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FinanceTV Talks- Le voci dell'Economia
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FinanceTV Talks- Le voci dell'Economia

Author: PFEconomy

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🎙️FinanceTV Talks – Le Voci dell’Economia 🎙️

🌍Benvenuti a FinanceTV Talks – Le Voci dell’Economia, il podcast che porta il mondo della finanza e dell’economia direttamente nelle tue orecchie. Ogni settimana, dialoghi esclusivi con esperti di mercati finanziari, geopolitica, innovazione tecnologica, sostenibilità e demografia per capire le dinamiche che plasmano il presente e il futuro.

Dai grandi trend economici globali alle sfide dell’intelligenza artificale, dalle dinamiche demografiche alla gestione degli investimenti, FinanceTV Talks è il punto di riferimento per chi vuole approfondire, analizzare e anticipare i cambiamenti con uno sguardo autorevole e indipendente.

🔍 Cosa troverai in ogni episodio?
✅ Interviste con economisti, analisti finanziari e leader d’impresa
✅ Approfondimenti su trend geopolitici, dinamiche economiche e strategie di investimento 
âś… Il legame tra tecnologia, sostenibilitĂ  e crescita globale
âś… Dibattiti sulle sfide e le opportunitĂ  del mondo che cambia

Se vuoi essere sempre un passo avanti nel mondo dell’economia e della finanza, FinanceTV Talks è il podcast che fa per te.

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FinanceTV Talks è il podcast di PFEconomy
145 Episodes
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In un mondo dove le crisi sembrano infinite e le informazioni ci travolgono, la vera domanda è: perché prendiamo certe decisioni… anche quando sappiamo che non sono le migliori?In questo episodio di Finance TV Talk – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli entra nel lato “invisibile” della finanza: il cervello. Ospite Laura Zara, co-founder di Innovators ed esperta di neuroscienze, per capire come reagiamo a minacce complesse come geopolitica, clima, demografia e instabilità economica.Si parla di rinoceronti grigi (i grandi rischi che vediamo arrivare ma ignoriamo), di sovraccarico informativo, di paralisi decisionale e bias che ci portano a scegliere “di pancia”. Ma soprattutto: di come trasformare ansia e incertezza in scelte più lucide e costruttive.Un focus speciale è dedicato a un tema cruciale: la previdenza. Perché la pensione è una decisione lontana, astratta, e quindi il cervello tende a rimandarla. E come invece si può comunicare il futuro in modo efficace: meno paura, più progetto. Meno numeri freddi, più immagini e narrazione.Infine, un messaggio diretto ai professionisti: nell’economia dell’attenzione, la differenza non la fa solo la competenza tecnica. La fa la capacità di guidare le decisioni con comunicazione, posizionamento e neuro-strategia.
La finanza è diventata uno dei principali campi di battaglia della geopolitica globale.In questa puntata analizziamo le implicazioni economiche e strategiche della nuova nomina alla guida della Federal Reserve, il ruolo del debito pubblico americano e la tenuta del dollaro come valuta di riferimento internazionale.Dalla scelta di Kevin Warsh come possibile successore di Jerome Powell, ai rapporti sempre più stretti (e necessari) tra Casa Bianca e grandi fondi globali, fino al tema cruciale delle criptovalute e delle stablecoin come strumenti emergenti per sostenere il debito USA.Un’analisi lucida su:debito federale americano e rischio sistemicofiducia nei Treasury e nel dollaropotere dei grandi gestori finanziaricriptovalute tra derivati finanziari e nuova infrastruttura monetariaoro e asset rifugio in uno scenario di instabilità globaleUna puntata per capire perché oggi la finanza non è più solo economia, ma geopolitica pura.
