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Tennis Time - Il Podcast del Tennis

Author: Tennis Time - Il Podcast del Tennis

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Primo podcast mai realizzato in italiano sul tennis, dal 2015 Tennis Time racconta questo sport con un grande obiettivo: arricchire chi lo segue, con la forza della conoscenza. L'attuale formazione comprende Riccardo Bisti, Luca Brancher e Dario Castaldo.

29 Episodes
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Secondo Patrick Mouratoglou, il tennis è in pericolo sul lungo termine perché la fan-base è composta da persone piuttosto avanti con l'età. Per questo, tra 20-30 anni potrebbe avere problemi di seguito e interesse. Non siamo d'accordo: la storia dice altro e non ci pare che i tornei siano frequentati da ottuagenari. Grande entusiasmo per Rafael Jodar, che ha appena vinto il suo primo titolo ATP. Ricky si avventura: "Vincerà Slam". Nella seconda parte ci concediamo qualche chiacchierata random, chiudendo con un tema extra-tennistico ma che ha riguardato tutti: la mancata qualificazione dell'Italia ai Mondiali di Calcio.CAPITOLI00:00 - Introduzione10:20 - I timori di Mouratoglou sul futuro del tennis39:10 - La stella di Rafael Jodar50:10 - Chiacchiere random su tornei e protagonisti vari1:12:35 - L'Italia ha mancato la qualificazione ai Mondiali di Calcio
Dagli anni '90 di Renzo Furlan a quelli di… Stefano Pescosolido. Il simpatico "Pesco" si concede a 360 gradi, raccontando il "tragico" weekend di Maceiò che si è portato addosso per parecchio tempo. Oggi apprezzato commentatore per Sky Sport, racconta quando è andato via di casa a 12 anni, il Centro FIT di Riano, le ragioni (da tecnico che conosce bene il sistema) dei successi del tennis italiano, il più grande rimpianto della sua carriera, la transizione dopo il ritiro, il rovescio a una mano e ci regala un'opinione su due giocatori che conosce molto bene: Luca Nardi e Francesco Passaro. Una conversazione davvero piacevole… nella speranza che la sia anche per voi!
Abbiamo realizzato questa puntata con il formato LIVE. Dopo qualche chiacchiera iniziale, ci siamo "inchinati" all'impressionante superiorità messa in mostra da Sinner al Miami Open. La sua forza nei colpi di inizio gioco ha fatto enorme differenza, al punto da legittimare il pensiero che possa essere stra-competitivo anche sulla terra battuta. Il contesto della diretta, poi, rende il resto della puntata un dialogo costante con voi su argomenti random. Se vi va, fateci sapere se questo tipo di puntata è gradito e, eventualmente, con quale frequenza debba essere riproposto. Fermo restando che le puntate "standard" rimarranno un punto di riferimento.CAPITOLI00:00 Introduzione e trionfo di Jannik Sinner a Miami26:41 Un lungo filo diretto con voi. Argomenti random, ma domande sempre centrate e pertinenti.
Celebriamo i quarti raggiunti a Miami da Martin Landaluce, vecchio e caro pallino di Ricky. Il madrileno può ancora dare ragione a un pronostico molto coraggioso? Il torneo ha già perso Carlos Alcaraz, con ovvie reazioni. Tuttavia, per giudicare l'assetto dello spagnolo bisogna aspettare almeno tutta la stagione sulla terra battuta. A proposito di Miami, è diventato il Masters 1000 con la peggiore atmosfera: l'Hard Rock Stadium è tanto enorme quanto inadatto al tennis. Ma il torneo come è finito in un luogo del genere? Ve lo spieghiamo noi, con un accurato amarcord. La crisi di Iga Swiatek: silura Wim Fissette, ma noi ci soffermiamo su un altro personaggio del suo team… Finalmente Roma ha messo in vendita i biglietti per la SuperTennis Arena, ma permane il mistero sul Ground. Come mai non li vendono ancora? Chiudiamo rispondendo ad alcune vostre riflessioni. Grazie al raggiungimento dei 500 iscritti, la prossima settimana realizzeremo la nostra prima LIVE!CAPITOLI00:00 Introduzione con Martin Landaluce12:42 Il KO a sorpresa di Carlos Alcaraz23:20 Miami Open: come ha fatto a perdere atmosfera?48:00 Crisi Swiatek1:10:40 Roma: a quando i biglietti Ground?1:19:20 Risposte alle vostre curiosità
