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Dentro il caso

Author: OnePodcast

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Ogni settimana raccontiamo la cronaca nera italiana: i fatti che hanno segnato il nostro Paese, le storie che continuano a far discutere e le domande che restano sospese anche quando i riflettori si spengono.


Lo facciamo con un obiettivo chiaro: provare a capire cosa è successo davvero e come funziona — o non funziona — la giustizia italiana. Analizziamo i casi, ricostruiamo le indagini, ripercorriamo i processi. Entriamo nelle scelte degli inquirenti, nelle ipotesi rimaste sul tavolo, nelle verità che ancora oggi fanno discutere. Ci chiediamo cosa si sarebbe potuto fare meglio e cosa si può ancora cambiare, senza inseguire risposte facili o verità assolute.


In questo podcast troverete solo i fatti, spiegati con chiarezza.

53 Episodes
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La cattura di Luigi Chiatti mette fine alla caccia al Mostro di Foligno, ma apre una domanda ancora più inquietante: chi è davvero l’uomo che ha ucciso Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci? Gli investigatori ricostruiscono il suo passato, le confessioni e i dettagli dei due omicidi, mentre il processo deve stabilire non soltanto le sue responsabilità, ma anche quanto fosse capace di intendere e di volere. Tra perizie psichiatriche, sentenze e il dolore delle famiglie, l’ultimo capitolo racconta ciò che accade dopo la cattura e il difficile tentativo di dare una spiegazione a due delitti che hanno segnato per sempre Foligno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Foligno, primi anni Novanta. La scomparsa e il brutale omicidio del piccolo Simone Allegretti sconvolgono l’Umbria e danno inizio a una delle indagini più inquietanti della cronaca nera italiana. Per mesi gli investigatori cercano un assassino senza volto, mentre lettere e messaggi alimentano il mistero e la paura. Poi, a distanza di quasi un anno, un altro bambino scompare: Lorenzo Paolucci. È la svolta che conduce gli inquirenti fino a Luigi Chiatti e all’inizio della storia dell’uomo che verrà ricordato come il Mostro di Foligno. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Nei primi anni Duemila, a oltre dieci anni dall'omicidio, il delitto di via Poma torna al centro dell'attenzione. Il ritrovamento fortuito degli abiti di Simonetta Cesaroni consente di isolare una traccia di DNA che gli inquirenti attribuiscono a Raniero Busco, ex fidanzato della giovane. Per l'accusa è lui l'autore dell'omicidio. Busco viene condannato in primo grado, ma la sentenza viene completamente ribaltata nei successivi gradi di giudizio: sarà assolto in via definitiva. A oltre trent'anni dal delitto, l'omicidio di Simonetta Cesaroni resta così senza un colpevole. La vicenda, però, non si ferma. Negli ultimi anni, nuovi accertamenti richiesti dalla famiglia hanno portato all'apertura di un nuovo fascicolo d'indagine e all'iscrizione di nuovi indagati, riaccendendo le speranze di fare finalmente luce su uno dei più grandi misteri della cronaca italiana. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Il 7 agosto 1990, a Roma, all'interno di un palazzo di via Carlo Poma, viene ritrovato il corpo senza vita di Simonetta Cesaroni, vent'anni. Quel pomeriggio era uscita di casa per raggiungere gli uffici dell'AIG, l'Associazione Italiana Alberghi per la Gioventù, dove svolgeva una sostituzione estiva. Da quel momento, però, di lei si erano perse le tracce. Il suo corpo viene scoperto in tarda serata proprio negli uffici in cui stava lavorando. Le indagini si concentrano inizialmente sul portiere dello stabile, per poi spostarsi sul nipote di uno degli inquilini e, negli anni, su altri sospettati. Quello di Simonetta Cesaroni è destinato a diventare uno dei più celebri cold case della storia giudiziaria italiana: un'indagine che, tra piste, errori investigativi e colpi di scena, si protrarrà per oltre trent'anni. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
Gli investigatori concentrano le indagini sugli operai che avevano eseguito i lavori di ristrutturazione nella casa degli Onofri. Tra loro emerge subito il nome di Mario Alessi, un pregiudicato. La madre di Tommaso riconosce nella sua andatura quella di uno dei due uomini entrati in casa la sera del 2 marzo 2006. La svolta arriva grazie a un'impronta digitale trovata su un nastro adesivo, che conduce gli investigatori a Salvatore Raimondi. Messo alle strette, Raimondi confessa: sono stati lui e Alessi a rapire il piccolo Tommaso. Learn more about your ad choices. Visit megaphone.fm/adchoices
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