La pensione non è un tema “da fine carriera”, ma una decisione che inizia molto prima. In questo episodio di Finance TV Talk – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli affronta il tema della previdenza pubblica e complementare con Maurizio Grifoni, Presidente del Fondo Fon.Te, uno dei principali fondi pensione negoziali italiani.Dal funzionamento del sistema contributivo alle reali prospettive per i giovani lavoratori, dall’impatto della demografia sulla sostenibilità dell’INPS fino al ruolo strategico della previdenza complementare come strumento di tutela individuale e leva per lo sviluppo dell’economia reale.Un confronto concreto, fatto di numeri, scenari e scelte possibili:perché iniziare presto fa la differenzacosa rischia chi rimandacome i fondi pensione possono generare rendimenti, stabilità e investimenti nel Paeseperché la previdenza è anche una questione di responsabilità collettivaUn episodio pensato per lavoratori, giovani, famiglie e imprese che vogliono capire come costruire oggi una pensione dignitosa domani.Trovi tutti gli approfondimenti su questo tema all'interno dei portali FamilyEconomy.it e ProfessioneFinanza.com
Un anno fa l’insediamento di Donald Trump. Oggi una domanda domina tutte le altre: ha davvero reso “grande” l’America… o ha solo alzato la temperatura del mondo?In questo episodio di Finance TV Talk – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli ne parla con Riccardo Pennisi, esperto di geopolitica presso Aspen Institute Italy, per fare il punto su un primo anno che ha riscritto priorità, alleanze e linee rosse.Si parte dalle promesse: chiudere i conflitti e riportare l’America a concentrarsi su industria e crescita reale. Ma la realtà racconta altro: Ucraina ancora aperta, Medio Oriente instabile, nuove tensioni e un uso dei dazi come leva politica che, in diversi casi, ha ottenuto l’effetto opposto: spingere Paesi chiave più vicino alla Cina.Poi la contraddizione più potente: Wall Street vola, ma la ricchezza non scende a terra. La finanza ai massimi non coincide con un’America più coesa: polarizzazione interna, fratture sociali e un sistema che resta appoggiato su pilastri fragili—dal ruolo del dollaro alle scelte della Fed.Focus finale su due nodi che riguardano direttamente l’Europa:Perché continuiamo a muoverci “in scia” agli Stati Uniti, mentre altri (Canada, Brasile) aprono nuove rotte?E soprattutto: la demografia. Meno giovani, più anziani, meno margini d’errore. La popolazione cambia e con lei cambiano anche economia, consenso, leadership e stabilità globale.Un episodio per capire cosa sta accadendo davvero dietro titoli e slogan. E cosa rischia (o può costruire) l’Europa nel secondo anno di Trump.Trovi tutti gli approfondimenti su ProfessioneFinanza.com
Il sistema pensionistico pubblico italiano è davvero a rischio?Oppure gli allarmismi che sentiamo da anni raccontano solo una parte della storia?In questa nuova puntata di Finance TV – Le Voci dell’Economia, Jonathan Figoli dialoga con Michela Camilleri, Responsabile del Centro Studi e Ricerche di Itinerari Previdenziali, per analizzare i dati dell’ultimo Rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano.📊 I numeri raccontano un sistema oggi in equilibrio, con entrate contributive in crescita e un rapporto attivi/pensionati ai massimi storici. Ma il vero tema è il futuro:transizione demograficacarriere discontinuecrescita economica debolesostenibilità nel lungo periodoParliamo di tassi di sostituzione, differenze tra sistema retributivo e contributivo, importi reali delle pensioni, gender gap, ma soprattutto di consapevolezza previdenziale: perché per i giovani il tempo è il vero alleato e la previdenza complementare non è un’opzione, ma una necessità.Una conversazione chiara, basata sui dati, che mette ordine tra numeri, paure e scelte concrete.Perché il futuro previdenziale non si improvvisa: si costruisce.Trovi tutti gli approfondimenti u questi temi sui portali www.ProfessioneFinanza.com e www.FamilyEconomy.it
L’intelligenza artificiale non è una moda tecnologica né un progetto da laboratorio: è già una leva strategica che sta ridefinendo il modo in cui le aziende pensano, decidono e competono.In questa puntata di Finance TV – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli dialoga con Luisella Giani, esperta di intelligenza artificiale e autrice del libro “Strategia. L’ultimo libro di management scritto da un essere umano”, per fare chiarezza su un tema spesso frainteso: il rapporto tra AI e strategia aziendale.Quanto sono davvero “in ritardo” le imprese italiane sull’AI? Perché parlare di “strategia dell’intelligenza artificiale” è spesso un errore concettuale? E come evitare che l’innovazione diventi l’ennesimo silo organizzativo invece che un vero abilitatore di valore?Nel corso dell’intervista affrontiamo:l’approccio prudente (e a volte bloccante) delle aziende italiane verso l’AIil ruolo dei piloti, dei dati e dell’infrastruttura tecnologicagli archetipi comportamentali che frenano o accelerano l’adozione dell’innovazioneil passaggio verso aziende AI-first, dove l’intelligenza artificiale diventa “business as usual”l’evoluzione del lavoro, dei team ibridi e delle competenze managerialiciò che resterà irriducibilmente umano anche nell’era dell’AI avanzataUna conversazione concreta, lucida e senza hype, pensata per imprenditori, manager e professionisti che vogliono capire come usare l’intelligenza artificiale per fare strategia, non per inseguire l’ultima tecnologia.
