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The Quiet Shift – 100 Notti per Cambiare
The Quiet Shift – 100 Notti per Cambiare
Author: Luca Fois
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© Luca Fois
Description
Dopo vent’anni nelle Forze Speciali ho imparato a resistere a tutto, tranne che a me stesso. Il ritorno alla vita civile è stato confuso, faticoso, a tratti buio. Ho ignorato il mio benessere, rimandato l’ascolto, accumulato silenzi. In questo podcast racconto cosa ho trovato quando ho smesso di scappare: notti, errori, cadute, lezioni. Non soluzioni facili, ma strumenti reali per restare in piedi. Nasce da esperienze estreme, ma parla a chiunque stia attraversando un passaggio difficile e non sappia ancora come chiamarlo.
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Una camminata di 10–15 minuti prima di andare a letto migliora la digestione, riduce i picchi glicemici e attiva il sistema parasimpatico. È un gesto semplice che aiuta a chiudere la giornata: esci, fai un piccolo giro — buttare la spazzatura, controllare casa, portare fuori il cane — e rientri già con la mente più quieta e il corpo più rilassato. Una chiusura psicologica e fisiologica insieme.
Un oggetto in tasca può diventare un punto di rientro quando la testa viaggia troppo: un piccolo strumento utile, un oggetto simbolico, qualcosa che appartiene alla tua storia. Dalla vita militare ai miei figli, questa abitudine è un vero grounding somatico: un segnale fisico che riporta lucidità e interrompe lo stress. Una pratica discreta, concreta, quotidiana. La regola della Notte 16: scegli un oggetto, e torna a te ogni volta che lo tocchi.
In questa Notte parliamo di caffeina e stimolanti: caffè, energy drink, pre-workout. Non per demonizzarli, ma per capire come usarli senza sabotare sonno, lucidità e recupero. Un espresso ha circa 60–65 mg di caffeina; una energy drink da 500 ml arriva intorno ai 150–160 mg, con in più zuccheri e altri ingredienti. La regola che mi ha cambiato la qualità del sonno è semplice: stop agli stimolanti dopo le 14. Perché vivere sempre “accesi” non è performance: è consumo. Questa notte impariamo a rientrare e lasciare che il corpo ricostruisca davvero.
La qualità del sonno e dell’energia quotidiana dipendono più dall’ora del risveglio che da quella in cui vai a dormire. Svegliarsi ogni giorno alla stessa ora regola i ritmi circadiani, riduce il caos interno e migliora lucidità, umore e recupero. Un punto fermo semplice che crea ordine, stabilità e chiarezza, anche nelle giornate più difficili.
L’essere umano è ancora biologicamente legato agli ambienti naturali.Non per romanticismo, ma perché il sistema nervoso, l’attenzione e la gestione dello stress si sono sviluppati all’aperto.Le evidenze più solide indicano che servono circa due ore di natura a settimana per ottenere benefici reali su stress, lucidità mentale e qualità del sonno.Non serve viaggiare né avere competenze outdoor: anche un grande parco urbano è sufficiente.La condizione è una sola: esposizione reale, senza stimoli digitali.Camminare, osservare, muoversi o allenarsi all’aperto riduce l’allerta e interrompe il pensiero ripetitivo.Questa notte invita a valutare una variabile concreta:quanto tempo reale passiamo, ogni settimana, in ambienti naturali?
In questa notte non parliamo di come stai, ma di chi sei quando nessuno ti guarda.Restare allievo non è insicurezza: è lucidità. È la capacità di non identificarti con ciò che sai già fare, con il ruolo che hai ricoperto o con quello che gli altri ti riconoscono.Nel lavoro, nello sport e nella vita, non falliscono i meno capaci, ma quelli che smettono di fare domande, di ascoltare, di mettersi in posizione di apprendimento. Il cervello ama le etichette perché riducono lo sforzo cognitivo, ma proprio lì inizia il declino.Restare allievo significa entrare in una stanza sapendo di non essere il più competente, senza viverlo come una minaccia. Significa osservare chi è più avanti, emulare, chiedere, sbagliare, ricominciare.Questa notte non devi correggerti né pianificare.Fatti solo una domanda onesta:in quale ambito sto fingendo di essere già arrivato?
In questa notte parliamo di identità e affidabilità.Non della motivazione, che cambia ogni giorno, ma della capacità di esserci nel tempo.Essere affidabili non significa essere rigidi, ma avere uno standard minimo che non dipende dall’umore.È da lì che nasce la fiducia in sé stessi, la continuità e la possibilità di affrontare cambiamenti grandi, anche senza sentirsi pronti.
