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Tennis Time - Il Podcast del Tennis

Author: Tennis Time - Il Podcast del Tennis

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Primo podcast mai realizzato in italiano sul tennis, dal 2015 Tennis Time racconta questo sport con un grande obiettivo: arricchire chi lo segue, con la forza della conoscenza. L'attuale formazione comprende Riccardo Bisti, Luca Brancher e Dario Castaldo.

22 Episodes
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Quattro italiani tra i top-10? E il pensiero dopo i successi di Flavio Cobolli e Luciano Darderi ai tornei di Acapulco e Santiago. Insieme a Dario, sbarcato in Italia da qualche settimana, proviamo a individuare le caratteristiche che permetterebbero a entrambi di raggiungere i primi dieci. Averne quattro in contemporanea sarebbe troppo, ma Flavio & Luciano hanno le carte in regola per orbitare da quelle parti. Riflessioni sul successo a Pune di Federico Cinà: bene l'ingresso tra i top-200, ma ci sono alcune riflessioni da fare sul valore degli avversari e le scelte di programmazione. Due parole su una "giocatrice mascotte" che vince il suo primo titolo WTA, poi affrontiamo alcuni temi proposti da voi: 1) Craig Tiley alla USTA. 2) La complessa situazione in Medio Oriente, proprio verso la fine del torneo di Dubai. 3) E se si tornasse ai campi senza corridoio del doppio?
L'Italia sta vivendo il suo miglior momento da quando il Maggiore Walter Clopton Wingfield ha brevettato il gioco del (lawn) tennis: come mai siamo così forti proprio oggi? Cerchiamo di capirlo, analizzando le storie dei nostri migliori giocatori. La nostra tesi è che sia preponderante la componente "casualità". Concediamo un piccolo "omaggio" a Jessica Pegula, capace di diventare una campionessa, potenziale vincitrice Slam, NONOSTANTE provenga da una famiglia ricchissima. A chiudere, approfittando delle Olimpiadi appena terminate, una riflessione sulla "statura morale" degli atleti.
La sconfitta di Jannik Sinner per mano di Jakub Mensik può essere significativa: l'azzurro ha perso contro un giocatore più giovane, interprete di un tennis simile al suo. Parlare di "crisi" è demenziale, ma il ceco è il prototipo di un tipo di giocatore che può essere un'evoluzione dell'attuale, al netto della sconfitta in semifinale contro Fils. A Rio de Janeiro, un modesto campo di partecipazione può favorire Matteo Berrettini e lancia il (bel) personaggio di Ignacio Buse. Tra le donne, a Dubai si giocheranno il titolo Pegula e Svitolina: tra un forfait e l'altro, è venuto fuori un torneo di belle partite. Nella seconda parte rispondiamo alle vostre domande: si parla di Darderi, calendario, Fils-Ivanisevic e di Gira Sudamericana.
Esattamente un secolo fa, il 16 febbraio 1926, si giocava il "Match del Secolo". Il Carlton Hotel di Cannes ospitava l'unica (!) sfida tra Suzanne Lenglen ed Helen Hills. Due immense campionesse, citate addirittura da Ernest Hemingway e Charlie Chaplin, ma la cui memoria è un po' sfumata negli anni. Noi non possiamo accettare - e soprattutto non vogliamo - che vengano dimenticate: per questo raccontiamo le loro figure, ancora oggi tra le migliori tenniste di sempre e che avrebbero potuto dare vita a una rivalità straordinaria. Il destino non ha voluto così. Dopo avervi raccontato Cosa accadde a Cannes in quel giorno di cento anni fa, due parole sui tornei appena terminati. Tra qualche giorno, torneremo a parlare di attualità.