Con Renzo Furlan ci "inseguivamo" già da qualche giorno, ben prima che uscisse la notizia della sua collaborazione con Luca Nardi. Questa maxi-intervista, dunque, assume ancora più valore. Ogni volta che Renzo parla bisogna ascoltare: competenza, chiarezza, modestia e capacità di non sottrarsi a nessun argomento lo rendono un interlocutore fantastico. In questa puntata abbiamo toccato mille temi: la grande motivazione di Nardi, l'allontanamento da casa a 14 anni ("Mi ha fatto benissimo, ma erano altri tempi"), gli insegnamenti di Riccardo Piatti, il "no" alla Davis che divenne un grande "sì" grazie al carisma di Adriano Panatta, quel suggerimento di Paolo Bertolucci, quando arrivò a un passo da fare il capitano di Coppa Davis, gli anni a Tirrenia e la sua visione sul grande momento del tennis italiano. E ancora: il lavoro in Serbia, i dieci anni d'oro con la Paolini e un'idea sul dolorosissimo divorzio Alcaraz-Ferrero. Non sono mancati aneddoti più personali, come la Vespa "truccatissima" che andava a 100 all'ora e l'infortunio della futura moglie proprio sotto i suoi occhi (e anche di RickyB!)
Ma quale crisi! Jannik Sinner vince a Indian Wells, diventando il primo di sempre a vincere due Masters 1000 di fila senza perdere neanche un set (non ce l'aveva fatta neanche Nadal sulla terra). Tuttavia, lo scontro diretto con Joao Fonseca si è rivelato molto intrigante in chiave futura. Promossi e bocciati del torneo californiano, che ha vissuto una splendida finale femminile. Il circuito WTA offre storie di grande qualità, che però non vengono valorizzate a dovere: la WTA dovrebbe lavorarci su. Mentre Indian Wells batte il record di spettatori, in Italia torna il Challenger 175 di Cagliari (i cui prezzi non sono esattamente popolari) ma sparisce quello di Torino. Chiudiamo con un po' di aneddotica sul mondo dell'attrezzatura.
A Indian Wells brilla la stella di "Joazinho" Fonseca, reduce da tre belle vittorie e prossimo avversario di Sinner. Chiuderà l'anno tra i top-10? Sarà davvero lui il "Terzo Incomodo" del tennis mondiale? Un focus sul carioca, poi ragioniamo sul torneo di Indian Wells (con l'Italia aggrappata a Sinner e Paolini) e dedichiamo il giusto spazio al torneo ATP che si giocherà in Italia, sull'erba, a partire dal 2028. Milano è la città favorita, ma non è ancora stata confermata (fonte New York Times). Sapevate che al Foro Italico i lavoratori vengono inquadrati come "volontari", mentre le mansioni analoghe a Madrid vengono pagate? A chiudere, rispondiamo alle vostre domande.
Quattro italiani tra i top-10? E il pensiero dopo i successi di Flavio Cobolli e Luciano Darderi ai tornei di Acapulco e Santiago. Insieme a Dario, sbarcato in Italia da qualche settimana, proviamo a individuare le caratteristiche che permetterebbero a entrambi di raggiungere i primi dieci. Averne quattro in contemporanea sarebbe troppo, ma Flavio & Luciano hanno le carte in regola per orbitare da quelle parti. Riflessioni sul successo a Pune di Federico Cinà: bene l'ingresso tra i top-200, ma ci sono alcune riflessioni da fare sul valore degli avversari e le scelte di programmazione. Due parole su una "giocatrice mascotte" che vince il suo primo titolo WTA, poi affrontiamo alcuni temi proposti da voi: 1) Craig Tiley alla USTA. 2) La complessa situazione in Medio Oriente, proprio verso la fine del torneo di Dubai. 3) E se si tornasse ai campi senza corridoio del doppio?
L'Italia sta vivendo il suo miglior momento da quando il Maggiore Walter Clopton Wingfield ha brevettato il gioco del (lawn) tennis: come mai siamo così forti proprio oggi? Cerchiamo di capirlo, analizzando le storie dei nostri migliori giocatori. La nostra tesi è che sia preponderante la componente "casualità". Concediamo un piccolo "omaggio" a Jessica Pegula, capace di diventare una campionessa, potenziale vincitrice Slam, NONOSTANTE provenga da una famiglia ricchissima. A chiudere, approfittando delle Olimpiadi appena terminate, una riflessione sulla "statura morale" degli atleti.