Futuri possibili: geopolitica, tecnologia e il ruolo dell’EuropaCon Roberto Poli, tra i maggiori studiosi italiani di futures studies, discutiamo come si sta riscrivendo l’ordine mondiale: dagli USA che provano a cambiare “le regole del gioco” all’ascesa di Cina e India; perché l’Europa resta in rincorsa (veto all’unanimità, debolezza su brevetti e trasferimento tecnologico); cosa aspettarsi da AI nei prossimi 10 anni (strumento potente ma da misurare sui guadagni di efficienza reale); dollaro, BRICS e tentativi di sistemi alternativi; i due megatrend che condizioneranno tutto: demografia (invecchiamento/declino della forza lavoro) e clima. Chiusura: come dovrebbero muoversi le imprese italiane? Valorizzare le nicchie, adattare prodotto/servizio a mercati molto diversi (Europa anziana vs. Africa giovane), e rafforzare ricerca, brevetti e filiere per trasformare le idee in industria.
Quanto c’è di “lotta al narcotraffico” e quanto di petrolio, risorse e dottrina geopolitica nell’intervento USA in Venezuela? Con Andrew Spannaus (da Washington) analizziamo la strategia americana nell’emisfero occidentale, il dossier Groenlandia tra rotte artiche e terre rare, e l’effetto emulazione su Russia e Cina. Passiamo poi agli equilibri interni: popolarità di Trump, freni istituzionali, posizionamento di Wall Street e Big Tech, e la corsa agli investimenti in AI. Un episodio per leggere i prossimi mesi con lucidità: tra potere, mercati e narrazione.
Consumi in trasformazione: come spendono oggi le famiglie italianeCon Anna Zinola (Direttrice Istituto Marangoni) analizziamo il nuovo mix che guida le scelte di spesa: più attenzione alla sostenibilità del budget (“me lo posso permettere?”), più valore alle esperienze rispetto ai beni, e una pianificazione più rigorosa. Parliamo di generazioni (dal tramonto del valore simbolico dell’auto al ruolo del telefono e dei weekend “instagrammabili”), di e-commerce come canale alla pari del negozio, e di tecnologia/AI che ormai influenza ricerca, decisioni e fruizione (dal viaggio prenotato dall’assistente AI alla realtà aumentata). Chiusura con cosa possono fare le imprese italiane per anticipare i trend e non subire il cambiamento.
In questa puntata di Finance TV Talk, Jonathan Figoli conversa con Federica Nerini per capire come geopolitica e geoeconomia stiano già impattando su imprese, consumatori e risparmiatori italiani.Si parte dai dazi USA, che colpiscono soprattutto Italia e Germania e mettono sotto pressione settori chiave: metalmeccanica e automotive, moda/lusso e Made in Italy, agroalimentare e farmaceutico. Con circa il 70% delle aziende italiane esposte all’export e un costo del capitale più alto della media europea, il tema diventa come mitigare il rischio: attenzione alla supply chain, all’outsourcing strategico (anche per competenze come i microchip) e alla revisione dei costi, sapendo che gli shock di prezzo spesso arrivano fino al consumatore finale.Secondo capitolo: PNRR. Si parla del suo ruolo “anticiclico” e dell’effetto sulla tenuta dell’economia italiana, in un contesto da “0 virgola”, con il tema decisivo di cosa succede quando i fondi finiranno: demografia, cervelli in fuga, salari reali stagnanti e necessità di investire in tecnologia e cybersecurity in un mondo che accelera.Terzo capitolo: finanza e capitale privato. Dal ruolo tradizionale delle banche (intermediazione, gestione del rischio, allocazione del capitale) alla trasformazione verso l’asset management e i grandi fondi globali. Infine, il nodo più concreto per le famiglie: l’Italia resta un Paese con risparmio elevatissimo, ma con una quota enorme di liquidità ferma (circa 1.800 miliardi sui conti correnti). L’educazione finanziaria diventa la chiave per evitare il “deperimento” del potere d’acquisto e imparare a scegliere tra rischio e rendimento, tra breve e lungo periodo, usando strumenti più consapevoli (dai fondi pensione fino a venture capital e private equity, dove appropriato).
