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L'ora del lupo
L'ora del lupo
Author: Breaters
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© 2026 Breaters
Description
Storie vere di fame emotiva e rinascita.
Quando la notte si fa silenziosa, il lupo della fame emotiva torna a bussare.
In ogni puntata, Giorgio Serafini Prosperi incontra persone vere che raccontano la loro storia di lotta, consapevolezza e risveglio: voci che attraversano il buio per ritrovare un senso, la presenza e la libertà.
Un podcast intimo e autentico, nato da Breaters, dove si parla di cibo, emozioni e del coraggio di vivere l’incontro con se stessi con gentilezza.
12 Episodes
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Emanuele racconta una fame emotiva che non ha un’ora precisa. Si attiva quando l’insoddisfazione cresce e le emozioni restano soffocate dentro di sé, fino a trasformarsi in una fame improvvisa e difficile da comprendere, tanto da chiedersi ogni volta: “com’è possibile che io sia così affamato?”. Cresciuto in un ambiente disfunzionale, dove esprimersi poteva rappresentare un rischio reale, Emanuele ha imparato presto a trattenere tutto. In casa perfino le porte che si aprivano potevano generare paura, e il cibo diventava una delle poche forme di conforto e comunicazione emotiva: un modo per calmare il dolore e sentirsi momentaneamente al sicuro. Nel tempo rabbia e ansia cronica hanno accompagnato la sua vita, insieme alla convinzione di valere meno a causa del proprio aspetto fisico, radicata fin dall’infanzia. Il cambiamento è iniziato quando ha trovato il coraggio di imporsi e di lasciare andare quella rabbia antica, iniziando a riconoscere che ogni esperienza poteva diventare insegnamento. La meditazione, l’esperienza in un monastero buddhista e il percorso Breaters stanno oggi accompagnando Emanuele in un cammino di libertà, oltre il giudizio su di sé e oltre il cibo usato per contenere le emozioni, verso una vita più aderente a ciò che sente di essere davvero. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Marina racconta una fame emotiva che nasce da stress, fatica e solitudine. Quando le giornate diventavano troppo pesanti, il cibo apriva una via di compensazione: un sollievo momentaneo per colmare un vuoto psicologico e spirituale che però restava intatto, lasciando dolore, senso di colpa e un peso che non era solo fisico. Col tempo Marina ha imparato a riconoscere quel disagio nel corpo, come un peso sul petto che si allentava solo riempiendo lo stomaco. Il cibo era diventato un sostituto delle gratificazioni che mancavano nelle relazioni, nelle situazioni e negli ambienti vissuti come inappaganti, una soluzione apparente che finiva per aggravare il problema. Il cambiamento è iniziato quando Marina non si è sentita più sola né sbagliata grazie alla Community Breaters, e quando la consapevolezza è scesa nel corpo attraverso la meditazione sul respiro. Da quel momento gli episodi di fame nervosa si sono diradati sempre di più. Oggi Marina si sente in cammino, in un percorso di libertà sostenuto dalla mindfulness e dagli strumenti del percorso Breaters, lontano da diete e restrizioni, guidato da una trasformazione lenta ma costante. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Dopo l’ictus, Antonietta non si riconosce più. Il corpo le appare estraneo e il mondo si ribalta: deve ricominciare da zero, reimparare anche ciò che di solito diamo per scontato. La malattia diventa un’esperienza dolorosa ma anche una continua riscoperta, che la costringe a riportare attenzione a ogni gesto e a riconquistare, passo dopo passo, la propria autonomia. Nel recupero incontra la meditazione, che diventa una compagna di viaggio fondamentale. Anche il rapporto con il cibo cambia: da anestetico emotivo a spazio di rallentamento e consapevolezza, senza perfezionismi. Oggi Antonietta sente che attraversare la fragilità le ha restituito un valore più profondo della vita. La speranza non si esaurisce se la si coltiva. E la vita, nonostante tutto, vale sempre la pena di essere vissuta. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Stefania racconta una fame emotiva che nasce dalla stanchezza. Quando la giornata chiede più energia di quanta ne abbia davvero, il cibo diventa un modo per reggere, per darsi un sollievo immediato quando le risorse sembrano finite. Ci sono momenti in cui si sente più esposta al potere del cibo-ricompensa. In quelle fasi l’argine cede e fermarsi diventa difficile, non per mancanza di volontà, ma perché l’ascolto si interrompe e la fragilità fa paura. Il cambiamento è iniziato quando la consapevolezza è scesa nel corpo. Ascoltarlo ha trasformato ciò che prima era teoria in qualcosa di praticabile nel quotidiano. Mettere spazio tra lo stimolo e la risposta, come insegna la mindfulness, è stato il primo tassello di un anno di svolta. Oggi Stefania sa che il perfezionismo è nemico del cambiamento. Abbassare l’asticella degli obiettivi e accogliere le proprie fragilità con tenerezza ha rappresentato la chiave di una trasformazione profonda nella relazione con la fame emotiva. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Giulia è cresciuta in un contesto in cui il cibo era carico di tensioni e significati affettivi. Fin da piccola è diventato un modo per sentirsi accudita e al sicuro, soprattutto dentro una famiglia fragile e disgregata. Con il tempo la magrezza è diventata una protezione: essere vista così le dava valore e la illusione di controllo, rafforzata nell’adolescenza dal confronto costante con modelli irrealistici e con un’idea di perfezione alimentata dai social. Solo più tardi, anche grazie alla diagnosi di ADHD, Giulia ha iniziato a comprendere che l’alternanza tra ipercontrollo e abbuffate non parlava di mancanza di volontà, ma di difficoltà di regolazione emotiva e di un bisogno profondo di cura. La sua è una storia di fame emotiva, ma anche di nuove consapevolezze e di un primo spazio di comprensione verso sé stessa. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Tamara ha vissuto per anni tra diete, abbuffate e vergogna, senza riconoscere che quel rapporto con il cibo fosse il segnale di un disagio più profondo. Il cibo è diventato un modo per zittire tutto, soprattutto quando, durante il periodo del Covid, non è stato più possibile riempire la vita di altro. Solo più tardi ha iniziato a comprendere che non si trattava di mancanza di volontà, ma di una difficoltà di regolazione emotiva. La meditazione ha aperto uno spazio nuovo, permettendole di ascoltarsi senza reprimersi e di uscire dalla logica della dieta continua. La sua è una storia di fame emotiva, ma soprattutto di tregua e di una relazione diversa con sé stessa. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Anna ha attraversato un rapporto complesso con il cibo fin dall’infanzia: l’urgenza di essere sempre perfetta, la sensazione di dover corrispondere, e quella solitudine silenziosa che nessuno sembrava vedere. Il cibo è diventato presto un modo per addomesticare la pressione, per calmare quel vuoto che faceva paura. Solo da adulta ha iniziato a comprendere che quel sollievo era un falso amico, e che ciò di cui aveva davvero bisogno era un altro tipo di nutrimento: presenza, ascolto, spazio per sé. La sua è una delle molte voci che ritrovano libertà e cura grazie al percorso Breaters.
Stefania porta con sé un rapporto difficilissimo col cibo fin dall’infanzia: diete a ripetizione, tentativi di controllo, ricadute dolorose. Dentro quella lunga lotta scopre che la vera svolta non è restringere o rinunciare, ma radicarsi nel respiro e nel presente. Impara così a scegliere ciò che le fa bene, oltre le abitudini e le paure, trasformando il cibo da nemico a luogo di ascolto. La sua è una delle molte voci che ritrovano libertà e cura grazie al percorso Breaters. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Giorgia attraversa anni difficili: l’ossessione per il peso, l’anoressia, la bulimia, un ricovero lungo e doloroso. Dentro quella lotta scopre che il vero passaggio non è controllare il corpo, ma trasformarlo da nemico ad alleato. Per placare la fame emotiva — che era solo un sintomo di un dolore più profondo — ha dovuto fare pace con sé stessa e con la propria storia. La sua è una delle molte voci che ritrovano libertà e cura grazie al percorso Breaters. Iscriviti al nostro prossimo webinar gratuito 👉 https://it.breaters.com/webinar-live
Sara attraversa una malattia e un dolore che le cambiano la vita. Dentro quella frattura nasce però una rinascita: la fame emotiva diventa lo stimolo inatteso verso la libertà, e il dolore si trasforma nel maestro che la guida a ritrovarsi, a scegliere sé stessa e a ricominciare. La sua è una tra le tante storie di persone che hanno imparato a gestire la fame emotiva tramite gli strumenti del percorso Breaters. Scopri di più su www.breaters.com
Francesca sperimenta la solitudine e l’abbandono e il cibo le viene in soccorso. Ma poi scopre che in sé ci sono una luce e una forza che le consentono di ritrovarsi e diventare capace di amarsi e di amare la vita.
Federica nasconde le proprie emozioni, i propri sogni, i propri desideri sotto montagne di cibo. La sua è una storia di rinascita dalla fame emotiva che porta dritta dritta alla realizzazione di un sogno.








