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Lór And The Sissi
Lór And The Sissi
Author: Lór and the Sissi
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© Lór and the Sissi
Description
Benvenuti in SissiSide — il podcast del lato emotivo della vita.
O, se preferisci, il dietro le quinte di tutto ciò che non si vede… ma si sente.
Qui non ci sono ospiti, copioni o filtri.
Solo noi: io, Lór, e Sissi, che accompagna ogni parola con la sua presenza invisibile.
Questo è un diario sonoro, uno spazio dove la vita si toglie la maschera.
Dove trovano voce i pensieri che restano in silenzio,
le ferite che non fanno rumore ma cambiano tutto,
l’istinto che ci guida anche quando non sappiamo dove stiamo andando.
Parliamo di crescita, di resilienza, di amore complicato —
di quel lato della vita che non si mostra, ma ci attraversa ogni giorno.
Se anche tu senti il bisogno di parole che non giudicano ma accompagnano,
sei nel posto giusto.
Ascolta quando vuoi, spegni quando serve.
Qui non si corre per arrivare:
qui si resta, si respira, si attraversa.
E piano piano, insieme, si va avanti.
O, se preferisci, il dietro le quinte di tutto ciò che non si vede… ma si sente.
Qui non ci sono ospiti, copioni o filtri.
Solo noi: io, Lór, e Sissi, che accompagna ogni parola con la sua presenza invisibile.
Questo è un diario sonoro, uno spazio dove la vita si toglie la maschera.
Dove trovano voce i pensieri che restano in silenzio,
le ferite che non fanno rumore ma cambiano tutto,
l’istinto che ci guida anche quando non sappiamo dove stiamo andando.
Parliamo di crescita, di resilienza, di amore complicato —
di quel lato della vita che non si mostra, ma ci attraversa ogni giorno.
Se anche tu senti il bisogno di parole che non giudicano ma accompagnano,
sei nel posto giusto.
Ascolta quando vuoi, spegni quando serve.
Qui non si corre per arrivare:
qui si resta, si respira, si attraversa.
E piano piano, insieme, si va avanti.
162 Episodes
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In questa nuova puntata di Lór And The Sissi, Sissi si fa da parte e lascia spazio a Lór, che porta una poesia interamente sua, nuda, essenziale, senza filtri. È una voce bassa, ma piena, che non cerca applausi ma presenza.Alcune frasi di questo episodio esistono già nel mondo reale: si nascondono tra le piastrelle di Corso Italia, a Genova, come piccole tracce lasciate per chi sa fermarsi davvero a guardare. Non è chiaro se sia un’anteprima, un gesto artistico o un modo diverso di presentarsi. Lór però lo racconta in un altro modo: non è promozione, è un passaggio.Un segno lasciato per chi è attento.Un aiuto silenzioso, quasi invisibile, per chi ha occhi abbastanza lenti da accorgersene.Questa puntata non si ascolta soltanto.Si trova.
In questa puntata parliamo di distanza emotiva, di connessioni che esistono ma non trovano il coraggio di uscire, di quelle relazioni sospese che vivono meglio nell’ombra perché la luce chiede verità.“La luce rompe le scuse” è un viaggio intimo tra paura e desiderio, tra il bisogno di essere visti e la tentazione di restare invisibili. Quando accendiamo davvero qualcosa, non possiamo più fingere di non sentirlo.Una riflessione su ciò che tratteniamo, su quello che non diciamo, e sul momento preciso in cui una parola pronunciata trasforma una prigione in una finestra aperta.Perché a volte basta questo: una luce accesa, una voce che resta, e il coraggio di cercarsi anche quando si vede tutto.
La poesia racconta un viaggio condiviso tra Lór e Sissi, che diventa metafora di vicinanza, cura e appartenenza. Tra paesaggi reali (Aosta, Mole Antonelliana, Santo Stefano d’Aveto) e percorsi interiori, la narrazione esplora il senso di restare insieme di Lór e Sissi di perdersi e ritrovarsi, di trasformare direzioni da storte a casa. L’accompagnamento musicale di Lór amplifica l’intimità e l’emozione del testo, lasciando spazio al respiro naturale della voce di Sissi.