In questa puntata di Finance TV Talk – Le Voci dell’Economia, Jonathan Figoli commenta con Giancarlo Cocco la nuova National Security Strategy statunitense: un documento che, in 33 pagine, attacca l’Unione Europea come architettura politica e burocratica.La conversazione tocca tre snodi: perché Washington considera l’UE un bersaglio strategico; perché Italia e Ungheria vengono indicate come possibili “anelli deboli” per scardinare l’attuale assetto europeo; e come la spinta al riarmo rischi di comprimere il welfare e di trascinare il continente in una traiettoria di lungo periodo.Il finale apre il capitolo tecnologia: dal dominio dei grandi monopoli digitali alle regole antitrust, fino all’impatto di digitale e intelligenza artificiale sulla nostra capacità di attenzione, concentrazione e decisione, con un passaggio sulle neuroscienze applicate a economia e organizzazioni e sui rischi di “atrofia cognitiva” quando deleghiamo tutto alle macchine.
In questo episodio di Finance TV – Le voci dell’economia abbiamo parlato con Loretta Napoleoni – Economista, autrice di Economia canaglia. Il lato scuro del nuovo ordine mondiale (nuova edizione 2025).I temi che troverai:Economia canaglia, 20 anni dopo: quando l’economia corre più di politica e legge, nascono le “aree grigie” dove prosperano poteri opachi e rendite.Vincitori e vinti: dallo 0,1% globale ai “tecno-titani”; difesa, alta finanza e mercati oligopolistici; il prezzo sociale pagato in disuguaglianze e fragilità democratiche.Concentrazione dei capitali: fondi pensione e d’investimento come “aspirapolvere” di liquidità verso pochi conglomerati tech; innovazione delle PMI schiacciata da M&A e barriere d’accesso.Europa tra USA e Cina: dipendenze nei servizi digitali, regolazione dei dati, capitale umano che migra; perché senza mercato dei capitali integrato restiamo follower.Derivati, stablecoin e debito: rischi sistemici, perché una “pulizia secca” è irrealistica e quali vie graduali (riduzione selettiva, gestione dell’insolvenza) possono evitare crisi di liquidità.Cosa fare in Italia: ricostruire filiere di finanza locale (banche di territorio e credito a PMI), riavvicinare risparmio e impresa, puntare su applicazioni concrete della tecnologia nei settori dove siamo forti.Per chi è: imprenditori, CFO, consulenti finanziari, policy maker e chi vuole strumenti per orientarsi tra geopolitica, mercati e scelte d’investimento.Per approfondimenti: professionefinanza.com • familyeconomy.it
In questo episodio Finance TV – Le voci dell’economia abbiamo ospitato il Prof. Emerito Umberto Bertelè (Politecnico di Milano), chairman Osservatorio Digital Innovation, con cui abbiamo parlato di imprese italiane tra geoeconomia, tecnologia e finanza.I punti principali che abbiamo trattato sono:Dove l’Italia ed Europa stanno perdendo terreno (digitale/AI) e come colmare il gap senza “inseguire” ma applicando tecnologia ai nostri settori forti.PMI, export e dazi: come cambia il gioco nella fase di de-globalizzazione e perché servono campioni più grandi, non solo “piccolo è bello”.Finanza per crescere: mercati dei capitali (anche europei), private markets, ruolo delle banche e del risparmio italiano per sostenere scale-up, M&A e quotazioni.Capitale umano: attrarre/tenere talenti, arginare il brain drain e perché l’innovazione è l’unica vera politica dei redditi.Stato e industria: sussidi USA/Cina, riarmo europeo, casi italiani (Leonardo) e il tema della produttività come precondizione per welfare e sostenibilità del debito.Best practice di posizionamento (Ferrari) e cooperazione europea (Airbus) come bussola strategica.Per maggiori approfondimenti vai su: professionefinanza.com e familyeconomy.it
