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Quel che resta del giorno
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Quel che resta del giorno

Author: Linkiesta

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Ogni giorno milioni di notizie attraversano i nostri occhi e scompaiono. “Quel che resta del giorno”, con Massimiliano Coccia, è la feritoia da cui guardare la politica, la stampa, i libri e i conflitti del nostro tempo. Un podcast quotidiano de Linkiesta per ascoltare storie, voci e idee che resistono al rumore dei giorni.
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Questa settimana si sono tutti chiesti dove fosse Elly Schlein, invece di essere in Ucraina, come ad esempio il segretario del Partito Socialista francese Oliver Faure. Era alla presentazione della rivista di Goffredo Bettini, Rinascita e poi a Latina con Carofiglio. Però ha fatto una card per Kyiv e ha ripetuto la solita marmellata sulla questione diplomatica. Nelle stesse ore Erri De Luca rilasciava a Repubblica un’intervista importante tra un convoglio e l’altro di aiuti portati a Kyiv.
Angelo D’Orsi è stato ospite di Vladimir Soloyev sulla tv di Stato russa e ha dato fiato a tutta la propaganda antioccidentale che aveva in serbo, mentre Valery Gergiev, sommo maestro d’orchestra, andava a conferire da Putin. Tre personaggi che inquinano anche il dibattito italiano con falsità, propaganda e minacce. Ma non sono i soli, in questa puntata torniamo a parlare anche di Vincenzo Lorusso e Andrea Lucidi, che recentemente ha dichiarato di interrogare - intervistare prigionieri di guerra in Donbas.
Una canzone simbolo di Napoli che, secondo una narrazione molto diffusa, avrebbe avuto i natali ad Odessa. In questa puntata seguiamo il percorso inatteso di “’O Sole Mio” per raccontare la guerra in Ucraina e noi, l’assurdità delle polemiche di Sanremo e di quanto la semplificazione politica sia dietro l’angolo anche su drammi come l’omicidio di Rogoredo
Il 24 febbraio del 2022 le truppe russe entrarono in Ucraina per quella è divenuto il conflitto più lungo sul territorio europeo dalla Seconda Guerra Mondiale. Ricostruiamo quei giorni con Maurizio Molinari e Gianni Vernetti in collegamento da Odessa in un dialogo intenso tra geopolitica e umanità, tra lotta alla disinformazione e nuovi equilibri mondiali.
Domani saranno quattro anni dall’invasione estesa della Russia contro l’Ucraina, quattro anni in cui il popolo ucraino resiste, combatte, si sacrifica anche per noi. Ripercorriamo questi anni con un editoriale di Paolo Mieli e con una piccola lettera aperta ad un popolo coraggioso
“Mai fidarsi della Cina”, scrive Giulia Pompili su “Il Foglio” raccontando dell’inchiesta che ha pubblicato Repubblica in cui si racconta che 5.000 agenti della Digos sono stati vittime di un’operazione di furto di dati da parte di hacker legati al regime di Pechino. Un confine  davvero labile quello digitale che è ormai una vera e propria emergenza ancora troppo sottovalutata e poco tenuto in conto dal nostro dibattito pubblico.
Ep.78 | Board of pigs