Il primo turno di Coppa Davis genera qualche storia suggestiva, ma soprattutto malinconia: non ci avevano forse detto che (con questo format) i migliori avrebbero ripreso a giocarla? Un'appassionata e dettagliata analisi di quello che si è visto nel weekend. L'argomento clou della puntata, tuttavia, riguarda i prezzi dei biglietti agli Internazionali BNL d'Italia. RickyB rivela una mezza news sulla GrandStand Arena, poi entriamo nel vivo: Tant(issim)i si lamentano dei costi troppo alti, ma il torneo continua a battere record di affluenza (anche se ci piacerebbe sapere quanti tagliandi sul totale sono quelli a 1 euro per le scuole). Ma noi facciamo un passo in più e andiamo a vedere quanto costano a Wimbledon, Roland Garros, Madrid e Monte-Carlo. Secondo voi, qual è l'esito? A chiudere, rispondiamo alle vostre domande. A proposito, per qualsiasi domanda per la puntata successiva… potete scriverci nei commenti.
Dopo due settimane vissute da "Uomo Ovunque", Dario Castaldo riflette sull'Australian Open appena terminato. Fino alle semifinali non è stato un gran torneo, ma poi abbiamo vissuto tre giorni spettacolari. "Recap" del torneo, con focus sui protagonisti: Carlos Alcaraz ("15 Slam è un obiettivo più che realistico"), Novak Djokovic (farà l'agognato 25?), gli italiani, il torneo femminile e il One Point Slam riservato ai giornalisti, vinto da un francese con Dario eliminato dal noto Jon Wertheim. Perché non esiste Australian Open senza il commento del nostro Eroe dei Due Mondi.
Una giornata straordinaria compensa un torneo sonnecchiante fino alle semifinali. A 38 anni, 8 mesi e 6 giorni, Djokovic batte un Sinner al suo "prime" e consolida lo status di GOAT. "Una partita che ricorderemo tra decenni". Proviamo a spiegare come si è arrivati a un risultato così clamoroso. Il prossimo obiettivo di Sinner? Non cadere nell'"Effetto Schumacher". Nella prima semifinale, Alcaraz si conferma un "vincente" e Zverev - ahilui - un "perdente". Polemiche a non finire per il Medical Time Out concesso allo spagnolo per crampi: era lecito o no? Finale donne: Sabalenka favorita, ma non troppo. I precedenti vanno interpretati…
Enorme beffa per Lorenzo Musetti: un problema fisico lo costringe al ritiro quando era a un set dal successo contro Djokovic. È la decima volta che si ritira a match in corso: solo sfortuna o c'è un problema strutturale? Non si vede come Djokovic possa battere Sinner, dato per STRA-favorito dai bookmakers. Tutto fa pensare a una finale Sinner-Alcaraz, la quarta di fila in uno Slam tra i due stessi giocatori (eguaglierebbero il record assoluto di Djokovic-Nadal e Venus-Serena). Tra le donne Sabalenka è nettamente favorita contro la Svitolina, mentre il margine della Rybakina contro la Pegula è inferiore. Sinner-Djokovic sarà trasmessa in chiaro su NOVE.
Con personalità e voglia di migliorarsi, Lorenzo Musetti ha alzato la propria asticella: il paragone non è più con Richard Gasquet, ma potrebbe essere Stan Wawrinka, capace di vincere 3 Slam in un'epoca di tre fenomeni, rivoluzionando la sua carriera a 28 anni. Lorenzo ha iniziato a 23, dunque ci domandiamo se potrà fare altrettanto. A Melbourne sta dando spettacolo e nei quarti cercherà di battere Novak Djokovic dopo averci perso nove volte su dieci. Elogio del QI tennistico di Learner Tien e analisi dei quarti di finale, sia maschili che femminili.
Si è visto di tutto nel surreale match tra Jannik Sinner ed Eliot Spizzirri. RickyB ha avuto la fortuna di commentarlo su Eurosport e racconta come ha vissuto una nottata emozionante, a tratti surreale. Sinner ha vinto per tre ragioni: un pizzico di fortuna per la tempistica della chiusura del tetto (avvenuta nel pieno rispetto delle regole, non ci sono stati favoritismi), una tenacia fuori dal comune (vogliamo chiamarla "resilienza"? Facciamo pure) e la tensione che ha prima travolto e poi messo KO Eliot Spizzirri. Facciamo chiarezza sull'Australian Open Extreme Heat Protocol e chiudiamo con una panoramica sugli altri match.