Nella Notte 10 di 100 notti per cambiare parliamo di recupero attivo. Per chi vive sotto carico fisico continuo, recuperare non significa fermarsi, ma gestire il movimento: ridurre il volume, cambiare stimolo, continuare a muoversi in modo intelligente per favorire adattamento e guarigione.
Nella Notte 9 di 100 notti per cambiare parliamo di attrito decisionale. Perché decidere al mattino fa perdere tempo ed energia, e come pre-decidere la sera missione e ordine di esecuzione per ridurre carico cognitivo, migliorare il recupero e aumentare l’efficacia operativa.
Nella Notte 8 di 100 notti per cambiare parliamo di allerta cronica e ipervigilanza. Quando il sistema nervoso resta sempre acceso, anche senza pericolo reale, il recupero si blocca. Un esercizio concreto — la respirazione a box — e alcune alternative pratiche per abbassare intenzionalmente l’attivazione fisiologica e smettere di consumare energia quando non serve.
Nella Notte 7 di 100 notti per cambiare parliamo di gestione della fatica sul lungo periodo. Un check del corpo semplice e concreto, supportato dal modello a semaforo (verde, giallo, rosso), per distinguere tra stanchezza utile e segnali di rischio e decidere come adattare allenamento e impegni senza perdere continuità.
Nella Notte 6 di 100 notti per cambiare parliamo di energia mentale e rimuginio. Sapere che la maggior parte delle preoccupazioni non si realizza non basta: serve imparare quando pensare e quando smettere. Strumenti concreti per interrompere il pensiero circolare e conservare lucidità e forza.
Nella Notte 5 di 100 notti per cambiare parliamo del silenzio come spazio necessario per la regolazione mentale ed emotiva. Un invito semplice e concreto: dieci minuti senza stimoli prima di dormire, per permettere al cervello di decomprimere la giornata e prepararsi al riposo. Non meditazione, non performance, ma presenza.
In questa quarta notte parlo di come le relazioni si allentano nel tempo, spesso senza che ce ne accorgiamo.Cambi di lavoro, cambi di vita, fasi diverse: alcune persone restano, altre si perdono per inerzia.Tenere il contatto non significa fare grandi discorsi, ma non lasciare che il tempo faccia il resto.Un messaggio, ogni tanto, per non isolarsi.Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa terza notte parlo di come dare una direzione al giorno dopo.Non fare tutto, ma scegliere una sola priorità che, se portata a termine, rende la giornata sensata.Una micro-missione chiara riduce lo stress, abbassa il carico mentale e aiuta a non partire in rincorsa.Non controllo. Direzione.Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa seconda notte parlo di come svuotare la testa prima di dormire.Non scrivendo emozioni o pensieri profondi, ma mettendo ordine nelle cose che richiedono attenzione.Appunti presi al volo durante il giorno, una lista imperfetta, un’agenda che cambia continuamente: un modo concreto per non portarsi tutto nel sonno.Non per controllare tutto, ma per sapere che è stato visto.Una notte. Un comportamento. Si continua.
In questa prima notte parto da una cosa semplice: rifare il letto.Non come gesto simbolico o estetico, ma come primo atto di ordine quando tutto il resto è confuso.Prendo spunto dal libro Rifai il letto di William McRaven per parlare di come creare struttura nelle piccole cose possa aiutare a non rimanere bloccati nei momenti di caos.Non è una soluzione ai problemi e non cambia la giornata, ma può cambiare il modo in cui la chiudi.Una notte. Un comportamento. Si inizia da qui.
In questo podcast non troverai racconti motivazionali né discorsi astratti.100 notti per cambiare è un percorso pratico.A partire dall’episodio uno inizierò a raccontare, uno alla volta, cento comportamenti e abitudini che ho applicato su me stesso negli ultimi anni.Sono cose semplici, quotidiane, divise per aree: corpo, routine, scelte, gestione dello stress, recupero, attenzione.Non sono teorie.Le ho provate, adattate, tenute quando funzionavano e scartate quando non funzionavano.Alcune hanno basi scientifiche chiare, altre sono frutto dell’esperienza.Non vanno applicate tutte insieme e non vanno applicate sempre.Ma nel tempo mi hanno aiutato a stare meglio rispetto al punto di partenza.Questo podcast serve a raccontarle, una notte alla volta.
This podcast was born from a simple realization:I didn’t need to change everything.I needed to change how I was living inside what I already had.The Quiet Shift is not motivation.It’s not therapy.It’s not inspiration.It’s a quiet, practical space about habits, boundaries, discipline, and recovery.One night at a time.One adjustment at a time.For those who feel something needs to shift —without burning everything down.




