Discoverb2eyes today
b2eyes today
Claim Ownership

b2eyes today

Author: Fabiano Editore

Subscribed: 0Played: 0
Share

Description

Il primo quotidiano nel settore dell'ottica

1168 Episodes
Reverse
Lunedì 9 novembre l’evento in programma a Bari affronterà le aspettative della classe medica nei confronti degli ottici e il valore di una proposta visiva personalizzata, che integri dialogo commerciale ed evidenze scientificheUn sondaggio tra gli oculisti italiani e la multidotazione visiva saranno il cuore della seconda giornata del Forum della Vista 2026 (nella foto, il logo): due temi diversi, accomunati dalla ricerca di strumenti per migliorare la gestione del benessere visivo e per valorizzare il contributo del centro ottico. Il primo riguarda le aspettative dell’area medica nei confronti di quella ottico optometrica. Saranno presentati in forma aggregata i risultati di “Quello che gli oculisti non ci dicono, ma che vorrebbero”, rivolto agli oftalmologi del nostro paese: il questionario anonimo ha l’obiettivo di verificare la qualità del rapporto attuale tra le due professioni, gli ambiti nei quali il confronto è più utile e i comportamenti che possono rafforzare o compromettere la fiducia reciproca. Tra i temi toccati figurano la corretta realizzazione della prescrizione, le difficoltà di adattamento, la miopia in età evolutiva, la presbiopia, le lenti a contatto, l’ipovisione e la prevenzione. «L’indagine approfondisce inoltre le aspettative degli oculisti sulla comunicazione con gli ottici, sulle competenze professionali e sugli strumenti che potrebbero facilitare la collaborazione, come canali di contatto diretti, modelli di segnalazione condivisi, criteri comuni per l’invio dei pazienti-clienti e reti territoriali - anticipa a b2eyes TODAY Nicola Di Lernia, che illustrerà gli esiti del sondaggio - Un’altra questione riguarda l’eventuale utilità di una certificazione di qualità dei centri ottici basata su requisiti verificabili». Nella mattinata del 9 novembre è in programma anche la master class “Dai malesseri visivi alle soluzioni e alle multidotazioni possibili”, introdotta sempre da Di Lernia e sviluppata con quattro esperti e docenti del mondo dell’optometria. «Abbiamo pensato di fare luce su questo argomento unendo le evidenze optometriche a quelle dei consumatori: verranno perciò affrontati tre temi dominanti nella multidotazione del cliente del centro ottico, il Digital Eye Strain, il dual wear occhiali da vista-lenti a contatto da parte dei più giovani e la proposta congiunta di un occhiale da vista e di una soluzione vista sole, introducendo ogni singolo argomento con un’appendice di mercato - dice ancora Di Lernia - Questo esperimento di abbinare optometria e marketing consentirà a chi sarà presente al Forum di portarsi a casa un bagaglio di idee da applicare subito per agevolare la diffusione della multidotazione presso l’utente finale». A cura della redazione
L’evento, che si svolgerà dal 29 al 31 ottobre presso il Rome Cavalieri, ha in programma un ampio numero di sessioni scientifiche, chirurgia in diretta e simposi. Saranno presenti anche diverse realtà dell’oftalmica e della contattologiaOltre 2.500 medici, più di 70 aziende presenti con ulteriori 500 professionisti appartenenti allo staff, un’area espositiva estesa su oltre 2.400 metri quadrati in una delle sedi storiche per gli oculisti italiani, il centro congressi Rome Cavalieri: sono i numeri della quinta edizione del Congresso annuale della Società Italiana di Scienze Oftalmologiche, come si legge sul sito dell’organismo, che per tre giorni sarà il punto d’incontro in cui scambiare opinioni e pareri professionali e dove aggiornarsi sulle ultime novità. Un appuntamento importante, non solo per i riscontri positivi ottenuti dalla Siso che dal 2021 a oggi è passata da 21 consiglieri fondatori a oltre 2.800 membri, come si evince dal portale della società scientifica, ma anche perché si terranno le elezioni per il rinnovo delle cariche sociali, presidente e consiglio direttivo. Undici aule tecnologicamente attrezzate ospiteranno nei tre giorni di Congresso tutte le sessioni scientifiche, mentre la Main Hall, cioè il Salone Cavalieri, trasmetterà la chirurgia in diretta e alcuni simposi su argomenti di interesse, per un totale di oltre 110 appuntamenti. I relatori coinvolti saranno più di mille: parteciperanno all’evento anche alcuni oculisti stranieri, europei e non. Protagonisti anche giovani oftalmologi under 35, in momenti loro dedicati e nelle 13 sessioni di comunicazioni a tema libero. La chirurgia in diretta sarà presente in ciascuna giornata congressuale grazie a collegamenti con le sale operatorie del Policlinico Gemelli per il trattamento delle patologie vitreo retiniche: il coordinamento è affidato a Stanislao Rizzo. Venerdì 30 ottobre, mattina e pomeriggio, saranno 20 gli interventi della cataratta trasmessi dalle sale operatorie dell’Ospedale San Giovanni-Britannico, la cui supervisione è di Augusto Pocobelli, con l’utilizzo delle ultime tecnologie, di microscopi e principalmente delle lenti intraoculari. Nella mattinata di sabato 31 ottobre, sempre dall’Ospedale San Giovanni-Britannico, una sessione sulla chirurgia delle palpebre e degli annessi. Tra gli argomenti più di attualità è stato inserito un approfondimento sull’intelligenza artificiale (nella foto, la platea a uno degli ultimi congressi Siso, tratta dal sito della società scientifica). A cura della redazione
