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MindFood : storie che nutrono la mente.
MindFood : storie che nutrono la mente.
Author: Alberto Salis
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© Alberto Salis
Description
Il “mondo” che conosci è solo la superficie di una verità molto più profonda.
La mente umana è l'ultimo territorio inesplorato e io voglio accompagnarti nel viaggio attraverso i suoi confini, con delle storie memorabili.
MindFood: perché alcune storie non si limitano a intrattenerti... ti trasformano.
La mente umana è l'ultimo territorio inesplorato e io voglio accompagnarti nel viaggio attraverso i suoi confini, con delle storie memorabili.
MindFood: perché alcune storie non si limitano a intrattenerti... ti trasformano.
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Nella puntata di oggi parliamo di un lusso. Un lusso silenzioso che nessuno espone in vetrina. Non si compra. Non si eredita. Si allena. Si affina. Si perfeziona come una meta competenza. Una chiave di volta che sostiene la nostra evoluzione e apre la mente di chi ci sta di fronte.Parliamo dell'arte di essere interessanti. E del suo fratello più potente, quello che in azienda fa la differenza tra un capo e un leader. Il carisma.
Ivrea. Autunno del 1964C'è un ingegnere che entra in ufficio la mattina e nessuno gli chiede più niente.Si chiama Pier Giorgio Perotto. 34 anni, un cervello di prima categoria, e un problema: l'azienda per cui lavora ha appena venduto il settantacinque per cento della sua Divisione Elettronica alla General Electric. Il futuro elettronico che Adriano Olivetti aveva immaginato prima di tutti è stato impacchettato e spedito oltreoceano.Perotto riesce a non farsi trasferire. Resta.Ma resta come restano le cose in una casa dopo un trasloco. In un angolo. Con un gruppetto minuscolo di collaboratori. Fuori da ogni organigramma che conti.L'Archivio Storico Olivetti usa una parola sola per descrivere la sua condizione in quei mesi. Una parola che, se la leggete nel curriculum di un vostro collaboratore, vi fa venire i brividi.Dimenticato.Perotto era stato dimenticato dalla struttura aziendale.E qui succede la cosa che rende questa storia degna di essere raccontata sessant'anni dopo. Perché un uomo dimenticato può fare due cose. Può aspettare la pensione. Oppure può approfittare del più raro dei privilegi aziendali: nessuno lo sta guardando.Nessuno gli chiede un business plan. Nessuno lo convoca per uno stato avanzamento lavori.Nessuno, soprattutto, può punirlo per un fallimento che nessuno saprà mai.Alla fine di quell'anno, in quella stanza dimenticata, Perotto completa un prototipo.Ottobre millenovecentosessantacinque, New York, salone BEMA dell'automazione per ufficio. Gli americani si aspettano l'ennesima calcolatrice italiana. Quello che vedono è una macchina che sta su una scrivania, ha una memoria, e si può programmare.La Programma 101.Il primo personal computer della storia.
Oggi parliamo di una delle forze più potenti e meno esaminate della mente umana: il possesso. Il desiderio di dire "mio". E vi porto una tesi che, la prima volta che l'ho guardata in faccia, mi ha messo a disagio — perché parlava di me più di quanto volessi ammettere.La tesi è questa: noi crediamo di possedere le nostre cose. Ma spesso sono le nostre cose a possedere noi. Le trattiamo come un tesoro nell'armadio, e non ci accorgiamo che nell'armadio, in realtà, c'è un demone. Un demone che abbiamo nutrito noi.Stasera proviamo a fare una cosa antica, quasi un esorcismo: chiamarlo per nome. Perché ciò che sai nominare, smette di comandarti in segreto.
Il neuroscienziato Karl Friston lo ha formalizzato in un principio: il cervello lavora per minimizzare la sorpresa. Ogni scarto tra ciò che si aspetta e ciò che accade è un costo — metabolico, attentivo, emotivo.E qui la coerenza smette di essere una virtù morale e diventa una questione di contabilità energetica.Un mondo coerente è un mondo prevedibile. Un mondo prevedibile costa meno glucosio. Una persona coerente è una persona su cui posso fare previsioni affidabili — quindi con cui posso cooperare, commerciare, dormire nella stessa caverna senza montare la guardia.Ma la coerenza ha un lato oscuro…così come l’incoerenza ha un lato luminoso…Bentornati….pronti all’ascolto?
In questo episodio entriamo dentro un “giallo scientifico” durato quasi un secolo: un fantasma inseguito dai laboratori di mezzo mondo, un premio Nobel dal finale che nessuno sceneggiatore avrebbe osato scrivere, e la scoperta che il vostro cervello nasconde una rete wireless di cui nessuno vi ha mai parlato. E alla fine, come sempre, tre strumenti concreti da usare già da stasera — uno dei quali richiede soltanto... di canticchiare a bocca chiusa.Ma prima, una domanda: se vi dicessi che in questo preciso istante, tra i vostri neuroni, si sta diffondendo un gas velenoso... voi smettereste di ascoltarmi? Spero di no. Perché è proprio quel “veleno” che deciderà se, domani, di questa puntata vi ricorderete qualcosa.