La sconfitta di Jannik Sinner per mano di Jakub Mensik può essere significativa: l'azzurro ha perso contro un giocatore più giovane, interprete di un tennis simile al suo. Parlare di "crisi" è demenziale, ma il ceco è il prototipo di un tipo di giocatore che può essere un'evoluzione dell'attuale, al netto della sconfitta in semifinale contro Fils. A Rio de Janeiro, un modesto campo di partecipazione può favorire Matteo Berrettini e lancia il (bel) personaggio di Ignacio Buse. Tra le donne, a Dubai si giocheranno il titolo Pegula e Svitolina: tra un forfait e l'altro, è venuto fuori un torneo di belle partite. Nella seconda parte rispondiamo alle vostre domande: si parla di Darderi, calendario, Fils-Ivanisevic e di Gira Sudamericana.
Esattamente un secolo fa, il 16 febbraio 1926, si giocava il "Match del Secolo". Il Carlton Hotel di Cannes ospitava l'unica (!) sfida tra Suzanne Lenglen ed Helen Hills. Due immense campionesse, citate addirittura da Ernest Hemingway e Charlie Chaplin, ma la cui memoria è un po' sfumata negli anni. Noi non possiamo accettare - e soprattutto non vogliamo - che vengano dimenticate: per questo raccontiamo le loro figure, ancora oggi tra le migliori tenniste di sempre e che avrebbero potuto dare vita a una rivalità straordinaria. Il destino non ha voluto così. Dopo avervi raccontato Cosa accadde a Cannes in quel giorno di cento anni fa, due parole sui tornei appena terminati. Tra qualche giorno, torneremo a parlare di attualità.
Il primo turno di Coppa Davis genera qualche storia suggestiva, ma soprattutto malinconia: non ci avevano forse detto che (con questo format) i migliori avrebbero ripreso a giocarla? Un'appassionata e dettagliata analisi di quello che si è visto nel weekend. L'argomento clou della puntata, tuttavia, riguarda i prezzi dei biglietti agli Internazionali BNL d'Italia. RickyB rivela una mezza news sulla GrandStand Arena, poi entriamo nel vivo: Tant(issim)i si lamentano dei costi troppo alti, ma il torneo continua a battere record di affluenza (anche se ci piacerebbe sapere quanti tagliandi sul totale sono quelli a 1 euro per le scuole). Ma noi facciamo un passo in più e andiamo a vedere quanto costano a Wimbledon, Roland Garros, Madrid e Monte-Carlo. Secondo voi, qual è l'esito? A chiudere, rispondiamo alle vostre domande. A proposito, per qualsiasi domanda per la puntata successiva… potete scriverci nei commenti.
Dopo due settimane vissute da "Uomo Ovunque", Dario Castaldo riflette sull'Australian Open appena terminato. Fino alle semifinali non è stato un gran torneo, ma poi abbiamo vissuto tre giorni spettacolari. "Recap" del torneo, con focus sui protagonisti: Carlos Alcaraz ("15 Slam è un obiettivo più che realistico"), Novak Djokovic (farà l'agognato 25?), gli italiani, il torneo femminile e il One Point Slam riservato ai giornalisti, vinto da un francese con Dario eliminato dal noto Jon Wertheim. Perché non esiste Australian Open senza il commento del nostro Eroe dei Due Mondi.
Una giornata straordinaria compensa un torneo sonnecchiante fino alle semifinali. A 38 anni, 8 mesi e 6 giorni, Djokovic batte un Sinner al suo "prime" e consolida lo status di GOAT. "Una partita che ricorderemo tra decenni". Proviamo a spiegare come si è arrivati a un risultato così clamoroso. Il prossimo obiettivo di Sinner? Non cadere nell'"Effetto Schumacher". Nella prima semifinale, Alcaraz si conferma un "vincente" e Zverev - ahilui - un "perdente". Polemiche a non finire per il Medical Time Out concesso allo spagnolo per crampi: era lecito o no? Finale donne: Sabalenka favorita, ma non troppo. I precedenti vanno interpretati…
Enorme beffa per Lorenzo Musetti: un problema fisico lo costringe al ritiro quando era a un set dal successo contro Djokovic. È la decima volta che si ritira a match in corso: solo sfortuna o c'è un problema strutturale? Non si vede come Djokovic possa battere Sinner, dato per STRA-favorito dai bookmakers. Tutto fa pensare a una finale Sinner-Alcaraz, la quarta di fila in uno Slam tra i due stessi giocatori (eguaglierebbero il record assoluto di Djokovic-Nadal e Venus-Serena). Tra le donne Sabalenka è nettamente favorita contro la Svitolina, mentre il margine della Rybakina contro la Pegula è inferiore. Sinner-Djokovic sarà trasmessa in chiaro su NOVE.