Due simposi, in programma presso il Rome Cavalieri nelle giornate dell’evento, avranno come argomento le più recenti evidenze scientifiche sul controllo miopico, la gestione del paziente presbite e le soluzioni per la fotofobia
In occasione del Congresso di Roma, sono in programma due simposi su tali argomenti: per l’azienda oftalmica si tratta di importanti momenti di confronto scientifico, utili a promuovere conoscenza e dialogo sulle soluzioni ottiche dedicateLa salute visiva si trova oggi di fronte a due grandi sfide: da un lato l'aumento della miopia nei più giovani, dall'altro una popolazione sempre più longeva e attiva che ricerca proposte efficaci per affrontare la presbiopia e mantenere una buona qualità della vita. Per rispondere a questi bisogni è fondamentale che tutti gli attori coinvolti nel percorso del paziente e cliente condividano conoscenze, dati e soluzioni innovative. Lo ricorda Hoya che «da anni è impegnata nel promuovere il dialogo con la classe medica sul tema del controllo della progressione miopica, contribuendo alla diffusione delle evidenze scientifiche che supportano l'importanza di una gestione precoce e strutturata della miopia nei giovani – sottolineano a b2eyes TODAY dall’azienda oftalmica - Un impegno che oggi si affianca a una crescente attività di aggiornamento e sensibilizzazione anche nell'ambito della presbiopia, una condizione che interessa una popolazione in costante crescita e sempre più esigente dal punto di vista della qualità visiva». Il 29 ottobre è in programma “Nuove prospettive nella gestione della presbiopia: il valore della prescrizione e delle soluzioni visive”, che vedrà la partecipazione di Aldo Vagge, Giuseppe Giannaccare, Mario Damiano Toro, Giulia Coco, Andrea Russo, Vito Romano, Adriano Carnevali e Andrea Lembo. Il 30 ottobre si terrà “L'evoluzione nel controllo della progressione miopica: nuove evidenze cliniche della tecnologia D.I.M.S. TED”, al quale interverranno Paolo Nucci, Roberto Caputo, Aldo Vagge, Massimiliano Serafino e Giuliano Stramare. Attraverso queste iniziative Hoya conferma la volontà di favorire una crescente integrazione tra ricerca, pratica clinica e soluzioni visive, valorizzando il ruolo complementare di oculisti e ottici optometristi nel percorso di cura. «Quanto più la classe medica è informata sulle opportunità oggi disponibili nella gestione della presbiopia e della miopia, tanto maggiore è la possibilità di indirizzare le persone verso percorsi visivi efficaci e personalizzati - commenta al nostro quotidiano Michele Liguori (nella foto), medical relations team coordinator di Hoya Vision Care Italia - Un beneficio che si traduce in una migliore esperienza per il portatore e in nuove opportunità di dialogo e collaborazione per tutti i professionisti della vista e della visione». A cura della redazione
L'house brand di EssilorLuxottica ha confermato la collaborazione con la fiera di arte contemporanea, alla sua quinta edizione, la prima sotto la direzione di Karim Crippa, che nei giorni scorsi ha riunito oltre 200 gallerie nella capitale franceseCartongesso, cemento e cromo hanno dato forma a un'installazione tattile di Ray-Ban (nelle foto) dal linguaggio visivo grezzo, creando un contrasto giocoso con la cornice monumentale del Grand Palais, sede di Art Basel. «Strisce di luce al neon, alluminio e murature in mattoni avvolte da cavi sembrano mettere a nudo la forza istintiva che emerge quando i limiti si dissolvono», spiega una nota di Ray-Ban. La rassegna è rimasta aperta al pubblico nella sola giornata di venerdì 23 ottobre: ha infatti rinunciato alle aperture programmate di sabato 24 e domenica 25 ottobre a causa delle manifestazioni e dei disordini nella città di Parigi. Dopo Miami e il debutto ad Art Basel Hong Kong di Red, una piattaforma creativa che riunisce i punti di vista di alcuni artisti della scena attuale, Ray-Ban ha rinnovato con questa creazione il proprio impegno a favore dell'arte contemporanea in qualità di partner ufficiale di Art Basel Paris, alla sua quinta edizione. Sostenendo gli artisti che sfidano i confini, Ray-Ban ne condivide la missione: far progredire il mondo dell'arte e plasmare il futuro della cultura visiva. Per la realizzazione dell'installazione, il brand ha posto una domanda provocatoria: che cosa è impossibile? «Impossible Frames è un'attivazione che esplora il potere creativo dell'impossibilità, riconoscendovi la fonte di un'arte originale e di un'espressione autentica - si legge in un comunicato di Ray-Ban - In un'epoca di sovrabbondanza assoluta, in cui quasi tutto può essere realizzato, generato e replicato in un istante, immaginare l'impossibile è diventato un'arte perduta, un territorio completamente diverso: diventa un rifugio in cui la mente fiorisce quando smette finalmente di cercare di conformarsi; la soglia oltre la quale nasce l'arte autentica. Il possibile replica ciò che esiste, mentre l'impossibile crea nuovi mondi. Il mondo accetta i limiti, ma l'immaginazione li dissolve». Tale concetto secondo il marchio, non è un confine, è un metodo. «Partendo da questa premessa, Ray-Ban invita gli artisti a rifiutare i vincoli logici imposti dai materiali, dalla struttura e dalla commerciabilità - prosegue la nota - Il brand sollecita invece atti di ribellione visiva, lasciando agli artisti piena libertà di creare la propria montatura impossibile». A cura della redazione
loading
Comments