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StoryTech di Fjona Cakalli
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StoryTech di Fjona Cakalli

Author: OnePodcast

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La tecnologia ci affascina e ci inquieta. Ci seduce con promesse sempre nuove, sempre più veloci, fino a farci credere che il futuro sia l’unico tempo possibile. Ma cosa succede se ci fermiamo a guardarla meglio? StoryTech è il podcast che invita a osservare la tecnologia per quello che è davvero: non solo innovazione o minaccia, ma un fenomeno culturale, sociale, economico e spesso politico, capace di modellare il modo in cui comunichiamo, lavoriamo, pensiamo e prendiamo posizione nel mondo. In ogni puntata, Fjona Cakalli esplora il lato meno visibile del mondo tech, intrecciando storia, attualità e geopolitica, per capire non solo cosa stiamo costruendo, ma perché lo stiamo facendo. Perché la tecnologia  è uno specchio delle nostre ambizioni, delle nostre paure e delle scelte che facciamo.

32 Episodes
Reverse
Negli anni Settanta, l’Unione Sovietica aveva immaginato una rete di computer capace di collegare il Paese e gestirne l’economia in tempo reale. Un progetto ambizioso, che anticipava Internet come lo conosciamo noi, ma che non vide mai la luce. In questa puntata scopriamo la storia di OGAS (usiamo l'acronimo per comodità!) e proviamo a capire perché una tecnologia pensata per cambiare tutto si sia scontrata con il sistema che avrebbe dovuto trasformare.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Washington e Pechino si parlano, ma non chiamano le cose allo stesso modo. Nel nuovo confronto tra Trump e Xi Jinping, l’intelligenza artificiale diventa terreno di una competizione che passa dai chip alle terre rare, fino alle parole con cui i due paesi raccontano la tecnologia. Gli Stati Uniti parlano di “superintelligenza”, la Cina di “intelligenza artificiale”: una differenza lessicale che racconta molto più di quanto sembri.See omnystudio.com/listener for privacy information.
Nel 1969 Neiman Marcus mise in vendita un computer da cucina da 10.600 dollari, una follia per l'epoca. Serviva a organizzare ricette, menu e bilanci familiari, aveva sedici interruttori, nessuno schermo e, soprattutto, richiedeva due settimane di corso per imparare a preparare… la cena. Ne vendettero zero. Quel fallimento ci pone davanti a una domanda attualissima: quando immaginiamo il futuro della tecnologia, quanto conta l’idea che abbiamo delle persone che dovranno usarla?See omnystudio.com/listener for privacy information.
Non ci basta più che la tecnologia funzioni, vogliamo che ci faccia dire "WOW". Negli ultimi anni ci siamo abituati a pretendere che ogni nuova generazione di tool tech sia più sorprendente, più radicale, più innovativa della precedente. E così le aziende cercano di superare costantemente se stesse, nella speranza di generare quell'effetto meraviglia capace di catturare la nostra attenzione, generare hype e farci desiderare il prodotto successivo. Oggi cerchiamo di capire cosa succede quando la novità diventa un’aspettativa permanente e perché quando tutto deve stupirci, forse il vero rischio è che niente riesca più a farlo,See omnystudio.com/listener for privacy information.
Oggi possiamo far parlare i morti, ricostruire luoghi scomparsi e trasformare gli archivi in esperienze interattive. In un museo di Tirana, vedere l'ologramma di Enver Hoxha chiedere perdono per crimini che non ha mai riconosciuto, ha fatto emergere dei dubbi: quando la tecnologia ricostruisce il passato, dove finisce la memoria e dove comincia la finzione? E soprattutto, se l’intelligenza artificiale può colmare i vuoti della storia, chi decide cosa metterci dentro?See omnystudio.com/listener for privacy information.
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