACT), Premio Ermanno Casoli, Premio Matteo Olivero e Premio Life Art, Patrick Tuttofuoco continua a sviluppare opere site-specific in cui il confine tra arte, architettura e pensiero simbolico si dissolve.
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