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Dentro il caso

Author: OnePodcast

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Ogni settimana raccontiamo la cronaca nera italiana: i fatti che hanno segnato il nostro Paese, le storie che continuano a far discutere e le domande che restano sospese anche quando i riflettori si spengono.


Lo facciamo con un obiettivo chiaro: provare a capire cosa è successo davvero e come funziona — o non funziona — la giustizia italiana. Analizziamo i casi, ricostruiamo le indagini, ripercorriamo i processi. Entriamo nelle scelte degli inquirenti, nelle ipotesi rimaste sul tavolo, nelle verità che ancora oggi fanno discutere. Ci chiediamo cosa si sarebbe potuto fare meglio e cosa si può ancora cambiare, senza inseguire risposte facili o verità assolute.


In questo podcast troverete solo i fatti, spiegati con chiarezza.

26 Episodes
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Il 17 maggio 2015 Marco Vannini viene ferito da un colpo di pistola nella casa della famiglia della fidanzata a Ladispoli, in provincia di Roma. Nei minuti successivi nessuno chiama subito i soccorsi: tra esitazioni e tentativi di minimizzare, il tempo passa mentre le condizioni di Marco peggiorano. Quando finalmente arriva l’ambulanza è ormai troppo tardi. Le indagini e i processi faranno emergere una verità fatta di silenzi e responsabilità condivise dall'intera famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Erika e Omar vengono portati in caserma con la scusa di ulteriori chiarimenti. Ignari di essere registrati, si confrontano sulla versione da fornire agli inquirenti, finendo per confessare il duplice delitto ai danni della madre e del fratello di Erika. I due vengono quindi arrestati. Il movente sarebbe stato atrocemente banale: il desiderio di libertà. Davanti al Tribunale per i Minorenni la coppia si sfalda, accusandosi a vicenda di essere stati l’ideatore e il principale autore del delitto. Il processo proverà a rispondere a una domanda fondamentale: chi dei due era stato davvero l’ideatore? Avevano sempre agito insieme oppure tra i due esisteva una personalità dominante? E soprattutto: se Erika e Omar non si fossero mai incontrati, sarebbero stati capaci di commettere da soli quel delitto? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 21 febbraio 2001 Erika De Nardo chiama i soccorsi dopo il ritrovamento dei corpi della madre Susy Cassini e del fratellino Gianluca, raccontando di un’aggressione compiuta da sconosciuti. Per alcune ore la città e gli investigatori credono alla versione della ragazza, mentre l’opinione pubblica si stringe attorno a quella che sembra l’unica sopravvissuta. Ma le indagini iniziano presto a mostrare incongruenze: mancano prove di intrusioni e il racconto si sgretola, fino a rivelare che in casa, al momento del delitto, non c’erano estranei, ma soltanto Erika e il suo fidanzato Omar. Il caso smette così di essere una storia di criminalità casuale e diventa il racconto disturbante di un male nato dentro una famiglia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Olindo Romano e Rosa Bazzi ritrattano davanti al GUP le confessioni rese precedentemente. Sostengono di aver ammesso responsabilità sotto pressione, dopo interrogatori lunghi e logoranti, in un clima che li avrebbe portati a dire ciò che gli investigatori si aspettavano. Parlano di dichiarazioni rese in uno stato di forte fragilità emotiva. La ritrattazione, però, non scalfisce l’impianto accusatorio: quelle ammissioni vengono considerate coerenti e riscontrate da altri elementi raccolti durante le indagini. Il processo si conclude con la condanna all’ergastolo per entrambi, verdetto confermato in appello e in Cassazione. Eppure, negli anni successivi, attorno a quelle dichiarazioni e alla ricostruzione dei fatti continueranno ad affiorare dubbi, richieste di revisione e interrogativi mai del tutto sopiti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Dicembre 2006. In un appartamento di Erba scoppia un incendio. Quando i soccorritori entrano capiscono subito che il fuoco non è la causa della tragedia: dentro ci sono quattro corpi, vittime di un’aggressione feroce. Le fiamme sembrano solo un tentativo di cancellare le tracce. Nessuna porta forzata, nessuna intrusione dall’esterno: chi ha colpito conosceva quel palazzo. I sospetti si fermano al piano di sotto, su due vicini già in lite con le vittime: Olindo Romano e Rosa Bazzi. Arrestati, confessano. Il caso sembra chiuso, fino a quando davanti al GUP i coniugi raccontano tutta un'altra storia. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli inquirenti dispongono di una traccia decisiva: un profilo genetico che ritengono appartenere all’uomo che ha ucciso Yara Gambirasio. Da solo, però, non basta. Per trasformarlo in un nome servirà un lavoro senza precedenti: il confronto con migliaia di campioni di DNA. Dopo mesi di analisi emerge il primo risultato concreto: una compatibilità parziale tra il DNA di Ignoto 1 e quello di un giovane che si è sottoposto volontariamente al test. Non è lui l’assassino, ma un suo parente stretto. Da quel momento l’indagine accelera. Manca poco prima che, per la prima volta, l’Italia conosca il nome dell’uomo destinato a diventare il fulcro di uno dei processi più discussi degli ultimi anni. Un nome che porterà a un lungo procedimento giudiziario e, infine, a una condanna: Massimo Bossetti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 26 novembre 2010 una ragazza di tredici anni scompare a Brembate di Sopra. Si chiama Yara Gambirasio. Per settimane le ricerche non portano ad alcun risultato, finché, tre mesi dopo, un appassionato di aeromodellismo individua casualmente il suo corpo in un campo poco distante. Sul cadavere vengono rilevati residui di calce e microsfere metalliche, materiali tipicamente presenti nei cantieri edili. Ma è una traccia biologica a cambiare per sempre il corso dell’indagine: un profilo di DNA maschile sconosciuto. Da quel momento gli inquirenti intraprendono un’operazione senza precedenti, mappando geneticamente un’intera comunità. È l’inizio della caccia a Ignoto 1. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il ritrovamento del corpo di Sarah Scazzi e la confessione di Michele Misseri sembrano imprimere una svolta definitiva alle indagini, ma l’apparente chiarezza dura poco. I continui cambiamenti di versione dell’uomo incrinano la sua credibilità e costringono gli investigatori a guardare oltre. L’attenzione si sposta così su Sabrina, la figlia, che diventa rapidamente il centro dell’inchiesta. Scavando nei rapporti familiari, le indagini si allargano fino a coinvolgere anche la madre, rivelando un intreccio sempre più oscuro di responsabilità e silenzi. Il caso approda infine in tribunale, dove l’intera famiglia viene travolta da un processo che ridefinisce per sempre la verità sull’uccisione di Sarah Scazzi. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Avetrana - Prima parte