Con personalità e voglia di migliorarsi, Lorenzo Musetti ha alzato la propria asticella: il paragone non è più con Richard Gasquet, ma potrebbe essere Stan Wawrinka, capace di vincere 3 Slam in un'epoca di tre fenomeni, rivoluzionando la sua carriera a 28 anni. Lorenzo ha iniziato a 23, dunque ci domandiamo se potrà fare altrettanto. A Melbourne sta dando spettacolo e nei quarti cercherà di battere Novak Djokovic dopo averci perso nove volte su dieci. Elogio del QI tennistico di Learner Tien e analisi dei quarti di finale, sia maschili che femminili.
Si è visto di tutto nel surreale match tra Jannik Sinner ed Eliot Spizzirri. RickyB ha avuto la fortuna di commentarlo su Eurosport e racconta come ha vissuto una nottata emozionante, a tratti surreale. Sinner ha vinto per tre ragioni: un pizzico di fortuna per la tempistica della chiusura del tetto (avvenuta nel pieno rispetto delle regole, non ci sono stati favoritismi), una tenacia fuori dal comune (vogliamo chiamarla "resilienza"? Facciamo pure) e la tensione che ha prima travolto e poi messo KO Eliot Spizzirri. Facciamo chiarezza sull'Australian Open Extreme Heat Protocol e chiudiamo con una panoramica sugli altri match.
Fino a oggi è il torneo dei "vecchietti": a parte Djokovic, sugli scudi Stan Wawrinka e Marin Cilic. "Per arrivare competitivi a questa età bisogna essersi comportati da professionisti quando eravamo adolescenti". Sinner si è costruito un'aura di invincibilità simile a quella dei Big Three, Musetti convince nonostante i problemi del suo staff (ma occhio a Machac), mentre tra le donne sorprende la sconfitta di Belinda Bencic. Da parte sua, Naomi Osaka continua a far parlare di sé per motivi extra-tennistici: è stata protagonista di un litigio con Sorana Cirstea. La PTPA ha inviato un documento a venti gruppi bancari: un'operazione da un miliardo di dollari per creare una sorta di "Pinnacle Tour".
L'assenza di partite epiche (zero rimonte da due set di svantaggio) e nessuna sorpresa davvero clamorosa stanno segnando un Australian Open, per ora, un po' sottotono. Facciamo il punto alla vigilia dei match di secondo turno, con riflessioni sparse e la sensazione che Lorenzo Musetti possa faticare nel derby contro il suo amico Lorenzo Sonego. Tra i personaggi più in vista di segnala Rafael Jodar, ma il momento più iconico (per ora) è stato l'ingresso in campo di Naomi Osaka. Era davvero il caso?
La continuità trovata nel 2025 era un ottimo indicatore: Francesco Maestrelli va di fretta e centra una vittoria di prestigio, battendo Atmane e regalandosi una sfida da sogno contro Novak Djokovic. Fino a dove può spingersi il 23enne di Pisa? Peccato per Cobolli, è un momento complicato per Matteo Arnaldi: le sue difficoltà nell'ultimo anno e mezzo portano a riflettere su antiche affermazioni di Francesco Passaro. L'età è ancora dalla sua parte e gli auguriamo di non aver ancora raggiunto il suo picco. Nella seconda parte ricordiamo Guillermo Salatino, leggendario giornalista argentino che è stato una miniera di aneddoti e che vanta un primato, se vogliamo, "invidiabile" per chi svolge la sua professione: due dei tre migliori tennisti argentini di sempre hanno chiesto ai suoi datori di lavoro di licenziarlo. L'irresistibile aneddoto del "Marplatazo".
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