In che mondo viviamo dopo l’arrivo di Trump alla Casa Bianca? E soprattutto: come ci vede il resto del pianeta, al di fuori della lente occidentale?In questo episodio di FinanceTV – Le voci dell’economia Jonathan Figoli dialoga con Alessandro Lubello, editor di economia a Internazionale, per rileggere l’attualità geoeconomica con uno sguardo meno “occidentecentrico”.Si parte dal cosiddetto “privilegio americano” – sicurezza militare e dominio del dollaro – e da come Trump lo abbia trasformato da garanzia per gli alleati a strumento di ricatto verso Europa e Cina. Lubello spiega perché questa scelta stia cambiando in profondità l’immagine degli Stati Uniti nel mondo e preparando nuovi equilibri globali.Si entra poi nel cuore dell’economia USA:bolle finanziarie legate all’intelligenza artificiale e a tecnologie ancora tutte da verificarepolarizzazione della ricchezza e consumi tenuti in piedi da chi vive di rendite di Borsacosto della vita in forte aumento per il ceto medio e medio-basso, che paga il prezzo di dazi e inflazione su beni essenzialiNella seconda parte l’attenzione si sposta su debito pubblico americano, ruolo della Federal Reserve e credibilità del dollaro: fino a quando i mercati considereranno gli USA il perno sicuro della finanza globale?Infine, uno sguardo all’Italia e all’Europa: perché il nostro Paese fatica a confrontarsi con il futuro, cosa ci manca rispetto alla cultura finanziaria americana e perché senza un mercato dei capitali europeo più profondo rischiamo di restare spettatori, non protagonisti, dei grandi cambiamenti in corso.
In questa conversazione con il Prof. Riccardo Puglisi, affrontiamo il legame tra geopolitica, geoeconomia e finanza. Partiamo dal ruolo – spesso frainteso – della finanza: canale che convoglia il risparmio delle famiglie verso imprese e Stati per finanziare investimenti di lungo periodo, ma anche terreno dove possono emergere eccessi speculativi e distorsioni. Discutiamo come le scelte dei gestori – specie quando appartengono a grandi centri finanziari – possano riflettere interessi geopolitici, e cosa può fare l’investitore quando rendimento e rischio non sono in linea con le attese.Entriamo poi nel tema del “risk-free”: ha ancora senso identificare il titolo privo di rischio con i Treasury USA? La risposta chiama in causa il ruolo del dollaro come valuta di riserva, i rischi di cambio per l’investitore europeo e, sullo sfondo, l’eventuale ricorso a politiche di austerità in caso di squilibri fiscali.Zoom finale su Europa e Italia: governance complessa, crescita più bassa, effetti della Brexit e il dilemma tra sovranità nazionale e integrazione federale per non restare “vaso di coccio” nello scacchiere globale. Chiudiamo con la narrazione nella politica internazionale: evitare sia il moralismo autoassolutorio sia la colpevolizzazione permanente dell’Occidente; la virtù sta nel mezzo e serve per decidere meglio.In sintesi: come leggere i mercati in un mondo di dazi intra-occidentali, potenze in competizione e storytelling che orienta scelte economiche, politiche e sociali.Approfondisci questi temi su www.ProfessioneFinanza.com
Che cos’è davvero il potere nel 2025? Non solo eserciti: oggi si esercita attraverso reti economiche, finanza, tecnologia e commercio. Con Tommaso Monacelli analizziamo la geoeconomia: come Stati Uniti e Cina usano gli snodi dei network globali (pagamenti, dollaro, semiconduttori, terre rare) per influenzare politica e mercati.Parliamo di dollaro e credibilità del sistema finanziario USA, del rischio-premio legato a dazi e pressioni sulla banca centrale, delle mosse di Cina e BRICS, e del ruolo possibile dell’Europa: meno piattaforme, più manifattura 2.0 (batterie, pannelli solari, veicoli elettrici) prodotta in Europa con filiere integrate.Un episodio per capire come si ridisegna l’ordine economico e dove conviene posizionarsi.Key topics:Geoeconomia: il potere passa dai nodi dei network (finanza, tecnologia, commercio).USA: egemonia del dollaro e del sistema dei pagamenti; quando la fiducia può incrinarsi.Cina: controllo di input critici (terre rare, componenti) e scalata tecnologica.Dollaro vs valute alternative: cosa può davvero cambiare (e cosa no).Europa: da spettatore a protagonista con manifattura avanzata prodotta sul territorio.Puoi approfondire questi temi su www.ProfessioneFinanza.com