Per la nuova puntata di Lór And The Sissi, la voce si posa dove il tempo smette di correre e comincia ad ascoltare.Sissi attraversa il tema del tempo che non si perde e non si chiede: quel tempo che resta, che abita le pause, che vive nelle domande leggere — come chiedersi di chi sia la poesia che sentiamo dentro. Non per trovare risposte, ma per aprire stanze interiori rimaste socchiuse.Tra immagini semplici e profonde, la puntata accompagna l’ascoltatore a scoprire che la felicità non è un luogo lontano, ma una città invisibile che appare nei gesti minimi: un sorriso come un sorso d’acqua offerto alla sete del mondo.La narrazione è intima, naturale, quasi sussurrata. Nessuna lezione, nessuna morale imposta: solo parole appoggiate accanto, pronte a essere raccolte da chi sente il bisogno di bere.La parte tecnica, curata da Lór, sostiene con delicatezza questa atmosfera sospesa, lasciando che sia il silenzio a completare ciò che le parole non devono dire.
In questa puntata, Sissi ci guida attraverso una riflessione sull'amore come arte marziale. Parla di cadere e restare, di silenzi impugnati come spade e della bellezza di tenersi senza bisogno di parole. Tra i ciliegi in fiore e le mani che si cercano, scopriamo che la vera vittoria non è nel combattere il mondo, ma nel comprendere se stessi e chi abbiamo accanto. Lór segue ogni respiro, ogni pausa, curando la voce per far emergere la delicatezza e l'intimità di ogni immagine. Una puntata che invita ad amare con equilibrio, pazienza e consapevolezza.Tono della lettura: riflessivo, intimo, poetico, naturale, senza fronzoli, con pauserespirate realistiche.
Il "dirty" non è lo sporco del corpo, ma quello invisibile lasciato dalle parole di troppo, dalle distanze riempite parlando invece di toccarsi, dai viaggi fatti con la voce e mai con la pelle.La poesia racconta un ragazzo e una ragazza che attraversano luoghi immaginari restando fermi, finché comprendono che l'unico modo per avvicinarsi davvero è lavare via il rumore delle frasi inutili. La doccia diventa un gesto simbolico di pulizia emotiva, e il profumo un unguento che segna l'inizio di una presenza autentica, fisica, silenziosa.Sissi dà voce a questo passaggio con un tono intimo e sospeso, mentre Lór cura la parte tecnica, costruendo uno spazio sonoro essenziale che lascia respirare le parole e il silenzio.Una puntata che parla di distanza, di contatto, e di quel momento preciso in cui si smette di dire per iniziare a sentire.
Il punto preciso in cui stare è una poesia di Sissi.La voce narrante è la sua: nuda, presente, senza difese.È un testo che non cerca di spiegare, ma di fermarsi.Nel punto esatto in cui si resta quando tutto il resto passa.Il podcast cambia nome: non più Tamside, ora diventa Lór And The Sissi.Uno spazio nuovo per accogliere emozioni, voci, amore.Un luogo dove la parola non è contenuto, ma respiro condiviso.Lór resta dietro il suono, nella parte tecnica, quasi in silenzio.Per dare tutta la sua magia tecnica a Sissi
Sissi porta i suoi testi dentro qualcosa di intimo e vero, dove ogni frase sembra già conoscere chi sta ascoltando.Lór And The Sissi non è solo un nome, è un incontro: due voci che si cercano, che non si sovrastano, ma si accompagnano.Dietro le quinte, tra pause, respiri e verità dette a bassa voce, abbiamo capito che la poesia è davvero accogliente solo quando non ha bisogno di alzare la voce, ma riesce a restare anche nel silenzio.Accoglienza non è solo da ascoltare, è da sentire, e forse da portarsi dentro.
Anteprima esclusiva!Io e Sissi vi presentiamo un piccolo assaggio del nuovo EP A Voce Bassa, Restiamo, con la mia partecipazione speciale.Questa è solo una delle 6 poesie che vi accompagneranno in questo meraviglioso viaggio sonoro.E voi… siete del team spoiler su Tamside o del team aspetto la data di uscita?