Ep.78 | Board of pigs

2026-02-1815:43

La trovata commerciale di Donald Trump del Board of peace è una specie di truffa del secolo, un posto dove nessuno deciderà nulla se non dove ricostruire qualcosa mentre Israele annette la Cisgiordania. Più che un board per la pace sembra un cda di un’impresa che vende un prodotto inesistente e sconosciuto a molti dei suoi componenti: la democrazia. L’Italia parteciperà da osservatore, dice Antonio Tajani alla Camera e cosa ci sia da guardare però non lo ha spiegato. Proviamo a capirlo insieme.
La morte di Quentin Deranque, giovane attivista di destra brutalmente aggredito ai margini di una conferenza a Science Po dove era ospite Rima Hassan, scuote la Francia e riaccende una frattura che attraversa da anni il paese: quella tra radicalizzazione ideologica e violenza. Sullo sfondo, il ruolo della Jeune Garde, gruppo di estrema sinistra al centro di un procedimento di scioglimento, e la figura controversa di Raphaël Arnault, attivista e deputato di La France Insoumise. Cerchiamo di capire insieme cosa accade in Francia.
Alexei Navalny è morto il 16 febbraio del 2024 in una colonia penale in Siberia ucciso da Vladimir Putin che si è avvalso dell’FSB e del veleno della rana freccia dell’Ecuador che  lo ha progressivamente paralizzato fino a spegnerlo. I risultati dei campioni di tessuto analizzati dalle intelligence di U.K., Paesi Bassi, Francia e Svezia non lasciano spazio a dubbi. Ovviamente il Cremlino smentisce, anzi rilancia le solite menzogne. Ma oggi parliamo anche di Piero Gobetti di cui ricorrono i 100 anni dalla morte. Due storie diverse, due storie di coraggio.
Ieri il Comitato Olimpico Internazionale ha squalificato lo skeletonista Vladyslav Heraskevych, colpevole del reato di dignità, per aver indossato un casco con le foto degli atleti ucraini uccisi dai russi. Raccontiamo questa vicenda vergognosa partendo dalle parole del senatore Filippo Sensi che ieri in aula è intervenuto sul caso e con una semplice proposta: sia il Presidente Mattarella a premiare Vladyslav Heraskevych con il collare al merito sportivo.https://www.change.org/heraskevych
La "tassa etica" è un'addizionale del 25% sull'IRPEF o sull'IRES applicata a chi ricava reddito dalla produzione, distribuzione o rappresentazione di materiale pornografico. È un aggravio fiscale punitivo che si aggiunge alle normali imposte e che colpisce un lavoro legale solo sulla base di un giudizio morale. Nata nel 2005 e mai abolita, è una scure che si abbatte su molti content creator che hanno in media stipendi molto bassi. Ne abbiamo parlato con Luiza Munteanu, onlyfanser e promotrice della campagna “Stop tassa etica” promossa da Radicali Italiani.
Ieri sul Sole 24 Ore Emmanuel Macron ha dipinto in modo efficace il mondo intorno a noi, l’Europa e le sue sfide, le sue potenzialità e le sfide del futuro prossimo. Il cardine per il Presidente francese è lo Stato di diritto, quello che ad Hong Kong non esiste più da quando Pechino è rientrata in possesso dell’ex colonia britannica. La penna di Giulia Pompili sul Foglio ci racconta la condanna dell’editore Jimmy Lai a vent’anni.
In questo tempo di propaganda putiniana e altri strani personaggi, c’è un propagandista del Cremlino che dal 2022 è divenuto un punto di riferimento dell’arcipelago della disinformazione europea: Andrea Lucidi. Oggi raccontiamo un po’ della sua storia e dei suoi cavalli di battaglia: dai biolab ucraini alla non-violenza del regime di Maduro.
In questo episodio proviamo a rimettere in ordine un segmento degli Epstein Files. Chi era davvero Jeffrey Epstein, perché la sua rete non era solo criminale, ma anche strutturalmente politica, finanziaria e diplomatica, e come il meccanismo del ricatto sessuale abbia funzionato come strumento di potere trasversale. Lo facciamo insieme ad Alessandra Libutti, vicedirettrice di Inoltre.
Da quanto si apprende, Ghali sarebbe stato censurato dall’organizzazione delle Olimpiadi Milano-Cortina. Non avrebbe potuto cantare l’inno d’Italia in arabo e leggere alcuni versi di una poesia che parla di pace. Oltre a domandarsi chi abbia invitato Ghali per poi censurarlo e perché Ghali ha accettato di andare ad una manifestazione organizzata dal Governo nei fatti, questa vicenda ci fa ragionare sui danni dell’attivismo che è quasi il contrario della militanza. Una piega che favorisce la destra becera e arrogante in Europa e nel mondo e che crea davvero parecchi guai nel tessuto culturale.
Un ottimo Pietro Salvatori su HuffPost racconta il fenomeno delle figurine della politica, personaggi polarizzanti che portano piccoli aiuti momentanei ma poi lasciano cadere le aspettative nel vuoto. Sono forse il punto più basso del bipolarismo in cui siamo immersi e della crisi del sistema partitocratico che viviamo. Ma come siamo arrivati fino a qui? Cerchiamo di capirlo oggi con una carrellata sulle polemiche degli ultimi giorni.
Ieri Roberto Vannacci ha detto addio alla Lega ed ha assunto la carica di segretario del suo partito, Futuro Nazionale. Più putiniano che mai anche più di Salvini, il generalissimo ha fatto contento mezzo partito che mal tollerava i suoi modi e le sue idee (il che è tutto dire). Espulso dal gruppo europeo dei Patriots, vedremo come cambierà la geografia della destra italiana. Salvini insomma è riuscito nel capolavoro di avere una scissione dentro casa.
La violenza di sabato a Torino continua a far discutere, Walter Verini, deputato del Pd, ad HuffPost dice che la sinistra deve tornare a guardare a Berlinguer e Lama, facendo tornare la sicurezza al centro del dibattito. In questa puntata cerchiamo di allargare il nostro campo di osservazione e dialoghiamo su altre minacce quelle ibride e dell’infowar con Mattia Caniglia e Teresa Coratella.
Sabato il corteo di solidarietà col centro sociale torinese Askatasuna si è trasformato, nell’ultima parte del corteo, in una lotta tra teppisti e forze dell’ordine. Nel 2026 siamo ancora al punto di partenza, la storia della repressione non ha insegnato nulla né ai movimenti sociali e neanche ai partiti, che continuano con una solidarietà pelosa e senza senso a condannare senza recidere i cordoni ombelicali con ambienti ormai fuori dalla storia .La violenza, insomma, sembra essere divenuta la cifra stilistica del nostro tempo nelle ali estreme di destra e sinistra.
Oggi la Lega col deputato Furgiuele presenta alla Camera una proposta di legge per la remigrazione dove interverranno pezzi di Casa Pound e Forza Nuova mentre Vannacci si prepara alla scissione e a riunire i putiniani sparsi di ogni ordine e grado. È la nuova strategia dell’FSB che non vuole contenitori ibridi per le prossime elezioni nei paesi europei ma partiti dichiaratamente pro-Cremlino. In questo scenario c’è da segnalare la vergognosa presenza del ministro degli Esteri Lavrov alla convention del partito di Marco Rizzo.
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Comments (1)

Giovanni Garattini

il podcast è molto interessante. tuttavia se per ogni volta che dici diciamo il conduttore pagasse un euro, avremmo risolto i finanziamenti per l'Ucraina.

Jan 21st
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