In questo episodio di Finance TV – le Voci dell’Economia, Jonathan Figoli dialoga con Alessia Amighini (professoressa di Economia all’Università del Piemonte Orientale e co-head del programma Asia dell’ISPI) per leggere con lucidità il nuovo equilibrio – o disequilibrio – geopolitico ed economico mondiale.Partendo dall’ingresso della Cina nel WTO nel 2001 fino alla stagione dei dazi, analizziamo:perché l’Occidente ha sottovalutato la capacità cinese di salire nella catena del valore;come il piano “Made in China 2025” è stato percepito come una vera sfida industriale;il ruolo strategico delle terre rare e perché oggi Pechino ha una leva molto più credibile di quella occidentale;l’impatto della demografia sulla crescita cinese e la corsa di India e Asia centrale;perché l’ASEAN è un mercato che l’Europa continua a sottopesare.Un episodio per chi lavora nella finanza, nella consulenza e nell’impresa e ha bisogno di capire dove si stanno spostando i centri di potere economico e quali aree guardare nei prossimi anni.
In questo episodio di Finance TV Talk, Jonathan Figoli dialoga con Alan Friedman per esplorare i grandi temi dell'attualità economico-finanziaria e geopolitica:Il recente accordo tra USA e Cina: chi vince davvero?L'enorme debito pubblico americano e il futuro del dollaro come valuta di riservaL’Europa di fronte alle sfide globali: ancora un pilastro o un continente marginalizzato?Il "nuovo disordine mondiale": come sarà il panorama economico e geopolitico tra 10 anni?Un’intervista ricca di analisi lucide e non convenzionali, che aiuta a comprendere le dinamiche globali e il loro impatto sul futuro dei mercati e degli equilibri internazionali.🔗 Approfondisci le tematiche su professionefinanza.com e famileconomy.it
In questo episodio di Finance TV – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli incontra Maurizio Mazziero, analista e autore di riferimento sui mercati delle materie prime, per esplorare il ruolo strategico che oro, petrolio, gas e terre rare giocano oggi nel nuovo equilibrio geopolitico.L’intervista affronta i temi chiave che collegano economia, finanza e potere:perché l’oro è tornato a essere una riserva di valore per le banche centrali;come l’energia e il gas plasmano alleanze e conflitti nel Mediterraneo e in Asia;in che modo le terre rare rappresentano la nuova frontiera della competizione tecnologica tra Stati Uniti e Cina;il ritardo dell’Europa e le sfide per costruire una vera autonomia strategica sulle risorse critiche.Un dialogo che mette a fuoco come le materie prime non siano soltanto strumenti economici, ma veri e propri asset di potere geopolitico destinati a definire l’equilibrio mondiale dei prossimi decenni.
In questo episodio di Finance TV – Le voci dell’economia, Jonathan Figoli dialoga con Laura Grassi, professoressa e responsabile dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano.L’incontro approfondisce il ruolo del fintech come motore di innovazione nel sistema finanziario e bancario, analizzando tre prospettive: startup, istituzioni e regolatori.Grassi illustra come l’ecosistema fintech europeo stia crescendo tra opportunità e limiti strutturali, toccando temi cruciali come:l’evoluzione delle startup e la loro capacità di raccogliere capitali;il ruolo degli incumbent e delle partnership tra banche e fintech;l’impatto del regolatore e dei sandbox sull’innovazione finanziaria;il possibile contributo (e i rischi) delle criptovalute;il rapporto sempre più stretto tra finanza, tecnologia e geopolitica.Un episodio per capire come la tecnologia stia ridisegnando il panorama finanziario europeo, tra sfide normative e nuove opportunità globali.
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