Fino a oggi è il torneo dei "vecchietti": a parte Djokovic, sugli scudi Stan Wawrinka e Marin Cilic. "Per arrivare competitivi a questa età bisogna essersi comportati da professionisti quando eravamo adolescenti". Sinner si è costruito un'aura di invincibilità simile a quella dei Big Three, Musetti convince nonostante i problemi del suo staff (ma occhio a Machac), mentre tra le donne sorprende la sconfitta di Belinda Bencic. Da parte sua, Naomi Osaka continua a far parlare di sé per motivi extra-tennistici: è stata protagonista di un litigio con Sorana Cirstea. La PTPA ha inviato un documento a venti gruppi bancari: un'operazione da un miliardo di dollari per creare una sorta di "Pinnacle Tour".
L'assenza di partite epiche (zero rimonte da due set di svantaggio) e nessuna sorpresa davvero clamorosa stanno segnando un Australian Open, per ora, un po' sottotono. Facciamo il punto alla vigilia dei match di secondo turno, con riflessioni sparse e la sensazione che Lorenzo Musetti possa faticare nel derby contro il suo amico Lorenzo Sonego. Tra i personaggi più in vista di segnala Rafael Jodar, ma il momento più iconico (per ora) è stato l'ingresso in campo di Naomi Osaka. Era davvero il caso?
La continuità trovata nel 2025 era un ottimo indicatore: Francesco Maestrelli va di fretta e centra una vittoria di prestigio, battendo Atmane e regalandosi una sfida da sogno contro Novak Djokovic. Fino a dove può spingersi il 23enne di Pisa? Peccato per Cobolli, è un momento complicato per Matteo Arnaldi: le sue difficoltà nell'ultimo anno e mezzo portano a riflettere su antiche affermazioni di Francesco Passaro. L'età è ancora dalla sua parte e gli auguriamo di non aver ancora raggiunto il suo picco. Nella seconda parte ricordiamo Guillermo Salatino, leggendario giornalista argentino che è stato una miniera di aneddoti e che vanta un primato, se vogliamo, "invidiabile" per chi svolge la sua professione: due dei tre migliori tennisti argentini di sempre hanno chiesto ai suoi datori di lavoro di licenziarlo. L'irresistibile aneddoto del "Marplatazo".
L'attesa per l'imminente Australian Open è enorme, a partire dalla suggestione di Jannik Sinner: punta a diventare il quarto uomo a vincere il torneo per tre volte di fila. Il sorteggio cosa ci ha raccontato? A qualcuno è andata meglio rispetto ad altri? Ci sono match pop-corn al primo turno? A poco più di 24 ore dal kick-off, Riccardo e Luca riflettono sui temi del primo Slam del 2026.
L'Australian Open è cominciato con le qualificazioni, dunque Dario ha già "preso casa" a Melbourne Park. Dopo esserci scambiati qualche informazione sull'attualità, tocchiamo i temi del momento: la vicinanza tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz non è un po' eccessiva? Non si rischia che la loro rivalità si appiattisca in un'eccessiva cortesia? Nel frattempo Musetti entra tra i top-5 ATP nonostante qualche difficoltà nelle finali: non è un problema, ma sarà comunque bene interrompere la striscia negativa. In assenza del "Terzo Incomodo", il carrarino può puntare a diventare il "Il Primo degli Umani"? In chiusura rispondiamo alle vostre domande: doppio, Foro Italico e Serena Williams.
Prima ancora che un grande professionista, Federico Ferrero è un caro amico. Anche per questo, una chiacchierata che doveva restare nell'ora di tempo… è durata il doppio. Negli ultimi giorni - senza alcun contradditorio - Angelo Binaghi ha rilanciato la speranza di portare uno Slam a Roma. Noi abbiamo analizzato le sue parole, replicando sui punti salienti e cercando di capire se davvero c'è bisogno e/o possibilità di un Quinto Slam: di sicuro, John Kieran non sarebbe stato d'accordo. Parliamo di quello che (per noi) dovrebbe essere un buon giornalismo, senza però cadere nella retorica dello "schienadrittismo" a tutti i costi, e poi dedichiamo l'ultima mezz'ora a una breve presentazione dei tre principali libri tennistici di Federico. Ogni buon appassionato dovrebbe averli.