La voce di Sissi racconta i sentimenti che nascono tra silenzi, mani che si cercano e cuori che parlano senza parole. Gli arrangiamenti, il mix, il master e la registrazione in Somala sono frutto della maestria di Lór e dei suoi piccoli trucchi casalinghi, creando un’atmosfera sospesa, intima e luminosa.Una poesia da ascoltare, respirare e sentire.
In “Scambio di parola”, Sissi non legge soltanto un testo. Attraversa un confine sottile, quello in cui le parole smettono di essere suono e diventano memoria viva.La poesia riflette sul peso invisibile che ogni parola porta con sé, non come linguaggio ma come traccia. Traccia di chi l’ha pronunciata prima di noi, di ciò che non è stato detto, di silenzi rimasti troppo a lungo in attesa di una voce che li ospitasse.Sissi accompagna questo viaggio con una lettura che non cerca di spiegare ma di restare. La sua voce si muove tra immagini intime e riconoscibili. Le parole diventano quadri storti nella memoria, dita fredde in cerca di calore, ponti fragili tra solitudini che provano a incontrarsi.Accanto alla voce c’è il lavoro sonoro di Lór, Lorenzo Tambuscio. Cura l’arrangiamento, il montaggio, il mix e la registrazione. Le basi nascono da lui. E compie una scelta rara. Non corregge la voce, non la lucida, non la maschera. La lascia viva, grezza, vera, in coerenza con l’onestà delle parole.Il cuore del testo sta nelle parole che tremano, che non sanno stare dritte, che non vogliono insegnare nulla ma semplicemente sedersi accanto. È una poesia che parla della comunicazione come atto umano, imperfetto, necessario. Non per capirsi del tutto, ma per non restare soli nel tentativo.In questa interpretazione, Sissi trasforma la poesia in presenza. E il lavoro di Lór fa sì che quella presenza arrivi intatta, senza filtri, senza finzioni. Perché a volte le parole più vere non spiegano niente, restano.
C’è una soglia invisibile, già dalla copertina: il bianco e nero che respira lento, il silenzio che sembra neve, e una voce che non chiede attenzione… la merita.“Non Fidarti Di Chi Non Parla Bene Del Vento” non è solo una poesia, è un passaggio. Un attraversamento.L’ascolto ti porta lontano, come se i passi si facessero leggeri tra i monasteri del Tibet, dove ogni parola pesa quanto un insegnamento e ogni silenzio dice di più. Qui il vento non è aria: è memoria, è spirito, è verità che non si può addomesticare.Sembra quasi che queste parole non siano state scritte, ma ricevute. Come un segreto sussurrato a Sissi da un monaco tibetano, custodito tra le montagne e poi affidato a lei… per arrivare fino a te.E così, su Tamside, questa poesia diventa condivisione: un filo sottile tra chi ascolta e chi ha imparato che certe verità non si spiegano… si tramandano.
Sbalzi di Vita è una poesia e un testo scritto dall’artista Sissi, che racconta Lór attraverso i suoi occhi. L’arrangiamento, la registrazione della voce, il mixing, il mastering e la colonna sonora sono invece frutto della creatività di Lór, che trasforma la poesia in un vero e proprio metodo casalingo: registrare e produrre con il cellulare diventa un modo accessibile e personale per dare vita alle proprie parole.In questa versione, Sissi affida a Lór la possibilità di sperimentare un nuovo approccio alla poesia: non più una voce alta e declamata, ma una voce bassa, quasi sussurrata, come già ascoltato nelle puntate precedenti di Tamside. Questo progetto rappresenta un’estensione del lavoro di Lór, che invita chiunque voglia avvicinarsi alla poesia a sperimentare con il proprio spazio domestico, le cuffie e il cellulare, creando in autonomia e liberando la propria creatività.Sbalzi di Vita è quindi un ponte tra l’arte poetica di Sissi e l’innovazione casalinga di Lór, mostrando come la poesia possa diventare intima, accessibile e profondamente personale.