Avetrana - Prima parte

2026-01-2030:462

Ad Avetrana, un piccolo paese della Puglia, l’estate del 2010 scorre lenta e immobile, finché un evento spezza per sempre l’equilibrio apparente della comunità. Sarah Scazzi, quindici anni, esce di casa per raggiungere la cugina ma scompare senza lasciare traccia. All’inizio nessuno teme il peggio, poi il silenzio si allunga e il paese viene travolto da ricerche, sospetti e domande senza risposta. L’arrivo dei media trasforma il dolore privato in spettacolo pubblico, confondendo il bisogno di verità con la logica dell’esposizione continua. La vicenda diventa così non solo un caso di cronaca nera, ma una riflessione inquieta su famiglia, responsabilità e sul rischio di dimenticare la vittima dietro il racconto. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nell’agosto del 2024, in provincia di Parma, viene rinvenuto sepolto nel giardino di una villetta il cadavere di un neonato. Si tratta del figlio di Chiara Petrolini, 21 anni. La giovane aveva tenuto nascosta la gravidanza sia ai familiari sia al fidanzato, partorendo in segreto in casa. Nel corso delle indagini, gli inquirenti scoprono l’esistenza di un secondo cadavere: anche questo un neonato, partorito clandestinamente dalla ragazza e sepolto nello stesso giardino. Attualmente è in corso davanti alla Corte d’Assise di Parma il processo a carico di Chiara Petrolini. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Alla fine degli anni Novanta, in una provincia lombarda apparentemente ordinaria, un gruppo di ragazzi costruisce la propria identità tra musica, eccessi e rituali di appartenenza. La violenza nasce come gioco, provocazione, linguaggio condiviso, senza che nessuno ne riconosca subito la pericolosità. Quando due giovani scompaiono, il silenzio e l’autoinganno della provincia permettono alla storia di continuare nell’ombra. Il ritrovamento del corpo di Mariangela Pezzotta svela una catena di omicidi coperti da anni di bugie e complicità. Non satanismo spettacolare, ma dominio e branco: così nasce l’orrore delle Bestie di Satana, ragazzi normali diventati carnefici. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Un omicidio domestico sconvolge un piccolo paese di montagna e diventa rapidamente un caso nazionale. La morte di un figlio non resta confinata alle aule giudiziarie, ma entra nelle case degli italiani attraverso una copertura mediatica quasi senza precedenti. Televisione, cronaca e opinione pubblica si intrecciano, trasformando l’indagine e il processo in uno spettacolo quotidiano. Mentre la giustizia cerca una verità processuale, il paese costruisce la propria, tra talk show, dibattiti e prese di posizione. Questa puntata racconta l’inizio di una nuova era: quella del delitto seguito in diretta da un’intera nazione. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 18 dicembre 2025, davanti al GIP di Pavia, si è svolto l’incidente probatorio nell’indagine a carico di Andrea Sempio. Un’udienza cruciale, segnata anche dalla presenza a sorpresa di Alberto Stasi, oltre che di tutte le parti processuali coinvolte. Gli esiti del DNA rappresentano ora un passaggio chiave e fissano un dato destinato a pesare sulle prossime mosse della Procura. Il confronto tra le parti è sempre più acceso, tra chi parla di caos mediatico e chi contesta la reale portata degli accertamenti. Per Andrea Sempio si apre così il momento decisivo: rinvio a giudizio o archiviazione? Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il femminicidio di Giulia Cecchettin ha profondamente scosso l’opinione pubblica italiana, segnando un punto di svolta nel dibattito sulla violenza di genere. Il caso ha acceso una riflessione collettiva su patriarcato, prevenzione e tutela delle donne. Istituzioni, scuole e società civile hanno posto al centro il ruolo dell’educazione affettiva nella prevenzione della violenza. Nel secondo anniversario della morte, Gino Cecchettin ha ribadito in Parlamento l’importanza dell’educazione ai sentimenti come strumento di civiltà. La vicenda è tornata attuale per la rinuncia all’appello di Filippo Turetta, che rende definitiva la condanna all’ergastolo. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 20 luglio 2022, a Milano, viene ritrovato il corpo senza vita di una bambina di poco più di un anno. A dare l’allarme è la madre, Alessia Pifferi, ma le indagini rivelano presto l’orrore: la donna aveva lasciato la figlia sola in casa per sei giorni, con un biberon e una bottiglietta d’acqua. Pifferi viene processata per omicidio pluriaggravato e in primo grado condannata all’ergastolo, una sentenza poi ribaltata dalla Corte d’Assise d’Appello. Intanto, in un’inchiesta parallela, finiscono a processo anche la sua avvocata e le psicologhe che l’avevano seguita. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nella notte del 6 settembre 2020, a Colleferro, durante un violento pestaggio perde la vita Willy Duarte Montero. A colpirlo sono i fratelli Gabriele e Marco Bianchi, insieme a Francesco Belleggia e Mario Pincarelli. A cinque anni di distanza, il procedimento giudiziario si avvia verso la conclusione: la responsabilità penale dei quattro imputati è stata confermata in tutti i gradi di giudizio finora celebrati. Le condanne, tuttavia, sono risultate diverse tra loro. Resta ora da affrontare l’ultimo passaggio: il processo che stabilirà se anche Gabriele Bianchi dovrà scontare l’ergastolo, come il fratello Marco. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 23 settembre 2024, in un comune dell’entroterra abruzzese, gli assistenti sociali intervengono in un rudere senza acqua, luce né riscaldamento, dove una coppia straniera vive con tre bambini piccoli. La famiglia era appena finita in ospedale per un’intossicazione da funghi, e i controlli avevano rivelato che i minori non erano iscritti a scuola né seguiti da alcun servizio. Il caso, presto ribattezzato “la famiglia del bosco”, diventa virale sui social e poi sulle cronache nazionali. L’11 novembre 2025 i bambini compaiono in tv durante il procedimento minorile, un’esposizione ritenuta gravissima dal tribunale. Il 20 novembre arriva la decisione: sospensione della responsabilità genitoriale, allontanamento immediato e collocamento in casa-famiglia. In questa puntata ripercorriamo tutti i fatti così come sono accaduti. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 14 ottobre 2025, a Milano, Pamela Genini, 29 anni, è stata uccisa dall’ex compagno: è il settantaquattresimo femminicidio dall’inizio dell’anno. Mentre in Parlamento è ancora in corso l’iter per l’introduzione del nuovo reato di “femminicidio”, l’indagato è attualmente accusato di omicidio pluriaggravato. Parallelamente si indaga per capire se, in occasione di episodi precedenti, sia mancata l'attivazione del protocollo del “codice rosa”, dandoci l'occasione per riflettere sulla procedibilità dei reati, sulle difficoltà di denunciare, e sui rischi della vittimizzazione secondaria. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Parallelamente alle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi, la Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti. Secondo l’accusa, nel 2017 avrebbe accettato denaro per favorire l’archiviazione di Andrea Sempio. Intanto l’incidente probatorio prosegue, rivelando nuove e gravi contaminazioni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli accertamenti tecnici disposti nell’ambito dell’incidente probatorio stanno portando a una nuova lettura dei reperti raccolti sulla scena del crimine. Su uno di questi è stato isolato un campione di DNA appartenente a un soggetto al momento sconosciuto, ribattezzato “Ignoto 3”. Si tratta di una contaminazione oppure della prova che un’altra persona era presente durante il delitto? Mentre il Procuratore di Pavia ribadisce che le comunicazioni ufficiali devono passare esclusivamente dai canali istituzionali, il dibattito su quanto accaduto quella notte di diciotto anni fa continua a crescere. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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Comments (1)

Zaim Kamal

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