A pochi giorni dalla nuova stagione, Dubai ha ospitato una versione posticcia della "Battaglia dei Sessi". Nick Kyrgios si è imposto 6-3 6-3 contro Aryna Sabalenka in un match povero, poco interessante e a tratti deprimente. I due (che hanno lo stesso manager...) hanno guadagnato parecchio, ma sono gli unici beneficiari di una sfida senza particolare interesse. Quanto vale davvero la numero 1 del mondo? "Battle of Sexes" a parte, un buon esperimento è quello della francese Pauline Payet, ex n.577 WTA, che ha battuto diversi amatori fino a incagliarsi con l'equivalente di un 2.5 (durante la trasmissione non lo ricordavamo, ma poi abbiamo verificato!). La sfida di Dubai è un buon assist per discutere della parità di montepremi tra uomini e donne: qual è il nostro pensiero? Il secondo tema riguarda il Baseline Programme ATP, una sorta di "reddito di cittadinanza" garantito ai giocatori che chiudono una stagione tra i top-250. L'idea è lodevole, ma quanto costa davvero? Perché quest'anno non ce l'hanno detto? I soldi potrebbero essere gestiti e distribuiti meglio?
Non tutti sanno che il sistema della classifica ATP è cambiato più volte dal 1973 a oggi. Il criterio più equo, e probabilmente migliore rispetto all'attuale, è quello in vigore nella seconda metà degli anni '80, quando si mischiavano la media punti e i bonus point. Un grande lavoro statistico di Luca ci mostra come sarebbe stata la top-100 ATP utilizzando quei parametri. Ebbene sì, Sinner avrebbe superato Alcaraz. Punti di forza e debolezze del sistema, e qualche idea su quale sarebbe il criterio ideale. Parliamo anche della separazione Ferrero-Alcaraz e delle Next Gen Finals, con un'esclusiva assoluta sulla possibile nuova sede del torneo.
Nonostante la piena assoluzione del Tribunale Ordinario, Daniele Bracciali ha incassato una radiazione dall'ITIA (allora TIU, Tennis Integrity Unit). Capo d'accusa: un match giocato da Potito Starace al torneo ATP di Barcellona nel 2011, sul quale non vi sono prove di tentata e/o avvenuta combine. In questa intervista-confessione, l'aretino racconta il suo calvario fatto di udienze, processi e giudizi. È stato giudicato dagli organi di giustizia sportiva italiana (FITP e CONI: quattro gradi di giudizio, alla fine ha avuto un anno di sospensione per violazione dell'Articolo 1), dalla giustizia ordinaria (il Tribunale di Cremona ha assolto sia lui che Potito Starace: la sentenza è passata in giudicato in assenza di ricorsi) e dagli organi sportivi internazionali, con radiazione imposta dalla TIU e confermata dal CAS di Losanna, nonostante un grossolano errore dei giudici nel valutare l'utilizzo di un'utenza telefonica. Daniele racconta tutto, pur ammettendo l'errore di aver tenuto contatti con degli scommettitori, senza che però questo si tramutasse in combine, nemmeno tentate. Le sentenze sarebbero definitive, ma Daniele potrebbe avere un asso nella manica - di cui non può ancora parlare - che potrebbe riaprire il processo. Una faccenda ai limiti del surreale, soprattutto se paragonata alle sanzioni imposte ad altri giocatori.
Dagli studi di SBS a Melbourne, Dario Castaldo ci accompagna in una puntata divisa in tre temi. 1) Le imminenti Next Gen Finals, con un solo top-100 in gara e una grande responsabilità: conservare la tradizione di un evento che raramente ha sbagliato pronostici. 2) L'avvicinamento dell'Australian Summer, con l'arrivo di Matteo Arnaldi (che aveva rivelato il nuovo coach a Dario già la settimana scorsa) e il posizionamento dell'Australian Open nella società e nella cultura australiana, con le sue straordinarie migliorie strutturali. 3) Le (mancate) reazioni al coming out di Mika Brunold ci portano a riflettere sull'omosessualità nel tennis maschile. È ancora argomento tabù?
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