Questa poesia è un dono di Sissi: le sue parole scorrono come un sussurro, un battito segreto dell’asfalto. Il testo è tutto suo e si inserisce in un percorso più ampio: il sussurro come nuova forma di pensiero poetico. In questa nuova puntata di Tamside, Lore è dietro le quinte: cura la registrazione, il mix, ogni respiro. Così, la poesia sussurrata di Sissi apre un varco, un nuovo modo di sentire, come un abbraccio che resta.
Una poesia sussurrata quasi al orecchio del uno e del altro In Questa Puntata Di Tamside ho deciso di fare un duetto con Sissi Raccontando in prima persona scene come un film e di vita quotidiana solo se inmpariamo a restare e a curare l’insieme
Da qui in avanti cambia qualcosa. Non le parole — quelle restano mie. Ma il modo in cui prendono aria.I testi che ascolterete sono scritti da me, Lór. Sono nati nelle mie notti, nei miei silenzi, nei punti in cui il pensiero si spezza e chiede di essere detto. Ma la voce che li attraversa… non è la mia.A dare respiro a queste parole è Sissi. Una voce che non interpreta soltanto, ma sente, attraversa, restituisce.Dopo questa puntata, abbiamo scelto di dare un nome a ciò che stava già succedendo: un accordo, semplice e vero. Io resto dietro le quinte, come paroliere. Lei davanti, a trasformare ogni parola in qualcosa che vibra.Io continuo a fare musica, continuo a scrivere. Ma questa volta in un modo diverso: lasciando spazio, lasciando voce, lasciando vivere altri artisti dentro ciò che creo.Sissi è il primo respiro fuori da me. E forse, anche il più necessario.Benvenuti in questo nuovo modo di esserci. Dove non conta chi dice, ma ciò che arriva.
“Fino all’ultima parol” è una poesia che esplora l’intimità dei piccoli gesti, il silenzio tra la folla e la parte fragile ma resistente della natura umana. La voce che la narra è Sissi, calda, naturale e vicina, come un messaggio personale a chi ascolta. Il testo è di Lòr, la cui sensibilità poetica si è già fatta sentire in altre occasioni, e che da adesso in poi continuerà a sorprendere con più inediti su Tamside, dove Sissi lo ospita e accompagna le sue parole. Quello che hanno da raccontare insieme è unico: un intreccio di emozioni autentiche, riflessioni sottili e momenti di pura umanità, da ascoltare fino all’ultima parola.
Benvenuti a Tamside.Questa poesia, “Il senso mentre accade”, l’ho scritta io.Ma questa volta la voce che la racconta è tutta di Sissi.Lei porta il mio testo in un’altra dimensione: ogni parola, ogni silenzio, ogni respiro prende vita, diventa un dialogo tra pensieri e emozioni.È un viaggio tra sguardi e incomprensioni, tra i tavolini di Boccadasse e quelli del centro, dove il senso delle cose emerge piano, proprio mentre accade.
Oggi vi porto una poesia speciale, un feat con Sissi, dove parole e silenzi si intrecciano per raccontare la delicatezza dei legami che ci tengono sospesi tra solitudine e vicinanza.È un dialogo a cuore aperto, dove ogni frase è un passo dentro noi stessi, e ogni pausa lascia spazio ai pensieri che non osiamo dire.Ascoltatela, lasciatevi guidare dalle emozioni e, come sempre, portate con voi un po’ della luce che queste parole accendono dentro.
“Sottovoce, ma per sempre” è una poesia che si muove piano, come certi pensieri che non vogliono disturbare ma restano comunque.Parla di presenza senza rumore, di legami che non hanno bisogno di essere urlati per esistere. È un viaggio intimo dentro quelle emozioni che si nascondono nei silenzi, dove ogni parola pesa di più proprio perché è detta sottovoce.In questa puntata di Tamside, la voce si fa fragile, vicina, quasi come un respiro condiviso. La musica accompagna senza invadere, lasciando spazio a ciò che non si vede ma si sente.Perché a volte non serve alzare la voce per restare.A volte, basta esserci.Piano.Ma per sempre.























